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GOALPIGNA
07-07-2009, 18.54.42
Preferisco Hurd.....

castiglio
12-07-2009, 17.00.49
Il pagliaccio ha deciso di vendere la V ai fratelli Carino venuti dalla Svizzera

Kenzo
12-07-2009, 17.17.25
Il pagliaccio ha deciso di vendere la V ai fratelli Carino venuti dalla Svizzera

Di che stai parlando?

castiglio
12-07-2009, 17.19.01
Sabatini-Virtus Bologna-Bergamini,Tonelli e il loro piano marketing :D

Kenzo
12-07-2009, 17.33.11
Sabatini-Virtus Bologna-Bergamini,Tonelli e il loro piano marketing :D

Azz! Hanno imparato a divertirsi anche nel basket! :fuma:

usavellino1912
26-10-2009, 06.37.51
Treviso e Avellino da applausi
Milano affonda a Caserta


La Benetton batte 86-84 Pesaro dopo un match mozzafiato, l'Air espugna Roma ed entrambe affiancano Siena in vetta. L'Armani Jeans perde dopo due supplementari, Bologna facile su napoli. Colpi esterni di Biella e Cremona


MILANO, 25 ottobre 2009 - Dopo gli anticipi del sabato, che hanno premiato Siena e Cantù, si completa la terza giornata di serie A.
Benetton Treviso-Scavolini Pesaro 86-84 (http://javascript%3Cb%3E%3C/b%3E:openlink%28)
di Alberto Mariutto
L’anticipo di mezzogiorno si decide al 40’, quando la tripla di Van Rossom scheggia il ferro ed esce: poteva essere il tiro della prima vittoria in campionato per la Scavolini. Invece è la Benetton di un grande Gary Neal a rimanere imbattuta in testa alla classifica. L' avvio è sonnolento: l’intensità latita, e i tiri sembrano non voler entrare. Pesaro deve provarne 5 da tre prima di sbloccarsi con Van Rossom; Treviso capisce che non è cosa, e prova (con più fortuna) soluzioni ravvicinate. Ma l’allungo dei veneti (14-9, grazie a 7 punti di Martin) è un’illusione: ci pensano Shaw (sempre libero negli aiuti) e Van Rossom a chiudere il quarto avanti (14-16). Per Treviso inizia una lunga agonia: dal 14 i veneti non si sbloccano, e Pesaro vola a +13 (14-27) con una gran difesa. Ma non solo: con Green ancora fermo a zero punti (e un solo tiro), sono gli altri a dividersi equamente il bottino (Van Rossom 10, Shaw e Flamini 8, Hicks 6). Per la Benetton, che sembra non essere ancora entrata in campo (13 perse), il 37-43 con cui si chiude il primo tempo è addirittura generoso. Il rientro è uno schiaffo di Treviso, che arriva fino al –2 (50-52) con una tripla di Hackett). Ma la Scavo tiene, anzi allunga. Da tre entra tutto (Hicks, Green e Sakota in un lampo), e al 25’ è 50-58. La Benetton si aggrappa al match con Hackett e Wallace, ma sono ancora una volta i punti dei gregari (Allred e Tomassini) a consentire a Pesaro di chiudere avanti (62-66) al 30’. Treviso impatta subito (66-66 ) con un Hukic essenziale, e comincia il punto a punto. Drammatico: attacchi lentissimi, difese a sportellate. Treviso prova più volte l’allungo con Neal, ma Sakota e Van Rossom da tre non sbagliano più: a 1’23" è ancora 81-81. L’ultimo minuto è una sfida personale tra Neal e Hicks: il trevigiano mette gli ultimi 7 punti dei suoi, il pesarese sbaglia i due liberi che fanno la differenza.
Treviso: Neal 22, Hackett 12, Hukic 11
Pesaro: Hicks 18, Van Rossom 16, Sakota 12
Pepsi Caserta-Armani Jeans Milano 104-100 (http://javascript%3Cb%3E%3C/b%3E:openlink%28)d. 2 t. s.
di Giuseppe Bernardo
L'Olimpia non vinceva al Palamaggiò dal lontano '93. Oggi c'è andata vicinissima, anche se non sono bastati i 40' regolamentari, al termine dei quali Bowers ha mancato il tiro della possibile vittoria: 78-78 il punteggio e supplementare. Ere (miglior marcatore con 31 punti) con due triple porta avanti Caserta, che però soffre la zona 2-3 di Bucchi, necessaria visti i 4 falli di Finley e Mancinelli. Così a 6'' dalla fine il punteggio è ancora pari: 86-86. Michelori commette ingenuamente fallo su Acker, risvegliatosi proprio durante il supplementare: lo statunitense non sbaglia dalla lunetta e porta avanti Milano: 86-88 a 4'' dal termine. Lo stesso Michelori, però, si fa perdonare dall'altra parte, dopo 2'' subendo fallo da Petravicius (il quinto); due liberi a segno, e ancora pari a quota 88. Mancinelli sbaglia un canestro da 3 a 6 decimi dalla sirena ed è secondo supplementare. Negli ultimi 5' salgono in cattedra Ere e Di Bella (i migliori con Bowers) e con tre tiri dall'arco mettono a segno il break decisivo a 41 secondi dallo scadere (99-94). Finley riprova l'aggancio segnando dalla lunga distanza (101-99), ma è ancora Di Bella a mettere il punto esclamativo con due falli subiti, il secondo a 4'' dal termine proprio da Finley, che esce per 5 falli. Il punteggio finale è 104-100, con Caserta che porta a casa due punti dopo una partita combattuta fino all'ultimo. "Abbiamo vinto una ottima partita, quello di non mollare mai è una nostra costante", commenta Pino Sacripanti coach di Caserta. Replica Piero Bucchi: "Partita decisa da episodi, poteva vincere l'una o l'altra e nessuno avrebbe avuto da ridire".
Caserta: Ere 31, Bowers 25, Di Bella 22
Milano: Finley 24, Petravicius 17, Acker 16

Cimberio Varese-Angelico Biella 78-87 (http://javascript%3Cb%3E%3C/b%3E:openlink%28)
di Antonio Franzi
Fred Jones confeziona una prestazione da 25 punti, 7 rimbalzi e 3 assist, ma sopratutto si costruisce il ruolo di leader di un’Angelico che approfitta al meglio dell'assenza di Ron Slay (k.o. alla schiena dopo l’ultimo allenamento) per costringere la Cimberio a una brutta sconfitta interna. In una serata in cui l’apporto dei giovani Martinoni (6/14 da fuori e 8 rimbalzi) e Antonelli non è stato sufficiente per colmare il divario dentro l’area colorata (40 rimbalzi a 30 per i piemontesi) e Morandais è stato l’unico terminale dell’attacco biancorosso, il quintetto di Bechi ha messo la testa avanti fin dal primo quarto: una fiammata firmata dall’ottimo Aradori (5/6 nelle triple) ha costruito un break di 11-3 che già all’8’ (11-18) ha messo un vantaggio di 7 lunghezze per gli ospiti sul tabellone di Masnago. Pillastrini ha reagito provando una zona, ma i limiti offensivi della sua formazione (6/22 dal campo dopo 11’) hanno fatto emergere la supremazia tecnica e atletica dell’Angelico: Soragna ha saputo far circolare al meglio la palla sul perimetro e Pasco (11 rimbalzi) ha spazzato gli anelli garantendo anche preziosi rimbalzi offensivi, offrendo così secondi opportunità che un Jones sempre più convincente ha trasformato in punti capaci di scavare un solco mai colmato da una Varese apparsa a lungo in affanno. Nonostante l’orgoglio dei suoi lunghi under 21.
Varese: Martinoni 18, Morandais 18, Thomas 14
Biella: Jones 25, Aradori 23, Smith 14
Bologna-Martos Napoli 76-62 (http://javascript%3Cb%3E%3C/b%3E:openlink%28)
di Vincenzo Di Schiavi
Vince la Virtus, ma con un ultimo quarto pieno di patemi e di incertezze. Epilogo inaspettato visto il divario tecnico e numerico (Napoli gioca praticamente in sei). La Virtus si fa impantanare da una zona figlia della disperazione, dal martellamento di Dobrjnak e dalla manina di Jones, tornata quella del miglior tiratore del mondo (ipse dixit) solo nel secondo tempo. L'amicone di LeBron spara poco e a salve per 20', poi trova triple e penetrazioni che giustificano, se vogliamo, esternazioni tanto impegnative. La pressione sul gas arriva attorno alla metà del secondo quarto. E' Moss, più di chiunque altro, a spingere il piede per blindare un match che la Virtus controlla dalla palla a due. Il jolly ex Teramo, qualche incursione di Hurd e la lucida regia di Koponen spingono Bologna a +15 (36-21) quando sul cronometro scivola il minuto 14. Napoli del neo coach Pasquini agita le corde della comparsa il cui scopo è solo quello di non perdere la faccia. Rintuzzano gli ospiti, ma solo quando la Virtus rallenta avendo già il match in mano. Napoli illude tutti sul finire del primo tempo con quell'8-2 di parziale che la riporta a distanze decorose (42-33), ma sulla cui veridicità nessuno crede. Il secondo tempo è di una bruttezza esagerata. La Virtus non spinge perché pare non averne bisogno. Napoli è un plotone che va alla guerra senza armi. I primi 4 minuti dicono 3-2 Napoli, spremuti da un basket fin troppo depresso. La Virtus entra nell'oblio senza accorgersene, spinta dalla zona ordinata della Martos e dalle invenzioni di Jones, Drobnjak e del greco Tsaldaris. Al 36' è -2 (55-53) Napoli e sembra incredibile. Poi Hurd e Fajardo, con le triple e dentro l'area, trovano punti di piombo per allontanare lo spettro di una sconfitta intollerabile.
Bologna: Moss 17, Hurd 11, Penn 11
Napoli: Tsaldaris 18, Jones 16, Drobnjak 14
Carife Ferrara-Vanoli Cremona 82-91 (http://javascript%3Cb%3E%3C/b%3E:openlink%28)
di Gianluca Orefice
Festa Vanoli, al primo successo in serie A grazie a una sontuosa prova di squadra (cinque giocatori in doppia cifra). Per la Carife, troppo Jamison dipendente, sconfitta meritata e figlia anche di un Jackson incolore. Fin dall'avvio Ferrara gioca quasi esclusivamente sotto le plance con un Jamison dominante, utile anche a mascherare una manovra offensiva lenta e macchinosa. Cremona, nonostante tiri a salve da fuori (2/13, 15% al 20'), rimane in scia grazie al duo Rowland-Brown: al 20' è 34-31. Al 21' esce Jamison, dolorante alla caviglia destra (rientrerà 5' più tardi) e la Vanoli scappa. Sklavos segna il sorpasso con una sequenza di tre triple e, sempre dalla distanza, Formenti timbra il +10 (50-60 al 29'). La Carife ritorna sotto (57-62 al 30'), ma nell'ultimo quarto cala uno spremuto Jamison e sale in cattedra Forbes (12 punti negli ultimi 10'). Poi l'ennesima tripla di Sklavos al 32'49" inchioda il nuovo vantaggio in doppia cifra (+11, 61-72) per l'allungo decisivo. Ai padroni di casa rimane Grundy, l'ultimo ad arrendersi, che trova il -5 (72-77) al 37'. Ma non basta.
Ferrara: Grundy 21, Jamison 21, Nnamaka 13
Cremona: Forbes 18, Bell 16, Sklavos 16


soprendente Caserta contro Milano, dopo 2 supplementari...