Visualizza versione completa : Jose' Guimaraes Dirceu
Max71
16-09-2007, 06.56.24
Presi dalle note vicende "PARTENIO"e dalla prima vittoria in campionato della nostra squadra.....dodici anni fà in un maledetto incidente stradale scomparve "LO ZINGARO DEL GOAL".Un CAMPIONE,che abbiamo avuto modo di ammirare, anche con i nostri colori!!!!!RICORDI INCANCELLABILI!!!!!!Nel mio piccolo questa vittoria la dedico a lui.
Vasco
16-09-2007, 10.22.38
Uso una frase di Dago, ora Masaniello:
E' in cielo a tirare le punizioni e non riesce a pararle nemmeno il Signore
SOLOAVELLINO
16-09-2007, 11.21.32
Onore e gloria ad un GRANDE del PALLONE!!!
Poggio
16-09-2007, 14.12.06
Uso una frase di Dago, ora Masaniello:
E' in cielo a tirare le punizioni e non riesce a pararle nemmeno il Signore
Bellissima !:clap: :clap: :clap:
Greenwolf77
16-09-2007, 14.31.04
Ciao Josè, seguici sempre da lassù.....noi ti portiamo sempre nel cuore.....ciao grande campione
il direttore
16-09-2007, 15.35.10
ma dedicargli una curva, una tribuna, un distinto? no, eh?
Greenwolf77
16-09-2007, 15.56.21
ma dedicargli una curva, una tribuna, un distinto? no, eh?
Verissimo....e sarei pienamente a favore....giusto riconoscimento per un grandissimo campione spesso sottovalutato da cronisti e storici del calcio nazionale e mondiale.....:ok::ok::ok:
AVELLINO E ... BASTA
16-09-2007, 21.17.20
Ciao josè non ci dimenticheremo mai di te............
Lupo x sempre
17-09-2007, 10.46.54
un grandissimo campione e un uomo semplice innamorato del gioco del calcio.....
a lui sono legati i miei ricordi più belli di bambino con il lupo in serie A......
ciao Josè.....
Fenrir
17-09-2007, 12.07.22
Coração Vagabundo
Meu coração não se cansa de ter esperança
de um dia ser tudo o que quer
meu coração de criança
não és só a lembrança
de um vulto feliz de mulher
que passou por meu sonho
sem dizer adeus
e fez dos olhos meus um chorar mais sem fim
meu coração vagabundo
quer guardar o mundo em mim
luporock
17-09-2007, 12.36.44
Con Dirceu io e la mia famiglia avevamo fatto una bella amicizia.
Cene, compleanni. Ci mandava cartoline dal Brasile che ho gelosamente custodite. Ho due sue magliette, di cui una allo studio, e autografi. Lo sponsor era Dyal detersivi all'epoca.
La sua morte ci lasciò sconfortati.
Posso confermare che era un grande uomo, di sani valori familiari e umile.
:clap: per lui
Max71
17-09-2007, 15.12.27
L'anno di Dirceu è stato il migliore dell'US 1912,prima della lenta decaduta.......Mi ricordo il gol contro la Samp. Bistazzoni si aspettava la solita "bomba"di sinistro e lui invece s'inventò una morbita traettoria a girare la barriera prima d'infilarsi all'incrocio dei pali:clap: :clap: Il "Partenio"venne giù....!!!!!Quel giorno segnò anche un grandissimo gol Alessio,ma questa è un altra storia........
AtaLupo
17-09-2007, 15.36.08
http://img207.imageshack.us/img207/5893/dirhr0.jpg
http://images.wikia.com/nonciclopedia/images/4/4a/Dirceu.jpg
Nobiltà Irpina
23-09-2007, 10.40.42
Planava sul tappeto verde, mentre gli altri correvano.
Disegnava geometrie, arabeschi, tracce di pulsazioni pitagoriche, che squadravano il centrocampo e la mediana illuminata dal sole, dove era più intensa però, la luce di Dirceu.
Tiro al tritolo e piede di velluto.
Ma ancora più della sua opera, resta il suo esempio di uomo, e nessuno muore realmente, finchè il suo ricordo viene custodito nel cuore di chi rimane.
Un giorno Dio disse al suo angelo: "Portami la cosa più preziosa che hai visto nel mondo del calcio."
Così, da quel giorno, un carioca alato, ora ha il numero 10 nel giardino di Dio.
Antonio Iannaccone
AVELLINO E ... BASTA
27-09-2007, 13.31.25
Planava sul tappeto verde, mentre gli altri correvano.
Disegnava geometrie, arabeschi, tracce di pulsazioni pitagoriche, che squadravano il centrocampo e la mediana illuminata dal sole, dove era più intensa però, la luce di Dirceu.
Tiro al tritolo e piede di velluto.
Ma ancora più della sua opera, resta il suo esempio di uomo, e nessuno muore realmente, finchè il suo ricordo viene custodito nel cuore di chi rimane.
Un giorno Dio disse al suo angelo: "Portami la cosa più preziosa che hai visto nel mondo del calcio."
Così, da quel giorno, un carioca alato, ora ha il numero 10 nel giardino di Dio.
Antonio Iannaccone
Bellissime queste parole.............:clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap:
Abellinum
17-09-2010, 16.52.57
con molto piacere riprendo dopo un bel po di tempo le discussioni del forum .Spero che mi perdoniate . chiedo scusa se vado fuori argomento ma non ho letto nessun post sui 15° ANNO DI SCOMPASA DI DIRCEU (. IL 15 SETTEMBRE ). SPERO CHE UNA MANO C'E' LA DIA ANCHE LUI DA LASSU'
avellino64
17-09-2010, 17.37.40
Caspita, sono già trascorsi 15 anni?:eh?:
adorix
17-09-2010, 17.42.32
http://www.youtube.com/watch?v=2gjRZUEdOFE
Dopo 23 secondi e poi al minuto 1:46............grazie Josè..........:lode: :lode: :lode:
Al minuto 1:57 l'abbraccio di Zandonà, Boccafresca e Murelli................
Ciao
Lupo69
17-09-2010, 17.48.24
http://www.youtube.com/watch?v=2gjRZUEdOFE
Dopo 23 secondi e poi al minuto 1:46............grazie Josè..........:lode: :lode: :lode:
Al minuto 1:57 l'abbraccio di Zandonà, Boccafresca e Murelli................
Ciao
Grazie Josè....OLE,OLE,OLE,OLE,JOSE'....JOSE'....:bua:
amantedelCalcio
17-09-2010, 18.26.28
Ero nell'anello inferiore della curva nord, me lo ricordo come fosse oggi, ma so passati 23 anni se non erro :bua:
Comunque onore a Dirceu, ancora me lo ricordo arrancare a fine carriera sui polverosi campi della serie D con la nostra maglia insieme al suo compagno di sventura Pasquale Sazio
R.I.P.
amantedelCalcio
17-09-2010, 18.32.56
Quando Dirceu si è fermato ad Eboli
La storia di una stella della nazionale di calcio brasiliana. Castigò Zoff ai mondiali di Argentina prima di approdare in Italia per giocare a Verona, Napoli, Ascoli, Como, Avellino ed Eboli, dove gli hanno dedicato lo stadio e continuano a seguire i suoi insegnamenti.
“E' in cielo a tirare le punizioni e non riesce a pararle nemmeno il Signore”. Così lo salutò un tifoso dell’Avellino quando seppe dell’incidente mortale che gli costò la vita. Si riferiva a José Dirceu Guimarães. Ai brasiliani però, piace identificarsi con un unico nome. Per tutti era semplicemente Dirceu: la faccia pulita del bravo ragazzo e uno dei sinistri più mortiferi che il calcio ricordi. Di sicuro, se lo ricorda Dino Zoff.
Correva l’anno 1978: ai Mondiali Argentini l’Italia si gioca il terzo posto contro il Brasile. Una rasoiata di Dirceu dal limite dell’area consegna al Brasile il bronzo e spedisce a casa la più bella nazionale italiana mai vista ad un Mondiale. Fu quello l’anno di consacrazione per il talento di Curitiba: la sua carriera lo portò a giocare in Brasile, poi in Messico, in Spagna (dove fece grande l’Atletico Madrid) e finalmente in Italia; Verona, Napoli, Ascoli, Como ed Avellino. Un pellegrinare continuo che gli valse il soprannome di “Zingaro”. Prima di allontanarsi definitivamente dai campi da gioco però, Dirceu fece tappa per due stagioni ad Eboli, paese di 30.000 anime della provincia di Salerno.
La cosa ebbe dell’incredibile, perché all’epoca l’Ebolitana 1925, la squadra locale, militava nel Campionato di Serie D. A raccontare come arrivò a giocare per una realtà dilettantistica un così grande campione, è Armando Cicalese, all’epoca capo-ultras dell’Ebolitana 1925, che oggi ricopre il ruolo di Presidente: “Dirceu arrivò ad Eboli grazie al Presidente di allora Luigi Cavaliere, con il quale aveva un rapporto di forte amicizia. Cavaliere era un imprenditore vivaistico che all’epoca conosceva bene Matarrese.
Ci furono dei problemi burocratici per averlo con noi, ma vennero superati al volo. “ L’arrivo di Dirceu ad Eboli però fu quasi comico. “Il primo giorno che vide il terreno di gioco del vecchio Stadio Massaioli, dove giocavamo, si girò e ci chiese “Ma dove le giochiamo le partite ?”. Abituato com’era ai manti erbosi dei grandi stadi, non realizzò subito che avrebbe dovuto giocare su un campo come il nostro, tutto in terra battuta e senza un filo d’erba” .Ma per una cittadina che vive di calcio, avere un così grande talento in casa propria era un evento e tutti si diedero da fare per far sì che il suo impatto con una realtà così piccola fosse il meno sconvolgente possibile.
“Quando il Presidente seppe dello stupore che Josè ebbe nel vedere in campo, lo chiamò e gli disse “Vatti a fare una bella vacanza in Brasile e torna tra qualche settimana.” Il giorno stesso tutta Eboli andò al campo e cominciò a lavorare al terreno di gioco. Tutto doveva essere perfetto. Comprammo delle zolle specifiche per i campi da calcio e rifacemmo tutto. Quando tornò rimase sbalordito. Josè era una persona fantastica. Capì quanto significava per noi averlo nella nostra squadra e con quel gesto conquistammo il suo affetto immediatamente.”Il sodalizio Eboli-Dirceu si consolidò immediatamente: ogni mancanza a livello organizzativo veniva colmata seduta stante da tutti i cittadini.
Il Presidente lo fece alloggiare in una delle sue più belle ville e legò moltissimo con la sua famiglia. Quanto al rendimento sul campo da gioco, non c’è bisogno di dirlo, fece la differenza da subito: “ Era un giocatore di un'altra categoria, con quella classe faceva quello che voleva. Risolse a nostro favore un mucchio di partite. Ricordo una partita contro la Juve Stabia, squadra fortissima che sulla carta avrebbe dovuto vincere il campionato senza problemi. Nei minuti finali eravamo sullo 0-0, quando all’ 87 da fermo, Dirceu con una foglia morta all’ incrocio dei pali segnò il gol partita. Dopo il gol venne ad esultare sotto la nostra curva. Fu un momento indimenticabile, tutti qui a Eboli se lo ricordano.
Eravamo in 3.000 allo Stadio gremito, impazziti di gioia”. Con l’Eboli e non solo segnò un innumerevole quantità di gol su calcio di punizione, preferibilmente a girare. Anche se il segreto lo raccontò un giorno allo stesso Cicalese “Per lui i calci di punizione erano rigori. Un giorno, lo vedo arrivare e gli chiedo come fa fare sempre gol su calcio di punizione. “Basta tirare forte e a girare verso la porta - mi dice lui – o fai gol tu, o lo fai fare a uno dei tuoi compagni”. Nelle sue due stagioni ad Eboli, Dirceu non riuscì però a regalare alla sua squadra la C2. Così nel 1991 cambiò nuovamente squadra, spostandosi di pochi chilometri per vestire la maglia del Benevento.
Quattro anni più tardi, dopo l’ennesimo cambio di squadra (prima nel campionato turco, poi in quello messicano) la tragedia: a soli 43 anni un incidente stradale se lo porta via per sempre. “Fu un giorno tristissimo per tutta Eboli, perché con lui morì anche Pasquale Sazio, che era il nostro libero e con lui il giocatore più carismatico: erano grandi amici e Josè lo portò con lui in Brasile per consigliarlo a qualche squadra, credeva moltissimo nel suo talento.
Quel giorno perdemmo due amici, due campioni e due persone meravigliose”. In memoria di Dirceu, Eboli ha intitolato il suo nuovo Stadio da oltre 10.000 posti. La squadra che ha visto mandare gli ultimi bagliori della carriera di Dirceu, ha rischiato di fallire nel 2004. E’ viva solo grazie ad un iniziativa degli ultras, che hanno rilevato la società accollandosi tutte le incombenze economiche. “ Non ce la sentivamo da lasciare morire una squadra così, con una storia così bella alle spalle.
Abbiamo deciso di continuare con le sole forze dei tifosi, anche se questo ci costa moltissimi sacrifici e ogni giorno dobbiamo fare i conti con un ambiente che ci è ostile. Cerchiamo di puntare sui giovani, come voleva Josè. E’ durissima, ma andiamo avanti anche in nome suo e per onorare quello che lui ha dato alla nostra città”.
avellinonelcuore
17-09-2010, 18.40.39
Ero nell'anello inferiore della curva nord, me lo ricordo come fosse oggi, ma so passati 23 anni se non erro :bua:
Comunque onore a Dirceu, ancora me lo ricordo arrancare a fine carriera sui polverosi campi della serie D con la nostra maglia insieme al suo compagno di sventura Pasquale Sazio
R.I.P.
Io invece ero nella parte superiore della curva nord, mamma mia che ricordi...Grande Josè Dirceu, riposa in pace.
Passionelupi
17-09-2010, 18.52.04
http://www.youtube.com/watch?v=2gjRZUEdOFE
Dopo 23 secondi e poi al minuto 1:46............grazie Josè..........:lode: :lode: :lode:
Al minuto 1:57 l'abbraccio di Zandonà, Boccafresca e Murelli................
Ciao
All'epoca non avevamo la Rai. Internet, manco a parlarne. L'unico modo di poter seguire le sorti del Lupo erano Tutto il calcio e uno spicchio di 5 minuti della Domenica sportiva della televisione svizzera italiana, verso le 11 di sera, che i miei non mi volevano far gaurdare per via dell'orario tardivo (era i a scola o lunedi :D).
Adesso, aldilà della Serie A e di tutto quanto significava all'epoca per tutti noi, il semplice fatto di risentire le voci dei vari Amero, Ciotti, Bortoluzzi e compagnia bella mi fa veni na nostalgia che manco ve l'immaginate...C'è tutta la mia adolescenza dietro ste voci, le domeniche rinchiuso in camera mia a seguire le partite (mi ricordo che tenevo tabelle aggiornatissime di tutte le partite con nome dei marcatori, minutaggio dei gol, le formazioni di tutte le partite (:azz:) , tenevo la classifica aggiornata con il calendario del campionato (preso dalla gazzetta dello sport) incollato sulla porta della camera mia (mio padre dovette pittarla perchè quando, non ricordo che anno era, andai per togliere il foglio combinai un macello :oops:), insomma, tutte scene che, scusatemi, ricordo con molta tenerezza e, appunto, nostalgia :bua:
Grazie anche a te, Josè
Lupo69
17-09-2010, 18.54.16
Ero nell'anello inferiore della curva nord, me lo ricordo come fosse oggi, ma so passati 23 anni se non erro :bua:
Io invece ero nella parte superiore della curva nord, mamma mia che ricordi...Grande Josè Dirceu, riposa in pace.
vabbuo'....allora stevo meglio io....anello superiore Curva Sud...praticamente quilli pochi capilli che teneva Galbiati mi vennero a finì n'cuollo
avellinonelcuore
17-09-2010, 18.54.37
All'epoca non avevamo la Rai. Internet, manco a parlarne. L'unico modo di poter seguire le sorti del Lupo erano Tutto il calcio e uno spicchio di 5 minuti della Domenica sportiva della televisione svizzera italiana, verso le 11 di sera, che i miei non mi volevano far gaurdare per via dell'orario tardivo (era i a scola o lunedi :D).
Adesso, aldilà della Serie A e di tutto quanto significava all'epoca per tutti noi, il semplice fatto di risentire le voci dei vari Amero, Ciotti, Bortoluzzi e compagnia bella mi fa veni na nostalgia che manco ve l'immaginate...C'è tutta la mia adolescenza dietro ste voci, le domeniche rinchiuso in camera mia a seguire le partite (mi ricordo che tenevo tabelle aggiornatissime di tutte le partite con nome dei marcatori, minutaggio dei gol, le formazioni di tutte le partite (:azz:) , tenevo la classifica aggiornata con il calendario del campionato (preso dalla gazzetta dello sport) incollato sulla porta della camera mia (mio padre dovette pittarla perchè quando andai per togliere il foglio combinai un macello :oops:), insomma, tutte scene che, scusatemi, ricordo con molta tenerezza e, appunto, nostalgia :bua:
:clap: :clap: :clap: ti capisco.
avellinonelcuore
17-09-2010, 18.56.27
vabbuo'....allora stevo meglio io....anello superiore Curva Sud...praticamente qulli pochi capilli e Galbiati mi vennero a finì n'cuollo
...infatti dopo quel tiro credo che Galbiati sia diventato definitavamente calvo.
Don't walk
17-09-2010, 19.14.12
Quando Dirceu si è fermato ad Eboli
La storia di una stella della nazionale di calcio brasiliana. Castigò Zoff ai mondiali di Argentina prima di approdare in Italia per giocare a Verona, Napoli, Ascoli, Como, Avellino ed Eboli, dove gli hanno dedicato lo stadio e continuano a seguire i suoi insegnamenti.
“E' in cielo a tirare le punizioni e non riesce a pararle nemmeno il Signore”. Così lo salutò un tifoso dell’Avellino quando seppe dell’incidente mortale che gli costò la vita. Si riferiva a José Dirceu Guimarães. Ai brasiliani però, piace identificarsi con un unico nome. Per tutti era semplicemente Dirceu: la faccia pulita del bravo ragazzo e uno dei sinistri più mortiferi che il calcio ricordi. Di sicuro, se lo ricorda Dino Zoff.
Correva l’anno 1978: ai Mondiali Argentini l’Italia si gioca il terzo posto contro il Brasile. Una rasoiata di Dirceu dal limite dell’area consegna al Brasile il bronzo e spedisce a casa la più bella nazionale italiana mai vista ad un Mondiale. Fu quello l’anno di consacrazione per il talento di Curitiba: la sua carriera lo portò a giocare in Brasile, poi in Messico, in Spagna (dove fece grande l’Atletico Madrid) e finalmente in Italia; Verona, Napoli, Ascoli, Como ed Avellino. Un pellegrinare continuo che gli valse il soprannome di “Zingaro”. Prima di allontanarsi definitivamente dai campi da gioco però, Dirceu fece tappa per due stagioni ad Eboli, paese di 30.000 anime della provincia di Salerno.
La cosa ebbe dell’incredibile, perché all’epoca l’Ebolitana 1925, la squadra locale, militava nel Campionato di Serie D. A raccontare come arrivò a giocare per una realtà dilettantistica un così grande campione, è Armando Cicalese, all’epoca capo-ultras dell’Ebolitana 1925, che oggi ricopre il ruolo di Presidente: “Dirceu arrivò ad Eboli grazie al Presidente di allora Luigi Cavaliere, con il quale aveva un rapporto di forte amicizia. Cavaliere era un imprenditore vivaistico che all’epoca conosceva bene Matarrese.
Ci furono dei problemi burocratici per averlo con noi, ma vennero superati al volo. “ L’arrivo di Dirceu ad Eboli però fu quasi comico. “Il primo giorno che vide il terreno di gioco del vecchio Stadio Massaioli, dove giocavamo, si girò e ci chiese “Ma dove le giochiamo le partite ?”. Abituato com’era ai manti erbosi dei grandi stadi, non realizzò subito che avrebbe dovuto giocare su un campo come il nostro, tutto in terra battuta e senza un filo d’erba” .Ma per una cittadina che vive di calcio, avere un così grande talento in casa propria era un evento e tutti si diedero da fare per far sì che il suo impatto con una realtà così piccola fosse il meno sconvolgente possibile.
“Quando il Presidente seppe dello stupore che Josè ebbe nel vedere in campo, lo chiamò e gli disse “Vatti a fare una bella vacanza in Brasile e torna tra qualche settimana.” Il giorno stesso tutta Eboli andò al campo e cominciò a lavorare al terreno di gioco. Tutto doveva essere perfetto. Comprammo delle zolle specifiche per i campi da calcio e rifacemmo tutto. Quando tornò rimase sbalordito. Josè era una persona fantastica. Capì quanto significava per noi averlo nella nostra squadra e con quel gesto conquistammo il suo affetto immediatamente.”Il sodalizio Eboli-Dirceu si consolidò immediatamente: ogni mancanza a livello organizzativo veniva colmata seduta stante da tutti i cittadini.
Il Presidente lo fece alloggiare in una delle sue più belle ville e legò moltissimo con la sua famiglia. Quanto al rendimento sul campo da gioco, non c’è bisogno di dirlo, fece la differenza da subito: “ Era un giocatore di un'altra categoria, con quella classe faceva quello che voleva. Risolse a nostro favore un mucchio di partite. Ricordo una partita contro la Juve Stabia, squadra fortissima che sulla carta avrebbe dovuto vincere il campionato senza problemi. Nei minuti finali eravamo sullo 0-0, quando all’ 87 da fermo, Dirceu con una foglia morta all’ incrocio dei pali segnò il gol partita. Dopo il gol venne ad esultare sotto la nostra curva. Fu un momento indimenticabile, tutti qui a Eboli se lo ricordano.
Eravamo in 3.000 allo Stadio gremito, impazziti di gioia”. Con l’Eboli e non solo segnò un innumerevole quantità di gol su calcio di punizione, preferibilmente a girare. Anche se il segreto lo raccontò un giorno allo stesso Cicalese “Per lui i calci di punizione erano rigori. Un giorno, lo vedo arrivare e gli chiedo come fa fare sempre gol su calcio di punizione. “Basta tirare forte e a girare verso la porta - mi dice lui – o fai gol tu, o lo fai fare a uno dei tuoi compagni”. Nelle sue due stagioni ad Eboli, Dirceu non riuscì però a regalare alla sua squadra la C2. Così nel 1991 cambiò nuovamente squadra, spostandosi di pochi chilometri per vestire la maglia del Benevento.
Quattro anni più tardi, dopo l’ennesimo cambio di squadra (prima nel campionato turco, poi in quello messicano) la tragedia: a soli 43 anni un incidente stradale se lo porta via per sempre. “Fu un giorno tristissimo per tutta Eboli, perché con lui morì anche Pasquale Sazio, che era il nostro libero e con lui il giocatore più carismatico: erano grandi amici e Josè lo portò con lui in Brasile per consigliarlo a qualche squadra, credeva moltissimo nel suo talento.
Quel giorno perdemmo due amici, due campioni e due persone meravigliose”. In memoria di Dirceu, Eboli ha intitolato il suo nuovo Stadio da oltre 10.000 posti. La squadra che ha visto mandare gli ultimi bagliori della carriera di Dirceu, ha rischiato di fallire nel 2004. E’ viva solo grazie ad un iniziativa degli ultras, che hanno rilevato la società accollandosi tutte le incombenze economiche. “ Non ce la sentivamo da lasciare morire una squadra così, con una storia così bella alle spalle.
Abbiamo deciso di continuare con le sole forze dei tifosi, anche se questo ci costa moltissimi sacrifici e ogni giorno dobbiamo fare i conti con un ambiente che ci è ostile. Cerchiamo di puntare sui giovani, come voleva Josè. E’ durissima, ma andiamo avanti anche in nome suo e per onorare quello che lui ha dato alla nostra città”.
una favola....peccato che non ce ne siano più così:bua:
bella davvero!
ancora ciao Josè....
ilmaremmano
17-09-2010, 21.44.46
io invece mi ricordo ancora quando, contro il milan (mi sembra proprio in quel campionato :uhm: ) fece vedere un tiro da fuori area che per uno scherzo del Signore non si insaccò al 7 alla sinistra di nuciari
stavo in curva sud, vincemmo 2 a 1 :fuma:
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