PDA

Visualizza versione completa : Ovunque sei (Nonno Peppe e le favole di LupoDentrooo)


LupoDentrooo
12-06-2007, 17.27.36
Quando, dopo pranzo, finalmente giunse il momento tanto atteso, non era chiaro se ad essere più felice fossero i bambini che si apprestavano ad ascoltare o Nonno Peppe che poteva regalare ai due nipotini la favola di LupoDentrooo.
L'inizio sempre uguale e la scena quasi un rito: il nonno pronunciava il classico "C'era una volta..." ed i bambini continuavano a due voci:
"...tanto tempo fa, un grande tifoso di una piccola grande squadra: il suo nome era LupoDentrooo e la squadra era l'Avellino."

Nonno Peppe aspettava che i bambini completassero la frase e poi riprendeva a parlare.
-Dopo le prima gare, LupoDentrooo aveva preferito cambiare posto, abbandonando quello che gli assegnava il suo abbonamento e portandosi accanto a Lupo_sempre_verde. L'avevo fatto perché, dov'era prima, due file sotto un altro amico, Luchino, si sentiva come un leone in gabbia: imprigionato su tutti e quattro i fronti, costretto a restare seduto. Una sofferenza aggiunta. Per LupoDentrooo, Lupo_sempre_verde, Marco, era la spalla ideale per assistere alla partita: persona di grande intelligenza, capiva di calcio, molto meno focoso di lui. Queste tre cose, combinate, facevano in modo che, nei momenti in cui il vecchio lupo si lasciava troppo trasportare dalla "fochenza" e gli sfuggivano particolari importanti, tattici o di altra natura, ci fosse chi era pronto a farglieli notare.
Si era poi creato un bel gruppetto di amici. Unico neo: la figlia di uno di essi, una bella ragazza "innamorata" di Moretti.
La nuova collocazione era proprio adatta a lui ed alla sua "artetica" : ultima fila, nessuno dietro che gli rompesse l’anima, per cui poteva alzarsi in piedi come e quando voleva e nessuno dinanzi a lui dato che il sediolino scelto da LupoDentrooo, tra quelli di questa ultima fila, era proprio sistemato in cima alle scale, cosa che gli consentiva di correre libero, su e giù, tutte le volte che un arbitro, un segnalinee o un avversario meritavano che qualcuno gli ricordasse vicende legate alle loro mogli o dove fosse opportuno andassero. In qualche caso, poi, anche per dare al tecnico della propria squadra un "amichevole" suggerimento tecnico.

Proprio quella giornata, però, manco a farla apposta, arrivò un signore, curioso nel portamento e "soggetto" assai, con il biglietto in mano. Il tizio guardò il numero sul tagliando, guardò il numero del sediolino e disse:
"purché non me lo sporchiate."

"Che significa: non me lo sporchiate?" disse uno degli amici.

"Significa che per ora potete stare, basta che non saliate coi piedi sul sediolino."

LupoDentrooo lo guardò come a dire:
"ma proprio ccà dovevi venire a romp ’o...gruppo?"

Aveva capito che avrebbe dovuto spostarsi alla destra di Marco, quella domenica. Grosso guaio perché, con questo spostamento, non avrebbe avuto più la pista libera davanti e, quindi, ogni volta, per correre su e giù per le scale, avrebbe dovuto fare un vero slalom: prima uno spostamento sulla sua sinistra, passare nelle stretta forca creata dalle lunghe gambe di Marco e la schiena della ragazza invaghita dell'ex terzino, e poi salire e scendere lungo le scale che separano i due settori.
Per come si era presentato, per quel "purché non me lo sporchiate" pronunciato, per come teneva un vecchio giornale in mano, verso l’ascella, simile ai soldati che montano di guardia, per la faccia curiosa assai, tutti del gruppo lo guardarono con aria divertita e sfotente, cosa che costrinse uno di loro ad una ipocrita giustificazione ai loro sorrisi:
"no...è che siamo meravigliati perché sono tre anni che stiamo sempre qua ad occupare gli stessi posti."

Ma il tizio non capì, il senso della frase e, convinto raccontò:
"E quando c'era la Curva nord... così e cosà?...e quando c’era la gabbia...così e cosà?...e quando c’era l’albero...là...voi dove stavate?"

E LupoDentrooo rispose:
" 'ngopp 'a l'albero!"

Dopo altre chiacchiere, l'ospite si allontanò, non senza aver prima garantito che sarebbe ritornato. Uno del gruppo si rivolse agli altri e scherzando chiese:
" 'o vuttat' 'a sott' vuje o 'u vott' a sott' io?"

Puntale, il "soggetto" ritornò e cominciò la gara e “La Gara nella gara".

Come da copione, inizio morbido, Avellino che faceva qualcosa, nulla di pericoloso, ma teneva bene il campo ed il Modena che non faceva nulla, oltre che guardare...guardare Cecere che ne combinò una grossa e regalò loro un rigore incredibile.

LupoDentrooo attonito guardò Marco. Dovete sapere che i due amici vivevano come un rito il gareggiare ad arrivare per primo allo stadio, per poi per poi dire, compiaciuto: "Stavolta il primo fesso, sono stato io!". Ma, dopo l’episodio del rigore quei due più che fessi erano due cadaveri.

"Ma comme se fa?" disse LupoDentrooo e Lupo_sempre_verde non rispose.

Rispose invece il settore del Modena: Goal! E, per essere sicuri che avessero compreso bene, dopo qualche minuto, quel settore urlò ancora più forte: Goal...goal...goal!

Due a zero, palla a centro e LupoDentrooo all'inferno. Ma vi restò poco, subito si arripigliò e cominciò a non stare più seduto. Si alzava, poi si spostava a destra, passava tra le forche a cui era stato costretto quella domenica e faceva quelle scale su e giù. Si fermava, poi, dinanzi al soggetto che gli aveva rubato il posto, si inginocchiava poco avanti a lui, guardava il campo e imprecava per colpa di Millesi e Fusco. Il primo non saltava mai l’uomo ed il secondo…beh...lasciamo perdere. Quindi si alzava in piedi e subito quello dietro gli intimava:
"O ti abbassi o torni al posto tuo, non vedo niente."

Voi già sapete quello che pensò LupoDentrooo, sentendo quelle parole; siccome la storia è lunga, accorciamo i tempi e non lo ripetiamo, anche per decenza.

"Rigoreeeeeee...rigore...Marco è rigoreeeee."

Meno male che c'era Marco: per girarsi di scatto ed urlare, neanche si era accorto dell'espulsione di un avversario e toccò all’avvocato informarlo che ora il Modena restava in dieci.
Sul dischetto il Pitone, il tiro...il goal. L'urlo del Partenio, le mani alle orecchie da parte di Biancolino e cominciò la prima risposta di un grande calciatore e di un grande uomo a gente che non solo non capisce nulla di calcio, ma è anche stupida e cattiva.

Nell'intervallo le telefonate a Sava ed altri amici: la tensione era tanta, come la speranza. Quella partita l'avrebbero vinta. Ci credeva. Ma quello, LupoDentrooo, ci crede sempre, anche quando si fotte dalla paura.
Siete voi che stenterete a credere a ciò che segue.

Colomba, sicuramente aveva sentito Lupodentrooo che, a più riprese, gli aveva "ordinato" di togliere Fusco. Non era più in campo, al suo posto il nuovo arrivato Albino. Ma nel foglietto delle ordinazioni non c'era scritto che doveva mettere Panarelli e quando gli fu servito andò in bestia. Allora, gli venne in mente il discorso sulla "mossa" e la polemica scherzosa, ma non tanto, con Aldair. Pensò:
"questo è meglio che non fa mosse, perché come si muove fa...guai! Ma come, siamo in svantaggio, siamo in superiorità numerica, c'è solo una punta da marcare e continuiamo a tenere 4 marcatori?"

Ma il tempo è galantuomo e Bucchi è nu pover'ommo: entrambi, fecero capire a LupoDentrooo che l'attaccante avversario era... uno solo... ma valeva per quattro ed i difensori erano quattro... ma valevano per uno. Goal, 3 a 1 per il Modena, palla al centro e pure LupoDentrooo al centro, ma della scalinatella: era corso ad urlare di tutto al segnalinee, colpevole, a suo dire, di non aver visto un clamoroso fuorigioco. Tornato a sedersi, passando per l'ennesima volta davanti all'avvocato, appena sedutosi, chiese:
"Marco, ma era o no fuorigioco?"

"Non te lo so dire" gli rispose Lupo_sempre_verde.

Il Partenio rumoreggiava forte, forte quasi come la rabbia che aveva dentro il vecchio lupo. Guardando verso il settore ospiti, fu, ancora una volta, colpito da uno che, diversi posto più avanti, alla sua sinistra, continuava ad inveire contro Biancolino. LupoDentrooo pensò:
"Ma dove ci abbiammo? Come se non bastassero tutti i guai, tutti i limiti, tutti gli errori e tutta la sfortuna, c'è pure gente come quella facc 'e fesso."

Ma Dio, forse, non è un lupo ma sicuramente è grande. Scelse così proprio il Pitone per avvelenare chi non capisce di calcio, i fessi ed i core ingrati. Su un cross pennellato, a tagliare la difesa, Biancolino di testa portò la squadra sul 2 a 3, accennò la fuga dell'esultanza e repentinamente ci ripensò, andando a prendere la palla nella rete perché aveva fretta e fame: la fame di un lupo a cui qualcuno aveva tanto, troppo, rotto le scatole.

Il tempo di andare, di venire ed il Pitone, come se avesse per le mani un nastro registrato, rimesso indietro sul punto di quella esultanza accennata ed abortita subito, spinse play e ciò che non era stato prima...ora si realizzò:
"Goal...goooooooooooooool...goooollllllllll“-

Il Pitone corse sotto la Curva Sud, battendosi il pugno sul cuore, rincorso dai compagni e dalla gioia e dagli applausi di migliaia di tifosi, compresi quelli che non capiscono di pallone, non conoscono il rispetto né la riconoscenza. Che cosa combinò LupoDentrooo, in quei momenti, non me lo ricordo bene, ricordo però che passandosi la mano tra i capelli, ritirandola, scoprì che aveva bisogno di un asciugamani. Non l’aveva e usò la vecchia sciarpa.

Il tempo di smettere di urlare e di zompare, vide sostituire il Pitone con Rastelli, e corse verso Colomba per dirgli, con molta calma e molta educazione, che non condivideva quella scelta. Tornato, poi, al posto suo, qualcuno gli fece notare che era stato Raffaele a chiedere il cambio e, così, si vergognò e chiese scusa al tecnico. Da lontano però, nella sua testa: non aveva fiato per alzarsi nuovamente, rompere di nuovo le scatole a Marco passandogli davanti e scendere, ancora, nel punto esatto dove poco prima aveva manifestato il non apprezzamento per il cambio.

Incredibile: tre pari e tanto tempo ancora. Il tempo per provare a vincerla quella gara e per iniziare la guerra tra lui e quel "soggetto" che voleva il posto pulito e che... l'Avellino si accontentasse.
"Forza...forza, scendi...e muoviti Panarè! Riccio non appiattirti sulla difesa, avanza di una decina di metri. Ma 'a vulimm vencer' o no questa partita?" urlava il lupo dal pelo bagnato e con l'ennesima sigaretta accesa tra le mani. Tutta la partita, avrebbe tenuto una sigaretta tra le mani e tra le labbra; tranne quei momenti in cui, per bere, doveva sostituirla con la bottiglietta d'acqua.

Ma chi tirava di qua e chi tirava di là:
"calma...calma: il pareggio è buono, abbiamo recuperato la partita. Non cerchiamo a tutti i costi la vittoria, questi sono sempre pericolosi e ci possono segnare ancora" l'intruso sentenziò.

Ora, finalmente, LupoDentrooo aveva la risposta alla domanda iniziale, del suo amico:
"Di sotto, lo butto io...tranquillo!"

Quando poi, sull'ennesima, incredibile dormita della difesa, la profezia si avverò ed il Modena segnò la quarta rete, il "soggetto" cacciò dalla sua bocca, come un biglietto tenuto in tasca e già scritto, la frase:
"Che vi avevo detto?"

"Mo' me n'aggià ì!- urlò secco Lupodentrooo, passò, per la centesima volta tra Lupo_sempre_verde e la schiena della ragazza e si andò ad accovacciare tre o quattro gradini sotto, sulle scale.
Guardò l’orologio, capì che la squadra non voleva arrendersi, notò la facilità con cui l’Avellino saliva e ci credette ancora. Ma accovacciato sulle scale non stava bene, a parte la posizione che torturava la sua schiena, appena appena accennava ad alzarsi, qualcuno gli urlava:
"non vedo nieeente, siediti!".

Così, arrecettò i fierri, salì nuovamente all'ultima fila, lanciò un'occhiataccia al "soggetto", passò dinanzi a Marco e si sedette al suo posto. Un solo secondo però e fu nuovamente in piedi; anzi, salì proprio sul sediolino e non l’avesse mai fatto. Per chi non conosce quel posto, è opportuno descriverlo. Collocato proprio in cima a tutto, aderente alla vetrata, nel punto dove la distanza dalla copertura è minima: salendo in piedi sul sediolino addirittura la si sfiora.

Quando Millesi fece partire il tiro che, insaccandosi sotto la traversa, determinò l'incredibile quattro pari, LupoDentrooo diede un salto e diede una capata sotto la copertura di cemento.
Il cuore scoppiava dalla gioia, ma...‘a capa, madonna, e comme faceva male: praticamente teneva una mano sul cuore e l’altra sulla testa e non sapeva di quale dei due preoccuparsi.

Ancora un sorso d’acqua, ancora un sigaretta e riprese ad incitare.
Cinque minuti di recupero. Una punizione per il Modena nella loro metà campo, il pallone però era arrivato al limite dell'area avellinese. Invece di rispedirlo nel punto di battuta, con un gran calcione, per guadagnare tempo, tre calciatori irpini lo portarono avanti passandoselo di mano in mano e LupoDentrooo urlò di sbrigarsi, invece di perdere tempo:
"Ma buttate in fretta quel palloooooooneeeeeeeee!"

"Calma, la squadra è stanca, ha speso molto, accontentiamoci del punto...va bene così!" serafico, chiosò il solito "soggetto".

LupoDentrooo non aveva tempo né fiato da perdere per rispondergli...e meno male! Guardò poi Albino crossare con un tocco vellutato, traiettoria prolungata da un canarino, il pallone andava verso Dani e Dani andava con la testa verso il pallone...lo colpì...Lupodentrooo trattenne il fiato, quello che gli era rimasto, vide il portiere in tuffo e poi sentì un boato, nello stadio, nella sua testa e nel suo cuore. Non ebbe la forza di urlare goal, saltò come una molla, non percorse i due cateti per portarsi al centro delle scale, andò lungo l’ipotenusa, sopra le spalle della ragazza, si stava arrerrupando ma giunse dove voleva e si trovò ad abbracciare tutti. Ad uno disse: "te voglio beneeeeeee" e non mentiva; in quel momento voleva bene veramente a tutti, compreso quel "soggetto" che solo pochi istanti prima avrebbe ucciso. E soprattutto Marco: quando andò ad abbracciarlo, appoggiò le sue mani sulle guance dell'amico, tendendogli la faccia stretta, gli urlò:
"Marco…te voglio beneeeeeee."

E chi se la dimentica più quella splendida espressione di Lupo_sempre_verde. La gente era stravolta, ci si guardava come a chiedersi: "ma è tutto vero?". Boudiaski si portò le mani tra i capelli, poi la corsa sotto la curva, poi l’uscita, poi Tommaso, e poi la chiamata di Gino:
"Come stai col cuore?"

"Sto bene, il cuore ha retto" gli rispose LupoDentrooo.

Poi vide Angelo venirgli incontro, in mezzo ai suoi due bambini. Guardandoli, si ricordò di un altro momento come quello, altra partita incredibile, la vittoria in nove uomini sul Pescara.
Subito dopo, l’abbraccio con Tina. Quelle parole, che quella amica cara gli sussurrò, con voce pronta al pianto, scolpirono un momento bellissimo, dolcissimo ed intenso della sua storia di tifoso, così ferita qualche giorno prima. A mano a mano, arrivarono un po’ tutti e tutti erano bambini in quel posto, in quegli istanti. Avevano assistito, anzi partecipato, ad una favola bellissima, come tutta la storia di questa piccola grande squadra-.

Il nonno chiuse il libro.

Mai come questa volta, i due bambini erano rimasti immobili e silenziosi, rapiti dal racconto di quella storica partita. Solo a questo punto, Peppiniello chiese:
"Nonno, chi erano quegli amici di LupoDentrooo che sembravano bambini?"

L'immancabile carezza fece da cuscino alla risposta:
"Non è importante, i nomi non contano. In quel branco c'erano tutti, ma proprio tutti. Chiunque, grazie alla radio, alla tv, ad internet, alle telefonate allo stadio o in qualsiasi altro modo, abbia sofferto e gioito, lasciando che fosse il cuore a portarli al Partenio. Peppiniè, ricordati bello r 'o nonno: chi ha avuto la fortuna di entrare in questo branco, resterà, per sempre, lupo e non saranno chilometri e distanze a rendere meno intensa la passione per questa squadra. Se solo la si ama veramente..."

"Nonno, allora, io che voglio bene al lupo, anche se non vengo quasi mai allo stadio, anche se vivo a Milano, farò sempre parte di questo branco?"

"Certo!"

"Anche se per lavoro, un giorno dovessi andare in Svizzera o in America o al polo nord?"

"Certo! Ovunque sei..."

Dedicata ai tifosi che vivono lontano da Avellino.
LupoDentrooo

Paolo
12-06-2007, 19.25.10
"Nonno, chi erano quegli amici di LupoDentrooo che sembravano bambini?"

L'immancabile carezza fece da cuscino alla risposta:
"Non è importante, i nomi non contano. In quel branco c'erano tutti, ma proprio tutti. Chiunque, grazie alla radio, alla tv, ad internet, alle telefonate allo stadio o in qualsiasi altro modo, abbia sofferto e gioito, lasciando che fosse il cuore a portarli al Partenio. Peppiniè, ricordati bello r 'o nonno: chi ha avuto la fortuna di entrare in questo branco, resterà, per sempre, lupo e non saranno chilometri e distanze a rendere meno intensa la passione per questa squadra. Se solo la si ama veramente..."

.............................................

"Anche se per lavoro, un giorno dovessi andare in Svizzera o in America o al polo nord?"

"Certo! Ovunque sei..."

Dedicata ai tifosi che vivono lontano da Avellino.
LupoDentrooo

L'ho letto tutto, ma ho concentrato la mia attenzione soprattutto su questo passaggio:

GRANDE :clap:

Lupo x sempre
13-06-2007, 00.58.48
l'ho riletto dopo tanto tempo.....
e ricordandomi di quella giornata e rivivendo le emozioni di quel giorno mi è venuta la pelle d'oca...
è vero...... passeranno gli anni...... cambieranno i protagonisti....
gli anni aumenteranno...... forse cambierà la città di residenza...
ma dal branco non uscirò mai....
Grazie Pè.....

Kenzo
13-06-2007, 12.07.24
Non lo avevo mai letto...
E se ripenso che io quella partita me la sono persa (costretto a 80km a sentirla per radio :grr: ), il racconto ha un gusto tutto particolare.
Grazie Peppì!!!

wilde wolf
13-06-2007, 12.13.40
Pè sei un qualcosa di fenomenale...
Dal branco non si esce mai...

LupoDan
13-06-2007, 14.18.55
Il branco è per te e tu sei per il branco.
Difficile entrarvi.
Impossibile uscirvi.

Quella partita rappresenta l'anello di congiunzione tra ciò che è folle e ciò che è razionale.

Professore
14-06-2007, 00.33.04
grandissimo peppe...

non lo ricordavo questo pezzo celebre...

è il momento di tirare fuori tutto il nostro orgoglio e gridare ai Lupi che dovranno lottare senza mai arrendersi oltre il 90'

LupoDentrooo
09-08-2011, 17.32.04
Per come si era presentato, per quel "purché non me lo sporchiate" pronunciato, per come teneva un vecchio giornale in mano, verso l’ascella, simile ai soldati che montano di guardia, per la faccia curiosa assai, tutti del gruppo lo guardarono con aria divertita e sfotente, cosa che costrinse uno di loro ad una ipocrita giustificazione ai loro sorrisi:
"no...è che siamo meravigliati perché sono tre anni che stiamo sempre qua ad occupare gli stessi posti."

Ma il tizio non capì, il senso della frase e, convinto raccontò:
"E quando c'era la Curva nord... così e cosà?...e quando c’era la gabbia...così e cosà?...e quando c’era l’albero...là...voi dove stavate?"

E LupoDentrooo rispose:
" 'ngopp 'a l'albero!"
http://img37.imageshack.us/img37/4035/partenio.jpg

:lol: il materiale è arrivato;-)

IL NAPOLETANO
09-08-2011, 18.59.52
Fantastico e indimenticabile!

Anche se io non sono mai salito su quell'albero e ho sempre visto la scena dalla Tribuna Terminio (nella quale risiedo da ormai 33 anni!!!!)...vedere quest'albero e questa foto mi fanno commuovere!!!!!

avellino64
09-08-2011, 21.56.53
Davvero senza parole, momenti indimenticabili! Grazie Peppe:clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: