Visualizza versione completa : "Rambo" (di Mimmo Rossi)
LupoDentrooo
17-10-2007, 11.54.41
Rambo (di Mimmo Rossi)
Mexico 86: in campo con gli azzurri di Enzo Bearzot c'era un irpino purosangue, il primo a vestire la maglia della nazionale maggiore di calcio. Il suo nome Fernando De Napoli. Che bella soddisfazione per una intera provincia. Non era mai accaduto di vedere un conterraneo presente tra i protagonisti del più ambito torneo calcistico del mondo. Nando ai Mondiali. Chi l'avrebbe mai detto.
Era un caldo pomeriggio del maggio dell'86, quando in città si diffuse la notizia che Nando De Napoli, battezzato, sempre dal geniale Peppino Pisano, "Rambo", faceva parte dei ventiquattro calciatori selezionati da Enzo Bearzot per i Mondiali del Messico.
Cronisti, fotoreporter e cineoperatori corsero subito a Chiusano San Domenico, il paese che De Napoli non aveva mai voluto abbandonare. Era forte il suo attaccamento a quel paesino che ricorda tanto un presepe, dove le case sono adagiate sul fianco della montagna. In piazza era festa grande.
Il padre di Nando, un uomo dall'aspetto sincero e gioviale, dallo sguardo buono e pacione, dietro al bancone del bar riceveva complimenti da tutti, mentre stappava alcune bottiglie di spumante. Sul volto di quell'uomo la grande gioia, che aveva tutto il sapore del grande riscatto. A qualche centinaia di metri dalla piazza in una palazzina di fresca costruzione l'intera famiglia a festeggiare, ma in tono decisamente compito. La madre, a cui Nando sembra proprio, come si dice dalle parti nostre, aver tagliato la testa, con estrema saggezza ripeteva: "E' un passo importante per mio figlio, ma l'esame vero e proprio ancora deve iniziare".
Le sorelle si affrettavano a scartocciare vassoi colmi di pasticcini, per offrirli ad amici, parenti, conoscenti e anche a tanti curiosi giunti a Chiusano per incitare Nando, il campione fatto in casa, tirato su con sane bistecche della macelleria del paese, quella che ha la carne buona che contiene le giuste proteine per alimentare i muscoli del campione.
Nando, lo ricordiamo quando ragazzino in pullman veniva in città dalla sua Chiusano, per poi salire sull'autobus e raggiungere Mercogliano, dove ai piedi del paese, nel campetto di terra battuta sognava di fare il calciatore. Gino Corrado, abile talent-scout lo prese ragazzetto, proprio come Fabio Pecchia, Francesco Dell'Anno, nella vicino Baiano. Nando si allenava con scrupolosità ed impegno. Quando marinava la scuola era sempre lì con un pallone tra i piedi a palleggiare, a correre a irrobustire il fisico. Dopo alcuni campionati con la Mirgia, la squadra di famiglia del "vulcanico" Gino, l’esperienza con l'Avellino.
Poi un anno assieme all'inseparabile amico Marco Pecoraro a Rimini, dove allenava un certo Arrigo Sacchi. In riva all'Adriatico, Nando si fece le ossa nel torneo di serie C. Lì lo vide Franco Janich, allora direttore generale del Bari che cercò in tutti i modi di portarlo nel capoluogo pugliese. Non ci fu verso però. Grazie a Corrado, De Napoli rimase nell'Avellino, dove nel campionato 83/84 collezionò diciotto presenze in prima squadra, segnando anche una rete. Ma non era ancora soddisfatto.
De Napoli divenne "Rambo" quando approdò sullo scanno biancoverde Antonio Valentin Angelillo, che vide in lui un mediano in grado di demolire gli avversari, ma anche capace di prodursi in lunghe sgroppate in avanti. Poi la maturazione con Tomislav Ivic, infine anche per sanare le deficitarie casse societarie il passaggio al Napoli di Italo Allodi. Gli scudetti, le Coppe Italia, la Uefa, l'amicizia con Diego Armando Maradona, il fascino delle grandi platee, ma nella mente sempre il ricordo del suo Avellino, delle sue origini, della saggezza che contraddistingue la vita del paese. Nando a Milano alla corte del Cavaliere, in rossonero, quasi da turista. Non ha mai cambiato accento. L'inflessione dialettale sempre la stessa: a Milano a Reggio Emilia a Cagliari. Sempre e solamente irpino.
Campione di stile, di correttezza, di sportività. Nando De Napoli, il rambo dell'Irpinia, che al Partenio, con la maglia del Napoli che stava per appuntarsi per la prima volta il tricolore sul petto, al gol dell'ex Carnevale non esultò per rispetto alla sua gente, a quello stadio il cui prato verde aveva sognato di calcare da bambino e che successivamente lo aveva visto protagonista.
luporock
17-10-2007, 12.22.32
Gino Corrado, abile talent-scout lo prese ragazzetto, proprio come Fabio Pecchia, Francesco Dell'Anno, nella vicino Baiano.
Anche Dell'Anno poteva diventare un grande come De Napoli ma la capa non troppo seria gli ha impedito di diventare un piccolo Baggio d'Irpinia.
Fenrir
17-10-2007, 12.48.49
"Rambo" De Napoli era il mio idolo da bambino: che orgoglio quando gioco' titolare la prima del mondiale e se non sbaglio fu l'unico (o forse fu lui insieme ad un altro debuttante Vialli, se non ricordo male) che si salvo' in quella partita...
mrfronna
17-10-2007, 15.57.33
....e che spasso quando venne al paese con la Ferrari di Diego.
..."Uagliù chi si vuole fare un giro, ma uno alla volta che è soli due posti."
No buono uaglione veramente. Ai mondiali in Messico mi sentii tremendamente di fottere quando sotto il suo nome come squadra di club venne indicato il Napoli...nonostante il passaggio definitivo non fosse ancora avvenuto.
Grandissimo Rambo
Due Calzini
17-10-2007, 15.57.49
La maglia gialla della mitica Mirgia, fucina di talenti nostrani. E chi se la scorda?! :lol:
Due Calzini
17-10-2007, 16.03.11
....e che spasso quando venne al paese con la Ferrari di Diego.
..."Uagliù chi si vuole fare un giro, ma uno alla volta che è soli due posti."
No buono uaglione veramente. Ai mondiali in Messico mi sentii tremendamente di fottere quando sotto il suo nome come squadra di club venne indicato il Napoli...nonostante il passaggio definitivo non fosse ancora avvenuto.
Grandissimo Rambo
Una volta, al liceo, mentre ero in bagno a fumare, lo beccai fermo dall'altra parte della strada. Aveva parcheggiato (una Golf nuova di zecca, parlo del '96) di fronte al Bar Olga: capello fluente, occhiali da sole, era attorniato da un gruppetto di avventori del bar con cui scambiava quattro chiacchiere.
Io e un mio amico di Forino che era con me ci sporgemmo dalla finestra e gli urlammo: "Nando, forza lupi!!!". Lui ci sentì, si girò e con un mezzo sorriso ricambiò il saluto: "Sempre forza lupi!".
Ma adesso che fa? Vive ancora a Reggio Emilia?
Fenrir
17-10-2007, 16.05.37
....e che spasso quando venne al paese con la Ferrari di Diego.
..."Uagliù chi si vuole fare un giro, ma uno alla volta che è soli due posti."
No buono uaglione veramente. Ai mondiali in Messico mi sentii tremendamente di fottere quando sotto il suo nome come squadra di club venne indicato il Napoli...nonostante il passaggio definitivo non fosse ancora avvenuto.
Grandissimo Rambo
Non sei stato l'unico!! :grr:
Aldair
17-10-2007, 16.10.31
Tanti i ricordi associati a De Napoli, tre i più nitidi:
1) quando controllò di coscia nel cerchio di centrocampo e fece passare 'a palla p'e capo (pallonetto) a monsieur Platini
2) quando inseguì Boniek che scappava via sulla fascia sinistra, lo prese, gli tolse il pallone e ripartì palla al piede con la stessa velocità
3) quando in un Avellino-Inter fece letteralmente ammattire Beppe Baresi autoer di numerosi fallacci
Fuori concorso: l'intervista concessa ad una tv locale in seguito alla primissima convocazione in prima squadra (ah, se ci fosse stata la Gialappa's ... :D
Fenrir
17-10-2007, 16.14.04
Ma adesso che fa? Vive ancora a Reggio Emilia?
Secondo Wikipedia:
"He was assistant mamager of Galway United (http://en.wikipedia.org/wiki/Galway_United) for a spell in 1998."
Due Calzini
17-10-2007, 16.17.22
Tanti i ricordi associati a De Napoli, tre i più nitidi:
1) quando controllò di coscia nel cerchio di centrocampo e fece passare 'a palla p'e capo (pallonetto) a monsieur Platini
2) quando inseguì Boniek che scappava via sulla fascia sinistra, lo prese, gli tolse il pallone e ripartì palla al piede con la stessa velocità
3) quando in un Avellino-Inter fece letteralmente ammattire Beppe Baresi autoer di numerosi fallacci
Fuori concorso: l'intervista concessa ad una tv locale in seguito alla primissima convocazione in prima squadra (ah, se ci fosse stata la Gialappa's ... :D
Io me lo ricordo anche vittima di uno scherzo della trasmissione Scherzi a parte (all'epoca, alle sue primissime edizioni), dove un (finto) ladro si faceva beccare dal Nostro nell'abitacolo della sua Porsche, pronto a mettere in moto e a scappar via.
De Napoli lo vede, si piazza davanti allo sportello e, mentre chiama i carabinieri, gli intima in continuazione: "Non scendere, non ti muovere! Guarda che faccio il calciatore e ti corro dietro per tutta Milano!"...:schiatta:
Fenrir
17-10-2007, 16.18.55
Fuori concorso: l'intervista concessa ad una tv locale in seguito alla primissima convocazione in prima squadra (ah, se ci fosse stata la Gialappa's ... :D
La prof d'Italiano alle medie di mio fratello, fu la stessa di De Napoli, e all'epoca lei commentava: "no ciuccio che l'unica cosa che sapeva fa' era ioca' a pallone!"
Due Calzini
17-10-2007, 16.25.15
Comunque sia resta, ad oggi, il calciatore della nostra provincia con il miglior curriculum e palmarès, oltre ad essere l'unico ad aver indossato la maglia della nazionale maggiore (anche se il più forte, tecnicamente parlando, a mio parere, resta sempre Ciccio Dell'Anno, sebbene ricoprisse un ruolo diverso da De Napoli).
Greenwolf77
17-10-2007, 16.37.51
Grandissimo Nando, fulgido esempio di cosa questa provincia sa produrre , in termini strettamente calcistici e di affetto per le proprie origini.:clap::clap::clap::clap:
La Wikipedia italiana dice questo:
"È stato fino al 2005 (http://it.wikipedia.org/wiki/2005) team manager della squadra emiliana (Reggiana)."
Chissà ora che fa......:eh?::eh?::eh?:
adorix
17-10-2007, 17.15.44
Rambo (di Mimmo Rossi)
Mexico 86: in campo con gli azzurri di Enzo Bearzot c'era un irpino purosangue, il primo a vestire la maglia della nazionale maggiore di calcio. Il suo nome Fernando De Napoli. Che bella soddisfazione per una intera provincia. Non era mai accaduto di vedere un conterraneo presente tra i protagonisti del più ambito torneo calcistico del mondo. Nando ai Mondiali. Chi l'avrebbe mai detto.
Era un caldo pomeriggio del maggio dell'86, quando in città si diffuse la notizia che Nando De Napoli, battezzato, sempre dal geniale Peppino Pisano, "Rambo", faceva parte dei ventiquattro calciatori selezionati da Enzo Bearzot per i Mondiali del Messico.
Cronisti, fotoreporter e cineoperatori corsero subito a Chiusano San Domenico, il paese che De Napoli non aveva mai voluto abbandonare. Era forte il suo attaccamento a quel paesino che ricorda tanto un presepe, dove le case sono adagiate sul fianco della montagna. In piazza era festa grande.
Il padre di Nando, un uomo dall'aspetto sincero e gioviale, dallo sguardo buono e pacione, dietro al bancone del bar riceveva complimenti da tutti, mentre stappava alcune bottiglie di spumante. Sul volto di quell'uomo la grande gioia, che aveva tutto il sapore del grande riscatto. A qualche centinaia di metri dalla piazza in una palazzina di fresca costruzione l'intera famiglia a festeggiare, ma in tono decisamente compito. La madre, a cui Nando sembra proprio, come si dice dalle parti nostre, aver tagliato la testa, con estrema saggezza ripeteva: "E' un passo importante per mio figlio, ma l'esame vero e proprio ancora deve iniziare".
Le sorelle si affrettavano a scartocciare vassoi colmi di pasticcini, per offrirli ad amici, parenti, conoscenti e anche a tanti curiosi giunti a Chiusano per incitare Nando, il campione fatto in casa, tirato su con sane bistecche della macelleria del paese, quella che ha la carne buona che contiene le giuste proteine per alimentare i muscoli del campione.
Nando, lo ricordiamo quando ragazzino in pullman veniva in città dalla sua Chiusano, per poi salire sull'autobus e raggiungere Mercogliano, dove ai piedi del paese, nel campetto di terra battuta sognava di fare il calciatore. Gino Corrado, abile talent-scout lo prese ragazzetto, proprio come Fabio Pecchia, Francesco Dell'Anno, nella vicino Baiano. Nando si allenava con scrupolosità ed impegno. Quando marinava la scuola era sempre lì con un pallone tra i piedi a palleggiare, a correre a irrobustire il fisico. Dopo alcuni campionati con la Mirgia, la squadra di famiglia del "vulcanico" Gino, l’esperienza con l'Avellino.
Poi un anno assieme all'inseparabile amico Marco Pecoraro a Rimini, dove allenava un certo Arrigo Sacchi. In riva all'Adriatico, Nando si fece le ossa nel torneo di serie C. Lì lo vide Franco Janich, allora direttore generale del Bari che cercò in tutti i modi di portarlo nel capoluogo pugliese. Non ci fu verso però. Grazie a Corrado, De Napoli rimase nell'Avellino, dove nel campionato 83/84 collezionò diciotto presenze in prima squadra, segnando anche una rete. Ma non era ancora soddisfatto.
De Napoli divenne "Rambo" quando approdò sullo scanno biancoverde Antonio Valentin Angelillo, che vide in lui un mediano in grado di demolire gli avversari, ma anche capace di prodursi in lunghe sgroppate in avanti. Poi la maturazione con Tomislav Ivic, infine anche per sanare le deficitarie casse societarie il passaggio al Napoli di Italo Allodi. Gli scudetti, le Coppe Italia, la Uefa, l'amicizia con Diego Armando Maradona, il fascino delle grandi platee, ma nella mente sempre il ricordo del suo Avellino, delle sue origini, della saggezza che contraddistingue la vita del paese. Nando a Milano alla corte del Cavaliere, in rossonero, quasi da turista. Non ha mai cambiato accento. L'inflessione dialettale sempre la stessa: a Milano a Reggio Emilia a Cagliari. Sempre e solamente irpino.
Campione di stile, di correttezza, di sportività. Nando De Napoli, il rambo dell'Irpinia, che al Partenio, con la maglia del Napoli che stava per appuntarsi per la prima volta il tricolore sul petto, al gol dell'ex Carnevale non esultò per rispetto alla sua gente, a quello stadio il cui prato verde aveva sognato di calcare da bambino e che successivamente lo aveva visto protagonista.
Ho abitato 5 anni a Chiusano (proprio quando de Napoli giocava nell'Avellino) nel palazzo accanto casa sua, di fronte al bar di Benedetto che mi ha regalato un sacco di foto con Platini, Zico, Socrates...............
Aldair
17-10-2007, 17.25.54
Ho abitato 5 anni a Chiusano (proprio quando de Napoli giocava nell'Avellino) nel palazzo accanto casa sua, di fronte al bar di Benedetto che mi ha regalato un sacco di foto con Platini, Zico, Socrates...............
Ce l'hai uno scanner?
Ce l'hai il mio indirizzo email?
:fischia:
ASSITI
17-10-2007, 19.28.36
gì, io mi ricordo anche di un Avellino-Milan dove Franco baresi per fermarlo lo placcò letteralmente con conseguente espulsione
lupomannarow
18-10-2007, 01.11.53
Le qualità di De Napoli e la sua strabiliante continuità di rendimento nell'Avellino non sono discutibili.
Proprio per questo rimanemmo tutti interdetti (e molti di noi lo fischiarono) quando, nell'ultima di campionato in casa contro il Napoli, giocò l'unica partita scadente della sua esperienza in biancoverde, proprio dopo il suo passaggio ai partenopei.
Lui stesso se ne lamentò con me quando ebbi occasione di parlargli.
E poi scusate, ma l'affronto che ci fece poco prima dell'inizio di Avellino-Napoli del campionato successivo lo ricordo solo io?
E poi scusate, ma l'affronto che ci fece poco prima dell'inizio di Avellino-Napoli del campionato successivo lo ricordo solo io?
Ammetto di non ricordare...:oops:
Cosa successe...???? :eh?:
lupomannarow
18-10-2007, 11.09.41
Dopo esserci "lasciati" male, come già detto, De Napoli arrivò sul prato del Partenio insieme a un paio di compagni di squadra come a volte fanno i calciatori prima di una partita, giusto per tastare il terreno.
Erano ancora in borghese, e si guardavano attorno.
Nello stadio scese un silenzio irreale, una sorta di attesa per una decina di interminabili secondi. Il Chiusanese guardò tutt'intorno i tifosi schierati sugli spalti, alla fine si rivolse verso il settore dei tifosi del Napoli e alzò la mano come gesto di saluto ostentato a loro, un inatteso affronto volontario a tutti noi.
Immediatamente partirono le urla entusiaste dei Napoletani e i fischi assordanti degli Avellinesi (io veramente non fischiavo, tacevo perchè troppo deluso) .
De Napoli aveva scelto e, da quel giorno, anch'io.
mrfronna
18-10-2007, 14.14.27
Non lo sò di preciso cosa faccia, io lo vedo di tanto in tanto quando viene in agenzia ad Avellino, sò di sicuro che avanza una marea di soldi dalla fallita reggiana.
e cmq nonostante i soldi e la notorietà è rimasto davvero una persona disponibilissima.
Max71
18-10-2007, 15.30.33
UN VERO IRPINO DI RAZZA!!!!!!!!;-)
adorix
18-10-2007, 17.15.38
Ce l'hai uno scanner?
Ce l'hai il mio indirizzo email?
:fischia:
Ce le ho ad Avellino, te le farò vedere. Quella con Zico è spettacolare, con Pairetto sullo sfondo.
E' tutto vero Gì.......................:grr:
Aldair
18-10-2007, 17.37.19
Ce le ho ad Avellino, te le farò vedere. Quella con Zico è spettacolare, con Pairetto sullo sfondo.
E' tutto vero Gì.......................:grr:
Mamma, come sei malpensante. :nono:
Mica lo dicevo perchè non ti credessi !!!
Do you remember "Archivio Storico"?
ps It's coming back!
adorix
19-10-2007, 11.54.45
Mamma, come sei malpensante. :nono:
Mica lo dicevo perchè non ti credessi !!!
Do you remember "Archivio Storico"?
ps It's coming back!
Ok te le porto quando scendo così le metti nell'archivio.
Rambo Fernando
19-10-2007, 13.49.56
Uso proprio questo nick, in quanto sono il cugino di secondo grado di Nando.
Infatti mio padre e suo padre, Benedetto, sono cugini di primo grado (nella pratica, mia nonna paterna era De Napoli di cognome!).
Vivendo a Roma, ho sempre avuto poche possibilità di frequentarlo e di parlarci, anche perchè comunque, in quegli anni, gli anni d'oro dell'Avellino in Serie A, avevo 15-16 anni.
Comunque ricordo che la domenica sera, dopo la partita, lo chiamavamo a casa per complimentarci, e a me non sembrava vero di poter parlare con un giocatore di SERIE A. Era sempre disponibile.
E vivendo a Roma, non vedevo l'ora che arrivasse la partita dell'Olimpico, per andarlo a trovare in albergo il sabato pomeriggio.
Ricordo che malgrado i molti giornalisti che gli richiedevano interviste, stava molto tempo con noi e ci presentava tutta la squadra.....non potete capire che sensazione poteva essere per un ragazzino di 15 anni poter stare in mezzo a tutti quei giocatori, per i quali la domenica impazzivo quando vestivano quella maglietta verde!!
Ricordo che lo andammo a trovare in albergo il sabato prima di quel Roma-Avellino dove Pruzzo ce ne infilò 5......e lui la sera, dopo la gara, al telefono, scherzando, disse che se abitavamo ad Avellino, sarebbe stato meglio non incontrarci mai il sabato prima della gara, visto il risultato di quella volta!!
Ora abbiamo perso un pò i contatti......è infatti da molto che non lo sento: anche io, dalle ultime notizie che avevo, ero rimasto alle vicissitudini con la reggiana, ma cosa sia accaduto dopo non lo so.
Personalmente, credo che il suo grande errore sia stato andare al Milan: si li ha guadagnato notevolmente, ma come calciatore è iniziato il suo declino proprio li.
Troppi giocatori in quel Milan, e per lui, causa anche gli infortuni, molta panchina o tribuna.
FriuliBiancoverde
25-11-2007, 05.54.32
DE NAPOLI Fernando: 15.03.64; Chiusano San Domenico (Av); Ruolo: Mediano; Esordio: 11.12.83 in Roma – Avellino 3-2; Presenze: 73 (6: Fiorentina, Roma; 5: Inter, Juventus, Milan, Napoli, Udinese, Verona; 4: Pisa, Sampdoria, Torino; 3: Ascoli, Atalanta, Como; 2: Bari, Cremonese, Lazio, Lecce; 1: Catania, Genoa); Reti: 3 (2: Ascoli; 1 Sampdoria); Sostituzioni fatte: 2 (1: Bertoneri, Pecoraro); Sostituzioni avute: 1 (Agostinelli); Panchine: 5 (1: Como, Genoa, Juventus, Lazio, Verona); Autoreti: 0.
Fenrir
26-11-2007, 13.22.34
E poi scusate, ma l'affronto che ci fece poco prima dell'inizio di Avellino-Napoli del campionato successivo lo ricordo solo io?
Con il senno di poi, lo giustifico. Mi spiego Meglio: cosa sarebbe accaduto se avesse salutato i tifosi irpini e non quelli del Napoli? Immagginate per un attimo le vessazioni che avrebbe sofferto a prescindere ogni qualvolta avrebbe toccato palla, in ogni successiva partita del Napoli....
lupomannarow
26-11-2007, 19.15.04
Con il senno di poi, lo giustifico. Mi spiego Meglio: cosa sarebbe accaduto se avesse salutato i tifosi irpini e non quelli del Napoli? Immagginate per un attimo le vessazioni che avrebbe sofferto a prescindere ogni qualvolta avrebbe toccato palla, in ogni successiva partita del Napoli....
Sarebbe bastato salutare anche noi dopo loro, che lo avevamo sostenuto per tanti anni ed eravamo suoi conterranei, o semplicemente tenere basso quel braccio e rientrare nello spogliatoio senza salutare, e nessuno gli avrebbe detto nulla.
vBulletin v3.6.4, Copyright ©2000-2012, Jelsoft Enterprises Ltd.
Traduzione italiana :
www.vBulletin.it