Professore
28-03-2007, 14.26.23
era una domenica di sole...
primi di settembre le scuole ancora chiuse, con ancora il gusto delle vacanze andavamo ad affollare la sud del Partenio..
prima domenica di campionato di scena Avellino e Fiorentina
come tutti gli anni al tempo in cui gli stranieri erano gli stranieri la mia curiosità di bambino andava a cercare con lo sguardo quel nuovo brasiliano che vestiva l'amata casacca verde...
lo zingaro del calcio lo chiamano mi sussurravano mio zio e mio padre..con gli occhi lucidi ad esser riusciti per un altro anno a riunire l'intera famiglia allo stadio...perfino i cugini del nord seppur interisti son voluti venire...e soffrono con noi per le sorti dei lupi d'Irpinia...
ed eccolo lì lo zingaro...mai una palla lanciata a caso, mai una parola fuori posto mai un fallo di troppo..
e proprio lui porta i lupi in vantaggio con un bolide mai visto..che tira giù l'impianto di contrada zoccolari...
i viola non ci stanno sbuffano caricano attaccano e infine pareggiano.. è dura, è proprio dura...
poi c'è un altro calcio di prima....35 metri...lontano?...il gol di prima sarà stato n caso?
lo Zingaro va su quella palla come fosse un calcio di rigore, concentrato aiutato dallo stadio muto, il momento è topico...lunga rincorsa e.....
scoppia il Partenio....il missile va dritto all'incrocio...telecomandato...potente senza lasciar scampo...
e lui sorride ed abbraccia tutti...
lo Zingaro felice..il sorriso di un bambino che ha amato il calcio ed a calcio ha giocato sempre...dal brasile, all'america, al messico, all'italia città piccole e grandi...ha insegnato a tanti ragazzini ad amare la pelota e rispettarla che fosse un super tele o un tango su un campetto di periferia o in un grande stadio...
lui che aveva giocato tre mondiali non ha mai appeso le scarpette al chiodo ed era lì a testa alta sul campo di Eboli a ricordare al mondo che il calcio è un gioco che va vissuto con amore passione e gli occhi lucidi di un bambino
un incidente lo ha spezzato....ma in tutto il mondo resta vivo il ricordo di quel ragazzo che ballava la samba e che niente chiedeva alla vita se non giocare con la sua pelota che poi fosse in una favela o al maracana' poco importava...
primi di settembre le scuole ancora chiuse, con ancora il gusto delle vacanze andavamo ad affollare la sud del Partenio..
prima domenica di campionato di scena Avellino e Fiorentina
come tutti gli anni al tempo in cui gli stranieri erano gli stranieri la mia curiosità di bambino andava a cercare con lo sguardo quel nuovo brasiliano che vestiva l'amata casacca verde...
lo zingaro del calcio lo chiamano mi sussurravano mio zio e mio padre..con gli occhi lucidi ad esser riusciti per un altro anno a riunire l'intera famiglia allo stadio...perfino i cugini del nord seppur interisti son voluti venire...e soffrono con noi per le sorti dei lupi d'Irpinia...
ed eccolo lì lo zingaro...mai una palla lanciata a caso, mai una parola fuori posto mai un fallo di troppo..
e proprio lui porta i lupi in vantaggio con un bolide mai visto..che tira giù l'impianto di contrada zoccolari...
i viola non ci stanno sbuffano caricano attaccano e infine pareggiano.. è dura, è proprio dura...
poi c'è un altro calcio di prima....35 metri...lontano?...il gol di prima sarà stato n caso?
lo Zingaro va su quella palla come fosse un calcio di rigore, concentrato aiutato dallo stadio muto, il momento è topico...lunga rincorsa e.....
scoppia il Partenio....il missile va dritto all'incrocio...telecomandato...potente senza lasciar scampo...
e lui sorride ed abbraccia tutti...
lo Zingaro felice..il sorriso di un bambino che ha amato il calcio ed a calcio ha giocato sempre...dal brasile, all'america, al messico, all'italia città piccole e grandi...ha insegnato a tanti ragazzini ad amare la pelota e rispettarla che fosse un super tele o un tango su un campetto di periferia o in un grande stadio...
lui che aveva giocato tre mondiali non ha mai appeso le scarpette al chiodo ed era lì a testa alta sul campo di Eboli a ricordare al mondo che il calcio è un gioco che va vissuto con amore passione e gli occhi lucidi di un bambino
un incidente lo ha spezzato....ma in tutto il mondo resta vivo il ricordo di quel ragazzo che ballava la samba e che niente chiedeva alla vita se non giocare con la sua pelota che poi fosse in una favela o al maracana' poco importava...