Visualizza versione completa : 23 Novembre...
AbellinumRegnat
23-11-2007, 08.25.26
E visto che domani so' 27, ancora andy warhol
http://www.mlac.it/img_luxflux/n1/photage1cg.jpg
IO NON DIMENTICO!
luporock
23-11-2007, 08.34.03
IO NON DIMENTICO!
e che vuoi dimenticare. Io da ieri che ci penso e lo dico in giro.
Per me, 23 novembre, ormai, è uno dei giorni più (tristemente) famosi dell'anno...
E pensare che
Avevo solo 6 anni;
Non ho avuto perdite di cari (tra l'altro abito in bassa irpinia dove i danni sono stati quasi nulli).
Paolo79
23-11-2007, 09.52.06
http://www.nicolucci.net/immagini/rosa1.jpg
Guglielmo Tell
23-11-2007, 10.05.04
Vi racconto il mio paradosso. Quel 23 novembre di 27 anni fà, per me (come per la mia famiglia) è stata una data fondamentale nella nostra vita. Senza quella tragedia il nostro futuro sarebbe stato in Italia. I miei infatti, avevano deciso di lasciare la Svizzera nell'estate del '81 per ritornare in Irpinia......quel terremoto però, fece cambiare la loro decisione! Un giorno tristissimo per tante famiglie, dove tante vite umane sono state spezzate......e dove (forse) la mia (vedendo come si sono sviluppate l'Italia e la Svizzera negli ultimi 30 anni) si è "salvata"!
Kaia81
23-11-2007, 10.08.48
sono nata l'anno dopo, quindi fortunatamente non ho di questi brutti e tragici ricordi, ma un pensiero ed una preghiera per chi è venuto a mancare in questo giorno ci sarà sempre!!!
verdess
23-11-2007, 10.47.56
Io avevo 5 mesi,l'ho vissuto ma data l'età non posso ricordare niente,comunque questa data non l'ha dimenticherò mai.purtroppo ho perso dei parenri che non ho potuto mai conoscere.
NO MAS
23-11-2007, 11.03.39
Io avevo 3 mesi, anche se non posso ricordare la drammaticità di questo evento (tra l'altro io e la mia famiglia all'epoca non stavamo ad Avellino) penso che ogni Irpino debba rispettare il dolore di tanta gente che quel giorno ha perso familiari, casa e probabilmente anche il sorriso.
Questo è un forum dedicato alla nostra squadra del cuore e mi fa immenso piacere ricordare (io l'ho letto sui libri, qualcuno di voi li ha visti con i propri occhi) cosa per gli irpini ha rappresentato raggiungere la salvezza quell'anno, tra mille difficoltà e sulle spalle una tragedia che ha cambiato la vita di ogni Irpino.
Per me tutti i calciatori di quell'anno sono degli eroi e quello rappresenta secondo me il miglior Avellino di tutti i tempi.
se qualcuno vuole ne può anche ricordare i nomi di quei calciatori, io im questo momento non ne sono in grado, posso cominciare con i più famosi:
l'allenatore Vinicio
il capitano Lombardi
De Ponti
Cattaneo
Aldair
23-11-2007, 11.49.45
cognome......... ruolo pres. reti
Tacconi............. P 30 0
Di Leo............... P 0 0
Cattaneo........... D 29 0
Beruatto............ D 29 0
Di Somma........... D 25 2
Giovannone........ D 19 0
Ipsaro Passione... D 17 1
Limido................ D 9 0
Venturini............ D 9 1
Pecoraro Scanio.. D 0 0
Piga.................. C 29 4
Vignola.............. C 28 6
Criscimanni......... C 25 4
Valente.............. C 24 1
Ferrante............. C 17 0
Repetto............. C 12 0
Stasio............... C 3 0
Massa............... A 20 4
Ugolotti............. A 13 3
Juary................ A 12 5
Carnevale.......... A 10 1
De Ponti............ A 2 1
AbellinumRegnat
23-11-2007, 12.21.19
Io avevo 3 mesi, anche se non posso ricordare la drammaticità di questo evento (tra l'altro io e la mia famiglia all'epoca non stavamo ad Avellino) penso che ogni Irpino debba rispettare il dolore di tanta gente che quel giorno ha perso familiari, casa e probabilmente anche il sorriso.
Questo è un forum dedicato alla nostra squadra del cuore e mi fa immenso piacere ricordare (io l'ho letto sui libri, qualcuno di voi li ha visti con i propri occhi) cosa per gli irpini ha rappresentato raggiungere la salvezza quell'anno, tra mille difficoltà e sulle spalle una tragedia che ha cambiato la vita di ogni Irpino.
Per me tutti i calciatori di quell'anno sono degli eroi e quello rappresenta secondo me il miglior Avellino di tutti i tempi.
se qualcuno vuole ne può anche ricordare i nomi di quei calciatori, io im questo momento non ne sono in grado, posso cominciare con i più famosi:
l'allenatore Vinicio
il capitano Lombardi
De Ponti
Cattaneo
:clap::clap::clap::clap::clap:
Io avevo 4 anni. All'epoca abitavamo ad Isernia. Il terremoto arrivò anche li. Ricordo solo la scossa, io sotto il tavolo e la fuga per le scale del palazzo, con Papà che aiutava mia nonna a scendere gli scalini...e basta solo questo ricordo...
Vasco
23-11-2007, 13.03.18
A quanti hanno perso la VITA
A quanti hanno perso un FAMILIARE
A quanti hanno perso un AMICO
A quanti hanno perso la CASA
Un unico grande abbraccio
Il ricordo non muore mai
Lupofranco
23-11-2007, 13.03.48
Anch'io avevo solo 6 mesi e non posso ricordare nulla, ho sentito racconti, testimonianze, ma nonostante tutto non riusciro' mai a capire fino in fondo cosa questo evento possa aver rappresentato per chi lo ha vissuto in prima persona.
Un commosso ricordo e una doverosa preghiera per chi quel giorno ha perso la vita e per i loro cari
LupoDentrooo
23-11-2007, 13.10.47
Racconti, scritti da noi e non solo, filmati, foto, ricordi:bua:
http://it.youtube.com/watch?v=zMOgVbUD7R4&feature=related
http://it.youtube.com/watch?v=BOPcFUZLb8g
http://it.youtube.com/watch?v=jyRPiIl9V8I&feature=related
io proverò a recuperare un po' di vecchi scritti. Aiutatemi anche voi
LupoDentrooo
23-11-2007, 13.13.09
questa è una pagina bellissima, regalataci da Alessandro, Comobiancoverde
Beh, di quella sera c’è raccontare molto, ma mi limiterò ai ricordi di un ragazzino di nove anni a cui, il papà ed il fratello maggiore, già narravano le gesta di Juary e soci, promettendo che presto l’avrebbero portato allo stadio. L’ambientazione, di questa storia, purtroppo è Sant’Angelo dei Lombardi, che è diventata famosa fin qui a Como per i suoi circa 400 morti. E’ domenica pomeriggio, si mangia in fretta perché papà e mio fratello devono sobbarcarsi circa 50 KM (allora non esisteva l’Ofantina 1 o bis) per raggiungere il Partenio: più di un’ora di viaggio. A volte penso che devo ringraziare l’amore per l’Avellino che pervade mio padre (e capirete poi il perché) affinché oggi possa ancora dialogare sulle gesta di Ghirardello con il mio caro genitore. Eh già, papà, dignitoso appuntato dei carabinieri, tifosissimo dell’Avellino, chiede il permesso, al Capitano di S.Angelo, (anch’egli tifoso dei lupi) e di cui era collaboratore personale, di lasciargli la domenica libera per andare a vedere i lupi che sbranano l’Ascoli. Il capitano (Antonio Pecora, insignito con onorificenze alla memoria per quello che ha fatto quella sera), che quel giorno era febbricitante con la moglie in ospedale ad Avellino in attesa del primogenito, gli dice: “Vai Nicò, non ti preoccupà per me, stasera chiamo Benito, ci pensa lui a farmi la siringa con l’antibiotico”. Mio padre, pur essendo preoccupato per il suo capo, che era solo ed ammalato in casa, si lascia andare all’amore per il lupo ed organizza la “trasferta” ad Avellino (allora era una vera propria trasferta), sapendo di lasciare il capitano nelle mani del suo caro amico – collega Benito tifoso del Benevento. Io ero invidioso che i miei familiari si recavano al Partenio, ma sapevo che sarebbero tornati vincitori. Quel pomeriggio, dopo pranzo mi recavo a casa del maresciallo, distante 50 mt da casa mia in quanto il figlio Giorgio, mio compagno di scuola festeggiava il compleanno. Beh, immaginate cosa può accadere ad una festa di compleanno con dei bambini di nove anni? Ribaltammo letteralmente la casa del maresciallo, con la moglie che cercava di tenerci a freno. Alle ore 18.30 giunge mia madre, che viene a prendermi in anticipo perché aveva saputo che la padrona di casa (una signora di una dolcezza unica) era febbricitante. Io ed il mio amico Giorgio stavamo ingaggiando un storica battaglia tra indiani e cow-boy con i suoi soldatini fantasmagorici, e, naturalmente non volevamo essere disturbati, ma mia madre con tono seccato mi diceva: “Dai Alessà, andiamo a casa che la signora non sta bene, e poi è arrivato papà”. Non vi dico i pianti miei e di Giorgio, per l’interruzione avuta sul campo di battaglia; ma niente da fare i grandi vincono sempre, ed io mortificato, dopo aver salutato Giorgio, che avrei dovuto rivedere l’indomani a scuola, e la sua dolce mamma, tornavo a casa, ansioso di sapere come era andata la partita. Erano le ore 19.10 circa. Mi trovo nel soggiorno con mio padre che aveva appena finito di vedere 90° minuto, e metteva su rai 2 per la sintesi di Juve-Inter. Vedevamo la partita, mentre lui mi diceva che l’Avellino aveva giocato benissimo. Gli altri componenti della mia famiglia erano in giro per la casa. Mio fratello in cameretta a fare i compiti, dopo una giornata passata allo stadio, mentre mia madre e la mia sorellina in salotto in compagnia della signora del piano di sotto. Sono le 19.36 del 23.11.1980. io ero sulla poltrona, dinanzi la tv: all’improvviso un boato, accompagnato da un colpo sussultorio, che mi scaraventa dalla poltrona fino al soffitto, facendomi ricadere violentemente a terra. Non capisco cosa accade,vedo le pareti della mia casa cadere una dopo l’altra come un domino; si susseguono una miriade di scosse ondulatorie; non so cosa fare, gridano tutti, quel momento è infinto, mi sento sballottare in tutte le direzioni senza poter reagire, con i mattoni delle pareti che mi cadono addosso. Cerco mio padre che mi urla di aggrapparmi a lui, e che nel frattempo era riuscito a posizionarsi sotto l’arco della porta, unico punto in cui non cadevano i mattoni addosso. Ricordo benissimo la scena di una bambino steso a terra, pieno di calcinacci, aggrappato ai pantaloni del padre, il quale cerca di proteggere il figlio, ma non ci riesce. E’ interminabile: all’improvviso vedo le stelle e la luna e mi accorgo che la mia casa era completamente distrutta, ed invece delle pareti c’era il nulla, solo le stelle e la luna. Finalmente finisce l’inferno. Mio padre al buio mi prende in braccio e inizia a chiamare angosciato il resto della famiglia. Risponde mia madre con la piccola in braccio, che per lo shock subito non parlerà per circa due giorni, ma di mio fratello nessuna risposta. Mio padre si avventura alla sua ricerca tra le macerie, e lo trova sepolto sotto un portascarpe, che per fortuna lo ha protetto dalla caduta dei mattoni. Riusciamo a riunirci, e dopo aver scavato per una decina di minuti dinanzi al portone dell’appartamento, riusciamo ad aprirci un varco e scendere fin giù in cortile. La scena che vedo è apocalittica: fumo, polvere, ma soprattutto quello che più mi rimane impresso sono le urla delle persone sepolte vive che gridano aiuto. Il palazzo limitrofo al mio si è completamente accasciato su se stesso, non sappiamo cosa fare. Naturalmente, per spirito di sopravvivenza, mio padre ed altre persone che erano riuscite a scendere dal nostro palazzo, cercano di mettere in sicurezza la propria famiglia. Si avventura con un suo amico, anch’egli carabiniere , tra le macerie del palazzo, e riescono a mettere in moto due fiat 500, e portarle in un luogo sicuro lontano da abitazioni pericolanti. E’ li che noi bambini e le donne, passeremo la notte, con un fuoco acceso nell’invana attesa che arrivassero i primi soccorsi. Non vedo più mio padre per tutta la notte, che immediatamente si prodiga con gli altri uomini in forza, per soccorrere i vicini più sfortunati. Questo è quello che ho visto con i miei occhi di bambino; ma il resto della storia dei “protagonisti” di questo racconto, mi è stato narrato successivamente.
Il capitano ammalato alle ore 19.20 circa chiama l’appuntato Benito che sostituisce mio padre, tifoso del Benevento, chiedendogli se per favore gli fa la siringa. Benito, non fa una grinza e alle ore 19.36 si trova nell’alloggio limitrofo alla caserma di Sant’Angelo, che in un baleno si accascia al suolo come un castello di carte. L’appuntato Benito De Gennaro muore sul colpo sepolto dalle travi e dalle macerie, mentre il capitano rimane ancora in vita, ma il suo corpo rimane incastrato tra i pilastri. Il maresciallo, padre del mio amico Giorgio, si trovava in caserma ed ignaro della sorte della sua famiglia, cerca di soccorrere il proprio Ufficiale, il quale pur essendo ferito, comincia a dare le prime direttive sui soccorsi da compiere, senza pensare alla sua sorte. Dopo una intera notte, in una vana attesa dei primi soccorsi, il Capitano Antonio Pecora spira sotto le macerie della propria abitazione, mentre il giorno dopo la moglie darà vita all’ospedale di Avellino il loro figlio, che, se non sbaglio, si chiama Antonio. Beh, ho pensato che al posto dello “zio Benito”, cosi come lo chiamavo, quella sera doveva esserci mio padre, e grazie all’amore verso l’Avellino, ho ancora la fortuna di poterlo abbracciare. Ma quello che non posso dimenticare è la sorte del mio amico Giorgio: il padre, che si trovava in caserma, dopo aver saputo che il proprio palazzo era crollato, si recava sul posto. Passava dinanzi il nostro palazzo e mi ricordo che mio padre andò con lui per aiutarlo. La scena che trovarono era terribile. Un palazzo di due anni di vita, con una trentina di appartamenti non c’era più. Era diventato polvere e macerie. Si udivano urla disperate provenire dal sottosuolo, ove c’erano delle persone sepolte vive. Una di queste urla era purtroppo di Giorgio, uno dei pochi sopravvissuti a quel cataclisma. Infatti la dolce mamma di Giorgio e sua sorella Elisa erano morte sul colpo, mentre il ragazzino ancora ce la faceva. Si sentiva la sua voce che implorava aiuto, ma era incastrato da alcune travi del peso di tonnellate. Mio padre rimaneva lì tutta la notte ed il giorno seguente, ma non si riuscì a tirarlo fuori. Solo dopo qualche anno mio padre mi disse che Giorgio aveva paura di restare solo al buio ed aveva chiesto a mio padre la mia compagnia. Ahh, se solo l’avessi saputo, mi sarei precipitato, ma solo con il senno del poi capisco perché mio padre mi tenne segreto quell’evento. Due giorni dopo il terremoto, finalmente arriva da Bologna una gru dei VV.FF. capace di sollevare quelle travi di cemento armato, ma purtroppo era tardi. Giorgio pur gravemente ferito era ancora vivo e veniva trasportato all’Ospedale di Benevento, ma dopo qualche ora spirava.
Vi giuro che questa è la prima volta che scrivo quello che mi è accaduto, e questa sera, prendendo spunto dal topic di Aldair ho sentito il desiderio di sfogarmi. Forse il mio racconto è un po’ crudo, ma vi assicuro che la tragedia è stata immane. Oggi il terremoto dell’Irpinia è ricordato solo per gli affari sporchi, gli appalti, le tangenti, la ricostruzione, e forse si è un pò perso il vero significato che tale evento ha avuto per una popolazione, che pur subendo un colpo simile è riuscita a rinascere.
Posso solo dire che mi sento orgoglioso di essere irpino, e di appartenere a questa gente che ha uno spirito di sacrificio fuori dal comune.
Vasco
23-11-2007, 13.17.16
C'è un topic in OT, meglio accorparli
LupoDentrooo
23-11-2007, 13.18.33
scusatemi:oops:
LupoDentrooo
23-11-2007, 13.19.08
Questo è di Gino (Aldair)
Lungi da me l'idea di far partire un topic commemorativo che possa risultare fin troppo retorico; mi incuriosiscono principalmente due aspetti:
1) il vostro ricordo della partita con l'Ascoli
2) dove eravate, cosa stavate facendo quella sera alle 19.34.
Io quella domenica non ero allo stadio (ero senza accompagnatore http://www.avellinocalcio.org/forums/images/smiles/icon_sad.gif ) e quindi ascoltai la cronaca incollato alle cuffie dello stereo nel soggiorno. Ricordo che ad un certo punto dovetti correre in bagno (eravamo sull'1-1) e quindi sospendere l'ascolto della radiocronaca. Mentre ero assorto nei miei pensieri, sentii un forte boato (e non ero io http://www.avellinocalcio.org/forums/images/smiles/icon_lol.gif ) provenire dal Partenio (abito in linea d'aria a poche centinaia di metri dallo stadio). Sorvolo sui rischi che poteva comportare l'esultanza smodata ad uno nelle mie stesse condizioni e sui particolari relativi alle operazioni effettuate nei 3 secondi successivi al boato, ma in men che non si dica ero di nuovo al mio posto di combattimento (quello con le cuffie http://www.avellinocalcio.org/forums/images/smiles/icon_wink.gif ) ansioso di conoscere il nome del marcatore e le modalità con cui si era sviluppato il gol. Ovviamente non ti sei alzato più dalla sedia, penserete voi! Sbagliato, la scaramanzia già la faceva da padrona. E così, feci altre due o tre puntatine in bagno, puramente scaramantiche e con l'orecchio teso fuori dalla finestra. In verità però non ricordo se furono quelle puntatine ad arrotondare il risultato. 8)
Alle 19.34 invece, ero invece davanti alla tv, bello tronfio e soddisfatto per l'esauriente filmato visto a 90° minuto, che ingannavo il tempo in attesa della Domenica sprint delle 20 con il secondo tempo della partita di serie A; si trattava di Juve-Inter. Prima di comprendere quello che stava accadendo riuscii anche ad avere il tempo (1-2 secondi) di rammaricarmi per la corrente andata via http://www.avellinocalcio.org/forums/images/smiles/icon_confused.gif . Il boato che accompagnò la scossa, le oscillazioni del palazzo (ero al 6° piano ), le grida dei miei, contestualmente al fragore di bottiglie e suppellettili che cadevano giù dai mobili, resero inequivocabile quello che realmente stava accadendo. Il resto è la nottata trascorsa nel piazzale del campo CONI (all'epoca senza tendostruttura), le sortite nei cantieri limitrofi alla ricerca di legna da ardere, i capannelli di persone davanti al fuoco con le immancabili castagne/patate sotto la cenere, la ridda di voci contrastanti che circolavano, l'arrivo dei militari, l'allestimento dei campi tenda, ecc. ecc..
Mi fermo qui, nella speranza di non aver urtato la suscettibilità di nessuno o ridestato tristi pensieri. Mi andava di raccontarvi il mio 23 novembre, tutto sommato fortunato. Se vi va, fatemi/ci sapere come è stato il vostro.. soprattutto se c'è qualcuno che, carramba che sorpresa, ha trascorso la notte come me nel piazzale CONI.
LupoDentrooo
23-11-2007, 13.20.34
http://it.youtube.com/watch?v=zMOgVb...eature=related (http://it.youtube.com/watch?v=zMOgVbUD7R4&feature=related)
http://it.youtube.com/watch?v=BOPcFUZLb8g
http://it.youtube.com/watch?v=jyRPiI...eature=related (http://it.youtube.com/watch?v=jyRPiIl9V8I&feature=related)
io proverò a recuperare un po' di vecchi scritti. Aiutatemi anche voi
LupoDentrooo
23-11-2007, 13.21.20
di Lello
Ero allo stadio, ma non ricordo bene la partita!!!! http://www.avellinocalcio.org/forums/images/smiles/icon_eek.gif http://www.avellinocalcio.org/forums/images/smiles/icon_eek.gif
Chi mi conosce sa quanto strana sia la cosa . . . .
Ho ricordi vaghi...ricordo Juary fare il gro della bandierina e una alternanza delle reti tutto sommato anomala (mi pare loro prima in vantaggio, autogol strani). L'atmosfera che respiravo era strana. Guardate che io sono una persona super-razionale e non dico queste cose col senno del poi, vi sto raccontando le mie emozioni.
Alle 7 e 35 ero steso sul letto a pancia sotto e con la testa che sporgeva all'esterno a leggere un libro (stavo facendo i compiti di matematica nella posizione assurda da me inventata, ero al primo anno di liceo), la partita Juve-Inter in sottofondo . . . . mi alzai smadonnando gli altri miei familiari perchè avevano lasciato troppe porte/balconi aperte (stava sbattendo tutti). Nel richiudere il balcone della mia stanza (4°piano) mi accorsi che il palazzo accanto si allontanava e si avvicinava e dopo non più di 6-7 secondi ero giù (4 piani fatti saltando le rampe di scale a 10 scalini ala volta! non ho mai capito come ho fatto a riconoscerlo . . . il terremoto . . . . visto che era la prima volta che lo vedevo).
Passai la nottata a Barra in un capannone, dove era parcheggiata la roulotte che usavamo per le vacanze estive . . . . anche se alle 10 e un quarto io e mio padre salimmo un attimo in casa a prendere delle cose e diedi una sbirciatina alla DS http://www.avellinocalcio.org/forums/images/smiles/icon_confused.gif
LupoDentrooo
23-11-2007, 13.24.48
Franco
Avevo 5 anni e mezzo e ricordo tutto...purtroppo. Di mattina ero andato con i miei, in cerca di funghi...incredibilmente c'erano ancora nonostante fosse novembre. Ma quel giorno faceva davvero caldo ed anche questo era molto strano.
Abitavo al Corso Vittorio Emanuele, di fronte alla Banca Popolare Dell'Irpinia, in una casa di 1 solo piano. Ricordo benissimo la partita con l'ascoli vinta 4 a 2: volevo andare allo stadio ma non mi ci portarono perchè nei giorni precedenti avevo avuto la febbre.
Mio padre quell'anno, passeggiando per il viale dei platani, aveva trovato un abbonamento di curva.
Ricordo le lacrime e la rabbia per essermi perso quello spettacolo. Sentii la partita alla radio, ad ogni gol urlavo e saltavo sul letto. Di ritorno dallo stadio, mio padre mi raccontò di quel "negretto" e delle sue prodezze...
Poi, verso le sette, come spesso faceva, mio padre scese per andare a giocare a bocce: alle spalle del Bar Platani c'era un campetto.
Io ero a casa, avevo appena finito di vedere novantesimo minuto, con mia madre che stava preparando la cena e mio fratello che giocava.
Quella sera ero irrequieto, avevo paura del buio e di stare da solo in camera da letto, quindi seguivo mia madre, la chiamavo, le tiravo la veste fino a che lei mi disse: ma che tieni, stasera ?
Passarono pochi minuti e sentimmo quel boato: mia madre, che aveva già vissuto quelle scene una decina di anni prima, capii subito e ci disse di scendere immediatamente giù.
Saltai giù per le scale, i classici gradoni delle vecchie case del corso, alti e scivolosi. Io fui molto veloce, anche mia madre lo fu...ma mio fratello dapprima non aveva capito cosa stesse succedendo, pensava che ero io che saltavo sul letto, poi quando mia madre gli disse di scappare cadde dopo il primo gradone. Allora mia madre riuscì a risalire, ad afferrarlo e uscire in mezzo alla strada.
Molte scene mi sono rimaste impresse: il nuvolone bianco per il Corso, la gente che scappava, la preoccupazione di avere notizie dei parenti...
Quella sera dormimmo nella casa di campagna di mio nonno: eravamo in 40 tutti su reti e materassi di fortuna.
La solidarietà e quel reciproco farsi coraggio di tutti gli irpini nei giorni seguenti furono, nonostante la tragedia, un momento bellissimo che resterà nel mio cuore.
Vasco
23-11-2007, 13.24.52
Racconti strazianti, un abbraccio a tutti
LupoDentrooo
23-11-2007, 13.26.13
Mio
Allora provo a seguire Lello e racconto solo la parte che poi nei giorni a seguire divenne argomento di "barzelletta".
Allora, mi "abbuscavo qualcosa", lavorando presso un'agenzia della Lloyd Adriatico.
Il titolare era di Nola ed io tenevo le chiavi dell'agenzia.
terzo piano di un palazzo di quattro piani (un appartamento per piano, quindi stretto e lungo con una scala che anche con le luci accese non si vedeva nulla).
Tornato dalla partita, dopo una chiacchierata con amici, decisi di salire in agenzia per telefonare alla mia fidanzata (allora non c'erano i cellulari e neanche i soldi per i gettoni...e quindi a scrocco una lunghissima telefonata. Mica comme a mmo'...allora, ai tiempi miei, facevamo l'amore per telefono http://www.avellinocalcio.org/forums/images/smiles/icon_evil.gif )
Improvvisamente, dal palazzo mi trovai su una barca...ondeggiava come il Titanic....lasciai la cornetta...e corsi...per quelle scale strette e scure.
Altro che Juary...uno scatto incredibile e non so come non mi arrerrupaje.
Giunto nella piazzetta mi aggrappai ad una panchina e, chiusi gli occhi e sentivo solo gidare " 'o terremoto...'o terremoto".
Brevi, interminabili minuti e corsi verso casa.
Quando giunsi nei pressi, riconobbi, benchè fosse scuro, mia sorella e mi scoppiò il cuore nel vederla con la testa tutta imbiancata di, immaginai, scarrupatura. E tremai al pensiero che solo lei fosse riuscita ad uscire da sotto le macerie...e gli altri???.
Corsi ancora di più per andarla stringere a me, forse eravamo rimasti soli.
Quando le fui ad un passo le stavo dando un XXX in testa:
il terremoto l'aveva sorpresa mentre faceva lo shampo e teneva la schiuma in testa http://www.avellinocalcio.org/forums/images/smiles/icon_twisted.gif
"Mammà sta piangendo , è preoccupata per te". http://www.avellinocalcio.org/forums/images/smiles/icon_lol.gif
Solo a quel punto,a cuore sereno, mi ricordai che avevo lasciato la mia fidanzata a telefono http://www.avellinocalcio.org/forums/images/smiles/icon_redface.gif
Dopo diverse ore, riuscii a mettermi in contatto con lei.
Nei giorni successivi e per giorni e per mesi, dovetti sorbirmi mio suocero che diceva:
"Sta scema, noi la chiamavamo...Pina....Pina...Pina...vieni fuori...e lei piangeva e chiamava te al telefono. Tu invece a essa nunn'a chiamata...hai pensato solo a scappà. I che schifezza i ommo" http://www.avellinocalcio.org/forums/images/smiles/icon_confused.gif
E' vero...ma io stavo al terzo piano...e benchè in una zona fortunatamente lontana dal dramma...comunque vicinissimo al terremoto.
mentre lei stava a piano terra...in una zona dove il terremoto era stato solo una scutuliata ì lampadario.
anche se i soldi...sono arrivati fino a là...oggi direi, fino a qua http://www.avellinocalcio.org/forums/images/smiles/icon_redface.gif
ad ogni buon conto, mi dispiace per voi:
nun so muort allora...e nun moro cchiù...e quindi mi dovrete sopportare per sempre http://www.avellinocalcio.org/forums/images/smiles/icon_lol.gif
Paolo79
23-11-2007, 13.38.00
Io non ricordo praticamente niente, avevo un anno e due mesi... Ma mi fa effetto vedere come cambia l'espressione del volto delle persone che ne hanno memoria quando si parla del 23 novembre dell'80... Credo che in tutti il tempo e gli eventi abbiano soltanto offuscato quella interminabile paura che è rimasta comunque dentro... Quei due minuti di paura hanno cambiato per sempre la vita e l'essere di un popolo intero, un popolo di gente abituata alle scosse, ma mai disposta a rassegnarsi al crollo...
FIERO DI ESSERE IRPINO
Wolves80
23-11-2007, 13.56.30
Come tutti i ragazzi della mia età non ricordo praticamente nulla avendo appena quattro mesi; ma da IRPINO, però, non posso non essermi mai informato. Ho letto libri, siti, forum, giornali del periodo; ho visto foto, filmati ma il quello linkato da Lupodentro (precisamente quello del boato) è impressionante.
Quel giorno rimarrà nella nostra memoria:
Fiero di essere Irpino.
mazzepanelle
23-11-2007, 14.55.35
I ricordi sono offuscati dal tempo,avevo sette anni e non riuscii a vivere direttamente quella tragedia,per fortuna aggiungo io.I miei genitori ci affidarono ad amici di famiglia carissimi e io e mia sorella ci ritrovammo ad essere ospitati in una casa non nostra ma che comunque ci accolse come se fossimo della famiglia,quindi anche se per pochi giorni sono stato un mezzo napulillo pure io,visto che loro erano dei quartieri spagnoli.Quindi noi piccoli rimanemmo a Roma mentre i miei con la 127 scesero a Volturara con coperte e quant'altro potesse servire e che la macchina riuscisse a trasportare(portapacchi compreso)...grazie al cielo o a chi per lui la mia famiglia non fu colpita direttamente ma ho vivo nella mente i racconti dei miei genitori e dei miei cugini,che tornarono insieme ai miei e vissero con noi per un periodo...mia madre ancora mi racconta che Volturara sembrava essere tornata indietro agli anni 40,quando gli alleati la bombardarono prima di entrare in paese con i canadesi e i marocchini per liberarla...le case squarciate e i muri caduti lasciavano nude le stanze e quanto di piu' intimo potesse avere una seppur modesta famiglia.Le credenze e i crocefissi che non so come non caderono lasciavano scoperta l'anima dei Volturaresi e di chi come loro aveva subito la stessa sciagura.la sensazione che mio padre aveva insieme a mia madre era quella di camminare su un pavimento di legno,i sampietrini non attutivano i passi,li amplificavano,come se dovesse cedere il manto stradale da un momento all'altro.L'immagine che nel cuore non potro' mai dimenticare è quella di mia madre commossa,strano a dirsi perchè alle volte mi pare una "preta",che mi racconta di un bambino di si e no 14-15 anni che con una scala avanzando a fatica tra le macerie ando' fin sotto ad un balconcino,rimasto appeso li' assieme all'unica parete di un palazzo totalmente "sbracato",sali' le scale e porto' giu' un cagnolino che impazzito dalla paura era rimasto a girare come una trottola su quel filo appeso ad un burrone...una lacrima mi scende anche oggi,e la gravità non sarebbe tanto pensae di essere retorici o intristirci con questi racconti di vita,ma dimenticare e non accorgerci che la fortuna è poter ricordare ogni anno queste storie,raccontarle per riportare un po' tutti con i piedi per terra,quella che manco' a molti quella sera,come ogni tanto fanno i miei genitori con me.Vi stimo e vi ho tutti nel cuore!Mai mollare!
LUPO-CARPIGIANO
23-11-2007, 15.05.21
per poco e per fortuna nn ero ancora nato...ma il 23 novembre è una data fissa nella testa di tutti noi irpini,i racconti dei miei genitori mi hanno dato un'idea bene chiara della situazione...mia madre soprattutto mi racconto' cm quel giorno era in cucina a preparare la cena,fino al momento del boato,la luce che va via lei che corre in camera a prendere le mie sorelle allora bambine,mi racconto' di come il tremore la scaravento' per terra,poi una frase di lei che mi rimase impressa e che nn dimenticherò mai:"E' stata la prima volta che ho pensato di morire,credevo di non riuscire mai ad uscire viva da li' dentro"...mi raccontò del casino dei sassi sulle lamiere di ferro allora tetto della casa..recuperate le bambine scese in piazza a prata da mio padre allora prorpietario di un bar e di come la terra stessa ancora tremando mentre scendeva le scale...assurdo e spaventoso...sono cose queste che c fanno unire ancora di piu come popolo...ma quanto vorrei non essere qui a raccontare queste cose..
LupoDan
23-11-2007, 15.36.24
Come tanti altri ero davanti al televisore a guardare la partita (Juve-Inter, chi se la scorda).
Tornati soddisfatti dallo stadio io e mio padre, eravamo andati a far visita ai nonni paterni
a via De Conciliis e, al ritorno, ci eravamo fermati a prendere una bella pizza da "Generoso",
a via Tagliamento.
Nel meglio della partita (e della pizza:P ) iniziai a sentire le urla di mia madre provenienti dalla
cucina. Io e mio padre ci alzammo di scatto e solo allora iniziammo a sentire un rumore assordante,
accompagnato da quelli più riconoscibili di vetri, pentole, piatti e mobili che cadevano, sbattevano
o si fracassavano.
Cercammo di arrivare in cucina, ma non ci riuscimmo, il palazzo oscillava e sussultava in un modo
pazzesco, ed al sesto piano tutto era amplificato e terribile.
Arrancammo sbattuti dalle pareti nel corridoio, dove ci incontrammo con mia madre.
Ci abbracciammo lì, tutti e tre, sulla soglia della camera da letto, sotto la trave, nella convinzione
che stesse per finire tutto e questo ci fece stringere ancora più forte in attesa dell'ineluttabile.
Poi sembrò finire e noi schizzammo subito a prendere i cappotti per scendere, ma l'inferno si
scatenò più di prima, e dopo vari tentativi, riuscimmo ad aprire la porta di casa.
Sopra di noi, al settimo piano, c'era una festa di compleanno e sotto, al quinto, probabilmente
qualche altra ricorrenza. Il risultato fu il panico totale, il buio, le grida e la gente pericolosamente
intasata per le scale.
Non ho mai capito come, ma mi ritrovai giù prima di quelli dei piani al di sotto del nostro.
Scalzo e senza cappotto.
Tremavo, non trovavo i miei genitori e non sapevo i miei fratelli dove fossero.
Riacquistai l'uso della parola solo qualche ora dopo, quando ormai avevamo fatto conoscenza
stretta col terremoto e con le sue innumerevoli scosse di assestamento ed i miei fratelli avevano
ritrovato la via di casa da Lioni, il posto peggiore dove trovarsi quella sera...
Passammo qualche settimana a via degli Imbimbo in macchina, dopo una prima, indimenticabile
notte in giro a sincerarci della condizione degli altri membri della famiglia.
Ma quello che più ricordo, che mi commuove e che non ho più provato nella mia vita è la forza
di quella solidarietà instauratasi tra tutti noi, che pur non conoscendoci, vivemmo in simbiosi
i bisogni, i lutti e le speranze che quella immane tragedia ci aveva portato in 90 secondi, restituendoci
una terra matrigna e pure una occasione persa.
Lupo x sempre
23-11-2007, 15.51.34
è commovente leggere i racconti di chi quella tragedia l'ha vissuta direttamente e ne è stato anche gravemente colpito......
io ero molto piccolo.... 2 anni e mezzo..... ma ho un ricordo abbastanza nitido....
non abitavo nella casa dove abito adesso ma in una villetta a 2 piani..... era domenica sera.... la famiglia era riunita.... io ancora ignaro delle dinamiche del pallone....
ricordo che eravamo a tavola....... che mia sorella mi stava fregando la pasta che io in quanto piccolo più che mangiarla la "ammiscavo".... all'improvviso davanti ai miei occhi il buio...... ricordo solo che da tavola mi ritrovai in mezzo alla strada in braccio a papà con la forchetta ancora in mano......
certo a 40 km da avellino non è stata la stessa cosa.... ma la faccia di mamma chi la scorda..... rimanemmo un pò per strada... i nostri vicini erano anche loro fuori.... poi rientrammo...... arrivarono le prime telefonate dei miei zii trapiantati a Rho.....e papà che cercava di mettersi in contatto con quei pochi parenti in provincia di Avellino.......
curiosità....la prima a rientrare fu mia sorella.... s'era finì a pasta mia..... potenza dei bambini che in una tragedia come quella hanno giocato un ruolo importante per andare avanti....
AtaLupo
23-11-2007, 17.30.32
http://forum.pianetabiancoverde.it/showthread.php?t=1473
lupo76
23-11-2007, 18.07.08
i MIEI RICORDI DEL TERREMOTO SI RACCHIUDONOIN POCHE IMMAGINI NON BEN DEFINITE. aVEVO SOLO 4 ANNI rICORDO però la scena con noi a casa di mio nonno ad Atripalda (i miei nonni si erano trasferiti da poco lì, credo pochi mesi) a vedere la tv, credo fosse la partita. Ricordo mio nonno che si alzo e si risedette dalla poltrona , mio padre che mi prese in braccio e le corse per le scale.
Poi ricordo che per alcune sere non rientrammo in casa, sebbene non avessero subito danni, ma dormimmo in un furgone.
Ricordo solo questo ma una sensazione di paura la conservo in maniera indelebile e devo dire che l'unica cosa che ho sognato che riesco a ricordare la mattina al risveglio è quando la notte mi sogno il terremoto....non ho mai capito come mai.
Due Calzini
23-11-2007, 18.07.38
A me, su quel tragico giorno, è rimasto impresso il racconto di Comobiancoverde, letto sul vecchio forum di avcalcio.net.
Straziante.
SOLOAVELLINO
23-11-2007, 19.42.23
Impossibile Dimenticare...
Max71
23-11-2007, 19.52.48
Eravamo tutti in casa della mia nonna con tutti i miei cuginetti pronti a festeggiare insieme il mio compleanno ma all'improvviso un immenso boato..........ora più che mai
FIERO DI ESSERE IRPINO!!!!!
gabian
23-11-2007, 23.58.33
http://it.youtube.com/watch?v=zMOgVb...eature=related (http://it.youtube.com/watch?v=zMOgVbUD7R4&feature=related)
http://it.youtube.com/watch?v=BOPcFUZLb8g
http://it.youtube.com/watch?v=jyRPiI...eature=related (http://it.youtube.com/watch?v=jyRPiIl9V8I&feature=related)
io proverò a recuperare un po' di vecchi scritti. Aiutatemi anche voi
Ecco, tra i video che hai citato c'è l'esempio più lampante di cosa mi fa incazzare a morte di internet. Uno (una) fa un lavoro di ricerca, fa un lavoro tecnico-informatico, di scrittura, di selezione e di raccolta, non se lo firma manco, se non con una sigla che pochi intimi conoscono.... perché tutto sta in una frase (25 anni - il sito 23novembre1980.it l'ho fatto due ani fa - ti rendi conto? sono una vita, ma sarà sempre la mia vita e mai più la tua) e arriva qualche farlocco, si fotte delle registrazioni audio, manco mie, un po' di foto, le schiaffa su youtube e ha fatto. E non ha fatto una mazza. PErché non c'è nessuna rivendicazione di gloria e di fatica. Era un modo, un modo mio, per ricostruire un periodo anche della mia vita, che avevo rabbiosamente rimosso. Ho sentito quella musichetta anche su una tv locale, visto un paio di foto che avevo trovato io, e ho cambiato canale.
Perdonami, non ce l'ho con te... figurarsi.
Non serve a niente, mi tireranno fuori la solita storia che internet serve anche a creare una immensa biblioteca mondiale, interplanetaria a beneficio gratuito di tutti. Nobilissimo, ma quel materiale su internet a beneficio gratuito di tutti c'è già. E quella registrazione non doveva avere foto, immagini e altro. Doveva essere un rumore su fondo nero, perché, come scrissi due anni fa a chi voleva parlare di terremoto non sapendo niente, "Prova a stare in silenzio, al buio, ascolta quella registrazione e conta fino a 90. Uno, due, tre,... è un tempo infinito".
Mi hanno rovinato e sporcato una cosa bella e delicata che avevo dedicato a una persona. Aveva 36 anni e un tumore al pancreas, che se lo stava divorando di giorno in giorno. Il 23 novembre era a letto, attaccato con una mano a una flebo e con l'altra al figlio di 9 anni. Ci fu la scossa. Alzò quel mucchio di pelle e ossa che fino a un anno prima erano di un ragazzo alto, bello e forte, e prese in braccio il figlio, trascinò la moglie per le scale e corse a prendere la macchina per andare a recuperare la figlia e il figlio che erano da sua cugina. In quella berlina buona per 5 persone ne caricò nove e le portò in una villetta di campagna. Passò la notte ad aggiustare una radio e una televisione per permettere a una sessantina di persone, che si erano ritrovate in quella villetta, di cercare di sapere cosa stava succedendo fuori. La mattina dopo, sempre trascinando quel mucchietto d'ossa che era diventato, tornò a prendere coperte e cuscini per tutti. Poi chiamò la ditta per cui lavorava e disse di non essere tanto malato. La sua ditta produceva apparecchiature elettromedicali e non gli fece troppe storie quando chiese due ospedali da campo. Tanto era una multinazionale. Lui si convinse di non essere tanto malato e si mise assieme alla squadra mandata dalla sua ditta a montare gli ospedali. Era ingegnere, ma sapeva fare anche il tecnico di sala operatoria e diede una mano. A Sant'angelo dei lombardi e a lioni, dove trovò due bambini che avevano perso tutto, genitori, nonni, zii, casa, ed erano piccolissimi. Voleva adottarli, ma la moglie, sapendo cosa sarebbe successo non fu d'accordo. Una mattina, prima di andare a Lioni, trovò dei volontari che stavano distribuendo pacchi ai terremotati. Pensò che a lioni i pacchi ancora non erano arrivati e che ce n'era bisogno. C'era una fila e lui si mise in coda. Ma nella fila qualcuno lo riconobbe e gli disse: "ingegnè, ma non vi vergognate?!". Quella sera, con le ossa più magre di sempre, tornò dalla moglie piangendo. Ha finito di "lavorare" negli ospedali da campo tre settimane dopo il terremoto. Si avvicinava natale e aveva promesso alla figlia un gattino bianco di pelouche e ai figli un calcio balilla. E' morto la notte di Natale del 1980. Ma non avuto nessuna medaglia. Ecco a che cosa servivano quel sito e tutto quel materiale.
ps. era pure tifoso dell'avellino. La domenica pomeriggio, dopo essere stato con la sua famiglia dai genitori, in macchina, di ritorno in calabria, seguiva alla radio 90° minuto. Ma alla moglie non piaceva. E per indispettirla, facendo spallucce, faceva cantare ai figli una canzoncina che non so se l'avesse inventata lui. Ma faceva così:
"Olio, petrolio, benzina-acqua-minerale, per batter l'avellino ci vuol la nazionale".
Fa un po' schifo, lo so. fa niente.
Poggio
24-11-2007, 07.28.48
Cara Gabri, il tuo racconto mi ha colpito ed emozionato tantissimo.
LupoDan
24-11-2007, 08.02.26
Sul terremoto ci sono stati odiosi ladrocinii ed omissioni sulle fonti.
Non ho fatto un sito, ma le cassette girate da mio fratello e da tanti altri in quei giorni, le ho viste sparire anno per anno, divulgate da tutte le tv e trovate su internet.
AbellinumRegnat
24-11-2007, 08.06.39
Sul terremoto ci sono stati odiosi ladrocinii ed omissioni sulle fonti.
Non ho fatto un sito, ma le cassette girate da mio fratello e da tanti altri in quei giorni, le ho viste sparire anno per anno, divulgate da tutte le tv e trovate su internet.
Lo sciacallaggio di ogni ordine e grado è iniziato il 24 Novembre 1980 e non è mai terminato...
LupoDentrooo
28-11-2007, 21.42.43
.
Perdonami, non ce l'ho con te... figurarsi.
Gabian, come ti dicevo, sto incasinato, mi collego assai meno del solito e..."male": alcuni interventi mi sfuggono. Come questo che, purtroppo, leggo solo ora.
Che dirti? Sono senza parole (anche e soprattutto per ciò che hai raccontato), perdonami tu:preghiera:
usavellino1912
23-11-2008, 18.12.25
non so se qualcuno ha già postato qualcosa di simile (non vorrei aprire un'ulteriore topic)
è l'anniversario della pagina più brutta della nostra terra, il terremoto che sconvolse un'intera popolazione.
ho 23 anni e, fortunatamente x me, non ho vissuto quei momenti, ma oggi nelle parole di mio padre, ho provato soltanto ad immaginare cosa si potesse provare in quel preciso momento e mi è corso un brivido lungo tutta la colonna vertebrale.
ad ogni modo sono sicuro che in ognuno di noi, vivono ancora tutte quelle persone che sono rimaste sotto le macerie.
per non dimenticare una ferita sempre aperta e la sofferenza di quel periodo.
Aldair
23-11-2008, 18.21.54
Giusè, ho accorpato il tuo topic a quello già esistente.
E, visto che ci sono, segnalo anche quest'altro in cui si discuteva del sito di gabian
http://forum.pianetabiancoverde.it/showthread.php?t=1473
usavellino1912
23-11-2008, 18.23.01
grazie gino, non avevo notato...;-)
AbellinumRegnat
23-11-2008, 19.44.31
Propongo un minuto di raccoglimento per ricordare tutti coloro che con il terremoto hanno perso la vita.
L'Irpinia VIVE!
usavellino1912
23-11-2008, 20.05.58
http://it.youtube.com/watch?v=zMOgVbUD7R4
questo video di ludodan penso racchiuda tutto.
usavellino1912
23-11-2008, 20.08.52
e pensare che quel pomeriggio 40mila persone erano andate a godersi avellino - ascoli (serie A)...4-0....
lupone61
23-11-2008, 21.16.42
cosa dirvi...solo che da quello che avete scritto ho dedotto che sono uno dei più vecchi forumisti. All'epoca del sisma, quel maledetto 23 novembre 80, avevo 18 anni ed ero a casa della mia fidanzata, attuale moglie, in attesa di vedere alle 7,45 "Domenica Sprint" su RAI2, per vedre la bella vittoria dei Lupi con l'ascoli di Anastasi e del comm. Rozzi! Poichè il pomeriggio eravamo stati alla stadio, stavo aiutando mia moglie a risolvere un problema di geometria, però con tutta la buona volontà non ci riuscii. Allora andai a casa di mio cognato che all'epoca era studente alla facoltà di ingegneria a Napoli. Lui abitava nel Genio Civile di avellino perchè i genitori li facevano i custodi, in pratica di fronte al vecchio cinema Eliseo. Mia moglie abitava a corso Europa altezza Bottegone. Alle 7,30 circa mio cognato riusci' a risolvere il problema ed io contento mi riavviai verso casa di mia moglie. Ad un tratto mi accorsi che se non accelleravo nel camminare non sarei riuscito a vedere "domenica Sprint" ....allora iniziai a correre. Appena giunto a casa di mia moglie un sibilo ed un boato squarciarono quella tranquilla serata novembrina. la casa iniziò a tremare, il pavimento arrivava al volto i lampadari sembravano impazziti......Lo scricchiolio dei muri e dei solai era impressionante, io mia moglie e sua madre abbracciati sotto l'architrave della porta di ingresso, 75 secondi interminabili.........poi tremore, lacrime e stridore di denti! L'APOCALISSE! Dove io ero passato qualche minuto prima i palazzi erano crollati, dopo tanti anni e tante verifiche , oggi posso dire di essere salvo grazie all'Avellino e alla mia passione per il calcio.....! e si, perchè dovete sapere che se non avessi deciso di correre per vedere "domenica Sprint" alle 7,35 mi sarei trovato giusto , giusto sotto il palazzo dove oggi c'è PASINI! Quel palazzo, il vecchio palazzo dove oggi per l'appunto c'è Pasini ebbe un crollò parziale e molte macchine che erano sotto furono distrutte dalla caduta del cornicione, dei tetti e di molta muratura di tufo.
Spero che nella mia vita non debba più assistere a cose del genere!
lupone61
23-11-2008, 21.24.07
e pensare che quel pomeriggio 40mila persone erano andate a godersi avellino - ascoli (serie A)...4-0....
4 a 2!:oops: non ricordo la equenza dei goals ma fu 4 a 2!
avellino64
23-11-2008, 21.50.54
4 a 2!:oops: non ricordo la equenza dei goals ma fu 4 a 2!
:fuma: Giusto Geremì, passò prima in vantaggio l'Ascoli, poi ci portammo sul 3 a 1, gol loro del 3 a 2 e rete finale del 4 a 2 di Juary, che, se non ricordo male, realizzò una doppietta:bah:
Kenzo
23-11-2008, 22.49.25
Ricordo...
Quasi 3 anni.
Prima Marianna, il nostro gatto, che cominciò ad andare su e giù per il corridoio, senza (apparente) motivo.
E poi la scossa, la fuga per le scale in braccio a mia madre, con mio fratello dall'altra parte.
Mi perse per la furia delle altre persone, ma un giovane mi recuperò al volo quasi, evitando che venissi calpestato...
E poi quel cielo, nei miei ricordi così rosso, così carico di sventura...
Mio padre era in auto con mio zio, suo fratello, al momento della scossa.
Per strada, tra le macerie, trovarono anche un bimbo, solo ed intrappolato.
Ora sono entrambi in cielo, ma è tanto bello ricordarli anche per quel gesto...
NON DIMENTICHIAMO!!!
termoli
23-11-2008, 22.55.10
Ricordo...
Quasi 3 anni.
Prima Marianna, il nostro gatto, che cominciò ad andare su e giù per il corridoio, senza (apparente) motivo.
E poi la scossa, la fuga per le scale in braccio a mia madre, con mio fratello dall'altra parte.
Mi perse per la furia delle altre persone, ma un giovane mi recuperò al volo quasi, evitando che venissi calpestato...
E poi quel cielo, nei miei ricordi così rosso, così carico di sventura...
Mio padre era in auto con mio zio, suo fratello, al momento della scossa.
Per strada, tra le macerie, trovarono anche un bimbo, solo ed intrappolato.
Ora sono entrambi in cielo, ma è tanto bello ricordarli anche per quel gesto...
NON DIMENTICHIAMO!!!
. . . . T.V.B. CUGINONE ! :fuma:
comobiancoverde
23-11-2008, 22.55.55
http://www.youtube.com/watch?v=qcd7BIR7fps&feature=related
Forse il più bel documentario mai visto sul terremoto. L'ho scoperto stasera ed è stato curato da Lina Wertmuller. Guardatelo è davvero emozionante.
Max71
23-11-2008, 23.08.07
http://it.youtube.com/watch?v=zMOgVbUD7R4
questo video di ludodan penso racchiuda tutto.
Il video di Lupodan è una carezza alla nostra terra,per sempre riconoscente!!Spero un giorno di stringergli la mano e dirgli grazie.
Kenzo
24-11-2008, 07.04.05
. . . . T.V.B. CUGINONE ! :fuma:
Grazie, cugino orientale! ;-)
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