Visualizza versione completa : Il Mago, il Beli e il Gallo
Lupofranco
01-11-2007, 19.23.33
Che ne dite di seguire insieme il campionato dei 2 azzurri? Partiamo con l'esordio di Belinelli
Belinelli bene, ma non basta
http://www.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2007/10_Ottobre/31/beline.html) | http://www.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (http://javascript<b></b>:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2007/10_Ottobre/31/beline_full.shtml)58 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
Golden State, senza Jackson e in campo con un quintetto bassissimo, perde in casa con Utah (117-96). Il bolognese debutta con 12' di gioco, segna due triple e mette a referto 6 punti
http://www.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2007/10/31/0JQRE2AA--346x212.jpg andris Biedrins (Warriors 15) e Andrei Kirilenko (sin, Utah) lottano per il pallone. Ansa
NEW YORK, 31 ottobre 2007 - Non è l’inizio di stagione che si aspettavano i tifosi di Golden State. I Warriors, infatti, naufragano contro i Jazz i quali dopo averli eliminati dalla scorsa postseason mettono subito le cose in chiaro andando a vincere in scioltezza in California 117-96. Non particolarmente memorabile l’esordio Nba per l’azzurro Marco Belinelli che realizza due triple, a risultato però oramai acquisito, e mette a referto sei punti in 12’ di gioco. Coach Nelson non può disporre dello squalificato Stephen Jackson e contro la temibilissima frontline di Utah si affida a un quintetto bassissimo (Ellis, Davis, Azubuike, Pietrus e Biedrins) nel quale il francese Pietrus gioca addirittura da quattro.
LA PARTITA - I padroni di casa naturalmente soffrono al rimbalzo (alla fine saranno 56-37 a favore dei Jazz), ma nel primo quarto, grazie soprattutto alle invenzioni di Baron Davis, riescono a giocare la loro pallacanestro veloce e mettono in difficoltà Utah chiudendo la frazione avanti 30-28. All’inizio del secondo periodo Nelson manda in campo Belinelli il quale tenta subito, senza successo, una tripla. I Jazz spingono sull’acceleratore e piazzano un parziale di 10-0 che fa traballare i padroni di casa. L’ex bolognese non ha colpe particolari, ma finisce per pagare per tutti e dopo soli 3' torna in panchina. I Warriors comunque non riescono a fermare l’emorragia. Williams brilla in regia, Boozer sotto canestro crea costanti problemi ai lunghi (si fa per dire) di Golden State. Il solo Biedrins in difesa prova a far valere i suoi centimetri, ma non può bastare contro Boozer, Okur e un ottimo Millsap. Pietrus comunque riesce a tenere a galla Golden State che va al riposo sotto 62-51. Nella ripresa ci si aspetta la reazione di Davis e compagni, ma i Jazz concedono pochissimo e anzi a metà del terzo quarto scappano via. La gara oramai è compromessa e a 9’17’’ dalla sirena, con Utah avanti di 19 punti, Nelson rimette in campo Marco Belinelli. L’azzurro si prende subito le sue responsabilità e prova a scuotere i compagni realizzando due triple consecutive. Ma non cambia molto perché Utah tiene i padroni di casa a distanza di sicurezza e va a vincere in scioltezza. L’ex stella della Fortitudo chiude la sua prima gara Nba con sei punti (0/1, da due, 2/3 da tre) in 12’ di gioco. Nulla di trascendentale, ma non è che l’inizio, le soddisfazioni per Marco arriveranno.
Golden State: Davis 25 (7/11, 0/4), Pietrus, Ellis 17. Rimbalzi: Biedrins 9. Assist: Davis 10.
Utah: Boozer 32 (12/21), Williams 24, Brewer 18, Millsap 16. Rimbalzi: Boozer 15, Millsap 10. Assist: Williams, Kirilenko 8.
gasport
Lupofranco
01-11-2007, 19.24.24
E continuiamo con un Bargnani gia' decisivo
Bargnani già in forma
Toronto stende Phila
http://www.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2007/11_Novembre/01/toronto-phila.html) | http://www.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2007/11_Novembre/01/toronto-phila_full.shtml)79 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
Il Mago parte in quintetto, realizza 20 punti - migliore dei suoi - in 22', e nel finale chiude i conti con i 76'ers che provavano la rimonta dopo essere stati sotto anche di 22 punti. Bene Ford, pochi minuti per Garbajosa. Iguodala top scorer
http://www.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2007/11/01/0JQT1PRP--346x212.jpg Andrea Bargnani, ala di Toronto. Decisivo contro Philadelphia. Ap
TORONTO, 1 novembre 2007 - Davanti al primo tutto esaurito dell’anno, i Raptors si aggiudicano il debutto stagionale con il punteggio di 106-97, faticando più del dovuto per battere i Sixers.
SUPER MAGO - Toronto, che ha sprecato un vantaggio di 22 punti concedendo a Philadelphia di riportarsi a -1 a 5’25” dalla fine, deve ringraziare Andrea Bargnani, autore del gioco da quattro punti che ha spezzato le gambe agli avversari in rimonta. Con Dalembert che gli frana addosso il Mago riesce comunque a centrare la tripla e dopo il tiro libero supplementare riporta i Raptors avanti di cinque (94-89) a 4’19” dalla sirena. E pensare che l’azzurro era appena rientrato in campo perché Mitchell ha giocato con un quintetto piccolo per tutto l’ultimo quarto, affidandosi prima a Bosh come unico big man per poi sostituirlo con Bargnani quando si è reso conto che CB4 aveva un evidente calo fisico. Oltre a Bargnani autore di 15 punti nel solo secondo tempo, TJ Ford è ancora ottimo in regia e bravo a trovare punti fondamentali nel difficile finale. Ma Toronto mostra segnali positivi da più fronti.
TORONTO AUTOREVOLE - Nel primo tempo, in attacco i canestri arrivano con facilità, e i Raptors segnano 58 punti con il 54% al tiro e vanno al riposo sul +8. Bargnani parte da titolare con il piede giusto segnando il primo canestro della stagione dei Raptors dopo un rimbalzo offensivo su un suo errore. Poi replica con un canestro da tre, ma il secondo fallo dopo cinque minuti lo costringe in panchina fino all’intervallo. Eppure il Mago non si scoraggia e appena rientrato nel secondo tempo segna 5 punti consecutivi per il 63-50. La pausa forzata evidentemente lo ha motivato ancor di più e ce la mette tutta per non commettere altri falli. In difesa si segnala per una stoppata su Reggie Evans e in attacco converte con due punti un altro rimbalzo dopo un libero sbagliato da Bosh, dando il massimo vantaggio a Toronto (77-55). L’ex Benetton commette anche un paio di errori con due tiri fuori equilibrio, ma l’importante è che riesce a stare in campo e a difendere senza commettere altri falli. Il terzo infatti arriva verso il finale del quarto che termina 81-67. Negli ultimi 12 minuti, i padroni di casa si fanno sorprendere da Iguodala e hanno problemi a contenere il quintetto piccolo dei Sixers anche perché Bosh si segnala in negativo con tre errori di fila in attacco. Per stasera, Mitchell può anche fare a meno del suo leader nei minuti conclusivi e per fortuna ci pensa Bargnani a togliere le castagne dal fuoco. Ottimo come sempre anche il contributo di Calderon, e molto positivo l’esordio dei nuovi Kapono e Delfino. Preoccupa invece il rendimento di Garbajosa, che ha giocato soltanto 7 minuti ed è apparso piuttosto spento. Il coach di Toronto ultimamente gli sembra preferire Kris Humphries nella rotazione, e per Garba sembra esserci all’orizzonte tanta panchina. Comunque la stagione è lunga e conoscendo Garbajosa arriverà anche il suo momento. Per ora è di Andrea Bargnani di cui tutti parlano a Toronto sia per l’highlight della partita sia per la reazione da grande giocatore alla frustrazione iniziale dovuta ai falli precoci.
TORONTO - Bargnani 20 punti (3/7 da due, 3/4 da tre e 5/5 t.l.), 5 rimbalzi, 3 falli, 1 palla persa e 2 stoppate in 22’24”. Punti: Bosh 16, Ford 14, Calderon e Parker 13, Kapono 9, Delfino 7. Rimbalzi: Delfino e Parker 6. Assist: Ford 12.
PHILADELPHIA – Punti: Iguodala 23, Korver 20, Miller 15, Green 12. Rimbalzi: Evans 15. Assist: Miller 6.
gasport
AtaLupo
01-11-2007, 19.34.51
Mi viene una gran rabbia per la mancata qualificazione alle prossime olimpiadi....
:grr:
Wolves80
01-11-2007, 20.22.10
Francè aspettavo questo tuo topic. :eheh: :D :clap:
Lupofranco
02-11-2007, 00.24.53
Francè aspettavo questo tuo topic. :eheh: :D :clap:
Eh sì, perchè se io aspettavo a te...:fuma:
castiglio
02-11-2007, 15.05.27
Evviva Sportitalia. Ogni notte dalle 02 alle 07 fanno NBA TV in diretta.
Due partite al giorno.
Wolves80
02-11-2007, 16.53.08
Peccato che quest'anno il grande Francesco non sia qui a porterle vedere. :eheh: :eheh: :eheh:
Lupofranco
02-11-2007, 17.27.48
Non ti preoccupare che il modo di vederle l'ho gia' trovato:corna: :marameo:
Lupofranco
03-11-2007, 14.55.13
Bargnani e Toronto super
Belinelli c'è, ma Warriors ko
http://www.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2007/11_Novembre/03/magobeli.html) | http://www.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2007/11_Novembre/03/magobeli_full.shtml)42 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
Il Mago ancora migliore marcatore dei Raptors con 21 punti nel successo 106-69 in casa dei Nets. Il romano è anche il miglior rimbalzista, con 6 palloni catturati. Beli gioca 14' nella sconfitta di Golden State con i Clippers 120-114: 5 punti e 3 assist
http://www.gazzetta.it/Media/Foto/2007/11/03/bargnani--346x212.jpg Andrea Bargnani innescato da Ford: l'italiano è sempre più coinvolto nell'attacco dei canadesi. Ap
EAST RUTHERFORD (New Jersey, Usa) – Contro i New Jersey Nets, che li avevano eliminati l’anno scorso dai playoff, i Toronto Raptors sembrano uno squadrone con ambizioni di altissima classifica: vincono 106-69, con uno scarto di 37 punti (record della franchigia in trasferta), dopo essere stati anche sopra di 42, con sei giocatori in doppia cifra, e Andrea Bargnani miglior realizzatore (21 punti, il suo personale in Nba è di 23, 4/6 da tre e 3/5 da due) e miglior rimbalzista (6). Roba da sgranare gli occhi. Toronto gioca davvero bene, ma come ricorda l’allenatore Sam Mitchell a fine partita: “E’ solo la seconda di campionato, ce ne rimangono altre 80”.
SUBITO AVANTI - I Raptors prendono il largo all’inizio del secondo quarto (senza Bargnani) con un parziale di 17-2, poi I Nets riescono a rimontare, ma i canadesi chiudono la prima metà 56-41. E nel terzo periodo infliggono alla squadra di casa, che non riesce a riempire la propria arena neppure nella "opening night", la spallata decisiva, con un altro sonante parziale di 18-2. Bargnani nel primo quarto, in meno di un minuto, riempie quasi tutte le caselle fino allora bianche di statistiche: due liberi trasformati, due rimbalzi, un tiro da due e una tripla. Tutto in 56", appunto. Poi combina poco nel secondo quarto e nel terzo commette in maniera quasi incredibile il suo terzo e quarto fallo in appena sei secondi, che lo condannano alla panchina. Rientra comunque nell’ultimo periodo, a gochi ormai fatti, e comincia a bersagliare il canestro dei Nets con precisione chirurgica. A fine partita il romano è contento, ma alla sua maniera dice: "Certo che lo sono, ma soprattutto per come abbiamo giocato in difesa. La partita l’abbiamo vinta lì. Io miglior rimbalzista? Sì, ma ne ho catturati sei, mica sono tanti. E poi la maggior parte dei miei punti li ho fatti quando la partita ormai era già decisa". Insomma, rimane con i piedi ben saldi a terra. Ma rispetto al Bargnani, matricola anche delle ultime settimane del campionato scorso, sembra un giocatore trasformato. Dice il g.m. Maurizio Gherardini: "Ha acquisito grande fiducia nei suoi mezzi e i compagni avvertono questo cambiamento e gli passano molto più spesso la palla".
Toronto: Bargnani 21 punti (3/5; 4/6; 6 rim; 1 ass; 1 p.r.); Bosh 15 (4/6; 1/1; 5 r; 2 as; 1p.r.; 2 stop)
New Jersey: Jefferson 27 (6/11; 2/3; 5 rim; 2 ass); Krstic 9 (4/10; 4 rim; 1 ass.)
BELINELLI - I Warriors devono rimandare l’appuntamento con il primo successo della stagione. Golden State si concede troppe pause a Los Angeles contro i Clippers e alla fine viene sconfitta 120-114. Una partita strana, nella quale i Warriors alternano momenti di ottimo basket a lunghissime pause. La gara si decide nell’ultimo quarto, quando gli ospiti, avanti 95-94, subiscono un parziale di 13-0 che li fa traballare. Tutti si aspettano la resa di Baron Davis e compagni, invece Golden State reagisce con orgoglio e torna in partita piazzando un altro break importante di 17-6, arrivando al –1 (113-112) a 1'31" dalla sirena. Due canestri consecutivi dall’elevato quoziente di difficoltà firmati da Cuttino Mobley però regalano il successo ai Clippers. Marco Belinelli fa la sua parte, e dopo cinque minuti poco memorabili a cavallo tra il primo e il secondo quarto, che coincidono, non certo per colpa dell’azzurro, spesso dimenticato in attacco, con un brutto passaggio a vuoto dei Warriors, si riscatta nel secondo tempo. Belinelli, infatti, torna sul parquet a 5’28’’ dalla fine del terzo quarto con Golden State sotto di cinque punti e si guadagna gli applausi di Don Nelson con una serie di buone giocate sia in attacco che in difesa. L’ex bolognese trova un bel canestro in contropiede, poi offre due ottimi assist (bello soprattutto il primo ad Andris Biedrins) per poi trovare in apertura dell’ultimo quarto la tripla del –1. Quando il rookie di Golden State torna in panchina la squadra di Los Angeles prende decisamente il sopravvento, prima di subire però il ritorno di Golden State. Coach Nelson si può consolare con i progressi di Marco Belinelli e l’ottima prova in attacco di Kelenna Azubuike (33 punti, suo massimo in carriera). La frontline di Golden State però non riesce a limitare un eccellente Chris Kaman il quale domina la zona pitturata. Marco Belinelli chiude la sfida dello Staples Centre con i Clippers con cinque punti (1/2 da due e 1/3 da tre) e tre assist in 14’ di gioco.
Los Angeles Clippers: Kaman 26 (9/19), Mobley 21, Thomas 20, Maggette 16. Rimbalzi: Kaman 18. Assist: Knight 9.
Golden State: Azubuike 33 (10/14, 2/3), Davis 22. Rimbalzi: Davis, Azubuike 8. Assist: Davis 11.
gasport
Lupofranco
07-11-2007, 10.05.20
Bargnani e Belinelli
Serata da dimenticare
http://www.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2007/11_Novembre/07/nbaitaliani.html) | http://www.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2007/11_Novembre/07/nbaitaliani_full.shtml)9 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
Il romano dei Raptors segna 5 punti ai Bucks che però travolgono una Toronto spenta. Il bolognese non gioca invece nemmeno un minuto contro Cleveland che vince in casa di Golden State
http://www.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2007/11/07/0JR47JXA--346x212.jpg Andrea Bargnani cerca di fermare Maurice Williams. Ansa
NEW YORK (Usa), 7 novembre 2007 - Bruttissima prestazione dei Raptors a Milwaukee mentre i Warriors si fanno superare dai Cavaliers.
Milwaukee-Toronto 112-85
Serata da dimenticare per i Raptors di Andrea Bargnani. A Milwaukee, infatti, va tutto storto. I Bucks sembrano i Suns di Mike D’Antoni, non sbagliano praticamente nulla in attacco e alla fine vincono 112-85. La squadra di casa mette subito le cose in chiaro scappando via dopo pochi minuti con un parziale di 14-0. I Bucks chiudono un primo quarto da incorniciare tirando con un incredibile 76% dal campo. Una volta avanti Milwaukee controlla senza problemi la timidissima reazione dei Raptors. Andrea Bargnani, come il resto della squadra d’altronde, non è in grandissima serata (cinque punti, tre rimbalzi, un recupero e quattro falli a carico), viene limitato dai falli e rimane in campo solamente 13’. Per la verità coach Mitchell tiene i titolari sul parquet per pochi minuti.
Una volta sotto il tecnico di Toronto tenta, infatti, di ritornare in partita affidandosi alle riserve ma non serve a nulla. Milwaukee, infatti, concede pochissimo e in attacco, grazie soprattutto alle prodezze di un perfetto Desmond Mason (10/10 dal campo), continua a tirare con percentuali da cinema (alla fine i padroni di casa chiuderanno con il 60% dal campo). Soffre soprattutto un irriconoscibile Chris Bosh (0/4 dal campo e un solo punto a referto in 16’ di gioco). “Purtroppo questa squadra ha dimostrato di essere in grado di battere chiunque ma anche di poter perdere di 30 punti – commenta il tecnico dei Raptors Sam Mitchell – se giochiamo senza la giusta concentrazione i risultati non possono che essere questi. Speriamo si sia trattato solo di una serata storta”.
Milwaukee: Mason 21 (10/10), Redd 17. Rimbalzi: Bogut 11. Assist: Redd, Williams 6.
Toronto: Dixon 20 (4/11, 2/4), Humphries 16. Rimbalzi: Humphries 9. Assist: Calderon 8.
Golden State-Cleveland 104-108
Continuano i problemi per i Warriors. Don Nelson, infatti, deve rimandare l’appuntamento con il primo successo della stagione. Contro i Cavaliers di LeBrons James il tecnico di Golden State decide di non regalare nemmeno un minuto al suo rookie Marco Belinelli. Decisione discutibile perché se è vero che Baron Davis e Monta Ellis fanno la loro parte, Kelenna Azubuike incappa in una brutta serata al tiro (2/10 per soli sei punti) e forse Nelson qualcuno dei suoi 29 minuti poteva offrirli all’azzurro. Cleveland comunque dimostra grande carattere e piazza lo sprint decisivo nella seconda parte dell’ultimo quarto. A fare la differenza ci pensa come al solito LeBron James ma il canestro più importante della gara lo firma a 2’30’’ dalla sirena Damon Jones.
Golden State: Davis 29 (10/22, 1/6), Ellis 22, Harrington 19. Rimbalzi: Biedrins 11, Harrington 10. Assist: Davis 10.
Cleveland: James 24 (7/14, 1/2), Ilgauskas, Gibson 22. Rimbalzi: James 14, Ilgauskas 13. Assist: James 9.
gasport
ASSITI
07-11-2007, 12.48.15
A me, dopo averlo visto agli europei, sto Bargnani sta sulle palle.
E' un montato!
Lupofranco
07-11-2007, 14.49.04
E' un ragazzo timido e riservato, ha sempre la stessa faccia: questa viene spesso scambiata per presunzione. Ma non lo è. Anzi, è molto più sfacciato e presuntuoso Belinelli
Lupofranco
08-11-2007, 11.04.46
Toronto al terzo k.o.
Bargnani non basta (http://mediacenter.gazzetta.it/MediaCenter/action/player?uuid=114b0642-8dd1-11dc-b004-0003ba99c667)
http://www.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2007/11_Novembre/08/bargnani.html) | http://www.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2007/11_Novembre/08/bargnani_full.shtml)6 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
La buona prestazione dell'italiano (16 punti e 8 rimbalzi) non evita ai Raptors la terza sconfitta stagionale: Orlando passa in Canada 105-96 grazie a Lewis e a un ottimo Turkoglu. Coach Mitchell non fa drammi ed elogia Andrea: "Ha fatto i movimenti che gli chiediamo"
http://www.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2007/11/08/0JR63K3R--346x212.jpg Un bellissimo movimento di potenza di Andrea Bargnani contro i Magic. Reuters
TORONTO (Canada), 8 novembre 2007 - Dopo la batosta rimediata a Milwaukee, i TorontoRaptors incassano la terza sconfitta consecutiva (96-105 il risultato) e si ritrovano con un record negativo (2-3) per la prima volta nella stagione appena avviata. "Siamo partiti molto male come abbiamo fatto ieri – ha spiegato così la sconfitta Bargnani -. Il problema è la partenza. Partiamo sempre sotto 10-0 e quindi poi è difficile inseguire. Comunque non dobbiamo scoraggiarci alla quinta partita. Dobbiamo lavorare e essere positivi".
MITCHELL TRANQUILLO - Primo quarto disastroso in attacco per i Raptors che tirano con il 33% (Bosh, Bargnani, Kapono e Parker in totale fanno 2/15). Toronto riesce poi ad azzerare uno svantaggio che aveva toccato 15 punti all’inizio del secondo quarto (23-38), operando l’unico sorpasso dell’incontro con una tripla di Bargnani (92-91) a 4’ dal termine, ma Orlando piazza subito un parziale di 8-0 che chiude la partita. Secondo Sam Mitchell non c’è da preoccuparsi, la squadra ha avuto buone occasioni in attacco e semplicemente non sta tirando bene. Anche se il coach di Toronto non è immune da colpe per la sospetta gestione della rotazione che quest’anno sembra male delineata, almeno finora.
BENE BOSH, MALE PARKER - Non aiuta il fatto che Antony Parker continui a soffrire in attacco e che la presenza in area di Toronto sia piuttosto scarsa (51-41 i rimbalzi per Orlando), anche se si sono visti progressi da parte di Chris Bosh che ha attaccato il canestro con decisione procurandosi 14 tiri liberi tutti messi a segno. Lo stesso Andrea Bargnani, dopo un primo tempo impreciso, nella ripresa ha reso felice il coach con un paio di movimenti aggressivi a canestro, uno concluso in schiacciata el’altro con canestro e fallo. "Bosh e Bargnani sono stati molto attivi nel terzo e quarto periodo. Andrea ha fatto vedere alcuni movimenti che chiediamo da lui al posto di accontentarsi dal suo tiro da fuori. Più alterna le soluzioni, più spazio si crea. Ora dobbiamo trovare il modo di far decollare le nostre guardie e ali. E dobbiamo far canestro", dice Sam Mitchell.
DISASTRO A RIMBALZO - Anche se il coach vede il bicchiere mezzo pieno, ci sono parecchie cose da mettere a punto in ogni aspetto del gioco. I Raptors hanno concesso a Hedo Turkoglu una doppia doppia da 24 punti e 15 rimbalzi, alla guardia Keith Bogans 11 rimbalzi e a Jameer Nelson troppi corridoi nell’ultimo quarto dove con 8 punti ha dato un grosso contributo alla vittoria dei Magic. Bravi anche Rashard Lewis e Dwight Howard che Toronto ha faticato a contenere. Per Toronto, la buona notizia sono i progressi di Chris Bosh, ma ci sono difficoltà per Mitchell a gestire una squadra con tanti buoni giocatori. Per Bargnani, che ha effettuato 18 tiri in 35 minuti, le cifre finali sono discrete, ma il Mago così come il resto della squadra può fare certamente meglio.
TORONTO: Bargnani 16 punti (5/11 da due, 2/7 da tre, 0/1 t.l.), 8 rimbalzi, 4 falli e 3 pp. Punti: Bosh 26, Ford e Dixon 12, Calderon 10. Rimbalzi: Bosh 10. Assist: Ford 8.
ORLANDO: Turkoglu e Lewis 24, Howard e Bogans 17, Nelson 10. Rimbalzi:Turkoglu 15. Assist: Nelson 7.
gasport
Lupofranco
09-11-2007, 17.39.00
Mitchell cambia strategia
Bargnani va in panchina
http://www.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2007/11_Novembre/09/bargnani.html) | http://www.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (http://javascript<b></b>:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2007/11_Novembre/09/bargnani_full.shtml)16 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
Il tecnico dei Toronto Raptors, in vista della trasferta di questa sera a Philadelphia, decide di promuovere Nesterovic in quintetto al posto del Mago: "Nulla contro di lui, cerco di ottenere il massimo dagli altri"
http://www.gazzetta.it/Media/Foto/2007/11/09/2073532--346x212.jpg Andrea Bargnani è nato il 26 ottobre 1985. Ap
TORONTO (Canada), 9 novembre 2007 - Bargnani fuori dal quintetto base nella trasferta di questa sera a Philadelphia. Lo ha deciso Sam Mitchell, coach dei Toronto Raptors, dopo l'allenamento di ieri. Al posto del Mago toccherà a Rasho Nesterovic, il centro sloveno che nella scorsa stagione era stato titolare per 73 volte e che con l'esclusione dallo starting five ha visto le sue media scendere da 6.2 punti e 4.5 rimbalzi a 2.4 punti e 2.8 rimbalzi.
CIFRE - "Non c'entra Andrea - la spiegazione del tecnico - e la scelta non dipende da come ha giocato finora, sto solo cercando di ottenere il massimo dagli altri. Rasho ha fatto un grande training camp, un grande precampionato e sembra poco a suo agio nell'uscire dalla panchina". Andrea in questa stagione è salito da 25.1 a 26.8 minuti, migliorando decisamente le sue cifre: da 11.6 a 14.2 punti, da 3.9 a 6.0 rimbalzi, da 1.6 a 1.2 palle perse oltre a tirare col 50% (11 su 22) da 3 punti.
CONVIVENZA - In effetti i problemi dei Raptors non riguardano solo Nesterovic o Garbajosa, sceso da 8.5 a 1.8 punti di media con 21.7% da 2, ma anche la convivenza sul parquet tra Bosh e Bargnani. I due qualche volta hanno dato l'impressione di pestarsi un po' i piedi: "Andrea continuerà a giocare 30' circa - spiega Mitchell - perché abbiamo bisogno che lui continui a giocare come sta facendo, però penso che entrare al posto di Chris possa aiutarlo a disporre di qualche pallone in più in attacco". I Raptors, reduci da tre sconfitte consecutive dopo i due successi iniziali, hanno battuto Philadelphia 106-97 lo scorso 31 ottobre con 20 punti di Bargnani.
gasport
Lupofranco
09-11-2007, 17.40.57
Dallas si prende la rivincita
sui Warriors di Belinelli
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I texani si "vendicano" dell'eliminazione subìta a sorpresa da Golden State nei playoff della scorsa stagione. Trascinati da Howard e Terry vincono 120-115. L'azzurro, in campo solo 8', segna 3 punti. New Jersey supera Washington, Chicago stende Detroit
http://www.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2007/11/09/0JR82GLR--346x212.jpg Josh Howard va a canestro nonostante la difesa di Biedrins. Reuters
NEW YORK (Usa), 9 novembre 2007 - Nella notte italiana Golden State lotta, ma deve arrendersi al talento di Dallas, New Jersey supera Washington mentre Chicago batte Detroit.
Golden State-Dallas 115-120
La rivincita della sfida di playoff della scorsa stagione non delude le attese. Golden State e Dallas divertono i tifosi, questa volta però i Mavericks riescono ad avere la meglio e a non cadere nei trabocchetti di Don Nelson. I Warriors così devono rimandare l’appuntamento con il loro primo successo della stagione. Coach Nelson non regala grandi opportunità a Marco Belinelli, nonostante le assenze dell’infortunato Troy Hudson e dell’influenzato Mickael Pietrus (oltre a quella dello squalificato Stephen Jackson). L’ex stella della Fortitudo si deve accontentare di rimanere sul parquet solamente per otto minuti nel secondo quarto, e prova a dare una mano alla sua squadra realizzando una tripla (con un 1/3 dal campo). Davvero troppo poco per un giocatore che sta scalpitando in panchina. I Warriors, comunque, guidati da un eccellente Baron Davis e spinti dal caldissimo pubblico della Oracle Arena, tengono il passo dei Mavericks per tutto il match. Dirk Nowitzki, proprio come nella postseason dello scorso campionato, fa fatica soprattutto contro la zona di Golden State. Ma Dallas può contare sui punti di Jason Terry, Josh Howard e Devin Harris. Nell’ultimo quarto, poi, anche il tedesco torna a produrre, e i Mavericks prendono in mano le redini del match. I padroni di casa non mollano, e le invenzioni di Kelenna Azubuike permettono alla squadra di coach Nelson di rimanere nella scia dei Mavs. Ci pensa però Jerry Stackhouse con una tripla a 37" dalla sirena a mandare i titoli di coda sul match e a regalare il successo alla squadra texana.
Golden State: Davis 37 (11/20, 3/6), Azubuike 27, Harrington 20. Rimbalzi: Azubuike 11, Biedrins 10. Assist: Ellis 7.
Dallas: Howard, Terry 24, Nowitzki 22, Harris 21, Stackhouse 15. Rimbalzi: Bass 12, Nowitzki 11. Assist: Harris 7.
gasport
castiglio
09-11-2007, 18.45.21
mitchell ha tolto bargnani dal quintetto, al suo posto giocherà Nesterovic, perchè "così avrò il massimo da tutti"
Lupofranco
10-11-2007, 02.01.07
Belinelli non si deprime
"Arriverà il mio momento"
http://www.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2007/11_Novembre/09/belinelli.html) | http://www.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2007/11_Novembre/09/belinelli_full.shtml)14 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
L'italiano dei Golden State Warrios nonostante gli inizi difficili è ottimista: "Ci vuole pazienza, io lavoro duro e sono tranquillo perché la stagione è lunga". Un pensiero all'Italia: "La Fortitudo mi è rimasta nel cuore"
http://www.gazzetta.it/Media/Foto/2007/11/09/Marco%20Belinelli_002--346x212.jpg Marco Belinelli è nato il 25 marzo 1986. Nba photos
MILANO, 9 novembre 2007 - Nonostante le cinque sconfitte in cinque partite e i soli 49 minuti giocati finora, Marco Belinelli non perde il buonumore che l'ha condraddistinto nelle prime settimane della sua avventura Nba. Nel pomeriggio italiano la sua voce attraverso il telefono è squillante nonostante, effetto del fuso orario, si sia appena svegliato dopo la sconfitta in volata con Dallas.
Allora Marco, ancora dispiaciuto?
"Ce la siamo giocati fino alla fine, Dallas è una grande squadra, con un campione come Nowitzki che già avevo affrontato agli Europei. Dobbiamo stare tranquilli e avere pazienza. Anche Don Nelson in spogliatoio ci ha detto che abbiamo giocato bene e che dobbiamo preoccuparci solo di lavorare duro in allenamento e le vittorie arriveranno".
Non è un po' deluso per il suo scarso utilizzo rispetto alle aspettative?
"No, ci vuole pazienza. Io sono una matricola e nella nostra squadra ci sono tanti esterni. Devo lavorare duro e cercare di dare sempre il massimo. Con costanza e un po' di fortuna qualcosa verrà. Il mio obiettivo è riuscire a giocare a dare tanto a questa squadra".
Quindi non pensa che Nelson abbia cambiato idea su di lei?
"No. Sono al primo anno e sapevo che giocare tanto non era una cosa scontata. Non mi aspettavo di giocare 30 o più minuti. Praticamente devo iniziare da capo, come quando al mio primo anno in Fortitudo giocavo 5 minuti. Devo lavorare per conquistarmi spazio, la stagione è lunga".
A proposito di matricole, subisce delle vessazioni da rookie?
"La squadra mi tratta benissimo, anche i leader come Baron Davis e Stephen Jackson sono ottime persone. Non ho doveri speciali, al massimo devo portare la borsa del Barone dall'autobus all'aereo".
L'ambientamento va a gonfie vele?
"Sì. Il gioco è molto rapido, in particolare il nostro ai Warriors, con massimo 1-2 passaggi e poi si va al tiro. E' adatto a me, non giochiamo ai 24 secondi, c'è molto uno contro uno, insomma è un gioco più veloce e spettacolare".
Se l'attendeva così?
"Sapevo che sarebbe stato così, ma provarlo in pratica fa un certo effetto. Con azioni da 5-6 secondi capisci in fretta che bisogna sapere andare fino in fondo, sfruttare sempre i 3 contro 2 e i 2 contro 1. Il talento complessivo in campo è immenso, ci sono tanti isolamenti per l'uno contro uno. Mi piace".
Con il coach e i compagni come si trova?
"Con Don Nelson ho un buon rapporto, è un bravissimo allenatore che lavora duro e sa anche essere simpatico alla squadra. La maggior parte del tempo lo condivido con gli europei Pietrus, Biedrins e Perovic, ma anche con il Barone e gli altri mi trovo bene".
Le sue giornate come sono organizzate?
"Al mattino di solito faccio pesi e palestra, poi ci alleniamo. Il pomeriggio invece spesso è libero e mi dedico agli amici oppure mi riposo. Di solito vado in giro per San Francisco e faccio shopping".
Tiene fede al suo nuovo soprannome Cookie Monster?
(ride) "I biscotti al cioccolato sono clamorosi, per fortuna non ho problemi di linea. Lavoro molto e poi la squadra ha il suo chef che lavora dalle 9 alle 14 e quindi spesso colazione e pranzo li faccio al campo di allenamento. Poi a San Francisco ci sono molti ristoranti italiani, non sono come a Bologna ma si mangia bene".
A proposito di Italia, segue ciò che sta acacdendo in serie A?
"Mi sento spesso con Mancinelli, ho seguito il derby di Bologna e seguo la Fortitudo. Sono felice per la vittoria contro la Virtus, ci voleva proprio dopo 4 k.o. La Fortitudo mi resta nel cuore".
gasport
Lupofranco
10-11-2007, 10.44.31
Dopo tre sconfitte i Raptors tornano al successo battendo Philadelphia 105-103. Bargnani, che parte dalla panchina, entra a metà del primo quarto, gioca 23' e chiude la gara con 9 punti
http://www.gazzetta.it/Media/Foto/2007/11/10/1928694--346x212.jpg Andrea Bargnani, 22 anni, in una foto della stagione scorsa, mentre lotta con Gasol. Reuters
NEW YORK, 10 Novembre 2007 - Dopo tre sconfitte consecutive i Raptors tornano al successo battendo 105-103 i 76ers a Philadelphia. Una prestazione discreta, anche se non trascendentale, per una squadra che è comunque ancora alla ricerca della sua vera identità. Toronto, infatti, si affida a Chris Bosh, ma il lungo non tira benissimo dal campo (4/11). La stella dei Raptors però riesce a trovare spesso il contatto e si presenta con frequenza in lunetta, realizzando ben 16 liberi. Coach Mitchell decide di mescolare le carte e a farne le spese è proprio Andrea Bargnani. L’azzurro, infatti, parte dalla panchina. Al suo posto il tecnico di Toronto promuove Rasho Nesterovic, il quale però alla fine gioca solo 12’.
DUE TRIPLE - Andrea entra in campo a metà del primo quarto e prova a dare il suo contributo realizzando un paio di triple. Philadelphia deve inseguire ma rimane nella scia degli ospiti grazie ai canestri di Andre Iguodala e di un sorprendente Louis Williams. Bosh non è precisissimo dal campo, anche se il suo dovere lo fa in pieno, così ci pensa il backcourt a produrre. Brilla soprattutto Anthony Parker, ma la gara rimane punto a punto fino alle battute finali. Williams si esalta e nell’ultimo quarto diventa incontenibile per la difesa canadese.
SUL FILO DI LANA - Ma i Raptors riescono a rimanere davanti e chiudono i conti grazie alla tripla del solito Parker a 33" dalla sirena. Toronto così trova il successo ma non risolve tutti i suoi problemi. "Non ci sono partite facili nella Nba – dice il tecnico dei Raptors Sam Mitchell – tutti gli avversari meritano rispetto. Il nuovo quintetto? Non significa molto, stiamo cercando di tirare fuori il meglio dai nostri giocatori". Andrea Bargnani chiude la gara di Philadelphia con nove punti (1/4 da due, 2/4 da tre e ½ ai liberi), due rimbalzi e due assist in 23’ di gioco.
Philadelphia: Iguodala 26 (9/16, 2/5), Williams 21. Rimbalzi: Evans 12. Assist: Miller, Iguodala 7.
Toronto: Bosh 24 (4/11), Parker 22, Ford 16. Rimbalzi: Bosh 10. Assist: Calderon 7.
gasport
GOALPIGNA
10-11-2007, 11.33.51
Dopo tre sconfitte i Raptors tornano al successo battendo Philadelphia 105-103. Bargnani, che parte dalla panchina, entra a metà del primo quarto, gioca 23' e chiude la gara con 9 punti
che bravo!!!!!!
castiglio
10-11-2007, 12.50.25
ecco, come volevasi dimostrare. Mitchell è una testa di cazzo.
Lupofranco
17-11-2007, 11.24.07
NEW YORK, 17 novembre 2007 - Golden State conquista il suo primo successo della stagione, Boston mantiene la propria imbattibilità mentre San Antonio supera Houston.
Golden State-Los Angeles Clippers 122-105
Arriva finalmente il primo successo per i Warriors che giocano una signora partita e superano i Clippers. Golden State, complice anche un calendario molto difficile, era rimasta l’unica squadra Nba senza una vittoria ma contro i Clips Baron Davis e compagni giocano la loro pallacanestro frenetica, trovano un eccellente Andris Biedrins e riescono a ricamare diverse brillanti soluzioni in attacco. Dalla prossima gara, il “derby azzurro” in scena a Toronto domenica, poi coach Nelson potrà finalmente contare su Stephen Jackson il quale ha scontato la sua squalifica.
Se i tifosi di Golden State possono finalmente esultare, Marco Belinelli, invece, può rallegrarsi solamente per sua prima vittoria nella Nba. L’ex Fortitudo, infatti, rimane sul parquet solamente due minuti, equamente divisi tra fine primo tempo, in un contesto tattico particolare, per far tirare il fiato a Davis, e fine gara quando Nelson regala la stading ovation dell’Oracle Arena ai suoi titolari mandandoli in panchina prima della sirena. Eppure prima del match Don Nelson aveva fatto capire di voler regalare minuti al giocatore azzurro, che ora, con il rientro di Jackson e del convalescente Mickael Pietrus, rischia davvero di uscire dalle rotazioni.
Contro i Clippers Golden State parte fortissimo ma questa volta riesce a difendersi dal ritorno degli avversari. Biedrins domina sotto canestro, Davis e’ il solito leader mentre Al Harrington regala una serie di canestri di pregevole fattura. I Clips provano a mettere in difficoltà i lunghi di Don Nelson con le giocate di un buon Chris Kaman e nell’ultimo quarto si riavvicinano ai padroni di casa. Ma Baron Davis mette il turbo, Golden State piazza un parziale di 13-5 e così porta a casa un comodo successo.
Golden State: Harrington 27 (7/12, 3/6), Biedrins 23, Davis 21, Barnes 17. Rimbalzi: Biedrins 18. Assist: Davis 12.
Los Angeles Clippers: Thomas 25 (2/8, 6/13), Maggette 22, Kaman 20, Mobley 16. Rimbalzi: Maggette, Kaman 12. Assist: Cassell 9.
gasport
Lupofranco
17-11-2007, 11.31.39
Toronto, è sparito il Mago
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I Raptors tornano alla vittoria contro Indiana ma per Bargnani continua una preoccupanmte involuzione: gioca solo 5' e un tabellino da brividi (0 punti, 3 falli commessi, 1 stoppata subita)
http://www.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2007/11/17/0JRBMFSR--346x212.jpg Andrea Bargnani (a sin.) insieme a Carlos Delfino. Reuters
TORONTO (Can), 17 novembre 2007 - I Toronto Raptors tornano alla vittoria contro gli Indiana Pacers (110-101) e ritrovano Jorge Garbajosa, mentre è crisi per Andrea Bargnani, che ha giocato la miseria di cinque minuti scarsi, per l’esattezza gli ultimi 4’11” del primo quarto e appena 36” all’inizio del secondo quarto. Il Mago viene sostituito subito aver commesso il suo terzo fallo, per poi essere dimenticato in panchina fino al fischio finale.
Sembra la continuazione della pessima prestazione al tiro di mercoledì per Bargnani, che dopo 37” dal suo ingresso permette a Murphy un facile canestro (con il romano in ritardo nel trovare il suo uomo in transizione difensiva). Passano altri 10” e Bargnani commette il primo fallo andando a sfondare su una penetrazione sulla linea di fondo e prima della fine del quarto fa in tempo ancora a commettere il secondo fallo in difesa e a farsi stoppare da sotto canestro l’unico tiro tentato. Appena arriva il fischio arbitrale che gli sanziona il terzo fallo, Mitchell decide di aver visto abbastanza e lo manda in panchina definitivamente.
Con Humphries poco incisivo, si mettono in evidenza tra i lunghi Maceo Baston (centro titolare al posto di Nesterovic) che fa pienamente il suo dovere (3/3 e 2 stoppate) e Garbajosa che sfrutta positivamente i 24’ che gli concede il coach con 8 punti (3/7) e 6 rimbalzi. Lo spagnolo si affida alla sua esperienza per dare il contributo che Toronto gli chiede e dimostra di essere in ripresa, pur non essendo ancora lo stesso di un anno fa, e se l’avversario di oggi non è di quelli particolarmente tenaci. Indiana è avanti anche di undici nel primo tempo (12-23) e l’attacco di Toronto ristagna nelle mani poco ispirate di Ford. Anche Chris Bosh, che gioca a mezzo servizio per le evidenti precarie condizioni fisiche, fatica dal campo finendo con 5/15 al tiro, ma approfitta del trattamento da star che gli arbitri gli concedono per aggiungere punti al suo tabellino dalla lunetta (12/13 totali). Per fortuna di Toronto il solito Parker risponde presente ogni volta che conta e Calderon tira fuori dal suo cilindro un’altra prova da leader.
La svolta dell’incontro avviene con Calderon in regia nel secondo quarto, che termina 56-53 con una bomba di Parker scagliata da tre quarti di campo sulla sirena. Nel terzo quarto, il disastroso Ford del primo tempo aggiusta le cifre personali con 11 punti e la difesa dei Raptors tiene i Pacers a soli 18 punti. Toronto conduce 81-74 all’inizio dell’ultima frazione di gioco e rimane in testa fino alla fine con Indiana che si riavvicina a -2 a metà quarto. Calderon non perde la testa e conduce la sua squadra alla vittoria con grande carattere, aiutato da Parker, Delfino, Garbajosa e Bosh, che dopo aver forzato un paio di conclusioni fa la cosa giusta a 48” dal termine servendo Calderon che mette la tripla decisiva (104-98). Il sempre vigile Delfino intercetta un passaggio nell’azione successiva e converte due tiri liberi mandando tutti a casa.
Toronto ha vinto una partita che doveva vincere contro un’avversaria tutt’altro che irresistibile portandosi sul 5-4 di record. Per Bargnani (0 punti, 3 falli e 1 palla persa) continua il momento no e sarà interessante vedere come reagirà. Una cosa è certa: la competizione in squadra quest’anno è maggiore (contro Indiana il coach ha ruotato 11 giocatori e Juan Dixon è l’unico a non aver giocato) e Sam Mitchell ha già fatto capire di non guardare in faccia nessuno (Chris Bosh a parte) quando si tratta di scegliere chi merita di stare in campo.
TORONTO – Punti: Bosh 22, Parker, Ford e Calderon 15, Kapono 12. Rimbalzi: Moon 7. Assist: Calderon 10.
INDIANA – Punti: Murphy e Tinsley 20, O’Neal 14. Rimbalzi: Foster 9. Assist: O’Neal 7.
gasport
Lupofranco
21-11-2007, 10.35.16
Bargnani, che peccato
Belinelli comparsa al Madison
http://www.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2007/11_Novembre/21/torontoegoldenstate_2111.html) | http://www.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2007/11_Novembre/21/torontoegoldenstate_2111_full.shtml)6 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
Il Mago è protagonista con 20 punti (5/9 da tre) ma Toronto si arrende a Dallas a uno stratosferico Nowitzki (32, 4 triple in 101"). Il bolognese raccoglie pochi minuti nel successo di Golden State sui Knicks, duramente contestati dal pubblico
http://www.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2007/11/21/0JRU4WZP--346x212.jpg Andrea Bargnani prova a fermare Stackhouse in entrata. Ap
NEW YORK, 21 novembre 2007 - Un buon Andrea Bargnani non basta ai Raptors che incassano un’amara sconfitta a Dallas, Marco Belinelli, invece, fa solo da comparsa ma i suoi Warriors sbancano il Madison Square Garden.
Dallas-Toronto 105-99
La partita dei rimpianti per i Raptors. Toronto a Dallas gioca un tempo, il primo, da favola, mette alle corde i Mavs andando avanti anche di 24 punti poi però subisce il ritorno dei padroni di casa che si avvicinano con un parziale di 12-0 prima del riposo, poi nel terzo quarto cambiano marcia e riprendono i Raptors. Dirk Nowitzki con la sua squadra in difficoltà decide di togliere le castagne dal fuoco e diventa immarcabile nelle battute finali del terzo quarto realizzando quattro triple consecutive in 101’’. Una volta tornati davanti i Mavs difendono il vantaggio dal ritorno dei Raptors e portano a casa un successo che, dopo la loro partenza ad handicap, sembrava quanto mai improbabile. Andrea Bargnani torna in carreggiata disputando finalmente una signora partita. Sam Mitchell lo mette in quintetto e l’azzurro ripaga la scelta del suo allenatore disputando un grandissimo primo quarto chiuso con tre triple delle sue e 11 punti a referto.
All’inizio del secondo quarto l’azzurro spinge i Raptors al +17 con un’altra tripla, poi torna in panchina ma Toronto riesce comunque a tenere a distanza i Mavericks. Almeno fino a quando sale in cattedra Devin Harris il quale spinge Dallas al parziale di 12-0. Andrea rientra e realizza un altro canestro dal perimetro così Toronto va al riposo avanti 55-41. Nella ripresa però la musica cambia completamente. Nowitzki in attacco fa quello che vuole e Toronto inizia a sporcare le proprie percentuali al tiro. Toronto va in difficoltà anche perché Bargnani viene un po’ dimenticato in attacco. Chris Bosh prova a tenere a galla gli ospiti ma la frittata e’ fatta. Una volta avanti Dallas non concede più nulla e Toronto deve così incassare una sconfitta che lascia l’amaro in bocca. Andrea Bargnani chiude con 20 punti (2/5 da due, 5/9 da tre e 1/1 ai liberi), cinque rimbalzi e un assist in 33’ di gioco.
Dallas: Nowitzki 32 (8/13, 4/6), Terry, Harris 19, Howard 15. Rimbalzi: Howard 9. Assist: Terry 5.
Toronto: Bosh 31 (12/22), Bargnani 20. Rimbalzi: Bosh, Moon 12. Assist: Calderon 6.
New York-Golden State 82-108
L’esordio al Madison Square Garden per Marco Belinelli non sarà memorabile da un punto di vista statistico ma sicuramente l’azzurro non se lo dimenticherà tanto facilmente. Se non altro per la vibrante contestazione del pubblico a Stephon Marbury prima, fischiato a ogni occasione, una volta addirittura mentre parte in contropiede, e a Isiah Thomas poi. Il coach dei Knicks per tutto il secondo tempo deve subire il coro “Fire Isiah” dei tifosi di New York disgustati dall’ennesima prova imbarazzante offerta dalla propria squadra. Golden State, trascinata da un ottimo Baron Davis, fa la sua onesta partita ma nulla di più. Però basta e avanza per dominare una squadra, i Knicks, piena di contraddizioni che sembra aver abbandonato il proprio allenatore visto che decide di giocare senza la minima intensità.
I Warriors cambiano marcia a metà del primo quarto, e non si guardano più indietro, tenendo i Knicks a distanza di sicurezza. Don Nelson si ricorda di Marco Belinelli e lo manda sul parquet a nove minuti dalla fine del secondo quarto. Il bolognese appena tocca il suo primo pallone in attacco (passano tre minuti, visto che Davis e Monta Ellis tentano con troppa frequenza la conclusione personale) firma una tripla dall’alto quoziente di difficoltà. Il tempo di fallire un’altra conclusione dalla lunga distanza e di non trovare la retina da sotto, dopo un eccellente movimento spalle a canestro, e Beli torna in panchina. Poi a 53’’ dal riposo Don Nelson lo rimette in campo ma non succede più nulla. Nella ripresa Golden State domina e il Garden si spazientisce. Belinelli si deve accontentare degli ultimi due minuti di garbage time ma perlomeno può festeggiare la terza vittoria consecutiva dei suoi Warriors. L’ex stella della Fortitudo chiude con tre punti (0/2 da due e 1/2 da tre) in nove minuti di gioco.
New York: Marbury 18 (5/10, 1/4), Crawford, Randolph 15. Rimbalzi: Randolph 16, Richardson 10. Assist: Marbury 5.
Golden State: Davis 31 (7/14, 4/6), Jackson 23, Pietrus 16. Rimbalzi: Pietrus, Davis, Azubuike, Jackson 6. Assist: Jackson, Davis 7.
gasport
Lupofranco
22-11-2007, 10.14.41
Bargnani si riprende Toronto
Belinelli paga dazio a Boston
http://www.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2007/11_Novembre/22/torontoegs_2211.html) | http://www.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2007/11_Novembre/22/torontoegs_2211_full.shtml)11 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
Il Mago riparte in quintetto e contribuisce con triple (3/4) e rimbalzi (11, massimo stagionale) al successo dei Raptors a Memphis. La matricola invece si smarrisce nella pessima serata di Golden State in casa dei Celtics
http://www.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2007/11/22/0JRVZNRR--346x212.jpg Andrea Bargnani in difesa contro Pau Gasol. Reuters
NEW YORK, 22 novembre 2007 - Golden State cade a Boston, un discreto Andrea Bargnani, invece, guida Toronto al successo contro Memphis.
Boston-Golden State 105-82
Marco Belinelli si deve abituare ai ritmi della Nba, impresa peraltro non facile. Giocare al Madison Square Garden, poi volare la sera stessa a Boston e giocare il giorno dopo non e’ una cosa semplicissima per un cestista che arriva dal campionato italiano. Così Belinelli paga dazio al “back to back”, e con lui i suoi compagni che dopo la brillante prova di New York non fanno una gran bella figura a Boston. I Celtics dimostrano di essere una squadra vera, intenzionata a fare grandi cose in questa stagione e difendono con grande intensità, dominando sotto canestro. Il primo tempo e’ un vero supplizio per coach Nelson. I Warriors, infatti, tirano malissimo, non sono reattivi al rimbalzo (31-17 a favore dei padroni di casa) e vanno al riposo sotto 50-37. Baron Davis, dopo la splendida performance offerta al Garden, si prende una serata di vacanza (3/13 al tiro), Kelenna Azubuike fa anche peggio (1/7) e dalla panchina arriva solamente la produzione di Monta Ellis.
Marco Belinelli avrebbe anche l’occasione di far ricredere Don Nelson ma non riesce a trovare ritmo in attacco. L’ex Fortitudo rimane sul parquet praticamente per tutto il secondo quarto e si presenta subito con un bel gioco da tre punti, poi però, troppo poco coinvolto dai compagni, diventa impreciso dal perimetro. Intanto i Celtics, guidati dal solito Kevin Garnett, aumentano il loro vantaggio. Nel terzo quarto la trama non cambia, anche se Golden State tira un po’ meglio dal campo. Ma Boston non permette ai Warriors di rientrare in partita e anzi chiude praticamente i conti all’inizio dell’ultimo quarto. Primo nel periodo finale Belinelli torna sul parquet ma la gara e’ oramai segnata. L’azzurro chiude una gara davvero poco memorabile con quattro punti (1/6 da due, 0/3 da tre e 2/3 dalla lunetta) con tre rimbalzi e un recupero in 22’ di gioco.
Boston: Allen 21 (4/10, 3/8), Garnett 20, Pierce 19, House 15. Rimbalzi: Garnett, Pierce 10. Assist: Rondo 6.
Golden State: Ellis 21 (10/14, 0/1), Jackson 15. Rimbalzi: Wright 9. Assist: Davis 4.
Memphis-Toronto 89-95
Con Andrea Bargnani in quintetto le cose sembrano migliorare per i Raptors che a Memphis non giocano benissimo ma grazie alle triple riescono a centrare il successo. Andrea non riesce a trovare continuità in post o dalla media distanza ma e’ letale da dietro la linea dei tre punti (alla fine 3/4) e le sue triple permettono a Chris Bosh di avere un po’ più di libertà sotto canestro. Mancano giocatori importanti da entrambe le parti, Marc Iavaroni deve rinunciare a Darko Milicic mentre Sam Mitchell non può contare su TJ Ford, e la gara stenta a decollare. Toronto si salva con le triple ma in attacco fa fatica. I Grizzlies però non ne approfittano. Sotto canestro Bosh prova a dare la scossa ai compagni e anche Bargnani si fa rispettare catturando 11 rimbalzi, suo record stagionale.
La gara si trascina senza grandi sussulti fino all’ultimo quarto con le due squadre appaiate. Memphis, grazie ai liberi di Kyle Lowry va avanti 82-80 a 2’33’’ dalla sirena ma Toronto risponde piazzando un parziale di 9-0 e mettendo così al tappeto la squadra di casa che non riesce più a rialzarsi e va ko. Andrea Bargnani chiude con 13 punti (2/12 da due, ¾ da tre) con 11 rimbalzi e quattro assist in 31’ di gioco.
Memphis: Gasol, Miller 16. Rimbalzi: Miller, Gasol 10. Assist: Lowry 5.
Toronto: Bosh 22 (8/16). Rimbalzi: Bosh 19, Bargnani 11. Assist: Calderon 8.
gasport
Lupofranco
29-11-2007, 14.57.40
Giornata difficile per i 2 italiani...
Toronto ok, ritrova Nesterovic
ma trema per Bargnani e Bosh
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I Raptors vincono facile con Memphis (103-91), ma il romano deve lasciare il campo dopo 21' per una botta al ginocchio destro. Chris Bosh abbandona invece dopo soli 10' per un problema all'inguine e venerdì arrivano i Cavs
http://www.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2007/11/29/0JS8VHGP--346x212.jpg Andrea B argnani, dietro Pau Gasol (sin) e il compagno Jason Kapono. Ap
TORONTO, 29 novembre 2007 - Toronto ritrova Rasho Nesterovic (buona la prova del neo papà che ha ripreso posto in quintetto con Bargnani tornato sesto uomo), ma perde Bosh e Bargnani durante la partita vinta facilmente contro i Memphis Grizzlies con il risultato finale di 103-91. Andrea Bargnani è stato costretto ad abbandonare il campo zoppicante all’inizio dell’ultimo quarto dopo una botta al ginocchio destro rimediata durante uno scontro con Stromile Swift che stava andando a canestro: “Ho sbattuto il ginocchio contro il ginocchio di Swift, e l’ho preso proprio bene - ha così descritto l’infortunio l’atleta romano -. Ora mi fa molto male il tendine. Il ginocchio è un po’ gonfio, ma domani mattina vediamo come sto. Il dottore ha detto che non dovrebbe essere il legamento, che è solo una botta.” Il leader dei Raptors Chris Bosh ha invece dichiarato di aver avuto problemi all’inguine in allenamento martedì, ha provato a giocare ma a 9’44” dalla fine del secondo quarto si è dovuto arrendere ed è tornato in spogliatoio dove è rimasto fino a fine gara.
LA PARTITA - Bosh ha segnato 10 punti con 5/6 al tiro nei primi 12', poi i Raptors se la sono cavata egregiamente anche senza di lui, disputando una gara molto giudiziosa con Calderon ancora in pieno controllo del ritmo e Parker e Delfino precisi nel colpire dalla distanza. Grazie a un secondo quarto perfetto Toronto scava un solco insormontabile per i Grizzlies che erano al secondo incontro di un back to back in trasferta e sono apparsi meno brillanti della sera precedente. Memphis segna solo 10 punti nel secondo quarto contro i 30 dei padroni di casa, e una tripla allo scadere dei 24” di Carlos Delfino è l’ultimo canestro del primo tempo che si conclude 57-39. Toronto domina sotto i tabelloni con Moon e Delfino (6 rimbalzi a testa a metà gara) e non spreca un pallone in attacco (3 palle perse), con Calderon che ha già all’attivo 8 assist (alla fine saranno 10 con 0 palle perse!). Nel secondo tempo ai Raptors basta solo amministrare il vantaggio. Mitchell inserisce Delfino al posto di Bosh e Nesterovic segna i primi 4 punti della ripresa per Toronto, poi esce per far posto a Bargnani che nel primo tempo aveva giocato 13' totalizzando 6 punti, 4 rimbalzi e 2 falli. La difesa avversaria non morde e per Toronto la gara diventa una passeggiata.
BARGNANI - Il Mago si sforza di giocare vicino a canestro sfruttando i cambi di marcatura che lo vedono marcato da un piccolo e, anche se qualche volta i compagni non lo sfruttano a dovere, in un paio di occasioni viene servito in taglio e va a conlcudere bene a canestro. Una volta Bargnani completa un gioco da tre punti con canestro e fallo di Rudy Gay, ed è ancora l’azzurro a partecipare all’azione più bella della partita con un ottimo scarico dal post basso per Jamario Moon che chiude in schiacciata rovesciata. Bargnani ha tentato una sola tripla (realizzandola) nell’arco dell’incontro, ma per la maggior parte delle azioni ha cercato di farsi vedere in area con risultati alterni, ma si sa che la strada da percorrere è lunga. L’importante è insistere perché è questo che dall’inizio dell’anno gli chiedono di aggiungere al suo arsenale offensivo. In difesa Bargnani ha alternato la marcatura di Swift e Gasol, che l’italiano aveva già limitato nell’ultima sfida tra i due e anche stavolta Bargnani ha tenuto bene lo spagnolo che ha chiusto con 4/12 dal campo. Qualche difficoltà in più invece l’ha avuta contro il più dinamico Stromile Swift (6/7 per lui). Il massimo vantaggio di Toronto è stato +28 nel terzo quarto con una schiacciata di Parker su assist di Bargnani che ha siglato il 79-51 e da lì al fischio finale si è giocato garbage time. Già privi di Garbajosa, ora i Raptors devono sperare di recuperare Bosh e Bargnani o almeno uno dei due per la difficile partita di venerdì che vede l’arrivo in città di King James con i suoi Cavs, sempre che anche LeBron riesca a recuperare dall'infortunio alla mano sinistra che ieri sera l'ha costretto ad uscire.
TORONTO - Punti: Parker 19, Delfino e Kapono 14, Calderon 13, Bosh e Nesterovic 10. Rimbalzi: Moon e Parker 8. Assist: Calderon 10. Bargnani ha chiuso con 11 punti (2/5 da due, 1/1 da tre, 4/5 t.l.), 7 rimbalzi, 2 assist, 4 falli, 1 palla persa, 1 stoppata in 21 minuti.
MEMPHIS – Punti: Navarro 15, Gasol 13, Swift e Lowry 12. Rimbalzi: Gasol e Jacobsen 7. Assist: Stoudamire, Lowry e Cardinal 3.
Periodo davvero difficile per Marco Belinelli. Troy Hudson torna disponibile e Don Nelson decide così di non mettere nemmeno a referto l’ex bolognese inserendolo per la sfida con i Kings nella lista degli "inactive". I Warriors non giocano una partita eccezionale a Sacramento ma alla fine riescono ad avere la meglio pur tirando con percentuali molto più "umane" (41.6% dal campo) rispetto al match con i Suns. La truppa di Don Nelson gioca in maniera altalenante ma porta a casa il successo grazie a due triple folli nell’arco di 20’’ di Stephen Jackson nel finale di gara che spezzano la schiena ai Kings.
Sacramento: Martin 28 (6/12, 2/6), Artest 21, Udrih 16. Rimbalzi: Miller 18. Assist: Moore, Miller, Martin, Artest 2.
Golden State: Ellis 22 (7/13), Jackson 21, Davis 19. Rimbalzi: Biedrins 13. Assist: Davis 6.
gasport
Lupofranco
30-11-2007, 01.57.05
Dopo l'acquisto, ecco il taglio settimanale di Scafati
Basket: Scafati, rescisso il contratto di Demirel
Indice Ultim'ora (http://www.gazzetta.it/ultimora/agrnews.jsp?cat=basket)
MILANO - La Legea Scafati ha rescisso il contratto che legava il club al nazionale tedesco Mithat Demirel, e che sarebbe scaduto il prossimo giugno. Demirel chiude la sua esperienza in Campania con 2.1 punti di media in circa 12 minuti di impiego. (Agr)
gasport
IL NAPOLETANO
30-11-2007, 10.03.11
Dopo l'acquisto, ecco il taglio settimanale di Scafati
Basket: Scafati, rescisso il contratto di Demirel
Indice Ultim'ora (http://www.gazzetta.it/ultimora/agrnews.jsp?cat=basket)
MILANO - La Legea Scafati ha rescisso il contratto che legava il club al nazionale tedesco Mithat Demirel, e che sarebbe scaduto il prossimo giugno. Demirel chiude la sua esperienza in Campania con 2.1 punti di media in circa 12 minuti di impiego. (Agr)
gasport
ma perchè Belinelli è passato a Scafati????:eh?: :eh?:
:eheh:
Lupofranco
30-11-2007, 10.57.52
ma perchè Belinelli è passato a Scafati????:eh?: :eh?:
:eheh:
Forse, ma dico forse, ho sbagliato topic...:oops:
castiglio
30-11-2007, 13.37.18
io ancora mi chiedo cosa ci fa belinelli oltreoceano.
castiglio
01-12-2007, 03.24.49
cazzo cazzo cazzo. Bosh fuori a vita. Carrier high del mago.
IL NAPOLETANO
01-12-2007, 08.25.20
cazzo cazzo cazzo. Bosh fuori a vita. Carrier high del mago.
che duepalle....devo andare sulla Gazzetta per avere notizie?
Insomma, dobbiamo far tornare Lupofranco a casa per aggiornamenti topic (vabbuò....non sempre dei topic giusti!:fischia: )?
Lupofranco
01-12-2007, 12.17.33
Bargnani firma il record
Toronto disarciona i Cavs
http://www.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2007/12_Dicembre/01/toronto_0112.html) | http://www.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2007/12_Dicembre/01/toronto_0112_full.shtml)32 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
Assente la stella Bosh (e LeBron James per Cleveland), l'azzurro si carica di responsabilità, gioca 40' segnando 26 punti (7/15 da 2), con 6 rimbalzi, 3 assist, 1 recupero e 1 stoppata. E i Raptors vincono la terza di fila
http://www.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2007/12/01/0JSCOQUP--346x212.jpg Andrea Bargnani difende su Drew Gooden. Ap
TORONTO, 1 dicembre 2007 - Andrea Bargnani con un'eccellente prestazione conduce alla vittoria i Toronto Raptors, che battono per 91-82 i Cavs (orfani di LeBron James) e supera il suo record di punti in carriera segnandone 26 (il record precedente di 23 punti risale al 13 dicembre 2006 a Orlando).
Non c’è Chris Bosh e allora Bargnani si incarica di sostenere l’attacco di Toronto e si prende 19 tiri, infilandone 9. Il tutto in 40 minuti in campo (record anche questo) e condito da una buona difesa su Drew Gooden e in generale da una prova di maturità e intelligenza tattica che ha visto l’azzurro, tra le tante cose positive, sfruttare magnificamente il pick and roll con Jose Calderon. La difesa di Cleveland non riesce a trovare una contromossa valida e il duo di Toronto la punisce costantemente.
Bargnani parte con 0/3 al tiro, ma non si perde d’animo ed è in schiacciata che segna il primo canestro in azione battendo Gooden sulla linea di fondo (13-12). Il Mago chiude il primo quarto con 8 punti, ma la partita non decolla (28-27). Bisogna aspettare il secondo quarto per vedere i Raptors prendere il sopravvento grazie a un Carlos Delfino in serata di grazia, che dà una scossa ai compagni con la tripla del + 6 per Toronto e segna 13 punti (6/7) nel primo tempo. Anche l’argentino chiude la sua grande prova con un "career high" di 24 punti.
Nel secondo quarto Bargnani gioca gli ultimi sette minuti, segna da due appena rientrato in campo poi si segnala per un bell’assist per un’altra tripla di Delfino dall’angolo, mentre due avversari erano usciti contemporaneamente a impedire il tiro di Bargnani. Le squadre vanno al riposo sul punteggio di 54-49 per Toronto, dopo una tripla di Bargnani seguita dalla replica di Damon Jones ancora da tre. Si ricomincia e la musica non cambia, con 5 punti dell’azzurro che portano Toronto sul 61-51. I Cavs non riescono a fermare i giochi a due tra Calderon e Bargnani e decidono di cambiare sistematicamente. Così l’azzurro si porta vicino a canestro e lì viene raddoppiato quasi ogni volta che riceve palla, ma Bargnani è bravo a scaricare il pallone all’uomo giusto e in un’occasione rompe il raddoppio e si procura due tiri liberi. I Cavs restano nella scia dei Raptors soprattutto con le triple di Gibson, ma la difesa di Toronto tiene, con Nesterovic solido contro Ilgauskas e con il lavoro efficace dei vari Parker, Moon e Delfino. Nell’ultimo periodo il vantaggio dei Raptors arriva a + 20 (85-65) dopo un paio di minuti. La partita sembra ormai chiusa, invece i Cavs reagiscono e con 7 punti di fila di Gibson si riavvicinano (89-82) nel minuto conclusivo. Bargnani aveva già raggiunto 24 punti, e dunque superato il suo record, a 5’32” dalla fine con un canestro dalla media distanza su assist di Nesterovic a conclusione di ottima azione corale di Toronto. A 13” dalla sirena il Mago va in lunetta e con i due tiri liberi realizzati raggiunge quota 26, mettendo la sua firma sul terzo successo consecutivo di Toronto.
Al ritorno in campo dopo quattro gare saltate per infortunio TJ Ford è apparso arrugginito ed ha giocato 16’ totalizzando 2 punti (1/5) e 6 assist. Le cifre di Andrea Bargnani: 26 punti (7/15 da due, 2/4 da tre e 6/8 t.l.), 6 rimbalzi, 3 assist, 3 falli, 1 recupero, 2 perse e 1 stoppata in 39’58” di gioco.
TORONTO – Punti: Delfino 24 (9/14), Calderon 11, Parker e Moon 9. Rimbalzi: Moon e Nesterovic 9. Assist: Calderon 10.
CLEVELAND – Punti: Gibson 24, Gooden e Pavlovic 15. Rimbalzi: Gooden 14. Assist: Gibson 7.
gasport
Eccovi serviti, almeno il sabato fatemi dormire un pò di più...:preghiera:
Lupofranco
01-12-2007, 12.18.45
cazzo cazzo cazzo. Bosh fuori a vita. Carrier high del mago.
Alè, non per fare il sapientone inglese, ma è career...
castiglio
01-12-2007, 12.27.07
uà che figura e merda :D
cmq sempre un sapientone inglese, che si vede i london towers, resti :D
Lupofranco
01-12-2007, 12.39.36
uà che figura e merda :D
cmq sempre un sapientone inglese, che si vede i london towers, resti :D
Magari mi vedessi i London Towers...Finora, la migliore palestra in cui ho giocato è peggio del Colletta...:azz:
castiglio
01-12-2007, 13.07.14
iesci, tocca e femmene, va arrobbann (cit.)
Lupofranco
02-12-2007, 13.41.16
Serataccia per Bargnani
Toronto k.o. con i Wizards
http://www.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2007/12_Dicembre/01/toronto_0212.html) | http://www.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (http://javascript<b></b>:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2007/12_Dicembre/01/toronto_0212_full.shtml)12 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
Dopo aver giocato la sua miglior partita contro Cleveland, il Mago delude nella sconfitta di Toronto, priva di Bosh, con i Wizards: appena 4 punti e 3 rimbalzi in 25 minuti
http://www.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2007/12/02/0JSEE3BR--346x212.jpg Andrea Bargnani, 22 anni, in difesa contro Antawn Jamison. Reuters
NEW YORK, 2 Dicembre 2007 - Sembra davvero essere una stagione altalenate quella di Andrea Bargnani. L’azzurro dopo aver giocato venerdì sera la sua miglior partita dell’anno contro Cleveland, al cospetto dei Wizards, sempre privi del leader Gilbert Arenas, incappa in una serata assolutamente da dimenticare. Senza Chris Bosh e con un Bargnani deludente Toronto così è costretta a cedere 101-97 alla squadra della capitale. I Raptors non riescono a limitare quel che resta, con Arenas assente, dei "Big Three".
IL TIRO NON C'E' - Caron Butler e Antawn Jamison a tratti sono devastanti e la difesa di Toronto va spesso in confusione. In attacco coach Mitchell poi deve registrare la totale apatia dei suoi lunghi. Così a dare la carica alla squadra canadese ci pensano i panchinari Carlos Delfino e, soprattutto, Jason Kapono. TJ Ford non è ancora al 100% e Sam Mitchell lo schiera, facendolo partire dalla panchina, per soli 14'. In regia Jose Calderon come al solito fa il suo dovere ma Toronto non sembra mai riuscire a trovare ritmo in attacco. Bargnani litiga con il canestro (alla fine il giocatore romano dovrà accontentarsi di un deludente 2/13 dal campo) e soltanto l’atletismo di un sempre più sorprendente Jamario Moon produce qualcosa da sotto canestro. Washington però è in serata di grazia e trova spesso ottime conclusioni. Così le percentuali al tiro dei padroni di casa migliorano con l’andare dei minuti (56% dal campo e un eccellente 53% da tre).
ASSENZE - Nella ripresa Kapono e Anthony Parker tentano di non far scappare i Wizards che però mettono il risultato in naftalina nella seconda metà dell’ultimo quarto piazzando, senza faticare più di tanto, un parziale di 8-2. I Raptors vanno al tappeto e non riescono più a rialzarsi e a coach Mitchell non resta altro che rimpiangere le assenze. "Chris per noi è un giocatore fondamentale – commenta il tecnico di Toronto –senza di lui in attacco per forza di cose facciamo fatica. Questa sera non abbiamo giocato bene e abbiamo commesso troppi errori". Sul banco degli imputati deve salire anche Andrea Bargnani che chiude la sfida di Washington con quattro punti (2/11 da sue. 0/2 da tre) e tre rimbalzi in 25' di gioco.
Washington: Butler 29 (6/11, 4/7), Jamison 28, Mason 15. Rimbalzi: Jamison 14. Assist: Daniels, Butler 7.
Toronto: Kapono 23 (4/8, 3/5), Parler 18, Moon 16, Delfino 15. Rimbalzi: Moon 13. Assist: Calderon 11.
gasport
Lupofranco
03-12-2007, 17.52.25
Warriors inarrestabili
Belinelli dimenticato
http://www.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2007/12_Dicembre/03/belinelli.html) | http://www.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (http://javascript<b></b>:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2007/12_Dicembre/03/belinelli_full.shtml)13 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
Golden State conquista il suo nono successo nelle ultime 10 gare: passa anche a Seattle (109-96), ma per la terza gara consecutiva l’ex stella della Fortitudo rimane in abiti civili e viene messo a referto come "inactive"
http://www.gazzetta.it/Media/Foto/2007/12/03/belinelli--346x212.jpg Marco Belinelli ancora fuori: è un caso. Arch. Gazzetta
NEW YORK, 3 Dicembre 2007 - Il leit motiv delle ultime gare non cambia. Golden State gioca una buona partita, conquista un altro successo ma Marco Belinelli viene dimenticato da coach Nelson. I Warriors, infatti, passano anche a Seattle (109-96 il punteggio) ma per la terza gara consecutiva l’ex stella della Fortitudo rimane in abiti civili e viene messo a referto come “inactive”.
LA GARA - Golden State parte fortissimo a Seattle, nel primo quarto arriva anche al +19, realizza 35 punti nel primo periodo e una volta avanti controlla senza grossi problemi la reazione dei padroni di casa. I Warriors non si fanno infastidire dal ritardo di 15 minuti (l’inizio del match viene posticipato a causa di un principio di incendio, subito estinto dai vigili del fuoco di Seattle, nella Key Arena) e partono con il piede sull’acceleratore. Stephen Jackson e Baron Davis sono a tratti devastanti e Al Harrington riesce a far male alla difesa di Seattle. Golden State, che riceve un’ottima produzione sotto canestro da Andris Biedrins, scappa subito via e i Sonics non riescono a rimanere in partita. La truppa di Don Nelson, così mette al sicuro il risultato e conquista senza faticare più di tanto il suo nono successo nelle ultime 10 gare.
JACKSON INTOCCABILE - Il rientro sul parquet di Stephen Jackson ha trasformato una squadra che aveva iniziato la stagione subendo sei sconfitte consecutive. Ma con Jackson nel lineup Marco Belinelli e’ diventato superfluo e coach Nelson, nonostante le buone parole che continua a spendere nei confronti dell’ex bolognese, ha deciso di affidarsi a giocatori con più esperienza. Un segnale decisamente poco incoraggiante per l’azzurro. Ma la stagione e’ lunga e il momento per Belinelli arriverà. Così almeno giura il General Manager Chris Mullin e lo stesso Don Nelson.
Seattle: Wilcox, Watson 16. Rimbalzi: Wilcox 11. Assist: Watson 5. Golden State: Harrington,. Jackson 20, Biedrins, Ellis 18. Rimbalzi: Biedrins 16. Assist: Davis 9.
gasport
Lupofranco
04-12-2007, 14.42.00
Raptors in scioltezza
Ma Bargnani non c'è
http://images.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2007/12_Dicembre/04/toronto.html) | http://images.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2007/12_Dicembre/04/toronto_full.shtml)5 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
Toronto senza il Mago (ipertensione al ginocchio sinistro: rientrerà tra una settimana), Ford e Bosh si sbarazza senza problemi di Charlotte: 98-79 con 17 punti di Delfino
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2007/12/04/0JSI8U9P--346x212.jpg Una giocata di Delfino autore di 17 punti contro Charlotte. Ap
TORONTO, 4 dicembre 2007 L’inizio della seconda stagione Nba non si sta rivelando molto fortunato per Andrea Bargnani. L’ultimo imprevisto della serie è un’iperestensione al ginocchio sinistro subita dal Mago durante la trasferta a Washington, infortunio che l’ha costretto a saltare la sfida di ieri sera contro Charlotte. Bargnani era già reduce da una dolorosa botta al ginocchio destro incassata mercoledì scorso. Contro i Bobcats non mancava soltanto Bargnani, ma anche Ford e Bosh. Nessun problema, almeno per una sera.
CARATTERE - I Raptors reagiscono con grande carattere alla sfortuna e per non correre rischi fanno capire ben presto ai Bobcats di che pasta son fatti. Parker gioca da vero leader fin dalle prime battute, Calderon dimostra di avere sempre più in pugno le redini della squadra, e dalla panchina Carlos Delfino continua a sorprendere per il grande impatto che ha sul gioco di Toronto. Tutto va per il verso giusto per Toronto che si porta avanti 16-4 nel primo quarto, mentre gli errori grossolani di Charlotte sotto canestro spiegano la striscia perdente di 5 gare con cui gli ospiti si presentano al’ACC. Bisogna anche dare atto ai Raptors e ai soliti Nesterovic e Moon pilastri della difesa.
COLLETTIVO - In verità il risultato è il frutto del lavoro collettivo di una squadra che lotta su tutti i palloni e che malgrado le assenze ha giocatori affamati come Graham e Humphries che avevano visto poco o niente il campo negli ultimi tempi. Così il primo tempo si conclude 54-33 e i Bobcats sono limitati a un pessimo 28% dal campo. Toronto gioca rilassata, con grande personalità e precisione (8/13 da tre, 61,5%) e al contrario Charlotte paga la pessima serata al tiro di Felton (0/8), Richardson (3/17), Wallace (4/13) e Anderson (0/5). Le prossime tre gare di Toronto saranno molto più impegnative. Parker e compagni se la dovranno vedere contro Phoenix, Boston (in trasferta) e Houston. Mentre è probabile il rientro di Chris Bosh già nella partita di mercoledì, per Bargnani si prospetta una settimana circa di stop. Diverso è il discorso su TJ Ford i cui tempi di recupero sono incerti essendo il suo un problema di natura neurologica.
TORONTO-CHARLOTTE 98-79
Toronto: Delfino 17 (2/8, 4/6), Humphries 17 (5/7), Graham 13, Calderon 12. Rimbalzi: Moon 12. Assist: Calderon 9.
Charlotte: Wallace 19, Dudley 16. Rimbalzi: Dudley 10. Assist: McInnis 5.
gasport
Lupofranco
11-12-2007, 10.19.53
Beli: "No alla D-League"
Bargnani pronto a tornare
http://images.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2007/12_Dicembre/10/golden.html) | http://images.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2007/12_Dicembre/10/golden_full.shtml)74 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
Belinelli dice no alla proposta dei Warriors: "Mi sento un giocatore Nba" e intando Golden State perde coi Lakers. Andrea ha smaltito l'infortunio e scalpita per tornare in campo con Toronto
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2007/12/10/0JSTFVDP--346x212.jpg La guardia dei Golden State Warrior Mikael Pietrus. Ap
NEW YORK, 10 Dicembre 2007 - Lo Staples Center porta decisamente male ai Warriors. Dalla sua apertura, otto anni or sono, Golden State nell’arena dei Lakers ha vinto una sola volta, incassando ben 16 sconfitte. La 16ª arriva proprio domenica sera. I Warriors giocano un buon primo tempo ma non riescono a rallentare Kobe Bryant nella ripresa e alla fine devono cedere 123-113.
IL FUTURO DI BELI - Non cambia la posizione di Marco Belinelli che per la settima gara consecutiva non va a referto e viene inserito nella lista "inactive". Adesso Don Nelson sembra addirittura tentato dall’idea di "retrocedere" Belinelli, spedendolo a Bakersfield, nella D-League, per qualche gara. "Forse non gli farebbe male giocare qualche partita – dice il coach dei Warriors – ma in questo momento non ci poniamo il problema. Lui è un giocatore orgoglioso e l’idea di andare a Bakersfield non lo alletta. Comunque si sta allenando bene e continua a migliorare". L’ipotesi D-League dovrebbe essere scongiurata anche perché il bolognese sembra avere le idee molto chiare. "Mi sento un giocatore Nba – commenta l’azzurro – voglio rimanere qui e lavorare con i miei compagni, considerato anche il fatto che siamo riusciti a creare un gruppo davvero bello".
KOBE SHOW - A Los Angeles i Warriors non giocano male fino alle battute finali del primo tempo. Kobe Bryant fa fatica dal campo (3/13) ma nel finale del secondo quarto i Lakers piazzano un parziale di 11-3 e vanno al riposo avanti 60-59. Nella ripresa Kobe ritrova ritmo in attacco e i compagni lo supportano nel migliore dei modi (alla fine i Lakers metteranno sette giocatori a referto in doppia cifra). I padroni di casa così riescono a scappare via con un break di 18-4 nel terzo quarto e conquistano il successo. Golden State per una volta vince la gara al rimbalzo (47 contro i 38 di L.A.) ma fa troppa fatica dalla lunga distanza, soprattutto per via dell’ostinazione di Stephen Jackson a prendere brutti tiri.
Los Angeles Lakers: Bryant 28 (7/17, 2/6), Bynum 20, Fisher 15. Rimbalzi: Bynum 11, Odom 10. Assist: Bryant 8.
Golden State: Davis 20 (4/8, 3/9), Jackson 18. Rimbalzi: Azubuike, Davis 8. Assist: Davis 7.
QUI TORONTO - Al termine di una bella sudata nell’allenamento mattutino dei Raptors nella palestra al terzo piano dell’Air Canada Center, Andrea Bargnani ha fatto una breve apparizione in sala pesi per un lavoro individuale e dopo il consueto rito dello stretching ha dedicato un momento ai reporter e alle telecamere delle tv canadesi: “Mi sento meglio ogni giorno che passa. Oggi mi sono allenato normalmente e mi sono sentito bene.” ha detto Bargnani, aggiungendo di aver partecipato all’intera seduta di allenamento e di non aver avuto problemi nei movimenti del ginocchio. “Penso di poter iniziare a giocare ad Atlanta se lo staff medico e tutti sono d’accordo.” I Raptors hanno in programma un back to back martedì e mercoledì, ma il Mago non è apparso preoccupato : “Io non ci penso. Sarà il coach insieme allo staff medico a gestire la situazione. So che faranno la cosa giusta e dunque non mi preoccupo.” Bargnani spinge per tornare all’azione prima possibile dichiarando che non ci si diverte quando si è costretti ad osservare e intanto ha elogiato i suoi compagni per la partita vittoriosa di domenica contro Houston: “È stata una grande vittoria perché nessuno si aspettava che vincessimo dopo il primo tempo. Abbiamo avuto una bella reazione”.
gasport
Lupofranco
12-12-2007, 11.34.11
Bargnani è tornato, Beli pure
Ora Toronto trema per Ford
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I Raptors vincono ad Atlanta e il Mago gioca 12', ma deve ritrovare ritmo in attacco. TJ in un contrasto con Al Horford batte la testa sul parquet: ricoverato sembra in buone condizioni, operato Garbajosa. Torna a referto anche Belinelli negli Warriors: gioca 2', quando la vittoria su San Antonio è già in tasca
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2007/12/12/0JSX164P--346x212.jpg I soccorsi del medico a TJ Ford, poi ricoverato precauzionalmente. Ap
NEW YORK, 12 dicembre 2007 - Andrea Bargnani torna sul parquet e i Raptors battono gli Hawks, ma perdono TJ Ford. Torna in campo, anche se per due soli minuti, anche Marco Belinelli. I Warriors superano gli Spurs.
Atlanta-Toronto 88-100
Toronto passa ad Atlanta, recupera finalmente Andrea Bargnani, ma deve trattenere il respiro per le condizioni di TJ Ford. Il playmaker, infatti, a 1’31’’ dalla sirena con i Raptors sul +8, parte in contropiede, ma viene fermato da Al Horford il quale, nel tentativo di stoppare la conclusione di Ford, commette un brutto fallo. TJ cade male e batte la testa sul parquet, rimanendo immobile, ma cosciente, a terra. Considerati anche i passati problemi alla schiena del giocatore lo staff medico di Toronto preferisce non correre rischi e lo immobilizza su di una barella prima di portarlo in ospedale. Ford ha passato la notte al Piedmont Hospital di Atlanta mentre i compagni sono volati in Canada per prepararsi al match di mercoledì sera contro Dallas. Le prime indicazioni sono comunque positive. Il giocatore muove gli arti, quindi il peggio è scongiurato. Per quanto riguarda una diagnosi sull’entità dell’infortunio del giocatore bisognerà però attendere qualche giorno. Al Horford, espulso dopo il brutto fallo su Ford, negli spogliatoi sembra dispiaciuto per l’accaduto. “Mi dispiace molto – commenta il rookie degli Hawks – naturalmente non volevo fargli male, non sono un giocatore scorretto”. Tra l'altro ieri è stato operato al piede sinistro, per una necrosi alla tibia, anche Jorge Garbajosa. Gli è stata anche impiantata una placca al perone. Per l'ala-pivot spagnola si prospettano almeno due mesi di assoluto riposo.
Andrea Bargnani, invece, risolve i suoi problemi al ginocchio e torna sul parquet, ma sembra ancora lontano dalla condizione migliore. L’azzurro, infatti, alla fine gioca solo 12’ minuti, non riesce a trovare ritmo in attacco e fallisce tutte e quattro le sue conclusioni dal campo, chiudendo con due rimbalzi e nessun punto a referto. I Raptors portano a casa il successo grazie a due ottimi quarti, il secondo e il quarto. Ford a tratti è devastante e Chris Bosh piano piano sembra ritrovare il ritmo partita. Anche Jose Calderon dà il suo solito contributo dalla panchina. Toronto scappa via all’inizio dell’ultimo quarto piazzando un parziale di 13-3.
Atlanta: Williams, Johnson 23. Rimbalzi: Horford 10. Assist: Law 6. Toronto: Ford 26 (11/15), Bosh 20, Calderon 15. Rimbalzi: Bosh 13. Assist: Ford 8.
Golden State-San Antonio 96-84
Eccellente prestazione dei Warriors che dimostrano anche contro i campioni in carica di poter, a patto di avere Stephen Jackson nel lineup, rendere la vita difficile a tutti nella Nba. Torna a vestire la casacca di Golden State anche Marco Belinelli, finalmente a referto. L’azzurro entra sul parquet nel finale, a risultato acquisito, e fa in tempo a tentare una tripla (fallita). Comunque già essere tornato tra i 12 a disposizione di Don Nelson è una buona notizia. Senza Tim Duncan, ancora out a causa di un problema alla caviglia destra, gli Spurs questa volta steccano giocando decisamente male in attacco. San Antonio commette errori a ripetizione (ben 21 turnover), viene tradita da un Manu Ginobili troppo impreciso (4/14) ed è costretta a chiedere gli straordinari a un sorprendente Matt Bonner. Alla fine l’ex giocatore di Messina chiude con 25 punti e 17 rimbalzi (entrambi massimi in carriera) e risulta il miglior in campo per i campioni in carica. La partita prende una piaga favorevole ai padroni di casa all’inizio del secondo quarto quando San Antonio sbaglia nove delle sue prime 10 conclusioni dal campo permettendo così a Baron Davis e compagni di scappare via. Il secondo quarto si chiude con un parziale di 30-12 a favore dei Warriors i quali una volta avanti difendono senza troppi problemi il vantaggio e portano a casa il loro 12 successo nelle ultime 15 gare.
Golden State: Jackson 20 (3/10, 3/6), Davis 18, Barnes, Azubuike 16. Rimbalzi: Harrington, Azubuike 9. Assist: Davis 6.
San Antonio: Bonner 25 (6/12, 3/4). Rimbalzi: Bonner 17. Assist: Parker 6.
gasport
Lupofranco
13-12-2007, 12.33.13
Belinelli, piccoli progressi
Ma i Warriors vanno k.o.
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Grazie all'infortunio di Monta Ellis il rookie va a referto e gioca gli ultimi 8', segnando una tripla (più un recupero e un assist). Golden State però si deve arrendere ai Blazers in gran forma (quinto successo consecutivo)
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2007/12/13/0JSO1DJF--346x212.jpg Brandon Roy (a destra) si conferma il leader dei Blazers. Afp
NEW YORK, 13 dicembre 2007 – Portland sta attraversando il miglior momento della stagione e anche Golden State se ne rende conto. I Warriors, infatti, si fanno superara dai Blazers 105-95, nonostante l’assenza per infortunio del miglior realizzatore e rimbalzista della squadra di casa, LaMarcus Aldridge. Piccolo passo avanti, di questi tempi bisogna accontentarsi di poco, per Marco Belinelli, che va a referto (Monta Ellis e’ out per un problema muscolare) e alla fine gioca gli ultimi otto minuti del match.
VOGLIA BELI - L’azzurro entra sul parquet con i Warriors a –8 e mostra subito di avere tanta voglia di fare bene. "Beli" fallisce un layup e una conclusione dalla lunga distanza, poi però centra la retina con una bella tripla. Portland però gioca con grande concentrazione gli ultimi minuti del match e non permette agli ospiti di rientrare in gara. Il bolognese si segnala anche per un recupero e un assist. Non sarà molto, considerate almeno le premesse di inizio stagione, ma rientrare in un modo o nell’altro nella rotazione di Don Nelson e’ comunque una buona notizia.
JACKSON IMPRECISO - Portland parte forte e mette in grossa difficoltà Golden State. Brandon Roy e’ in serata di grazia e quando si alza dalla panchina Travis Outlaw i problemi per la difesa dei Warriors aumentano. Stephen Jackson in attacco fa troppa fatica e, come gli capita spesso quando non trova la retina con continuità, insiste troppo con conclusioni decisamente forzate dal perimetro (alla fine chiuderà con 0/7 dalla lunga distanza). Non e’ un caso che Golden State quando Jackson non c’e’ (come nelle prime gare della stagione) o quando incappa in una serata difficile diventi una squadra normale. Baron Davis, infatti, e’ il leader ma l’ex Pacers e’ il giocatore in grado di alterare gli equilibri.
CINQUINA - Golden State comunque riesce a rientrare in partita all’inizio del secondo tempo ma nel finale del terzo quarto subisce un parziale di 12-2 che permette ai padroni di casa di scappare via e di centrare così il loro quinto successo consecutivo.
Portland: Outlaw 22 (8/12, 1/3), Jones, Roy 21, Przybilla 15. Rimbalzi: Przybilla 10. Assist: Roy 7.
Golden State: Davis 23 (6/12, 3/6), Barnes 15. Rimbalzi: Barnes 12. Assist: Davis 11.
gasport
Lupofranco
13-12-2007, 12.34.05
Bargnani torna a segnare
Ma scopre un rivale in casa
http://images.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2007/12_Dicembre/13/toronto.html) | http://images.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2007/12_Dicembre/13/toronto_full.shtml)6 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
Il Mago, al secondo match dopo l'infortunio, gioca 15 minuti e mette a referto 8 punti con una tripla e due tiri liberi. Ma ora deve vincere la concorrenza di Humphries. Toronto intanto travolge Dallas (92-76)
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2007/12/13/0JSYT2AR--346x212.jpg Bargnani contro Nowitzki. Reuters
NEW YORK, 13 dicembre 2007 - Dopo un ottimo sforzo collettivo durato 48 minuti, i Raptors liquidano i Dallas Mavericks (privi di Devin Harris) contenendoli al minimo stagionale di punti. Il risultato finale è 92-76. Davvero un’impressionante vittoria per Toronto frutto dell’efficace difesa che per la terza volta consecutiva tiene gli avversari sotto il 40%. I Mavs finiscono con il 38.5% e Dirk Nowitzki non incide sulle sorti dell’incontro. Toronto invece può contare su parecchi giocatori a cominciare dal leader Chris Bosh, il cui recente infortunio non ha lasciato traccia. Per non parlare di Carlos Delfino, stavolta utile anche in regia quando Calderon va a rifiatare in panchina.
CRESCE HUMPHRIES - Bene anche Nesterovic (5/6) e Kapono, ma soprattutto il guerriero Kris Humphries a cui Sam Mitchell ha datto molto spazio (29’) venendo ricambiato da una prova di tutta sostanza. Alla fisicità e al lavoro sporco che sono le sue migliori qualità, Humphries ha aggiunto un solido contributo offensivo dimostrando concreti progressi che gli garantiranno minuti anche in futuro. Per quanto riguarda Andrea Bargnani sta ancora lavorando per ritrovare il ritmo di gioco, ma ora con l’emergente Humphries che si sta meritando l’attenzione del coach, col ritorno a pieno servizio dell’intoccabile Bosh e il concreto Nesterovic che fa sempre la sua parte, per l’azzurro diventa fondamentale mostrare a Mitchell di poter pareggiare l’intensità e l’agonismo che garantisce alla squadra uno come Humphries.
BARGNANI IN CAMPO PER 9' E PER 6' - Bargnani ha giocato 9’ a cavallo tra il primo e il secondo quarto entrando al posto di Bosh, mentre Humphries era già in campo da due minuti per Nesterovic. Dopo due errori sui primi due tiri, il Mago ha centrato un gioco da tre punti per il 31-19, ma in difesa deve aver commesso un errore che ha irritato parecchio il coach. Prima di un time out, mentre i giocatori si avviavano verso la panchina, San Mitchell si è rivolto a Bargnani urlandogli la sua disapprovazione. Nel secondo tempo, la partita non è mai stata in discussione e Bargnani ha avuto spazio in campo per altri 6’ portando il suo tabellino a 8 punti con una tripla e due tiri liberi. Nei 15’ di utilizzo totale, l’azzurro non ha preso rimbalzi. Kris Humphries ha chiuso con una doppia doppia da 16 punti e 12 rimbalzi, più 2 stoppate.
STANDING OVATION PER TJ FORD - Sia Garbajosa (operato a Baltimora) che TJ Ford hanno fatto ritorno a Toronto in giornata e il play texano, che ha fatto tremare i Raptors per la spaventosa caduta ad Atlanta, ha ricevuto una standing ovation quando è apparso nel secondo tempo sedendosi in abiti borghesi in fondo alla panchina. Ford ha parlato a lungo con i media dopo la gara e ha detto che riposerà una settimana e poi si vedrà come evolve la situazione. Per ora, considerati i diversi infortuni subiti da Ford (il più grave al collo che gli fece saltare la stagione 2004/05) è sufficiente averlo visto camminare con le proprie forze e sorridere nello schermo gigante dell’arena. I suoi compagni hanno ammesso dopo la bella vittoria che la sua presenza soltanto ha dato loro una marcia in più.
Toronto: Bargnani 8 (2/4 da due, 1/1 da tre, 3/3 tl), 1 assist e 2 falli in 15’. Bosh 17 (7/11), Humphries 16. Rimbalzi: Humphries 12. Assist: Calderon 7.
Dallas: Terry 21(7/11), Nowitzky 13(6/15). Rimbalzi: Dampier 11. Assist: Nowitzki 5.
gasport
Lupofranco
17-12-2007, 15.23.59
Una domenica amara
per Belinelli e Bargnani
http://images.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2007/12_Dicembre/16/gspiutoronto_1612.html) | http://images.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (http://javascript<b></b>:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2007/12_Dicembre/16/gspiutoronto_1612_full.shtml)10 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
Toronto cede in casa contro Boston e il Mago è irriconoscibile (0 punti in 12'), Golden State dura un tempo a Detroit e il rookie italiano si batte con buona vitalità, ma contro i Pistons non c'è storia
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2007/12/16/0JT5V5BR--346x212.jpg Rajon Rondo, play di Boston, in entrata contro Kapono. Reuters
NEW YORK (Usa), 16 dicembre 2007 – Domenica amara per i due italiani della Nba, Andrea Bargnani e Marco Belinelli. Due sconfitte e prestazioni da comprimari, anche se Belinelli mostra qualche spunto e tanta buona volontà, nella difficile rincorsa a un posto al sole.
Detroit-Golden State 109-87
di Simone Sandri
Uno sciagurato finale di primo tempo mette ko i Warriors a Detroit. I Pistons fanno il minimo indispensabile, poi cambiano marcia a metà del secondo quarto, arrivano a un vantaggio di 20 punti e controllano senza problemi la reazione di Golden State andando a vincere 109-87. Una gara subito difficile da gestire per gli ospiti anche per via dell’orario di inizio, le 12.30 di Detroit che sarebbero le 9.30 californiane. Con i bioritmi scombussolati, i Warriors partono senza la giusta intensità in un Palace di Auburn Hills mezzo vuoto a causa dell’abbondante nevicata abbattutasi sulla zona metropolitana di Detroit.
Baron Davis non e’ in grandissima giornata (alla fine chiuderà con 1/8 dal campo) e l’attacco di Golden State ne soffre. A Detroit così basta cambiare marcia nel secondo quarto per mettere il risultato in cassaforte. I Pistons, infatti, guidata da un ottimo Tayshaun Prince accelerano a metà del secondo periodo e piazzano un parziale de 23-3 che mette alle corde la compagine di Don Nelson. Detroit così va al riposo avanti 58-35.
All’inizio del terzo quarto Golden State tenta una timida reazione ma litiga con il canestro. I Warriors vanno sotto anche di 26 punti così coach Nelson decide che ne ha abbastanza, manda i titolari in panchina e si affida a un inedito quintetto di riserve: Barnes, Croshere, Wright, Mbenga, ai quali si aggiunge, finalmente, anche Marco Belinelli. Con le riserve sul parquet l’intensità’ cresce. Golden State riesce addirittura a ridurre lo svantaggio piazzando un parziale di 14-4 e infastidendo l’attacco dei Pistons con una buona zona. Belinelli vuole dimostrare di meritare più considerazione e lavora tantissimo in difesa, trovando anche due bei canestri, una tripla e una difficilissima conclusione dalla lunga distanza, in attacco. I Pistons però non hanno problemi a controllare il match e la gara diventa così una semplice formalità all’inizio dell’ultimo quarto. L’azzurro comunque dà buoni segnali a coach Nelson e alla fine chiude con cinque punti (1/2 da due e 1/2 da tre), un rimbalzo un assist e un recupero in 16’ di gioco.
Detroit: Prince 23 (5/11, 3/3), Billups 19. Rimbalzi: McDyess 11. Assist: Hamilton 6.
Golden State: Barnes 15 (4/8, 2/7). Rimbalzi: Biedrins, Barnes 6. Assist: Barnes 5.
Toronto-Boston 77-90
di Adriana Galimberti
I Boston Celtics si sbarazzano facilmente (77-90) anche dei Toronto Raptors che battono per la terza volta nella stagione. A Toronto è emergenza neve, con circa 30 cm caduti nella notte e la bufera che non accenna a placarsi nelle ore pomeridiane, ma la tanto anticipata sfida Raptors-Celtics si svolge regolarmente con fischio d’inizio alle 13.
Paul Pierce porta a scuola Jamario Moon in avvio di gara e Mitchell corre ai ripari inserendo Delfino a marcare Pierce. I Celtics (senza Ray Allen) partono forte in attacco e Toronto riceve una boccata di ossigeno con due triple di Anthony Parker. Sul 20-15 per Boston arriva il secondo fallo di Garnett e la panchina per KG. Una tripla di Posey dà il +10 a Boston alla fine del quarto (17-27) in cui Mitchell utilizza otto giocatori e Bargnani è ancora in attesa di fare il suo ingresso in campo. Il suo momento arriva dopo 38” di gioco nel secondo quarto quando sostituisce Chris Bosh al suo secondo fallo. L’azzurro tira alla prima occasione che gli capita e sbaglia la conclusione dalla media distanza.
Intanto Boston allunga (17-35), mentre continuano le difficoltà per Bargnani che sembra impaziente e poco convinto. Il problema non è tanto per gli errori al tiro (anche il secondo, da tre, si ferma sul ferro), piuttosto è la frenesia di voler far bene a tutti i costi a bloccare l’azzurro. Bargnani torna in panchina dopo quattro minuti con 0/2 al tiro, 1 palla persa e zero rimbalzi. Il pubblico accorso numeroso malgrado il maltempo regala qualche fischio ai Raptors che vanno al timeout sul 19-40. Il rientro di Bosh e degli altri titolari non cambia di molto le cose per Toronto che si fa dominare dalla difesa fisica dei Celtics, dalla leadership di Kevin Garnett e da Rondo che via troppo facilmente a Calderon. L’incontro diventa aspro con qualche duro contatto che innervosisce i Raptors e le squadre vanno al riposo con 14 punti di distacco (36-50) e un ottimo 58% al tiro di Boston con 10 punti di Rondo e 12 di Pierce.
Bosh guida i Raptors con 11 punti, 9 dei quali dalla lunetta. Kris Humphries dà il suo onesto contributo con 7 punti e 7 rimbalzi, ma Toronto (29% dal campo) deve migliorare nell’esecuzione offensiva e avere più pazienza per raddrizzare la sfida. Il terzo quarto inizia con 15’ di ritardo perché davanti alla panchina di Boston si è formata una pozza con l’acqua infiltrata dal tetto dell’Air Canada Centre. Il divario resta invariato fino al ritorno in campo di Bargnani per Nesterovic che si incarica della marcatura di Garnett. L’All Star gli ruba il tempo su un rimbalzo offensivo e converte a canestro. Bargnani prova a giocare uno contro uno con KG, ma forza il tiro e dopo appena 6” commette fallo su Perkins. Boston torna in fretta a +21 (46-67) e Bargnani torna in panchina dopo tre e minuti e mezzo di gioco. I Celtics hanno quindici punti di vantaggio all’inizio dell’ultimo quarto e resistono con grande calma al ritorno di Toronto che si avvicina solo a -10. Boston allunga di nuovo e Mitchell richiama Bargnani a 4’13” dal termine con la partita virtualmente chiusa. L’azzurro conclude la sua gara con uno sfondamento dal post basso e un rimbalzo difensivo. Per Andrea Bargnani un’altra prova da dimenticare con 0 punti (0/3), 2 palle perse e 2 falli in 12’.
Toronto: Bosh 17 (4/12, 9/12), Moon 13, Humphries 12. Rimbalzi: Bosh 13. Assist: Calderon e Bosh 5.
Boston: Pierce 18 (7/15), Garnett 16 (8/18), Rondo 14. Rimbalzi: Garnett 8. Assist: Garnett 6.
gasport
Lupofranco
20-12-2007, 12.13.27
Warriors ok, Belinelli no
Bargnani giù come Toronto
http://images.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2007/12_Dicembre/20/goldentoronto.html) | http://images.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2007/12_Dicembre/20/goldentoronto_full.shtml)2 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
Buona serata di Golden State che passa a Minnesota, sempre più in crisi. L'azzurro entra subito nel primo quarto ma in 7' fallisce tre triple. Toronto cade a Portland e per il Mago 19' con due punti a referto (1/3 da due, due rimbalzi, un assist e una stoppata)
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2007/12/20/0JTAB2NR--346x212.jpg Andrea Bargnani (22) in azione contro i Clippers. Reuters
NEW YORK, 20 Dicembre 2007 - Golden State supera Minnesota mentre Toronto cade a Portland.
Minnesota-Golden State 98-111
Troppo forti questi Warriors per i Timberwolves i quali resistono un tempo poi crollano nel terzo quarto. Minnesota deve anche rinunciare all’ex bolognese Marko Jaric, a casa con l’influenza, ma mette in difficoltà Golden State nel primo tempo. Poi si sveglia Al Harrington e nel terzo quarto gli ospiti riprendono in mano le redini del match. Don Nelson mescola le carte e a sorpresa fa uscire Marco Belinelli per primo dalla panchina a 4'03'' dalla fine del primo quarto. L'azzurro non è fortunato perché i Warriors non sono lucidissimi in attacco e Marco si fa contagiare dall'imprecisione generale fallendo le tre triple tentate. Beli comunque lavora molto senza palla in attacco e prova a dare il suo contributo in difesa. Sette minuti più tardi il giocatore bolognese torna in panchina con i Warriors sotto di sette punti (39-32). Minnesota approfitta dei problemi offensivi della squadra di Don Nelson e, grazie alla buona vena di Gerald Green, arriva anche al +14. Nel finale del tempo però i Warriors trovato un minino di ritmo e vanno al riposo sotto 62-54. I padroni d casa sentono di poter fare l’impresa ma il terzo quarto cambia tutte le prospettive. Harrington è immarcabile, Stephen Jackson e Baron Davis fanno il resto e Golden State mette alle corde Minnesota piazzando un parziale di 37-17. Una volta avanti la truppa di Don Nelson non ha problemi a controllare il match portando così a casa un meritato successo. I Timberwolves, con solamente tre vittorie all’attivo e 21 sconfitte, devono convivere con il peggior inizio di campionato nella storia della franchigia.
Minnesota: Jefferson 24 (10/17), McCants 23, Green 18. Rimbalzi: Jefferson 14. Assist: Telfair 8
Golden State: Harrington 25 (4/9, 4/5), Ellis 24, Jackson 20, Davis 18. Rimbalzi: Biedrins 15. Assist: Davis 10
Portland-Toronto 101-96
I Raptors non riescono a raffreddare i caldissimi Blazers che conquistano così il loro nono successo consecutivo. Toronto deve però recitare il mea culpa per aver giocano in maniera decisamente deludente le fasi più importanti dell’incontro. Gli ospiti, infatti, dopo un buon primo tempo, chiuso avanti 56-51, rimangono davanti ai Blazers per buona parte della ripresa, arrivando anche al +7. Ma nell’ultimo quarto Brandon Roy sale in cattedra e Travis Outlaw ritrova ritmo in attacco. Toronto inizia a fare confusione e litiga con il canestro mettendo solamente 13 punti a referto nella frazione. I problemi offesivi dei Raptors permettono così a Portland di riprenderli e di superarli a metà dell’ultimo quarto. Un buon Josè Calderon prova a infastidire i padroni di casa ma i Blazers non sbagliano più nulla e centrano così il successo. Nulla di trascendentale per Andrea Bargnani il quale rimane in campo 19’ (comunque il suo minutaggio più lungo post infortunio) e chiude con due punti a referto (1/3 da due, due rimbalzi, un assist e una stoppata). Continua così il momento non felicissimo per Andrea Bargnani, il quale da quando è rientrato dopo l’infortunio al ginocchio, in sei partite non è mai andato in doppia cifra. Ma Maurizo Gherardini sembra avere un’altra spiegazione per i recenti problemi dell'azzurro. "Credo che in questo momento Andrea sia stanco sia fisicamente che mentalmente – commenta l'assistant gm dei Raptors – per la prima volta nella sua carriera non si è mai fermato, avendo giocato d'estate con la Nazionale e adesso sta faticando". L’infortunio però ha fatto la sua parte se è vero che Bargnani ha chiuso il mese di novembre con 11.9 punti e 4.7 rimbalzi di media, mentre a dicembre, dopo il problema al ginocchio, l'azzurro viaggia, con un minutaggio limitato, a 2.7 punti e 1.3 rimbalzi di media.
Portland: Roy 25 (7/11, 3/5), Aldridge, Webster 15. Rimbalzi: Roy 9. Assist: Roy 8
Toronto: Calderon 19 (8/14, 1/2), Bosh 18, Parker 16. Rimbalzi: Bosh 11. Assist: Calderon 9.
gasport
Lupo x sempre
20-12-2007, 14.51.53
contando la maggioranza degli articoli in cui ne parlano male e sono stati nulli praticamente entrambi disastrosi o quasi.....
IL NAPOLETANO
20-12-2007, 17.17.02
Belinelli SI....praticamente il suo campionato non è mai cominciato.
Diverso è il discorso per Bargnani, che ha già vinto e convinto l'anno scorso. Non dico che non debba dimostrare più nulla, ci mancherebbe....ma che l'analisi delle sue prestazioni è molto più serena. Quest'anno Bargnani ha cominciato benissimo, MEGLIo dell'anno scorso....poi però si è infortunato e da allora le cose non vanno bene.
era meglio che restava in europa un altro anno
Lupofranco
23-12-2007, 15.34.50
Houston passa a Chicago
Bargnani c'è, Toronto no
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Nel k.o. dei Raptors a Phoenix il Mago ritrova il posto da titolare, gioca 30' e chiude con 13 punti. Solo panchina per Belinelli nella sconfitta di Golden State contro i Nets. Il ritorno di T-Mac lancia i Rockets, Spurs senza problemi contro Los Angeles Clippers
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2007/12/23/0JTHLLQF--346x212.jpg Il "Mago" Andrea Bargnani in azione con i Phoenix Suns. Afp
NEW YORK (Usa), 23 dicembre 2007 – Perdono sia Golden State che Toronto, ma Andrea Bargnani riconquista quintetto e minuti importanti con i Raptors. Belinelli non è utilizzato da coach Nelson.
Phoenix-Toronto 122-103
Malgrado una prevedibile sconfitta di Toronto a Phoenix, ci sono buone notizie che riguardano Andrea Bargnani. L’azzurro ha riconquistato il ruolo di centro titolare al posto di Rasho Nesterovic. I Raptors hanno deciso di dare minuti e fiducia alla prima scelta assoluta del draft 2006 per aiutarlo a uscire dalla crisi di rendimento che l’ha colpito nelle ultime settimane e d’ora in avanti Bargnani giocherà in quintetto al fianco di Chris Bosh. Si può ipotizzare che la decisione non sia stata presa dal coach di Toronto, ma imposta dalla dirigenza: qualunque siano i retroscena della vicenda ora la palla passa ad Andrea Bargnani che ha la possibilità di smentire con le sue azioni in campo le dure critiche subite da tifosi e media. Il "Mago" ha fatto un passo avanti non sfigurando nei primi 7’ di gara a Phoenix con un canestro da tre e una schiacciata, 1 stoppata e 1 palla persa. Alla quarta partita in cinque giorni era impensabile che i Raptors potessero fare il colpaccio e infatti sono crollati nel terzo quarto, incapaci di tenere il ritmo di Nash e compagni. Bargnani ha giocato 30’ ed ha realizzato 13 punti totali con 6/13 (di cui 1/4 da tre), aggiungendo 1 stoppata, 2 falli e 1 palla persa. Uno straordinario Bosh non è bastato per fermare l’avanzata di Phoenix che ha avuto un grande contributo da Grant Hill, Barbosa e Stoudemire e la classica regia ispirata di Steve Nash. La stella di Toronto Chris Bosh è andato in lunetta ben 24 volte ed ha finito con un career high di 42 punti più 13 rimbalzi. Bargnani ha detto di essere felice del ritorno in quintetto: "Mi ha fatto piacere. A qualunque giocatore farebbe piacere, ma ora devo lavorare per ritrovare la forma fisica e le gambe che ancora non sento al 100%. So di avere la fiducia del coach e la fiducia di Bryan e loro sono le due persone più importanti per me". Bryan è Bryan Colangelo, presidente e gm di Toronto.
Phoenix: Barbosa 31, Stoudemire 28, Hill 25. Rimbalzi:Stoudemire 11. Assist: Nash 16.Toronto: Bosh 42 (10/20, 22/24 tl), Calderon 15, Delfino 10. Rimbalzi: Bosh 13. Assist: Calderon e Dixon 4
New Jersey-Golden State 100-95
Marco Belinelli trascorre l’intera partita in panchina assistendo alla decima sconfitta di fila della sua squadra sul campo di New Jersey. Guidati da un buon primo quarto dei suoi Big Three, i Nets prendono dieci punti di vantaggio controllando il ritmo della partita e concedendo ai Warriors appena 17 punti nei primi 12’. Josh Boone (13 punti nel primo tempo) si muove bene contro la zona di Golden State facendosi sempre trovare pronto per gli scarichi degli esterni. I Warriors stentano ad ingranare in attacco (0/8 da tre a metà gara) ad eccezione di Monte Ellis, ma dopo un 7-0 maturato negli ultimi due minuti possono ritenersi fortunati per il punteggio all’intervallo (52-45). Alla ripresa la partita cambia volto: i Warriors diventano aggressivi al limite del fallo in difesa e iniziano a colpire in transizione arrivando a -1 (62-61) con una tripla di Baron Davis. New Jersey perde la testa per un attimo, ma Jason Kidd rimette le cose a posto imponendo il suo gioco e permettendo ai Nets di ritrovare compattezza. Dopo tre quarti di gara il punteggio è 80-72. Il quarto periodo vede la reazione degli ospiti che con due triple di Davis si portano in vantaggio per la prima volta a tre minuti e mezzo dal termine (92-93). Ma i Nets concludono con un parziale di 8-0 e vanno a vincere in volata. È ancora una tripla di Vince Carter servito da un ottimo Jefferson (azione fotocopia di quella decisiva nel finale contro Miami) a dare il +2 ai Nets a 24'' dalla sirena. Don Nelson ha utilizzato solo sette giocatori oltre a Pietrus che ha fatto una breve apparizione da 4'. Jason Kidd ha chiuso con un’altra tripla doppia (15-11-12). Baron Davis dopo un primo tempo deludente (2 punti e 1/8) ha realizzato 15 punti con 6/19 totale. Carter ha sfiorato una tripla doppia anomala con 23 punti, 12 rimbalzi e 9 palle perse compensate da 6 recuperi.
New Jersey: Jefferson 31 (10/14, 11/18 tl), Carter 23 (10/26), Boone 19. Rimbalzi: Boone 13. Assist: Kidd 12
Golden State: Jackson 21 (5/18, 10/13 tl), Ellis 19, Biedrins 16. Rimbalzi: Biedrins 10. Assist: Ellis, Davis, Barnes e Jackson 3
gasport
Lupofranco
27-12-2007, 13.31.12
Warriors ok, mistero "Beli"
Coach Nelson si contraddice
http://images.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2007/12_Dicembre/27/sandri.html) | http://images.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2007/12_Dicembre/27/sandri_full.shtml)22 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
Non c'è spazio per Belinelli nel successo (5° consecutivo) di Golden State su Minnesota. L'allenatore prima boccia il rookie italiano "Sarà pronto la prossima stagione"), poi smentisce: "Ho fiducia, non ho cambiato idea su di lui in un mese"
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2007/12/27/0JTBYSCA--346x212.jpg Baron Davis, leader dei Golden State Warriors.
NEW YORK, 27 dicembre 2007 - Quinto successo consecutivo per i Warriors, che dominano i Timberwolves nel primo tempo poi però rischiano più del previsto nella ripresa prima di mettere al sicuro il risultato e portare a casa l'incontro con il punteggio di 105-101. Marco Belinelli va a referto ma non entra in campo anche perchè Monta Ellis gioca alla grande (alla fine chiuderà con 35 punti, suo massimo in carriera) e nonostante una brutta caduta dopo un fallo dell'ex bolognese Marko Jaric, rimane sul parquet ben 45'. Difficile così per l'azzurro trovare minuti.
I Warriors, guidati da Ellis e dal solito Baron Davis, partono con il piede sull'acceleratore e dopo un eccelente primo quarto tengono a distanza gli ospiti anche nel secondo periodo, arrivando anche al + 22. Quando tutto sempra troppo facile però Golden State di disunisce. I padroni di casa, infatti, esagerano con le giocate ad effetto nella ripresa e commettono troppi errori, permettendo così a Minnesota di tornare in partita. Al Jefferson sotto canestro si fa sentire e così i T-Wolves mettono pressione ai Warriors arrivando al -2 (98-96) a 1'04'' dalla sirena. Ma i canesri di Davis e di Monta Ellis permettono a Golden State di evitare la beffa.
"Nel secondo tempo non siamo riusciti a mantenere il nostro ritmo - commenta il leader dei Warriors, Baron Davis - l'importante è aver portato a casa il successo ma questa lezione ci servirà".
Dopo aver centrato un altro successo casalingo Don Nelson trova comunque il modo di cambiare per l'ennesima volta la propria opinione. Nessuna sorpresa per chi lo conosce, naturalmente. Tutto quello che il coach dei Warriors dice, infatti, va preso con le molle perchè potrebbe essere smentito il giorno dopo. Sabato Nelson parlando di Marco Belinelli aveva dichiarato: "Sarà pronto per l'Nba nella prossima stagione". Parole sicuramente poco confortanti per il rookie italiano, che sta scalpitando nel tentativo di guadagnarsi minuti sul parquet. Ma sono bastati due giorni per un dietrofront. "Su Marco sono fiducioso - ha detto Nelson - Non ho certo cambiato opionione su di lui nel giro di un mese". Difficile raccapezzarsi di fronte alle dichiarazioni di Don Nelson. L'occasione per Belinelli arriverà sicuramente già quest'anno, il bolognese dovrà solamente essere pronto a sfruttarla.
Golden State: Ellis 35 (13/20, 0/1), Davis 27, Jackson 19. Rimbalzi: Biedrins 11. Assist: Davis 7.
Minnesota: Jefferson 20 (8/17, 0/1), Jaric, McCants 15. Rimbalzi: Jefferson 19. Assist: Jaric 5.
gasport
Lupofranco
29-12-2007, 13.49.50
Bargnani gioca, Toronto ok
Belinelli no, Warriors k.o.
http://images.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2007/12_Dicembre/29/sandri29.html) | http://images.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2007/12_Dicembre/29/sandri29_full.shtml)26 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
Partita perfetta dei Raptors che vincono 83-73 in casa di San Antonio: il Mago gioca 34' e chiude con 11 punti. Nuovo k.o. di Golden State che cedono in casa contro Denver. Ancora una volta soltanto panchina per l'italiano
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2007/12/29/0JTSHR5P--346x212.jpg Andrea Bargnani contrasta Tim Duncan. Ap
NEW YORK, 29 Dicembre 2007 - Toronto sorprende i campioni in carica a San Antonio mentre Denver supera Golden State.
San Antonio-Toronto 73-83
I Raptors che non ti aspetti giocano una delle loro migliori partite della stagione da un punto di vista difensivo, limitano gli Spurs a un deludente 32% dal campo e centrano un sorprendente successo all’AT&T Center di San Antonio, dove Tim Duncan e compagni in questa stagione avevano perso una sola gara.
Toronto rimane davanti a San Antonio praticamente per tutto il match, arriva a condurre anche di 17 punti nel primo tempo, poi subisce il ritorno dei padroni di casa i quali però arrivano al –3 all’inizio dell’ultimo quarto ma fanno grandissima confusione nella frazione finale e permettono così agli ospiti di portare a casa il successo senza soffrire più di tanto. Gli Spurs, privi di Manu Ginobili, out per un problema alla mano sinistra, devono anche registrare l’espulsione di Gregg Popovich a metà dell’ultimo quarto, reo di reiterate proteste all’indirizzo della terna.
Segnali decisamente positivi da parte di Andrea Bargnani che fa male alla difesa di San Antonio soprattutto nel momento migliore dei Raptors, nelle battute finali del secondo quarto, quando Toronto riesce a prendere il largo. L’idea di coach Mitchell di schierare l’azzurro da centro titolare si sta rivelando vincente. Bargnani, infatti, a San Antonio anche se in attacco produce a sprazzi, realizzando comunque canestri pesanti, dà il suo contributo anche in difesa e la sua prestazione di grande sostanza permette così ai Raptors di centrare un successo di prestigio nonostante la serata non particolarmente brillante di Chris Bosh (5/16 dal campo). Nell’ultimo quarto a fare la differenza in attacco per Toronto ci pensa comunque Jason Kapono realizzando 10 dei suoi 15 punti mentre in cabina di regia il solito Jose’ Calderon detta i tempi alla squadra con grande diligenza. Gli Spurs senza Ginobili fanno troppo poco in attacco e alla fine mostrano anche un inaspettato nervosismo nell’ultimo quarto. Andrea Bargnani chiude la sua gara con 11 punti (2/4 da due, 1/5 da tre e 4/4 ai liberi), tre rimbalzi, due assist un recupero e tre stoppate in 34’ di gioco.
San Antonio: Finley 20 (4/9, 3/10), Duncan 16, Parker 15. Rimbalzi: Duncan 12, Bonner 10. Assist: Parker 4.
Toronto: Kapono 15 (3/5, 2/3). Rimbalzi: Humphries 11. Assist: Calderon 5.
Golden State-Denver 120-124
Dopo cinque vittorie casalinghe consecutive i Warriors si devono arrendere davanti ai Nuggets all’Oracle Arena. Una gara divertente giocata e velocità supersonica nella quale le difese stanno a guardare e gli attacchi brillano. Alla fine Denver gioca con più disciplina le battute finali del match e porta a casa il successo. Ancora una volta Marco Belinelli non esce dalla panchina e Don Nelson sceglie una rotazione ridotta regalando minuti a solamente otto giocatori.
I Warriors, sotto anche di 11 punti, riprendono gli ospiti, guidati da un eccellente Allen Iverson, grazie ai canestri di Baron Davis e del solito Stephen Jackson. Negli ultimi tre minuti la gara e’ punto a punto ma Golden State non riesce a rallentare “The Answer”. Nel finale i Warriors arrivano al –2 e hanno la possibilità di trascinare il match al supplementare, o vincerlo con una tripla, ritrovandosi la palla in mano a 21’’ dalla sirena dopo l’errore in attacco di Carmelo Anthony. Una buona circolazione di palla regala a Jackson un ottimo tiro dalla lunga distanza a 10’’ dalla fine ma il giocatore di Golden State trova solamente il ferro. Marcus Camby conquista il rimbalzo e, mandato in lunetta, realizza i due liberi che condannano i padroni di casa.
Golden State: Jackson 32 (4/12, 5/15), Davis 29. Rimbalzi: Biedrins 12. Assist: Davis 13.
Denver: Iverson 39 (10/17, 2/4), Anthony 30, Kleiza, Camby 15. Rimbalzi: Camby 16. Assist: Iverson 6.
gasport
Lupofranco
30-12-2007, 13.58.41
Yao Ming cancella Bargnani
http://images.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2007/12_Dicembre/30/raptorsbargnani.html) | http://images.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2007/12_Dicembre/30/raptorsbargnani_full.shtml)17 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
Pesante sconfitta dei Raptors a Houston: 91-70 per la squadra texana. Per il Mago solamente 21’ con sei rimbalzi, un assist, un recupero e una stoppata ma neanche un punto
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2007/12/30/0JTUH0YR--346x212.jpg Bargnani contrastato da Scola a Houston. Reuters
NEW YORK, 30 Dicembre 2007 - Dopo aver illuso i propri tifosi con la bella vittoria a San Antonio, i Raptors tornano sulla terra disputando una performance da dimenticare a Houston e alla fine perdono 91-79. Farsi sconfiggere dai Rockets ci sta anche, ma il modo con cui Toronto esce dalla gara texana non è piaciuto né al tecnico Sam Mitchell e neanche a Chris Bosh. I due, infatti, dopo la patita hanno discusso a lungo sul perché i Raptors in questo momento segnino così poco.
MCGRADY FUORI - Ai Rockets manca Tracy McGrady, out con un problema al ginocchio sinistro, e Yao Ming e’ debilitato a causa dell’influenza. Ma Toronto non ne approfitta e dopo un primo tempo discreto, ma non trascendentale, crolla nella ripresa non riuscendo ad andare oltre un deludente 37% dal campo durante la gara.
GRIGIORE - Il grigiore generale contagia anche Andrea Bargnani il quale dopo aver dato segnali di ripresa a San Antonio, stecca a Houston. Il giocatore romano non trova ritmo in attacco (alla fine chiuderà con 0/5 al tiro) e rimane sul parquet solamente 21’ mettendo a referto sei rimbalzi, un assist, un recupero e una stoppata ma nessun punto. Una gara da dimenticare in fretta. Toronto prova a rimanere aggrappata ai padroni di casa e nel primo tempo, grazie soprattutto alla produzione di un Bosh comunque non eccezionale, ci riesce. Quando nella ripresa Yao Ming cambia marcia i Raptors però perdono contatto con i Rockets.
ULTIMO QUARTO - L’ultimo quarto e’ fatale a Toronto. Gli ospiti, infatti, riescono a mettere a referto solamente 15 punti, ai Rockets così basta difendere con aggressività e affidarsi alle giocate di Yao Ming in attacco per portare a casa una gara decisamente poco spettacolare. “Stiamo cercando di capire perché in questo momento facciamo così tanta fatica in attacco – commenta il coach di Toronto Sam Mitchell – e’ veramente strano pecche siamo una delle squadre che solitamente mettono più punti a referto nella Nba. Innanzitutto dobbiamo riuscire a costruire tiri migliori”.
Houston: Yao Ming 25 (8/19), Alston 18. Rimbalzi: Yao Ming 11, Wells 10. Assist: Wells, Alston 5.
Toronto: Bosh 19 (7/20). Rimbalzi: Bosh 12. Assist: Calderon 10.
gasport
Lupofranco
02-01-2008, 11.59.16
Bargnani ritorna il Mago
Toronto sbanca New Orleans
http://images.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/01_Gennaio/01/gstoronto_0101.html) | http://images.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/01_Gennaio/01/gstoronto_0101_full.shtml)41 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
Nell'ultima gara del 2007 il romano segna 17 punti nel successo (97-92) dei Raptors sugli Hornets. Non c'è spazio invece per Belinelli nella larga vittoria di Golden State a Houston (112-95)
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/01/01/0JTY0QEP--346x212.jpg Josè Calderon nel traffico contro Chandler. Ap
NEW YORK (Usa), 1 gennaio 2008 – Nelle partite dell'ultimo dell'anno Toronto passa a New Orleans mentre Golden State supera Houston.
New Orleans-Toronto 92-97
Importante successo in trasferta per i Raptors, che giocano con personalità soprattutto le fasi più calde del match e superano gli Hornets a New Orleans. Si rivende anche il vero Andrea Bargnani, il quale saluta il 2007 giocando una partita davvero incoraggiante soprattutto in attacco. L’azzurro realizza 17 punti e mostra grande voglia di fare, la vera spina nel fianco della difesa di New Orleans però e’ un ritrovato Chris Bosh. I Raptors giocano una buona pallacanestro solamente a sprazzi per i primi tre quarti e nell’ultima frazione vanno sotto anche di 10 punti. Ma Toronto non si arrende e approfitta della stanchezza di Chris Paul, il quale rimane sul parquet ben 44’. Bosh diventa immarcabile sotto canestro e i Raptors si riavvicinano ai padroni di casa, superandoli con una tripla dello spagnolo Jose’ Calderon, solidissimo in regia anche in Louisiana, a 3’11’’ dalla sirena. Una volta avanti Toronto riesce a difendersi dal ritorno degli Hornets anche grazie agli errori di Paul il quale nell’ultimo minuto di gioco prima commette un costosissimo turnover e poi fallisce i due liberi che avrebbero potuto riportare davanti la squadra di casa. "Adesso abbiamo acquisito la gisuta esperienza – commenta Chris Bosh – quando hanno piazzato il loro parziale nell’ultimo quarto nessuno di noi si e’ preoccupato. Abbiamo dimostrato di avere carattere battendo un’ottima squadra". Andrea Bargnani chiude la sua miglior prestazione offensiva dalla gara contro Cleveland del 30 novembre con 17 punti (6/9 da due, 0/2 da tre, 5/6 ai liberi), due rimbalzi e un assist in 31’ di gioco.
New Orleans: West 33 (15/21), Paul 23, Stojakovic 19. Rimbalzi: West 11, Stojakovic 10. Assist: Paul 16.
Toronto: Bosh 29 (10/21), Parker 19, Calderon, Bargnani 17. Rimbalzi: Moon 10. Assist: Calderon 12.
Houston-Golden State 95-112
Nemmeno a Houston si ferma la marcia dei Warriors, capaci di vincere 19 delle ultime 26 gare, ma nemmeno in Texas Don Nelson regala minuti a Marco Belinelli. Golden State gioca la sua pallacanestro soprattutto nell’ultimo quarto quando riesce finalmente a trovare il giusto ritmo in attacco e a realizzare la bellezza di 37 punti contro i 15 della squadra ancora priva di Tracy McGrady. Dopo un buon primo quarto Golden State va però in difficoltà nel secondo periodo e Don Nelson trova il modo di farsi cacciare per le sue reiterate proteste nei confronti dell’arbitro Bill Kennedy. Baron Davis e compagni però non si disuniscono, anzi recepiscono il messaggio dell’allenatore che chiedeva più intensità ai suoi, e dopo un terzo quarto così così, cambiano decisamente marcia nell’ultimo periodo. Con i Rockets avanti 80-75 Davis suona la carica e i compagni lo seguono. Golden State realizza sei triple nei primi minuti della quarta frazione e riesce a produrre la pallacanestro che predilige, trovando la retina anche con conclusioni forzate. I Warriors decidono anche di darsi da fare in difesa e non concedono più nulla a Yao Ming e compagni portando così a casa il successo. "Tutte le volte che nell’ultimo quarto abbiamo bisogno di un canestro mettiamo la palla nelle mani di Baron Davis – commenta Stephen Jackson – e lui fa sempre la cosa giusta".
Houston: Alston 22 (6/8, 2/9), Wells 17, Yao Ming 16. Rimbalzi: Yao Ming 9. Assist: Hayes, Alston 5.
Golden State: Davis 23 (5/13, 3/10), Ellis 20, Jackson 18, Harrington 16. Rimbalzi: Harrington 11. Assist: Davis 7.
gasport
mc grady sembra vicino al divorzio con houston
lupoarabo
02-01-2008, 13.07.22
mc grady sembra vicino al divorzio con houston
Lascia Whitney Houston per mettersi con .. ???:D
Lupofranco
02-01-2008, 13.28.36
mc grady sembra vicino al divorzio con houston
Dovrebbe divorziare dal suo corpo, che è peggio di quello di Ronaldo...
Lascia Whitney Houston per mettersi con .. ???:D
WHITNEY CHIGAGO:fuma:
Lupofranco
02-01-2008, 15.12.19
WHITNEY CHIGAGO:fuma:
Io sono tifoso dei Bulls e ammiratore di McGrady, quindi...:fuma: Però quanti infortuni...:azz:
è un gran peccato che non sta apposto fisicamente altrimenti era tra i primi 3 della nba...anche in queste condizioni fa la differenza dunque io lo vorrei sempre nella mia squadra
Lupofranco
04-01-2008, 11.23.57
Bargnani, 2008 da gustare
"In finale Detroit-S. Antonio"
http://images.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/01_Gennaio/04/bargnaniparla.html) | http://images.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/01_Gennaio/04/bargnaniparla_full.shtml)9 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
Intervista col talento italiano dei Raptors, al secondo anno nella Nba: "Giocare contro i più forti è divertente, che sfide con Yao e Duncan. Le statistiche le guardo solo quando perdo. E il mio quintetto ideale è formato da..."
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/01/04/0JTSHR5P--346x212.jpg Andrea Bargnani, 22 anni, in marcatura su Tim Duncan. Ap
TORONTO (Can), 4 gennaio 2008 - Andrea Bargnani, inizia un nuovo anno. Cosa si aspetta e cosa si augura dal 2008?
"Di continuare a migliorare. Dicembre è stato un brutto mese, con vari infortuni. Mi auguro di ripartire e continuare a giocare bene come ho fatto nell’ultima partita".
- Ha un proposito particolare per il nuovo anno?
"No, no! Va tutto benissimo".
- L'ha un po’ confusa il fatto di avere iniziato la stagione da titolare e subito dopo si è deciso di utilizzarla di nuovo come cambio?
"Ovviamente un giocatore è più contento se parte in quintetto, però anche entrare dalla panchina va bene. Pure l’anno scorso sono partito dalla panchina. Come ho detto a novembre ho giocato bene, dicembre è stato un brutto mese, tutto qua".
- Più per problemi fisici o mentali?
"Fisici o mentali, sinceramente non è che mi interessi più di tanto. Ho solo giocato male".
- È d’accordo con l’opinione di Maurizio Gherardini che ha pagato un po’ la off season piena di impegni?
"Può essere, se lo dice Maurizio, può essere anche quello, comunque non mi interessa. Un mese capita, va benissimo".
- Ha dichiarato che il coach e il presidente Colangelo hanno totale fiducia in lei. Anche Gherardini.
"Certo!".
- Invece quanto è importante avere il calore e il sostegno dei tifosi?
"I tifosi mi hanno sempre sostenuto, poi se uno gioca male quattro partite di fila loro hanno tutto il diritto di fare quello che vogliono. Comunque i tifosi di Toronto mi hanno sempre sostenuto".
- È una persona paziente?
"No, poco".
- Pensa di essersi lasciato alle spalle il periodo peggiore di questa stagione?
"Non si può mai dire, magari dicembre è il mese migliore alla fine della stagione".
- Quando entra in campo, trova difficile concentrarsi sulle cose su cui sta lavorando in palestra, senza perdere qualcosa negli aspetti del gioco che le vengono naturali, ad esempio il tiro?
"Sicuramente è difficile concentrarsi sulle cose che devi migliorare. È ovvio che migliorare è difficile, ma è giusto che gli allenatori mi stiano addosso. Sono la scelta numero uno, è ovvio che tutti si aspettino tanto da me, questo va benissimo".
- Nel mondo Nba sono fissati con le statistiche. Le controlla alla fine di ogni partita?
"Le guardo solo quando perdiamo. Quando vinciamo non le guardo mai".
- Pensa che quest’anno gli avversari la marchino diversamente, con più attenzione?
"No, uguale. L’anno scorso non è che non mi conoscessero, ho giocato 82 partite".
- Lo trova il tempo per l’allenamento individuale con un calendario così fitto?
"Dipende. Quando stiamo dieci giorni a casa come a gennaio sì. Se stiamo dieci giorni a Ovest no".
- Ultimamente ha dovuto marcare grandi nomi come Tim Duncan e Yao Ming. Dà più stimoli affrontare giocatori del genere? La prende come una sfida personale?
"È bello giocare contro i giocatori più forti del mondo come Duncan e Yao Ming. È divertente!".
- Ma lei si diverte ancora?
"Certo! Ci mancherebbe. Se non mi diverto più, smetto. Ho 22 anni...".
- Il quintetto ideale dei giocatori in attività?
"Nash, Bryant, McGrady, Duncan e Yao Ming".
- È ottimista sulla direzione che stanno prendendo i Raptors per il resto della stagione?
"Sicuramente questa è stata la parte più difficile dell’anno dal punto di vista del calendario. Anche se adesso abbiamo alcune partite difficili in casa, sono comunque in casa".
- Perché alcuni dicono che uno dei difetti di Toronto è che sia una squadra un po’ molle?
"Non lo so, sinceramente non mi interessa. Il nostro record è 17-15. Meglio avere un record sopra il 500 ed essere considerati soft che aver vinto solo tre partite".
- Chi vede nella finale della Eastern Conference?
"Detroit-Boston".
- E i Raptors?
"Beh, non posso portarmi sfortuna così".
- Chi andrà alle Nba Finals?
"Detroit e poi dico sempre San Antonio".
gasport
Lupofranco
05-01-2008, 13.58.45
Bargnani, che serata!
Ma Detroit è troppo forte
http://images.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/01_Gennaio/05/nba_0501.html) | http://images.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/01_Gennaio/05/nba_0501_full.shtml)37 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
Il Mago chiude con 25 punti, 7/11 dal campo e 3/5 da tre nella partita persa contro i Pistons. Nel finale però paga la stanchezza. "Devo giocare meglio, nell'ultimo quarto non ho fatto molto"
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/01/05/0JU5NTVF--346x212.jpg Andrea Bargnani, 22 anni, in entrata contro Rasheed Wallace. Afp
NEW YORK (Stati Uniti), 5 gennaio 2008 - Una serata straordinaria per Andrea Bargnani, che realizza 25 punti ma non riesce a evitare la sconfitta dei Raptors contro Detroit (85-101). Yao Ming vince il duello con Howard. Avanza Denver.
Toronto-Detroit 85-101
Andrea Bargnani sceglie il momento giusto per tornare ai suoi massimi livelli, reallizzando 25 punti (uno in meno del suo record nba) e dominando il terzo quarto con 12 punti e 5/6 al tiro compreso il 2/2 da tre. Con mamma Luisella in tribuna per la prima volta nella stagione e davanti alle telecamere di Espn (canale televisivo nazionale Usa che non si vedeva a Toronto dai tempi di Vince Carter), Bargnani fa venire il mal di testa a Wallace e compagni a suon di triple ed entrate concluse in schiacciata o canestri dalla media distanza. Un segnale positivo è la varietà di conclusioni da parte di Bargnani che ha alternato il suo gioco mostrando maggiore aggressività nell’attaccare il canestro. Poteva andare molto meglio perché al termine del terzo quarto il tabellino del Mago diceva già 25 e l’azzurro sembrava avviato a stracciare il suo career high. Invece Bargnani si spegne del tutto nell’ultimo quarto e insieme a lui crolla anche Toronto sotto i colpi del killer istinct di Detroit. Nei 12' finali, Bargnani si vede pochissimo e l’unico tiro che prende non va a segno. "Devo giocare meglio – ha detto Bargnani -. Nell’ultimo quarto non ho fatto molto". Il motivo può essere la stanchezza nelle gambe visto che 40' minuti in campo per lui quest’anno sono una rarità. Oppure come ha detto Flip Saunders "Ci abbiamo rimesso 25 punti prima di renderci conto che sa tirare. Poi ci siamo sforzati maggiormente di stargli vicino e Jason Maxiell ha fatto un buon lavoro su di lui". L’unica pecca in una prova altrimenti molto promettente del Mago sono gli appena due rimbalzi catturati (entrambi nell’ultimo periodo). Tant'é che il grande Hubie Brown, telecronista di Espn, ha detto durante il commento nel terzo quarto di essere perplesso per i zero rimbalzi del "seven-foot" Bargnani fino a quel punto. Contro Detroit, squadra impressionante per coesione e capacità di esecuzione, i Raptors hanno tenuto fino a tre quarti di gara, ma oltre a Bargnani, solo Bosh e Calderon (e a sprazzi Moon) hanno giocato ad alto livello, troppo poco per sperare di battere i Pistons alla loro 11esima vittoria consecutiva. I Pistons, in vantaggio 69-64 prima del quarto periodo, sono poi andati in fretta a +11 e hanno amministrato il vantaggio senza problemi. Le riserve di Toronto hanno deluso così come Parker (2/11 al tiro) in difficoltà nella marcatura di Rip Hamilton. L’ex Carlos Delfino ha chiuso con 0/4 in 13’. La panchina di Detroit ha umiliato quella di Toronto (27-5) e il solo Humphries è andato a segno tra i cambi di Mitchell.
Toronto: Bargnani 25 (7/11 da due, 3/5 da tre, 2/3 tl), 2 rimbalzi, 0 assist, 2 falli in 40’. Bosh 23, Calderon 15. Rimbalzi: Bosh 16. Assist: Calderon 9.
Detroit: Hamilton 22 (8/11), Wallace 20, Billups 18. Rimbalzi: McDyess 12. Assist: Billups 9.
gasport
Lupofranco
06-01-2008, 23.48.36
Basket: Nba, Cleveland espugna Toronto. Per Bargnani solo 4 punti
Indice Ultim'ora (http://www.gazzetta.it/ultimora/agrnews.jsp?cat=home)
TORONTO (Canada) - Solo quattro punti e tre rimbalzi in 22 minuti di gioco per Andrea Bargnani nella sconfitta dei suoi Toronto Raptors in casa contro Cleveland. I Cavaliers si sono imposti per 93-90 con 39 punti del solito LeBron James.
gasport
Lupofranco
07-01-2008, 00.14.06
LeBron, super rimonta
Toronto crolla alla fine
http://images.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/01_Gennaio/06/torontocleveland.html) | http://images.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/01_Gennaio/06/torontocleveland_full.shtml)16 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
I Raptors dominano per tre quarti di partita trascinati da Parker e Moon, ma nell'ultima frazione sale in cattedra James (25 punti) e Cleveland vince 93-90. Per Bargnani 4 punti e 3 rimbalzi
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/01/06/0JU8MAHR--346x212.jpg LeBron James, 23 anni, 28.9 punti a partita quest'anno. Reuters
TORONTO (Canada), 6 gennaio 2008 - Tutto va per il verso giusto ai Raptors nel primo quarto al contrario di Cleveland che pasticcia in attacco e non morde in difesa. Toronto conduce 28-14 e i 14 punti di vantaggio sono il massimo stagionale nel primo quarto. Grande merito per l’inizio travolgente è di Anthony Parker che detta il ritmo alla squadra con grande determinazione. L’ex Maccabi è un vero trascinatore e chiude la prima frazione con 9 punti, 4/5 al tiro, 6 rimbalzi e 3 assist. Gli altri si adeguano all’intensità di Parker, e Moon dà spettacolo con un paio di numeri che incendiano il tutto esaurito Air Canada Centre. Anche Bargnani è molto attivo e segna 4 punti prima di tornare in panchina verso la fine del quarto.
BARGNANI - Il primo canestro è un’ottima penetrazione mancina con appoggio al tabellone dopo aver battuto il lento Ilgauskas, il secondo dalla media dopo una finta che manda Gooden al bar. Il Mago forza anche un tiro e lo sbaglia e commette un altro errore con un buon tiro in uscita da un blocco. Un bell’assist per la tripla di Parker, un fallo, un rimbalzo, un recupero e un turnover completano le cifre parziali di Bargnani. L’azzurro rientra a metà del secondo quarto con Toronto a +12. Bargnani sbaglia una tripla e un suo passaggio inteso per Bosh finisce in tribuna. Intanto Moon continua il suo show personale con tanta difesa, due stoppate e una schiacciata in "alleyoop" su assist di Calderon. Il Mago sbaglia ancora un tiro fuori equilibrio e subito commette un fallo evitabile su LeBron James lanciato a canestro, che segna ma sbaglia il libero aggiuntivo. Finisce così il primo tempo e Bosh ha un perfetto 5/5 per 11 punti.
SI SVEGLIA LEBRON - Alla ripresa Toronto continua a dominare, Calderon scalda la mano, mentre il Mago è in fase calante nel terzo quarto e continua a tirare male, compreso 0/2 dalla lunetta. Fortunatamente per Toronto, LeBron James non entra in partita: oltre a non prenderci dal perimetro sbaglia persino in contropiede solitario una facile schiacciata. Il pubblico apprezza. Bargnani viene sostituito da Nesterovic e il terzo quarto termina 70-57 per Toronto che mantiene le distanze grazie ai quattro titolari più Nesterovic. Inizia il quarto periodo e King James prova a prendere in mano le sorti dell’incontro, ispirando con 11 punti un parziale di 19-6 che regala il pareggio (76-76) a Cleveland con 6’ minuti da giocare. I Cavs, galvanizzati dal risveglio del loro leader, diventano più reattivi sulle palle vaganti e Mitchell è costretto a chiamare time out con la partita che sta sfuggendo di mano.
LA RIMONTA - Peccato per lui che negli ultimi minuti LeBron James è incontenibile e dopo la sua seconda tripla consecutiva si vedono i molto animati Dixon e TJ Ford (in borghese) dal fondo della panchina provare a dare suggerimenti agli assistant coach. Non si sa cosa si dicessero, ma ci chiediamo come mai James non viene raddoppiato sistematicamente appena tocca palla. O magari anche la difesa a zona avrebbe potuto spezzare il ritmo a Cleveland. Grazie al miglior LBJ, i Cavs arrivano a condurre di 5 a 1’10” dalla sirena. James segna 25 punti con 8/10 nell’ultimo quarto (oltre a 11 rimbalzi e 8 assist totali) e condanna Toronto a un’amara sconfitta per la quale Sam Mitchell non è esente da colpe. Con i quintetti piccoli in campo negli ultimi minuti, non c’è spazio per Bargnani che comunque non aveva fatto molto per meritarsi la chiamata nell’ultimo disastroso quarto dei Raptors. Jason Kapono è un fantasma per la terza partita di fila.
Toronto: Bargnani 4 (2/7da due, 0/2 da tre, 0/2 tl), 3 rimbalzi, 1 assist, 3 falli, 1 recupero, 2 perse, 1 stoppata in 23’. Bosh 23 (9/11), Parker 20, Moon 16, Calderon 16. Rimbalzi: Parker 9. Assist: Calderon 11.
Cleveland: James 39 (14/29), Hughes 14, Gooden 10. Rimbalzi: Gooden 12. Assist: James 8.
gasport
Lupofranco
10-01-2008, 12.18.49
Charlotte sgambetta Boston
TurboPhoenix, crollo Detroit
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Orlando ringrazia il solito mostruoso Howard (15 punti e 17 rimbalzi) A Cleveland non bastano i 31 di James. Nona sconfitta consecutiva per Miami. E Bargnani gioca solo 17' (con 6 punti) nel successo di Toronto su Phila
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/01/10/0JUES9UP--346x212.jpg Jason Richardson vola su Eddie House. Ap
TORONTO, 10 gennaio 2008 - Dopo i picchi della scorsa settimana, Andrea Bargnani fa due passi indietro ma Toronto batte comunque Philadelphia. Cade a sorpresa Boston in casa contro la modesta Charlotte, Phoenix vince il tiro al bersaglio con Indiana, Detroit crolla a Dallas.
Toronto-Philadelphia 109-96
La stagione di Bargnani continua a essere altalenante sia come rendimento che come minutaggio. Dopo i 40’ minuti guadagnati contro Detroit nella prima partita del nuovo anno, la scelta numero uno del draft 2006 resta in campo appena 17’ contro i Sixers, che vengono sconfitti da Toronto grazie a una buona prova corale. Sam Mitchell distribuisce i minuti in campo in modo equilibrato, con i soli Moon e Calderon a fare gli straordinari. Chris Bosh gioca 25’ trovandosi presto con problemi di falli, ma il suo contributo è solido, rimbalzi a parte, per i quali per fortuna c’è Jamario Moon che rifila ai Sixers anche 6 stoppate. Il migliore realizzatore di Toronto è Anthony Parker con 22 punti: "Mitchell ha introdotto qualche nuovo schema – così Parker ha spiegato le sue ultime due ottime prove offensive -. Ci muoviamo di più e si creano buone occasioni di tiro". La speranza è che anche Bargnani possa beneficiare presto delle innovazioni del coach, nel frattempo le sue cifre sono di nuovo anonime. Bargnani chiude con 6 punti (2/5 dal campo), 2 rimbalzi e 4 falli. La panchina stavolta si fa sentire con Delfino che ha subito un grande impatto sulla gara. L’argentino, apparso sottotono ultimamente, si fa perdonare con 10 punti in sei minuti appena entrato in campo. Molto valido è anche il contributo di Nesterovic (4/5 per 8 punti e 5 rimbalzi in 20’), mentre Kapono e Graham fanno il loro dovere. Juan Dixon fatica in cabina di regia costringendo un ottimo Calderon a 40’ in campo. Toronto esordisce con due palle perse e Mitchell chiama velocemente un time out per richiamare la truppa agli ordini. Philadelphia riesce a restare a stretto contatto con i padroni di casa fino all’intervallo (52-50), ma nel terzo quarto Toronto aumenta l’intensità difensiva e si porta a +13. Nell’ultimo quarto, i Sixers accorciano le distanze a –5 grazie a Iguodala, ma i Raptors non si distraggono e si riportano a distanza di sicurezza con in campo Bosh insieme ai quattro esterni Calderon, Moon, Delfino e Parker.
Toronto: Bargnani 6 punti (2/4 da due, 0/1 da tre, 2/2 tl), 2 rimbalzi, 1 assist, 1 palla recuperata e 4 falli in 17’. Parker 22 (8/11), Bosh 21 (8/10), Calderon 17, Delfino 12. Rimbalzi: Moon 9. Assist: Calderon 9.
Philadelphia: Green 18 (7/19) Iguodala e Young 16. Rimbalzi: Evans 9. Assist: Miller 7.
gasport
Lupofranco
10-01-2008, 12.24.04
Portland batte i Warriors
Belinelli record: 9 punti
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I sempre più sorprendenti Blazers conquistano la 17ª vittoria nelle ultime 18 partite. Golden State tradita dai senatori Davis e Jackson, coach Nelson regala 30' all'esordiente Watson (ex Reggio Emilia) ma buoni numeri anche per l'italiano
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/01/10/0JU7M1AF--346x212.jpg Una schiacciata di LaMarcus Aldridge .
NEW YORK, 10 gennaio 2008 - I caldissimi Blazers non danno scampo ai Warriors. Portland vince 109-91 e conquista così la sua 17ª vittoria nelle ultime 18 gare. Un ruolino di marcia davvero incredibile soprattutto per una squadra che deve fare a meno dall’inizio della stagione della prima scelta assoluta Greg Oden.
Don Nelson ancora una volta sorprende un po’ tutti per le sue rotazioni. Il coach di Golden State, infatti, regala la bellezza di 30’ all’ex Reggio Emilia CJ Watson, appena promosso dalla Nbdl, dando spazio a Marco Belinelli solamente a risultato oramai acquisito. Il bolognese comunque entra a un minuto dalla fine del terzo quarto, quando però la partita e’ segnata, e fa bella figura mettendo a referto nove punti (3/3 da due e 1/3 da tre) in 13’ di gioco e facendo vedere alcuni pregevoli movimenti in attacco.
Golden State parte malissimo e permette subito ai padroni di casa di dettare il ritmo della gara. I Warriors litigano con il canestro mentre Portland, guidata da un eccellente Steve Blake, prende subito un consistente vantaggio e chiude il primo quarto avanti 30-14. I senatori di Golden State sono in serata negativa, Baron Davis chiude con 1-6 mentre Stephen Jackson si deve accontentare di un brutto 2/9, così coach Nelson limita il loro minutaggio e regala spazio alle seconde linee.
Nel secondo quarto dentro dunque Mickael Pietrus, Matt Barnes e il recuperato Austin Croshere ma invece di schierare Belinelli il tecnico di Golden State offre un’opportunità’ a Watson. I Warriors provano a infastidire i Blazers con la zona e per qualche minuto riescono anche a mandare in confusione i padroni di casa. Ma Portland non ci mette molto a trovare le contromisure e anche quando la zona non funziona più Nelson decide di non tornare più a uomo. Watson peraltro gioca una discreta gara (alla fine chiuderà con 11 punti) ma i Blazers hanno decisamente in mano le redini del match e chiudono i conti nel terzo quarto.
Nell’ultimo periodo l’intensità’ ovviamente cala e la gara si trasforma in un match da playground. Marco Belinelli però riesce a mandare qualche messaggio a coach Nelson giocando con disciplina in attacco e trovando un paio di canestri dall’alto quoziente di difficoltà.
Portland: Blake 24 (3/4, 5/6), Aldridge 19, Webster, Jones 16. Rimbalzi: Przybilla 10. Assist: Roy 8.
Golden State: Barnes 14 (5/6, 0/3). Rimbalzi: Croshere 9. Assist: Watson 4.
gasport
Lupofranco
12-01-2008, 12.15.00
Toronto e i Warriors volano
http://images.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/01_Gennaio/12/TorGolden.html) | http://images.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/01_Gennaio/12/TorGolden_full.shtml)15 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
Serata vincente per i Raptors e Golden State che battono rispettivamente New York e Memphis. Andrea Bargnani penalizzato dai falli gioca 17'; Belinelli non va nemmeno a referto, 14' per Watson
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/01/12/0JUIKGYR--346x212.jpg Per Andrea Bargnani partita difensiva. Reuters
NEW YORK, 12 Gennaio 2008 - Toronto supera i Knicks al Madison Square Garden, Golden State, invece, batte Memphis.
New York-Toronto 90-99
Chris Bosh è in serata di grazia e punisce con eccessiva facilità la distratta difesa di New York. I Raptors così si sbarazzano dei Knicks i quali regalano l’ennesima delusione della stagione al pubblico del Madison Square Garden. Difficile da giudicare la prova di Andrea Bargnani il quale in attacco sembra in vena ma deve pagare dazio ai falli e rimane sul parquet per solamente 17’. L’azzurro deve rimboccarsi le maniche in difesa e, complice anche una terna un po’ troppo fiscale con lui, colleziona cinque falli ma comunque esce dal Garden con un tabellino immacolato: 1/1 da due, 1/1 da tre e 2/2 ai liberi per sette punti.
La squadra canadese parte forte e distanzia subito i Knicks grazie alla solida regia di Jose’ Calderon, il quale pur non tirando con buone percentuali, anche al Garden gestisce il pallone con grande disciplina, e soprattutto alla straordinaria vena di Chris Bosh. Toronto parte fortissimo e mette subito in difficoltà i padroni di casa arrivando dopo pochi minuti al vantaggio in doppia cifra.
Isiah Thomas non è per nulla soddisfatto del rendimento della sua frontiline a e pagare per tutti sono i due lunghi più talentuosi del roster newyorchese, Eddy Curry e Zach Randolph i quali alla fine rimangono sul parquet rispettivamente 15’ e 10’. Saltano gli schemi per i Knicks e Thomas improvvisa rotazioni mai sperimentate ma non cambia nulla perché Bosh è immarcabile. New York perlomeno mostra una reazione d’orgoglio nell’ultimo quarto, mettendo in difficoltà Toronto senza comunque dare mai l’impressione di poter riaprire il match. I Knicks, così, incassano la loro quinta sconfitta casalinga consecutiva.
Naturalmente i tifosi di New York non risparmiano coach Thomas e per tutto il secondo tempo intonano l’oramai celeberrimo coro “Fire Isiah”. “Abbiamo cercato di mettere pressione ai Knicks dal primo minuto – commenta Bosh – sapevamo che se fossimo riusciti a conquistare un buon vantaggio all’inizio del match il pubblico avrebbe incominciato a rumoreggiare ed e’ esattamente quello che e’ successo”.
New York: Crawford 27 (7/8, 2/9), Robinson 24. Rimbalzi: Lee 10. Assist: Marbury 8.
Toronto: Bosh 40 (14/30). Rimbalzi: Bosh 11. Assist: Calderon 8.
Golden State-Memphis 116-104
Nessun problema per i Warriors che passeggiano contro i Grizzlies e portano a casa la loro 10° vittoria casalinga nelle ultime 13 gare. Marco Belinelli non va nemmeno a referto mentre l’ultimo arrivato del gruppo, l’ex Reggio Emilia CJ Watson, non solo si cambia ma gioca 14’. Davvero incomprensibili a volte le scelte di Don Nelson che preferisce regalare minuti a un giocatore appena arrivato dalla Nbdl piuttosto che mostrare fiducia nei confronti dell’azzurro, osannato dallo stesso Nelson durante il camp di preparazione.
I Warriors giocano una buona pallacanestro e si affidano alla regia di un eccellente Baron Davis (19 assist, suo massimo in carriera) e agli spunti di uno scatenato Monta Ellis il quale trova la retina con le sue prime 11 conclusioni dal campo. Dall’altra parte Pau Gasol in attacco fa quello che vuole ma non serve a molto. Memphis, infatti, non riesce a rallentare Davis e compagni e va sotto anche di 23 punti.
Quando nella ripresa sembra tutto troppo facile, i padroni di casa però iniziano a commettere errori evitabili e i Grizzlies tirano fuori l’orgoglio. Memphis, grazie ai canestri della coppia catalana Pau Gasol-Juan Carlos Navarro, a 5' dalla sirena arriva addirittura al –6 (105-99) ma una volta fiutato il pericolo Golden State ricomincia a prendere buoni tiri in attacco e chiude i conti senza soffrire troppo.
Golden State: Ellis 27 (12/15), Jackson 22, Davis 20, Harrington 19. Rimbalzi: Biedrins 12. Assist: Davis 19.
Memphis: Gasol 43 (17/25), Navarro 20. Rimbalzi: Gasol 11. Assist: Lowry 5.
gasport
Lupofranco
16-01-2008, 09.41.46
Raptors e Bargnani male
Beli sta ancora a guardare
http://images.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/01_Gennaio/16/nba.html) | http://images.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/01_Gennaio/16/nba_full.shtml)0 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
Solo 16 minuti per il romano, che non fa punti a Detroit, mentre il bolognese vive da spettatore la vittoria dei Warriors. Uno strepitoso LeBron James eguaglia il record realizzativo di questa stagione, detenuto da Iverson (51 punti) e Cleveland passa a Memphis
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/01/16/0JUPRMRR--346x212.jpg Andrea Bargnani impegnato a stoppare Chauncey Billups dei Pistons durante la sfida di ieri a Detroit. Reuters
NEW YORK, 16 gennaio 2008 – Toronto cade a Detroit; i Warriors, invece, hanno la meglio sui Timberwolves. LeBron James risponde ai 48 di Bryant con 51 punti nel successo all’overtime contro Memphis, eguagliando il record nba stagionale di Allen Iverson. I Knicks raddoppiano battendo Washington. Cadono Denver e Houston. Orlando vince facile e i Clippers superano Phoenix con un magnifico Sam Cassell.
Detroit-Toronto 103-89
L’imbarazzante sconfitta rimediata dai Pistons domenica al Madison Square Garden contro i Knicks non ha certo fatto piacere ai Raptors. Difficile, infatti, non immaginare una reazione dopo uno scivolone così fragoroso per la truppa di Flip Saunders. Toronto così lo ha sperimentato sulla propria pelle. Concentrati dal primo minuto i Pistons, eccezion fatta per un passaggio a vuoto nel secondo quarto, hanno sempre tenuto in mano le redini del match giocando al gatto con il topo con gli ospiti. Anonima la prova di Andrea Bargnani che non ha molti minuti a disposizione per trovare ritmo in attacco (solamente 16') ma chiude con un deludente 0/4 dal campo. Detroit parte con il piglio giusto e si aggrappa ai canestri di un caldissimo Rip Hamilton il quale vuole far dimenticare la sua performance poco brillante del Garden (tre punti a referto) e mostra subito grande precisione in attacco. I padroni di casa vanno avanti anche di 13 punti ma nel secondo quarto l’ex non molto rimpianto, Carlos Delfino, il quale invece dopo aver lasciato Detroit sta trovando la sua giusta dimensione nella Nba, guida i Raptors alla riscossa e Toronto riesce così ad arrivare al riposo sotto di un solo punto (51-50). Ma il match prende una piega ben precisa all’inizio del terzo quarto. Detroit è in palla mentre Toronto in attacco fa solamente confusione e finisce per fallire 10 delle sue prime 12 conclusioni dal campo. I padroni di casa scappano via e difendono senza grossi problemi il vantaggio accumulato, portando così a casa un comodo successo.
Detroit: Hamilton 39 (11/16, 5/6), Billups 20. Rimbalzi: McDyess 13. Assist: Hamilton 6. Toronto: Bosh 16 (5/11). Rimbalzi: Bosh 11. Assist: Calderon 5.
Minnesota-Golden State 98-105
Per superare Minnesota, Golden State non ha bisogno di una prestazione straordinaria. I Warriors, infatti, fanno il minimo indispensabile ma riescono comunque a tornare da Minneapolis con un successo che fa classifica. La truppa di Don Nelson gioca un buon primo tempo, subisce il ritorno dei padroni di casa all’inizio della ripresa ma poi però rimette le cose a posto conquistando la vittoria. Tanto per cambiare Marco Belinelli non si cambia nemmeno e non può essere a disposizione di Don Nelson proprio in una serata nella quale il coach dei Warriors decide di regalare minuti sul parquet a tutti i suoi giocatori a referto, eccezion fatta per il rookie Brandan Wright. E con le voci che si rincorrono di un imminente arrivo di Gary Payton le porte della rotazione dei Warriors sembrano chiudersi ancora di più per il giocatore azzurro. La coppia Baron Davis-Stephen Jackson non delude ma i Timberwolves riescono a rimanere in partita grazie ai canestri di Antoine Walker. Minnesota, dopo essere stata sotto anche di 14 punti, prova a rispondere all’inizio del terzo quarto, mettendo in difficoltà la difesa di Golden State e arrivando fino al –4 (62-58). Baron Davis però si rimbocca le maniche e guida Golden State al parziale di 21-6 che in pratica chiude tutti i conti e permette ai Warriors di superare l’ostacolo T-Wolves.
Minnesota: Walker 26 (6/8, 4/7), Jefferson 18, Gomes 15. Rimbalzi: Jefferson 14, Walker 10. Assist: Telfair 8. Golden State: Davis 22 (4/8, 3/8), Jackson 21, Ellis 17. Rimbalzi: Biedrins 8. Assist: Davis 9.
gasport
Dr. Wolf
17-01-2008, 12.57.45
inizio a pensare che il Beli l'anno prossimo lo rivedremo in Italia
Ercolì......:D
Lupofranco
17-01-2008, 16.07.25
Toronto-Sacramento 116-91
I Raptors ottengono una convincente vittoria contro i Kings che hanno il roster al completo per la prima volta in questa stagione. I trascinatori di Toronto sono ancora una volta Chris Bosh e Calderon, ma dalla panchina viene fuori il miglior Carlos Delfino dell’anno, che realizza 26 punti (career high). I Raptors vanno al riposo in vantaggio per 58-50 grazie a 6 punti consecutivi con cui chiudono il quarto. Alla ripresa del gioco, allungano ancor di più con un parziale di 12-4 e da allora tutto diventa facile per Toronto. Andrea Bargnani è in campo nel momento dell’allungo dei Raptors anche se non è un fattore importante. Qualche timido segnale positivo per il Mago c’è, visto che il minutaggio è salito (26’), i falli non sono stati un problema e 6 rimbalzi sono già un progresso. In attacco Bargnani ha chiuso con 3/13 al tiro e ancora non ha ritrovato il ritmo, anche se è apparso più aggressivo e attivo delle recenti prestazioni. Continua il grande momento di forma di Bosh che è andato in lunetta 10 volte e non ha perso occasione per attaccare il canestro. Difficile dire se sia stato lui o Delfino il migliore in campo. L'energia dell’argentino ha avuto un enorme impatto sulla bella gara dei Raptors. Delfino ha chiuso con 8/11 (di cui 4/5 da tre), 5/5 ai liberi, 7 rimbalzi, 6 assist e 4 palle recuperate. Doppia doppia di Calderon con 17 punti e 14 assist.
Toronto: Bargnani 7 (3/9 da due, 0/4 da tre, 1/2 tl), 6 rimbalzi, 1 palla persa, 2 falli in 26'; Bosh 31 (11/12, 9/10), Delfino 26, Caderon 17, Parker 12. Rimbalzi: Bosh 9. Assist: Calderon 14
Sacramento: Martin 22 (8/15), Bibby 19. Rimbalzi: Miller 7. Assist: Udrih
gasport
Lupofranco
17-01-2008, 23.18.38
Il Mago perde la bacchetta
Le cifre confermano la crisi
http://images.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/01_Gennaio/17/bargnani.html) | http://images.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/01_Gennaio/17/bargnani_full.shtml)64 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
Andrea Bargnani sta vivendo il momento più difficile con i Toronto Raptors. Da dicembre a oggi le statistiche sono crollate, nessuna prima scelta assoluta dal 1972 a oggi peggio di lui al secondo anno
http://images.gazzetta.it/Media/Foto/2008/01/17/1955037--346x212.jpg Andrea Bargnani è nato il 26 ottobre 1985. Reuters
TORONTO (Can), 17 gennaio 2007 - Toronto, we have a problem! Che cosa sta succedendo ad Andrea Bargnani? Il Mago dall'inizio di dicembre a oggi non riesce più a estrarre conigli dal cilindro e la sua media nelle ultime 19 partite è di 6,1 punti con il 32,6% al tiro (il 21,0% da 3) e soli 2,6 rimbalzi a gara. Una crisi di fiducia, un po' sua e po' del coach che gli ha ridotto il minutaggio a poco più di 20 di media. Di sicuro molto dipende dal fatto che ad Andrea sia richiesto di giocare più vicino a canestro e di concentrarsi maggiormente su rimbalzi e difesa. L'approccio statistico è ovviamente limitativo, ma i suoi 9.0 punti e 3.5 rimbalzi a partita con il 37,9% al tiro lo pongono - almeno numericamente - tra le peggiori prime scelte assolute del draft al secondo anno di Nba.
Questo il dettaglio delle statistiche dei numeri 1 delle scelte al secondo anno.
2006 - Andrea Bargnani - 9.0ppg, 3.5rpg, 1.0apg, 0.49bpg, 0,23spg, 37.9%fg
2005 - Andrew Bogut - 12.3ppg, 8.8rpg, 3.0apg, 55.3%fg
2004 - Dwight Howard - 15.8ppg, 12.5rpg, 1.5apg, 1.4bpg, 53.1%fg
2003 - LeBron James - 27.2ppg, 7.4rpg, 7.2apg, 2.2spg, 47.2%fg
2002 - Yao Ming - 17.5ppg, 9.0rpg, 1.5apg, 1.9bpg, 52.2%fg
2001 - *Kwame Brown - 7.4ppg, 5.3rpg, 1.0bpg, 0.7apg, 0.2spg, 44.6%fg
2000 - Kenyon Martin - 14.9ppg, 5.3rpg , 2.6apg, 1.7bpg, 46.3&fg
1999 - Elton Brand - 20.1ppg, 10.1rpg, 3.2apg, 1.6bpg, 47.6%fg
1998 - Michael Olowokandi - 9.8ppg, 8.2rpg, 1.8bpg, 43.8%fg
1997 - Tim Duncan - 21.7ppg, 11.4rpg, 2.4apg, 2.5bpg, 49.5%fg
1996 - Allen Iverson - 22.0ppg, 3.rpg, 6.2apg, 2.2spg, 46.1%fg
1995 - Joe Smith - 18.7ppg, 8.5rpg, 1.6apg, 1.1bpg, 45.4%fg
1994 - Glenn Robinson - 20.2ppg, 6.2rpg, 3.6apg, 45.4%fg
1993 - Chris Webber - 20.1ppg, 9.6rpg, 4.7apg, 1.6bpg, 49.5%fg
1992 - Shaquille O'Neal - 29.2ppg, 13.2rpg, 2.4apg, 2.9bpg, 59.9%fg
1991 - Larry Johnson - 22.1ppg, 10.5rpg, 4.3apg, 52.6%fg
1990 - Derrick Coleman - 19.8ppg, 9.5rpg, 3.2apg, 1.5bpg, 50.4%fg
1989 - Pervis Ellison - 10.4ppg, 7.7rpg, 1.3apg, 21.bpg, 51.3%fg
1988 - Danny Manning - 16.3ppg, 5.9rpg, 2.6apg, 53.3%fg
1987 - **David Robinson - 25.6ppg, 13.0rpg, 2.5apg, 3.9bpg, 55.2%fg
1986 - Brad Daugherty - 18.7ppg, 8.4rpg, 4.2apg, 51.0%fg
1985 - Pat Ewing - 21.5ppg, 8.8rpg, 1.7apg, 2.3bpg, 50.3%fg
1984 - ***Hakeem Olajuwon - 23.5ppg, 11.5rpg, 2.0apg, 2.0spg, 3.4bpg, 52.6%fg
1983 - Ralph Sampson - 22.1ppg, 10.4rpg, 2.7apg, 2.0bpg, 50.2%fg
1982 - James Worthy - 14.5ppg, 6.3rpg, 2.5apg, 55.6%fg
1981 - Mark Aguirre - 24.4ppg, 6.3rpg, 4.1apg, 48.3%fg
1980 - Joe Barry Carroll - 17.0ppg, 8.3rpg, 1.7bpg, 51.9%fg
1979 - Magic Johnson - 21.6ppg, 8.6rpg, 8.6apg, 3.4spg, 53.2%fg
1978 - Mychal Thompson - 17.0ppg, 8.7rpg, 3.6apg, 2.2bpg, 49.4%fg
1977 - Kent Benson - 12.3ppg, 7.1rpg, 2.5apg, 51.8%fg
1976 - John Lucas - 12.4ppg, 3.1rpg, 9.4apg, 43.5%fg
1975 - ****David Thompson - 25.9ppg, 4.1rpg, 4.1apg, 50.7%fg
1974 - Bill Walton - 16.1ppg, 13.4rpg, 4.3apg, 1.6bpg, 47.1%fg
1973 - Doug Collins - 17.9ppg, 3.9rpg, 2.6apg, 48.8%fg
1972 - LaRue Martin - 4.9ppg, 3.6rpg, 0.4apg, 43.5%fg
1971 - Austin Carr - 20.5ppg, 4.5rpg, 3.4apg, 44.6%fg
1970 - Bob Lanier - 25.7ppg, 14.2rpg, 3.1apg, 49.3%fg
1969 - *****Kareem Abdul-Jabbar - 31.7ppg, 16.0rpg, 3.3apg
1968 - Elvin Hayes - 27.5ppg, 16.9rpg, 2.0apg, 45.2%fg
1967 - Jimmy Walker - 11.7ppg, 23.rgp, 3.2apg, 46.6%fg
1966 - Cazzie Russell - 16.9ppg, 4.6rpg, 2.4apg, 46.2%fg.
Legenda: ppg=punti per gara, rpg=rimbalzi per gara, apg=assist per gara, spg=palle recuperate per gara, bpg=stoppate per gara, %fg=percentuale di tiro dal campo.
* All'inizio della seconda stagione aveva 19 anni contro i 20 di Bargnani.
** Rimase inattivo due stagioni dopo il draft, le cifre si riferiscono al 1990-91
*** All'epoca si chiamava Akeem Olajuwon
**** La sua prima stagione da pro fu nella Aba
***** All'epoca ci chiamava Lewis Alcindor.
gasport
Lupofranco
18-01-2008, 12.17.44
Bargnani ceduto?
"Non lo escludo"
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Bryan Colangelo, gm dei Toronto Raptros, non lo ritiene più intoccabile: "Il suo rendimento è crollato dopo l'infortunio. Andrea mi ha deluso, ma crescerà"
Andrea Bargnani è nato il 26 ottobre 1985. Reuters
MILANO, 18 gennaio 2008 - Cedibile. La parola che nessun giocatore vuol sentire associata al suo nome. Andrea Bargnani, da ieri, lo è. Non capita tutti i giorni che una prima scelta assoluta, al secondo anno da pro’, venga messa in discussione a tal punto da non escludere un eventuale scambio di mercato che la porti altrove. Nel passato recente è capitato solo a Pervis Ellison, chiamato per primo nel draft 1989 da Sacramento, scambiato con Washington la successiva estate dopo aver giocato solo 34 gare per infortunio.
ANNUNCIO - L’annuncio lo ha dato il gm Bryan Colangelo a una radio di Toronto: "Andrea ha avuto un’ottimo inizio di stagione — ha spiegato l’ex boss dei Phoenix Suns — Sembrava pronto per prendere in mano la squadra, come aveva fatto negli ultimi playoff. Poi si è fatto male e il rendimento è crollato. Ma non buttiamo via il bambino con l’acqua sporca. Non voglio cercare scuse, sono molto deluso da come sta giocando ultimamente e Andrea lo sa benissimo. Il futuro? Non è incedibile, nessuno lo è. Se dovesse capitarci una ghiotta opportunità, non ce la lasceremo scappare, ma dovrebbe essere qualcosa di veramente grosso". Parole pesanti, ma che vanno valutate. Non è una bocciatura definitiva, solo una presa di posizione per far capire soprattutto al Mago che così non va.
FUTURO - "Su Andrea contiamo moltissimo per il futuro. Non penso che il suo sia un problema che va oltre le normali difficoltà di un giocatore al secondo anno — ha proseguito Colangelo —. Deve crescere e adattarsi alle necessità della squadra. Forse è arrivato stanco dopo l’estate passata con la Nazionale italiana e quando le cose hanno iniziato ad andar male ha perso fiducia. Ma non cerco di scusarlo, è chiaramente regredito: deve prendere più rimbalzi, non farsi trovare sempre inchiodato al suolo. Penso che a questo punto sia diventato soprattutto un problema mentale più che tecnico. Così come la difesa: entra, commette due falli in un amen, ed è costretto subito a tornare a sedersi. Ma sono certo che le cose andranno apposto, anche se per farglielo capire magari a volte dovremo usare le maniere forti". I numeri (che leggete parte) non sono dalla parte di Andrea, così come l’atteggiamento. Eppure siamo certi che è lui il primo a soffrire per questa stagione da gambero, un passo avanti e due indietro. Non l’aiuta certo il fatto di non avere stabilità nel ruolo più importante, quello di playmaker. L’infortunio di TJ Ford, ancora lontano dal rientro, ha forzato l’utilizzo in quintetto di Josè Calderon, come regista decisamente superiore all’ex texano, ma che però lascia un buco in quello che era il suo ruolo originale, quello di play di riserva. "Non avere 48’ di buona regia pesa moltissimo — ha poi concluso Colangelo — E non dimentichiamo l’assenza di Garbajosa".
CRESCITA - Intanto i Raptors, nonostante i problemi di Bargnani, non stanno affatto andando male. Dopo la vittoria di mercoledì notte contro Sacramento (dove ha fatto il debutto stagionale Mike Bibby), firmata Chris Bosh e Carlos Delfino (26 punti, 7 rimbalzi, 6 assist e 4 recuperi), con il Mago fermo a 7 punti e 5 rimbalzi in 26’ (3/13 al tiro) hanno un bilancio di 21 vinte e 18 perse, migliore rispetto al 18-21 della scorsa stagione.
gasport
Lupofranco
19-01-2008, 20.26.56
Toronto-Atlanta 89-78
I Toronto Raptors superano Atlanta davanti al tutto esaurito grazie a un’entusiasmante partita che specialmente nell’ultimo quarto accende il tifo dei presenti. Ancora immenso Chris Bosh (35 punti) che a furia di prestazioni mostruose continua la sua corsa al “Player of the month”. Perfetto in regia Jose Calderon che ormai ha trovato con Bosh un’intesa speciale, spettacolare in difesa Jamario Moon, una piovra su tutti i palloni, che chiude con 5 palle recuperate e tre stoppate, e micidiale Anthony Parker con 4/6 da tre. Manca all’appello Andrea Bargnani, l’unico del quintetto di Mitchell a non incidere sulla partita. L’azzurro è di nuovo penalizzato dai di falli e resta in campo 15 minuti scarsi in cui segna 2 tiri liberi e sbaglia le tre conclusioni dal campo. Nel primo quarto, Bargnani si muove bene in attacco, ma è costretto a tirare da tre allo scadere dei 24” e sbaglia un tiro difficile. Dopo sei minuti commette il secondo fallo e Mitchell stavolta decide di lasciarlo in campo. Il terzo fallo (un’ingenuità del Mago su Al Horford che lo batte sulla linea di fondo) arriva a 3’41” dal termine del primo quarto e costringe il coach al cambio.
A 41” dall’intervallo c’è un episodio importante: Anthony Johnson, frustrato dal confronto con Calderon rifila una gomitata allo spagnolo che gli arbitri vedono e puniscono con l’espulsione. A metà gara, Toronto conduce 44-38 e Josh Smith è il pericolo pubblico numero uno con 20 punti. Bargnani riparte nel terzo quarto e sbaglia un tiro piazzato che in condizioni diverse infilerebbe ad occhi chiusi e dopo 1’20” di gioco va a commettere ancora fallo su Horford, troppo esplosivo e veloce per il romano. Il talentuoso rookie di Atlanta brucia ancora Bargnani con uno scatto, trova un corridoio in transizione e va a concludere da sotto. Poco dopo, Bargnani sbaglia il terzo tiro, Mitchell manda in campo Joey Graham al suo posto e così si chiude la prestazione del Mago. I Raptors si riprendono da un momento negativo e da -6 recuperano fino a chiudere il quarto 67-60 dopo un eccellente recupero di Moon e due triple di fila di Parker che danno fiducia a Toronto. Il pubblico si appassiona al match e diventa il sesto uomo in campo. Jamario Moon si esalta in difesa tenendo a bada Smith, e in attacco Toronto gioca brillantemente con l’asse Calderon-Bosh e Parker che infila due triple determinanti. Gli Hawks subiscono l’intensità dei Raptors e vanno nel pallone. Joe Johnson si prende la responsabilità di far canestro per gli Hawks con successo, ma ormai Toronto è lanciata e si fa trascinare dall’entusiasmo della folla fino al +11 finale, massimo vantaggio dell’incontro.
Toronto: Bargnani 2 (0/3, 2/2 tl), 2 rimbalzi, 1 assist, 4 falli in 14’24”. Bosh 35 (12/18, 11/14), Parker 18, Calderon 13. Rimbalzi: Bosh 9. Assist: Calderon 9.
Atlanta: J. Johnson 25 (8/18), Smith 24 (11/16). Rimbalzi: Williams, Smith e Horford 9. Assist: Smith e Johnson 7.
gasport
Lupofranco
19-01-2008, 20.28.25
Baron Davis ne fa 40
Belinelli non vede il parquet
http://images.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/01_Gennaio/19/sandri.html) | http://images.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/01_Gennaio/19/sandri_full.shtml)23 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
Golden State deve soffrire contro una delle squadre più deludenti della stagione ma alla fine supera i Bulls 119-111, grazie anche al primato di punti eguagliato da parte della guardia. Marco va a referto, ma non gioca neanche 1'
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/01/19/0JUVOIJF--346x212.jpg Luol Deng (dx) dei Chicago Bulls affronta Stephen Jackson (sin) dei Golden State Warriors. Afp
NEW YORK, 19 Gennaio 2008 - Un grande Baron Davis realizza 40 punti, eguagliando il suo primato nella Nba, e trascina i Warriors al successo sui Bulls. Golden State deve soffrire contro una delle squadre più deludenti della stagione nella Nba ma alla fine vince 119-111. Impercettibile passo in avanti di Marco Belinelli che allo United Center va a referto, anche per via dei problemi fisici che costringono al forfait Austin Croshere, ma non mette piede sul parquet. Chicago dimostra ancora una volta di essere poco fortunata . I Bulls, nonostante l’assenza di Kirk Hinrich, giocano una signora partita ma nell’ultimo quarto falliscono conclusioni comode in situazioni cruciali e incassano così l’ennesima sconfitta di una stagione davvero disgraziata. I padroni di casa dopo un buon primo quarto prendono in mano le redini del match nella seconda frazione infastidendo l’attacco di Golden State grazie a un’ottima zona. Andres Nocioni e Ben Gordon poi fanno male alle difesa dei Warriors, così all’inizio del terzo quarto Chicago arriva al +14. Golden State traballa ma non va al tappeto e risponde con i canestri del solito Davis e di un sempre più positivo Monta Ellis.
I Warriors così tornano sotto e nel quarto periodo passano a condurre. Il finale e’ ad alta tensione. Matt Barnes sfrutta la disattenzione difensiva di Nocioni e porta Golden State al +2 a due minuti dalla sirena, poi, dopo i liberi di Gordon, a 46’’ dalla fine del match Stephen Jackson, magistralmente imbeccato da Davis, realizza la tripla che mette definitivamente ko i padroni di casa. I Warriors così conquistano il loro 13° successo in trasferta della stagione, un ruolino di marcia davvero importante considerato il fatto che in tutto lo scorso campionato la truppa di Don Nelson aveva vinto solamente 12 volte lontano dall’Oracle Arena.
Chicago: Gordon 29 (5/9, 5/9), Nocioni 28, Deng 17. Rimbalzi: Deng 12. Assist: Duhon 8.
Golden State: Davis 40 (7/15, 6/8), Jackson 24, Ellis 23. Rimbalzi: Barnes 11. Assist: Jackson 8.
gasport
Lupofranco
20-01-2008, 14.17.25
I Warriors volano, "Beli" no
Toronto giù, anche Bargnani
http://images.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/01_Gennaio/20/partite.html) | http://images.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/01_Gennaio/20/partite_full.shtml)15 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
Nuvoloni neri persistenti sui due italiani. Toronto perde a Philadelphia: il "Mago" apre con una tripla ma poi commette due falli e chiude in panchina. Golden State passa a Milwaukee e regala 3' di anonimato a Belinelli. Ancora k.o. San Antonio a Houston
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/01/20/0JURZK2F--346x212.jpg Andrea Bargnani stecca anche a Philadelphia. Afp
NEW YORK, 20 Gennaio 2008 - Toronto cade a Philadelphia mentre Golden State passeggia contro Milwaukee. Soddisfazioni con il contagocce, però, per i giocatori italiani. Ancora k.o. San Antonio a Houston. Vittorie esterne solo per Sacramento e New York, mentre Detroit perde per la terza volta contro Chicago di un grande Ben Gordon.
Philadelphia-Toronto 99-95
Brutta sconfitta per i Raptors che vanno in tilt a cavallo tra il secondo e il terzo quarto e nonostante un tentativo di rimonta nell’ultima frazione cadono a Philadelphia. Per i 76ers si tratta solamente della loro seconda vittoria nelle ultime 10 gare. Non cambia di molto il leit motive per Andrea Bargnani. L’azzurro apre il match con una bella tripla ma poi commette due falli nei primi minuti della gara, torna in panchina e viene dimenticato, come gli sta succedendo con una certa frequenza da qualche partita, da coach Mitchell. Alla fine così il giocatore romano rimane sul parquet solamente 14’ e chiude con numeri davvero poco significativi: 0/1 da due, 1/1 da tre, nessun rimbalzi e tre punti a referto. Toronto come al solito si affida a Chris Bosh ma cala vistosamente nel secondo quarto quando sale in cattedra Willie Green. I padroni di casa giocano una buona pallacanestro e piazzano un parziale di 24-5 che li porta a un massimo vantaggio di 21 punti. Il match sembra segnato ma appena Samuel Dalembert, il quale riesce a limitare Bosh per buona parte del match, cala in difesa, il lungo di Toronto ne approfitta per cambiare marcia. I Raptors così tornano a far paura ai 76ers e con un parziale di 22-6 arrivano al –4 (92-88) a 1’06’’ dalla sirena. Anthony Parker però fallisce una comoda tripla e Philadelphia difende senza grossi problemi il proprio vantaggio dalla lunetta, portando così a casa il successo. “Abbiamo provato a raddrizzare la gara –commenta alla fine Chris Bosh – ma purtroppo avevamo accumulato un passivo troppo pesante. Abbiamo pagato a caro prezzo tutti gli errori, soprattutto nella gestione del pallone, che abbiamo commesso”.
Philadelphia: Green 23 (7/13, 3/5), Iguodala, Miller 20. Rimbalzi: Dalembert 13. Assist: Iguodala 6.
Toronto: Bosh 25 (8/13, 0/1), Dixon 18, Moon 17. Rimbalzi: Bosh, Moon 9. Assist: Calderon 11.
Milwaukee-Golden State 99-119
Ancora una volta a Golden State basta un quarto giocato ad altissimi livelli per mettere ko gli avversari. I Warriors, infatti, cambiano le sorti di un match fino a quel momento equilibrato con un’esplosione offensiva nel terzo periodo, chiuso con la bellezza di 41 punti a referto. Una volta prese in mano le redini della gara la truppa di Don Nelson gioca con intelligenza e non rischia più nulla, riuscendo anche a fare accademia, e a svuotare la panchina, nell’ultimo periodo. Marco Belinelli torna così ad assaporare il parquet, ma ancora una volta lo fa solamente nel “garbage time”. Tre anonimi minuti in campo senza nemmeno un’opportunità’ in attacco. Ma le brutte notizie per l’ex stella della Fortitudo arrivano soprattutto dall’utilizzo di CJ Watson. Coach Nelson sembra essersi infatuato dell’ex D-Leaguer e ancora una volta gli regala un signor minutaggio (30’, ripagati da 13 punti a referto). Adesso per riuscire a entrare nella rotazione Belinelli deve fare i conti anche con lui.
Golden State gioca la sua quarta partita in cinque giorni ma non mostra segni di affaticamento. Un errore nella compilazione del referto da parte dello staff di Nelson toglie di mezzo anche Matt Barnes, non inserito, a causa di una disattenzione, nella lista dei 12. Watson però gioca la sua miglior partita nella Nba e riesce a non farlo rimpiangere. Monta Ellis non e’ in grandissima giornata ma a mettere punti a referto ci pensa un eccellente Al Harrington. Michael Redd produce solamente a sprazzi e così dopo due quarti pallacanestro non trascendentale, Golden State decide di rimboccarsi le maniche nel terzo periodo. Gli ospiti in attacco fanno quello che vogliono e chiudono il match con un parziale di 41-22 nella frazione, conquistando la vittoria.
Milwaukee: Redd 24 (8/14, 2/4), Bogut 21, Williams 19. Rimbalzi: Bogut 10. Assist: Ivey 8.
Golden State: Harrington 27 (5/7, 5/10), Biedrins 20, Davis 19. Rimbalzi: Biedrins 10. Assist: Jackson, Davis 8.
gasport
Lupofranco
24-01-2008, 09.47.37
Toronto passa a Boston
Bargnani notte extralusso
http://images.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/01_Gennaio/24/basket.html) | http://images.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/01_Gennaio/24/basket_full.shtml)0 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
I Raptors, trascinati da Calderon e da Andrea, vincono 114-112 in casa dei Celtics. Per Andrea una delle migliori serate in carriera: 20 punti, 7 rimbalzi e 7 assist
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/01/24/0JV4L0CF--150x189.jpg Bargnani, 22 anni, in difesa su Garnett, 31. Afp
BOSTON (Massachusetts), 24 Gennaio 2008 - I Raptors conquistano il successo più pesante di questo campionato andando a vincere 114-112 al TD Banknorth Garden di Boston. Per i Celtics si tratta della loro prima sconfitta contro un avversario diretto dell’Atlantic Division. Toronto gioca una partita praticamente perfetta, tirando con percentuali da capogiro (58% dal campo, 71% da tre e 100% dalla lunetta). Nella serata in cui i Raptors assomigliano ai Lakers “Showtime”, Andrea Bargnani gioca alla grande, riuscendo a limitare i falli e rimanendo sul parquet per 40’. L’azzurro non solo è una spina nel fianco per la difesa di Boston, ma si fa rispettare al rimbalzo, difende con aggressività e mostra grande altruismo in attacco. Bargnani mette a referto numeri da prima scelta assoluta: 20 punti (4/8 da due, 3/6 da tre, 3/3 ai liberi), sette rimbalzi, sette assist e una stoppata, dimostrando che se riesce a non commettere falli, diventa un giocatore di tutt’altro peso dal quale Toronto non può prescindere.
IL MATCH - I Raptors mettono in grossa difficoltà Kevin Garnett e compagni dal primo minuto, poi rallentano nel terzo quarto e permettono ai Celtics di tornare davanti. Nell’ultimo quarto però sale in cattedra Jose Calderon il quale in punta di piedi si sta meritando una chiamata all’All Star Game. Boston sembra poter portare a casa il successo quando la tripla di Paul Pierce a cinque minuti dalla sirena la porta al +7 (102-95). Ma Carlos Delfino e Chris Bosh suonano la carica e riportano sotto gli ospiti. Il finale di gara è ricco di pathos. Boston torna davanti, ma a 10’’ dalla fine del match il solito Calderon trova il canestro più fallo. Lo spagnolo converte il tiro libero e Toronto va avanti 114-112.
EPILOGO - Ci sarebbe il tempo per i padroni di casa per trascinare il match al supplementare: i Celtics muovono il pallone con grande altruismo sul perimetro, Eddie House ha l’opportunità di chiudere i conti dalla lunga distanza ma l’ex giocatore di New Jersey fallisce la tripla. Ray Allen conquista il rimbalzo offensivo, ma anche la sua conclusione allo scadere non trova la retina. I Raptors così possono tirare un sospiro di sollievo ed esultare per un successo assolutamente meritato. “Questo per noi è un successo molto importante – sottolinea Calderon –, volevamo riuscire a battere i Celtics per capire le nostre reali potenzialità. Abbiamo giocato una partita davvero buona”.
Boston: Garnett 26 (11/16), R. Allen, Pierce 19, T. Allen 15. Rimbalzi: Garnett 7. Assist: Pierce 9.
Toronto: Calderon 24 (5/6, 3/4), Bosh, Parker 23, Bargnani 20, Delfino 15. Rimbalzi: Bargnani, Bosh 7. Assist: Calderon 13
gasport
grande andrea ti vogliamo così
IL NAPOLETANO
24-01-2008, 12.36.08
Un altro paio di BOTTE così e nessuno parlerà mai di nuovo di CRISI, CESSIONI e minchiate del genere
Lupo x sempre
24-01-2008, 12.46.49
Un altro paio di BOTTE così e nessuno parlerà mai di nuovo di CRISI, CESSIONI e minchiate del genere
Bargnani è lontanissimo dall'essere un campione.....
è tremendamente discontinuo e tende a "sparire" nei momenti clou della partita..... basti vedere gli europei scorsi.... lo si aspettava come il "messia" e il suo contributo fu nullo anzi catastrofico....
Lupo x sempre
24-01-2008, 12.48.04
un giocatore che è già fortissimo e a dispetto della giovane età non ha paura di prendersi responsabilità è Gallinari..... questo si che può diventare un grandissimo.... ma non deve fare la sciocchezza di andare a tentare l'NBA l'anno prossimo....
IL NAPOLETANO
24-01-2008, 12.51.22
Bargnani è lontanissimo dall'essere un campione.....
è tremendamente discontinuo e tende a "sparire" nei momenti clou della partita..... basti vedere gli europei scorsi.... lo si aspettava come il "messia" e il suo contributo fu nullo anzi catastrofico....
Non è raro vedere reagire così un campione euoropeo dell'NBA (per due o tre che vengono a fare i fenomeni all'Europeo/mondiali/Olimpiade molti altyri sembrano fuori luogo o spauriti), ma ciò non toglie che se lui si assestasse sulle cifre dell'anno scorso (meglio sarebbe, della seconda parte dell'anno scorso) sarebbe in linea con la carriera di una PRIMA SCELTA! (aò.....PRIMA SCELTA ASSOLUTA, mica cazzi?)
Lupofranco
25-01-2008, 11.35.44
All Star, Garnett sfida Bryant Non c'è Parker tra i titolari
http://images.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/01_Gennaio/25/quintettiallstar.html) | http://images.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/01_Gennaio/25/quintettiallstar_full.shtml)13 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
Chiuso il sondaggio per designare i quintetti: a Est, oltre alla stella di Boston, giocheranno LeBron James, Dwight Howard, Dwyane Wade e Jason Kidd. A Ovest Carmelo Anthony, Yao Ming, Tim Duncan e Allen Iverson con il fenomeno dei Lakers
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/01/25/0JV19Q1F--346x212.jpg Un numero di Kobe Bryant con la maglia dei Lakers. Afp
LOS ANGELES (Stati Uniti), 25 gennaio 2008 - Kevin Garnett (Boston), LeBron James (Cleveland) e Kobe Bryant (L.A. Lakers). Sono loro i vincitori del sondaggio che doveva designare i titolari per l'All Star Game Nba in programma il 17 febbraio a New Orleans. Tony Parker, la stella di San Antonio votata miglior giocatore della finale 2007, non ha ottenuto abbastanza preferenze per essere titolare nella grande sfida che metterà di fronte i campioni della East e West Conference. Per questo dovrà sperare di rientrare nelle scelte dei tecnici chiamati a scegliere le riserve. Andrea Bargnani (Toronto Raptors) ha ottenuto 293.200 preferenze ed è risultato l'ottavo giocatore più votato tra le ali della Eastern Conference.
QUINTETTI - Con 2.399.148 voti, Garnett si è piazzato al 1° posto e giocherà il suo 11° All Star Game. Alle sue spalle, con 2.108.831 preferenze, LeBron James, al 3° Dwight Howard (Orlando). Con loro, Dwyane Wade (Miami) e Jason Kidd (New Jersey). A Ovest, è stato Kobe Bryant a fare il pieno di voti (2.004.940), davanti a Carmelo Anthony (Denver). Il cinese Yao Ming (Houston), Tim Duncan (San Antonio) e Allen Iverson completano il quintetto.
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Un voto l'ha avuto da me...:eheh:
Lupofranco
25-01-2008, 11.38.32
Golden State non annoia mai
Belinelli un minuto e 4 falli
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I Warriors superano i Nets 121-119 al termine di una gara rocambolesca che si decide a fil di sirena: miglior score in carriera per Ellis, 39 punti. Nelson mette in campo l’azzurro con l'obiettivo di mandare in lunetta Boone, ma la scelta non si rivela felice
Monta Ellis (sin) a tu per tu con Jason Kidd. Ansa
NEW YORK, 25 gennaio 2008 - Quando c’è di mezzo Golden State diventa davvero difficile annoiarsi. I Warriors giocano una pallacanestro a tratti devastante, ma alternano anche momenti di grande confusione. Alla fine comunque la truppa di Don Nelson riesce ad avere la meglio sui Nets e vince 121-119. Marco Belinelli questa volta va a referto e viene addirittura messo sul parquet da coach Nelson nelle battute finali del terzo quarto. Ma non si può parlare di fiducia ritrovata nei confronti del giocatore bolognese. Nelson, infatti, decide di affidare a Belinelli un compito ben preciso, mandare in lunetta Josh Boone. L’azzurro rimane sul parquet 1’13’’ e si segnala per quattro falli, tutti intenzionali, nei confronti del lungo di New Jersey che in stagione tira con un disastroso 34%. Boone però realizza 5 liberi su 8 e i Nets riescono a rompere il ritmo dei Warriors. La tattica di Nelson, dunque, non ottiene l’effetto sperato e Marco Belinelli torna in panchina con i Nets avanti anche grazie ai liberi regalati a Boone dalla scelta dell’allenatore di Golden State.
PARZIALE DI 22-0, POI IL CONTROBREAK - I Warriors, comunque, dimostrano di poter far male ai Nets ogni volta che decidono di accelerare. Monta Ellis (39 punti, suo massimo in carriera) è a tratti devastante mentre Baron Davis, che mette a referto una tripla doppia, guida la squadra con la sua solita leadership. I Nets, approfittando della tattica suicida di coach Nelson, provano a scappare alla fine del terzo quarto ma Al Harrington ed Ellis non ci stanno. Golden State, infatti, decide di cambiare marcia e piazza l’incredibile parziale di 22-0 che sembra metterla al riparo da qualsiasi sorpresa. Ci pensano però Vince Carter e Richard Jefferson a creare problemi alla distratta difesa dei padroni di casa. New Jersey clamorosamente torna in partita piazzando un imprevedibile controbreak di 18-4, e arrivando addirittura al +1 (112-111) a 2’03’’ dalla fine della gara. I canestri di un incontenibile Monta Ellis nel finale però permettono ai Warriors di portare a casa, nel modo più rocambolesco possible, un successo alla fine più che meritato.
Golden State: Ellis 39 (13/18), Davis 25, Harrington 19. Rimbalzi: Davis 12, Biedrins 10. Assist: Davis 10.
New Jersey: Jefferson 34 (10/19, 1/5), Carter 29, Boone 21. Rimbalzi: Boone 17. Assist: Kidd 12.
gasport
che umiliazione per belinelli
ANTOVERDE7
25-01-2008, 21.01.03
mi dispiace per Belinelli........Ma è un ottimo giocatore e avrà momenti migliori:ok:
Lupofranco
26-01-2008, 04.50.16
Toronto vince 106-75 con i Bucks, Bargnani firma 13 punti in 20' con 2/8 da 2, 2/4 da 3, 3/4 tiri liberi, 7 rimbalzi, 1 recuperata, una persa e 4 falli.
Giocatori di quella altezza con quel tiro rimane merce rara per gli americani ; per fare il salto di qualità (..... e rinnovare il contratto, il prossimo anno, da Prima scelta :eheh: ) il Mago dovrebbe cominciare a sviluppare e migliorare il suo gioco spalle a canestro ( cavolo ! Ma, da quella altezza, quanti potrebbero stoppare un suo gancio , per esempio :bah: ) .
Un pizzico di cattiveria e determinazione :grr: in piu' , inoltre, non guatserebbe affatto, ma questo aspetto riguarda un discorso caratteriale maggiormente complesso e problematico da affrontare per vedere frutti nel breve .
Onestamente per essere una prima scelta, non sara' mai un uomo franchigia , ma potrebbe diventare, questo si, un giocatore davvero determinante per una squadra anche piu' ambiziosa, nell'immediato futuro, di Toronto.
Ciao e W la Palla...con...estro
Lupofranco
26-01-2008, 12.51.00
Toronto-Milwaukee 106-75
I Raptors ottengono la vittoria interna più larga della stagione nel match casalingo contro Milwaukee, anche se faticano nel primo tempo prima di scrollarsi di dosso gli avversari con una micidiale terza frazione. I Bucks restano in partita senza grandi meriti perché Toronto sbaglia una marea di buone conclusioni contro la difesa a zona nella prima metà di gara, per poi dilagare nel secondo tempo con la regia autoritaria del solito Calderon, con Bosh sempre puntuale come arma offensiva primaria e con un concreto Carlos Delfino. Andrea Bargnani gioca metà del primo quarto senza infamia e senza lode, poi resta a guardare fino al terzo quarto pur avendo soltanto un fallo a carico. Nel terzo quarto, Mitchell riparte col solito quintetto e Bargnani fatica a contenere Andrew Bogut, commettendo due falli sull’uno contro uno dell’australiano e obbligando Toronto a raddoppiare sul centro dei Bucks. Bargnani viene sostituito a metà quarto, poi ritorna in campo per Bosh a 10'41" dalla fine con il punteggio fermo a 82-55 e gioca fino alla fine, terminando con 13 punti (2/8 da due, 2/4 da tre, 3/4 tl), 7 rimbalzi, 1 recupero, 1 palla persa e 4 falli in 20 minuti.
Toronto: Bosh 32 (12/19), Delfino 18. Rimbalzi: Bosh e Bargnani 7. Assist: Calderon 12.
Milwaukee: Redd e Villanueva 12. Rimbalzi: Simmons 10.
gasport
finalmente sta prendendo qualche rimbalzo anche perchè uno della sua altezza non dovrebbe avere problemi in questa statistica
Lupofranco
26-01-2008, 14.40.07
finalmente sta prendendo qualche rimbalzo anche perchè uno della sua altezza non dovrebbe avere problemi in questa statistica
Il problema è andare a cercare la palla e non aspettare soltanto che gli caschi in mano. Forse il fatto di giocare da centro lo penalizza, però è chiaro che in questo fondamentale deve migliorare. Come ha fatto Nowitzki. Perchè in America non perdonano i sette piedi che non prendono rimbalzi
Lupofranco
28-01-2008, 11.46.25
Golden State va, senza Belinelli
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Il bolognese non vede il campo ma i Warriors battono New York in rimonta dopo aver sofferto. E tra poco Nelson avrà Chris Webber
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/01/28/0JVC4QGA--346x212.jpg A New York non è bastata la grinta di Balkman. Ansa
NEW YORK, 28 gennaio 2008 - I Knicks mostrano progressi e danno filo da torcere ai Warriors ma alla fine si devono arrendere. Golden State recupera un passivo di 10 punti e ritrova precisione dalla lunga distanza nel secondo tempo, andando a vincere 106-104. Dopo la stranissima mossa di giovedì, quando Don Nelson aveva mandato in campo Marco Belinelli per poco più di un minuto chiedendogli di commettere ben quattro falli su Josh Boone, il bolognese torna nel poco invidiabile ruolo di giocatore “inactive”.
MIGLIORAMENTI - Un’altra serata avara di soddisfazioni, quindi, per l’azzurro. Golden State dopo un buon primo quarto diventa prevedibile nel secondo periodo e decide di difendere senza nessuna intensità, eccezion fatta per un eccezionale Andris Biedrins. New York, grazie alle giocate di Nate Robinson e Jamal Crawford prende in mano le redini del gioco e mette in grossa difficoltà i padroni di casa. I Knicks, che nelle ultime due settimane hanno fornito una serie di prestazioni quantomeno accettabili, giocano una buona pallacanestro anche dopo il risposo e arrivano al +10 nel terzo quarto.
RIMONTA - Biedrins sotto canestro sembra il miglior Rodman e alla fine cattura la bellezza di 26 rimbalzi (miglior prestazione nella Nba in questo campionato), Baron Davis e Matt Barnes ritrovano precisione della lunga distanza e i Warriors riprendono i Knicks. La truppa di Don Nelson cambia marcia nell’ultimo quarto e mette alle corde gli ospiti piazzando un parziale di 17-5. La squadra newyorchese non getta la spugna ma i canestri di Stephen Jackson, il quale realizza 16 dei suoi 25 punti nel quarto periodo, permettono ai padroni di casa di centrare il loro settimo successo nelle ultime nove gare.
RITORNO - A rendere ancora più positiva la serata per i tifosi di Golden State arriva anche la notizia dell’accordo oramai vicinissimo tra i Warriors e Chris Webber. L’ex Fab Five, il quale nel 1994 aveva chiesto e ottenuto di essere ceduto da Golden State per la sua difficile relazione con Don Nelson, potrebbe tornare a disposizione dello stesso coach, con il quale ha fatto pace da diverso tempo, già da martedì. “Devo essere sincero,– confessa Don Nelson – spero proprio che accada. La nostra squadra ha proprio bisogno di un giocatore come Chris”.
Golden State: Jackson 25 (3/9, 4/9), Ellis 24, Davis 22. Rimbalzi: Biedrins 26. Assist: Davis 9.
New York: Robinson 22 (7/15, ¼), Crawford 21, Curry 17. Rimbalzi: Lee 13. Assist: Robinson 8.
gasport
Lupofranco
30-01-2008, 09.14.47
Poco Bargnani: Toronto giù
Belinelli sempre spettatore
http://images.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/01_Gennaio/30/bargnanibelinelli.html) | http://images.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/01_Gennaio/30/bargnanibelinelli_full.shtml)1 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
Gravato da problemi di falli, Andrea resta in campo solo 17': segna 3 punti con 1/6 dal campo, poi guarda i Raptors sconfitti da Washington al supplementare. Battuta d'arresto anche per Golden State a Houston, l'ex fortitudino non va a referto nemmeno stavolta
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/01/30/0JVFUQ4R--346x212.jpg L'incredulità di Bargnani dopo uno dei troppi falli che ha accumulato in fretta a Washington. Reuters
NEW YORK, 30 gennaio 2008 - Toronto inciampa a Washington mentre Golden State cade a Houston.
Washington-Toronto 108-104 d.t.s.
La prodezza di Anthony Parker allo scadere dei tempi regolamentari non basta ai Raptors. I Wizards, infatti, dopo aver rischiato di compromettere una buona prestazione con un finale di gara disastroso, tornano in carreggiata e superano Toronto al supplementare. Privi dell’infortunato Caron Butler, i Wizards giocano comunque una discreta pallacanestro punendo le disattenzioni difensive dei Raptors. Prova incolore per Andrea Bargnani che fallisce le sue prime cinque conclusioni dal campo, poi trova il suo unico canestro dopo aver catturato un ottimo rimbalzo offensivo, ma si vede fischiare il suo quarto fallo all’inizio del secondo tempo, torna in panchina e viene dimenticato da coach Mitchell. L’azzurro così si deve accontentare di 17’ sul parquet e chiude con tre punti (1/4 da due, 0/2 da tre e 1/2 dalla lunetta), e sei rimbalzi. Dopo un primo quarto così così, Toronto cambia marcia nel secondo periodo e prova a distanziare i padroni di casa piazzando un parziale di 20-6. Washington però risponde con un contro break di 7-0 e con i canestri di Antawn Jamison e DeShawn Stevenson si riavvicina prima del riposo. Nella ripresa i Raptors ci mettono un po’ a carburare, Washington ne approfitta e prende in mano le redini del match realizzando i primi 12 punti del terzo quarto. Chris Bosh e Jose’ Calderon sono come sempre affidabilissimi ma Anthony Parker e’ in giornata no, così Toronto fa fatica in attacco. Nell’ultimo quarto la squadra canadese prova a tornare sotto ma Washington sembra resistere. Nel finale una tripla di Moon riporta i Raptors al –1 ma i liberi di Antonio Daniels sembrano chiudere ogni discorso. A un secondo dalla fine Toronto e’ sotto di tre ma una tripla impossibile di Parker proprio alla scadere rovina i piani dei Wizards. Washington però non subisce il contraccolpo psicologico, ritrova ritmo in attacco nel supplementare e riesce a portare a casa il successo.
Washington: Jamison 24 (8/18, 1/7), Stevenson 20, Blatche 19, Daniels 15. Rimbalzi: Jamison 20, McGuire 10. Assist: Mason 6.
Toronto: Bosh 37 (10/20, 1/2), Calderon 23, Humphries 16. Rimbalzi: Bosh 12. Assist: Calderon 13.
Houston-Golden State 111-107
L’influenza tiene ai box Tracy McGrady ma anche senza la loro stella i Rockets riescono a superare i Warriors. Ci pensa Yao Ming a fare male alla difesa di Golden State, mostrandosi immarcabile nella zona pitturata. Ennesima partita da spettatore per Marco Belinelli, il quale nemmeno a Houston va a referto. Golden State, intanto, ha ufficializzato l’acquisizione di Chris Webber che ha firmato come da copione un contratto annuale per il minimo salariale. L’ex Fab Five, il quale ha da tempo fatto pace con Don Nelson dopo le celeberrime litigate che avevano portato alla sua cessione dai Warriors nel 1994, potrebbe dunque già esordire venerdì quando Golden State ospiterà Charlotte. A Houston la truppa di Don Nelson parte malissimo. L’ex Tau Luis Scola entra subito nel match e gli ospiti fanno grande confusione in attacco. I Rockets così giocano sul velluto e arrivano al 25-7 prima di rallentare. Andris Biedrins non riesce a limitare Yao Ming e Houston arriva al riposo con un solido margine (60-46). Nella ripresa, però, Stephen Jackson e Baron Davis ritrovano piano piano ritmo in attacco. I Warriors sembrano in grado di riprendere i padroni di casa che, invece, iniziano a sporcare le proprie percentuali al tiro. La gara si decide nel finale. La tripla di Davis a 2’11’’ dalla sirena porta Golden State avanti (102-101) per la prima volta in tutta la gara. Houston però risponde nel modo migliore, andando a cercare un caldissimo Yao Ming sotto canestro. Il centro cinese fa il resto, portando a casa un canestro dal campo e sei liberi negli ultimi due minuti della gara. Golden State così deve alzare bandiera bianca.
Houston: Yao Ming 36 (11/19), Head 20, Alston 17. Rimbalzi: Yao Ming 19. Assist: Alston 12.
Golden State: Jackson 25 (2/7, 5/7), Davis 21, Ellis 18. Rimbalzi: Biedrins 12. Assist: Jackson 7.
gasport
Lupofranco
31-01-2008, 09.19.31
Il Mago esalta Toronto
http://images.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/01_Gennaio/31/nba31.html) | http://images.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/01_Gennaio/31/nba31_full.shtml)11 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
Grande Bargnani nel largo successo con Washington: è il miglior marcatore con 19 punti (oltre a 2 rimbalzi, 3 assist e 1 stoppata). James guida la rimonta di Cleveland a Portland, Iverson sveglia Denver
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/01/31/0JVHODPF--346x212.jpg Andrea Bargnani si libera dalla morsa dei Wizards. Afp
NEW YORK, 30 gennaio 2008 – Con Andrea Bargnani top scorer del match con 19 punti Toronto pareggia i conti nel back to back contro Washington. LeBron James (37) esplode nell’ultimo quarto e i Cavs superano Portland.
Toronto-Washington 122-83
Andrea Bargnani festeggia con un’ottima prestazione la convocazione al Rookie-Sophomore Challenge New Orleans. Il Mago riscatta l’ultima prova opaca di Washington e con lui l’intera squadra vendica il ko subito all’overtime la sera precedente. I Raptors scendono in campo arrabbiati e con l’intento di far capire subito agli avversari chi comanda a Toronto. Dopo un parziale di 17-2 nel secondo quarto (con Dixon in campo al posto di Calderon), Toronto conduce 61-41 alla fine del primo tempo, malgrado i soli 4 punti in 8’ di Bosh gravato di due falli. All’intervallo, il Mago è top scorer della squadra con 11 punti ed è uno dei più ispirati in attacco, ma è efficace anche in difesa e riesce a stare lontano dai falli. Alla ripresa del gioco Bargnani si fa apprezzare ancora di più, con buone scelte al tiro e passaggi puntuali. Toronto vola via con un immenso Calderon che distribuisce 8 assist nel terzo quarto. Anche Bosh è efficace al ritorno in campo e i Wizards subiscono l’atteggimento spavaldo di Toronto e alzano bandiera bianca. Bargnani serve un bell’assist per la tripla di Delfino con la quale i Raptors sorpassano quota cento (101-73, pizza per tutti) a 9’ dal termine. Poi l’azzurro viene sostituito da Maceo Baston e chiude con 19 punti (3/7 da due, 3/4 da tre, 4/4 tl), 2 rimbalzi, 3 assist, 1 stoppata e 2 falli in 33’. Dopo che anche Bargnani ha staccato il biglietto per New Orleans, adesso tutta Toronto si augura che stasera, tra i nomi annunciati come riserve per l’All Star Game, ci sia anche quello di Jose Calderon. Toronto:Bargnani 19, Bosh 16, Parker 15, Dixon 12, Delfino e Calderon 11. Rimbalzi: Nesterovic 8. Assist: Calderon 11.
Washington:Stevenson 16, Mason 14. Rimbalzi: Blatche 7. Assist: Stevenson 4.
gasport
i rimbalzi sono sempre pochi....
Lupofranco
02-02-2008, 03.33.02
Toronto perde coi Lakers (che hanno preso Gasol), ma partitone del Mago: career high con 28 punti
adesso i lakers fanno paura...
Lupofranco
02-02-2008, 13.18.11
E' un Bargnani da record
ma Kobe affonda Toronto
http://images.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/02_Febbraio/02/bargnani.html) | http://images.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/02_Febbraio/02/bargnani_full.shtml)56 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
Massimo di punti (28) in carriera per Andrea, che sfoggia una prestazione eccellente al tiro e mostra miglioramenti anche in difesa. L'italiano non basta ai Raptors, che devono inchinarsi ai 46 punti di uno scatenato Bryant
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/02/02/0JVLBKMP--346x212.jpg Kobe Brant e Andrea Bargnani, grandi protagonisti nella serata di Toronto. Ap
TORONTO, 2 febbraio 2008 – Galvanizzato dal trade che porta Pau Gasol alla corte di Phil Jackson, Kobe Bryant reagisce al k.o. di Detroit con un fastastico one-man-show a Toronto che da solo vale il prezzo del biglietto. Ottimo anche Andrea Bargnani, il migliore dei Raptors, che chiude con il career high di 28 punti.
Toronto-L.A. Lakers 101-121
Un fantastico Kobe Bryant ruba la scena ad Andrea Bargnani, migliore in campo per Toronto, trascinando i Lakers alla vittoria con una prova stellare che incanta l’Air Canada Centre dal tutto esaurito. I 46 punti di Kobe, conditi da azioni spettacolari, schiacciate, giochi da tre punti e triple, nulla tolgono alla maiuscola prova del Mago che con 28 punti supera il precedente career high (il 30 novembre scorso contro Cleveland) di due punti. Bargnani si mette in luce nel primo quarto che conclude con 11 punti. Il primo canestro è una tripla, il secondo una schiacciata perentoria con assist di Parker. L’azzurro è deciso come non mai ad attaccare il canestro e le sue schiacciate nel corso del match diventano poi quattro, tre in traffico e una in contropiede da un "alley-oop" di Jamario Moon. Bargnani è top scorer dei Raptors all’intervallo con 17 punti, ma anche la sua difesa individuale su Lamar Odom è più che discreta. Bryant è super motivato già dalle prime battute e chiude il primo tempo con 21 punti (10/13) e 5 rimbalzi. I Lakers tirano col 54% e si portano avanti 56-51 a metà gara. Il terzo quarto è equilibrato, Calderon segna 8 punti ma Kobe risponde con altri 13, tra cui tre triple. Ormai la difesa di Toronto è succube delle magie di Bryant e a nulla serve la staffetta (Parker-Moon-Delfino e Dixon) di Sam Mitchell sulla stella dei Lakers. "Avremmo potuto fare un lavoro migliore su di lui – commenta Bargnani dopo la gara -. Non è compito di Parker, o Moon, è compito dell’intera squadra difendere su uno come lui. Non si può fermare Bryant uno contro uno. Stasera è stato incredibile. Ogni volta che fermavamo lui, trovava un compagno libero". Purtroppo Toronto incappa in un Bryant in stato di grazia e non trova l’antidoto contro i numeri di Kobe che delizia il pubblico tirando fuori tutto il suo repertorio. A un certo punto si sentono anche i cori "mvp mvp" indirizzati al Laker in un’arena piena di maglie gialloviola.
LO SHOW DI KOBE - Lo show di Bryant in campo e fuori è tutto da gustare: durante un timeout, Bryant intrattiene i fortunati spettatori seduti di fianco alla panchina dicendo loro "Non mi possono marcare. Li porto tutti a scuola". Poi Kobe dedica l’ennesimo canestro ai tifosi seduti a bordocampo, quindi distrae Bosh che sbaglia il tiro libero, ancora dà cinque al gruppetto della prima fila, e infine dopo il trionfo si concede addirittura per una foto con gli stessi tifosi con cui ha quasi fatto amicizia. Un vero e proprio spasso. A peggiorare le cose per i Raptors, quando scatta il raddoppio, Bryant trova pronti al tiro i vari Farmar e Vujacic che nel momento chiave dell’incontro infilano due triple a testa che danno il via all’allungo decisivo dei Lakers nell’ultimo quarto. La seconda tripla di Vujacic dà il più 13 alla sua squadra (89-102) e i Lakers volano con 12 punti a testa di Bryant e Vujacic negli ultimi 12’. Bargnani segna la sua terza tripla per il 94-106 dopo tre minuti senza canestri dal campo per Toronto, ma ormai la difesa è saltata e Bryant è incontenibile. Per Bargnani il canestro del nuovo career high arriva in schiacciata a 58” dal termine. "Ho cercato spesso di andare a canestro – ha detto il Mago -. A volte è più facile, e a volte la difesa in area mi rende la vita difficile. Quando segni da fuori, allora diventa più facile penetrare perché la difesa ti deve rispettare e ti sta addosso creando spazi per andare a canestro".
GLI ELOGI DI COACH MITCHELL - Soddisfatto anche coach Mitchell per la prova di Bargnani: "Sì, la cosa soprendente è che abbiamo ripetuto mille volte ai nostri giocatori di attaccare il canestro e Andrea è quello che l’ha fatto più di tutti ed ha anche avuto successo. Ovviamente deve continuare a migliorare nei rimbalzi e in difesa, ma lo sta già facendo. Andrea ha ritrovato quella scintilla negli occhi e sta riprendendo fiducia. I tiri ricominciano ad entrare, ma la cosa importante è che stasera non si è accontentato del tiro dal perimetro, ma ha anche attaccato il canestro. Deve continuare così perché mette pressione addosso alle difese avversarie". Sulla stessa lunghezza d’onda del coach è stato il commento di Chris Bosh sulla bella prestazione di Bargnani. A proposito di Gasol, Phil Jackson ha raccontato di aver lasciato un messaggio telefonico al neo Laker, scherzando sul fatto di aver provato a dire due parole in spagnolo: "Lui però non mi ha ancora richiamato", ha aggiunto il coach zen, suscitando l’ilarità dei presenti.
Andrea Bargnani: 28 punti (5/11 da due, 4/7 da tre, 6/6 tl), 4 rimbalzi, 3 falli, 1 palla persa in 40’29” .
Toronto: Bosh 22 (7/22), Calderon 17, Parker 12. Rimbalzi: Bosh 15. Assist: Dixon 6.
L.A. Lakers: Bryant 46 (19/28), Vujacic 22 (4/5 da tre), Farmar 13. Rimbalzi: Odom 10. Assist: Odom 8.
gasport
Lupofranco
02-02-2008, 13.23.29
New Orleans cade ancora
Applausi per Belinelli
http://images.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/02_Febbraio/02/nottenba.html) | http://images.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/02_Febbraio/02/nottenba_full.shtml)28 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
Seconda sconfitta consecutiva per gli Hornets, battuti a Sacramento. Golden State travolge Charlotte e l'ex fortitudino realizza 7 punti in 14 minuti, incitato dal pubblico dell'Oracle Arena. New Jersey interrompe la serie nera in trasferta
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/02/02/0JVL2GQF--346x212.jpg Chris Webber ha rinviato il suo debutto con Golden State. Afp
NEW YORK, 2 febbraio 2008 – New Orleans cade a Sacramento. Golden State passeggia contro Charlotte e c'è spazio anche per Belinelli, autore di 7 punti.
Golden State-Charlotte 127-96
di Simone Sandri
I Warriors danno il benvenuto all’applauditissimo ex Jason Richardson distruggendo i Bobcats. Golden State gioca un primo tempo da cinema e alla fine vince con uno scarto abissale: 127-96. Don Nelson, visto il punteggio, regala spazio a Marco Belinelli che fa la sua parte soprattutto nell’ultimo quarto firmando sette punti (1/4 da due, 1/1 da tre e 2/2 ai liberi), in 14’ e giocando con grande dedizione, nonostante il punteggio, in difesa. Beli realizza una tripla dal quoziente di difficoltà altissimo e riceve applausi a scena aperta dal pubblico dell’Oracle Arena. Sicuramente un’iniezione di fiducia per un giocatore che sta attraversando un periodo non facile della sua carriera. Doveva essere la partita d’esordio per il nuovo arrivato Chris Webber, invece l’ex Fab Five rimane in abiti civili. Coach Nelson, infatti, non vuole forzare i tempi e preferisce vedere Webber in allenamento prima di metterlo in campo. Il lungo dei Warriors riceve comunque una buona notizia. CJ Watson, infatti, gli cede il suo numero, il 4, optando per il 23. Golden State mette subito le cose in chiaro e dopo poco più di un quarto ha già un vantaggio di 20 punti. Per J-Rich la serata e’ di quelle lunghissime. Il tiro non entra (alla fine l’ex di Golden State chiuderà con un deludente 2/9 dal campo per 10 punti) nonostante gli applausi del pubblico di Oakland e i compagni non fanno nulla per dargli una mano. A non collaborare, poi, sono soprattutto i Warriors che giocano una partita praticamente perfetta. Baron Davis, dimenticato dagli allenatori Nba che hanno deciso di non convocarlo all’All Star Game, non deve nemmeno sudare e rimane sul parquet solamente 24’. Il vantaggio e’ tale che Don Nelson può dare spazio alle riserve, Marco Belinelli compreso, già nel secondo quarto. Nella ripresa il match rimane competitivo solamente nei primi minuti del terzo quarto. Poi i padroni di casa prendono il largo e l’intensità cala. Si divertono soprattutto i panchinari che alla fine mettono a referto 69 dei 127 punti realizzati da Golden State.
Golden State: Ellis 21 (7/10), Jackson 19, Pietrus, Biedrins 15. Rimbalzi: Azubuike 7. Assist: Jackson 7.
Charlotte: Okafor 20 (9/14), Felton 16. Rimbalzi: Okafor 18. Assist: Dudley, Boykins, McInnis, Wallace, Richardson 4.
gasport
Lupofranco
05-02-2008, 08.32.39
Altro partitone del Mago: 22 punti con 7/10 da 2, 2/4 da 3, 2/2 tiri liberi, 5 rimbalzi, 3 assist, +38 di plus/minus nella vittoria a Miami
si è messo paura delle voci che lo davano in partenza...
Lupofranco
05-02-2008, 10.58.09
Toronto, lezione a Miami
Bargnani dà spettacolo
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Tutto facile per i Raptors contro gli Heat sempre privi di Shaquille O'Neal: l'italiano segna 22 punti con ottime percentuali dal campo, aggiungendo 5 rimbalzi e 3 assist. Buone notizie per coach Mitchell: TJ Ford è tornato sul parquet
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/02/05/0JVQSC0R--346x212.jpg Andrea Bargnani rilassato insieme a Ford, Nesterovic e Bosh. Reuters
NEW YORK, 5 Febbraio 2008 - I Raptors approfittano del momento disastroso attraversato da Miami e rifilano agli Heat la loro più pesante sconfitta, 114-82 il finale, di una stagione da dimenticare. Privi di Shaquille O’Neal e con un Dwyane Wade decisamente deludente i padroni di casa escono dal match già nel primo quarto, quando vanno sotto addirittura di 23 punti. Il passivo tocca anche quota 39 nel secondo tempo, poi Toronto prova a togliere il piede dall’acceleratore ma gli Heat non fanno nulla per rendere il punteggio meno pesante.
ANDREA CRESCE - Continua il buon momento per Andrea Bargnani il quale dopo i 19 punti contro Washington, i 28, conditi da una grande prova, con i Lakers, a Miami si ferma a 22. Dopo aver superato i problemi fisici che si e’ trascinato dietro per diverso tempo, adesso l’azzurro sembra molto più sicuro di sé e anche in Florida mostra grande voglia di fare e in attacco regala diverse giocate da applausi. Bargnani realizza nove punti nei primi minuti di gioco poi, con la gara che perde intensità, riesce comunque a tenere altro il ritmo in attacco e alla fine chiude con 22 punti (7/10 da due, 2/4 da tre, 2/2 ai liberi), cinque rimbalzi e tre assist.
TORNA FORD - Ma le buone notizie per Sam Mitchell non arrivano solamente dai progressi di Andrea Bargnani e dalla precisione al tiro dei Raptors a Miami (59.5% dal campo). Il coach di Toronto, infatti, ritrova TJ Ford. Il playmaker, out dallo scontro con Al Horford degli Hawks avvenuto lo scorso 11 dicembre, torna sul parquet e rimane in campo 18’. La squadra canadese così ritrova la sua eccellente coppia di playmaker, José Calderon, lasciato a casa non senza polemiche dall’All Star Game, e Ford, e può guardare al futuro con grande ottimismo. A Miami brillano anche un immarcabile Chris Bosh e un ottimo Anthony Parker.
DISASTRO HEAT - Umore nero, invece, nello spogliatoio degli Heat. La squadra della Florida e’ in caduta libera e contro i Raptors incassa la sua 19° sconfitta nelle ultime 20 gare. Un ruolino di marcia davvero disastroso che nessuno avrebbe potuto prevedere a inizio stagione. "Toronto, soprattutto nel primo quarto, ci ha dato una lezione – ammette uno sconsolato Pat Riley – adesso dobbiamo farci tutti un bell’esame di coscienza".
Miami: Wright 17 (5/5). Rimbalzi: Johnson 10. Assist: Davis 5.
Toronto: Bosh 24 (8/11), Bargnani 22 (7/10, 2/4), Parker 18. Rimbalzi: Moon 9. Assist: Calderon 10.
gasport
Lupofranco
07-02-2008, 01.15.21
Notiziola dal pianeta NBA che mi sembra di un certo rilievo: Phoenix ha preso Shaq in cambio di Marion e Banks. Non mi pronuncio sullo scambio, una sola cosa è certa: Phoenix ha giocato d'azzardo. Vedremo se avrà avuto ragione.
Lupofranco
09-02-2008, 14.54.28
Toronto-L.A. Clippers 98-102
I Los Angeles Clippers fanno lo sgambetto a Toronto che voleva festeggiare la partita numero 1.000 della franchigia con una vittoria e invece trova una sconfitta non preventivata. I Clippers vincono meritatamente grazie a un Corey Maggette in grande spolvero e alle giocate decisive del rookie Thornton, che nel finale di gara brucia a ripetizione Bosh trovando ottime conclusioni da sotto. I Raptors chiudono il primo tempo in vantaggio 58-50. Bargnani segna 8 punti nella prima metà di gara con 3/6 dal campo e 2/2 dalla lunetta. La partita è divertente e Toronto fa un buon lavoro nel conquistarsi viaggi in lunetta (15/17 nel primo tempo), ma non riesce a prendere le misure a Maggette, autore di 20 punti all’intervallo. Il terzo quarto vede i Raptors subire troppo le iniziative degli avversari, così i Clippers prendono fiducia e si ritrovano avanti 78-77 all’inizio dell’ultimo quarto. Bargnani non si vede molto nel terzo quarto, un po’ dimenticato dai compagni, ma illude nel finale Toronto con l’unica tripla della sua gara che trova finalmente la retina dopo alcune occasioni non andate a buon fine. Il canestro di Bargnani porta i Raptors a 93-96 a 1’08” dalla sirena dopo che Toronto era andata sotto di dieci punti. Ma i Clippers non si fanno sfuggire l’occasione e sono perfetti nelle battute finali. La difesa dei Raptors si aspetta di dover contenere Maggette, ma coach Dunleavy punta a isolare Al Thornton, che sfrutta la propria esplosività battendo Bosh in uno contro uno. Toronto inciampa in una brutta sconfitta e, tra le altre cose, dovrà rivedere la difesa sul perimetro. Per Bargnani, anche se in serata no da dietro l’arco, bene i 6 rimbalzi e lo sforzo difensivo contro Chris Kaman. Andrea Bargnani chiude con 14 punti (4/8 da due, 1/6 da tre, 3/4 tl), 6 rimbalzi, 1 assist, 4 recuperi, 1 stoppata, 1 palla persa e 3 falli in 36’.
Toronto: Bosh 29 (8/17, 13/13 tl), Moon 16. Rimbalzi: Bosh 12. Assist: Calderon 14.
L.A. Clippers: Maggette 35 (9/15), Mobley e Thornton 19. Rimbalzi: Kaman 12. Assist: Dickau 6
gasport
Lupofranco
11-02-2008, 09.21.33
Ottime notizie per Toronto
Molti assist e buon Bargnani
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In Minnesota i Raptors lasciano alle spalle il k.o. contro i Clippers grazie alla grande prova dei play: 10 assist per Calderon e 13 per il ritrovato Ford. Il romano invece cresce ancora ed è il miglior realizzatore dei suoi con 16 punti (3/5 da tre)
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/02/11/0JW208MR--150x189.jpg Bargnani e Nesterovic, un muro contro Craig Smith. Reuters
NEW YORK, 11 febbraio 2008 - La brutta sconfitta casalinga incassata lunedì scorso contro i Los Angeles Clippers non lascia il segno. Toronto, infatti, gioca una buona pallacanestro e a Minneapolis batte senza grossi problemi Minnesota (105-82).
Dopo un discreto primo tempo i Raptors cambiano marcia nel terzo quarto, prendono decisamente in mano le redini del match e mettono alle corde i padroni di casa. Buona la prova di Andrea Bargnani, il quale sta piano piano ritrovando la migliore condizione e sembra pronto per un’accelerata nella seconda parte della stagione. L’azzurro rimane in campo 31' e chiude con 16 punti (2/5 da due, 3/5 da tre e 3/6 dalla lunetta), sei rimbalzi e un recupero. La compagine canadese difende con grande attenzione sull’ex Celtics Al Jefferson, utilizzando spesso il raddoppio, e fa le prove generali della fuga nelle battute finali del primo tempo. Antoine Walker, infatti, riprende Toronto (45-45) a 1’18’’ dal riposo, ma due triple consecutive di un Jose’ Calderon ancora una volta decisivo spingono avanti i Raptors.
Nel terzo quarto Chris Bosh e compagni decidono di spingere sull’acceleratore e Minnesota non riesce a reggere il ritmo. Calderon e’ il solito metronomo ma anche TJ Ford, nonostante una condizione ancora precaria, detta benissimo i tempi. I due playmaker, infatti, mettono a referto la bellezza di 23 assist (10 per lo spagnolo e 13 per Ford) e Toronto con un parziale di 20-8 toglie interesse al match. I Timberwolves non ci credono più e nell’ultimo quarto fanno solamente presenza. Troppo facile, così, per Toronto difendere il proprio vantaggio.
"Quella rimediata contro i Clippers e’ stata una brutta sconfitta – dice Andrea Bargnani – abbiamo giocato bene per buona parte della gara e siamo stati sfortunati nel finale. Questa volta abbiamo mantenuto alta la concentrazione e non li abbiamo fatti rientrare in partita". Buona anche la produzione della panchina dei Raptors mentre tra i padroni di casa si salvano solamente Al Jefferson e l’ex bolognese Marko Jaric.
Minnesota: Jefferson 18 (8/16). Rimbalzi: Jefferson 9. Assist: Telfair 8.
Toronto: Bargnani 16 (2/5. 3/5), Calderon 15. Rimbalzi: Delfino, Bosh 9. Assist: Ford 13, Calderon 10.
gasport
Lupofranco
12-02-2008, 10.28.15
NEW YORK, 12 febbraio 2008 - Super Manu Ginobili (34 punti e 15 rimbalzi) manda al tappeto Toronto. Bene Houston e le due squadre di Los Angeles. Dallas va ancora k.o. in trasferta, mentre Cleveland vince a Orlando con 40 punti di Larry Hughes.
Toronto-San Antonio 88-93
I Toronto Raptors vengono castigati da un grande Manu Ginobili, con la collaborazione di Tim Duncan, e perdono in casa guidati dal vice allenatore Mike Evans, che sostituisce Sam Mitchell assente per lutto familiare. I Raptors si rovinano nel primo tempo in cui giocano con poca energia nel secondo incontro di un back-to-back. Anche San Antonio è reduce dalla partita di Boston, ma entra in campo più determinata rispetto ai padroni di casa. L’unico aggressivo di Toronto è Jose Calderon mentre non entra in partita Bosh, che soffre la difesa fisica degli Spurs. Bargnani ha spazio in attacco ed è molto attivo, ma anche impreciso nel primo tempo che chiude con 2/7 e 9 punti (4 arrivano dalla lunetta), mentre è ancora a zero la sua casella dei rimbalzi. A metà gara, i rimbalzi (25-13 per gli ospiti) sono una delle chiavi del largo vantaggio di San Antonio che conduce 55-40. L’altro motivo è la magnifica serata di Manu Ginobili che segna da ogni posizione e fa segnare i compagni creando occasioni per tutti. L’argentino ha già 21 punti (9/12) all’intervallo, 8 rimbalzi e 4 assist.
Nella ripresa, Toronto si risveglia, Calderon aumenta il ritmo della gara e diventa il pricipale terminale offensivo, e i Raptors riaprono la partita. Gli Spurs segnano solo 13 punti nel terzo quarto e, all’inizio del quarto periodo, Toronto grazie a Delfino e Nesterovic si riporta subito a -4. Popovic corre ai ripari reinserendo Duncan che, insieme a uno stellare Ginobili, tiene insieme l’attacco di San Antonio riallungando il vantaggio. Toronto reagisce nuovamente e va a -2 a 1’20” dalla fine, ma non riesce più a segnare nelle fasi conclusive. Bargnani non vede il campo nell’ultimo quarto perché il coach preferisce affidare Duncan a Nesterovic, uno dei migliori per Toronto. Male invece TJ Ford che gioca solo 8 minuti e mezzo e chiude con 0/4 al campo e poca lucidità in attacco. Ginobili e Duncan catturano insieme 28 rimbalzi.
Toronto: Calderon 27 (12/17), Delfino e Bosh 11. Rimbalzi: Moon, Bosh e Delfino 8. Bargnani chiude con 12 punti (1/7 da due, 2/4 da tre, 4/5 tl), 2 rimbalzi, 1 assist, 1 fallo e 1 palla persa in 28’.
San Antonio: Ginobili 34 (13/22), Duncan 22. Rimbalzi: Ginobili 15. Assist: Ginobili 6.
gasport
Lupofranco
15-02-2008, 00.34.37
Toronto travolge i Nets
con l'aiuto di Bargnani
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Scossa dal caso Kidd, New Jersey non entra mai in partita e al riposo è già sotto 62-41. Il Mago chiude con 14 punti, 3 rimbalzi e 1 assist. Solo panchina, invece, per Belinelli nel successo all'ultimo tuffo dei Warriors sui Suns
http://images.gazzetta.it/Media/Foto/2008/02/14/bosh--346x212.jpg La stella di Toronto Chris Bosh, 23 anni. Afp
New York, 14 febbraio 2008 – Entusiasmante vittoria di Toronto che approfitta di New Jersey in pieno trambusto per la partenza prima annunciata e poi bloccata di Jason Kidd verso Dallas. Passa anche Golden State contro Phoenix, partita tiratissima fino all'ultimo. Per Belinelli ancora panchina.
Toronto-New Jersey 109-91
Poche ore dopo l'accordo tra Dallas e New Jersey che manda Jason Kidd ad affiancare Nowitzki alla ricerca dell'anello, i Nets scendono in campo senza i protagonisti dello scambio (Kidd, Wright e Allen) e non hanno scampo contro una solidissima Toronto. Guidati alla perfezione da Jose Calderon in coppia con un eccellente Chris Bosh, i Raptors approfittano della situazione senza fare sconti all'avversario. Calderon distrugge Marcus Williams che prende il posto di Kidd in quintetto, mentre Bosh parte determinato e concreto sotto canestro segnando 18 punti (7/8) nel primo tempo. I Nets hanno la testa altrove e con Carter e Jefferson in serata no al tiro la partita si chiude in fretta. Una tripla di Calderon allo scadere del secondo quarto manda le squadre negli spogliatoi sul 62-41. Bargnani contribuisce al vantaggio di Toronto con 10 punti nel primo tempo (2/6 e 5/5 dalla lunetta). Su una conclusione da tre, il Mago subisce fallo da parte di Carter che si becca anche il tecnico. L’azione procura 4 punti ai Raptors (un libero di Calderon e tre di Bargnani) e il +20 per Bosh e compagni (59-39). Il secondo tempo è pura accademia per Toronto che sfrutta benissimo i giochi a due tra Calderon e Bosh, che i lunghi dei Nets hanno problemi enormi a contenere. Il Mago continua la sua buona prova, mentre Lawrence Frank quando la sua squadra sprofonda a -30 (88-58) alza bandiera bianca e si mette a fare esperimenti. A fine gara, giunge la notizia che il trade tra Dallas e New Jersey è in sospeso a causa di Deavan George che esercita la sua opzione di rifiutare la cessione. Le cifre di Andrea Bargnani: 14 punti (3/6 da due, 1/3 da tre, 5/5 tl), 3 rimbalzi, 1 assist, 1 palla recuperata, 1 persa e 1 stoppata.
Toronto: Bosh 27 (8/12), Calderon 22 (9/12), Moon 15. Rimbalzi: Bosh e Delfino 9. Assist: Calderon 12.
New Jersey: Jefferson 15 (6/18), Carter 15 (5/15). Rimbalzi: Williams 7. Assist: Carter 7.
gasport
Lupofranco
16-02-2008, 12.04.28
Sophomores dilaganti
Bargnani fa il possibile
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Nell'antipasto di All Star Game, i giocatori del 2° anno travolgono le matricole 136-109. L'azzurro non si piega allo spettacolo a tutti i costi e chiude con 8 punti (4/6 da due e 0/3 da tre) in 17' minuti di gioco. Gibson (Cavs) mvp del match
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/02/16/0JWBA8RR--346x212.jpg Lotta a rimbalzo tra Andrea Bargnani e Luis Scola. Reuters
NEW ORLEANS (Stati Uniti), 16 febbraio 2008 - La sfida Rookies-Sophomores non è sicuramente l'appuntamento più affascinante del weekend, lo dicono anche gli spalti della New Orleans Arena, semideserti nonostante i tantissimi biglietti regalati agli studenti delle scuole della Big Easy. Ma lo spettacolo comunque non manca, grazie naturalmente alle giocate individuali di una sfida che come al solito perde la benché minima intensità dopo pochi minuti. Alla fine vincono i Sophomores 136-109, ma il risultato naturalmente conta fino a un certo punto.
ECCO BARGNANI - Andrea Bargnani, abituato come tutti gli europei a giocare sempre "per i due punti" a partite come questa farebbe volentieri a meno ma in una stagione altalenante, nonostante i progressi delle ultime settimane, essere a New Orleans è comunque una soddisfazione per il giocatore italiano. L’azzurro capisce che di palloni ne vedrà molti pochi e prova a sfruttare tutte le opportunità offensive che ha, aprendo le ostilità con i primi due punti del match. Perentoria schiacciata, alla quale fa seguito un canestro dalla media distanza. Poi un errore da tre. Nei primi 1'40'' di gioco ha, quindi, già tentato tre conclusioni. Dall'altra parte Kevin Durant prova a rubare le luci della ribalta e s'inventa un paio di canestri pregevoli anche se le giocate più spettacolari e applaudite nel primo tempo le firma la matricola di Atlanta Sean Williams.
EUROPEI GIU' - Bargnani, intanto, dopo 8'34'' torna in panchina con quattro punti e 2/6 dal campo. Nemmeno Luis Scola e Juan Carlos Navarro sembrano gradire particolarmente l'atmosfera da schiacciata a tutti i costi della gara e fanno soltanto il minimo indispensabile. I Rookies rimangono avanti fino a metà del primo tempo quando i Sophomores riprendono saldamente in mano il match grazie alle triple di un ottimo Daniel Gibson (21 punti in 10' nella prima frazione). Così i giocatori al secondo anno vanno al riposo avanti 66-52. Nella ripresa il trend non cambia. Andrea prova a giocare come si deve e quando penetra tenta anche lo scarico. Naturalmente nessuno lo imita e tutti pensano a come rimpinguare le proprie statistiche.
GIBSON MVP - Bargnani chiude così con otto punti (4/6 da due e 0/3 da tre) in 17' minuti di gioco. I Sophomores, intanto, archiviano la pratica Rookies già all’inizio della ripresa e negli ultimi minuti si divertono sotto le direttive dello spettatore LeBron James che dalla sua postazione a bordo campo "ordina" al compagno di squadra Daniel Gibson di continuare a tirare per portare a casa il premio di Mvp del match, cosa che puntualmente accade. Gibson mette a referto 33 punti tirando solamente dalla lunga distanza (11/20).
Sophomores: Gibson 33 (11/20 da tre), Gay 22, Farmar, Roy 17. Rimbalzi: Aldridge 9. Assist: Farmar 12
Rookies: Durant 23 (10/19), Horford 19, Williams 17. Rimbalzi: Willams 10. Assist: Conley 8
gasport
Lupofranco
21-02-2008, 10.02.04
Toronto-Orlando 127-110
Con il netto successo di Toronto, la prestazione stellare di Chris Bosh e gli ottimi Calderon e Delfino, passa in secondo piano la prova negativa di Bargnani. Il Mago non entra affatto in partita e dopo un primo tempo chiuso con 2 punti (1/5), un rimbalzo e due falli nei primi sei minuti di gara, rientra nel terzo quarto in cui sbaglia altri tre tiri e aggiunge un rimbalzo, una palla persa e il terzo fallo. Nel quarto periodo Mitchell preferisce affidarsi agli altri lunghi. I Magic hanno Dwight Howard devastante sotto canestro, ma la difesa non trova risposte allo stratosferico Bosh, ai giochi a due di Calderon e ai tiratori di Toronto. I Raptors vanno a +14 dopo il primo tempo ed a +20 alla fine del terzo quarto che chiudono con un ottimo 63% dal campo. Delfino colpisce da tre (5/8) e Calderon lo imita con 2/2 da tre e 8/10 in totale. Ma è Chris Bosh a strabiliare con 40 punti, 14/16 dal cmapo e 11/11 dalla lunetta. Bosh raggiunge l’ex Vince Carter come unici due Raptors a raggiungere quota 40 per quattro volte nella stessa stagione. Le cifre di Andrea Bargnani: 4 punti (1/6 da due, 0/2 da tre e 2/2 tl), 2 rimbalzi, 3 falli e 1 palla persa in 18’36”.
gasport
lakers non male quest'anno
Lupofranco
23-02-2008, 12.44.16
Il Mago delude a New York
Golden State rallenta
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Crawford e Randolph battono Toronto al Madison Square Garden (103-99); Bargnani in campo 14' (con 5 punti). Atlanta rompe la striscia di sei k.o. in fila e schianta i Warriors. Per Belinelli solo panchina
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/02/23/0JWO9WUR--346x212.jpg Quentin Richardson, 27 anni, difende su Carlos Delfino. Reuters
NEW YORK (Stati Uniti), 23 Febbraio 2008 - Toronto cade al Madison Square Garden mentre Golden State si fa superare da Atlanta.
New York-Toronto 103-99
I Knicks, reduci dall’imbarazzante sconfitta rimediata mercoledì a Philadelphia, si riscattano superando Toronto grazie alla caldissima mano del miglior Jamal Crawford della stagione. Al Madison Square Garden delude Andrea Bargnani il quale per le discutibili scelte di coach Mitchell rimane sul parquet solamente 14’ e chiude con cinque punti (0/2 da due, 1/3 da tre e 2/2 ai liberi). L’azzurro si vede fischiare contro due falli evitabilissimi nei primi cinque minuti del match e torna in panchina, poi riappare nel secondo quarto e resta sul parquet anche per i primi cinque minuti del terzo periodo, fino a quando Sam Mitchell decide di toglierlo per tentare la carta del quintetto basso. La mossa non convince più di tanto ma Mitchell non ritorna sui suoi passi e lascia Bargnani in panchina per il resto del match. I Knicks iniziano la gara con la stessa intensità mostrata a Philadelphia e segnano 12 punti nel primo quarto. Poi però nel secondo periodo Crawford suona la carica e il Madison Square Garden si accende. New York concede molto in difesa ma perlomeno trova il canestro con regolarità e torna in partita, grazie anche alla produzione sotto canestro di un ottimo Zach Randolph. La squadra di casa prova a scappare via nel terzo quarto, arrivando anche al vantaggio in doppia cifra. L’ex bolognese Carlos Delfino però è ispirato e i Raptors nei minuti finali riescono a spaventare i Knicks arrivando anche al meno due a un minuto dalla sirena. Ma un canestro un po' fortunoso di Randolph e i liberi di Nate Robinson permettono alla truppa di Isiah Thomas di portare a casa il successo. Il nuovo acquisto Primoz Brezec, dopo aver superato le visite mediche in mattinata a Toronto, raggiunge i suoi nuovi compagni al Madison Square Garden ma non viene inserito nella lista dei 12 da coach Mitchell.
New York: Crawford 43 (9/13, 6/16), Randolph 26. Rimbalzi: Randolph 15, Lee 13. Assist: Crawford 5.
Toronto: Bosh 23 (9/14, 0/1), Delfino, Parker 18, Moon 16, Calderon 15. Rimbalzi: Moon, Bosh 8. Assist: Calderon 6.
Golden State-Atlanta 110-117
Prestazione di grande carattere degli Hawks che non inseguono mai, tengono a bada le velleità di rimonta dei Warriors nel secondo tempo e centrano il successo a Oakland. Atlanta così si mette alle spalle la striscia di sei sconfitte consecutive. Don Nelson deve fare a meno di due titolari fondamentali come Stephen Jackson, la cui caviglia non è ancora guarita e Andris Biedrins, il quale rimarrà fuori per un paio di settimane dopo essere stato operato di appendicectomia. Marco Belinelli va a referto ma tanto per cambiare non si toglie mai la tuta e rimane seduto in panchina per tutto il match. Magistrale il primo tempo degli ospiti. Il nuovo acquisto Mike Bibby detta benissimo i tempi e Joe Johnson crea costanti problemi alla difesa di Golden State. Atlanta prima del riposo segna la bellezza di 68 punti e all’inizio del terzo quarto arriva anche al +23. Ma i Warriors non si arrendono. Baron Davis e Monta Ellis iniziano a trovare ritmo in attacco e Golden State, nonostante la serata poco brillante di Al Harrington, sembra in grado di mettere in piedi la clamorosa rimonta. I padroni di casa, infatti, arrivano al –5 (94-89) ma proprio quando la truppa di Don Nelson fa sentire il fiato sul collo agli Hawks, Atlanta, guidata dal solito Johnson, cambia ritmo e riprende saldamente in mano le redini del match. Gli ospiti, che ricevono 18 punti fondamentali da Salim Stoudamire, difendono il vantaggio nell’ultimo quarto e riescono così a fare lo sgambetto ai Warriors.
Golden State: Davis 35 (10/17, 4/10), Ellis 26. Rimbalzi: Wright 8. Assist: Davis 7.
Atlanta: Johnson 27 (7/18, 3/4), Stoudamire 18, Smith, Bibby 17. Rimbalzi: Williams 14. Assist: Johnson 8.
GASPORT
Lupofranco
25-02-2008, 09.11.31
Bargnani, super serata
Detroit sbanca Phoenix
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Il romano segna 25 punti contro New York e anche Bosh lo elogia: "Va coinvolto dall'inizio". I Pistons vincono di 30 coi Suns. Lakers ok a Seattle ma Bryant viene espulso per lite con l'arbitro
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/02/25/0JWRUKUR--346x212.jpg Andrea Bargnani sbarra la strada a Fred Jones. Reuters
NEW YORK (Usa), 25 febbraio 2008 - Con super Bargnani (25 punti e 7 rimbalzi) Toronto castiga i Knicks. Quattro vittorie esterne nella giornata di domenica. Non sorprendono quelle di Boston, Dallas e dei Lakers. Clamorosa invece quella di Detroit a Phoenix per i 30 punti di scarto. Tutti gli otto incontri si concludono con almeno dieci punti di distacco.
Toronto-New York 115-92
Grazie soprattutto a un ottimo Andrea Bargnani, i Toronto Raptors si vendicano della sconfitta di venerdì al Madison Square Garden e superano i Knicks, che ancora una volta hanno mostrato un attacco basato solo sulle individualità e una difesa disorganizzata che non ha saputo contenere Bargnani dal perimetro. Il Mago parte subito aggressivo e sembra voler mandare un messaggio al coach che l’ha relegato in panchina nell’ultima gara. Bargnani segna 10 punti nel primo quarto, e nel secondo diventa la prima arma offensiva di Toronto quando Bosh esce con due falli a carico. All’intervallo, Bargnani è il top scorer dei Raptors con 15 punti (6/11), ma anche 6 rimbalzi.
New York però è pericolosamente attaccata agli avversari (54-52) e, appena riprende il gioco, Toronto inizia a esprimere tutto il potenziale, determinata a non rischiare nel finale contro un avversario imprevedibile. Con Bosh di nuovo in campo, Toronto allunga nel terzo quarto che chiude 84-67 grazie alla triple di Calderon, Bargnani e Parker. Per il Mago, bravo anche negli scarichi ai compagni liberi, ci sono già 25 punti e 5/10 nelle triple. “È dura – dice Crawford, migliore dei suoi, sulla prova di Bargnani -. È probabilmente l’unico giocatore di quella stazza in tutta la lega a tirare da così lontano. Stasera è partito bene ed ha indirizzato la gara in favore di Toronto.”
La bella prova al tiro dell’azzurro ha messo d’accordo tutti. Secondo Bosh, Bargnani è più efficace quando viene coinvolto subito e può segnare in avvio di gara: “Dobbiamo cercare di farlo partire nel modo giusto. Quanto trova un buon ritmo presto, il suo rendimento migliora nel resto della gara.” “Ho provato a essere più aggressivo dall’inizio - ha spiegato Bargnani -. Eravamo arrabbiati dopo la sconfitta di venerdì. È stata una brutta sconfitta.” Il Mago ha voluto anche sottolineare i progressi di T.J. Ford, autore di 15 punti tutti nel quarto periodo: “È stata la cosa migliore della serata per la nostra squadra. TJ ha giocato ai suoi livelli migliori nell’ultimo quarto”.
I tifosi hanno particolarmente gradito l’esordio dello sloveno Primoz Brezec che in 13 minuti ha tirato con un perfetto 5/5 per 11 punti, ed ha messo in mostra grande voglia di emergere e notevole entusiasmo. Se diventerà un giocatore fisso nella rotazione di Sam Mitchell è ancora da vedere, ma Brezec sembra avviato a diventare il nuovo Matt Bonner, grande beniamino del pubblico di Toronto. Anche Bosh non si aspettava un debutto così scintillante: “Primoz mi ha sorpreso per la sua intensità. Ne abbiamo bisogno, specialmente mentre ci avviamo verso la fine della regular season, che vogliamo chiudere in bellezza. Mi piace quello che ho visto stasera da Brezec”. Le cifre di Bargnani: 25 punti (4/7 da due, 5/10 da tre, 2/2 tl), 7 rimbalzi, 5 assist, 2 stoppate, 2 falli, 1 palla persa.
Toronto: Bargnani 25 (9/17), Bosh 17, Parker 16. Rimbalzi: Moon e Nesterovic 8. Assist: Calderon 7.
New York: Crawford 26 (8/19), Robinson 20. Rimbalzi: Robinson e Lee 8. Assist: Crawford 6.
gasport
Lupofranco
26-02-2008, 09.04.52
Toronto ok a Indianapolis
Ma Bargnani è in serata no
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Dopo l'esaltante prova contro New York, l'italiano delude contro i Pacers, sconfitti 102-98. L'azzurro rimane sul parquet solo 20' e chiude con 2 punti, cinque rimbalzi, due assist e una stoppata
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/02/26/0JWTRQJP--346x212.jpg Andrea Bargnani duella con Jeff Foster. Ap
NEW YORK, 26 febbraio 2008 - Toronto passa a Indianapolis grazie alla produzione della sua panchina. I Raptors si godono il miglior Carlos Delfino della stagione, i progressi di TJ Ford e superano i Pacers 102-98. Dopo l’ottima prestazione offerta contro i Knicks Andrea Bargnani incappa in una serata deludente. Sam Mitchell però non lo aiuta per nulla mostrando ancora una volta un’eccessiva impazienza nei confronti dell’azzurro. Bargnani, infatti, rimane sul parquet solamente 20’ e gioca con il contagocce nell’ultimo quarto, nonostante da un punto di vista dei matchup la presenza del giocatore romano avrebbe potuto creare problemi alla difesa dei padroni di casa.
BOSH E DELFINO SUPER - Bargnani non tira benissimo dal campo e chiude con due soli punti (1/2 da due e 0/3 da tre), cinque rimbalzi, due assist e una stoppata. Indiana, nonostante le pensantissime assenze di Jermaine O’Neal e Jamaal Tinsley inizia con il piglio giusto e mette in grande difficoltà la difesa dei Raptors. Danny Granger sembra ispirato e padroni di casa arrivano anche al +13 ma nel secondo quarto, grazie ai canestri di un eccellente Carlos Delfino e alla produzione sotto canestro di Chris Bosh, i Raptors tornano sotto piazzando un parziale di 12-0. Toronto cambia marcia e prova a distanziare i padroni di casa arrivando al riposo avanti di otto lunghezze. Nella ripresa si esalta Marquis Daniels e i Pacers, dopo un terzo quarto molto positivo, tornano davanti all’inizio dell’ultima frazione. Ma Delfino dalla lunga distanza è micidiale (6/7 da tre) e i Raptors si mettono al sicuro con un parziale di 13-2.
CHE PANCHINA - Indiana va ko e la squadra canadese può festeggiare, oltre al successo, la produzione di un TJ Ford sempre più vicino alla condizione migliore. “TJ è uno dei giocatori più veloci che io abbia mai visto – commenta Granger – quando è in forma fermarlo diventa praticamente impossibile”. Sugli scudi quindi Ford, Delfino e tutta la panchina di Toronto, anche se coach Mitchell preferisce non schierare il nuovo acquisto Primoz Brezec, reduce dall’ottimo esordio contro i Knicks.
Indiana: Granger, Daniels 20, Dunleavy, Murphy 17. Rimbalzi: Granger 10. Assist: Murphy 7.
Toronto: Bosh 24 (7/15), Delfino 23, Ford 16. Rimbalzi: Parker 11, Bosh 10. Assist: Ford 7.
gasport
Lupofranco
28-02-2008, 10.10.47
Bargnani c'è, Ford anche
Toronto spazza Minnesota
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I Raptors vincono 107-85 contro i Timberwolves con 12 punti e 5 rimbalzi in 24 minuti di Andrea. Il regista decisivo nel break, bene anche Bosh che chiude con 28 punti
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/02/28/0JWXGTPR--346x212.jpg Chris Bosh, 23 anni, in entrata contro Ryan Gomes, 25. Reuters
NEW YORK, 28 febbraio 2008 - Minnesota, reduce dal sorprendente quanto meritato successo contro i Jazz, mette in difficoltà i Raptors nel primo quarto, poi la squadra canadese viene fuori alla distanza e i Timberwoves non riescono a tenere il ritmo. Toronto così gioca sul velluto nel secondo tempo e vince 107-85. Andrea Bargnani mostra sprazzi di ottimo basket ma ancora una volta non riesce a conquistare un minutaggio adeguato. Sam Mitchell lo lascia sul parquet solamente 24’, l’azzurro comunque gioca una buona pallacanestro anche se fatica a trovare ritmo dalla lunga distanza. Bargnani alla fine chiude con 12 punti (4/4 da due, 1/5 da tre e 1/1 dalla lunetta), cinque rimbalzi e due assist.
CHRIS & TJ SHOW - I T-Wolves, privi di Antoine Walker il quale secondo il suo allenatore Randy Wittman non accompagna la squadra a Toronto per “un problema con il suo passaporto”, escono dai blocchi a grandissima velocità e dopo pochi minuti sono già avanti di 10 punti. Randy Foye è immarcabile e Minnesota sembra in grado di fare lo sgambetto ai padroni di casa. Ma bastano pochi minuti e i Raptors tornano in carreggiata. Chris Bosh fa venire il mal di testa al lunghi di Minnesota e con un buon secondo quarto Toronto riprende in mano le redini del match. Lo spagnolo Josè Calderon fa la sua parte ma quando entra sul parquet TJ Ford cambia il ritmo alla squadra, dimostrando ancora una volta di essere sulla strada giusta per il pieno recupero.
FUGA PER LA VITTORIA - Toronto scappa via all’inizio del secondo tempo piazzando un parziale di 10-3 e una volta avanti di 15 punti i Raptors non si guardano più indietro, giocando in scioltezza e mantenendo sempre alto il livello di concentrazione. Minnesota così continua a faticare lontano da Minneapolis (2-24 il deludente record in trasferta per i Timberwolves) mentre la squadra canadese conquista il suo quinto successo nelle ultime sei gare. “Abbiamo giocato molto male all’inizio della gara – commenta un TJ Ford decisivo anche contro Minnesota – poi piano piano siamo riusciti a entrare nel match e nel secondo tempo abbiamo fatto ottime cose”.
Toronto: Bosh 28 (11/16, 1/1), Ford 16. Rimbalzi: Bosh, Moon 7. Assist: Calderon 7.
Minnesota: Jefferson 23 (9/12), McCants 19, Foye 18. Rimbalzi: Ratliff 6. Assist: Telfair 7.
gasport
Lupofranco
01-03-2008, 13.01.36
Bargnani c'è, Toronto stecca
http://images.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/03_Marzo/01/tor.html) | http://images.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/03_Marzo/01/tor_full.shtml)29 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
I Raptors battuti in casa dai decimati Pacers 122-111, ma buona la prestazione del romano, impreciso al tiro, ma instancabile in difesa ed aggressivo in attacco. Alla fine chiude con 27 punti e 9 rimbalzi
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/03/01/0JX12VGR--346x212.jpg Andrea Bargnani gal tiro, ostacolato da Mike Dunleavy. Reuters
NEW YORK, 1 marzo 2008 - Contro i decimati Pacers, Toronto stecca e si fa sorprendere. Indiana deve rinunciare agli infortunati Jermaine O’Neal e Jamaal Tinsley e non può contare neppure su Danny Granger, squalificato dalla Nba per una giornata per il duro intervento nei confronti di Andres Nocioni, ma riesce a giocare un’ottima partita, soprattutto dal punto di vista offensivo, e alla fine vince 122-111. Positivo Andrea Bargnani che non tira benissimo dal campo, ma gioca con grande aggressività e alla fine chiude con 27 punti e nove rimbalzi. Una buona risposta quella di Andrea che riesce a farsi rispettare anche senza l’ausilio delle buone percentuali dalla lunga distanza.
Sintomatico il primo quarto dell’azzurro. Bargnani mette a referto solo tre canestri dal campo, due con perentorie schiacciate e il terzo da sotto, trova sempre il primo ferro con il tiro dal perimetro (alla fine della frazione il suo score dirà 3/10), ma dimostra di poter dare il suo contributo anche quando la mano non è caldissima, attaccando con frequenza il canestro. In più Andrea in difesa usa benissimo il proprio corpo lottando nella zona pitturata con Jeff Foster e sugli scambi riesce anche a contenere la penetrazione delle guardie di Indiana. Proprio l’Andrea Bargnani che tutti a Toronto vorrebbero sempre vedere. Il tiro, infatti, è l’ultimo dei suoi problemi, ma la sua abnegazione in difesa e aggressività in attacco si erano viste solo a sprazzi in questo campionato. Con l’andare dei minuti, infatti, Bargnani, ritrova anche ritmo dal perimetro.
Indiana però in attacco gioca davvero bene e Toronto soffre anche a causa del forfait di Chris Bosh. Il lungo di Toronto dopo 10' deve gettare la spugna a causa di un problema al ginocchio destro. I padroni di casa dopo aver inseguito per tutto il primo tempo nel terzo quarto arrivano al –1 (74-73), ma un caldissimo Mike Dunleavy segna 11 punti consecutivi e i Pacers scappano via. Bargnani prova a tenere in partita i Raptors, ma i falli nell’ultimo quarto lo limitano e a 1’42’’ dalla sirena deve tornare in panchina con il suo sesto fischio a carico. Anthony Parker e TJ Ford non bastano, Indiana, infatti, riceve punti fondamentali da Kareem Rush e perfino da Stephen Graham, il quale per alcuni minuti incrocia sul parquet anche il suo gemello Joey, ala di Toronto, e alla fine porta a casa un meritato successo.
Toronto: Bargnani 27 (9/15, 3/10), Parker 25, Ford 15. Rimbalzi: Bargnani 9. Assist: Calderon 11.
Indiana: Dunleavy 36 (5/10, 6/9), Rush 23, Murphy 18, Graham 16. Rimbalzi: Rush 9. Assist: Diener 10.
gasport
Lupofranco
03-03-2008, 09.25.36
Toronto non salta e perde
http://images.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/03_Marzo/03/toronto03.html) | http://images.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/03_Marzo/03/toronto03_full.shtml)0 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
I Raptors, senza l'infortunato Bosh e pessimi a rimbalzo, si fanno battere da Charlotte 110-98 dopo aver chiuso in vantaggio di 10 il primo quarto. Per Bargnani solo 18 minuti e 6 punti
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/03/03/0JX4SJ6F--346x212.jpg Anthony Parker (a sin.), unico a salvarsi di Toronto. Afp
NEW YORK, 3 marzo 2008 - Pessima prestazione dei Raptors i quali privi dell’infortunato Chris Bosh, l’All Star di Toronto dovrà stare fermo almeno una settimana a causa di un problema al ginocchio destro, deludono contro i Bobcats e vengono sconfitti 110-98. Dopo un incoraggiante primo quarto la squadra canadese perde completamente la bussola, si fa dominare al rimbalzo e non riesce più a fare male alla difesa di Charlotte.
POCO ANDREA - Contagiato dal grigiore generale anche Andrea Bargnani che non trova ritmo in attacco e, come spesso succede, finisce per pagare per tutti almeno agli occhi di Sam Mitchell. Il tecnico di Toronto, infatti, lo lascia sul parquet solamente 18 minuti e l’azzurro, che deve anche convivere con i problemi di falli, chiude con numeri deludenti: sei punti (2/5 da due, 0/3 da tre e 2/2 ai liberi), cinque rimbalzi e due stoppate.
RIMONTA - Toronto sembra poter sbrigare senza troppi problemi la pratica Charlotte, una squadra reduce da cinque sconfitte consecutive, e nel primo quarto gioca una buona pallacanestro chiudendo la frazione avanti 32-22. Ma è solo un’illusione. Jason Richardson, infatti, inizia a scaldarsi e crea continui grattacapi alla difesa dei Raptors. I Bobcats con l’andare dei minuti prendono confidenza con il canestro e la squadra canadese non riesce più a trovare brillantezza in attacco.
CONTROLLO - I Raptors, poi, lasciano a desiderare nella zona pitturata e concedono troppi rimbalzi offensivi (ben 18) agli avversari i quali ringraziano e scappano via nel terzo quarto piazzando un parziale da ko di 18-2. Charlotte, che oramai sembra fuori da qualsiasi discorso di postseason e non a caso venerdì ha tagliato il veterano Jeff McInnis, una volta avanti gioca sul velluto e respinge senza grossi problemi il timido tentativo di rimonta dei Raptors nei primi minuti dell’ultimo quarto.
RIMBALZI - L’unico a salvarsi è l’ex stella di Roma e Maccabi Anthony Parker, il quale chiude con 24 punti. Ma non basta di certo per far ritrovare il sorriso a un delusissimo Sam Mitchell. “Non abbiamo preso i Bobcats alla leggera - sottolinea il tecnico di Toronto - però abbiamo sofferto troppo al rimbalzo. La partita si è decisa sotto canestro".
Charlotte:Richardson 30 (7/16, 3/8), Dudley, Felton 17, Carroll 15. Rimbalzi: Okafor 15, Dudley 10. Assist: Felton 8.
Toronto:Parker 24 (8/13, 2/6), Nesterovic 16. Rimbalzi: Humphries, Parker 6. Assist: Calderon 10.
gasport
Mi sa che comincerò a fare il tifo contro Toronto, così è possibile che Mitchell vada a casa... Ieri ho visto il primo tempo, Bargnani parte bene a rimbalzo, 3 in 5' minuti, sbaglia un paio di tiri, commette 2 falli (il secondo molto dubbio) e a 3' dalla fine esce dal campo. Per non rientrare fino alla fine del primo tempo. Senza Bosh. Gli vengono preferiti Humphries e Graham. Inutile girarci troppo attorno, Mitchell non lo ama, non si fida di dargli maggiori responsabilità neanche quando manca Bosh, eppure, ve lo garantisco, il Mago nelle ultime uscite è molto più aggressivo ed è molto più presente a rimbalzo. Quello ricevuto non è un trattamento da prima scelta assoluta del draft, e in America certe celte si cerca di tutelarle. Già l'anno scorso fu determinante l'intervento del managment, dopo che Toronto era partita malissimo: guarda caso, con più minuti a Bargnani, la squadra cominciò a girare. Ecco, questo è un altro coach presuntuoso e sopravvalutato...
Lupofranco
05-03-2008, 09.54.47
Raptors, nuovo scivolone
Il Mago si arrende ai Magic
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A Orlando, Toronto regge l'urto dei padroni di casa fino all'ultimo quarto, quando crolla. La squadra canadese, e Bargnani in particolare, soffre più del dovuto l'assenza di Bosh: finisce 102-87
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/03/05/0JX8L2KP--346x212.jpg Parker dei Raptors cerca di contrastare Nelson che va a canestro. Ap
NEW YORK, 5 marzo 2008 - Seconda brutta prestazione consecutiva per i Raptors i quali privi di Chris Bosh non riescono a mettere in difficoltà i Magic e vengono superati 102-87. Davvero una performance da dimenticare per la squadra canadese che fa troppa confusione in attacco e non riesce ad approfittare della serata poco brillante di Dwight Howard, limitato soprattutto dai problemi di falli. L’All Star di Orlando, infatti, non incide nei primi tre quarti del match (tre soli punti con 1/3 dal campo) ma poi torna a far male alla difesa di Toronto proprio nell’ultimo quarto, realizzando 16 punti. I canestri di Howard permettono così a Orlando di staccare Toronto e di portare a casa il successo.
DELUSIONE - Delude anche Andrea Bargnani il quale non riesce a trovare ritmo in attacco chiudendo con sei punti (2/9 da due, 0/2 da tre e 2/2 ai liberi), cinque rimbalzi e due assist. L’azzurro prova a dare il suo contributo attaccando il canestro, ma non è serata e la mancanza di Bosh finisce per penalizzarlo più del previsto. I Raptors pur giocando una partita non particolarmente brillante, riescono a rimanere aggrappati ai padroni di casa fino all’ultimo quarto, poi però quando Howard accelera Toronto risponde con il solo TJ Ford. Il playmaker tiene vive le speranze della squadra canadese realizzando 13 dei suoi 20 punti nel quarto periodo ma Hedo Turkoglu e soprattutto Howard nelle battute finali fanno la differenza e i Raptors vanno ko.
IL PESO DELL'ASSENTE - “Giocare senza Chris è molto difficile – prova a mettere le mani avanti Sam Mitchell – naturalmente lui è un giocatore fondamentale per la nostra squadra. Ma gli infortuni fanno parte del gioco e non possiamo cercare alibi inutili.” Toronto senza Bosh non riesce a produrre soprattutto nella zona pitturata. Al 2/11 di Bargnani si aggiunge anche un deludente 1/7 di Rasho Nesterovic e un 2/7 di Jamario Moon. I lunghi di Toronto, quindi, staccano e le discrete prestazioni di Anthony Parker e, soprattutto, di TJ Ford, quindi non bastano. Ora Toronto deve tornare in carreggiata il più presto possibile, evitando altri scivoloni già dalla gara di mercoledì contro gli Heat.
Orlando: Turkoglu 24 (8/13, 2/3), Lewis 22, Howard 19. Rimbalzi: Howard 14. Assist: Turkoglu 8. Toronto: Ford 20 (7/11, 1/2), Parker 19. Rimbalzi: Delfino, Parker 9. Assist: Calderon, Delfino 3.
gasport
Lupofranco
06-03-2008, 13.49.36
Che paura per Bargnani!
Una gomitata lo mette k.o.
http://images.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/03_Marzo/06/toronto_0603.html) | http://images.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/03_Marzo/06/toronto_0603_full.shtml)30 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
Facile successo di Toronto a Miami, ma i Raptors vivono attimi di terrore quando Johnson stende l'azzurro con un colpo proditorio al viso: Andrea resta a lungo sul parquet. Tre denti danneggiati, escluse fratture: "Non ricordo nulla dello scontro, ma ora sono più tranquillo"
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/03/06/0JXAIKNP--150x189.jpg Bargnani conclude da sotto sovrastando Johnson e Blount.
NEW YORK (Usa), 6 marzo 2008 - L’assenza di Chris Bosh questa volta non limita Toronto, che a Miami vince al termine di un match dominato dall’inizio alla fine. I Raptors si impongono 108-83 ma Andrea Bargnani spaventa non poco i tifosi della squadra canadese. L’azzurro, infatti, fa trattenere il fiato un po’ a tutti all’American Airlines Arena rimanendo per diversi minuti steso sul parquet dopo un brutto scontro con Alexander Johnson.
Succede tutto all’inizio del secondo tempo. Toronto, anche grazie alla buona vena del giocatore italiano, è avanti 55-44, quando l’azzurro attacca il canestro. Alexander Johnson non trova di meglio da fare che rifilare una gomitata in pieno volto all’ex cestista della Benetton. Bargnani crolla sul parquet e rimane a terra. Si capisce subito che si tratta di qualcosa di serio. Gli arbitri fischiano l’antisportivo a Johnson ma l’azzurro non si rialza. Ci vogliono diversi minuti prima che Bargnani, in chiaro stato confusionale, si rimetta in piedi e torni negli spogliatoi, non prima di aver realizzato entrambi i liberi. I segni della gomitata di Johnson sono subito evidenti sul viso di Bargnani, che va direttamente in sala raggi X. Si teme la frattura dello zigomo ma dopo diversi minuti arriva la buona notizia. Le radiografie escludono fratture, Bargnani e tutti i tifosi di Toronto possono così tirare un sospiro di sollievo.
A fine partita Andrea riesce anche a parlare con i giornalisti. "Sinceramente non ricordo l’impatto – dice l’ex prima scelta assoluta – ho avuto la vista annebbiata per qualche secondo, adesso sto meglio e sono più tranquillo". La bravata di Johnson lascia comunque Bargnani con tre denti danneggiati, un fortissimo mal di testa e diversi lividi sul volto. Ma per via della dinamica del contatto poteva sicuramente andare molto peggio. La squalifica del giocatore di Miami, adesso, sembra scontata.
Toronto, comunque, al di là dello spavento, gioca una signora partita, indirizzando subito il match nella direzione sperata grazie a un parziale di 16-0 nel primo quarto. Bargnani si fa rispettare sia in attacco che in difesa e alla fine chiude con 12 punti (2/7 da due, 2/3 da tre e 2/2 ai liberi), due assist e un recupero in 21’ di gioco. I Raptors, guidati da un eccellente Rasho Nesterovic, dopo un buon primo tempo scappano via nel terzo quarto, approfittando della scarsa intensità difensiva di Miami.
Gli Heat anche in attacco fanno grande confusione e si arrendono senza nemmeno combattere. Alla fine, così, Pat Riley non le manda a dire ai propri giocatori. "Non si può giocare in questa maniera – commenta l'arrabbiatissimo coach al termine della gara - purtroppo c’e’ qualcuno che non ha nemmeno un minimo d’orgoglio. Mi sono stancato degli alibi, adesso chi non ha voglia di giocare rimarrà in panchina fino al termine della stagione".
I Raptors, invece, tornano in Canada con un Bargnani mal ridotto, ma l’azzurro, dopo aver fatto spaventare un po’ tutti, incluso se stesso, sembra convinto di poter scendere in campo già venerdì contro i Wizards.
Miami: Banks 21 (4/5, 3/6), Davis, Wade 16. Rimbalzi: Marion 14. Assist: Banks, Wade 4.
Toronto: Nesterovic 16 (8/11, 0/1). Rimbalzi: Nesterovic 10. Assist: Calderon 13
gasport
Lupofranco
08-03-2008, 10.40.27
Bargnani fa il Mago
ma a Toronto non basta
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Migliore in campo, mette a referto 27 punti, cinque rimbalzi e un assist, ma i Raptors si devono arrendere in casa a Washington che vince 110-106 al supplementare
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/03/08/0JXE6QJP--346x212.jpg Un testa a testa fra Andrea Bargnani (a destra) e Darius Songalia. Ap
NEW YORK, 8 Marzo 2008 - Niente da fare per i Raptors che, sempre privi dell’infortunato Chris Bosh, si devono inchinare davanti ai Wizards. Toronto inizia nel peggiore dei modi, poi torna in partita grazie a un buon terzo quarto. ma alla fine si fa superare 110-106 al supplementare. Ancora una volta Andrea Bargnani gioca un’ottima partita tra le mura amiche.
TRASCINATORE - L’azzurro, regolarmente in campo nonostante il brutto fallo subito mercoledì a Miami, tiene in partita i padroni di casa nel loro momento peggiore, il primo quarto, trascina il match al supplementare realizzando due liberi nel finale e alla fine chiude con 27 punti (4/9 da due, 5/9 da tre, 4/6 ai liberi) cinque rimbalzi e un assist in 48’ di gioco. Toronto nel primo quarto fa tantissima fatica in attacco. Bargnani realizza tutti i primi otto punti messi a referto dalla squadra di casa che va sotto anche di 11 lunghezze non riuscendo a contenere Antawn Jamison e un sorprendente Darius Songaila.
WIZARD PELLE DURA - I Raptors nel primo quarto segnano 20 punti (10 firmati dal giocatore italiano) e possono considerarsi fortunati se devono inseguire solamente di nove lunghezze. Nel secondo periodo sale in cattedra Carlos Delfino, Bargnani firma un paio di triple pensati e Toronto prova ad accorciare lo svantaggio, ma i Wizards in attacco continuano a farsi rispettare e vanno al riposo avanti 53-45. Nel terzo quarto però si scalda Jose Calderon. Lo spagnolo inizia a trovare confidenza con il canestro e Washington, sempre priva del solito Gilbert Arenas (il cui rientro però sembra vicino) e di Caron Butler, va in affanno. Toronto piazza un parziale da ko (16-0) e prende in mano le redini del match. I Wizards però traballano ma non vanno al tappeto e rispondono al break dei padroni di casa giocando alla grande nell’ultima frazione.
MINUTI FATALI - La gara si decide negli ultimi minuti. Un canestro di DeShawn Stevenson porta gli ospiti al +2 ma Andrea Bargnani, mandato in lunetta dal fallo di Jamison, realizza due liberi a 13’’ dalla sirena, trascinando il match al supplementare. Nell’overtime Andray Blatche e Jamison trovano canestri pesanti e i Wizards così riescono a violare il parquet dell’Air Canada Center. “L’assenza di Bosh ci penalizza molto – commenta Anthony Parker – ma non dobbiamo cercare alibi. La verità è che non siamo riusciti a produrre nei momenti importanti del match”.
Toronto: Bargnani 27 (4/9, 5/9), Calderon 20, Delfino 17, Parker 15. Rimbalzi: Nesterovic 12. Assist: Calderon 9.
Washington: Jamison 25 (8/18, ¼), Mason 18. Rimbalzi: Jamison 16. Assist: Stevenson 7.
gasport
grande mago però c'è una grande differenza tra est ed ovest
Lupofranco
09-03-2008, 21.01.49
Bargnani esce alla distanza
Toronto rimonta Seattle
http://images.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/03_Marzo/09/toronto_0903.html) | http://images.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/03_Marzo/09/toronto_0903_full.shtml)0 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
I Raptors faticano per un tempo, con l'azzurro impreciso (2/11 dal campo). Poi insieme ad Andrea cresce la squadra e arriva il successo (114-106). Per Bargnani 47 minuti, con 16 punti e 7 rimbalzi
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/03/09/0JXH7QJR--346x212.jpg Kris Humpries difende palla contro Petro. Reuters
NEW YORK, 9 marzo 2008 - Reduce dalla sconfitta casalinga contro Washington, Toronto non si fa condizionare da un brutto inizio di gara, produce un’ottima pallacanestro nella ripresa e supera Seattle 114-106.
I Sonics giocano come una squadra che non ha nulla da chiedere alla classifica e nel primo quarto fanno venire il mal di testa ai Raptors. L’assenza di Chris Bosh si fa sentire soprattutto in difesa. Chris Wilcox, infatti, domina l’area e Seattle prova a scappare via a metà della prima frazione piazzando un parziale di 14-2. Rasho Nesterovic e Jamario Moon si muovono tantissimo in attacco, riuscendo anche a trovare qualche canestro inaspettato, ma manca la fluidità di manovra. Non riesce a risolvere i problemi offensivi della squadra canadese nemmeno Andrea Bargnani. Il giocatore romano, infatti, litiga con il canestro e non riesce a trovare la retina anche con conclusioni per lui abbastanza agevoli. L’azzurro chiude un primo quarto deludente con 1/7 dal campo.
Seattle non si raffredda nemmeno nella seconda frazione e continua a tirare con percentuali eccellenti. Toronto però trova punti fondamentali dalla panchina. Kris Humphries, Jason Kapono e soprattutto un eccellente Carlos Delfino riportano la squadra canadese in partita. La truppa di Sam Mitchell così va negli spogliatoio sotto 58-54 (nonostante Seattle chiuda con un eccellente 65% al tiro) ma con l’inerzia di un match iniziato nel peggiore dei modi nelle proprie mani. Primo tempo decisamente sottotono, invece, per Andrea Bargnani (2/11 dal campo per quattro punti). I padroni di casa rientrano sul parquet con un’altra intensità e tornano davanti segnando i primi sei punti del secondo tempo. Anthony Parker si infiamma nel terzo quarto e prende per mano Toronto. I Raptors giocano decisamente meglio in attacco e a metà della frazione piazzano un parziale di 8-0 che fa traballare Seattle. Bargnani, com’e’ giusto che sia, non si fa condizionare dalle sue percentuali e continua a tirare, trovando un paio di ottimi canestri dal perimetro. Non si raffredda Nesterovic, che continua a produrre dalla zona pitturata, così Toronto chiude un eccellente terzo quarto (35 punti per i canadesi nella frazione) avanti 89-79. Una volta davanti Toronto mantiene alta la concentrazione e nell’ultimo quarto protegge senza grossi problemi il vantaggio, andando a vincere in scioltezza.
Andrea Bargnani chiude con 16 punti (6/14 da due, 0/7 da tre e 4/4 ai liberi) sette rimbalzi e due assist in ben 47’ di gioco.
Toronto: Parker 23 (6/11, 2/3), Nesterovic 17, Bargnani 16, Delfino 15. Rimbalzi: Bargnani 7. Assist: Nesterovic 6.
Seattle: Wilcox 28 (10/16, 0/1), Durant 20. Rimbalzi: Wilcox 10. Assist: Ridnour 9.
gasport
Wolves80
10-03-2008, 11.12.08
Ma Bellinelli? :eh?: :eh?: :eh?:
IL NAPOLETANO
10-03-2008, 11.43.04
uagliù....ma con queste ultime fiammate il MAGO ha migliorato le cifre dell'anno scorso?
sarebbe importante, gli americani ci tengono a ste cose....
Lupofranco
10-03-2008, 21.58.56
http://www.nba.com/playerfile/andrea_bargnani/career_stats.html
Belinelli alterna n.e. a non convocazioni. Ma son sicuro che l'anno prossimo sarà diverso
OldSoccer
10-03-2008, 22.04.18
http://www.nba.com/playerfile/andrea_bargnani/career_stats.html
Belinelli alterna n.e. a non convocazioni. Ma son sicuro che l'anno prossimo sarà diverso
Sarà con la Scandone, nevvero ? D'altronde come si fa a resistere alla soppressate di Ercolino e alla pizza chiena della signora Gina ? :fuma:
IL NAPOLETANO
10-03-2008, 22.04.33
sostanzialmente è ancora SOTTO, sebbene abbia fatto qualche partita in più dell'anno scorso da vera star NBA.
E' incredibile quanto alcune voci siano pazzescamente immutate da un anno all'altro...resta comunque il dato dei punti fatti e della percentuale al tiro più bassi.
Deve tirarle su.
Ma Bellinelli? :eh?: :eh?: :eh?:
deve pulire le scarpe e il parquet al barone:schiatta: :schiatta: :schiatta:
Lupofranco
12-03-2008, 12.25.00
Bene il Mago, Kobe di più
http://images.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/03_Marzo/12/toronto.html) | http://images.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/03_Marzo/12/toronto_full.shtml)13 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
Andrea Bargnani segna 15 punti con 6 rimbalzi e 6 assist nella sconfitta 117-108 di Toronto sul campo dei Los Angeles Lakers. Bryant protagonista con 34 punti
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/03/12/0JXLS1SR--346x212.jpg Andrea Bargnani, 22 anni, a rimbalzo contrastato da Radmanovic, 27. Reuters
NEW YORK, 12 marzo 2008 - Toronto, sempre priva di Chris Bosh, gioca la sua onesta partita e rende la vita difficile ai Lakers. Kobe Bryant però fa la differenza e la squadra di Los Angeles alla fine vince 117-108. I Lakers iniziano senza la giusta intensità e Toronto pur non tirando benissimo riesce a rimanere a galla. Andrea Bargnani viene dimenticato in attacco nel primo quarto, realizza l’unica conclusione dal campo che tenta, poi a metà della frazione deve tornare in panchina dopo essersi visto fischiare contro il suo secondo fallo. La squadra di casa ci mette un po’ a carburare e fa fatica contro l’aggressiva zona di Toronto. Ma il solito Kobe Bryant risolve, almeno parzialmente, i problemi di Phil Jackson realizzando 13 punti nel primo quarto. I Raptors, comunque, chiudono la frazione avanti 25-22.
PRIMO TEMPO - Nel secondo quarto coach Jackson prova a dare la scossa alla sua truppa mettendo sul parquet il dimenticato Coby Karl, raramente utilizzato in questa stagione, e il figlio del tecnico di Denver fa il suo dovere. Los Angeles sembra un po’ svogliata, ma con il tiro dalla lunga distanza (un eccellente 9/17 da tre nel primo tempo) ritorna davanti, arrivando anche al +7. Sam Mitchell rimette Bargnani sul parquet a 6’20’’ dal riposo e l’azzurro negli ultimi minuti del primo tempo realizza sette punti, mostrando un’ottima vena in attacco. Toronto però fa fatica a contenere Kobe Bryant e un buon Derek Fisher e va al riposo sotto 58-52.
SECONDO TEMPO - Stando alle statistiche va ancora di lusso alla compagine canadese che concede ben il 57% dal campo ai Lakers nel primo tempo, contro il 42% dei Raptors. Nel terzo quarto la musica non cambia. I Lakers controllano la gara senza brillare più di tanto, ma Toronto riesce a rimanere aggrappata ai padroni di casa. TJ Ford fa venire il mal di testa alle guardie di Los Angeles ma Kobe ogni volta che accelera diventa immarcabile. Andrea Bargnani sembra in palla ma Sam Mitchell lo manda in panchina nelle battute finali del terzo quarto e si dimentica di lui, riportandolo sul parquet solamente a 3’36’’ dalla sirena con Toronto indietro di 10 lunghezze.
EPILOGO - I Raptors non si arrendono e un bel canestro dell’azzurro a un minuto dalla sirena li riporta al –6. La tripla di Derek Fisher sul susseguente possesso offensivo di Los Angeles però chiude ogni discorso. Un buon Andrea Bargnani mette a referto 15 punti (4/6 da due, 1/4 da tre e 4/4 ai liberi), sei rimbalzi e sei assist in 29’ di gioco.
Los Angeles: Bryant 34 (8/12, 4/8), Odom 20, Fisher 18. Rimbalzi: Odom 9. Assist: Bryant 7.
Toronto: Ford 28 (10/22 1/1), Parker 21, Nesterovic 18, Bargnani 15. Rimbalzi: Nesterovic 8. Assist: Bargnani, Calderon 6.
gasport
Senza parole
Lupofranco
13-03-2008, 10.09.26
Salta il derby italiano
Davis stende Toronto
http://images.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/03_Marzo/13/toronto_1303.html) | http://images.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/03_Marzo/13/toronto_1303_full.shtml)10 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
Golden State continua a ignorare Belinelli, solo Bargnani gioca la sfida alla Oracle Arena. I Raptors rimontano dopo un pessimo primo tempo ma nel finale decide il veterano (10 punti e 6 assist nell'ultimo quarto). Per Bargnani, trascurato dai compagni nei primi due quarti, 14' in 31 minuti
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/03/13/0JXNLB5R--346x212.jpg Baron Davis taglia in due la difesa di Toronto. Reuters
NEW YORK, 13 marzo 2008 - Avrebbe dovuto essere una di quelle date da sottolineare con la matita rossa per tutti gli amanti della pallacanestro italiana. Golden State-Toronto, il “derby italiano”, la sfida tra Andrea Bargnani e Marco Belinelli. Ma purtroppo in questo momento del bolognese si sono perse le tracce. A Don Nelson, infatti, del derby italiano non importa nulla e tanto per cambiare lascia l’ex stella della Fortitudo in panchina per tutto il match. Il derby così diventa decisamente insipido.
SUPER ELLIS - Golden State, comunque, non si fa troppi problemi, supera Toronto 117-106 al termine di un match intenso e divertente, e conquista così la sua settima vittoria nelle ultime otto gare. Un successo però sudato, nonostante un primo tempo nel quale i Warriors giocano sul velluto. Toronto, infatti, ci mette davvero tanto a carburare e nel primo quarto non riesce a rallentare l’attacco dei padroni di casa. Monta Ellis fa quello che vuole e i Raptors subiscono senza mai rispondere, concedendo così ben 35 punti (contro i soli 17 dei canadesi) a Golden State nella frazione. Andrea Bargnani viene completamente dimenticato dai compagni in attacco e chiude il primo tempo senza punti a referto.
AFFIDABILITA' FORD - Toronto però nel secondo quarto riesce a rispondere allo strapotere dei Warriors, che arrivano anche al +20, grazie ai canestri di un TJ Ford in forte crescita. Con l’ex giocatore di Texas sul parquet l’attacco della squadra canadese acquista imprevedibilità e Toronto così torna sotto. Cresce anche Anthony Parker e la truppa di Sam Mitchell ritrova fiducia. Golden State in attacco continua a fare male, anche senza l’ausilio di una delle sue armi preferite, il tiro dalla lunga distanza (alla fine i padroni di casa chiudono con un deludente 5-23 da tre), ma Toronto nella ripresa risponde colpo su colpo. Inizia a produrre anche un Andrea Bargnani finalmente cercato con una certa continuità in attacco. La partita diventa interessante e nell’ultimo quarto l’Oracle Arena si infiamma. Toronto riprende Golden State a 7’45’’ dalla sirena e, grazie ai troppi falli evitabili di Baron Davis e compagni, entra anche nel bonus, complicando così i piani di Don Nelson. Ma appena Davis sente il fiato degli avversari sul collo cambia marcia. "Il Barone", infatti, prende per mano i Warriors mettendo a referto 10 punti e sei assist nel quarto periodo. Ellis e Jackson ritrovano confidenza con il canestro, Golden State scappa e Toronto va così ko.
Andrea Bargnani chiude con 14 punti (3/6 da due, 2/3 da tre e 2/4 ai liberi), tre rimbalzi, tre assist e una stoppata in 31’ di gioco.
Golden State: Ellis 33 (14/19), Davis 23, Jackson 19. Rimbalzi: Pietrus 8. Assist: Davis 15.
Toronto: Ford 23 (8/16, 0/2), Parker 22. Rimbalzi: Parker 9. Assist: Ford 8.
gasport
Lupofranco
15-03-2008, 22.31.40
Toronto, notte da incubo
Bargnani dimenticato
http://images.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/03_Marzo/15/notteNBA_1503.html) | http://images.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/03_Marzo/15/notteNBA_1503_full.shtml)41 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
Senza Bosh i Raptors travolti a Denver 137-105. Mitchell lascia in campo l'italiano solo 13'. Si salva solo Nesterovic. E' la quarta sconfitta nelle ultime 5 gare. Caso Garbajosa: linea dura con la federazione spagnola
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/03/15/0JXR0X2R--346x212.jpg Andrea Bargnani chiuso da Iverson e Martin. Reuters
NEW YORK, 15 marzo 2008 - Prestazione da dimenticare per i Raptors che concedono tantissimo all’attacco dei Nuggets e finiscono per farsi superare 137-105. Ancora una volta pesa come un macigno l’assenza dell’infortunato Chris Bosh. Toronto esce subito dal match concedendo qualcosa come 44 punti nel primo quarto e 79 nel primo tempo. Non si salva dal grigiore generale nemmeno Andrea Bargnani il quale però ancora una volta non riceve un minutaggio decente da parte di coach Mitchell. Il tecnico di Toronto, infatti, lascia l’azzurro sul parquet per soli 13’ e Andrea chiude una gara sicuramente non brillante con sei punti (2/4 da due, 0/3 da tre, 2/2 ai liberi), due rimbalzi, un assist e un recupero.
SUPER IVERSON - Denver getta subito le basi per il suo quinto successo casalingo consecutivo giocando un basket stellare in attacco nel primo tempo, reso ancora più produttivo dalla scarsa intensità difensiva dei Raptors. Allen Iverson dimentica i suoi problemi fisici (il play di Denver deve convivere con la frattura di un dito della mano destra) e fa da subito la differenza. Un Rasho Nesterovic in un eccellente momento di forma prova a tenere a galla Toronto ma Denver nel primo tempo è assolutamente infallibile dal campo e i Raptors alzano bandiera bianca già nel terzo quarto. "In questo momento non difendiamo contro nessuno – commenta deluso Sam Mitchell – quando difendi così alla fine non puoi che perdere".
CONTRO LA SPAGNA - Insieme alla buona condizione del lungo sloveno le uniche buone notizie per coach Mitchell arrivano dalle discrete performance di Carlos Delfino e Anthony Parker. I Raptors non riescono a trovare ritmo dalla lunga distanza, chiudendo il match con 3/12 da tre. La squadra canadese, che non può certo prescindere da Chris Bosh, incassa così la sua quarta sconfitta nelle ultime cinque gare. Toronto intanto ha deciso di usare il pugno di ferro contro la federazione spagnola rea di non aver ancora pagato la cifra pattuita per l’assicurazione di Jorge Garbjaosa durante gli Europei dello scorso settembre.
Denver: Iverson 28 (9/11, 0/1), Anthony 22, Atkins 17. Rimbalzi: Camby 10. Assist: Camby, Anthony 6.
Toronto: Parker 19 (5/9, ½), Delfino 16, Nesterovic 15. Rimbalzi: Delfino, Moon 7. Assist: Calderon 7.
gasport
Lupofranco
17-03-2008, 15.57.17
Toronto, altro passo falso
http://images.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/03_Marzo/17/toronto17.html) | http://images.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/03_Marzo/17/toronto17_full.shtml)34 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
Quarta sconfitta consecutiva per i Raptors, battuti 106-100 a Sacramento. Ancora assente Bosh, poco utilizzato Bargnani (17' con 5 punti e 3 rimbalzi). Tra i Kings svettano da Martin e Udrih
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/03/17/0JXUXW7R--346x212.jpg Bargnani (a destra) e soci avviliti in panchina. Reuters
NEW YORK, 17 marzo 2008 - Quarta sconfitta consecutiva per i deludenti Raptors che steccano anche a Sacramento e vengono superati 106-100. Ancora una volta priva di Chris Bosh, il quale potrebbe tornare disponibile per il match di mercoledì contro gli Heat, la truppa di SamMitchell fa fatica soprattutto in difesa, mostrando anche pericolosi limiti caratteriali.
POCO MAGO - Non incide Andrea Bargnani, limitato dai falli e dalla solita eccessiva prudenza di coach Mitchell. L’azzurro, infatti, si vede fischiare contro due falli nei primi sette minuti del match e torna in panchina fino a metà del secondo quarto. Nella ripresa, poi Andrea incappa in altri due fischi nei minuti iniziali, va a sedersi a 7’56’’ dalla fine del terzo quarto non viene più schierato dal tecnico di Toronto, nemmeno quando nel finale la squadra canadese avrebbe bisogno di un tiratore dalla lunga distanza per ridurre il passivo. Una scelta quantomeno curiosa. Il cestista romano così chiude il match con cinque punti (1/5 da due, 1/2 da tre) e tre rimbalzi in soli 17’ di gioco.
GRINTA - Sacramento mostra di voler subito dimenticare la brutta performance offerta a Phoenix sabato sera e parte con grande aggressività mettendo in difficoltà la difesa dei Raptors grazie ai canestri di Kevin Martin e alla buona regia dell’ex-milanese Beno Udrih. Nel secondo quarto però Jason Kapono riesce a dare la scossa alla truppa di Sam Mitchell e i Raptors, guidati ancora una volta da un Rasho Nesterovic in un eccellente momento di forma, tornano sotto, arrivando al riposo in ritardo di sole quattro lunghezze (53-49).
TENTATIVO - La tripla di Bargnani in apertura di terzo quarto riporta Toronto al -1, poi però Kevin Martin realizza 11 punti nell’arco di due minuti e i padroni di casa riprendono saldamente in mano le redini del match. La squadra canadese non si arrende e nell’ultimo quarto tenta la rimonta. I liberi di Carlos Delfino permettono ai Raptors di tornare a -1 a 2’59’’ dalla sirena. Mitchell si rifiuta di reinserire Andrea Bargnani e Sacramento piazza un parziale di 6-0 che mette gli ospiti con le spalle al muro. L’ennesimo canestro di un ottimo Jason Kapono riavvicina i Raptors a 23’’ dalla fine del match (99-96), ma non cambia nulla perché Martin dalla lunetta toglie ogni speranza alla squadra di Sam Mitchell.
Sacramento: Martin 32 (7/18, 2/3), Artest 19, Moore 18, Udrih 15. Rimbalzi: Miller 11, Artest 10. Assist: Udrih 7. Toronto: Kapono 26 (10/13, 2/6), Nesterovic 20. Rimbalzi: Nesterovic 8. Assist: Calderon 9.
Simone Sandri
gasport
houston 22 vittorie consecutive:preghiera:
Boston passa a San Antonio
Utah le suona a Toronto
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Impresa dei Celtics che rimonta dai -22 e manda a tutti un messaggio in chiave playoff. Orlando vince con le triple contro Cleveland e Atlanta passa a Washington. I Jazz senza pietà: 19° successo casalingo consecutivo, per Bargnani solo 5 punti
L'esultanza di Paul Pierce per il successo a San Antonio. Afp
NEW YORK (Stati Uniti), 18 marzo 2008 - Niente da fare per i Raptors che s'inchinano davanti ai Jazz, ancora una volta insuperabili a Salt Lake City. Utah vince 96-79 e conquista così il suo 19° successo casalingo consecutivo, eguagliando un primato della franchigia. Toronto però può recriminare per uno scellerato inizio di quarto periodo che va a vanificare l'ottima pallacanestro messa in mostra nel terzo quarto. Sul banco degli imputati deve salire TJ Ford che non solo delude, ma perde le staffe e si fa espellere.
LA PARTITA - Il primo tempo non è sicuramente memorabile per Toronto. I Raptors, sempre privi di Chris Bosh, faticano a decollare e Utah ne approfitta per provare a distanziare gli ospiti. Andrea Bargnani nei primi due quarti fa fatica e all’intervallo torna negli spogliatoi senza punti a referto (0/5 dal campo) ma con tre falli a carico. Toronto, che nel primo tempo tira con un deludente 35%, è sotto 47-38 e può perfino ritenersi fortunata se il passivo non è più pesante. Nella ripresa però la musica cambia. Andrea Bargnani trova ritmo in attacco e firma 5 punti nei primi minuti de terzo quarto, Josè Calderon, poi, sale in cattedra e la squadra canadese, con un parziale di 13-5, torna in partita. Bargnani a 6'09'' dalla fine del quarto commette il suo quarto fallo sfondando su un Carlos Boozer abile a ingigantire il contatto. Questa volta però Sam Mitchell decide di dare fiducia ad Andrea che rimane sul parquet e dimostra di poter difendere anche con problemi di falli. Una bella risposta quella del giocatore italiano troppo spesso frettolosamente mandato in panchina da coach Mitchell ai primi problemi di falli. Toronto tiene bene il campo anche perché Utah non ha più la stessa fiducia del primo tempo. Williams e Calderon, intanto, lottano come due pugili, dando vita a un duello bellissimo. I Raptors chiudono la terza frazione in crescendo e appaiati (65 pari) ai padroni di casa. Tutto però si complica maledettamente all'inizio dell'ultimo quarto. Andrea Bargnani deve tornare negli spogliatoi dopo aver ricevuto, proprio nell'ultimo confuso possesso offensivo della frazione, una gomitata in pieno volto dal compagno Jamario Moon. Nulla di grave ma l'azzurro non rientra più sul parquet. Mitchell, poi, manda Calderon a rifiatare e affida la squadra a un nervosissimo TJ Ford che non solo commette un paio di turnover evitabili e difende con approssimazione, ma decide anche di farsi espellere a 6'58'' dalla sirena dando in escandescenza con gli arbitri dopo aver commesso un netto fallo in attacco. Intanto Utah scappa via piazzando un parziale da ko: 24-4. Il finale di gara è pura accademia e Toronto incassa così la sua quinta sconfitta consecutiva. Andrea Bargnani chiude con cinque punti (1/8 da due, 1/3 da tre), tre rimbalzi e una stoppata in 24’ di gioco.
Utah: Williams 21 (6/15, 2/2), Korver 17. Rimbalzi: Boozer 10. Assist: Price 5
Toronto: Calderon 16 (4/10, 2/2). Rimbalzi: Nesterovic 12. Assist: Calderon 7
I Celtics alzano un muro
Si ferma la corsa di Houston
Boston difende alla grande e s'impone 94-74 sul campo dei Rockets che interrompono a quota 22 la striscia di vittorie. Bryant trascina i Lakers al successo a Dallas con un grande Nowitzki che sbaglia il tiro del sorpasso
Kevin Garnett, 31 anni, va a schiacciare contrastato da Luis Scola, 27. Afp
NEW YORK, 19 marzo 2008 - I Celtics interrompono la striscia vincente di Houston, confermandosi la migliore squadra della Lega. Grande vittoria dei Lakers a Dallas, malgrado la rimonta dei texani dal -21. Detroit regola Denver con un festival offensivo, Phoenix passa a Portland e Miami vince la prima partita del mese.
Houston Rockets-Boston Celtics 74-94
Niente 23ª vittoria consecutiva per Houston, a fermare la storica striscia vincente della squadra di Adelman ci hanno pensato i Boston Celtics, al momento i numeri uno della Lega. Dopo la vittoria di San Antonio, un ulteriore legittimazione della propria forza contro le squadre dell’Ovest (sempre senza Ray Allen), mantenendo a 13 punti e 5/15 dal campo la coppia McGrady-Battier. Dopo una prima metà di gara in equilibrio assoluto (40-40), i Celtics sono volati via nel terzo quarto. Un parziale di 13-3 costruito da Rajon Rondo (6 punti) e Garnett (4) ha portato gli ospiti sul +13 (60-47), e i Rockets non hanno più trovato la chiave per battere la difesa di Boston (34 punti e 11/33 dal campo nella seconda metà della partita). Il massimo vantaggio per gli ospiti arriverà alla fine dell’ultimo periodo (94-69) con un Leon Powe inatteso protagonista dalla panchina (8/12 dal campo in 20’). “Mi è piaciuto tantissimo il modo in cui abbiamo difeso stasera”, ha detto poi Garnett, “abbiamo giocato con molta energia”. Gli fa eco Tracy McGrady: “Non ho mai visto nessuno difendere in questo modo: se giocano così ogni sera l’intera NBA è nei guai”. Quanto alla striscia vincente interrotta, in casa Rockets non se ne fa un dramma: “Abbiamo compiuto qualcosa di grande, e avremo qualcosa da raccontare ai nostri figli”.
Houston: Scola 15 (6/12, 3/6 tl), Alston e Harris 12, Brooks 10. Rimbalzi: Scola 8. Assist: McGrady 8.
Boston: Garnett 22 (9/20, 0/1, 4/4 tl), Powe 21, Pierce 20. Rimbalzi: Garnett 11. Assist: Pierce 5.
Dallas Mavericks-Los Angeles Lakers 100-102
Partita dai due volti: alla fine l’hanno spuntata i Lakers nel finale, dopo aver chiuso i primi due quarti con ben 21 lunghezze di vantaggio (59-38, con Bryant già a quota 20) prima di subire il recupero dei padroni di casa.
I Mavs, infatti, hanno prodotto uno spaventoso parziale di 23-3 a cavallo degli ultimi due quarti di gioco (74-79, con 9 punti di Nowitzki e 12 di Terry nel parziale), e a tenere avanti i Lakers ci ha pensato uno scatenato Radmanovic (3 triple in 2’, 90-78 a 7’31 dalla fine). Dallas però non cede: Josh Howard segna 6 punti in fila, e con due triple consecutive di Nowitzki è addirittura -1 (97-98 a 41” dalla sirena). Terry sbaglia il tiro del pareggio dopo i liberi di Odom, ma mette quello del nuovo -1 con 4” da giocare (100-101), commettendo fallo su Fisher subito dopo: il playmaker dei Lakers fa 1/2 dalla lunetta, ma Nowitzki sbaglia allo scadere il tiro del possibile sorpasso.
Dallas: Nowitzki 34 (8/16, 3/6, 10/12 tl), Howard e Terry 19. Rimbalzi: Nowitzki 11. Assist: Kidd 7.
L.A Lakers: Bryant 29 (10/19, 2/4, 3/6 tl), Radmanovic 21, Odom 17, Turiaf 11. Rimbalzi: Odom 17. Assist: Bryant 7.
Detroit Pistons-Denver Nuggets 136-120
Dopo aver vinto segnando 84 punti contro San Antonio, i Pistons danno dimostrazione di poter giocare anche con un avversario e uno stile contrapposto, battendo i Nuggets sul proprio terreno (42 assist, +28 a rimbalzo, oltre il 60% dal campo). Billups e compagni hanno approfittato delle croniche carenze difensive di Denver, sottolineate a fine gara dal coach George Karl, per chiudere avanti di 22 lunghezze a metà gara con un clamoroso 73-51. Denver rientrerà fino al -10 con un parziale di 16-2 (9 di Anthony) sull’83-73 a 4’35 dalla fine del terzo quarto, ma i padroni di casa non gli concedono di avvicinarsi oltre.
Detroit: Hamilton 24 (9/16, 2/3), Wallace 21, Maxiell 18, Hayes 17, Billups 14, Prince 13, Stuckey 11. Rimbalzi: McDyess e Maxiell 7. Assist: Billups 10.
Denver: Anthony 27 (6/12, 2/3, 9/12 tl), Iverson 20, Martin 16, Camby 15, Najera, Kleiza e Smith 10. Rimbalzi: Camby 11. Assist: Iverson 11.
Portland Trail Blazers-Phoenix Suns 98-111
“Stiamo migliorando, giocando di squadra, e io mi trovo sempre meglio”: le parole sono di Shaquille O’Neal ma potrebbe essere stato anche il pensiero comune dei Suns negli spogliatoi. La squadra di D’Antoni vince senza mai rischiare nulla a Portland, lasciando Brandon Roy a 3/14 dal campo avendo registrato l’ultimo svantaggio della partita sul 4-2 firmato da Aldridge, che ha tenuto in partita i suoi finché ha potuto (12 punti nella prima metà del terzo quarto, 66-70). I Suns hanno archiviato la pratica con un 18-5 a cavallo tra terzo e ultimo quarto (98-80 a 8’32 dalla sirena), con O’Neal a far sentire la sua presenza durante il parziale con due stoppate su Jarrett Jack.
Portland: Aldridge 31 (15/27, 1/2 tl), Outlaw 13, Frye e Jack 12, Blake 10. Rimbalzi: Aldridge 8. Assist: Roy 7.
Phoenix: Stoudemire 25 (8/17, 9/11 tl), Nash 22, O'Neal 16, Diaw e Barbosa 12, Hill 11. Rimbalzi: O'Neal 15. Assist: Nash 8.
Sacramento Kings-Golden State Warriors 122-105
I Kings spazzano via Marco Belinelli e compagni (ancora non entrato l’italiano) con un terzo quarto da 40 punti, dopo un sostanziale equilibrio nella prima metà di partita (con Baron Davis a quota 19 all’intervallo e +4 Kings, 61-57). Sacramento, guidata da Martin e Artest ma con tutto il quintetto base in doppia cifra, ha allungato con un parziale di 16-2 sul finire del terzo quarto (97-74 a 2’01 dall’ultima pausa), ma gli ospiti hanno reagito rimontando fino al -6 nell’ultimo quarto (107-101 a 5’35 dalla fine, con 6 punti di Brandan Wright). È l’ultimo sussulto per i Warriors, però: i Kings chiudono la saracinesca e non concedono nessun punto per oltre 4’ agli avversari, confezionando un 15-0 che chiude la partita.
Sacramento: Martin 34 (11/18, 2/4, 6/8 tl), Artest 26, Moore 19, Miller 14, Johnson 13. Rimbalzi: Miller 13. Assist: Johnson 13.
Golden State: Davis 24 (7/12, 2/6, 4/5 tl), Biedrins 13, Azubuike 12, Ellis 11, Harrington 10. Rimbalzi: Biedrins e Azubuike 8. Assist: Davis 8.
Chicago Bulls-New Jersey Nets 112-96
Sconfitti e sfortunati i New Jersey Nets, che hanno potuto avere in campo Devin Harris per soli 17’: il playmaker ex Dallas, infatti, è uscito per una distorsione alla caviglia destra a 1’56 dalla fine del secondo quarto.
La partita, però, era già stata ben indirizzata da parte dei Bulls, che hanno tenuto gli avversari a 8 punti segnati nel secondo quarto per chiudere a +24 all’intervallo (58-34). Abituati a regalare emozioni ai propri tifosi (ma subendo rimonte anziché farle), i Bulls avranno sudato freddo quando Richard Jefferson ha messo il tiro libero del -9 (79-70 a 11’21 dalla fine), ma stavolta i padroni di casa hanno reagito con un 15-2 risolutore grazie alle triple di Gordon, Hughes e Hinrich.
Chicago: Deng 20 (8/13, 4/4 tl), Gooden 19, Gordon 17, Hughes 16, Hinrich 14. Rimbalzi: Gooden 11. Assist: Hinrich 8
New Jersey: Carter 22 (8/14, 0/2, 6/6 tl), Jefferson 21 (5/12, 1/1, 8/10 tl), M. Williams 16. Rimbalzi: S. Williams 6. Assist: Carter 5.
Milwaukee Bucks-Miami Heat 106-112
Prima vittoria nel mese di marzo per Miami, che di questi tempi una rimonta dal -13 (49-62 a 7’17 dalla fine del terzo quarto) e 40 punti segnati nel solo ultimo quarto forse non osava nemmeno sperarli. E invece Milwaukee è costretta alla sesta sconfitta consecutiva dalle 6 triple segnate dagli Heat nell’ultimo periodo (3 delle quali di Chris Quinn) e dalla grande serata di Jason Williams, che ha partecipato al festival del tiro pesante (sua la tripla del 100-86 a 4’18 dalla sirena) e poi ha mantenuto il vantaggio di Miami dalla lunetta resistendo alla furiosa rimonta guidata da Mo Williams (15 punti negli ultimi 5’).
Milwaukee: Redd 27 (2/6, 4/8, 11/12 tl), Williams 26, Bell 15, Ruffin 14, Villanueva 10. Rimbalzi: Ruffin 16. Assist: Williams 11.
Miami: Williams 21 (0/6, 5/9, 6/7 tl), Quinn 17, Barron 16, Davis 14, Cook 12. Rimbalzi: Marion 12. Assist: Davis e Williams 10.
Pietro Scibetta
Lupofranco
20-03-2008, 11.12.50
Toronto passeggia su Miami
E Bargnani va a nozze
http://images.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/03_Marzo/20/toronto.html) | http://images.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/03_Marzo/20/toronto_full.shtml)20 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
I Raptors tornano alla vittoria umiliando la truppa di Pat Riley con un perentorio 96-54. L'italiano, protetto al volto da una maschera, mette in crisi la difesa avversaria e chiude con 14 punti e tre rimbalzi in 28’ di gioco
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/03/20/0JY076CR--346x212.jpg Andrea Bargnani, mascherato, va a canestro. Reuters
NEW YORK, 20 marzo 2008 - Toronto torna in carreggiata distruggendo Miami. I Raptors ritrovano finalmente Chris Bosh e non a caso tornano a giocare un ottimo basket, sconfiggendo la truppa di Pat Riley con un perentorio 96-54. Ma Miami fa di tutto per dare una mano alla compagine canadese. Non solo gli Heat senza i vari Wade, Marion, Haslem, Banks, Williams sono una squadra materasso, ma a Toronto giocano senza la benché minima intensità. Il quintetto presentato in Canada da un Pat Riley sempre più sconsolato, (Quinn, Cook, Davis, Barron e Blount) farebbe probabilmente fatica in Eurolega ma quando anche giocatori mediocri mostrano una completa mancanza di orgoglio, giocando, soprattutto nel secondo quarto, con una sufficienza davvero indisponente, allora le brutte figure sono inevitabili.
ECCO IL MAGO - Toronto poi vuole dimostrare di aver superato il periodo negativo, frutto soprattutto della forzata assenza di Bosh, e parte subito fortissimo. Andrea Bargnani, che gioca con una maschera protettiva dopo il colpo al volto ricevuto a Salt Lake City dal compagno di squadra Jamario Moon, è in palla e attacca il canestro con continuità, andando a nozze contro l’imbarazzante difesa di Miami. Nel primo tempo brillano anche il solito Rasho Nesterovic e Anthony Parker e al riposo i padroni di casa hanno già chiuso ogni discorso tornando negli spogliatoi avanti 58-26. Toronto nei primi due quarti tira con un eccellente 61.5% contro il 29% di Miami e Bargnani all’intervallo è in doppia cifra (11 punti). Nella ripresa la musica è la stessa. Miami fa una fatica incredibile a trovare il canestro mentre Toronto inserisce il pilota automatico e senza troppa fatica porta a casa un successo praticamente scontato.
CROLLO - Gli Heat alla fine chiudono con un disastroso 25.6% al tiro (nuovo record negativo per la franchigia) e flirtano con la peggior prestazione offensiva nella storia della Lega nell’era dello “shot clock”. Un buon Andrea Bargnani chiude con 14 punti (4/6 da due, 2/4 da tre e 1/1 ai liberi) e tre rimbalzi in 28’ di gioco. Continua, invece, il braccio di ferro tra i Raptors e la federazione spagnola. Toronto ha presentato una denuncia in tribunale e chiede, per la mancata protezione assicurativa di Josè Garbajosa agli europei, un indennizzo di 14 milioni di dollari. Naturalmente la federazione iberica nega qualsiasi responsabilità ma la diatriba, se dovesse davvero essere risolta da un tribunale (i bene informati sono convinti che alla fine un compromesso le due parti lo troveranno) creerebbe un pericoloso precedente.
Toronto: Parker, Bargnani 14. Rimbalzi: Moon 14. Assist: Calderon 10.
Miami: Quinn 14 (5/8, 0/6). Rimbalzi: Jones, Barron 8. Assist: Davis, Quinn 3.
Los Angeles Clippers-Golden State Warriors 100-116
Gara che aveva poco da dire in sè, e già chiusa all’intervallo (+18 Warriors, 64-46), ma la vittoria avvicina ulteriormente i ragazzi di Don Nelson alla conquista dei playoff (2 gare e ½ di vantaggio su Denver). La notizia è che Marco Belinelli è tornato ad assaggiare il campo: entrato al posto di Azubuike a partita già conclusa (sul 114-91 a 3’16 dalla fine), l’azzurro ha segnato gli ultimi punti della partita con un tiro dalla media distanza.
LA Clippers: Thornton 24 (6/13, 0/2, 12/16 tl), Maggette 21, Thomas 20. Rimbalzi: Thornton 13. Assist: Parker 8.
Golden State: Jackson 29 (5/8, 5/10, 4/4 tl), Ellis 28, Pietrus 15, Davis 14, Azubuike e Harrington 10. Rimbalzi: Pietrus 12. Assist: Ellis 6.
gasport
Lupofranco
22-03-2008, 11.24.55
LeBron entra nella storia
contro i Raptors di Bargnani
http://images.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/03_Marzo/22/toronto.html) | http://images.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/03_Marzo/22/toronto_full.shtml)20 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
Cleveland batte Toronto grazie alla sua stella che si laurea anche miglior marcatore della franchigia, polverizzando il record di Daugherty. Il Mago, impreciso al tiro, in campo solo 17'
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/03/22/0JY3VWQR--346x212.jpg LeBron risponde all'omaggio dei tifosi dopo essere diventato il miglior marcatore dei Cavs. Reuters
NEW YORK, 22 marzo 2008 - I Raptors non giocano una brutta partita, ma dall’altra parte c’è un certo LeBron James che fa la differenza. Cleveland così, grazie alla prodezze della sua stella, riesce ad avere la meglio su Toronto e vince 90-83.
Nel primo quarto la Quicken Loans Arena tributa una standing ovation da brividi a LeBron James quando, a 4’10’’ dalla fine della frazione, il fenomeno trova il canestro diventando così il miglior marcatore nella storia della franchigia, superando Brad Daugherty. Per segnare 10.389 punti con la maglia dei Cavs Daugherty però ha avuto bisogno di 548 gare, a “King” James, invece, ne sono bastate 380. Davvero fenomenale. La partita comunque è equilibrata, nonostante alcuni passaggi a vuoto in attacco degli ospiti. Con Chris Bosh nel lineup Toronto è una squadra ben diversa e se ne accorgono anche i Cavaliers. I Raptors, infatti, pur non tirando bene dal campo, nel primo tempo riescono a creare problemi a LeBron James e compagni soprattutto con i canestri dalla zona pitturata di Bosh.
MAGO IN SERATA NO - Andrea Bargnani non viene cercato molto dai compagni in attacco e fallisce le sue prime due conclusioni dal campo. Poi dopo 7' l’azzurro commette il suo secondo fallo e Sam Mitchell decide di mandarlo in panchina, tenendolo fuori fino all’intervallo. Il solito Mitchell quindi. Gli ospiti vanno in difficoltà all’inizio del secondo quarto, quando, paradossalmente, LeBron James va a riposarsi in panchina. Con TJ Ford al posto di Jose’ Calderon Toronto inizia a fare confusione in attacco. Ma non a caso appena lo spagnolo torna sul parquet la musica cambia e i Raptors riescono a riavvicinarsi ai Cavaliers andando al riposo sotto di soli tre punti (45-42), nonostante un brutto 37% dal campo nel primo tempo. Nel terzo quarto Toronto trova il suo miglior momento. La squadra canadese si muove bene in attacco, guidata dalla regia di un buon Calderon e arriva anche al +6. Andrea Bargnani non è in grande serata al tiro, ma mostra intelligenza tattica e decide di non forzare, mettendosi al servizio dei compagni. Sam Mitchell però volta le spalle al giocatore italiano, togliendolo a 2’06’’ dalla fine del terzo quarto per non riproporlo più sul parquet. Un errore perché nell’ultimo periodo Cleveland ritrova ritmo in attacco, torna davanti con le triple di Damon Jones e nel finale si affida al suo fenomeno LeBron James. Il leader dei Cavs fa scendere il sipario sul match firmando 11 dei suoi 29 punti negli ultimi 7’19’’ della gara. Andrea Bargnani chiude senza punti a referto (0/3 da due e 0/2 da tre) rimanendo sul parquet solamente 17’.
Cleveland: James 29 (13/19, 1/3), Ilgauskas 16. Rimbalzi: James 12, Ilgauskas 10. Assist: Jones 7.
Toronto: Bosh 24 (7/18), Nesterovic 16. Rimbalzi: Moon 10. Assist: Ford 5.
gasport
Lupofranco
24-03-2008, 12.00.27
Vero Mago solo per un quarto
Anche Denver stende Toronto
http://images.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/03_Marzo/24/toronto.html) | http://images.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/03_Marzo/24/toronto_full.shtml)0 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
Bargnani segna 16 punti con 7/8 al tiro nel primo quarto, gioca male nel secondo periodo e Sam Mitchell praticamente lo tiene a sedere nella ripresa. Iverson e Anthony decisivi con 69 punti in due nel 109-100 finale
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/03/24/0JY7G46R--346x212.jpg Andrea Bargnani è nato il 26 ottobre 1985. Reuters
NEW YORK, 23 marzo 2008 - Continuano i problemi per Toronto. I Raptors sprecano un ottimo primo tempo, vanno in crisi nel finale e si fanno superare 109-100 dai Denver Nuggets, incassando così la loro settima sconfitta nelle ultime otto gare. Si vede subito che Andrea Bargnani ha tantissima voglia di fare. L’azzurro trova subito due pregevoli canestri, il primo dalla lunga distanza, e in attacco si muove molto. Toronto mette in crisi la difesa di Denver e Andrea continua a segnare ma a 5'54’’ dalla fine del primo quarto il giocatore romano, che intanto ha già sette punti a referto, si vede fischiare il suo secondo fallo a carico.
MAGO SHOW - Sam Mitchell questa volta non si fa prendere dalla frenesia e lascia l’italiano sul parquet. Mossa più azzeccata non poteva esserci. Andrea Bargnani, infatti, mette il turbo ai Raptors i quali, grazie alla produzione offensiva dell’ex cestista della Benetton che intanto difende con intelligenza e senza concedere molto nonostante i due falli a carico, arrivano anche al +17. Alla fine del primo quarto i numeri parlano chiaro. Toronto realizza 35 punti (contro i 23 di Denver) e l’azzurro è il grande trascinatore della squadra di casa: 16 punti con 7/8 al tiro. All’inizio del secondo periodo i Nuggets provano a tornare in partita piazzando un parziale di 10-2. Dopo due minuti Mitchell toglie Bargnani e, incredibilmente, decide di tenere in panchina il suo giocatore più caldo fino al’intervallo.
MAGO SEDUTO - Denver prova ad avvicinarsi con i canestri di Allen Iverson e di un ottimo J.R Smith, ma Toronto non molla e va al riposo avanti 54-46. Il lungo riposo forzato non fa assolutamente bene a Bargnani. L’azzurro, infatti, nel terzo quarto fallisce tutte e quattro le conclusioni tentate, i Nuggets, intanto, in attacco si affidano alla coppia Carmelo Anthony-Allen Iverson e tornano prepotentemente nel match, chiudendo la terza frazione sotto di sole due lunghezze, 73-71. Sam Mitchell ne combina un’altra delle sue lasciando Andrea Bargnani in panchina per l’intero quarto periodo. Davvero cervellotica la scelta del tecnico di Toronto. I Raptors tengono per diversi minuti ma vanno in confusione nel finale. Avanti 98-96 a 2’31’’ dalla fine Toronto perde la bussola e subisce un parziale di 9-0 che permette ai Nuggets di violare l’Air Canada Center. Andrea Bargnani dopo un promettentissimo primo quarto si deve così accontentare di 16 punti (5/10 da due, 2/4 da tre) e quattro rimbalzi in 26’ di gioco.
Toronto: Calderon, Bosh 17, Bargnani 16, Moon 15. Rimbalzi: Moon 15, Bosh 12. Assist: Bosh 9.
Denver: Iverson 36 (6/8, 5/8), Anthony 33. Rimbalzi: Camby 15. Assist: Iverson 6.
gasport
Lupofranco
27-03-2008, 18.36.45
Toronto piega i Pistons
con Bargnani panchinaro
http://images.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/03_Marzo/27/toronto27.html) | http://images.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/03_Marzo/27/toronto27_full.shtml)55 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
Solo 13 minuti (e tre punti) per il Mago in una gara caratterizzata dalle scelte discutibili di Mitchell, tecnico dei Raptors, che preferisce anche Ford a Calderon. La vittoria dei canadesi su Detroit (89-82) viene soprattutto dalla grinta e dal sostegno del pubblico
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/03/27/0JYD5HKR--346x212.jpg Una delle poche fasi di gioco con il Mago protagonista. Reuters
NEW YORK, 27 Marzo 2008 - Toronto riesce a fare lo sgambetto ai Pistons giocando una delle sue miglior partite della stagione da un punto di vista difensivo. I Raptors non concedono praticamente nulla a Detroit nei primi tre quarti, subiscono il ritorno degli ospiti dell’ultimo periodo, ma alla fine riescono a vincere 89-82. La buona notizia arriva quindi dal ritorno al successo, contro un avversario di tutto rispetto, per una squadra in un momento negativo; la cattiva notizia viene invece dalla scelta cervellotica di Sam Mitchell di mescolare le carte e cambiare il quintetto. TJ Ford e Rasho Nesterovic dall’inizio, Jose Calderon e Andrea Bargnani in panchina.
SCELTE CERVELLOTICHE - Lo sloveno è in grande forma e merita più spazio, però lasciare l’azzurro sul parquet per soli 13’ e’ un controsenso. Davvero cervellotica poi la soluzione Ford, considerato il fatto che Calderon sta disputando una stagione straordinaria. La vittoria non deve illudere, se Ford agli occhi di Sam Mitchell vince il ballottaggio con Calderon, allora per i Raptors sono guai. Toronto comunque gioca una partita di grande carattere contro i Pistons. I padroni di casa difendono con una straordinaria intensità e nonostante i problemi offensivi del primo tempo, riescono a rimanere nella scia di Chauncey Bullups e compagni. Nella ripresa il match si scalda.
CONVINZIONE - Toronto torna sul parquet con maggiore convinzione e mette in grande difficoltà la difesa dei Pistons nel terzo quarto. Chris Bosh sotto canestro di fa sentire e anche l’ex di turno, Carlos Delfino, trova ritmo in attacco. L’unico canestro del match di Andrea Bargnani, una tripla all’inizio del quarto periodo, da il la al parziale di 7-0 di Toronto che mette Detroit con le spalle al muro. I Raptors, infatti, sulle ali dell’entusiasmo, e trascinati da un caldissimo pubblico, arrivano anche al +17. I Pistons però non ci stanno e con le triple di Billups tornano a farsi sotto arrivando nel finale anche al –5. Ma i canestri di Bosh permettono a Sam Mitchell di tirare un sospiro di sollievo. Andrea Bargnani chiude la sua gara da riserva con tre punti (0/2 da due, ½ da tre), un rimbalzo e due stoppate.
Toronto: Bosh 21 (10/19), Nesterovic 15. Rimbalzi: Nesterovic 9. Assist: Ford 9. Detroit: Billups 24 (4/11, 4/8), Stuckey 16, Wallace 15. Rimbalzi: Prince 8. Assist: Billups 9.
gasport
Lupofranco
28-03-2008, 11.14.57
Basket: Nba, ok Detroit e Golden State. Per Belinelli cinque punti
Indice Ultim'ora (http://www.gazzetta.it/ultimora/agrnews.jsp?cat=basket)
OAKLAND (Usa) - Quattro minuti giocati e cinque punti per Marco Belinelli con i Golden State, che hanno sconfitto in casa 111-95 i Portland Trail Blazers. Tra i Warriors brillano le prove di Stephen Jackson, autore di 24 punti, e di Monta Ellis con 18 punti, ma vanno in doppia cifra anche Azubuike (14), Harrington (12), Davis (12) e Biedrins (10). Nessun problema per Detroit, alla 51esima vittoria della stagione. I Pistons, dominatori della Central Division della Eastern Conference, hanno piegato 85-69 i Miami Heat, grazie alle buone prove di Chauncey Billups - autore di 13 punti, 3 rimbalzi e 11 assist - Arron Afflalo - 15 punti - e Rasheed Wallace (13 punti). Male invece i Dallas Mavericks, caduti sul parquet di Denver: i Nuggets si impongono 118-105 grazie a uno strepitoso Carmelo Anthony, 32 punti in 37 minuti giocati, e a un ottimo Allen Iverson, autore di 31 punti. (Agr)
gasport
Lupofranco
29-03-2008, 13.02.32
Toronto congeda i Knicks
http://images.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/03_Marzo/29/toronto.html) | http://images.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/03_Marzo/29/toronto_full.shtml)6 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
I canadesi vincono 103-95 e decretano l'aritmetica esclusione della squadra di Thomas dai playoff. I raptors invece riconquistano la 6ª posizione ad Est, utilissima in chiave postseason. Per Bargnani 12 punti in 22'
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/03/29/0JYGYZFP--346x212.jpg Andrea Bargnani tenta di fermare il tiro di David Lee. Ap
NEW YORK, 29 marzo 2008 - Toronto affonda i sempre più disastrosi Knicks (103-95 il risultato) e grazie alla contemporanea sconfitta dei 76ers contro i Suns si riprende la sesta posizione nella Eastern Conference. Un piccolo passo, ma davvero essenziale in vista dei playoff. Toronto, infatti, deve fare di tutto per non scivolare oltre il sesto posto, pena uno scontro proibitivo con Boston o Detroit al primo turno della postseason.
Un match da un punto di vista puramente statistico proibitivo per i Knicks che a Toronto non vincono dal lontano 5 marzo 2004. Con la sconfitta la truppa di Isiah Thomas si congeda aritmeticamente (praticamente l’aveva già fatto da settimane) da qualsiasi discorso playoff. Sam Mitchell oramai sembra essersi convinto della bontà delle sue intuizioni. Ancora fuori dal quintetto iniziale, quindi, sia un caldissimo Josè Calderon che Andrea Bargnani per far spazio al pupillo del tecnico, TJ Ford, e a un Rasho Nesterovic sempre più positivo. Toronto parte bene e lo stesso Ford mostra una discreta disciplina in attacco. I Knicks però sono a tratti imbarazzanti. Dopo un buon primo quarto la squadra canadese aumenta il proprio margine di vantaggio nel secondo periodo, grazie anche ai canestri di un positivo Andrea Bargnani. Toronto arriva al +17, ma si raffredda di colpo e subisce l’inaspettato ritorno dei Knicks. Jamal Crawford suona la carica e New York torna in partita piazzando un parziale di 14-0 e andando al riposo sotto solamente 49-44. Bargnani si fa rispettare nel primo tempo e chiude la frazione con 9 punti in 13’ di gioco. Alla ripresa delle ostilità gli ospiti sembrano più convinti, ma Chris Bosh mette subito le cose in chiaro con alcuni pregevoli canestri dalla zona pitturata, arrivando anche a realizzare una tripla, la sua quinta della stagione, nelle battute finali del terzo quarto. Jared Jeffries e Quentin Richardson provano a tenere i Knicks a galla e la squadra di NY per la verità mostra quantomeno un minimo d’orgoglio, lottando fino alla fine. Toronto però nell’ultimo quarto inserisce il pilota automatico e porta a casa il successo senza nessun problema.
Andrea Bargnani mette a referto 12 punti (2/4 da due. 1/4 da tre e 5/6 ai liberi), quattro rimbalzi, un assist, un recupero e una stoppata in 22’ di gioco.
Toronto: Bosh 29 (9/15, 1/2), Nesterovic 18, Parker 15. Rimbalzi: Bosh, Delfino 10. Assist: Ford 9.
New York: Crawford 26 (4/11, 4/6), Jeffries 21, Richardson 20, Lee 15. Rimbalzi: Lee 12, Richardson, Jeffries 10. Assist: Richardson, Jones 6.
GASPORT
Lupofranco
31-03-2008, 12.24.55
Bargnani è solo una comparsa
New Orleans affonda Toronto
http://images.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/03_Marzo/31/bargnani.html) | http://images.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/03_Marzo/31/bargnani_full.shtml)16 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
Il Mago, ancora fuori dal quintetto, gioca poco e male (4 punti con 0/3 al tiro) nella sconfitta casalinga 118-111 dei Raptors con gli Hornets. Partita senza storia, David West grande protagonista con 32 punti
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/03/31/0JYKKLWR--346x212.jpg David West, 27 anni, autore di 32 punti contro Toronto. Reuters
NEW YORK, 31 marzo 2008 - Troppo forti questi Hornets per i Raptors. Toronto si fa dominare per tre quarti, poi tenta una reazione nell’ultimo periodo, quando però la gara è saldamente nelle mani di New Orleans e alla fine si fa superare 118-111. Gli Hornets, così riscattano la brutta sconfitta rimediata venerdì a Boston e conquistano il sesto successo nelle ultime sette gare.
PRIMO TEMPO - Nel primo tempo le due squadre decidono di non difendere. Sam Mitchell promuove nel quintetto titolare Jason Kapono, una mossa che si rivelerà sbagliata visto che l’ex Heat non produce nemmeno un punto, retrocedendo Jamario Moon, che va così a far compagnia in panchina a Calderon e ad Andrea Bargnani. New Orleans parte con il piede sull’acceleratore e viaggia a ritmi altissimi. David West sotto canestro è immarcabile (24 punti nei primi due quarti) e la regia di Chris Paul come al solito è straordinaria. Chris Bosh prova a tenere in partita i Raptors che però ricevono troppo poco da Kapono e da Anthony Parker. Bargnani nel primo tempo prova ad attaccare il canestro, ma fallisce le sue uniche due conclusioni dal campo e va al riposo con quattro punti a referto. Toronto fa fatica a rallentare New Orleans e torna negli spogliatoi sotto 69-58.
SECONDO TEMPO - Paul e compagni non vogliono correre nessun rischio e tornano sul parquet con la voglia di chiudere subito i conti. Così gli ospiti mettono alle corde la squadra canadese aprendo la ripresa con un parziale di 18-5 che in pratica toglie interesse al match. Bosh e un Carlos Delfino in gran spolvero tentano quantomeno di rendere meno severo il punteggio e nell’ultimo quarto i Raptors riescono anche a segnare con una certa continuità. Il risultato non è mai in discussione, ma almeno Toronto salva l’onore con un break di 32-17 nell'ultimo periodo. Quando New Orleans riesce a tirare con il 60% dal campo batterla però diventa davvero difficile. Bargnani, sempre meno utilizzato da Mitchell, chiude una gara sicuramente non memorabile con quattro punti (0/2 da due, 0/1 da tre e 4/4 ai liberi), tre rimbalzi e due assist in soli 17’ di gioco.
Toronto: Bosh 21 (7/15, 1/1), Delfino 18. Rimbalzi: Humphries, Bosh 7. Assist: Calderon 11.
New Orleans: West 32 (13/20, 0/1), Stojakovic 25, Paul 20, Chandler 17. Rimbalzi: Chandler 17. Assist: Paul 16.
gasport
Lupofranco
01-04-2008, 11.23.42
Toronto passa a Charlotte
Bargnani a bocca asciutta
http://images.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/04_Aprile/01/toronto.html) | http://images.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/04_Aprile/01/toronto_full.shtml)26 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
Chris Bosh (32 punti) guida i Raptors alla vittoria 104-100 sul campo dei Bobcats. Solo otto minuti per l'italiano (0/1 da due e 0/1 da tre)
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/04/01/0JY7G46R--346x212.jpg Andrea Bargnani in panchina: non è un buon momento. Reuters
NEW YORK, 1 aprile 2008 - Terza vittoria nelle ultime quattro partite per i Raptors che espugnano Charlotte grazie all’ottima vena di Chris Bosh. Toronto vince 104-100 e tiene a distanza Philadelphia nella corsa all’ambitissimo sesto posto. Finire la regular season in settima posizione significherebbe, infatti, una sfida di primo turno proibitiva contro i Detroit Pistons. Sam Mitchell torna sui suoi passi e dopo aver sperimentato Jason Kapono nel quintetto contro gli Hornets, ritorna all’antico e fa partire Jamario Moon. Nessun cambiamento, invece, per quanto riguarda Andrea Bargnani. Addirittura il suo minutaggio già esiguo a Charlotte scende. Davvero inspiegabile l’atteggiamento delle ultime settimane di coach Mitchell nei confronti di Bargnani che avrà anche le sue lacune, ma non merita sicuramente il trattamento che in questo momento sta ricevendo. Otto minuti sul parquet sono davvero un’assurdità (ma anche i miseri 18’ regalati allo spagnolo Jose Calderon gridano vendetta) per un giocatore talentuoso come l’azzurro. Così facendo Mitchell rischia di perdere psicologicamente Bargnani per il resto della stagione.
RIMONTA - Toronto nel primo quarto gioca la sua miglior pallacanestro della gara, arrivando addirittura a trovare la retina con 17 conclusioni consecutive. Charlotte arranca ma riesce a rimanere aggrappata al match nonostante l’ottimo inizio di Bosh e Anthony Parker. Nel secondo quarto l’attacco di Toronto si inceppa di colpo. Jason Richardson continua a trovare il canestro con continuità e i padroni di casa arrivano anche al +10. Il riposo fa bene alla squadra canadese che torna in campo con il giusto atteggiamento e decide di difendere con aggressività.
ANDREA SENZA PUNTI - Nel terzo quarto la partita cambia fisionomia. Se all’inizio del match erano gli attacchi a brillare, adesso le difese si prendono la rivincita e concedono poco. Toronto addirittura concede pochissimo. I Bobcats, infatti, tornano sotto perché nel terzo quarto riescono a mettere insieme la miseria di 10 punti. Bosh continua a fare quello che vuole sotto canestro e i Raptors prendono in mano le redini del match nell’ultimo periodo, placando il tentativo di rimonta di Charlotte nel finale. Andrea Bargnani chiude la sua breve apparizione sul parquet della Charlotte Bobcats Arena (solamente otto minuti) senza punti a referto (0/1 da due e 0/1 da tre) e con due rimbalzi.
Charlotte: Richardson 26 (6/7, 4/10), Wallace 20, Okafor 18. Rimbalzi: Okafor 12. Assist: Felton 10.
Toronto: Bosh 32 (8/19, 1/1), Parker 20, Ford 16, Moon 15. Rimbalzi: Nesterovic 11. Assist: Ford 7
gasport
Phoenix Suns-Denver Nuggets 132-117
Partita dalle due facce, e d’altra parte con due squadre con la filosofia di Phoenix e Nuggets la cosa non può stupire. Denver ha chiuso avanti di 19 lunghezze all’intervallo (70-51 con 32/53 al tiro e Carmelo Anthony già in doppia doppia), costruite soprattutto con un 16-0 a cavallo del primo e del secondo periodo. I fischi dei tifosi ai Suns, però, si sono trasformati in applausi quando un parziale di 14-3 ha rimesso definitivamente in gara i giocatori di D’Antoni (84-87 con 7 di Bell a 1’53 dall’ultima pausa). La rimonta si compie però nell’ultimo quarto (parziale 46-25), dove Amaré Stoudemire e Steve Nash mettono insieme 27 punti e costruiscono prima il sorpasso (110-108 con la tripla del canadese) e poi la fuga (122-111 con 6 punti in 2’ di Amaré, con 3’14 sul cronometro). Con questa sconfitta i Nuggets tornano di un niente fuori dai playoff, ma avranno subito l’occasione di rifarsi, stavolta in casa, sempre contro Phoenix. E saranno Iverson e compagni ad avere tutta la pressione addosso, perché con questo equilibrio è vietata la sconfitta. I Suns, dal canto loro, restano appaiati ai Lakers in testa alla Pacific Division.
Phoenix: Stoudemire 41 (12/22, 17/19 tl), Nash 36, Bell 15, O'Neal 20, Diaw 10. Rimbalzi: Stoudemire 14. Assist: Nash 8.
Denver: Smith 23 (5/7, 3/9, 4/8 tl), Iverson 21, Martin 19, Anthony 18, Camby 16. Rimbalzi: Anthony 11. Assist: Iverson 7.
Utah Jazz-Washington Wizards 129-87
Questi sono i Jazz quando tutto gira alla perfezione, in casa: partita chiusa dopo due quarti (73-41 all’intervallo) di una partita chiusa con il 59.5% dal campo con un terrificante 15/26 nel tiro da fuori. Un polpaccio malandato ha tenuto fuori dalla partita Caron Butler, ma non può bastare questo a spiegare come Washington sia stata letteralmente macinata in ogni settore del gioco (40-23 a rimbalzo, 40-16 negli assist e +47 massimo vantaggio per i Jazz). In questo contesto, C.J. Miles si prende gli onori dell’MVP (in quintetto al posto dell’infortunato Kirilenko, come c’era Ricky Price al posto di Brewer). Curiosità: Dick Bavetta ha arbitrato la sua 2.300esima partita consecutiva.
Utah: Miles 29 (8/11, 4/6, 1/2 tl), Boozer 19, Okur 16, Korver 15, Harpring 13, Williams 12, Price 10. Rimbalzi: Okur 9. Assist: Williams 16.
Washington: Jamison 22 (6/10, 2/3, 4/6 tl), Young 18, Mason 16. Rimbalzi: Blatche 8. Assist: Mason 6.
Los Angeles Clippers-Dallas Mavericks 86-93
Oltre all’assenza perdurante di Nowitzki, i Mavericks hanno dovuto fare a meno anche di Jerry Stackhouse (problemi all’inguine), ma sono riusciti a portare a casa la vittoria. Dopo due quarti in controllo (anche sul +18), i Mavs si sono fatti riprendere con il passare dei minuti fino al -3 firmato da Al Thornton a 6’07 dalla fine (78-75). Josh Howard, però, mette 10 dei successivi 15 punti di Dallas, ricreando quel vantaggio comodo (93-82 a 1’23 dalla fine) con cui i ragazzi di Avery Johnson possono arrivare fino alla fine. Ora Dallas dovrà affrontare Golden State, Lakers, Phoenix e Utah nello spazio di 8 giorni, partendo dallo 0-10 contro le squadre vincenti dall’arrivo di Kidd: la qualificazione ai playoff rischia di passare da lì.
LA Clippers: Thornton 26 (6/16, 2/3, 8/8 tl), Maggette 23, Dickau 10. Rimbalzi: Fazekas 10. Assist: Maggette 4.
Dallas: Kidd 27 (7/12, 2/3, 7/8 tl), Howard 25, Terry 20. Rimbalzi: Howard 8. Assist: Kidd e Terry 4.
Memphis Grizzlies-Atlanta Hawks 99-116
Così come hanno fatto i Jazz, gli Atlanta Hawks hanno raggiunto il massimo stagionale di squadra nei punti segnati all’intervallo (73). Poco da dire sulla partita: già a +21 dopo un solo quarto di gioco (40-19), gli ospiti sono andati avanti come un rullo compressore fino al +38 nel terzo quarto (101-63), concedendo ai Grizzlies un po’ di respiro solo negli ultimi 12’ (27-13 il parziale) a partita già abbondantemente finita. Per gli Hawks adesso arrivano 4 sfide consecutive (Toronto, 2 con Philadelphia e a Indianapolis) assolutamente determinanti per i playoff.
Memphis: Gay 29 (14/18, 0/3, 1/3 tl), Navarro e Lowry 17, Warrick 11. Rimbalzi: Crittenton 8. Assist: Gay 4.
Atlanta: Smith 26 (11/13, 4/5 tl), Horford e Johnson 19, Bibby 17, Childress 14, Williams 12. Rimbalzi: Smith 8. Assist: Johnson 8.
Indiana Pacers-Miami Heat 105-85
La grande notizia per i Pacers è il rientro in campo di Jermaine O’Neal dopo due mesi, acclamato dal pubblico al momento del suo ingresso in campo. La squadra di O’Brien ha vinto 12 partite perdendone 21 durante il periodo d’assenza della sua star. I Pacers si sono sbarazzati della fragile Miami con un secondo tempo da 51% dal campo e un parziale decisivo nel terzo quarto (due triple consecutive di Rush e Diener per il +15) e all’inizio dell’ultimo periodo (con 4 di Daniels e 2 a testa per Dunleavy e Diener) i padroni di casa toccano il +19 (86-67 con 8’40 da giocare).
Indiana: Granger 23 (3/10, 4/7, 5/5 tl), Dunleavy 18, Daniels 13, Murray e Diener 10. Rimbalzi: Foster 11. Assist: Dunleavy e Granger 4.
Miami: Cook 16 (1/2, 4/8, 2/2 tl), Powell e Quinn 15. Rimbalzi: Anthony 9. Assist: Davis 7.
Lupofranco
03-04-2008, 12.06.00
Bargnani non basta
Toronto k.o. tra le proteste
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I Raptors si arrendono 127-120 in casa di Atlanta dopo un finale convulso: a 0''5 dalla sirena sul 107 pari TJ Ford trova il canestro del successo, ma gli arbitri annullano dopo aver visionato il replay. All'overtime passano gli Hawks. Bene Andrea, 17 punti in 21'
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/04/03/0JYQ9BBR--346x212.jpg Jamario Moon e la panchina di Toronto protestanto. Reuters
NEW YORK (Stati Uniti), 3 aprile 2008 - Occasione sprecata per i Raptors che si fanno superare 127-120 al supplementare dagli Hawks, un risultato che però potrebbe non essere omologato. Con tutta probabilità, infatti, la dirigenza canadese inoltrerà alla Nba una protesta ufficiale per via del convulso finale di gara. Succede tutto alla fine dei tempi regolamentari. Con il punteggio inchiodato sul 107 pari, dopo la tripla di Mike Bibby, Toronto a 5 centesimi dalla sirena prova a vincere la partita con uno schema su rimessa laterale che riesce alla perfezione e che permette a TJ Ford di trovare la retina. Gli arbitri prima convalidano, poi dopo aver visionato il replay, annullano sostenendo che la sirena sia arrivata prima del tiro del giocatore di Toronto.
ANCORA ATLANTA - Il problema, però (e da lì nasce la protesta dei Raptors) è che le immagini testimoniano il fatto che il cronometro parta nettamente in anticipo rispetto al dovuto, rendendo vano il tentativo di Ford che invece probabilmente sarebbe stato valido. Atlanta non è nuova a errori del genere, basti pensare che David Stern è stato costretto a far rigiocare gli ultimi 52'' del match tra gli Hawks e gli Heat dopo che lo scorso 19 dicembre gli ufficiali di gara della città della Coca Cola avevano erroneamente assegnato un fallo a Shaquille O'Neal. Stern non prenderà bene quest'ennesimo scivolone da parte degli Hawks e non si possono escludere decisioni anche clamorose da parte del commissioner.
CLIMA FREDDO - Davvero triste l'atmosfera della Philips Arena. Gli Hawks lottano per i playoff e la sfida con i Raptors è decisamente importante, eppure ci sono tantissimi vuoti sugli spalti. Atlanta parte fortissimo e trova la retina con le sue prime cinque conclusioni dal campo. I Raptors però, dopo un appannamento iniziale provano a rispondere colpo su colpo. Chris Bosh ci mette un pò a carburare (zero punti nel primo quarto) ma ci pensa un caldissimo Rasho Nesterovic a tenere la squadra canadese nella scia di Atlanta che prova a scappare grazie alle triple di Joe Johnson e Mike Bibby. Andrea Bargnani entra in campo nel finale del quarto e si mostra molto attivo in attacco, firmando subito il suo primo canestro dopo aver catturato un buon rimbalzo. Nesterovic chiude la frazione iniziale trovando la sua prima tripla della stagione ma i Raptors restano dietro 31-27.
CHE BARGNANI - Nel secondo periodo con Jose Calderon al posto di Ford e Bargnani sul parquet i Raptors giocano decisamente meglio, soprattutto in attacco. Toronto segna i primi 7 punti della frazione e passa a condurre, Johnson e Bibby continuano a produrre ma i Raptors restano davanti. L'azzurro trova ritmo, grazie anche alla preziosa regia di un Calderon sempre affidabile, e i canestri fioccano. Andrea realizza due triple consecutive, condite da un paio di bei canestri dalla media distanza e produce nel solo secondo quarto ben 12 punti. Toronto arriva anche al +9 ma nel finale del primo tempo Johnson e Josh Smith riportano sotto Atlanta che al riposo però deve inseguire gli ospiti, avanti 59-55. La ripresa si apre sotto il segno dei Raptors. Toronto realizza le sue prime 10 conclusioni dal campo e arriva anche al +17. La squadra canadese gioca in scioltezza e fa male ai padroni di casa ma con l’andare dei minuti Johnson e Smith riportano sotto gli Hawks.
POLEMICHE - Bargnani viene un po’ dimenticato in attacco e, dopo un primo tempo eccellente, nel secondo tempo si deve accontentare solamente di una tripla. Atlanta, intanto, ritrova ritmo in attacco e nell’ultimo quarto torna in partita, spedendo il match al supplementare grazie alla tripla nel finale firmata da Bibby. Degli ultimi 5 centesimi' si parlerà ancora a lungo, intanto però grazie ai canestri di Josh Smith nel supplementare Atlanta conquista il suo quinto successo consecutivo. Ora la palla passa a David Stern. Andrea Bargnani chiude con 17 punti (4/8 da due, 3/4 da tre) e tre rimbalzi in 21' di gioco.
Atlanta: Johnson 28 (8/14, 3/7), Bibby 26, Smith 24, Williams 15. Rimbalzi: Horford 12. Assist: Bibby 12, Johnson 11.
Toronto: Bosh 24 (8/18, 0/2), Ford 23, Nesterovic 21, Bargnani 17. Rimbalzi: Delfino 11. Assist: Ford 13, Calderon 10.
gasport
Lupofranco
03-04-2008, 12.06.48
Dallas Mavericks-Golden State Warriors 111-86
Torna Nowitzki, e accade il miracolo. Dallas ha finalmente vinto la sua prima partita contro una squadra vincente con Jason Kidd. Ma la notizia rimane il rientro del tedesco, che si era fatto male alla caviglia sinistra nella sconfitta casalinga contro San Antonio. “Avevamo una certa pressione addosso”, ammette Jason Terry, “e il fatto che Dirk sia tornato a giocare in questo momento per noi è stato di grande ispirazione”. Per i Warriors è una sconfitta pesante, perché adesso i ragazzi di coach Nelson sono a 2 partite da Dallas (47-28) e a 1 da Denver (46-29), rimanendo al nono posto della Western Conference: “Abbiamo giocato due partite schifose contro due ottime formazioni (San Antonio prima dei Mavs), e il minimo che ti può capitare in questi casi è perdere di 20”, ha detto l’allenatore dei Warriors. Dallas ha fatto un notevole sforzo difensivo nel secondo tempo per tenere l’esplosivo attacco di Golden State a 36 punti segnati in 2 quarti (2/20 totale per il duo Jackson-Harrington). “Dobbiamo riaccendere l’interruttore”, ha detto a fine gara Baron Davis. I Mavs, avanti già di 10 lunghezze all’intervallo (60-50), hanno messo al sicuro il risultato chiudendo alla grande il terzo quarto con 8 di Howard e 4 a testa di Eddie Jones e Terry per il +20 (89-69). Per Belinelli ci sono 6’ in campo con 2 punti (1/2 al tiro).
Dallas: Terry 31 (8/12, 3/9, 6/6 tl), Howard 28, Nowitzki 18, Jones 12. Rimbalzi: Dampier e Kidd 11. Assist: Kidd 17
Golden State: Ellis 27 (10/17, 2/2, 1/2 tl), Davis 20, Azubuike 10. Rimbalzi: Biedrins 8. Assist: Ellis 3
gasport
Memphis Grizzlies-Golden State Warriors 86-117. Vittoria importantissima per i Warriors (46-30), per restare vicinissimi a Denver (46-29) e Dallas (47-29) e continuare nella lotta per un posto al sole nei playoff. La vittoria su Memphis ha anche una doppia valenza, perché Don Nelson ha finalmente concesso 23 minuti a Marco Belinelli e l'azzurro lo ha ripagato con la sua migliore prestazione da giocatore NBA.
ALLUNGO - Entrato al posto di Monta Ellis a 1'29" dalla fine del primo quarto, ha giocato fino alla fine del secondo, dove ha messo 9 punti in 4 minuti partecipando attivamente al parziale d 17-4 che ha portato i Warriors dal 37-31 al 54-35 con 4'48" da giocare prima dell'intervallo. Golden State (senza Pietrus) allunga ulteriormente nel terzo periodo: con 7 punti consecutivi di Stephen Jackson arriva il +26 (83-57). Marco mette a segno anche 4 dei primi 6 punti dei suoi nell'ultimo quarto, dando il +27 (96-69), quando la partita è già abbondantemente chiusa. Il suo tabellino finale dice 5/8 da 2, 1/3 da 3, 4 rimbalzi (1 in attacco), 2 assist, 2 perse e 2 falli per l'ex giocatore della Fortitudo.
Memphis: Gay 23 (7/13, 3/4, 0/1 tl), Warrick 13, Lowry 12. Rimbalzi: Gay, Miller e Milicic 7. Assist: Miller 4.
Golden State: Biedrins 21 (8/11, 5/6 tl), Ellis 19, Azubuike 15, Jackson 14, Belinelli 13, Wright 10. Rimbalzi: Biedrins 17. Assist: Davis 9.
Lupoantico
05-04-2008, 12.56.42
Memphis Grizzlies-Golden State Warriors 86-117. Vittoria importantissima per i Warriors (46-30), per restare vicinissimi a Denver (46-29) e Dallas (47-29) e continuare nella lotta per un posto al sole nei playoff. La vittoria su Memphis ha anche una doppia valenza, perché Don Nelson ha finalmente concesso 23 minuti a Marco Belinelli e l'azzurro lo ha ripagato con la sua migliore prestazione da giocatore NBA.
ALLUNGO - Entrato al posto di Monta Ellis a 1'29" dalla fine del primo quarto, ha giocato fino alla fine del secondo, dove ha messo 9 punti in 4 minuti partecipando attivamente al parziale d 17-4 che ha portato i Warriors dal 37-31 al 54-35 con 4'48" da giocare prima dell'intervallo. Golden State (senza Pietrus) allunga ulteriormente nel terzo periodo: con 7 punti consecutivi di Stephen Jackson arriva il +26 (83-57). Marco mette a segno anche 4 dei primi 6 punti dei suoi nell'ultimo quarto, dando il +27 (96-69), quando la partita è già abbondantemente chiusa. Il suo tabellino finale dice 5/8 da 2, 1/3 da 3, 4 rimbalzi (1 in attacco), 2 assist, 2 perse e 2 falli per l'ex giocatore della Fortitudo.
Memphis: Gay 23 (7/13, 3/4, 0/1 tl), Warrick 13, Lowry 12. Rimbalzi: Gay, Miller e Milicic 7. Assist: Miller 4.
Golden State: Biedrins 21 (8/11, 5/6 tl), Ellis 19, Azubuike 15, Jackson 14, Belinelli 13, Wright 10. Rimbalzi: Biedrins 17. Assist: Davis 9.
Azz, davvero non male: vai Marco, fatti valere!!!!!!:clap:
Lupofranco
05-04-2008, 13.01.28
Toronto passa ai playoff
Ma con Charlotte va k.o.
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I Raptors si fanno superare in casa dai Bobcats, ma grazie al successo di Washington su Miami conquistano un posto per i playoff. Bargnani chiude con 10 punti. Se la regular season finisse oggi la squadra canadese se la vedrebbe al primo turno con Detroit
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/04/05/0JYTTC1R--346x212.jpg Schiacciata di Parker contro i Bobcats. Reuters
NEW YORK, 5 Aprile 2008 - Ennesima prestazione deludente per i Raptors che si fanno superare tra le mura amiche dai Bobcats (105-100 il punteggio finale) ma grazie al successo di Washington su Miami conquistano matematicamente un posto per i playoff. L’inaspettato scivolone però retrocede Toronto al settimo posto della Eastern Conference e se la regular season finisse oggi la squadra canadese se la vedrebbe al primo turno con Detroit. Una sfida da evitare a tutti i costi.
CONTAGOCCE - Ancora una volta Sam Mitchell decide di utilizzare Andrea Bargnani con il contagocce. L’azzurro non sfigura, nonostante fallisca quattro conclusioni dalla lunga distanza, attacca il canestro e si fa sentire in attacco, ma alla fine riesce a strappare al suo tecnico solamente 18’ sul parquet. E nelle battute finali, quando i Raptors avrebbero bisogno di tiratori in campo, Mitchell ancora una volta snobba Bargnani. Toronto dopo un primo quarto così così nel quale va sotto anche di 10 punti, torna sotto nel secondo periodo, andando a riprendere poi gli ospiti nel terzo. Chris Bosh non tira benissimo ma il suo dovere lo fa, Rasho Nesterovic, invece, ancora una volta mostra di attraversare uno dei momenti migliori della sua carriera e alla fine realizza 23 punti (suo massimo stagionale), trovando il canestro anche dalla media distanza.
PUNTO A PUNTO - I Bobcats però riescono a tenere il passo grazie alla produzione di un eccellente Jason Richardson ben coadiuvato da Raymond Felton. Si arriva alle battute finali con le due squadre punto a punto. A decidere la gara e’ una clamorosa disattenzione del pupillo di Sam Mitchell, TJ Ford. Il play di Toronto a un minuto dalla sirena, con la sua squadra indietro di una lunghezza, palleggia con troppa superficialità e si fa soffiare il pallone da Earl Boykins. Il giocatore di Charlotte ringrazia, parte in contropiede e trova il canestro condito da uno evitabilissimo fallo dello stesso Ford. Il gioco da tre punti porta gli ospiti al +4. I Bobcats non fanno regali dalla lunetta e così Toronto finisce per incassare la sua 14° sconfitta nelle ultime 20 partite. I Raptors escono tra i fischi dei tifosi, delusi dall’ennesimo scivolone della compagine canadese. Andrea Bargnani chiude con 10 punti (4/4 da due, 0/4 da tre e 2/2 ai liberi), tre rimbalzi e un assist in 18’ di gioco.
Toronto: Bosh, Nesterovic 23, Moon 16. Rimbalzi: Nesterovic 10. Assist: Ford 14.
Charlotte: Richardson 27 (6/11, 4/7), Felton 21, Okafor 15. Rimbalzi: Okafor 13. Assist: Boykins 8.
GASPORT
Peccato che la Eastern Conference è davvero scarsa, altrimenti Toronto non farebbe i play-off. Sto gufando? Sì, ma non Bargnani, gufo quella sottospecie di allenatore che l'anno scorso si è salvato da licenziamento sicuro anche grazie al Mago.
a parte boston e detroit la Eastern Conference è davvero ridicola
Lupofranco
06-04-2008, 14.37.36
Toronto non riesce a ripartire
con i Nets la musica non cambia
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I Raptors incassano con New Jersey l'11ª sconfitta delle ultime 15 partite disputate. Bargnani in campo solo 16' non riesce ad andare a segno, Parker e Ford in serata no
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/04/06/0JYVOJ4F--346x212.jpg Anthony Parker al tiro, ostacolato a destra da Vince Carter. Afp
NEW YORK, 6 aprile 2008 - Va sempre peggio per i Raptors. Toronto si fa superare anche dai Nets (99-90 il punteggio), incassa la sua 11ª sconfitta nelle ultime 15 gare e mostra ancora una volta di attraversare il suo peggior periodo di forma della stagione proprio nel momento più importante, cioè alla vigilia della postseason. Una sconfitta troppo simile a quelle rimediate nelle ultime settimane per non far suonare un campanello d’allarme anche a Sam Mitchell.
Toronto, infatti, non riesce a trovare ritmo in attacco, subisce gli umori cestistici di un TJ Ford troppo discontinuo e ancora una volta deve chiedere gli straordinari a un Rasho Nesterovic a tratti commuovente. Tanto per cambiare Andrea Bargnani fa solo la comparsa. L’azzurro rimane sul parquet solo 16’ e non mette a referto nemmeno un punto (0/2 da due e 0/1 da tre). Con l’accantonamento di Bargnani e la riduzione del minutaggio a Jose Calderon, scelta sempre più inspiegabile, i Raptors stanno facendo fatica per cui sembra davvero strano che Sam Mitchell si ostini a non tornare sui propri passi. Contro i Nets la musica non cambia. Chris Bosh fa fatica in attacco e i Raptors litigano con il tiro dalla lunga distanza (alla fine chiuderanno con 3/22 da tre), New Jersey recupera l’ex Vince Carter (out nel match di venerdì contro Detroit) e prova subito a scappare andando avanti anche di 10 punti. Un Nesterovic in gran spolvero tenta di mantenere i Raptors in scia ma i compagni non lo aiutano. Bosh va spesso in lunetta ma non riesce a punire come vorrebbe i lunghi di New Jersey, Anthony Parker, invece, e’ in serata no (5/17 al tiro).
Anche la regia di Ford lascia a desiderare. Il play, infatti, tenta la penetrazione con troppa frequenza e non riesce a dettare i tempi giusti alla squadra, Carter, intanto, fa quello che vuole e i Nets, nonostante un paio di passaggi a vuoto, mantengono il controllo della gara. Nemmeno l’affidabile Calderon riesce a dare ordine. Lo spagnolo si innervosisce dopo che gli arbitri gli fischiano quattro falli a carico nel secondo quarto e a tratti perde la sua solita lucidità. Mitchell non lo aiuta riducendo il suo minutaggio, New Jersey così fa il bello e il cattivo tempo anche se Toronto nelle battute finali del terzo quarto riesce a tornare in partita riprendendo i Nets. Non serve a nulla, però, perché la squadra canadese torna a fare confusione nell’ultimo periodo (chiuso con soli 16 punti a referto) e i padroni di casa così portano a casa il successo.
New Jersey: Carter 32 (11/16, 1/5), Jefferson 28. Rimbalzi: Carter 7. Assist: Harris 7.
Toronto: Nesterovic 22 (10/12), Bosh 18. Rimbalzi: Nesterovic 14, Bosh 10. Assist: Bosh 6.
Simone Sandri
gasport
Vai Sam, continua così...
bargnani fa bene ad andarsene da toronto...
Lupofranco
06-04-2008, 16.07.12
bargnani fa bene ad andarsene da toronto...
Non è detto che non sia qualcun altro ad andare via...:fuma:
Nell'NBA contano molto i miglioramenti che le squadra fanno da un anno all'altro, soprattutto in termini di record. Non mi sembra che Toronto li abbia fatti, e questo, anche se sei stato coach dell'anno (in maniera immeritata, secondo me: il titolo andava dato a chi l'ha costretto a cambiare rotta, perchè l'inizio era stato pessimo...), alla fine può pesare. In più, confermare Mitchell potrebbe significare rinunciare a Calderon, che è free agent molto ambito e che a sua volta ambisce a fare il titolare: ma Mitchell prefersice un TJ Ford che, oltre a far giocare male la squadra, ha anche gravi problemi alla schiena che lo mettono sempre a rischio ritiro. Infine, il trattamento riservato a Bargnani è imbarazzante per la stessa dirigenza, perchè si rischia di sconfessare una scelta pesantissima del management, che ha rinunciato ad Aldridge e Roy, giocatori ormai già quasi affermati, per puntare sul Mago. E se il progetto Bargnani dovesse fallire, per un qualsiasi motivo, sarebbe la dirigenza a doverne rendere conto, e di certo quindi essa non è contenta di non vederlo tutelato a sufficienza. Certo, sarebbe poi il caso di verificare anche la compatibilità tecnica tra Bosh e Bargnani (che in un sistema di stile dantoniano, però, non sarebbe affato messa in discussione), ma di certo l'atteggiamento di Mitchell nei confronti del Mago, non supportato dai risultati, è incomprensibile e spero tanto che alla fine Colangelo e Gherardini ne traggano le giuste conseguenze.
l'età è dalla sua parte perchè è ancora giovane però deve migliorare almeno in 3 aspetti tecnici:
1) deve penetrare di +
2) deve prendere + rimbalzi visto l'altezza
3) deve migliorare in difesa
Paolo79
07-04-2008, 14.20.50
l'età è dalla sua parte perchè è ancora giovane però deve migliorare almeno in 3 aspetti tecnici:
1) deve penetrare di +
http://www.steroidstation.com/p_images/viagra.gif
:ok: :ok: :ok: HAI TROVATO LA SOLUZIONE
Lupofranco
10-04-2008, 11.16.57
Bargnani, ancora progressi
Phoenix tallona i Lakers
http://images.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/04_Aprile/10/galimberti.html) | http://images.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/04_Aprile/10/galimberti_full.shtml)33 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
Buona prova dell'italiano nel successo di Toronto su Milwaukee. LeBron James trascina Cleveland al successo contro New Jersey. Phoenix batte San Antonio e si porta a mezza partita dai Lakers che guidano la Pacific Division
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/04/10/0JZ366MR--346x212.jpg Andrea Bargnani in azione contro Milwaukee. Reuters
NEW YORK, 10 aprile 2008 – Toronto vince e rimane in scia a Washington e Philadelphia, con Bargnani in progresso. LeBron James trascina Cleveland al successo contro New Jersey. Philadelphia ottiene la prima vittoria in casa contro Detroit dopo le ultime cinque sconfitte consecutive. Grande vittoria di Phoenix a San Antonio. Minnesota migliora il record nella storia della franchigia: con 55 vittorie supera il primato della stagione ‘96/97.
Toronto Raptors-Milwaukee Bucks 111-93
Importante vittoria di Toronto che rimane così a stretto contatto con Washington e Philadelphia. I due giorni di allenamento intenso riportano la concentrazione giusta in Raptorland ed è soprattutto la difesa a migliorare. “Villanueva era in grande serata, ma molti dei suoi canestri sono stati contestati – ha detto Mitchell -. L’importante è stato riuscire a contenere Redd e il resto della squadra. Stasera abbiamo messo in mostra una buona difesa con gli aiuti e le rotazioni puntuali”. Soddisfatto il coach anche della prestazione di Andrea Bargnani: “Andrea ha giocato minuti importanti ed ha fatto molte buone cose”. La prova di Bargnani è stata nel complesso positiva e i progressi fanno sperare che il Mago possa dare un valido contributo alla squadra nei playoff che sono dietro l’angolo. Bargnani ha chiuso con 10 punti in 23’, e a parte qualche errore su tiri piazzati e una penetrazione centrale in cui si è fatto strappare il pallone dalle mani da Bogut, si è distinto in attacco per alcuni ottimi movimenti: un paio di penetrazioni decise sulla linea di fondo (due punti in schiacciata la prima e canestro in rovesciata la seconda), due canestri in jumper dalla lunetta e un bello scarico per Chris Bosh dopo un’altra entrata a canestro. Il Mago si è mosso discretamente anche in difesa specialmente negli aiuti. Il suo momento migliore è stato nell’ultimo quarto, quando Toronto aveva già saldamente in mano il risultato. Nel primo tempo, l’ex Villanueva va in trance agonistica e segna 27 dei primi 31 punti dei Bucks che vanno al riposo con due lunghezze di vantaggio. La partita cambia padrone nel terzo quarto che si apre con un ispirato Ford in attacco. Le giocate del play creano il primo allungo di Toronto, Nesterovic continua il suo gran momento e dimostra ottima intesa con Ford. Poi ci pensa Bosh con 5 punti consecutivi a far capire chi comanda e il punteggio sorride ai Raptors (73-61). Il resto della gara è in discesa per Toronto che amministra saggiamente il vantaggio. I Raptors chiudono il match con il 54% dal campo e solo 6 palle perse. Nessun turnover per il duo Ford-Calderon. Le cifre di Andrea Bargnani: 10 punti (4/8 da due, 0/2 da tre, 2/2 tl), 4 rimbalzi, 2 assist, 3 falli, 1 palla recuperata e 1 persa in 23’17” di gioco.
Toronto: Bosh 32 (11/18), Parker 18, Ford e Nesterovic 14. Rimbalzi: Bosh 11. Assist: Calderon 12.
Milwaukee: Villanueva 38 (14/25), Redd 17, Simmons 11. Rimbalzi: Villanueva 12. Assist: Sessions 10.
gasport
Wolves80
10-04-2008, 12.41.36
Ma Bellinelli dopo quella bella prestazione di una settimana fà, che fine ha fatto? :eh?: :eh?: :eh?:
Lupofranco
10-04-2008, 13.44.30
Ma Bellinelli dopo quella bella prestazione di una settimana fà, che fine ha fatto? :eh?: :eh?: :eh?:
E' tornato a scaldare la panchina
mi sa che golden state non farà i play-off
mi sa che golden state non farà i play-off
Alle due mi pare ci sia lo scontro, abbastanza decisivo, tra Golden State e Denver, al momento con lo stesso record di vittorie, per l'ottavo ed ultimo posto disponibile per i Play-off nella Western Conference.
Ciao e W la Palla...con..estro
Golden State Warriors-Denver Nuggets 105-114
Warriors e Nuggets si sfidano in un match drammatico che ha il sapore dello spareggio con le avversarie appaiate all’ottavo posto nella Western Conference. La posta in palio è altissima e le due squadre lasciano tutto quello che hanno sul campo. Si parte subito con un ritmo frenetico e il primo strappo è di Golden State che con un parziale di16-5 si porta a +16 (37-21), ma quando ad affrontarsi sono le due formazioni con la più alta media di punti segnati, nessun distacco fa star tranquilli. Infatti Denver reagisce in fretta e si riporta sotto. Nel secondo quarto, gli ospiti passano al comando (38-39) grazie alle riserve (J.R. Smith 10 punti in 10’) e al cambio di difesa. I Warriors affrettano i tiri contro la zona e i Nuggets ottengono un parziale di 17-0. Allen Iverson è a quota 20 all’intervallo che vede Denver sopra di un punto (60-61). Nel terzo quarto prevale Denver con Carmelo Anthony che si affianca ad A.I. a infilare la retina avversaria e il punteggio è 82-89 dopo tre quarti di gara. Mentre le due stelle di Denver continuano a produrre in attacco, non altrettanto si può dire per Davis e Jackson che hanno percentuali scarse. A poco a poco Denver costruisce 15 lunghezze di vantaggio (92-107) nel quarto periodo procurandosi preziosi punti anche dalla lunetta. I Warriors vedono i playoff scivolare via e tentano l’ultimo assalto a 5’ dalla fine, ma lo sforzo li avvicina soltanto a -8 dopo un parziale di 9-0. Ancora Iverson con 5 punti di fila respinge definitivamente Golden State. Denver si aggiudica infine l’incontro e inizia ad assaporare la qualificazione ai playoff. Ottima anche la prova di J.R. Smith con 24 punti (4/8 da tre) in 26’. Solo 7 punti per la panchina di Golden State. Belinelli di nuovo non entrato. Inutile la tripla doppia del barone Davis (20+10+11). Con il tiebreaker (3-1) a favore nei confronti dei Warriors, basteranno due vittorie nelle ultime tre gare ad Iverson e compagni per conquistare l’ottava posizione e dunque i playoff.
Golden State: Ellis 29 (13/26), Harrington 20 (7/11), Davis 20 (9/25), Jackson 18 (5/17). Rimbalzi: Biedrins 19. Assist: Davis 11.
Denver: Iverson 33 (12/21, 8/12 tl), Anthony 25 (12/20), Smith 24, Najera 10. Rimbalzi: Anthony e Camby 9. Assist; Iverson 9.
Dallas Mavericks-Utah Jazz 97-94
Una provvidenziale tripla di Dirk Nowitzki (4/5 da tre per il tedesco) all’ultimo secondo evita l’overtime ai Mavs che sconfiggono Utah ancora una volta incapace di vincere in trasferta. La vittoria di Dallas, complice il risultato di Golden State, significa playoff garantito per la squadra di Mark Cuban che ha tre partite in programma e due vittorie in più di Denver, probabilmente sufficienti ad ottenere il settimo posto nel ranking dell’Ovest. I Mavs hanno raggiunto 50 vittorie e l’ottava qualificazione consecutiva ai playoff. Dopo aver faticato ad inserire l’ultimo arrivato Jason Kidd e aver perso per breve tempo Nowitzki, ora Dallas sembra aver ingranato giusto in tempo per la post season. Il successo contro Utah replica quello altrettanto importante di domenica contro i Suns. Due partite combattute che Dallas avrebbe difficilmente portato a casa poche settimane fa. Dallas va avanti di 14 all’inizio, ma nel corso del match le squadre si alternano al comando 14 volte. Quando una botta al ginocchio mette fuori causa Josh Howard nel terzo quarto, ci pensano Nowitkzi e Terry a sostenere l’attacco di Dallas. La guardia segna tutti i suoi 21 punti nel secondo tempo e il tedesco ne mette 12 nell’ultimo quarto.
Dallas: Nowitzki 32 (12/23), Terry 21 (7/14), Bass 14. Rimbalzi: Kidd e George 6. Assist: Kidd 7.
Utah: Okur 19 (7/13), Williams 18 (7/16), Kirilenko 15, Boozer 8. Rimbalzi: Okur 14. Assist; Williams 12.
Los Angeles Clippers-Los Angeles Lakers 78-106
Battendo i cugini Clippers, la squadra di Phil Jackson torna al successo dopo lo stop a Portland. Compito facile per i Lakers che alla fine del primo tempo conducono 51-42. Non c'è neppure bisogno di spremere troppo le stelle Bryant, Odom e Gasol, che si concedono ampi riposi durante la gara e lasciano il palcoscenico a un Luke Walton molto positivo. Nel disastro dei Clippers, le uniche note liete arrivano da Elton Brand, che dimostra di essere ritornato in buona efficienza mettendo a referto 23 punti in 33 minuti. Bene anche Thornton, ma senza Maggette l'attacco non punge e il derby si rivela senza storia dal primo all'ultimo minuto.
L.A. Clippers: Brand 23 (10/20), Thornton 22 (9/17), Parker 12. Rimbalzi: Thornton 10. Assist: Dickau 6.
L.A. Lakers: Walton 18 (7/12), Bryant 16 (6/17), Odom 14, Gasol 13. Rimbalzi: Odom 13. Assist: Fisher, Farmar e Walton 4.
Adriana Galimberti
Lupofranco
12-04-2008, 13.40.55
Toronto, il 6° posto è tuo
Il Mago aggressivo piace
http://images.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/04_Aprile/12/toronto.html) | http://images.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/04_Aprile/12/toronto_full.shtml)23 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
Contro New Jersey, i Raptors partono male poi eguagliano il record stagionale, mettendo a segno ben 67 punti nel secondo tempo. Bargnani, impreciso da fuori, cerca soluzioni diverse e lotta deciso a rimbalzo: 14 punti per lui
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/04/12/0JZ6WIQR--346x212.jpg Chris Bosh (sin) e Vince Carter guardano dei tiri liberi. Reuters
TORONTO (Can), 12 aprile 2008 – I Raptors riconquistano il sesto posto ad est battendo i Nets.
Toronto Raptors-New Jersey Nets 113-85
Toronto supera New Jersey, apparsa ormai rassegnata e desiderosa di finire la stagione in fretta, grazie a un grande terzo quarto in cui si mette a difendere sul serio. I Raptors partono male concedendo ben 30 punti ai Nets nel primo quarto che termina 18-30. Nel secondo quarto, le cose migliorano perche Carlos Delfino è micidiale da tre e Calderon gli dà una mano con una serie di jumper precisi. Bosh in schiacciata porta i Raptors a -1 (39-40). C’è anche Bargnani in campo negli ultimi 15' del primo tempo. La mano del Mago da fuori non funziona e le tre triple tentate sbattono sul ferro. Andrea va all’intervallo (46-48) con 4 punti (2/6) grazie a un canestro da sotto e uno dalla media aiutato da un rimbalzo fortunato sul ferro. La partita gira nel terzo quarto: Toronto diventa aggressiva nella metà campo difensiva e New Jersey sparacchia da tre (3/23 alla fine). In attacco TJ Ford ha un ottimo sprazzo in cui segna a ripetizione e Toronto allunga (74-64 con 2’46” da giocare nel terzo).
Rientra Bargnani negli ultimi due minuti e visto che ha problemi dal perimetro prova ad attaccare il canestro. La mossa si rivela positiva e l’azzurro nel secondo tempo non tenta mai il tiro da fuori, ma coglie ogni occasione per buttarsi a canestro venendo premiato: con un fallo dopo l’altro a favore Bargnani fa 8/8 dalla lunetta. “Abbiamo insistito con Andrea – dice Mitchell - che doveva cercare la penetrazione e lui è stato bravo a eseguire. Andrea stasera è stato aggressivo.” Una buona reazione da parte di Bargnani a cui bisogna dare atto per non essersi demoralizzato per gli errori al tiro come in passato, ed aver cercato soluzioni diverse anche lottando con più decisione a rimbalzo (ne ha presi 3 in 7’ di gioco nel quarto periodo). Intanto Toronto ha vita sempre più facile e il divario aumenta anche perché New Jersey ha palesemente mollato. Il pubblico applaude il gioco dei padroni di casa che nel secondo tempo segnano la bellezza di 67 punti uguagliando il record stagionale e Delfino continua la sua prestazione al tiro maiuscola (6/8 da tre alla fine). Oltre al successo, i Raptors conquistano anche il sesto posto superando Philadelphia. Ecco le cifre di Andrea Bargnani: 14 punti (3/5 da due, 0/3 da tre, 8/9 tl), 6 rimbalzi, 3 falli, 1 palla persa e 1 stoppata in 24’12” di gioco.
Toronto: Delfino 24 (1/2, 4/4), Bosh 21 (7/12), Ford 14, Calderon 11, Nestervoci e Parker 10. Rimbalzi: Bosh 9. Assist: Calderon 10.
New Jersey: Carter 21 (9/15), Harris 19, Jefferson 14. Rimbalzi: Cartere Swift 6. Assist: Harris e Jefferson 5.
GASPORT
kobe bryant mvp in via ufficiosa
Lupofranco
13-04-2008, 10.56.17
Per Belinelli 5 punti, 1 rimbalzo e 1 assist nella viittoria di 6 contro i Clippers che tiene Golden State in lotta per i play-off (Denver ha perso a Utah).
Lupofranco
13-04-2008, 12.04.36
Golden State Warriors-Los Angeles Clippers 122-116
I Warriors fanno il loro dovere vincendo una partita che non si poteva assolutamente perdere. E c’è anche un po’ di gloria per Marco Belinelli. Il rookie entra per Harrington a 8'04'' dalla fine del primo tempo col punteggio sul 40-51 e si procura due tiri liberi dopo solo 30'' convertendone uno per il suo primo punto. Durante la permanenza in campo di Belinelli, i Clippers si avvicinano a -4 (49-54) in meno di tre minuti e Nelson chiama timeout. L'ex Fortitudo continua a giocare e premia la fiducia del coach al primo tiro in azione con un canestro in jumper su assist di Biedrins (57-51). Dopo un rimbalzo difensivo l'azzurro segna ancora da fuori, poi sbaglia una tripla. Belinelli non si fa pregare per tirare e fa bene. Bisogna sfruttare al massimo ogni minuto in campo. Con il suo primo assist, l'azzurro manda a segno Pietrus da tre (66-59). I Clippers mantengono il distacco sotto la doppia cifra grazie ai canestri di Mobley e Al Thornton. Il punteggio è 68-61 a metà gara. Nel secondo tempo, i Warriors rischiano di rovinare la serata ai padroni di casa arrivando a un punto di distacco (92-93), ma Golden State si ricompone e con Jackson e Davis porta a termine la partita con una vittoria importantissima e raggiunge Denver sul 48-32. Per Belinelli c'è la grande soddisfazione di aver potuto dare un contributo concreto in una gara dalla posta in palio altissima. Le cifre di Belinelli nel secondo quarto comprendono 5 punti (2/3, 1/2 tl), 1 rimbalzo,1 assist, 1 recupero, 1 fallo in 8’.
Golden State: Jackson 28 (8/17), Davis 25, Harrington e Ellis 17. Rimbalzi: Biedrins 14. Assist: Davis 9
L.A. Clippers: Mobley 30 (13/24), Thornton 25, Brand 21. Rimbalzi: Brand 14. Assist: Parker 9
gasport
Professore
13-04-2008, 13.16.39
ma chi l'ha scrtto sto articolo franco?
non si capisce una mazza toglietegli la penna da mano
Lupofranco
13-04-2008, 15.08.43
Adriana Galimberti, che, se ho capito bene, è un'ex giocatrice, ha giocato anche qui l'anno dell'ultima promozione della Sipe, ex fidanzata di Enzo Esposito
Lupofranco
14-04-2008, 14.21.21
Detroit proibita per Toronto
Domenica-no per Bargnani
http://images.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/04_Aprile/13/toronto_1304.html) | http://images.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/04_Aprile/13/toronto_1304_full.shtml)9 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
I Raptors subiscono la decima sconfitta consecutiva al Palace contro i Pistons. Per il lunga italiano solo 2 punti in 21', con 1/6 al tiro a 3 rimbalzi
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/04/13/0JZA5DTP--346x212.jpg Jason Maxiell al tiro contro Nesterovic e Delfino. Ap
NEW YORK, 13 aprile 2008 – Nel pomeriggio domenicale, Toronto subisce la decima sconfitta consecutiva nello storicamente ostico campo di Detroit, il Palace di Auburn Hills.
Toronto regge l’urto all’inizio contro i titolari di Detroit con Bosh (19 punti e 5 rimbalzi nel primo tempo) ispirato in attacco e ancora un ottimo Nesterovic (5/6 per 10 punti nel primo tempo). Bargnani è in campo negli ultimi 13’ del primo tempo. Il suo unico canestro arriva in transizione dall’angolo, mentre continuano i problemi con le triple (0/3). Il Mago ha spazio e tempo per tirare, ma il movimento del tiro non è fluido come una volta (solo 7/30 per Bargnani da tre nelle ultime 11 partite). L’azione migliore dell’azzurro è un ottimo passaggio per Bosh in taglio a canestro. Una sua entrata sulla linea di fondo è fermata fallosamente da Ratliff, un altro tiro dalla media è fuori equilibrio e si ferma sul ferro.
Le riserve dei Pistons, tutte e sette a referto nel secondo quarto, mantengono Detroit in vantaggio e si va al riposo sul 50-45. All’intervallo, coach Mitchell chiede ai suoi giocatori di fare il tagliafuori (Detroit ha dominato i rimbalzi nel primo tempo 23-13, uno catturato da Bargnani). Si riparte con i titolari in campo e i Raptors restano sulla scia di Detroit che sbaglia qualche tripla di troppo e commette turnover evitabili.
Bargnani ritorna nel finale del terzo quarto e non sfrutta un’ottima occasione al tiro con un altro errore da tre. Segnando, avrebbe dato il vantaggio ai Raptors. Saunders rispolvera la panchina nel quarto periodo. L’attacco dei Raptors si affida a Chris Bosh, ma intanto in difesa le rotazioni sono sempre in ritardo o inesistenti e Jason Maxiell e compagni vanno a nozze contro i varchi che si aprono. Torna in campo Bosh per il Mago, che nei minuti in campo nel periodo finale non è stato quasi mai servito dai compagni. Con Detroit avanti 83-75 a 3 minuti e mezzo dal termine, Mitchell prova la carta dei due play Calderon e Ford, ma i Pistons anche con le riserve sono superiori ai Raptors e vanno a vincere senza in tranquillità.
Male Bargnani (in una delle rare gare dei Raptors mostrate dalla tv nazionale usa) che chiude con 2 punti (1/2 da due, 0/4 da tre), 3 rimbalzi, 1 assist, 1 recupero e 2 falli in 21’. Gli fanno compagnia Ford (4/11), Moon (1/7), Parker (2/7) e Delfino (2/7) che faticano a trovare buoni tiri contro la solida difesa avversaria. "I Pistons sono una della migliori difesa della lega – dice Mitchell -. Abbiamo avuto delle opportunità, ma non abbiamo tirato bene". Toronto continua il trend di squadra con troppi alti e bassi. Un esempio? Delfino e Bargnani, grandi protagonisti due giorni fa con New Jersey e in giornata no a Detroit. Il record di Toronto torna in parità (40-40) ed è identico a quello di Philadelphia. È estremamente importante ora difendere il sesto posto dai Sixers nelle ultime due gare di regular season per evitare i Pistons al primo turno di playoff.
Detroit: Stuckey 18 (5/9, 6/6 tl), Billups 14 (4/11), Maxiell 14 (7/10), Hamilton 12 (6/9). Rimbalzi: McDyess 9. Assist: Billups 4.
Toronto: Bosh 30 (13/22), Nesterovic 18 (8/13), Ford 8 (3/10), Delfino e Kapono 6. Rimbalzi: Bosh 10. Assist: Ford 8.
gasport
Toronto Raptors-Miami Heat 91-75
I Raptors si sbarazzano di Miami svegliandosi nel secondo tempo e conquistano matematicamente il sesto posto a est che significa Gara-1 di playoff domenica prossima a Orlando. Toronto delude nel primo tempo dell’ultima gara casalinga di regular season, che si chiude 43-47 per gli Heat con 5/8 da tre per gli ospiti e Toronto che non morde come dovrebbe. Il primo tempo di Bargnani è a doppio filo: bene in difesa dove non si risparmia e rifila 3 stoppate agli avversari, ancora male al tiro con 1/5 (una tripla realizzata e tre sbagliate più un tiro dalla media fuori bersaglio ed erano tutti buoni tiri). Alla ripresa del gioco, Miami è più viva e va subito a +8. Mitchell deve chiamare timeout mentre il pubblico di casa fischia il quintetto in campo. Poi finalmente il risveglio di Toronto con 9 punti di Ford e due triple di Parker, così Toronto mette la testa avanti chiudendo il terzo quarto a +6. Bargnani intano commette altri due errori da tre, ma segna un bel canestro da sotto subendo fallo dopo aver catturato un difficile passaggio di Calderon ed è presente a rimbalzo e sulle palle vaganti. Nell’ultimo quarto, uno sprazzo di Kapono con 5 punti di fila mette la gara sui giusti binari e Toronto allunga mentre Miami molla la presa. Nesterovic, autore di 20 punti, è ancora una volta migliore in campo e la notizia non è necessariamente positiva, anche se il suo mestiere farà comodo contro Dwight Howard nel primo turno di playoff. Le cifre finali di Bargnani comprendono 8 punti (1/5 da due, 1/6 da tre, 3/3 tl), 7 rimbalzi, 3 falli, 1 palla persa e 3 stoppate. Bastava mettere a segno un paio di triple in più per parlare di prestazione molto positiva, invece bisogna accontentarsi dell’impegno messo in campo. A questo punto il Mago deve solo insistere per ritrovare la fiducia e migliorare le percentuali.
Toronto: Nesterovic 20 (10/19), Bosh 15 (3/7, 9/12 tl), Parker 13, Ford e Kapono 11. Rimbalzi: Nesterovic, Parker e Bargnani 7. Assist: Calderon 11.
Miami: Cook 22 (9/19), Quinn 14. Rimbalzi: Powell 10. Assist: Quinn 6.
Phoenix Suns-Golden State Warriors 122-116
I Phoenix Suns cancellano le ultime speranze di Golden State di raggiungere l’ottavo posto e i Warriors devono restare fuori dai playoff malgrado una grande stagione con 48-32 di record. Nella partita decisiva della stagione, ci sono sette minuti di gioco per Marco Belinelli a cui Don Nelson dà fiducia nel secondo quarto. Belinelli prova una tripla, ma sbaglia il suo unico tiro della serata. I Suns hanno un buon momento quando Belinelli è sul parquet e vanno a +10, poi arriva il momento per l’azzurro di tornare in panchina. Si fa male Grant Hill che deve uscire per un problema all’adduttore dopo aver realizzato 12 punti in 13”. Brutta tegola per D’Antoni che si augura di riaverlo al 100% per i playoff. Phoenix controlla la gara nel primo tempo (71-57). I Warriors provano il tutto per tutto nel terzo quarto: Stephen Jackson scalda la mano e Golden State opera il sorpasso (82-83). Il parziale è di 38-19 per Golden State nel terzo quarto, la partita è girata in favore dei Warriors che va addirittura a +11 con 7’ da giocare nell’ultimo quarto (96-107). Ma Phoenix non ci sta e pareggia conun parziale di 11-0 grazie a 6 punti di Stoudemire e 5 di Raja Bell. Gli ultimi quattro minuti sono palpitanti e Golden State cerca disperatamente di fare il colpaccio, ma Amare Stoudemire devastante in area e Barbosa, che mette una tripla determinante, mettono la parola fine alle speranze di Golden State. Steve Nash sfiora la tripla doppia (13+9+14), mentre Baron Davis resta in panchina quasi tutto il secondo tempo dopo aver iniziato con 2/13 in 17’.
Phoenix: Stoudemire 28 (9/12), O’Neal 19 (6/10, 7/14 tl), Barbosa 19 (7/16), Bell 16, Nash 13, Hill 12. Rimbalzi: O’Neal 15. Assist: Nash 14.
Golden State: Jackson 23 (9/18), Ellis 20 (8/20), Azubuike 17, Biedrins 16, Croshere 14. Rimbalzi: Biedrins 11. Assist: Ellis 6.
Philadelphia 76ers-Cleveland Cavaliers 90-91
Cleveland batte i Sixers grazie a due tiri liberi di Devin Brown a 2 decimi di secondo dal termine, frutto di una chiamata arbirale controversa che lascia l’amaro in bocca a Philadelphia. Dopo il canestro del sorpasso di Lou Williams a 5” dalla sirena, LeBron James sbaglia in entrata e Brown cerca di correggere a canestro sul suono della sirena. I Sixers festeggiano, ma dopo qualche minuto passato a studiare il replay dell’azione gli arbitri decidono per un fallo di Dalembert e mandano Brown in lunetta. La clamorosa conclusione del match favorisce Toronto che conquista così il sesto posto. I Cavs finiscono quarti e per il terzo anno consecutivo si troveranno di fronte Washington nel primo turno di playoff.
Philadelphia: Miller 26 (11/20), Williams 21. Rimbalzi: Dalembert 10. Assist: Miller 6.
Cleveland: James 27 (10/18), Ilgauskas 22, Brown 13. Rimbalzi: Varejao 8. Assist: James 5.
Washington Wizards-Indiana Pacers 117-110
I Wizards sconfiggono i Pacers eliminandoli dalla corsa ai playoff e per un attimo sperano di ottenere il vantaggio del campocontro Cleveland nel primo turno dei playoff. Da Philadelphia giunge la notizia della sconfitta dei Cavs, poi arriva la smentita: Cleveland ha vinto ed avrà il fattore campo a favore. L’anno scorso i Wizards subirono un cappotto (4-0) da parte della squadra di King James.
Washington: Mason 31 (10/14), Young 14, Jamison 12. Rimbalzi: Blatche 11. Assist: Songaila 6.
Indiana: Granger 35 (12/23), Dunleavy 26. Rimbalzi: Granger 9. Assist: Diener 7.
Sacramento Kings-San Antonio Spurs 98-101
Con una doppia doppia di Tony Parker e Ginobili ancora a riposo i San Antonio Spurs battono Sacramento e conquistano il terzo posto nella Western Conference come un anno fa.
Sacramento: Salmons 29 (11/19), Hawes 17, Udrih 16, Garcia 15. Rimbalzi: Salmons 10. Assist: Salmons e Udrih 3.
San Antonio: Parker 32 (12/22), Duncan e Finley 19, Oberto 17. Rimbalzi: Oberto 8. Assist: Parker 11.
Utah Jazz-Houston Rockets 105-96
I Jazz superano Houston e si assicurano il tiebreaker nei confronti della squadra texana che hanno battuto due volte su tre partite. Il bilancio di entrambe le squadre è 54-27 e, se termineranno con un identico record e si incroceranno al primo turno, Utah avrà il vantaggio del campo. Houston prova la rimonta dopo essere caduta a -17, ma i Jazz non cedono e vincono spinti dalla doppia doppia di Boozer (21+11).
Utah: Boozer 21 (9/13), Williams 17, Okur e Brewer 12. Rimbalzi: Okur 13. Assist: Williams 9.
Houston: Scola e McGrady 22, Jackson 19. Rimbalzi: Scola 13. Assist: Jackson 6.
New York Knicks-Boston Celtics 93-99
Con la sconfitta odierna il record dei Knicks diventa 23-58 e ora New York deve vincere l’ultima partita contro Indiana per evitare di finire con il peggior record della storia della franchigia. Boston tiene a riposo i Big Three, e manda Rajon Rondo in doppia doppia con 23 punti e 10 rimbalzi. Boston è pronta per i playoff dove al primo turno se la vedrà con gli Atlanta Hawks.
New York: Robinson 26 (9/20), Randolph 15. Rimbalzi: Lee 16. Assist: Crawford 6.
Boston: Rondo 23 (11/15), Cassell 22, Posey 15, Garnett 12. Rimbalzi: Rondo 10. Assist: Rondo 5.
Milwaukee Bucks-Chicago Bulls 135-151
Chicago ringrazia la difesa inesistente dei Bucks per realizzare 151 punti con il 67% al tiro. L’unica nota positiva per Milwaukee sono i 24 assist del rookie Ramon Sessions, che segna un nuovo record per la franchigia.
Milwaukee: Bogut 25 (8/11), Redd e Villanueva 22, Sessions 20. Rimbalzi: Bogut e Sessions 8. Assist: Sessions 24.
Chicago: Deng 32 (15/20), Gordon 29, Duhon 22. Rimbalzi: Thomas e Sefolosha 8. Assist: Duhon 15.
Adriana Galimberti
questa notte si conclude la regolar season già decise le 16 squadre qualificate ma non ancora le posizioni soprattutto ad ovest
est: boston, detroit, orlando, cleveland, washington, toronto, philadelphia, atlanta.
ovest: los angeles lakers, new orleans, san antonio, utah jazz, phoneix suns, houston, dallas, denver
Lupofranco
17-04-2008, 10.01.17
La rivincita di Belinelli
Playoff: Dallas evita i Lakers
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Coach Nelson concede finalmente un po' di spazio all'italiano, che lo ripaga con 17 punti: record in carriera. Definiti i playoff della Western Conference: Kobe e compagni affronteranno Denver, per i Mavs ci sarà New Orleans, San Antonio se la vedrà con Phoenix e Utah con Houston
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/04/17/0JZGFKSP--346x212.jpg Marco Belinelli guarda dalla panchina gli ultimi minuti della gara con Seattle. Ap
NEW YORK, 17 aprile 2008 – Definita la griglia playoff della Western Conference. Le sfide del primo turno saranno LA Lakers-Denver, New Orleans-Dallas, San Antonio-Phoenix, Utah-Houston. Grande exploit di Marco Belinelli nella gara finale del campionato di Golden State: l’azzurro segna 17 punti in 15’ con 5/6 da tre.
Golden State Warriors-Seattle Supersonics 121-126
Grande exploit di Marco Belinelli nella gara finale dell’anno che mostra ai suoi tifosi cosa è in grado di fare. "Sono un rookie, devo aver pazienza e aspettare il mio momento". Questo il commento di Belinelli alla radio dei Warriors prima della gara. Quindi Belinelli gioca 8 minuti nel primo tempo in cui infila due triple per 6 punti (2/6). Con Seattle a +13 verso la fine del terzo quarto, Nelson rimette in campo Belinelli che dimostra di essere in gran serata al tiro realizzando subito ancora due triple, ma i Sonics chiudono il quarto avanti 95-80. Inizia l’ultimo quarto e Belinelli riparte da dove aveva lasciato: la sua quinta tripla (con cui Marco supera il suo precedente career high di 13 punti) della gara arriva dall’angolo destro, poi il rookie segna 2 punti (con interferenza canestro di Durant) e porta il tabellino personale a 17 punti. Dopo 15’ di gioco, Belinelli viene sostituito da Baron Davis chiudendo con 17 punti (1/3 da due, 5/6 da tre), 2 assist e 1 palla recuperata. Career high anche per Kevin Durant autore di 42 punti.
Golden State: Ellis 24 (11/17), Davis 21, Biedrins 20, Rimbalzi: Biedrins 17. Assist: Davis 7.
Seattle: Durant 42 (18/25), Green 27, Watson 17. Rimbalzi: Durant e Collison 13. Assist: Watson 12.
gasport
Lupofranco
17-04-2008, 10.03.15
Bargnani non decolla
fra le riserve dei Raptors
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A Chicago Toronto, già qualificata ai playoff, regala spazio alle seconde linee. Stessa scelta per i Bulls: ne esce una gara priva d’intensità che i padroni di casa vincono 107-97. Il Mago chiude con 13 punti, un rimbalzo, una stoppata e un recupero in 21’ di gioco
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/04/17/0JZGAOSR--346x212.jpg Thabo Sefolosha stretto nella morsa fra Joey Graham (sin.) e Kris Humphries. Reuters
NEW YORK, 17 Aprile 2008 - Raptors e Bulls danno vita alla più classica partita di fine stagione. Con la sesta posizione ormai raggiunta e la sicura prospettiva di una sfida con i Magic al primo turno di playoff, Toronto decide di regalare spazio alle riserve, stessa cosa fa Chicago, ne viene fuori così una gara priva d’intensità che Chicago alla fine vince 107-97. Con le difese a fare da comparsa la gara scivola via senza grandi sussulti. Nel primo quarto però si vede una buona pallacanestro. TJ Ford sfrutta al massimo i suoi pochi minuti sul parquet giocando alla grande, favorito però dalla assoluta mancanza di intensità da parte della difesa di Chicago. Il play di Toronto mette a referto 18 punti in 18’ e si prepara nel modo migliore al match con Orlando. I ritmi della postseason, però saranno naturalmente ben diversi.
FARI SU MITCHELL - Il minutaggio di Andrea Bargnani non cambia molto nemmeno per un match “amichevole” con quello con i Bulls. Sam Mitchell regala 21’ all’azzurro che ha parecchia voglia di fare e si prende 11 conclusioni dal campo, trovando la retina in 4 occasioni e chiudendo con 13 punti. Ora però per Toronto, e soprattutto per Sam Mitchell e lo stesso Andrea Bargnani, arriva il crocevia più importante. Il coach dei Raptors sa di essere sotto pressione e deve riuscire a preparare al meglio la sua truppa, in particolare gestendo in modo intelligente la coppia Ford-Calderon, per lo scontro con Dwight Howard e compagni.
Bargnani, invece, dopo una stagione condita da alti e bassi ha bisogno di fare bene, Mitchell permettendo naturalmente visto che senza un minutaggio di un certo tipo non si possono certo chiedere miracoli all’ex stella della Benetton, contro i temibilissimi lunghi di Orlando, Lewis, Turkoglu e Howard in particolare.
BOSH SPRONA I COMPAGNI - Toronto però non sta benissimo e arriva alla postseason reduce da ben 17 sconfitte nelle ultime 26 gare. “Dobbiamo cambiare marcia – sottolinea Chris Bosh che a Chicago è rimasto sul parquet per soli 15’ – ci sentiamo pronti per i playoff ben sapendo che Orlando e’ una signora squadra”. Se Toronto chiude la regular season con parecchie contraddizioni, ma con la possibilità di far ricredere i tanti scettici nella postseason, Chicago, invece va finalmente in vacanza dopo un’annata incredibilmente deludente. Partita come possibile antagonista di Detroit e Boston per lo scettro della Eastern Conference, Chicago, ha fallito e ora nella offseason ci sarà tantissimo da lavorare per la dirigenza dei Bulls. “Siamo tutti molto delusi – commenta Ben Gordon – non ci aspettavamo di sicuro una stagione del genere”. Nella Windy City, comunque, Andrea Bargnani chiude con 13 punti (4/7 da due, 1/4 da tre, 2/2 ai liberi), un rimbalzo, una stoppata e un recupero in 21’ di gioco.
Chicago: Thomas 26 (9/12, 0/1), Gray 19, Sefolosha 16. Rimbalzi: Gray 22. Assist: Duhon, Hinrich 6.
Toronto: Ford 18 (6/8, 1/1). Rimbalzi: Humphries 7. Assist: Calderon 8.
gasport
ecco il primo turno dei play-off:
Est:
boston-atlanta
detroit-philadelphia
orlando-toronto
cleveland-washigton
Ovest:
lakers-denver
san antonio-phoneix
utah-houston
new orleans-dallas
Lupofranco
18-04-2008, 20.02.02
Ora Bargnani fa autocritica
http://images.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/04_Aprile/18/bargnani.html) | http://images.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/04_Aprile/18/bargnani_full.shtml)37 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
Il lungo dei Toronto Raptors in conference call: "Niente scuse, potevo fare meglio. Ho giocato meno dell'anno scorso e il rendimento è più o meno quello della mia prima annata. Migliorerò, soprattutto spalle a canestro". E vede una finale Detroit-San Antonio
http://images.gazzetta.it/Media/Foto/2008/04/18/toronto--346x212.jpg Andrea Bargnani in entrata, marcato da Scola. Epa
MILANO, 18 aprile 2008 - "Niente scuse, potevo fare meglio". Andrea Bargnani fa autocritica al termine della sua seconda regular season NBA. Ma l'occasione per lasciare il segno c'è ancora. Toronto è approdata ai playoff, con il sesto miglior record ad Est, e al primo turno se la vedrà con gli Orlando Magic di Howard.
IL PENSIERO DEL MAGO - In attesa di gara-1, in programma in Florida domenica, l'ex giocatore della Benetton Treviso pensa alla pagella personale. "Beh, visto che i numeri sono rimasti quelli di un anno fa...", dice lasciando intendere un giudizio non del tutto positivo. "Contano i minuti giocati, non importa se parto dalla panchina o se sono nel quintetto titolare", spiega ancora. Rispetto alla passata stagione, disputata con l'onore e l'onere della prima scelta assoluta nel draft 2007, i progressi non sono stati quelli sperati. "Ho giocato meno dell'anno scorso e il rendimento è più o meno quello della mia prima annata", dice riassumendo la stagione regolare.
I NUMERI - A guardare le cifre, tra la versione rookie e quella sophomore non è cambiato molto. Dai 25.1 minuti del 2006-2007 è sceso ai 23.9 del 2007-2008. Giù anche i punti: da 11.6 a 10.2 di media. "Avrei potuto fare meglio", ripete nella conference callorganizzata dall'Nba.
PROPOSITI E FUTURO - "Mi devo operare di adenoidi visto che mi ammalo un po' troppo spesso. Sono sicuro che se non avrò problemi fisici (e quest'anno di intoppi ne ha avuti ndr) migliorerò. In estate farò qualche camp, lavorerò sodo per essere pronto il prossimo anno. Devo potenziare il fisico e devo migliorare nel gioco spalle a canestro". Prima delle vacanze ci sono i playoff. Un anno fa, i Raptors chiusero l'avventura al primo turno contro i New Jersey Nets. Bargnani arrivò all'appuntamento in condizioni precarie, dopo un'operazione d'urgenza per appendicite. Ora le incognite sono legate alla condizione complessiva della squadra. "Abbiamo avuto problemi recentemente con Miami, molto più scarsa di Orlando. Niente è impossibile in questo sport Orlando l'abbiamo già battuta quest'anno, ma non stiamo giocando una buona pallacanestro ultimamente. Dobbiamo fare molto meglio di così se vogliamo andare avanti", sintetizza il Mago.
IL PRONOSTICO NBA - Nel tabellone della Eastern Conference è semplice indicare i favoriti, Boston o Detroit: "Secondo me andrà fino in fondo Detroit". Nella Western Conference, invece, "è un casino". Tutte le 8 squadre qualificate possono puntare alla finale. "A Ovest - dice il romano - può andare avanti San Antonio, ma in realtà possono fare strada tutti. Se pensiamo che l'ottava qualificata è Denver... vedo una finale di conference tra i Los Angeles Lakers e gli Spurs". Alla post-season non prenderanno parte i Golden State Warriors di Marco Belinelli. Tra i due italiani d'America, pochi contatti in una stagione massacrante: "Non ci siamo sentiti molto, avremo parlato un paio di volte".
GHERARDINI - "Battere Orlando e accedere alle semifinali di conference - ha confessato il vice presidente esecutivo dei Raptors - sarebbe come vincere il titolo per noi".
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dai mago ti vogliamo protagonista nei play-off
Lupofranco
20-04-2008, 23.12.28
Magic, lezione a Toronto
Bargnani non fa meglio
http://images.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/04_Aprile/20/bargnaniko.html) | http://images.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/04_Aprile/20/bargnaniko_full.shtml)9 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
In gara 1 a sorpresa Mitchell lancia l'azzurro in quintetto ma il tentativo di limitare Turkoglu non riesce. Howard fa il resto e dopo 12' Orlando è già sul +20. Due triple di Kapono illudono (88-83), ma per i Raptors non c'è niente da fare
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/04/20/0JZN3A7P--346x212.jpg Lotta a rimbalzo tra Jameer Nelson e Andrea Bargnani. Ap
NEW YORK (Stati Uniti), 20 aprile 2008 – Le triple di Orlando (9/11 nel primo quarto) e lo strapotere fisico di Dwight Howard (25 punti e 22 rimbalzi) condannano Toronto alla sconfitta in gara 1.
Orlando Magic-Toronto Raptors 114-100
A sorpresa Sam Mitchell rimescola le carte e lancia Andrea Bargnani in quintetto da numero tre al posto del rookie Jamario Moon. Una mossa inaspettata, ma anche un'occasione d'oro per il Mago (un anno fa aveva giocato da titolare 3 partite della serie contro i Nets con una media di 17 punti), che ha l'impegnativo compito di marcare Hedo Turkoglu. Il turco trova subito due conclusioni facili in penetrazione, poi il Mago tiene l'uno contro uno , ma i Magic sono perfetti all'inizio e vanno 18-8 con 7/7 totale (3/3 da tre). Il primo tiro di Bargnani da centro area viene respinto da una stoppata di Howard che va in cielo a catturare la sfera. Sul 21-14 dopo 6' di gioco entra Moon per Bargnani. Howard stoppa anche Nesterovic e dà un segnale ai lunghi di Toronto: nel suo regno non si passa. Intanto TJ Ford inizia a sparacchiare (1/5 nel primo quarto) e Orlando approfitta della difesa di burro di Toronto. La nave di Mitchell affonda sotto le triple di Orlando che piovono a grandinate. I Magic sono superiori in tutto e Toronto è frastornata dall’energia e dal clinic al tiro degli avversari, e dalla presenza intimidatoria di Dwight Howard in area. Bargnani torna in campo per Nesterovic sul finale del quarto e fa in tempo a prendersi un buon tiro dall'angolo sinistro che non va a bersaglio. I primi 12' si chiudono con Orlando a +20 e Toronto che ha subito ben 43 punti, record negativo in un quarto in gare di playoff nella storia della franchigia. Orlando ha un pazzesco 9/11 da tre. Solo Anthony Parker con 10 punti riesce a resistere alla furia dei Magic.
Il secondo quarto parte con una schiacciata decisa di Bargnani in traffico che in difesa si sforza di contenere Turkoglu. Poi l'azzurro sbaglia dalla media. Anche Delfino è impreciso, ma Kapono infila due triple di fila che fanno arrabbiare Van Gundy. Dopo aver raggiunto il +24, i Magic si raffreddano un po' da dietro l'arco (2/7 nel secondo quarto), Toronto inizia a mordere in difesa e riesce a chiudere il primo tempo a -13 (60-47). Nesterovic e Kapono segnano 16 degli ultimi 18 del primo tempo, mentre Bosh (solo 1/6 per 7 punti) soffre la difesa aggressiva di Rashard Lewis. Maurice Evans è perfetto con 5/5 e 14 punti. Alla ripresa Bargnani sbaglia una comoda conclusione dall'angolo appena fuori area, ma Toronto riesce a portarsi a -9. Ancora un errore dell'azzurro da sotto, poi Andrea tira e segna la sua prima tripla (70-61). Intanto TJ Ford subisce difensivamente le incursioni di Jameer Nelson, mentre in attacco Bosh deve sudare in ogni possesso, con la difesa avversaria che flotta su di lui. I tiri liberi mantengono in vita Toronto che va a -7 con un canestro in back door di Parker. Un dubbio quarto fallo manda Bosh in panchina verso la fine del terzo quarto. Bargnani tira in palleggio arresto e tiro e sbaglia, ma si fa perdonare togliendo il pallone a Turkoglu in palleggio e i Raptors sono ancora in partita dopo tre quarti (85-75). Due triple di Kapono dimezzano lo svantaggio (88-83) e Toronto inizia a crederci. Bargnani lotta come un leone contro Howard e commette un fallo duro, ma Howard punisce dalla lunetta. Poi sale in cattedra Turkoglu e, con la superpotenza Howard a fare il vuoto in mezzo all’area, i Magic si scrollano di dosso gli avversari con un parziale di 10-0, proprio quando Bosh torna in campo a 8’ dal termine. I Magic allungano (98-83) e non si voltano più indietro.
Un monumentale Howard chiude con 25 punti, 22 rimbalzi e 5 stoppate. Mitchell ruota sette giocatori e concede a Delfino e Moon solo una breve apparizione. I Raptors (38% al tiro contro il 53% di Orlando) dovranno fare un miglior lavoro per contenere le penetrazioni e gli scarichi delle guardie nelle prossime gare, e sperare di caricare di falli Dwight Howard che è di un altro pianeta fisicamente rispetto ai lunghi di Toronto. Il duo Calderon e Ford, considerato alla vigilia superiore ai registi avversari, dovrà rispondere alla grande prova odierna di Jameer Nelson. "Non sono stati tanto i raddoppi su Howard che ci hanno punito, quanto gli scarichi su penetrazione – è il commento di Mitchell dopo la gara -. Dobbiamo fare uno sforzo per tenere Dwight lontano dai tabelloni. Più facile a dirsi che a farsi. E quando mette anche i tiri liberi diventa difficile". Incoraggiante la gara del Mago che, malgrado la mano storta, non si tira indietro in quanto ad agonismo. Andrea Bargnani chiude con 5 punti (1/7 da due, 1/1 da tre), 3 rimbalzi, 1 recupero e 3 falli in 28'. Alla fine, però, Bosh ha da ridire: "Penso che abbiamo commesso l’errore di voler inserire troppe novità nel nostro gioco. Abbiamo pensato che Orlando avrebbe avuto le contromisure pronte per ogni nostra azione prima ancora di fare il nostro gioco e così ci siamo un po’ allontanati dal nostro stile di gioco. Credo che se torniamo a utilizzare i nostri soliti giochi e a fare le stesse cose di sempre abbiamo comunque dei match up favorevoli contro di loro".
Orlando: Howard 25 (8/13, 9/11 tl), Nelson 24 (7/13, 8/8 tl), Turkoglu 21 (9/15), Evans 14 (4/6 da tre), Lewis 13, Dooling 10. Rimbalzi: Howard 22. Assist: Nelson 7
Toronto: Parker 24 (4/8, 3/6, 7/8), Bosh 21 (4/11, 13/13), Kapono 18 (6/9), Nesterovic 16 (8/15), Calderon 9. Rimbalzi: Nesterovic 8. Assist: Calderon 8
gasport
Cleveland Cavaliers-Washington Wizards 116-86 (serie 2-0)
Con un grande LeBron James vicinissimo alla tripla doppia Cleveland batte Washington anche in gara-2, molto più agevolmente della prima sfida. I 30 punti rifilati ai Wizards sono il maggior scarto di sempre nella gare giocate dai Cavs nei playoff. Un vero e proprio dominio che nasce dall’incapacità di Washington di contenere LBJ, autore di 30 punti, 9 rimbalzi e 12 assist. La stella dei Cavs esce a sei minuti dalla fine con il +25 per Cleveland e non ha modo di prendere l’ultimo rimbalzo per andare in tripla doppia. Poco importa, perché la squadra di Mike Brown sta dimostrando sul campo di essere superiore ai Wizards che parlano tanto, ma non mantengono. Alla vigilia dei playoff, Gilbert Arenas aveva dichiarato che tutti avrebbero voluto incontrare Cleveland al primo turno e che i Cavs non potevano battere i Wizards per tre anni consecutivi. Questo dopo che Deshwan Stevenson aveva etichettato LeBron James "sopravvalutato". Le chiacchiere hanno caricato James al punto giusto e ora Arenas e compagni sono nei guai. Mentre James continua a dominare su tutti i fronti, Arenas (che ha giocato con una distorsione al polso destro) ha iniziato la gara con 1/7 al tiro e l’intera squadra ha chiuso con il 37%. La rivalità tra le due squadre si è tradotta sul campo in una gara molto fisica con più di un contatto proibito. Ne ha fatte le spese Brendan Haywood, che nel terzo quarto è stato espulso sul 65-50 per un fallo pericoloso su James, spinto fuori dal campo mentre si trovava già in aria lanciato a canestro. In seguito, DeShawn Stevenson dopo aver segnato una tripla che ha portato Washington a -16, ha fatto un gesto plateale che poteva evitare visto il largo divario, e per tutta risposta King James appena arrivato in attacco ha risposto a sua volta con una tripla. Adesso si va a Washington per le prossime due gare e vedremo se Cleveland saprà mantenere la stessa intensità difensiva che le ha permesso di umiliare gli avversari in gara-2.
Cleveland: James 30 (9/19, 10/17 tl), Ilgauskas 16 (7/11), Szczrbiak 15, Gibson 13, Smith 9. Rimbalzi: James e Ilgauskas 9. Assist: James 12.
Washington: Butler 12 (4/13), Stevenson 12 (4/7), Songaila 12 (3/3, 6/6 tl), Haywood e Mason 10. Rimbalzi: Jamison 9. Assist: Butler 5.
Houston Rockets-Utah Jazz 84-90 (serie 0-2)
Senza Yao Ming, senza Rafer Alston e sotto 0-1 contro i solidi Utah Jazz, i Rockets hanno disperatamente bisogno del miglior Tracy McGrady, ma anche di qualcuno che dia una mano dalla panchina per poter pareggiare i conti in gara-2. All’inizio, Utah mette in crisi Houston con le triple di Deron Williams (3 nei primi 5’), ma McGrady non sta a guardare e mostra da subito grande determinazione nel dare il buon esempio alla squadra. Nel primo tempo, T-Mac tiene in vita Houston segnando 16 punti, ma Utah va negli spogliatoi con 6 lunghezze di vantaggio (41-47). Il secondo tempo è combattutissimo e i Rockets si sforzano al massimo, e con un buon contributo di Bobby Jackson e Shane Battier, oltre a McGrady sempre ispirato, chiudono il terzo quarto a -2 (67-69) dopo aver condotto per un breve tratto. Il punteggio è in parità a metà dell’ultimo quarto (76-76), poi un lucidissimo Deron Williams (in coppia con Boozer) non sbaglia nulla negli ultimi minuti e i Jazz si avviano a espugnare una seconda volta il campo di Houston. Va tutto storto ai Rockets nel finale di gara: prima un fallo in attacco a Scola che spinge lievemente Kirilenko proprio davanti all’arbitro, poi un rimbalzo offensivo di Kirilenko (dopo un tiraccio di Korver che colpisce il lato del tabellone) che permette a Korver di segnare allo scadere dei 24”. Un’azione fortunata di Utah che va a +5 con 20” da giocare. McGrady, brillante per gran parte del match, appare logorato nell’ultimo quarto (anche in gara-1 aveva chiuso con 0/3 nel quarto periodo) e un paio di suoi tentativi da tre finiscono corti sul ferro. La stella dei Rockets sfiora la tripla doppia (sarebbe stata la prima per lui in gare di playoff), ma esce dal campo sconfitto e senza più energie.
Houston: McGrady 23 (9/22), Jackson 18 (7/17), Scola 14, Brooks 11. Rimbalzi: McGrady 13. Assist: McGrady 9.
Utah: Williams 22 (8/15), Okur 16 (6/14), Boozer 13, Brewer 10. Rimbalzi: Okur 16. Assist: Williams 5.
Adriana Galimberti
New Orleans-Dallas 127-103 (2-0 nella serie)
Se i Mavericks non riescono a trovare il modo di rallentare Chris Paul la fine della stagione per la squadra texana potrebbe essere vicina. Dopo un esordio eccellente nella postseason, infatti, il playmaker di New Orleans fa addirittura meglio in gara-2 chiudendo con cifre da capogiro (32 punti e 17 assist) e soprattutto controllando il ritmo della gara dal primo all’ultimo minuto. Gli Hornets partono a razzo giocando alla grande in attacco, arrivano al vantaggio in doppia cifra già all’inizio del secondo quarto, poi, grazie alle prodezze di un immarcabile Paul e ai canestri di David West e Peja Stojakovic, fanno il vuoto nel terzo periodo chiudendo virtualmente i giochi. I Mavs rimediano una brutta figura e sul banco degli imputati sale questa volta Jason Kidd che si fa umiliare da Paul. “Non voglio puntare il dito contro nessuno – tuona però Avery Johnson – la colpa non e’ certo di un singolo giocatore, dobbiamo fare meglio sia in attacco che in difesa se vogliamo mettere in difficoltà gli Hornets”.
New Orleans gioca una partita perfetta arrivando a tirare con il 71% nel primo quarto (e con un ottimo 60% alla fine del match), e soprattutto mettendo a nudo i limiti dei Mavericks, incapaci di difendere le incursioni di Chris Paul. Sotto canestro West si fa sentire e Stojakovic dà il suo contributo con alcune triple pesanti. Dall’altra parte un nervosissimo Dirk Nowitzki fa quello che può ma i suoi 27 punti non bastano per tenere in partita i Mavs. I Mavericks ora sanno di non poter più sbagliare. A Dallas New Orleans non vince dal lontano gennaio del 1998 ma questi Hornets sono ben diversi da quelli delle scorse stagioni.
New Orleans: Paul 32 (10/14, 0/2), West 27, Stojakovic 22. Rimbalzi: Chandler 11. Assist: Paul 17.
Dallas: Nowitzki 27 (6/10, 1/1), Bass 19, Terry 16. Rimbalzi: Bass 8. Assist: Kidd 8.
San Antonio-Phoenix 102-96 (2-0)
Mike D’Antoni rischia di rimpiangere amaramente le tante occasioni sprecate e l’incredibile tripla di Tim Duncan in gara-1. I campioni in carica, infatti, dopo essersi salvati nel primo match della serie, giocano con grande personalità (soprattutto nella ripresa) in gara-2 e ora possono andare a Phoenix forti del vantaggio di 2-0 nella serie.
Ancora una volta i Suns giocano una pallacanestro eccellente nel primo tempo. Stoudemire e’ assolutamente immarcabile (25 punti nei primi due quarti), Shaq giganteggia nella zona pitturata e Phoenix arriva al +14, mettendo alle corde Tim Duncan e compagni. I campioni in carica però sono duri a morire e riescono a rimettersi in corsa arrivando comunque al riposo sotto 61-54. Dei 54 punti segnati dagli Spurs ben 51 portano la firma del trio Duncan-Parker-Ginobili.
Phoenix sembra molto più ispirata, ma nell’intervallo gli ospiti perdono tutta la loro brillantezza in attacco. Nash e compagni, infatti, nel terzo quarto litigano con il canestro, San Antonio ritrova una discreta produzione anche dai comprimari (Finley e Oberto in particolare) e piazza il parziale di 27-11 che cambia le sorti del match. Nell’ultimo quarto, infatti, i padroni di casa giocano in scioltezza e arrivano anche al +17 ma Phoenix non vuole alzare bandiera bianca. Nash si rimbocca le maniche e i Suns zittiscono l’AT&T Center con un contro break di 10-0, arrivando al –5 (96-91) a 2’44’’ dalla sirena. I canestri di Tim Duncan e Tony Parker però fanno scorrere i titoli di coda sul match. La serie ora si sposta in Arizona con i campioni in carica nella miglior condizione psicologica possibile.
San Antonio: Parker 32 (13/25), Ginobili 29, Duncan 18. Rimbalzi: Duncan 17. Assist: Parker 7.
Phoenix: Stoudemire 33 (13/25), Nash 23, O’Neal 19. Rimbalzi: O’Neal 14. Assist: Nash 10.
Simone Sandri
Gallinari: "Ho deciso: Nba"
Domani alle 12 in videochat
Annuncio del nostro numero 1. Il 19enne di Milano ha inviato alla Lega americana la lettera necessaria per entrare nel draft di giugno. "Voglio farmi conoscere in Usa per il giocatore che sono in Europa"
MILANO, 23 aprile 2008 - "Io negli Usa? Sì, sarò una scelta dell'Nba. La stella di Milano lo annuncia in Gazzetta. Danilo Gallinari, stella dell'Armani Jeans, ha infatti inviato alla Lega americana la lettera necessaria per entrare nel draft di giugno. "Mi aspetto di entrare nei primi 15 - racconta -. Vorrei solo giocare subito abbastanza. Ma se dovessi scendere sotto il 20 le cose potrebbero cambiare". Gallinari, che parla inglese in allenamento ogni pomeriggio, è pronto. E domani alle 12, Danilo risponderà alle vostre domande nel corso di una videochat su Gazzetta.it. Inviategli domattina i vostri quesiti e le vostre curiosità.
gasport
Orlando Magic-Toronto Raptors 104-103 (serie 2-0)
L’atmosfera lugubre nello spogliatoio di Toronto dopo gara-2 la dice lunga sulla grande occasione sprecata. I Raptors sono andati a un passo dall’impresa, ma hanno dovuto inchinarsi a Hedo Turkoglu che con una magia segna il canestro decisivo a 30” dalla fine. Alla vigilia di gara-2, Sam Mitchell riconferma lo stesso quintetto di gara 1, vale a dire Ford, Parker, Bargnani, Bosh e Nesterovic. L’esperimento si rivela ancora controproducente. Il primo tiro di Toronto è di Bargnani, una conclusione errata dall’angolo. Con tre lunghi in campo per Toronto, i Magic vanno a nozze sfruttando la maggiore velocità per colpire in contropiede. Il risultato è simile alla partenza di gara 1. Stavolta non sono le triple a condannare Toronto, ma le quattro palle perse nei primi 3’ che innescano facili canestri in contropiede di Orlando. Quando Mitchell interviene inserendo Moon per Nesterovic, Orlando è già avanti 14-4. Anche il secondo tiro di Bargnani, una tripla, non centra il bersaglio, e intanto i Raptors continuano a lasciare autostrade verso il canestro che i Magic non esitano a sfruttare. Il primo quarto dell’azzurro si chiude in anticipo quando Bargnani commette il terzo fallo a 4’31” dal termine del quarto. Per i Raptors c’è poco da salvare nei primi 12 minuti che terminano 35-18.
SECONDO TEMPO - Eppure Toronto riapre la partita con un grande secondo quarto grazie ai canestri di Kapono (3 triple e 13 punti con 5/6 nel solo secondo quarto), a quelli di Delfino e alle iniziative di Bosh. Con il quintetto piccolo lo svantaggio scende a -3 quando Bosh subisce un fallo antisportivo da parte di Turkoglu (51-48). Bosh da tre e Delfino in entrata agguantano il pareggio (55-55) poco prima dell’intervallo che vede i Magic avanti 59-57. Toronto segna 39 punti nel quarto (record franchigia per quarto in gare di playoff). Mitchell riparte con Moon in campo al posto di Nesterovic e Bargnani riparte con due canestri dal perimetro nei primi 37” secondi del secondo tempo, regalando a Toronto il sorpasso (59-61). Bargnani commette il quarto fallo a metà del quarto dopo aver difeso discretamente contro Howard. I Magic ricominciano a correre aumentando l’intensità e producono un parziale di 18-4 (77-68). Mitchell corre ai ripari e abbassa il quintetto lasciando Bosh in campo con Ford, Parker, Kapono e Moon. Ma Jameer Nelson non è d’accordo e riporta Orlando a +9 con due triple consecutive. Howard è incontenibile in attacco e i Magic chiudono a +5 il terzo quarto. Bargnani rientra dopo 3’ di gioco nel quarto periodo e segna di nuovo da fuori (89-84), così prende fiducia. In difesa è pronto sugli aiuti e in attacco torna a colpire mettendo la tripla del -2. È lui che tiene in piedi Toronto con Bosh in panchina a rifiatare.
IL FINALE - I minuti finali sono incandescenti: Calderon segna da 3 (98-97) e poi c’è una grande stoppata di Bosh. Mitchell toglie Bargnani e rimette il quintetto piccolo negli ultimi 2’ e mezzo. Ancora Calderon da tre permette a Toronto di pareggiare 100-100, e con 1/2 di Delfino dalla lunetta i Raptors sono a +1 a 1’04” dal fischio finale. Orlando sorpassa a 30” dal termine con un canestro da favola di Turkoglu, poi Bosh attacca il canestro ma il pallone gli scivola dalle mani (Bosh chiede un fallo di Howard, ma gli arbitri vedono bene). Orlando va a +3 con due tiri liberi di Turkoglu e ancora Delfino replica in entrata per il 104-103. Sulla rimessa di Orlando, Dooling incredibilmente dà una manata a Calderon che cade a terra. Fallo di Dooling e palla ai Raptors per la vittoria con 9.3” da giocare. Mitchell decide per il pick and roll di Calderon-Bosh. Lo spagnolo serve Bosh che trova un buon tiro dalla media allo scadere. Il tiro è corto e Toronto esce sconfitta. Per come era iniziata la gara, era difficile prevedere un finale così aperto a ogni risultato: “Ero molto convinto del mio ultimo tiro. Sapevo che avrei avuto spazio. L’azione precedente in penetrazione non avevo ottenuto un fischio a favore, per cui non volevo mettere il finale nelle mani degli arbitri. Volevo un buon tiro. L’ho trovato e ho solo sbagliato.” Per descrivere la prestazione di Dwight Howard basta citare un solo dato: era dalla stagione ‘68/69 che un giocatore non andava in doppia doppia con almeno 20 punti e 20 rimbalzi in due gare consecutive di playoff. L’ultimo a compiere tale exploit fu Nate Thurmond. “Mi dispiace – dice Howard nel post game -. Non lo conosco.” Andrea Bargnani chiude con 9 punti (3/4 da due, 1/5 da tre), 1 rimbalzo, 4 falli in 18’.
Orlando: Howard 29 (12/17, 5/9 tl), Lewis 18 (7/21), Nelson 18 (6/10), Turkoglu 12 (4/15). Rimbalzi: Howard 20. Assist: Lewis e Turkoglu 5. Toronto: Bosh 29 (9/19, 10/11 tl), Kapono 20 (8/12), Calderon 18 (4/6 da due, 3/5 da tre), Delfino 16 (6/10) Rimbalzi: Bosh 10. Assist: Bosh e Ford 6.
Adriana Galimberti
Lupofranco
24-04-2008, 23.56.31
Belinelli guarda al futuro
"Ora so di essere da Nba"
http://images.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/04_Aprile/24/belinelli.html) | http://images.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/04_Aprile/24/belinelli_full.shtml)55 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
Il bolognese dà un giudizio sul suo anno di rookie nei Golden State Warriors: "Mi aspettavo di avere un po' più di spazio, è vero, ma sono giovane e ho tanto tempo davanti. Il mio momento arriverà, lo sto aspettando con pazienza. I miei rapporti con coach Nelson? Normali"
http://images.gazzetta.it/Media/Foto/2008/04/24/2073064--346x212.jpg Marco Belinelli ha giocato una media di 7.3 minuti segnando 2.9 punti in questa stagione. Afp
NEW YORK, 24 Aprile 2008.- Non e’ stato certo l’anno da rookie che Marco Belinelli si sarebbe aspettato. Dopo le belle parole spese dalla dirigenza dei Warriors dopo il draft e le grandi prestazioni alla Sumer League di Las Vegas, l’azzurro sembrava destinato a una stagione da protagonista. Lo stesso Nelson a settembre, poco prima dell’inizio della preseason, lo aveva definito "uno dei rookie più maturi che io abbia mai visto". Si parlava addirittura di una forte candidatura di Beli alla maglia di titolare lasciata libera da Jason Richardson, passato ai Bobcats.
NIENTE PLAYOFF - Invece tutto e’ andato in modo decisamente diverso. Marco Belinelli ha avuto pochissime occasioni a novembre, in una squadra che peraltro ha trovato la sua quadratura solo dopo il rientro di Stephen Jackson. Ben presto Don Nelson lo ha tolto dalla rotazione, mettendolo spesso nella "inactive list" e comunque regalandogli solamente saltuari minuti nel "garbage time". Ad aumentare la delusione di Beli e’ arrivata anche la mancata qualificazione alla postseason nonostante il record (48-34, che nella Eastern Conference sarebbe valso alla truppa di Nelson la quarta posizione) più che positivo.
PAZIENZA E CONCENTRAZIONE - "Naturalmente mi aspettavo qualcosa di più a partire da un minutaggio più consistente – dice Marco Belinelli – però l’anno da rookie è sempre particolare. Sono giovane e ho tanto tempo davanti, durante l’estate lavorerò per migliorare e per prepararmi al meglio per la prossima stagione". La transizione al basket americano e alla vita negli States poi non è facilissima. "Qui si gioca tantissimo – continua il bolognese – e praticamente non ci si allena mai. Bisogna trovare il modo di rimanere sempre concentrati anche quando non si trova grande spazio in campo. Io ho aspettato con pazienza il mio momento, quest’anno non è arrivato ma penso di aver dimostrato di essere un giocatore da Nba. Adesso voglio pensare al prossimo campionato".
LE IDEE DI NELSON - Psicologicamente, soprattutto per un rookie europeo, non deve essere facile avere a che fare con un allenatore volubile e difficile da leggere come Don Nelson, il quale un giorno spreca complimenti a profusione per un giocatore per poi cambiare idea senza motivi apparenti il giorno dopo. "Don Nelson è sicuramente un personaggio – chiude diplomatico l’azzurro –, è uno degli allenatori più famosi della Nba. Alla fine credo abbia fatto bene, visto che la squadra è riuscita a vincere ben 48 gare, senza però riuscire ad arrivare ai playoff. Il nostro credo sia stato un rapporto normale". Meno "normale" però è stato l’utilizzo di Marco Belinelli, un giocatore che avrebbe sicuramente meritato più spazio. L’anno prossimo senza l’etichetta di rookie, che Nelson storicamente apprezza poco, l’azzurro probabilmente avrà molte più opportunità, l’importante sarà farsi trovare pronto a partire già dalla preseason.
gasport
Toronto Raptors-Orlando Magic 108-94 (serie 1-2)
La grande atmosfera di casa fa bene ai Raptors che disputano una signora partita battendo Orlando per la settima volta negli ultimi otto incontri a Toronto. Finalmente Sam Mitchell torna al quintetto tradizionale con Moon in ala e la coppia di lunghi Bosh-Bargnani. Il primo quarto di Toronto è tutta un'altra storia rispetto alle prime due gare. L’impatto iniziale dell’energico Jamario Moon è notevole e dopo un quarto Super Jamario ha 8 punti (4/5), 5 rimbalzi e 3 assist. Toronto ha già il controllo della gara (28-20), ma fa ancora meglio nel secondo quarto con in campo il secondo quintetto. Una perfetta azione offensiva in cui tutti toccano il pallone termina con una tripla di Moon per il +15 (41-26). Poi segna Calderon da tre (alla fine Jose fa 4/8 nelle triple) che al pari di TJ Ford surclassa il regista avversario Nelson (solo 6 punti e 2/8 al tiro). Anche Andrea Bargnani è positivo nella prima parte della gara che chiude con 3/6 per 7 punti e un paio di buone giocate difensive contro Dwight Howard. L’unico che manca all’appello è Chris Bosh che segna il primo canestro a meno di 4’ dall’intervallo. Ma con 18 punti di un ottimo Ford e il 53% al tiro di squadra Toronto vola a +21 (61-40). Nel terzo quarto, i Magic si riportando sotto con un parziale di 11-3. Bargnani si spegne e commette tre errori nelle triple, segnando l’unico canestro in jumper dalla media distanza, mentre la casella dei rimbalzi rimane vuota. L’ultimo quarto, Toronto deve tenere a bada Turkoglu che spinge Orlando a -9, ma Calderon orchestra l’attacco sapientemente impedendo il recupero avversario. Lo spagnolo provoca con furbizia il quinto fallo di Dwight Howard a 9’ dal termine e trova con continuità Jason Kapono che segna canestri cruciali (11 punti nell’ultimo quarto). Il finale è tutto di Toronto e la serie è riaperta. Howard, che aveva dominato le prime due gare, va ancora in doppia doppia (19+12), ma Toronto compie un grande lavoro di squadra contro il centro avversario e lo costringe a 6 palle perse. Stavolta Howard non sembra più disumano e chiude con zero stoppate, 3/8 dalla lunetta e un paio di falli per blocco in movimento. Queste le cifre finali di Andrea Bargnani: 9 punti (3/6 da due, 1/5 da tre), 4 falli, 1 palla recuperata, 1 persa, 1 stoppata e 0 rimbalzi in 23'.
Toronto: Ford 21 (7/11, 6/6 tl), Calderon 18 (6/11), Kapono 15 (6/10), Bosh 15 (6/14), Moon 11, Parker 10. Rimbalzi: Moon 10. Assist: Calderon 13
Orlando: Turkoglu 26 (7/12, 12/13), Lewis 19 (8/15), Howard 19 (8/15), Bogans 12, Dooling 8. Rimbalzi: Howard 12. Assist: Nelson 6
Washington Wizards-Cleveland Cavaliers 108-72 (serie 1-2)
Dopo la vittoria da record nei playoff con 30 punti di scarto in gara 2, Cleveland soccombe di 36 (ancora record playoff per la franchigia ma in negativo) in gara 3. King James e compagni vengono schiacciati da Washington che spinta dal caldissimo pubblico di casa ritrova il gioco e la precisione al tiro (52%). Stevenson è in eccellente serata da tre (5/7), Butler delizia la platea con un canestro da cinema nel primo tempo e una palla strappata a LeBron James in azione di tiro che gli consente di schiacciare in contropiede per il +29 dei Wizards. Le 15 palle perse dei Cavs nel primo tempo aiutano Washington a portarsi a +16 all’intervallo. Torna Gilbert Arenas nel quintetto dei Cavs, ma gioca solo 10’ prima di uscire zoppicando dal campo. LeBron James chiude con 0/4 da tre.
Washington: Stevenson 19 (5/9, 4/4 tl), Mason 18 (8/14), Butler 17 (7/14), Jamison 15, Haywood 14. Rimbalzi: Jamison e Blatche 7. Assist: Daniels 6
Cleveland: James 22 (10/19), Brown 10, Ilgauskas 9, Smith 8. Rimbalzi: Brown 8. Assist: James, Szczrbiak e Varejao 3
Utah Jazz-Houston Rockets 92-94 (2-1)
Una fantastica azione difensiva di Carl Landry permette a Houston di espugnare il campo di Utah in gara 3. Sul 92-93, Deron Williams si incunea nell’area avversaria nei secondi finali, ma il suo tiro viene fermato da una grande stoppata di Landry che salva anche il pallone in uscita dal campo e lo indirizza verso un compagno. I Rockets compiono l’impresa grazie a un parziale di 10-0 per il +7 a 1’42” dal termine (86-93) firmato da Tracy McGrady. “Rafer Alston è stato importante per noi. – dice McGrady -. Non potevano lasciarlo solo perché faceva sempre canestro. E così non potevano raddoppiarmi. Le prime due gare ero sempre raddoppiato.” Così T-Mac spiega la differenza tra le prime due gare in cui era rimasto a secco nell’ultimo quarto e gara 3, che lo vede protagonista nel finale con 7 punti consecutivi, un rimbalzo chiave e una stoppata.
Utah: Williams 28 (9/17), Boozer 15 (6/11), Okur e Brewer 12, Harpring 10. Rimbalzi: Boozer 13. Assist: Williams 12
Houston: McGrady 27 (11/26, 5/9 tl), Alston 20 (8/14), Scola 16 (4/13, 8/10 tl), Battier 12. Rimbalzi: Scola 10. Assist: McGrady 7
Adriana Galimberti
Lupofranco
27-04-2008, 12.00.00
Toronto è quasi fuori
Atlanta stende Boston
http://images.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/04_Aprile/27/Nba27.html) | http://images.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/04_Aprile/27/Nba27_full.shtml)6 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
Primo turno playoff: Raptors sconfitti a domicilio da Orlando che si porta sul 3-1, Bargnani difende bene ma è poco incisivo. Gli Hawks battono i Celtics, quest'anno non era mai successo. Lakers facili a Denver, Utah vince di misura su Houston e allunga sul 3-1 nella serie
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/04/27/0JZYE3WR--346x212.jpg Da sin.: Humphries, Nesterovic, Delfino, Baston e Bargnani: Toronto ko. Reuters
NEW YORK, 27 aprile 2008 – I Toronto Raptors cedono gara-4 ai Magic malgrado 39 punti di Bosh e vanno sotto 1-3. I Lakers (3-0) non perdono un colpo contro Denver. Grande vittoria degli Hawks ad Atlanta contro i Celtics.
Toronto Raptors-Orlando Magic 94-106 (serie 1-3)
Dopo i primi tre quarti di partita intensa ed equilibrata, con Orlando in testa all’inizio e Toronto che recupera e passa al comando, gli Orlando Magic trovano la fiammata vincente negli ultimi minuti di gara e si portano a 3-1 alla vigilia di gara-5 a Orlando. Una beffa per Toronto a cui non basta un immenso Chris Bosh (39 +15) perché le croniche lacune difensive piegano i Raptors nel finale di gara. Toronto non riesce a scappar via nelle fasi centrali, quando Howard viene limitato dopo il suo prepotente avvio di gara (12 punti, 7 rimbalzi e 4 stoppate per Superman nel primo quarto) e concludono il terzo quarto con un solo punto di vantaggio (74-73). Lo sforzo difensivo di Bargnani su Howard è notevole e dà buoni risultati. Purtroppo per il Mago non è serata al tiro e dopo il primo canestro Bargnani sbaglia sei conlusioni, tutte dal perimetro, tre nel primo quarto e tre nel terzo periodo. Eppure il suo inizio di gara sembrava promettente con un rimbalzo dopo pochi secondi e una tripla che sblocca lo 0-0 iniziale dopo soli 33”. In totale Bargnani gioca 18’ e non vede il campo nell’ultimo decisivo quarto anche perché Mitchell si affida al quintetto piccolo. In vantaggio di 7 punti nel terzo quarto (63-58), ai Raptors manca quel "killer instinct" per chiudere la partita, perché un finale punto a punto è l’ultima cosa da augurarsi contro una squadra come Orlando. I Magic sparacchiano da tre punti per i primi tre quarti (6/22), ma esplodono nell’ultimo (5/7) e affondano Toronto con due triple decisive: sul 92-94 a 2’ dal termine, Turkoglu segna una tripla e Lewis replica nell’azione seguente ancora da tre. E' il colpo del k.o. per Toronto che va sotto 92-100 e non si riprende più. Hedo Turkoglu e Rashard Lewis mettono 10 punti a testa nel quarto finale, andando via con troppa facilità ai vari Kapono, Delfino e Parker, ma è soprattutto Jameer Nelson a fare la differenza con 12 punti (4/4 e due triple) nell’ultimo periodo. Nelson realizza 10 punti consecutivi nell’arco di due minuti e mezzo di gioco con Calderon che resta a guardare. Complessivamente una prova deludente per Calderon che, al pari di Bargnani, chiude con 1/7 al tiro. Un paio di tiri forzati di Delfino e gli sbandamenti difensivi di Toronto completano il disastro finale. Moon termina la sua gara prima del tempo per un infortunio all’inguine. Chris Bosh si rifiuta di pensare che la stagione stia per finire: “Stiamo stati motivati tutto l’anno. Io continuerò a fare il mio lavoro alla stessa maniera. Sappiamo che avremo le spalle al muro nella prossima partita, quindi dovremo giocare più duramente di tutta la stagione”. Andrea Bargnani chiude con 5 punti (0/4 da due, 1/3 da tre, 2/2 tl), 2 rimbalzi, 1 fallo, 1 recupero, 1 turnover e 2 stoppate in 18’35”.
Toronto: Bosh 39 (16/26, 7/10 tl), Parker 12 (6/13), Ford 12 (6/16), Kapono 12 (5/9). Rimbalzi: Bosh 15. Assist: Ford 13.
Orlando: Lewis 27 (10/19), Howard 19 (9/12), Nelson 19 (6/10), Turkoglu 18 (4/12, 9/10 tl). Rimbalzi: Howard 16, Lewis 13. Assist: Lewis e Nelson 5. Stoppate: Howard 8.
gasport
Lupofranco
29-04-2008, 09.12.12
Toronto sconfitta a Orlando
Bargnani fuori dai playoff
http://images.gazzetta.it/tools1024/images/stampa.gif Stampa articolo (http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/04_Aprile/29/galimberti.html) | http://images.gazzetta.it/tools1024/images/invia_articolo.gif Invia articolo (javascript:apriInviaPagina();) | Commenti: (http://www.gazzetta.it/community/Sport_Vari/Basket/Usa/Primo_Piano/2008/04_Aprile/29/galimberti_full.shtml)5 http://www.gazzetta.it/tools1024/images/commento.gif
Il Mago gioca un match anonimo e i Raptors perdono la serie 4-1. Strepitoso Dwight Howard (21 punti e 21 rimbalzi). Atlanta agguanta Boston (2-2) grazie a Joe Johnson (35 punti). In vacanza Denver spazzata via dai Lakers 4-0
http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/04/29/0K02G6VR--346x212.jpg La panchina dei Raptors assiste al match: Bargnani è il primo da destra. Reuters
NEW YORK, 29 aprile 2008 – Stagione finita per i Toronto Raptors che perdendo gara-5 a Orlando sono i primi a uscire dai playoff. Anonimo Andrea Bargnani (4 punti in 16’) e strepitoso Dwight Howard (21 punti e 21 rimbalzi). Atlanta raddoppia contro Boston e si porta 2-2 grazie a Joe Johnson (35 punti). In vacanza anche Denver spazzata via dai Lakers 4-0.
Orlando Magic-Toronto Raptors 102-92 (serie 4-1)
Nella sfida da ultima spiaggia, i Raptors lottano alla pari fino a metà dell’ultimo quarto, poi Orlando viene fuori quando conta e si aggiudica la serie 4-1, mandando i Raptors in vacanza. Andrea Bargnani ha un impatto minimo nell’ultima partita della stagione dopo un avvio di gara in salita: due falli contro Howard nei primi 20” di gioco sono il preludio per una gara anonima. Il Mago segna il primo canestro da sotto grazie a un assist di Ford che lo vede completamente solo in area, ma in seguito sbaglia una tripla nettamente e poi un’altra, e dopo dieci secondi Mitchell lo sostituisce a 3’20” dalla fine del primo quarto. Bargnani torna nel quintetto del secondo tempo e gioca altri 7’ per poi uscire definitivamente al terzo fallo commesso. Nel terzo quarto, Bargnani segna altri due facili punti in schiacciata con Bosh che lo vede solo sotto canestro, ma l’azzurro ha un ruolo molto marginale e si limita a passare la sfera a Bosh che viene isolato in post basso. La stella dei Raptors è in serata negativa in attacco e Mitchell evidentemente vuole farlo sbloccare facendo passare ogni pallone per le sue mani. L’impressione è che Bosh (2/9 all’inizio) sia logorato dallo sforzo difensivo contro Howard e arrivi spento in attacco.
Toronto, malgrado la difficoltà di Bosh a entrare in partita, gioca bene nel primo tempo spinta prima da Moon e Ford, poi da Calderon, Delfino e Kapono, e si mantiene quasi sempre in vantaggio fino all’intervallo (49-50). All’inizio del secondo tempo, Toronto sembra decisa a provarci fino in fondo, ma deve fare i conti con uno stratosferico Dwight Howard che tra le mura amiche è una forza della natura: i 21 punti e 21 rimbalzi finali di Superman costituiscono la terza prestazione casalinga consecutiva da almeno 20+20 per Howard. Toronto non trova antidoti nemmeno stavolta contro la forza fisica del centro di Orlando. Sam Mitchell ci mette del suo insistendo con il quintetto piccolo per tutto il quarto periodo, con il peso leggero Chris Bosh che opposto al colosso Howard sembra Don Chisciotte contro i mulini a vento. Gli aiuti degli esterni dei Raptors fanno solo il solletico ad Howard che non ha problemi a prendere posizione vicino a canestro e a concludere o subire fallo. Non si capisce perché l’unico vero centro a disposizione della franchigia canadese Rasho Nesterovic faccia solo una breve apparizione di 9 minuti. Lo scarto a rimbalzo è di quelli pesanti a fine gara: 55-37 per i Magic che hanno anche Rashard Lewis in doppia doppia (18+13).
La gara inizia a sfuggire dalle mani di Toronto alla fine del terzo quarto dopo un fallo tecnico fischiato a un nervoso Bosh (73-66). I Raptors reagiscono e nel quarto finale tornano a -2 con i canestri di Kapono e il risveglio tardivo di Bosh, ma Orlando non si fa sfuggire l’occasione di chiudere la serie approfittando del dominio di Howard a centro area. Come in gara 4, Orlando piazza il colpo del ko con i canestri da tre (due di Bogans e uno di Nelson), mentre Toronto perde lucidità negli ultimi minuti mostrando una pessima selezione al tiro. I Magic vanno a +11 con la tripla di Nelson a 2’30” dalla sirena e per Toronto la stagione termina qui. “Provo un’incredibile sensazione – dice Howard -. Abbiamo raggiunto un traguardo che mancava a Orlando da tanto tempo.” I Magic infatti non passavano un turno di playoff dal 1996, quando con Shaq e Hardaway arrivarono alla finale di Conference. Howard ha concluso il primo turno di playoff con una media di 22 punti, 18 rimbalzi e 3 stoppate. Soltanto Moses Malone e Jabbar hanno saputo fare altrettanto.
Andrea Bargnani chiude con 4 punti (2/2 da due, 0/2 da tre), 1 rimbalzo, 3 falli, 1 recupero, 2 assist in 16”.
Orlando: Howard 21 (7/12, 7/10 tl), Nelson 19 (7/13), Lewis 18 (5/12, 7/7), Turkoglu 12 (4/13), Evans 12 (5/12), Bogans 11 (4/11). Rimbalzi: Howard 21, Lewis 13. Assist: Turkoglu 9.
Toronto: Bosh 16 (7/19), Delfino 14 (3/11, 6/6 tl), Ford 14 (6/14), Kapono 13 (6/13), Calderon 12 (5/10), Parker 11 (3/8). Rimbalzi: Bosh 9. Assist: Ford 5.
gasport
per bargnani stagione negativa per non dire fallimentare...
Lupofranco
29-04-2008, 23.05.38
per bargnani stagione negativa per non dire fallimentare...
So che ti piacciono i paroloni, ma insufficiente è il termine più adatto;-)
Wolves80
29-04-2008, 23.45.16
So che ti piacciono i paroloni, ma insufficiente è il termine più adatto;-)
Lo farà crescere. ;-)
Lupofranco
30-04-2008, 00.04.58
Lo farà crescere. ;-)
Speriamo non come a te...:D
New Orleans Hornets-Dallas Mavericks 99-94 (serie 4-1)
È una serata speciale per Byron Scott che riceve il premio di allenatore dell'anno prima del match, e dopo festeggia il passaggio del turno di New Orleans eliminando la squadra di Jason Kidd, ritenuto responsabile del suo licenziamento da coach dei Nets nella stagione 2003-04. Scott deve ringraziare ancora una volta i suoi due All Star, David West e Chris Paul, che giocano una fantastica partita spingendo gli Hornets a una meritata vittoria. Dallas è costretta a inseguire per tutto l’incontro e soffre la velocità di Paul che chiude una superba tripla doppia, riuscendo a non perdere neanche un pallone. Il playmaker degli Hornets conferma di avere una marcia in più del 35enne, in rapido declino, Jason Kidd, e l’autoritaria gara di Paul sembra come un passaggio di consegne. L’ultimo quarto di Paul è da manuale. CP3 si prende grandi responsabilità segnando 11 punti negli ultimi 12’ e dimostra grande maturità quando non abbocca alle provocazioni di Jerry Stackhouse che invano fa di tutto per innervosire Paul, ma alla fine paga con l’espulsione per doppio tecnico. Quando Dallas riesce a chiudere CP3, ci pensa uno sfrontato Jannero Pargo a togliere le castagne dal fuoco. I canestri di Pargo sono una manna dal cielo per gli Hornets che nel finale subiscono una clamorosa rimonta di Dallas: sotto di 10 a 1’47” dal termine, i Mavs arrivano a -3 a 33” dalla sirena grazie a due triple di George. Due tiri liberi del glaciale Stojakovic siglano il passaggio del turno per i ragazzi di Scott e la seconda consecutiva eliminazione di Dallas al primo turno di playoff.
New Orleans: West 25 (10/17, 5/5 tl), Paul 24 (10/19), Pargo 17 (7/9), Stojakovic 11, Chandler 10. Rimbalzi: Chandler 14. Assist: Paul 15.
Dallas: Nowitzki 22 (8/21), Kidd 14, Terry 13, Howard 12, Stackhouse 11, George e Bass 11. Rimbalzi: Nowitzki 13. Assist: Terry e Kidd 9.
San Antonio Spurs-Phoenix Suns 92-87 (serie 4-1)
Come in gara 1, i Suns vanno vicini al successo a San Antonio, ma crollano nel finale e devono dire addio alla corsa per il titolo. Il punteggio era in parità (85-85) a due minuti dalla fine. I Suns, anche questa volta, sbagliano tutto nel finale perdendo una grossissima occasione. Prima Steve Nash si fa portar via la palla su un gioco a due, poi Boris Diaw butta via un passaggio in uscita dal raddoppio, quindi Nash (pressato da Bowen) non controlla il passaggio dalla rimessa e perde il suo quinto pallone. I Suns fanno fallo su Ginobili che non perdona dalla lunetta (91-87). Nash e Giricek sbagliano da tre, Duncan cattura il rimbalzo e porta San Antonio a +5 con un tiro libero a 2"3 dalla sirena. Partita e stagione finita per i Suns che hanno molto da rammaricarsi. Per San Antonio è un’ulteriore dimostrazione di essere la squadra più forte quando conta: Ginobili è anonimo nel primo tempo, ma cresce nel finale e converte i tiri liberi decisivi. Tony Parker segna due canestri fondamentali nel finale di gara dalla media distanza, mentre in precedenza aveva segnato solo in entrata sbagliando tutti i tiri da fuori. I Suns erano riusciti a recuperare da -9 di metà gara (nel primo tempo avevano sbagliato 13 tiri liberi), ma il finale scellerato li ha condannati alla sconfitta. Steve Nash chiude la stagione con un pessimo 4/16 al tiro (1/6 da tre), solo 3 assist e 5 palle perse, le ultime due pesantissime.
San Antonio: Parker 31 (9/21, 13/16 tl), Duncan 29 (13/28), Ginobili, Oberto e Thomas 8. Rimbalzi: Duncan 17. Assist: Parker 8.
Phoenix: Diaw 22 (11/17), Stoudemire 15 (6/14), Bell 14 (5/8), O’Neal 13 (2/8, 9/20 tl), Nash 11. Rimbalzi: Stoudemire 11. Assist: Diaw 8.
Houston Rockets-Utah Jazz 95-69 (serie 2-3)
Con 29 punti di Tracy McGrady e una doppia doppia di Scola (18+12) Houston evita l’eliminazione, costringendo Utah a gara 6. I Jazz potranno passare al secondo turno vincendo la prossima sfida in casa, dove hanno un record di 37-4 durante la regular season. Ma non è detta l’ultima parola, in quanto i Rockets sono stati la prima squadra a espugnare il campo di Utah quest’anno e si sono ripetuti in gara 3 di playoff. Houston gioca una grande partita guidata da un ispirato McGrady e da un ottimo contributo della panchina. I Jazz incappano in una serata di vuoto offensivo e segnano solo 69 punti, record stagionale battuto di ben otto punti. McGrady è anche autore dell’highlight del match, un favoloso canestro con il quale T-Mac si fa beffa della marcatura di Kirilenko.
Utah: Boozer 19 (8/18), Okur 14 (4/11), Williams 13 (5/11). Rimbalzi: Boozer e Okur 10. Assist: Williams 6.
Houston: McGrady 29 (13/26), Scola 18 (7/12), Alston 14 (5/9). Rimbalzi: Scola 12. Assist: Alston 6.
Detroit Pistons-Philadelphia 76ers 98-81 (serie 3-2)
I Pistons, primi tra le due contendenti a vincere due partite di fila, passano al comando 3-2 nella serie contro Philadelphia. Determinante l’avvio di gara in cui Billups indirizza subito Detroit nella giusta direzione. Billups chiude il primo quarto con 14 punti e 5 assist, conducendo i suoi in testa 35-21. Con la contemporanea prova positiva di Wallace, Hamilton e Prince è scontata la vittoria finale dei padroni di casa, che ora hanno la chance di passare il turno in gara-6 in programma giovedì a Philadelphia.
Detroit: Billups 21 (7/14), Hamilton 20 (10/17), Wallace 19 (8/12), Prince 17 (8/14). Rimbalzi: Maxiell 11. Assist: Billups 11.
Philadelphia: Iguodala 21 (8/13), Williams 16 (6/9), Miller 13 (5/17). Rimbalzi: Evans 7. Assist: Iguodala 6.
Adriana Galimberti
Lupoantico
30-04-2008, 20.00.31
Detroit PISTONS - Philadelphia 76ers 98-81, dopo gara 5 (DET 3-2)
VORREI UN PARERE SUI PISTONS...... è la squadra preferita da mio figlio!!!
stanno avendo qualche difficoltà ma possono tranquillamente arrivare in finale di conference
Lupofranco
30-04-2008, 23.21.58
I Pistons sono, con San Antonio, la squadra che gioca il basket più "europeo" della NBA, hanno un grande quintetto base, un pò meno in panchina, ma hanno tutto per arrivare di nuovo in finale. A patto, però, che eliminino il loro principale difetto: i cali di concentrazione, dovuti soprattutto al fatto che si piacciono troppo e finiscono col giocare con sufficienza, vedendosi la partita scappare di mano
intanto è stato decisa la prima semifinale ad ovest: new orleans-san antonio credo che ci sarà da divertirsi
avellino64
01-05-2008, 19.20.18
Credo proprio di si, sono 2 gran belle squadre:ok:
Lupofranco
01-05-2008, 23.42.37
Di solito non mi sbilancio, ma stavolta penso non ci sia storia: San Antonio avanti
intanto anche detroit passa alle semifinali dove incontrerà gli orlando magic
intanto è stata decisa l'altra semifinale ad ovest che sarà lakers-utah diciamo una serie molto interessante con il neo mvp che sicuramente vorrà essere decisivo mentre ad est cleveland elimina i wizard ed aspetta di conoscere la sua avversaria che dovrebbe essere boston che sta sudando le cosidette 7 camicie visto che dovrà giocare gara 7 contro atlanta che sta andando oltre le previsioni mentre boston sta deludendo soprattutto in trasferta.
Detroit Pistons-Orlando Magic 91-72 (serie 1-0)
In gara 1 contro Orlando, i Detroit Pistons partono con uno spirito completamente diverso rispetto alla serie precedente e con una gara giudiziosa tengono Orlando (squadra con la più alta media di punti segnati nel primo turno) a soli 72 punti, limitando la produzione di Dwight Howard a 12 punti, 8 rimbalzi e 3 stoppate. I lunghi di Detroit cercano di rendere la vita difficile al centro di Orlando e riescono a opporgli buona resistenza. Jason Maxiell, titolare al posto di McDyess, ha un grande impatto sull’andamento della gara e contribuisce largamente al +18 di Detroit nell’ultimo quarto. I Magic restano attaccati soltanto nella prima parte del match (43-42) con un positivo Rashard Lewis, e passano anche in vetta all’inizio del secondo tempo con un cost to coast di Turkoglu concluso in schiacciata. Ma Detroit replica con un parziale di 19-3 e va a +15 (64-49). I Pistons sono nettamente superiori nel reparto guardie: Billups va via a Jameer Nelson come e quando vuole, Hamilton colpisce in uscita dai blocchi. Anche Prince dà il suo onesto contributo. Una botta alla mano mette fuori causa Howard per qualche minuto e Detroit ne approfitta per scappar via. Gli esami medici hanno dato esito negativo e Howard ha eliminato ogni dubbio sulla sua presenza nella seconda sfida di lunedì: "Ho preso una botta al pollice della mano sinistra. Metterò tanto ghiaccio e sarò pronto per gara 2". Sulla difesa di Detroit dice: "Ero preparato a un gioco fisico. È normale che loro cerchino di giocare duro contro di me. Me lo aspettavo, e non posso permettersi di cedere alla frustrazione. I miei compagni mi vedono come leader ed è importante che io resti concentrato, continuando a giocare come so, senza perdere la calma. Oggi ci siamo un po' disuniti e dovremo stare più attenti in gara 2".
Detroit: Billups 19 (5/14, 8/9 tl), Hamilton 17 (7/14), Prince e Maxiell 12 (5/6), McDyess 10. Rimbalzi: Maxiell 9. Assist: Billups 7
Orlando: Lewis 18 (9/20), Turkoglu 18 (8/16), Howard 12 (5/11). Rimbalzi: Howard 8. Assist: Nelson 5
New Orleans Hornets-San Antonio Spurs 101-82 (serie 1-0)
Con una grande difesa su Tim Duncan, gli Hornets bloccano gli Spurs e proteggono il fattore campo in gara 1. Dopo l’ottimo avvio degli Hornets (8-0) e il 0/4 iniziale degli Spurs che scelgono di affidare a Bowen la marcatura di Chris Paul, c’è la reazione di San Antonio che chiude il primo quarto sopra di quattro lunghezze. Prima del secondo quarto, un numero acrobatico della mascotte di New Horleans finisce male con il cerchio infuocato che non si vuole spegnere, rendendo necessari gli estintori. Il risultato è un gran pastrocchio sul parquet e 19 minuti di sospensione del gioco per ripulire il campo. Un incidente comico per chi guarda, ma fastidioso per gli atleti. Byron Scott si scusa con il coach avversario. “Non è colpa tua” risponde Popovich. Tim Duncan non sembra comunque per nulla turbato e se la ride con coach Popovich. Altrettanto divertito sembra David West, mentre la mascotte giura che non ripeterà mai più lo stunt appena introdotto. Gli Spurs avevano un eccellente 6/10 da tre fino a quel punto (Ginobili 3/3, Bowen 3/4) con Manu protagonista con 11 punti in 7’. E pensare che alla vigilia del match, Ginobili aveva ammesso di avere ancora problemi alla caviglia. La partita riprende a ritmo elevato e dopo l’aggancio di New Orleans, gli ospiti riprendono a bombardare il canestro avversario. Pur con soli 3 punti di Tim Duncan gli Spurs chiudono il primo tempo a +4 (45-49) con 17 punti (5/8 da tre) di Bowen. Chris Paul e gli Hornets mettono il turbo a metà del terzo quarto e con sei canestri di fila operano un parziale di 13-0 ispirato da CP3 per il 61-54. Tony Parker e Paul fanno a gara a chi corre più veloce e segnano entrambi in contropiede. È uno spettacolo vederli seminare il panico nelle difese avversarie. Altrettanto entusiasmante è vedere la pulizia del gioco di West, le conclusioni dal perimetro di Stojakovic e le incursioni di Manu Ginobili. I padroni di casa hanno in pugno la gara alla fine del terzo quarto (74-66). Gli Hornets si affidano ancora a David West, devastante in attacco ma utilissimo anche in difesa. Arriva anche il gran momento di Bonzi Wells che con il suo decimo punto dà il + 11 agli Hornets a 6’35” dalla sirena. Intanto continua la pessima serata di Duncan che non segna nemmeno dalla lunetta. Il finale è tutto dei ragazzi di Byron Scott: Paul vola in contropiede e serve un assist per la schiacciata di West a rimorchio che fotografa perfettamente la partita. CP3 realizza 9 punti negli ultimi 3’ e gli Hornets dilagano nelle fasi conclusive. Gli Spurs hanno segnato solo 33 punti nel secondo tempo e le cifre di Duncan sono le peggiori della sua lunga carriera per quanto riguarda i playoff: 5 punti e soltanto 1/9 dal campo (3/6 dalla lunetta). Gli Spurs pagano anche il 12/21 nei tiri liberi. David West commenta la partita al termine della sua miglior prova nei playoff, chiusa con il record personale di 30 punti: "Abbiamo gambe più fresche e più giovani. Nel secondo tempo ci siamo detti che dovevamo entrare in campo ed essere noi i più aggressivi. È da un paio di anni che cerchiamo di avvicinarci agli Spurs che sono per noi un grande esempio. Stiamo cercando di chiudere il gap che ci divide e siamo sulla buona strada".
New Orleans: West 30 (13/23, 4/5 tl), Stojakovic 22 (9/15), Paul 17 (7/16), Wells e Chandler 10. Rimbalzi: Chandler 15. Assist: Paul 13
San Antonio: Parker 23 (9/17), Ginobili 19 (7/14), Bowen 17 (5/10), Finley 13 (5/11). Rimbalzi: Ginobili e Oberto 6. Assist: Ginobili 7
Adriana Galimberti
L.A. Lakers-Utah Jazz 109-98 (serie 1-0)
Con 38 punti di Kobe Bryant, 21 dei quali dalla lunetta, e un’ottima prestazione di Gasol e Odom, i Lakers passano al comando 1-0 nella gara d’esordio del secondo turno. La squadra di Los Angeles ha condotto l’incontro ininterrottamente dal finale del primo quarto, raggiungendo un massimo di 19 punti nel terzo quarto prima di un parziale di 15-3 per Utah che ha riaperto la partita. Utah riesce a portarsi a -4 con una tripla di Korver e due punti di Brewer (91-87) a 4’44” dalla fine, ma i Lakers non si fanno sorprendere e vanno a vincere il loro quinto match dei playoff su altrettanti giocati. Bryant è autore di 24 punti nel primo tempo e chiude con 6 rimbalzi e 7 assist. L’asso dei Lakers inizia con 18/18 ai liberi, poi fa 3/5 negli ultimi minuti e commenta così: “Bisogna essere capaci di mettere a segno quei liberi. Sono senza difesa e la mia responsabilità è di convertirli”. L’ultimo quarto vede le due avversarie andare spesso in lunetta (14/19 per i Lakers e 10/12 per i Jazz) e in totale i Lakers chiudono con 38/46 nei liberi.
Jerry Sloan non si lamenta dei tanti falli fischiati: “Li hanno chiamati e Kobe li ha infilati. Non ci posso fare nulla”. Il coach di Utah preferisce criticare la difesa dei suoi ragazzi: “Male, molto male. I falli ti vengono fischiati quando non ci sei con la testa. Direi che abbiamo difeso male”. Deron Williams viene marcato bene da Derek Fisher che lo tiene al 5/18 dal campo. Fisher aggiunge un record personale nei playoff di 6 palle recuperate. “Penso di averlo confuso per via della mia età - dice il 33enne Fisher ridendo -. Non sono cascato alle sue finte semplicemente perché non posso reagire cosí in fretta ed ho finito per rubargli la palla”. Utah ha stravinto la lotta a rimbalzo 58-41, ma ha tirato male da tre (4/19) e complessivamente (38%) dal campo. Bene dalla panchina per i Lakers lo sloveno Sasha Vujacic (2/2 nelle triple) che ha realizzato 15 punti in 17’.
Los Angeles Lakers:Bryant 38 (8/16, 21/23), Gasol 18 (8/13), Odom 16 (5/12), Vujacic 15 (4/6, 5/5 tl), Radmanovic 10. Rimbalzi: Gasol 10. Assist: Bryant 7.
Utah:Okur 21 (7/19), Boozer 15 (6/14), Williams 14 (5/18). Kirilenko, Brewer e Korver 11. Rimbalzi: Okur 19. Assist: Williams 9.
Adriana Galimberti
Boston Celtics-Atlanta Hawks 99-65 (serie 4-3)
La decisiva gara-7 tra Boston ed Atlanta diventa già nel primo quarto una sfida a senso unico e i padroni di casa si sbarazzano con autorità dei giovani Atlanta Hawks. Il messaggio di Ray Allen, Paul Pierce e KG è chiaro fin dalle prime battute: ci siamo stufati, adesso levatevi di torno che noi abbiamo LeBron James e i Cavs che già ci aspettano. L’atteggiamento di Allen nelle prime azioni è di attaccare il canestro di Atlanta con decisione. Paul Pierce non resta a guardare ed è aggressivo da subito e la difesa di Boston mette in difficoltà gli ospiti che subiscono i contatti fisici dei Celtics e sbagliano anche facili tiri in layup, realizzando la miseria di 16 punti nel primo quarto (27-16) con 6/23 dal campo. Smith e Horford sono irriconoscibili e non ne indovinano una nel primo tempo, lasciando Joe Johnson troppo solo. Ci si mette anche Perkins a dare un grande contributo per Boston con 8 punti, 6 rimbalzi e 2 stoppate nel primo quarto. I veterani Cassell, Brown e Allen mantengono la stessa intensità e la stessa difesa dura nel secondo quarto e il vantaggio cresce costantemente grazie a un concretissimo Kevin Garnett (5/7 per 10 punti a metà gara). Gli Hawks concedono rimbalzi offensivi ai Celtics e non possono raccogliere punti facili in transizione. Vittima della ragnatela difensiva di Boston, Atlanta va in lunetta solo quattro volte, commette 10 turnover e fatica enormemente a concludere ogni azione offensiva per tutto il primo tempo che finisce 44-26. Nella ripresa, Paul Pierce infila una tripla per il +21 dopo solo 26” e, sul +23 di Boston a 9’08” dalla fine del terzo quarto, la frustrazione degli Hawks culmina con un bruttissimo fallo di Marvin Williams su Rondo lanciato a canestro. L’espulsione è automatica e giusta. I Celtics volano via e la partita non ha più nulla da dire. Kevin Garnett indica a caldo la chiave del successo: "Eravamo in casa nostra. Con una difesa del genere è difficile venire qui e uscire con una vittoria". Adesso resta da vedere se, nella serie contro Cleveland, i Celtics sapranno mostrare il loro lato migliore anche in trasferta e vincere lontanto da Boston: "È una grande domanda. Per ora ci godiamo questo successo e ci prepariamo per Cleveland".
Boston: Pierce 22 (7/20, 6/7 tl), Garnett 18 (9/13), Powe 12 (4/5), Perkins e Rondo 10. Rimbalzi: Garnett 11. Assist: Rondo 6.
Atlanta: Johnson 16 (5/17), Stoudamire 10, Horford 8. Smith, Williams e Pachulia 7. Rimbalzi: Horford 12. Assist: Horford 3.
IL NAPOLETANO
05-05-2008, 11.12.54
Utah non ci ha mai creduto, ma poteva fare molto di più.
Vista in diretta qui negli USA! :fuma:
artaks
05-05-2008, 11.19.43
Vista in diretta qui negli USA! :fuma:
Anche io, su sportitalia... :marameo:
Utah non ci ha mai creduto, ma poteva fare molto di più.
Vista in diretta qui negli USA! :fuma:
pure noi l'abbiamo vista in diretta:fischia: :fischia: :fischia:
Paolo79
05-05-2008, 11.25.10
Vista in diretta qui negli USA! :fuma:
Ma tu che ci fai sul forum alle 5 di mattina...?! :D
IL NAPOLETANO
05-05-2008, 11.33.00
jet-lag.......:bah:
New Orleans Hornets-San Antonio Spurs 102-84
(serie 2-0)
Trascinati da una prestazione stellare del loro leader Chris Paul, gli Hornets si sbarazzano degli Spurs anche in gara 2 con un altro parzialone nato da un grande terzo quarto (38-16) come nell’incontro precedente. L’ultima volta che San Antonio perse le prime due gare di una serie fu nei playoff 2001 nella finale di Conference (0-4 contro i Lakers). Gli Spurs resistono solo un tempo alla furia di Paul e compagni e a metà gara sono avanti di un punto (42-43). Nel primo tempo giocano male Parker (2/8) e Ginobili (4 turnover), mentre Duncan è in ripresa dopo la prova fantasma di gara 1. Con David West in ombra, gli Hornets sono sostenuti da Paul, Stojakovic e il preziosissimo Julius Wright. Snobbato dalla difesa di San Antonio, il rookie infila due triple, e in difesa fa un grande lavoro, mostrando due molle al posto delle gambe e mani veloci con cui ruba palla persino a Tony Parker in palleggio. Il terzo quarto inizia con un parziale di 10-0 per New Orleans e la partita si inasprisce. San Antonio difende sporco con Bowen e Oberto, ma New Orleans non perde la calma e Stojakovic infila la sua quarta tripla per il 70-56. Il distacco raggiunge presto i 18 punti e Chris Paul è ormai incontenibile per Bowen e Parker che si avvicendano nel marcarlo.
La difesa degli Spurs è come una coperta corta in questo momento. In gara 1 non trova risposte a David West. In gara 2 limita West, ma si fa infilzare da un immarcabile Paul e da Stojakovic. Quando Bowen marca Paul, il problema diventa anche Morris Peterson, bravo a sfruttare il mismatch con Tony Parker. Mo Pete si prende quello che la difesa gli concede e non sbaglia nulla, chiudendo con 5/5 dal campo. Popovich prova addirittura la difesa a zona all’inizio dell’ultimo quarto con le riserve in campo, ma la mossa ha effetto solo per un paio di azioni. Gli Hornets invece difendono sempre forte su Tim Duncan, ma sono altrettanto bravi nelle rotazioni e concedono solo 8/27 da tre agli avversari. Sembrano insomma una squadra più completa e favorita a questo punto per il passaggio del turno. Meritata la standing ovation per Chris Paul che esce dal campo insieme a tutto il quintetto con il punteggio sul 97-76 a 2'23" dalla fine. Paul chiude con 30 punti, 12 assist e una sola palla persa. Per Stojakovic c’è un ottimo 5/7 da tre.
Chris Paul, che oggi festeggia il suo 23º compleanno, sembra ancora fresco dopo 41 minuti di gioco e spiega come sono cresciuti gli Hornets negli ultimi mesi: "Il segreto è questo pubblico. Sono loro che ci stimolano e noi amiamo giocare in casa". Sulla partita: "West ha giocato benissimo in gara 1. Oggi sono entrato in campo sapendo che avrei dovuto essere aggressivo per costringerli a marcarmi da vicino". Sul premio di MVP per il quale CP3 è stato in corsa per tutta la stagione dice: "La lega ha parecchi giocatori incredibili. È già un onore per me il fatto di essere menzionato con tutti questi nomi. Kobe Bryant ha avuto una stagione eccezionale e si merita senza dubbio il premio di MVP".
New Orleans: Paul 30 (11/20, 7/8 tl), Stojakovic 25 (8/13), Peterson 12 (5/5), West 10 (2/11). Rimbalzi: Chandler 11. Assist: Paul 12.
San Antonio: Duncan 18 (6/11, 6/7), Barry 14 (4/5), Ginobili 13 (4/10), Parker 11 (5/14). Rimbalzi: Duncan 8. Assist: Ginobili 7.
Detroit Pistons-Orlando Magic 100-93
(serie 2-0)
I Magic sono uno scoglio molto più grande per Detroit in gara 2 e arrivano vicini al successo, ma un po' la sfortuna, un po' qualche fischio dubbio nel finale e infine l’esperienza dei Pistons impediscono a Orlando di pareggiare la serie. Dopo un primo quarto equilibrato (29-29), i Magic faticano in attacco e Detroit chiude il primo tempo 42-31. Orlando fa piovere una tripla dopo l’altra nel terzo quarto (7/7), mette la testa avanti con tre punti di Nelson (63-65) e segna 37 punti nel periodo (dopo solo 11 punti realizzati nel secondo quarto). I Pistons però chiudono la terza frazione a +2 (78-76) grazie a una tripla di Billups controversa. Gli arbitri convalidano infatti il canestro dopo che il cronometro si era fermato a pochi secondi dalla sirena. Gli arbitri si consultano per qualche minuto, poi decidono che il canestro è buono e danno mezzo secondo ai Magic per l’ultima azione. In realtà, il replay televiso prova che il canestro doveva essere annullato, ma purtroppo per i Magic le regole non consentono in questo caso alla terna arbitrale di studiare le immagini tv prima di decidere.
L’ultimo quarto diventa una battaglia con Dwight Howard a lottare in mezzo all’area con grande efficacia. I tiratori di Orlando raffreddano la mano (1/9 da tre) e Detroit tira un sospiro di sollievo dopo un canestro da tre determinante di Hamilton. La guardia dei Pistons, dopo aver sbagliato sette tiri consecutivi, infila la tripla del sorpasso (87-86) a 5'24" dal termine, che è anche l’ultimo canestro in azione di Detroit. I padroni di casa realizzano gli ultimi 13 punti dalla lunetta. Howard riporta i Magic a -1 con un minuto da giocare, ma poi Orlando non segna più. Van Gundy la prende con filosofia: "Cosa posso dire. Gli arbitri hanno deciso che prima del tiro di Billups fossero trascorsi 4 secondi e 6 centesimi e la cosa fa piuttosto ridere".
Detroit: Billups 28 (8/19, 10/10 tl), Prince 17 (8/13), Wallace 17 (7/10), Hamilton 14 (4/18). Rimbalzi: Prince 10. Assist: Prince 5.
Orlando: Howard 22 (8/11, 6/8 tl), Nelson 22 (7/16), Lewis 20 (6/21), Evans 13 (5/7), Turkoglu 12 (5/11). Rimbalzi: Howard 18. Assist: Turkoglu 7.
Adriano Galimberti
Orlando Magic-Detroit Pistons 111-86 (serie 1-2)
Con un’ottima prova di Lewis, Howard e Turkoglu, gli Orlando Magic proteggono il campo di casa in gara-3 e interrompono una striscia di nove sconfitte consecutive contro Detroit in gare di postseason. Detroit, oltre alla sconfitta, perde soprattutto il leader Chuncey Billups che dopo appena 4’ giocati si stira il polpaccio destro in un contatto fortuito con Jameer Nelson. La sua presenza in gara-4 è in dubbio: “Sono preoccupato perché Billups è il nostro quarterback e guida la squadra. – dice Flip Saunders -. Avete visto nelle prime due gare che Chauncey ha avuto un grande ruolo nei nostri successi. Quel matchup è stato importante per noi.” I Pistons, orfani della loro guida, hanno pure dovuto vedersela con il miglior Rashard Lewis della stagione. L’ala di Orlando non poteva scegliere momento più adatto per esplodere con un’eccellente prova offensiva da 33 punti (massimo stagionale e in carriera per quanto riguarda i playoff) con 11/15 al tiro (5/6 nelle triple). Orlando chiude con un ottimo 11/24 da tre e un totale di squadra di 54% dal campo. Subito dopo l’abbandono di Billups, i Magic completano un parziale di 18-4 e si portano avanti 24-6. Lewis segna 18 punti nel primo tempo che termina 54-42. I Pistons reagiscono nel terzo quarto riuscendo a portarsi a -3, ma l’ultima parte della gara è controllata dai padroni di casa che si staccano di nuovo, segnando i primi 11 punti dell’ultimo quarto fino a raggiungere il massimo vantaggio finale. Se Rashard Lewis è l’eroe della partita, grande è anche il contributo di Dwight Howard che oltre a realizzare 20 punti con una buona percentuale riempie le altre caselle statistiche con 12 rimbalzi, 6 stoppate e 3 palle recuperate. Positivi anche Turkoglu (3/5 da tre e 6 assist), Nelson (18 punti, 7 rimbalzi e 4 assist) e Dooling (10 punti in 9’). Gara 4 è in programma sabato pomeriggio e i Pistons si augurano che i due giorni di pausa siano sufficienti per recuperare Billups.
Orlando: Lewis 33 (11/15), Howard 20 (8/13), Turkoglu 18 (7/18), Nelson 18 (7/14), Dooling 10. Rimbalzi: Howard 12. Assist: Turkoglu 6.
Detroit: Hamilton 24 (10/20), Prince 22 (8/14), Stuckey 19 (5/13, 9/9 tl), Wallace 11 (4/15). Rimbalzi: Prince 7. Assist: Prince e Hamilton 3.
L.A. Lakers-Utah Jazz 120-110 (serie 2-0)
È una serata speciale per Kobe Bryant e i suoi Lakers e il most valuable player del campionato se la gode in pieno: la stella dei Lakers ritira dalle mani del commissioner David Stern il trofeo di MVP prima di gara-2, poi ringrazia compagni e tifosi, chiudendo il discorso così: “Vi voglio bene e ora diamo inizio alla festa.” Kobe mantiene la parola, trascinando i Lakers al 2-0 nella serie contro Utah con una prova che onora il premio appena conquistato, condita da alcuni highlight che valgono da soli il prezzo del biglietto. I gialloviola si confermano squadra compatta, con un gruppo solido e capace di brillare al fianco della stella di Kobe. I Lakers dominano il primo tempo e Utah non riesce ad imporre la maggiore fisicità, ma anzi subisce la velocità dei Lakers senza dare l’impressione di crederci veramente. Con Boozer (0/3) e Williams (1/6) in difficoltà, è la panchina dei Jazz, in particolare Millsap e Korver, a mantenere a galla la squadra impedendo ai padroni di casa di dilagare nella prima metà di gara che finisce comunque 63-49 per i Lakers. I ragazzi di Phil Jackson tirano con il 61% e quattro titolari sono già in doppia cifra (Gasol 15, Bryant e Fisher 12, Odom 13). I Jazz si riavvicinano a -5 a metà del quarto periodo grazie al risveglio di Deron Williams, ma una tripla fondamentale di Derek Fisher per il 104-94 a 4’54” dalla fine toglie pressione ai Lakers che non si distraggono nel finale di gara. La domanda a questo punto è se i Jazz possano fermare difensivamente questi Lakers ai quali in gara 2 hanno concesso 120 punti. Non solo Bryant, ma anche Gasol dà molti grattacapi ai lunghi avversari con la sua rapidità. Stesso discorso per Lamar Odom (19+19). Bryant cita la grande etica di lavoro della squadra per spiegare le sei vittorie in altrettante partite di playoff: “Andiamo avanti giorno per giorno e lavoriamo duro in allenamento. Poi entriamo in campo e siamo bravi ad eseguire quello che abbiamo preparato.”
L.A. Lakers: Bryant 34 (11/18, 11/12 tl), Fisher 22 (7/10), Gasol 20 (6/11), Odom 19 (7/10), Vujacic 12. Rimbalzi: Odom 19. Assist: Bryant 6.
Utah: Williams 25 (9/17), Millsap 17 (7/13), Okur 16 (7/13), Kirilenko 14 (6/13), Brewer 12, Boozer 10. Rimbalzi: Assist:Williams 10.
Adriana Galimberti
San Antonio Spurs-New Orleans Hornets 110-99 (serie 1-2)
Grande, grandissima partita tra San Antonio e New Orleans con gli Spurs che si salvano dal temuto 0-3 con la forza della disperazione e la grande classe dei suoi campioni. Al termine di un’intensissima ed equilibrata sfida fino a metà dell’ultimo quarto, quando Duncan e compagni riescono a scrollarsi di dosso un’agguerrita e orgogliosa avversaria, San Antonio vince, ma vince anche lo spettacolo. Il duello tra i due fuoriclasse Chris Paul e Tony Parker è di quelli che ti fanno innamorare del basket, così come il cuore del guerriero Manu Ginobili che pur giocando con una caviglia malandata, torna in quintetto e non fa pentire Popovich per la decisione. L’argentino con il suo spirito vincente guida la carica degli Spurs impedendo che cali l’intensità anche solo per un attimo e San Antonio ha bisogno di tutta l’aggressività e il talento di Ginobili per non cedere a una squadra affamata e piena di energie come gli Hornets. Tim Duncan è solido nel secondo tempo e con tutti i giocatori chiave che danno l’anima, alla fine prevale il gioco degli Spurs. Il successo di San Antonio non toglie comunque nulla alla fantastica prestazione di Chris Paul (35 punti e 15/25 al tiro), immenso e spettacolare ancora una volta, ultimo a rassegnarsi alla sconfitta e mai disposto a indietreggiare di fronte alle provocazioni avversarie anche quando la tensione è palpabile a metà del terzo quarto. Dopo i primi due ko, Popovich cambia le carte in tavola, inserendo Ginobili in quintetto e spostando Bowen su Stojakovic. Parker e Paul si marcano a vicenda e danno subito inizio a una sfida emozionante. Gli Spurs iniziano male (0/5 e due palle perse) e New Orleans conduce 8-0. Il primo quarto si chiude 21-23 con Paul (14) e Parker (10) già in doppia cifra e protagonisti principali. Il secondo quarto è super equilibrato (33-33) e spettacolare. Si mette in luce Finley con tre triple, mentre la coppia Ginobili e Parker va al riposo con 29 punti totali. Un canestro di Manu allo scadere fissa il tabellone sul 54-56. Alla ripresa del gioco è battaglia vera e propria. San Antonio sente che non può perdere il treno e lascia sul campo tutto quello che ha, ma gli Hornets ribattono colpo su colpo chiudendo il terzo quarto a -5 (massimo vantaggio Spurs). L’anima degli Spurs viene fuori nell’ultimo quarto con una sequenza micidiale che porta la firma di quattro giocatori. Inizia Ginobili da tre (90-84), poi è la volta di Parker in penetrazione, quindi Duncan su assist di Ginobili, ancora l’argentino in entrata e infine una tripla di Bruce Bowen per un parziale di 14-4 che spezza la partita, dando agli Spurs il decisivo +13 (101-88) a 5’56” dal termine del match. Tony Parker, autore di 31 punti come Ginobili parla del duello con Paul: "È una grande sfida. Un bellissimo matchup. Spero che anche i tifosi apprezzino lo spettacolo". Sicuramente questa serie avrà ancora molto spettacolo ed emozioni da offrire nelle prossime partite.
San Antonio: Ginobili 31 (11/22, 6/6 tl), Parker 31 (12/24, 7/8 tl), Duncan 16 (6/13), Bowen 12 (4/11), Finley 11. Rimbalzi: Duncan 13. Assist: Parker 11.
New Orleans: Paul 35 (15/25, 5/5 tl), West 23 (10/19), Chandler 12 (5/5), Stojakovic 8 (2/7), Wright e Wells 6. Rimbalzi: West 12. Assist: Paul 9.
Boston Celtics-Cleveland Cavaliers 89-73 (serie 2-0)
La formidabile difesa dei Celtics blocca per la seconda volta di fila il "prescelto" e Boston conquista il 2-0 nella serie contro i Cavs. È una serata da incubo per LeBron, contro il quale Paul Pierce e compagni sembrano aver trovato le giuste contromisure. Boston rende la vita impossibile a James chiudendogli ottimamente le corsie, facendogli trovare addosso due o tre uomini alla volta appena parte in palleggio e sfidandolo al tiro. Ne risulta un’altra pessima prova realizzativa per James che chiude con 0/4 da tre e 6/24 complessivo, oltre a 7 palle perse. LeBron finisce per demoralizzarsi, una rarità per un combattente come lui, ma c’è poco da fare quando il tiro da fuori non entra, gli avversari non ti danno tregua e i compagni fanno poco o nulla per aiutarti. Il solo Ilgauskas è concreto e preciso in attacco, tra gli altri regna l’apatia o forse è solo mancanza di talento e abilità per aggirare il muro difensivo guidato da Kevin Garnett. Tra gara 1 e gara 2 James ha tirato con il 19% totale. Cleveland è brillante solo in avvio di gara e con 5/5 di Ilgauskas va avanti 19-9, ma perde Ben Wallace che ha un malore e torna nello spogliatoio. Il primo quarto si chiude 17-24 per i Cavs, ma Boston ha segnali positivi da parte di Paul Pierce, assente in attacco in gara 1. È con le riserve che Boston nel secondo quarto recupera e passa in vantaggio sostenuta da Cassell, Posey e Brown. Poi rientra Garnett e la difesa di Boston sale di livello mandando in crisi James. I Celtics vanno al riposo a +8 (44-36) con 26 punti della panchina contro 18 del quintetto. Cleveland segna 12 punti nel secondo quarto. Le cose vanno ancora meglio nel terzo quarto per Boston, quando si rivede Ray Allen che segna il suo primo canestro della serie per il 46-36. Il tiratore dei Celtics si è sbloccato dopo lo 0/4 iniziale, tornando il vero Ray Allen che tutti conoscono. Invece LeBron continua a litigare con il canestro: James prova la tripla completamente libero e sbaglia (3/15), poi arriva a 4/19 e scuote la testa sconcertato. I compagni guardano e non reagiscono. Boston non molla e nel quarto periodo con una tripla di Posey il distacco arriva a 20 lunghezze. I Celtics restano imbattuti in casa in questi playoff e ora la serie si sposta a Cleveland. "Sono un po’ sbalordito per l’8/42 di James. – è l’analisi di Pierce nel dopo gara -, ma è ciò per cui lavoriamo. Controllando lui, controlliamo la squadra. E con l’aiuto dei compagni, finora ci siamo riusciti".
Boston: Pierce 19 (7/13), Allen 16 (4/10), Garnett 13 (5/9), Powe 11. Rimbalzi: Garnett 12. Assist: Rondo 6.
Cleveland: James 21 (6/24, 9/13 tl), Ilgauskas 19 (9/12), Szczerbiak 13 (4/11), Pavlovic 5. Rimbalzi: Varejao 10. Assist: James 6.
Adriana Galimberti
Utah Jazz-L.A. Lakers 104-99 (serie 1-2)
Anche gli Utah Jazz proteggono il campo di casa e con il loro successo diventano 11 le vittorie interne nel secondo turno dei playoff, mentre ancora si deve verificare una vittoria in trasferta tra le quattro serie in atto. I Lakers perdono per la prima volta nella post season dopo aver rincorso inutilmente fino alle fasi conclusive. La differenza nel momento cruciale la fa Carlos Boozer, dominatore della gara con una doppia doppia in stile Howard da 27 punti e 20 rimbalzi. L’aria di casa fa bene sia a Boozer che a Deron Williams, che si rifanno delle due prove sottotono di Los Angeles e sono gli artefici principali del successo di Utah. La guardia dei Jazz si fa male al polso destro cadendo dopo uno degli innumerevoli contatti duri che entrambe le squadre non si risparmiano, ma malgrado il dolore prosegue la gara con grande determinazione e chiude un’ottima prova con 18 punti e 12 assist. I Lakers sono spinti come sempre da Kobe Bryant che dopo un primo tempo in sordina diventa protagonista del terzo quarto in cui segna 14 punti, ma Utah si mantiene in vantaggio dall’inizio del secondo quarto fino alla fine. Un tiro libero di Fisher porta i Lakers a -3 a 3’22” dalla sirena, quindi Boozer si prende la responsabilità del tiro quando il pallone scotta e non delude. Con 6 punti consecutivi del big man di Utah nel giro di un minuto (il secondo canestro scavalca Lamar Odom allo scadere dei 24”), i Jazz riprendono ossigeno e seppur con un po’ di affanno nel finale trovano una vittoria fondamentale.
“La chiave per me è stata quella di giocare rilassato. – spiega così Boozer il segreto del successo – Stasera ci siamo anche divertiti.” I Lakers hanno pagato le palle perse in avvio di gara che hanno permesso a Utah canestri facili, e due falli precoci di Fisher. In un campo ostile come quello dei Jazz era difficile riuscire a ribaltare il risultato andando sotto subito (52-43 all’intervallo). A parte Luke Walton (che peraltro perde un pallone d’oro a pochi secondi dalla fine) le riserve dei Lakers non sono state in grado di rendersi utili, mentre da parte dei Jazz, che in casa si trasformano, c’era da aspettarsi una reazione di questo tipo. L’attacco stagnante delle prime due gare si trasforma in gioco efficace e bilanciato appena i Jazz iniziano a infilare la retina dal perimetro, aprendo poi spazi per colpire da sotto con Boozer. Kobe Bryant esce dal campo sconfitto, ma a testa alta per aver lottato al massimo, e trova anche l’occasione di incantare il pubblico con un’invenzione che pochi saprebbero imitare. Con i Lakers a -6 con meno di 4 minuti da giocare, Bryant spezza un raddoppio e si toglie dai guai buttando la palla al tabellone e riprendendola in volo per la schiacciata finale. Fosse capitato allo Staples Center sarebbe esploso il palazzo. Ora la serie si fa ancora più interessante alla vigilia di gara 4 in programma domenica pomeriggio a Salt Lake City.
Utah: Boozer 27 (12/21), Okur 22 (8/14), Williams 18 (6/12), Kirilenko e Harpring 12. Rimbalzi: Boozer 20. Assist: Williams 12.
L.A. Lakers: Bryant 34 (10/20, 14/17 tl), Fisher 13 (3/6), Odom 13 (3/3, 6/8 tl), Gasol 12 (6/10), Walton 11. Rimbalzi: Odom 12. Assist: Bryant 7.
Adriana Galimberti
Detroit Pistons-Orlando Magic 91-86 (serie 4-1)
I Detroit Pistons eliminano Orlando 4-1 con una sudata vittoria in gara 5 e raggiungono per primi la finale di Conference. La scelta di non rischiare Chauncey Billups si rivela quella giusta e ora il leader dei Pistons avrà tempo a sufficienza per essere al 100% per gara 1 del prossimo turno (non sarà prima di domenica). I Magic, malgrado troppe palle perse (12 nel primo tempo) e tiri liberi sbagliati (16/28) restano in partita fino all’ultimo, ma non trovano il successo che era stato garantito da Jameer Nelson dopo gara 4. A ogni tentativo di fuga di Detroit è sempre pronta la reazione di Orlando che si riavvicina costantemente fino a passare in testa (65-68) alla fine del terzo quarto. L’ottima difesa dei Pistons costringe i Magic a uno 0/8 all’inizio dell’ultimo periodo, e il primo canestro in azione arriva a meno di 4’ dalla fine con Bogans che riporta Orlando a -8. Due triple di Lewis e Bogans riavvicinano i Magic a -4 a 1’57”. Detroit rischia nell’ultimo minuto quando due canestri di Turkoglu fanno tremare il Palace (85-84 a 37” dalla sirena), ma una grandissima azione difensiva di Tayshaun Prince, che stoppa Turkoglu in entrata, evita problemi negli ultimi secondi. Rip Hamilton segna gli ultimi 6 punti di Detroit dalla lunetta. Hamilton conclude la sua ottima gara che ricopia quella precedente con 31 punti e un perfetto 16/16 ai tiri liberi. Con i punti segnati in gara-5, la guardia dei Pistons sorpassa un certo Isiah Thomas (2261 punti) diventando il top scorer nelle gare di playoff della storia della franchigia: “Questo è un grande onore perché Isaiah rappresenta il basket di Detroit. Battere il suo record è pazzesco. Non sono qui da così tanto tempo.” Hamilton ha impiegato una partita in meno di Thomas per diventare il miglior realizzatore nei playoff dei Pistons. L’autore della stoppata decisiva Prince commenta la vittoria che vale il passaggio del turno: “Abbiamo tirato con il 36% e mostrato che possiamo vincere grazie alla difesa. Vincere due gare senza Chauncey Billups è stata una grande cosa.” Detroit ha così raggiunto la sesta finale di conference consecutiva e si avvicina alle otto dei Lakers anni ’80 di Magic Johnson.
Detroit: Hamilton 31 (7/20, 16/16 tl), McDyess 17 (6/9), Stuckey 15 (5/10), Wallace 14 (7/20), Prince 10. Rimbalzi: McDyess 11. Assist: Stuckey 6.
Orlando: Turkoglu 18 (8/15), Lewis 14 (4/13), Nelson 14 (6/7), Howard 14 (4/8, 6/15), Evans 11, Bogans 10. Rimbalzi: Howard 17. Assist: Turkoglu 7.
New Orleans Hornets-San Antonio Spurs 101-79 (serie 3-2)
I New Orleans Hornets sono costanti nelle gare interne. Come in gara-1 e 2, superano i campioni in carica di San Antonio accelerando nel terzo quarto dopo un primo tempo equilibrato. David West è immenso in attacco nel primo tempo con 22 punti (10/14), ma non trova la collaborazione da parte dei compagni (5/23 per il resto della squadra). Stojakovic è ancora cancellato dalla difesa di Bowen che parte bene anche in attacco con 4/4. Non ingrana invece Duncan (0/6 all’inizio), ma anche gli Hornets hanno problemi con le riserve che stentano a carburare. Paul crea per la squadra, ma finisce con 1/6 nel primo tempo, e grazie al 6/9 nelle triple gli Spurs si ritrovano avanti (44-47) a metà gara con 15 punti di Ginobili, e 10 a testa per Parker e Bowen.
Gli Spurs erano in vantaggio all’intervallo anche nelle prime due gare poi vinte dagli Hornets. E nuovamente gli Hornets ripartono trasformati nel secondo tempo in cui sale in cattedra Chris Paul che trova il modo di cambiare il ritmo alla gara: improvvisamente, con il ritorno in campo di Chandler (tornato presto in panchina con due falli nel primo quarto) e con un autoritario Paul, gli Hornets girano al massimo in attacco e mordono in difesa soprendendo gli Spurs. Come per incanto, Mo Peterson inizia a colpire da tre, Paul dà spettacolo sia con le sue incursioni che lanciando un passaggio lob per la schiacciata al volo di Chandler (azione replicata nel periodo finale). David West continua la sua gara fantastica, ma ora che non deve più fare tutto da solo in attacco, si sacrifica anche in difesa con rimbalzi, una stoppata spettacolare su Udoka e un’altra su Duncan. Chandler è un mastino su Duncan ed evita alla squadra di dover raddoppiare sul centro avversario.
L’attacco degli Spurs si inceppa, Parker continua a subire una marea di contatti duri e non trova le corsie per lanciarsi a canestro. Il terzo quarto è un massacro per gli Spurs che segnano solo 11 punti e subiscono impotenti le brillanti iniziative di Chris Paul. Con un parziale di 28-11, New Orleans ottiene il +14 dopo tre quarti di gara (72-58). Nell’ultimo quarto, la premiata ditta Paul-West continua a sostenere gli Hornets che però perdono Chandler sul 78-65 per un infortunio al piede sinistro. A 1’44” dal termine, subito dopo l’ennesimo canestro di West (93-77), Byron Scott manda in panchina West e Paul per evitare altri problemi. Chris Paul chiude la sua gara con 16 punti realizzati nel secondo tempo, mentre la superba prestazione di David West si conclude con cifre strabilianti: 38 punti, 14 rimbalzi, 5 assist, 2 palle recuperate e 5 stoppate in 44’ di gioco.
I 38 punti e i 14 rimbalzi sono entrambi record playoff per David West che è anche arrivato a un solo punto dal record realizzativo della franchigia appartenente a Glen Rice: “Non lo sapevo. Ma sono felice che abbiamo messo al sicuro il risultato prima della fine. In quel momento ero pronto ad andare a sedermi - dice West che ha dovuto fare i conti con il mal di schiena nel finale -. Ho la schiena un po’ contratta, verso la fine mi dava fastidio, ma con un giorno di riposo sarò pronto.” Gara-6 è in programma giovedì a San Antonio.
New Orleans: West 38 (16/25, 6/7 tl), Paul 22 (6/18, 9/11 tl), Peterson 12 (4/9), Pargo 10. Rimbalzi: West 14. Assist: Paul 14.
San Antonio: Ginobili 20 (5/15, 7/8 tl), Parker 18 (7/14), Duncan 10 (5/18), Bowen 10 (4/5), Udoka 9. Rimbalzi: Duncan 23. Assist: Ginobili 7.
Adriana Galimberti
Lupoantico
14-05-2008, 11.50.55
Detroit Pistons-Orlando Magic 91-86 (serie 4-1)
I Detroit Pistons eliminano Orlando 4-1 con una sudata vittoria in gara 5 e raggiungono per primi la finale di Conference. La scelta di non rischiare Chauncey Billups si rivela quella giusta e ora il leader dei Pistons avrà tempo a sufficienza per essere al 100% per gara 1 del prossimo turno (non sarà prima di domenica). I Magic, malgrado troppe palle perse (12 nel primo tempo) e tiri liberi sbagliati (16/28) restano in partita fino all’ultimo, ma non trovano il successo che era stato garantito da Jameer Nelson dopo gara 4. A ogni tentativo di fuga di Detroit è sempre pronta la reazione di Orlando che si riavvicina costantemente fino a passare in testa (65-68) alla fine del terzo quarto. L’ottima difesa dei Pistons costringe i Magic a uno 0/8 all’inizio dell’ultimo periodo, e il primo canestro in azione arriva a meno di 4’ dalla fine con Bogans che riporta Orlando a -8. Due triple di Lewis e Bogans riavvicinano i Magic a -4 a 1’57”. Detroit rischia nell’ultimo minuto quando due canestri di Turkoglu fanno tremare il Palace (85-84 a 37” dalla sirena), ma una grandissima azione difensiva di Tayshaun Prince, che stoppa Turkoglu in entrata, evita problemi negli ultimi secondi. Rip Hamilton segna gli ultimi 6 punti di Detroit dalla lunetta. Hamilton conclude la sua ottima gara che ricopia quella precedente con 31 punti e un perfetto 16/16 ai tiri liberi. Con i punti segnati in gara-5, la guardia dei Pistons sorpassa un certo Isiah Thomas (2261 punti) diventando il top scorer nelle gare di playoff della storia della franchigia: “Questo è un grande onore perché Isaiah rappresenta il basket di Detroit. Battere il suo record è pazzesco. Non sono qui da così tanto tempo.” Hamilton ha impiegato una partita in meno di Thomas per diventare il miglior realizzatore nei playoff dei Pistons. L’autore della stoppata decisiva Prince commenta la vittoria che vale il passaggio del turno: “Abbiamo tirato con il 36% e mostrato che possiamo vincere grazie alla difesa. Vincere due gare senza Chauncey Billups è stata una grande cosa.” Detroit ha così raggiunto la sesta finale di conference consecutiva e si avvicina alle otto dei Lakers anni ’80 di Magic Johnson.
Detroit: Hamilton 31 (7/20, 16/16 tl), McDyess 17 (6/9), Stuckey 15 (5/10), Wallace 14 (7/20), Prince 10. Rimbalzi: McDyess 11. Assist: Stuckey 6.
Orlando: Turkoglu 18 (8/15), Lewis 14 (4/13), Nelson 14 (6/7), Howard 14 (4/8, 6/15), Evans 11, Bogans 10. Rimbalzi: Howard 17. Assist: Turkoglu 7.
New Orleans Hornets-San Antonio Spurs 101-79 (serie 3-2)
I New Orleans Hornets sono costanti nelle gare interne. Come in gara-1 e 2, superano i campioni in carica di San Antonio accelerando nel terzo quarto dopo un primo tempo equilibrato. David West è immenso in attacco nel primo tempo con 22 punti (10/14), ma non trova la collaborazione da parte dei compagni (5/23 per il resto della squadra). Stojakovic è ancora cancellato dalla difesa di Bowen che parte bene anche in attacco con 4/4. Non ingrana invece Duncan (0/6 all’inizio), ma anche gli Hornets hanno problemi con le riserve che stentano a carburare. Paul crea per la squadra, ma finisce con 1/6 nel primo tempo, e grazie al 6/9 nelle triple gli Spurs si ritrovano avanti (44-47) a metà gara con 15 punti di Ginobili, e 10 a testa per Parker e Bowen.
Gli Spurs erano in vantaggio all’intervallo anche nelle prime due gare poi vinte dagli Hornets. E nuovamente gli Hornets ripartono trasformati nel secondo tempo in cui sale in cattedra Chris Paul che trova il modo di cambiare il ritmo alla gara: improvvisamente, con il ritorno in campo di Chandler (tornato presto in panchina con due falli nel primo quarto) e con un autoritario Paul, gli Hornets girano al massimo in attacco e mordono in difesa soprendendo gli Spurs. Come per incanto, Mo Peterson inizia a colpire da tre, Paul dà spettacolo sia con le sue incursioni che lanciando un passaggio lob per la schiacciata al volo di Chandler (azione replicata nel periodo finale). David West continua la sua gara fantastica, ma ora che non deve più fare tutto da solo in attacco, si sacrifica anche in difesa con rimbalzi, una stoppata spettacolare su Udoka e un’altra su Duncan. Chandler è un mastino su Duncan ed evita alla squadra di dover raddoppiare sul centro avversario.
L’attacco degli Spurs si inceppa, Parker continua a subire una marea di contatti duri e non trova le corsie per lanciarsi a canestro. Il terzo quarto è un massacro per gli Spurs che segnano solo 11 punti e subiscono impotenti le brillanti iniziative di Chris Paul. Con un parziale di 28-11, New Orleans ottiene il +14 dopo tre quarti di gara (72-58). Nell’ultimo quarto, la premiata ditta Paul-West continua a sostenere gli Hornets che però perdono Chandler sul 78-65 per un infortunio al piede sinistro. A 1’44” dal termine, subito dopo l’ennesimo canestro di West (93-77), Byron Scott manda in panchina West e Paul per evitare altri problemi. Chris Paul chiude la sua gara con 16 punti realizzati nel secondo tempo, mentre la superba prestazione di David West si conclude con cifre strabilianti: 38 punti, 14 rimbalzi, 5 assist, 2 palle recuperate e 5 stoppate in 44’ di gioco.
I 38 punti e i 14 rimbalzi sono entrambi record playoff per David West che è anche arrivato a un solo punto dal record realizzativo della franchigia appartenente a Glen Rice: “Non lo sapevo. Ma sono felice che abbiamo messo al sicuro il risultato prima della fine. In quel momento ero pronto ad andare a sedermi - dice West che ha dovuto fare i conti con il mal di schiena nel finale -. Ho la schiena un po’ contratta, verso la fine mi dava fastidio, ma con un giorno di riposo sarò pronto.” Gara-6 è in programma giovedì a San Antonio.
New Orleans: West 38 (16/25, 6/7 tl), Paul 22 (6/18, 9/11 tl), Peterson 12 (4/9), Pargo 10. Rimbalzi: West 14. Assist: Paul 14.
San Antonio: Ginobili 20 (5/15, 7/8 tl), Parker 18 (7/14), Duncan 10 (5/18), Bowen 10 (4/5), Udoka 9. Rimbalzi: Duncan 23. Assist: Ginobili 7.
Adriana Galimberti
...ora sarà contento mio figlio: lui dice che la squadra di Detroit è davvero forte (è la squadra per cui tifa) ed ha grandi possibilità di arrivare in finale!
detroit secondo me è la favorita per vincere l'anello perchè è la più continua..
Boston Celtics-Cleveland Cavaliers 96-89 (serie 3-2)
Ai Boston Celtics manca solo una vittoria per la conquista della finale nella Eastern Conference e venerdì avranno la chance di andare a Cleveland per gara 6 e dimostrare di poter vincere fuori casa. Male che vada, c’è sempre gara 7. Boston impiega un tempo per prendere le misure a LeBron James (8/11 all’inizio), poi si affida a Kevin Garnett che domina nel terzo quarto propiziando l’allungo decisivo dei Celtics. Nel primo tempo, Boston finisce a -14 e concede a James troppa libertà dandogli modo di segnare 23 punti. A metà gara però i Cavs conducono soltanto di tre lunghezze. La partita ha una svolta in favore dei Celtics nel terzo quarto, quando la difesa dei Celtics torna efficace e James viene tenuto a soli 2 punti grazie a un ottimo lavoro di squadra. Boston segna 9 dei primi 11 tiri del secondo tempo, con Garnett, determinato a non fare la comparsa, che si prende molte responsabilità con successo. Se KG è l’uomo partita, i Celtics devono ringraziare anche la bella prestazione di Rajon Rondo, concreto nel gestire i possessi di Boston, e autore di 20 punti e 13 assist. Paul Pierce contribuisce in entrambi i lati del campo e dalla panchina salta fuori Glen Davis che ha un ottimo sprazzo a cavallo tra il terzo e l’ultimo quarto. I Celtics chiudono il terzo quarto a +9 e Cleveland, già in difficoltà, perde Boobie Gibson per una contusione alla spalla all’inizio del quarto periodo. Ancora Garnett e Rondo mantengono i Celtics in vantaggio anche se i Cavs hanno un sussulto tardivo e si portano a -5 con un canestro di LBJ a 1’05” dalla sirena. I Celtics vanno in affanno e commettono un paio di errori contro il pressing avversario, ma il vantaggio non scende sotto i 3 punti. Paul Pierce infila 8 tiri liberi nel finale e Boston rimane imbattuta in casa dall’inizio dei playoff. “Prima o poi otterremo un successo esterno - commenta Doc Rivers -. Non so quando. Sarebbe magnifico farlo in gara 6.” Ovviamente James non è d’accordo e si aspetta che siano i Cavs a vincere la prossima: “Sappiamo che è una situazione in cui o vinci o vai in vacanza. Dobbiamo affrontarla così. Siamo un’ottima squadra in casa. E una squadra con LeBron James non è mai disperata.”
Boston: Pierce 29 (8/19, 11/13 tl), Garnett 26 (12/19), Rondo 20 (9/15), Allen 11 (4/11). Rimbalzi: Garnett 16. Assist: Rondo 13.
Cleveland: James 35 (12/25, 11/13 tl), West 21 (5/12, 10/13 tl), Szczerbiak 10 (3/8). Rimbalzi: Varejao e Ilgauskas 7. Assist: James 5.
L.A. Lakers-Utah Jazz 111-104 (serie 3-2)
I Los Angeles Lakers si salvano da una pericolosa sconfitta che avrebbe complicato enormemente la situazione costringendoli ad andare a vincere a Salt Lake City con Kobe Bryant a mezzo servizio. I Jazz perdono per la quinta volta in altrettante sfide allo Staples Center di LA, ma a differenza delle prime due gare della serie contro i Lakers, fanno sudare la vittoria ai gialloviola che dimostrano grande determinazione nel finale. Stavolta Utah va all’intervallo con soli 7 punti da recuperare (era in doppia cifra lo scarto di gara 1 e gara 2) e nel terzo quarto trova il pareggio tre volte, ma non mette mai la testa avanti. Curiosamente, in tutte le cinque sfide tra Utah e Lakers, chi era al comando a 35’ dalla fine non si è mai fatta superare dall’avversario ed ha conquistato la vittoria finale. Tuttavia è stata davvero dura per i Lakers, con Bryant che ha giocato condizionato dall’infortunio alla schiena di gara 4, e ha dovuto gestirsi in mezzo al campo. Bryant ha finito con 26 punti e un numero di tiri (10) inferiore al solito, ma il suo apporto è stato prezioso come sempre. Una prova giudiziosa quella di Bryant che si è fidato dei compagni senza forzare inutilmente. D’altronde Gasol e Odom hanno meritato pienamente tale fiducia e alla fine tutti i titolari di Phil Jackson sono andati in doppia cifra. Bryant ammette di non essere affatto al 100% dopo la partita: “La schiena mi fa abbastanza male ora. Nell’ultimo quarto l’ho sentito di più. Ma l’importante è che non ci sono stati peggioramenti e che i miei compagni sono stati in grado di darmi una spinta stasera. La difesa di Utah si è concentrata su di me nel finale e io ho preferito scaricare il pallone per dei buoni tiri. Anche se un paio sono usciti abbiamo preso il rimbalzo offensivo” Il più importante è quello catturato da Pau Gasol che schiaccia il pallone per il 107-102 a 20