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LupoDentrooo
18-11-2007, 00.00.02
Provare a sorridere, provare a farlo fare agli altri, quando la tristezza ti è intorno e dentro, è medicina antica a cui spesso faccio ricorso, per curarmi le ferite e per rialzarmi. Era il 9 giugno del 2004, quando immaginai come e perchè il trio delle meraviglie foggiane, Casillo-Pavone-Zeman, si fosse ricomposto ad Avellino; scrissi, così, "L'amico del cuore", che oggi ripropongo e dedico a quanti, ascoltato lo sguuup pedulliano, hanno pensato e detto..."perchè no?!?".

L' amico del cuore

'On Pasquale aveva da poco ricevuto le analisi che aspettava da giorni, le guardò e riguardò, rigirò quei fogli tra le mani e, dalla sua faccia, si intuì che le cose non stessero affatto bene: nonostante la promozione l’Avellino non navigava nell'oro e per attrezzare una squadra competitiva era richiesto un sacrificio economico. L'uomo di San Giuseppe Vesuviano era uno che parlava sempre, un vero attore; molti dicevano che era uno spettacolo quando faceva le sue sceneggiate, parecchi si schiattavano dalle risate ma, negli ultimi tempi, si narra che avesse fatto piangere molta gente, ad Avellino e provincia...e non solo.

Quando non c'era chi potesse ascoltarlo, amava mettersi dinanzi allo specchio. Anche quella mattina, con i fogli in mano, muovendoli su e giù, come a volerne modificare la sostanza, iniziò a parlare, avendo solo se stesso come spettatore:
-N'u sacrificio?!?...e che so' Babbo Natale io? E sì...io po’ m'aggiù accattato questa squadra per fare sacrifici? Pasquà, e tua moglie sai come ti spara? Quella ogni volta che deve cacciare una lira fa un sacco di storie: dice sempre che non lo dobbiamo far sapere in giro...che è l'ultima volta...che nun se po' fa'...che quei soldi è non si possono toccare...che essa stipa ed io consumo. No...noo...nooo! Anzi, non compro proprio nessuno, mi vendo quelli che costano di più e gli avellinesi, se non sono contenti, se la pigliassero con 'On Antonio...ché io sto ancora pagando i guai suoi-.

E chi lo avrebbe detto agli avellinesi?
"Ma come, torniamo in cadetteria dopo tanti anni, abbiamo fatto gli abbonamenti, ci saranno i soldi della Lega, gli sponsor, la pay-tv e non abbiamo una lira per comprare dei buoni calciatori?". Questo avrebbero pensato e detto. 'On Pasquale immaginò le contestazioni e pensò, soprattutto, ai quattro debosciati. Era anche spaventato ma, come gli accadeva in questi frangenti, vinse la paura aumentando la posta. Un fulmine andò a colpire proprio il suo volto, lo illuminò ed i suoi occhi rivelarono una idea geniale:
-'O miracolo!-.

Perché soltanto con un miracolo avrebbe potuto sperare di fare accettare ai tifosi una squadra di sconosciuti e solo con un miracolo avrebbe potuto ottenere la salvezza. Ma i miracoli, a parte Dio, uno solo li faceva, nell'ambiente del calcio: Zdenek, Zeman, l'amico del cuore. Le loro strade si erano separate da tempo, ma il tempo non aveva indebolito il loro profondo legame.

Senza perdere secondi preziosi, il patron chiamò Peppino, terzo rappresentante di una comune immensa amicizia. Gli chiese di raggiungerlo immediatamente a casa sua e lui, che si trovava in zona, arrivò dopo circa un'ora. Insieme avevano vissuto momenti indimenticabili e poi, in seguito, avevano continuato a scambiarsi favori; insomma, si conoscevano bene. Cosicché, a Peppino risultò facile intuire, anche solo ascoltando a telefono la voce dell'amico, che qualcosa non andasse ed ora che da vicino poteva vederne il volto pallido si precipitò a chiedere, con palese ansia:
-Pasquale, che è stato?...tu tieni una faccia?...non farmi mettere paura? Dimmi di che si tratta-.

Eccolo lì il grande attore: ‘On Pasquale. Si portò la mano alla fronte, poi abbassò la testa, scapuzziò come a rappresentare il peso dello scoramento e con voce trascinata cominciò:
-Peppì...ueeee...Peppino mio. Ma proprio 'a me doveva succedere?...Io stavo tanto bene in serie C. Qualche prestito, qualche giovane…gli incassi…e mo’…mi hanno consegnato le analisi e non sono uscite buone. Peppì...'o bilancio nunn'è bbuono. Peppì aggia fa ‘a serie B e non tengo una lira-.

Peppino, pensando di farlo sorridere ed alleviarlo un po', rispose:
-Ma le lire non le tiene nessuno più, ormai-.

'On Pasquale non ne comprese il senso, immaginò si riferisse alla grave crisi economica in cui versava il calcio e qualche società più di tutte:
-Ahe...nisciuno! Il Napoli sta senza n'a lira...poche altre...ed io col mio Avellino-.

-Pasquà, mi riferivo al fatto che le lire le hanno tolto di mezzo, ora ci sono gli euro-.

-Peppì...e io manco gli euro tengo. Tenevo le lire e me le hanno bloccate quegli 'mbranzesati r'o tribbbunale, quei pochi euro incassati li ho già consumati...Peppì, mi devi dare una mano-.

L’amico in qualche modo si sentì rinfrancato, in fondo aveva temuto di peggio, per questo non ebbe difficoltà a pronunciare queste parole:
-Pasquà...e gli amici che ci stanno a fare? Tu lo sai che non ho una grande disponibilità, ma qualcosa posso fare: qualche assegno postdatato lo posso firmare, ti posso aiutare a scontare qualche cambiale; insomma, qualcosa appariamo. Tranquillizzati Pasquà-.

Il Patron neanche sentì quello che aveva detto l'amico, aggiustandosi il nodo della cravatta, con aria apparentemente distratta, quasi come se stesse lanciando una cosa di scarsa importanza:
-Voglio chiedere a Zdenek di venire ad Avellino...-.

-No...Pasquà... questo non glielo puoi chiedere, lo sai che come sente la Campania quello non ci vede più-.

-Ahhh...Peppì...ohhhh...aheeee...e che diamine, cumm'a fai esagerata!...Non ci vede...non ci vede; in fondo, a parte l’amicizia profonda che dovrà rispettare, io i soldi per lui li tengo: io lo pago...e tu ‘o ssaje che ì soldi fanno venì 'a vista ai cecati-.

L’amico, tra i due, sempre stato il più riflessivo, cercò inutilmente di dissuaderlo; sapeva bene quanto fosse alto il rischio di un rifiuto opposto dal boemo, con conseguente rottura di un grande rapporto. Ciò che mai avrebbe voluto. Perciò, cercò di far cambiare idea al patron:
-Pasquale, non farlo. Ti prego, pensa ad un'altra soluzione-.

-Peppì, questo è il momento di vedere se mi vuole bene e se anche tu me ne vuoi. Perché anche tu devi venire a lavorare per l'Avellino...-.

Stavolta, la mano in fronte la portò Peppino e la capa che scapuzziava era la sua. A bloccare il singolare movimento della sua testa provvide il prosieguo della frase di Don Pasquale:
-E' deciso: non perdiamo altro tempo, mettiamoci subito all'opera. Io andrò subito a casa di Zeman, il tempo di prepararmi e tu inizia a guardarti attorno: vedi che giù al palazzo, nel parcheggio, ci stanno i guagliuni che giocano a pallone tutto il giorno. Dai un'occhiata, qualcosa sempre si trova; tu sì 'o masto a scoprire futuri campioni-. Si spostò nell'altra stanza per andare a prendere le chiavi dell'auto e lasciò il direttore sportivo come svenuto.

Sarebbe servito a qualcosa discutere ancora? Quante le possibilità di far cambiare idea a Pasquale? A niente e zero. Peppino, in attesa che l'amico facesse ritorno nella stanza, andò sul balcone, cercando nell'aria fresca lo schiaffo in faccia che potesse risvegliarlo. Lo sguardo perduto nel vuoto verso il basso e la sua rassegnazione furono violentati dalla classica partitella tra le auto in sosta e le signore con la spesa. L'istinto del talent scout prese il sopravvento ed urlò:
-Pasquà...Pasquale...Pasquaaaa, vieni subito qua!-.

Pasquale corse e vedendolo sul balcone, proteso e con lo sguardo verso il basso, fu investito dal timore che volesse suicidarsi e dal rimorso per aver condotto l'amico a simile disperazione. Lo salvarono le parole di Peppino:
-Amico mio, vieni...vieni...guarda là: lo vedi quello con la maglietta verde? Guarda che bella corsa che tiene? Che progressione! Oddio, si tratta di spiegargli che il pallone è quello rotondo, bianco e nero, si tratta di lavorarci su...ma sono convinto che faccia al caso nostro. Pasquà, ufficializza pure il primo acquisto...mo' scendo e gli faccio firmare il contratto-.

-Peppì, ma tu dici che in serie B andrà bene?-.

-Azz'...andrà bene?!? Quello appena impara a riconoscere il pallone, appena gli spieghiamo la differenza tra segnalinee e arbitro, appena riusciamo a fargli capire che cosa si intenda per "fuorigioco", appena gli spieghiamo che si gioca in undici contro undici e che si deve buttare la palla nella porta avversaria, appena riuscirà ad arrivare sul fondo, ci resterà da insegnargli a crossare ed avremo un grande campione-.

-Peppì, ma tu dici che tenimm' 'o tiempo necessario?...con tutte queste cose che s'addà 'mparà, fa primm 'a se piglià 'o diploma?-.

-Fidati amico mio. Ti ho mai deluso? E allora...statti tranquillo e va' a convincere Zdenek. Il primo acquisto è fatto-.

(Cambio scena)

Zdenek sentì suonare a citofono e, poi, tuzzuliare insistentemente alla porta. Grande fu la sua meraviglia nel trovarsi dinanzi il caro vecchio amico Pasquale; lo fece accomodare nella stanza dove amava trascorrere le sue giornate, intento a studiare il calcio nei minimi dettagli. Alla parete una lavagna enorme raffigurante un rettangolo verde; su di essa comparivano numeri e linee, radici quadrate e logaritmi, in alto a destra la formula della diagonale, mancavano solo i calciatori ma questi, per lui, non erano mai contati molto. Al centro della stanza, un enorme tavolo da disegno, quello che normalmente usano gli ingegneri. Pasquale diede uno sguardo, non capì nulla, rimase tuttavia impressionato da tutti quei grafici e soprattutto da un libro e dal titolo: "I postulati della geometria di Euclide".

Lo prese tra le mani e chiese a Zdenek:
-Dove gioca Euclide? Ma è un oriundo?-.

Il tecnico rispose con amorevole commiserazione:
-Pasquà, sempre più ignorante... eh? Euclide non c'entra niente col calcio. Geometria...sì-.

-Azz'...pur i femmene mo'?...Gaucci aveva ragggione-.

-Quali femmene?-.

-Geometria...-.

-Pasquà, lasciamo perdere. Dimmi, piuttosto, che ti è successo: tu tieni n'a faccia...-.

Ed il patron, calandosi sempre più nei panni del povero Cristo, accentuando la sua sofferenza, rispose:
-Prima di raccontartelo, ti devo fare una domanda e tu devi rispondere sinceramente: "ma tu me vuo' bene?"-.

-E che domande sono queste? Ma certo che ti voglio bene...e come potrei non volertene, dopo tutto quello che abbiamo fatto assieme?-.

'On Pasquale si avvicinò al suo amico, gli prese la testa tra le mani, poggiandole sulle guange, e tirandolo a sé gli disse:
-E damme n'u vasill'...amico mio-.

Zdenek, appena fu libero di poter muovere la bocca, riprese a parlare:
-Ma ora mi vuoi dire che ti è successo?-.

-Eh…amico mio, sapessi che guaio!...Tu 'o ssaje che mo’ sto in serie B?-.

-Come potrei non saperlo? Si parla di te su tutti i giornali; ieri ho letto sul Corriere dello Sport che dove metti le mani tu...tutto diventa oro-.

Il patron, appizzanno ‘o muss', con una vena di amarezza:
-Eppure, Zdenek, ci sta chi dice che dove metto le mani io scompare tutto l'oro-.

-Noooo, quella è solo invidia. Gente cattiva che non perdona i successi; pensa che qualcuno sostiene che dove metto le mani io...si retrocede-.

-Hai ragggione amico mio, hai proprio ragggione: solo invidia. Ma tu me vuò bene?-.

-Ancora?!? E quante volte te lo devo dire? Io ti ho voluto sempre bene, ma dopo aver avuto a che fare con quello di Salerno, ti ho apprezzato e voluto bene anche di più. Sono sicuro che tu non mi avresti mai esonerato e ci saremmo salvati. Tu lo sai che a primavera, col caldo, i campi asciutti, i frutti della preparazione fisica, i calciatori che imparano la geometria, le linee difensive, il baricentro alto, le diagonali, la rotazione, la sovrapposizione, i tagli, gli altri che hanno i campioni che però non amano allenarsi e poi scoppiano...;insomma, nessuno meglio di te sa che avremmo fatto un girone di ritorno eccezionale e ci saremmo salvati-.

'On Pasquale, più per sfogarsi di un torto grave subito da quello di Salerno che per confortare l'amico, accompagnando la frase con un gesto della mano dichiarò sicuro:
-Ma quello è n'u strunz! Ma uno che fa 28 punti comm' 'o vuo' chiammà? Io ti conosco e ti apprezzo tantissimo, anche per questo ho pensato a te...- e lasciò cadere l’ultima affermazione, giusto per vedere la reazione dell’amico.

-Scusa, ma hai pensato a me in che senso?...Pasquà, io te voglio bene...ma nun fa ‘o fess'-.

Ed il patron immediatamente, come se non volesse farlo pensare troppo, rilanciò:
-E che è, mo' parli pure napoletano?-.

-Dopo tanti anni che ti frequento, dopo l'esperienza di Napoli e quella di Salerno...per forza. Pasquà, ma fammi capire: di che si tratta?-.

'On Pasquale, lo prese sottobraccio, cominciò a portarlo in giro per la stanza, sperando che il passeggio aiutasse ad ammortizzare la botta che sarebbe venuta con le sue parole:
-Vedi, amico mio, io non tengo soldi, se annuncio che non posso acquistare grandi nomi e poi come allenatore porto anche uno sconosciuto in panchina, uno che ha fatto solo la serie C, i tifosi mi prendono con la mazza. Senza calciatori e senza allenatore non mi posso salvare né dai tifosi né dalla retrocessione. Allora ho pensato a te, amico mio del cuore, tu solo mi puoi aiutare a fare questo miracolo. Zdenek devi venire ad Avellino con me! Ma tu me vuò bene?-.

La faccia del tecnico era più immobile che mai, il tronco irrigidito come quello di chi ha appena saputo di un grave lutto in famiglia, gli occhi persi nel vuoto, nel cuore lo scoramento che si impossessa di un giovane che sulla cartolina precetto legge che dovrà recarsi a Cuneo per il servizio militare. Rispose con un filo sottilissimo di voce:
-Nun tant'-...e si accasciò, svenuto, sul divano.

'On Pasquale si spaventò tantissimo, temette di aver perso un grande amico e, con lui, l’ultima occasione per fare soldi. Pure questi amici del cuore suo. Corse in cucina, prese un bicchiere d'acqua ed iniziò a schiaffeggiare Zdenek; dopo un po', questi si riprese, aprì gli occhi e, trovandosi dinanzi il faccione del vecchio amico, esclamò:
-Maroooonna...Avellino...-. Sembrò, nel tono della voce e nel modo di riaddormentarsi, il vecchio che nel film di De Crescenzo, "Così parlò Bellavista", prima esclamava " 'o milione", poi chiudeva gli occhi e lasciava cadere la testa.

Il Consulente stavolta si pigliò anche collera, pensò:
-Che capa ‘e cazzo?!?...E che diamine...ma mica gli ho proposto di andare ad allenare n'a squadretta di prima categoria?...e poì è stato in Turchia...e mo' se spaventa di venire ad Avellino?...ma fa che s'è muntato ì capa pure questo?- e riprese a schiaffeggiarlo, questa volta anche più forte di prima, avendo un motivo in più, fin quando l'amico riaprì gli occhi e sorseggiò un po' d'acqua.

Zdenek, pallido in volto, si rivolse all’amico:
-Pasquà...ma non si fanno questi scherzi: cà se more...mannaggia 'a capa toja-.

‘On Pasquale, tranquillizzatosi sul fatto che l’amico e la possibilità di fare soldi fossero salvi, riprese la sua recita:
-Zdenek, hai detto bene: si muore. Se tu nun me dai n'a mano, ad Avellino mi uccidono e tu mi porterai sulla coscienza. Vuoi tenere questo scrupolo per tutta la vita? Fai conto che io sia un condannato a morte e che questo sia il mio ultimo desiderio. Riprenditi un attimo e parliamone-.

Il tecnico si sistemò sul divano, cercò di riordinare le idee:
-Pasquà fammi capire meglio, io devo venire a darti una mano ad Avellino, non ci sono molti soldi e dobbiamo salvarci. Ma quanto puoi spendere? Parlami chiaro. Almeno Sicignano e Vignaroli li puoi prendere?-.

-E io tenevo ì soldi p'accattà 'a Vignaroli e venivo a pregare a te in questo modo?...Zdenek...non tengo manco n'a lira. L’ho detto pure a Peppino, anche lui fa parte del progetto. Quando sono partito stava per recarsi nel parcheggio dove giocano a pallone i guagliuni: di sicuro mi porta qualcosa ed uno già l'ha trovato pure-.

Zdenek, sempre più convinto di aver passato un guaio grosso e sempre più meravigliato:
-Azz', nel parcheggio?...allora è meglio quello di Salerno: almeno, quello, prima di venderseli, li ha comprati i calciatori. Pasquà, non si fa così. Vabbuò, che ti devo dire?!? Sono pur sempre il tuo amico del cuore, accetto. Siediti e parliamo del mio ingaggio-.

E questa volta fu Don Pasquale a svenire.

Quando si riprese toccò a lui ripetere la frase detta prima dall’amico:
-Zdnek...ma non si fanno questi scherzi: cà se more...mannaggia 'a capa toja-.

-Pasquà, ma quale scherzo?!? Io accetto, rinuncio a Vignaroli, alleno pure quelli che giocano in strada...ma non toccare il mio ingaggio...ché ci pigliamo collera. Nun pazziammo!!!-.

'On Pasquale capì che l'amico non stava affatto scherzando e tentò solo di risparmiare sull'ingaggio, notoriamente alto:
-E vabbuò, ma fammi almeno n'u bello sconto, in nome della nostra amicizia”-.

Zdenek che su certe cose non transige, come la lotta al doping e la lotta a difesa del suo ingaggio, non lo fece nemmeno finire di parlare:
-Pasquà....ì soldi so' n'a cosa...e l'amicizia ne è n'ata. Chiedimi tutto, ma non toccarmi l’ingaggio- e si accese un'altra sigaretta.

Il Patron, ormai rassegnato, pensò:
-Vorrà dire che sparagnerò qualche altra cosa sui giocatori...c’aggia fa’?!?-.

Prese il telefono e chiamò con aria avvilita il direttore sportivo:
-Peppì, quando avrai finito nel parcheggio, allongati fino ad Aversa, mi hanno detto che c'è un posto dove alcuni giocano a pallone...un pallone che nessuno vede...pare che si chiamino, tra di loro, Diego, Michel, Karl Hainz e che si accontentino di poco: vuonn' sulo i sigarette. Qua Zdenek vuole i soldi e dobbiamo risparmiare ancora: quelli del parcheggio costano caro. Ja' piglia 'a penna e segnati l’indirizzo, per favore: Via San Francesco d'Assisi, numero 2...sulla strada per Lusciano-

La voce di Peppino, molto alterata, uscì dalla cornetta:
-Pasquà...ma addù cazz' me manni? Questo è l'indirizzo del manicomio di Aversa, quei Diego e Michel non sono giocatori... sono i pazzi-.

-Aaaaah...Peppì...ma perchè noi che siamo? Vogliamo fare la serie B senza cacciare una lira e saremmo buon'ì capa? Pensa che pure lo sponsor nostro, appena ha saputo il fatto ha detto "Chist so’ pazzi...chist so' proprio pazzi". Peppì, nun te ce mett' pure tu mo'...ché già Zdenek parla a schiovere: prima vuleva 'a Vignaroli, mo' vole n'a barca ì soldi-.

La telefonata tra 'On Pasquale e Peppino ebbe il potere di deprimere ulteriormente il tecnico che davvero fu tentato di dire no al suo amico del cuore, ma rompere un'amicizia così grande non si poteva...e, p'a verità, rinunciare a tutti quei soldi...nemmeno! Perché, lui sapeva benissimo che, in giro, di tecnici pagati così tanto non ce ne fossero molti, anche in serie A; sapeva che veniva da stagioni con risultati scadenti e poi lui, intelligente e riflessivo come sempre, in pochi istanti valutò anche un'altra cosa: se il miracolo si fosse realizzato, lui sarebbe diventato un vero Dio...e se le cose fossero andate male, in molti avrebbero evidenziato che comunque gli erano stati dati mezzi scarsi assai e se la sarebbero presa con Don Pasquale. Insomma, in un modo o nell'altro, si sarebbe apparato e rilanciato...e di questo aveva bisogno. Senza considerare poi l’immensa fiducia che poneva in se stesso.

Questo lui pensò, mentre tracciò sulla lavagna l’ennesima linea, con lo sguardo compiaciuto simile ad un grande artista che dipinge un capolavoro.

Nello stesso istante, con la calcolatrice in mano, 'On Pasquale rifece i calcoli, guardò di nuovo le analisi e timidamente, giusto per farlo, accennò ad un ulteriore timido tentativo, come fanno le vecchiette al mercato:
-Proprio nun me può fa sparagnà niente...eh?-.

Ovvia la risposta:
-Pasquà, l'hai sempre detto anche tu che io faccio vincere lo scudetto del bilancio...e poi oltre alla mia scienza calcistica, ti porto anche un sacco di tifosi personali, pieni di entusiasmo ed affidabili: gente che se dico di buttarsi in un pozzo lo fa immediatamente. Pasquà, dai retta a me: ci salviamo, valorizziamo i calciatori, paghi a me, risani il bilancio, ti acconci pure tu e ti prendi pure n'a bella soddisfazione con quello di Salerno-. E partirono per Avellino.

L'idea di salvarsi comunque, di farsi un sacco di soldi, coi tanti giovani pagati due lire e poi rivenduti, una volta plasmati dalle sapienti mani di Zdenek, la voglia di togliersi lo sfizio con l'acerrimo nemico di Salerno ebbero il potere di far volare 'On Pasquale, fiero della scelta fatta e orgoglioso dell'amico del cuore. E volò così alto che perse di vista le cose terrene: credette che ogni azzardo gli fosse concesso, iniziò a sentirsi più forte di tutto e di tutti, iniziò la sua battaglia al mondo, come preso in un gioco più grande di lui, vide nemici dappertutto, non cercò mai una mano tesa e non tese mai la mano a nessuno. "Chi non è con me è contro di me" divenne il suo motto. Abbagliato dalla sua stessa presunta furbizia, continuò le sue sceneggiate, mentre attorno tutto crollava, sostenuto dall'amico del cuore che dispensava certezze; quelle certezze svanite nel silenzio che poi sarebbe sopraggiunto. Furono sofferenza ed umiliazioni.

Giusto un anno dopo, com'era lontana Crotone! Di una immensa speranza, di un patrimonio di entusiasmo e di passione rimasero solo macerie e null'altro. Non c'erano più gli eroi dell'anno prima, non c'erano più bandiere al vento e non c'era più nemmeno l'amico del cuore, nè i suoi fedeli. Le strade del trio delle meraviglie si erano separate di nuovo e Zdnek era ritornato nella massima serie, il posto che compete ai maestri.

Caro Lupo mio, accanto a te solo i tifosi veri. Gli altri tutti scappati via. Ma che dubbi c'erano? Lupo, se chiedi ad uno qualsiasi di questi tuoi amici del cuore "Tu me vuò bene?, ti risponderà c'u tutt'o core:
-Assai!...ricominciamo!!!-.

Vasco
19-11-2007, 10.20.42
Tutto molto bello, scritto bene, un racconto godibile... Però non corrisponde a realtà... Che Casillo, all'epoca, fosse senza soldi è certo, ma riuscì comunque a costruire una squadra degna di nota che con gli anni ha dimostrato di essere composta da grandi giocatori. I vari Carnevali, Sardo, Fusco ecc... furono presi per fare le riserve a giocatori che poi si dimostrarono inadatti a proseguire l'avventura in quella rosa e con quel tecnico.
I casini scoppiati tra giocatori già durante il ritiro, i passaggi orizzontali davanti la nostra area, qualche macchina distrutta, l'accompagnare un avversario dalla metà campo fino all'area di rigore per poi provocare un rigore ecc... non credo che queste cose facessero parte degli schemi di Zeman.
Guardando indietro vedo solo che con molti di quei giocatori, poi, ci siamo divertiti nei campionati seguenti, i vari Biancolino, Moretti, Fusco, Millesi hanno fatto la fortuna, a fasi alterne, di questa squadra.
A Casillo rimprovero l'aver fatto valutazioni errate, non aver saputo scremare già in estate quella rosa, guardando ancora più indietro gli rimprovererò sempre la cessione di Polito, Frati, Caridi, Noselli, l'esonero di Auteri... Alla fine vedo nella sua gestione un 4° posto, un 6° posto, una promozione diretta, una retrocessione con 3 giornate di anticipo... Tutto questo con i beni bloccati...
Non mi sento di giudicare totalmente negativo il suo escursus Avellinese, che volete fà? Non ci riesco proprio


ps: In quel nefasto campionato facemmo un girone di ritorno a ritmo salvezza, nonostante l'epurazione di giocatori sicuramente pù forti della maggior parte di quelli rimasti in rosa... Qualcosa vorrà dire?
Vabbè, ma tanto è passato e non serve parlarne ancora

LupoDentrooo
19-11-2007, 14.26.48
Però non corrisponde a realtà...
Diciamo meglio, Vasco:
non corrisponde alla realtà che vedi tu (ed, ovviamente, vale anche per me ed il mio racconto).;-)

Vasco
20-11-2007, 21.30.01
Diciamo meglio, Vasco:
non corrisponde alla realtà che vedi tu (ed, ovviamente, vale anche per me ed il mio racconto).;-)


Guarda, io mi attengo ai fatti:fuma: , se avessi voluto analizzare i sentito dire non avrei finito più di scrivere;-) ... se ne dissero tante di cose quell'anno... certo ci furono tifosi che andarano dicendo in pubblico di aver detto ad alcuni calciatori... Vabbè, lassammo sta che è meglio, come si suol dire: Passato 'o Santo, passata 'a festa :D

LupoDentrooo
20-11-2007, 21.54.51
Guarda, io mi attengo ai fatti:fuma:
Pensavo che fosse chiaro il mio dire che la tua lettura, come la mia, portassero il cappello della soggettività di analisi e, dunque, rispettabili. Ma tu insisti, benchè avvalendoti di questa faccina:fuma: ed io, allora ti dico:
I fatti?
I fatti sono questi:
sempre a 9-10-12 punti dalla zona salvezza

sconfitte in serie e sconfitte consecutive in casa che Dio te ne scampi

prima vittoria sul campo arrivata il mese di febbraio

mortificazioni e collera quante ne vuoi

Dichiarazioni ridicole del tipo
"Qual è ìo problema? Abbiamo qualche buon amico che ci ha garantito una mano, posso anticipare che tra qualche giorno arriveranno calciatori di valore anche di serie A", seguiti da Palo e Manca

oppure:
"Ci salviamo? Sicuro...anche di più" ...e infatti

I fatti? I fatti sono questi!

Vasco
21-11-2007, 09.30.44
I fatti? I fatti sono questi!


Così come i miei.
Tu riporti una parte ed io un'altra, ma alla fine, te lo ripeto: Non riesco a vedere solo il negativo di Casillo, cose buone, anzi ottime, le ha fatte... Mica ha fatto solo puttanate...
Con i suoi calciatori abbiamo fatto altri 3 campionati, con alcuni di loro (Maietta, Pellicori) ci stiamo facendo anche questo ed altri (Biancolino) vengono rimpianti... Tutto sommato non credo che sia solo da demonizzare, certo, nemmeno da santificare, ma parlarne solo in negativo non mi sembra giusto...
Tutto qui...


ps: La faccina stava a significare solo "Parliamone, ma senza intossicarci" ;-)

LupoDentrooo
21-11-2007, 12.09.35
Così come i miei.
Il racconto, sebbene con toni di sorriso amaro, si riferiva a quell'anno, quello che poi portò alla retrocessione di settembre.

I fatti (poi li vediamo) che riporti tu dimostrano al massimo che Casillo è uno che di calcio e di calciatori ne capisce. Non mi pare che questo sia il motivo delle "accuse".
E tuttavia, tu dici che abbiamo fatto tre anni coi calciatori che ci ha lasciato lui. Certo, tranne qualche rarissima eccezione, ci abbiamo fatto i campionati di C...dove, poi, guarda caso, navigano da anni. Peccato che noi dovessimo fare la B.

Quello che una carriera in A la sta comunque facendo, Contini, lo vendette per 180mila euro (se non ricordo male).

L'altro che la B la fa e la può fare, tale Biancolino, lo aveva sbolognato a Venezia ed è tornato con Pavarese. Casillo che c'azzecca. Che Biancolino ci aveva lasciato, andando via...'o cazzo?

Quell'anno la B, la facemmo con al massimo sei o sette calciatori all'altezza
Contini- Cecere- Kutuzov- Tisci- Sardo- e qualche altro

il resto erano giuovani di C1 2 C2 e del cortile di casa.

Pellicori e Maietta non li ha lasciati lui

Lui ha lasciato calciatori di C con sette mesi di stipendi arreytati da pagare...ed una montagna di debiti ed un fallimento alle porte.

Questi sono fatti.

Vasco
21-11-2007, 13.29.07
Il racconto, sebbene con toni di sorriso amaro, si riferiva a quell'anno, quello che poi portò alla retrocessione di settembre.

I fatti (poi li vediamo) che riporti tu dimostrano al massimo che Casillo è uno che di calcio e di calciatori ne capisce. Non mi pare che questo sia il motivo delle "accuse".
E tuttavia, tu dici che abbiamo fatto tre anni coi calciatori che ci ha lasciato lui. Certo, tranne qualche rarissima eccezione, ci abbiamo fatto i campionati di C...dove, poi, guarda caso, navigano da anni. Peccato che noi dovessimo fare la B.

Quello che una carriera in A la sta comunque facendo, Contini, lo vendette per 180mila euro (se non ricordo male).

L'altro che la B la fa e la può fare, tale Biancolino, lo aveva sbolognato a Venezia ed è tornato con Pavarese. Casillo che c'azzecca. Che Biancolino ci aveva lasciato, andando via...'o cazzo?

Quell'anno la B, la facemmo con al massimo sei o sette calciatori all'altezza
Contini- Cecere- Kutuzov- Tisci- Sardo- e qualche altro

il resto erano giuovani di C1 2 C2 e del cortile di casa.

Pellicori e Maietta non li ha lasciati lui

Lui ha lasciato calciatori di C con sette mesi di stipendi arreytati da pagare...ed una montagna di debiti ed un fallimento alle porte.

Questi sono fatti.

Pè, te voglio bene e lo sai, però secondo me stai sbagliando il tiro stavolta.
Pellicori e Maietta lui li prese, sono convinto che se non fossero già stati ad Avellino ora non li avremmo dalla nostra parte.
La cessione di Biancolino al Venezia fu inevitabile, comunque Casillo non beccò un € dalla società lagunare... E questa è un'altra storia...
Altri giocatori con cui ci abbiamo campato sono i vari Moretti :ok: :nah: , Fusco:ok: , Puleo :nah: , Millesi:ok: , D'Andrea:nah: :nah: , Cecere:nah: :ok: :nah: e qualche altro di cui sicuramente mi dimentico...
Giocatori con cui di sicuro abbiamo fatto 2 promozioni ed una retrocessione (MAI detto che erano tutti da B).

Tu hai giustamente specificato che parlavi di quel campionato, però dovresti sapere che qui ad Avellino si fa di tutt'un erba un fascio e quindi ho ritenuto giusto parlare di quel campionato ed anche degli altri

LupoDentrooo
21-11-2007, 16.04.36
Pè, te voglio bene e lo sai, .
anche io a te:P ....assai;-)

però secondo me stai sbagliando il tiro stavolta.
secondo me, se io ho sbagliato il tiro, tu non hai quoto neanche il pallone, stavolta:lol:

Vasco
21-11-2007, 19.02.38
Appurato che ce volimmo bene:D , diciamo che nessuno dei 2 ha sbagliato il tiro, o meglio, diciamo che tu avevi iniziato un percorso ed io dopo averlo seguito un pò mi sono accorto di un viottolo adiacente ed ho preferito seguire quello... Stiamo facendo la stessa strada, solo che tu hai deciso di seguire quello brutto, pieno di steppaglie e buche, ed io l'altro, quello un pò più in discesa con qualche buchetta ma, tutto sommato, agibile ;-)