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Aldair
24-04-2008, 16.53.44
da La Repubblica del 9 giugno 1984

Si inizia lunedì a mercanteggiare nelle solite località milanesi: a Milanofiori, negli alberghi del centro. Ma già ieri qualche operatore è arrivato in anticipo, non si sa mai. L' Avellino ha speso 600 milioni per riscattare Bertoneri. La Fiorentina sta cercando di convincere Ferroni ad accettare il trasferimento ad Avellino. La società irpina, che ha venduto Favero e Limido alla Juventus per oltre quattro miliardi, ha acquistato anche Pradella dall' Udinese per 900 milioni. Manca soltanto la firma del giocatore.

Aldair
24-04-2008, 16.55.00
da La Repubblica del 13 giugno 1984

Il Como ha riscattato Centi dall' Avellino, seicento i milioni versati. L' Avellino ha poi comprato il libero Zandonà dall' Arezzo per 480 milioni. Sembra che Garuti abbia deciso per il sì ad Avellino. Un miliardo e quattrocento al Pisa, cento milioni di ingaggio all' anno per il giocatore. Il Catania intanto cede i suoi due stranieri: Pedrinho al Botafogo, Luvanor alla Fiorentina. La società viola cederà Luvanor al Corinthians a parziale pagamento di Socrates. La Fiorentina si incontra oggi con il Genoa per Briaschi. Potrebbe offrire Bivi e soldi. Nell' asta per l' attaccante genoano ci sono anche Napoli, Roma e Torino. Sembra che sia proprio la società granata la favorita. Napoli, Lazio, Real Madrid e Milan sono interessate a Daniel Bertoni, che dovrà far posto a Socrates. Il contratto di Bertoni, con la Fiorentina scade nel 1985. Il Torino ha riscattato Borghi proprio per girarlo al Genoa assieme a tre miliardi. Il Padova ha riscattato dalla Fiorentina Baroni e Coppola: un miliardo il costo dell' operazione. L' Udinese ha offerto un contratto biennale a Causio. Il giocatore però non vuole accettare. Non si sono accordati Udinese e Pisa per il trasferimento del portiere Mannini alla società friulana. Troppa la differenza in soldi, l' Udinese riscatterà Brini. La Lazio ha riscattAto dal Parma il portiere Orsi: mezzo miliardo il costo dell' operazione. Il Verona tratta il tedesco Briegel, centrocampista del Kaiserlautern. Il Catania sta trattando la cessione di Torrisi alla Lazio. Dal Brasile si parla di un interessamento di Como e Verona, per Paulo Isidoro, ala del Santos, giocatore della nazionale. Il Como sembra essere il più vicino alla conclusione dell' operazione: seicentomila dollari la cifra offerta al Santos. Vincenzo Guerrini intanto è stato confermato dall' Empoli.
Lazio ed Avellino hanno definito i particolari del trasferimento di Favero e Limido. Il tutto rientra nell' operazione Giordano alla Juventus. Chinaglia ha dichiarato che cercherà di tenere Manfredonia. Roma e Verona non si sono accordate per Iorio: probabilmente finiranno alle buste. Il portiere Di Leo, dal Perugia è passato all' Avellino

Lupo x sempre
24-04-2008, 16.56.57
minchia che prezzi.......
e che tempi......:bua: :bua: :bua:

Aldair
24-04-2008, 16.59.32
da La Repubblica del 4 luglio 1984

L' Avellino cerca Vincenzi dalla Roma; prima però dovrà cedere Bergossi. L' Avellino compra poi dalla Juventus Tavola, 26enne centrocampista. Un miliardo e cento milioni la spesa.
Il giro che avrebbe potuto portare Bonetti all' Udinese, Gerolin alla Roma e Schiavi alla società friulana salta. Schiavi viene trattato anche dall' Ascoli, poi l' Avellino lo ritira dal mercato.
Annunciato anche il trasferimento di Osti dall' Avellino all' Atalanta, altra notizia vecchia. Il Pisa chiede Strukelj alla Roma. La Roma chiede Di Carlo all' Arezzo e l' Arezzo chiede Tovalieri alla Roma. Un giro che si può fare. Il portiere Drago dalla Juventus va all' Atalanta. Russo, attaccante di 25 anni, è stato ceduto dal Genoa al Cesena. Ottocento milioni il prezzo. Il Cesena chiede anche D' Ottavio al Campobasso. Se Borghi non accetta potrebbe essere proprio D' Ottavio il secondo attaccante. Ufficializzato il trasferimento dell' attaccante Boito dal Genoa all' Empoli. Guida ha trovato una sistemazione: giocherà nel prossimo campionato nel Catania. Aveva firmato un contratto con il Cagliari, ma poi Amarugi ha dato le dimissioni e tutto è saltato. Il Campobasso sta per cedere l' attaccante Tacchi al Brescia.
Garlini del Cesena è all' asta: lo vogliono Verona, Bologna e Avellino.

Aldair
24-04-2008, 17.03.28
E questa la pagella del calciomercato al 21 agosto 1984

AVELLINO 6 1/2
NESSUNA SCONFITTA HA SEGNATO molto l' Avellino di Angelillo: ventisette gol. Nessuna sconfitta, solo un paio di pareggi a Foligno (a preparazione appena iniziata) e Sambenedetto, ma anche una bella vittoria sul Rimini (4-0). Molte reti dunque: sette di Diaz, cinque di Tagliaferri e Polisello. Mancano ancora comunque i gol di Barbadillo. La difesa ha preso una buona consistenza con l' inserimento di Garuti e Zandonà, mentre a centrocampo Colomba è sempre l' uomo di riferimento.

Aldair
24-04-2008, 17.18.03
da La Repubblica del 6 luglio 1985

Altro caso complicato che si risolverà entro sette giorni è quello di De Napoli che passerà al Napoli. Ieri i dirigenti dell' Avellino inutilmente hanno cercato di far firmare al giocatore un contratto pluriennale, niente da fare, De Napoli vuole rimanere in Irpinia ancora un anno, nel giugno 86 sarà libero di gestirsi con un miliardo e 700 milioni di lire. Anche qui solito ragionamento, meglio tanti soldi adesso che pochi tra un anno e di conseguenza l' Avellino venderà De Napoli nei prossimi giorni per una cifra vicina ai 5 miliardi, lo venderà al Napoli, ovviamente.

Giro di stranieri incompiuto, l' Avellino in mattinata ne ha perso uno, Barbadillo, ne tessererà un altro, non c' è problema, alla Roma uno è di troppo, forse finirà a Firenze, da Firenze un altro ne andrà all' Avellino, queste le possibili ipotesi:

1a) Falcao dalla Roma alla Fiorentina, Socrates dalla Fiorentina all' Avellino, questa la più probabile. :schiatta:

2a): Falcao alla Roma, Cerezo all' Avellino, Socrates rimane in viola. A questo proposito sembra che l' Avellino abbia in mano un documento, c' è chi dice addirittura un contratto firmato sia dalla Roma sia dal giocatore che avrebbe dato la piena accettazione. :schiatta:

3a) ipotesi, la meno probabile: Cerezo alla Roma, Socrates rimane a Firenze e Falcao va ad Avellino. :schiatta: :schiatta: :schiatta:

Come si vede il mercato non è finito, il termine delle ore 20 di ieri è un termine imposto dalla legge, un termine che vale poco, un termine che serve soltanto alle operazioni di piccolo cabotaggio, e da quello che è successo ieri nemmeno quelle.

Barbadillo è passato all' Udinese per 1 miliardo e 400 milioni. L' Avellino ha ceduto anche Tagliaferri 1 miliardo e 900 dice il parametro, c' è stato uno scontro in quanto Tagliaferri tra qualche giorno diventerà militare.
L' Avellino, una delle società che più ha movimentato questo calcio-mercato ha sostituito Barbadillo con Alessandro Bertoni che la Fiorentina qualche settimana fa aveva riscattato dall' Arezzo.

.......a firma di Franco Rossi

La commissione disciplinare ha comminato sessanta milioni di multa all' Avellino per aver fatto figurare "gratuito" in Lega il trasferimento di un giocatore, in realtà avvenuto con un passaggio di denaro.

:schiatta: Ahahahahah... ci simm semp fatt riconosce

Aldair
24-04-2008, 17.20.34
Uà che flash!!
M'ero scordato che s'era parlato di questo giro di centrocampisti brasiliani!!!!

Piango!
:bua: :bua: :bua: :bua: :bua:

Professore
25-04-2008, 12.08.51
pereò se ci pensi Gino so passati vent'anni ed almeno il calciomercato dei giornalisti è rimasto proprio lo stesso

Io mi ricordo quando l'Avellino comprò Faccini per un miliardo credo che fsse lap riam votla che uan cifra tanto grossa venissi accostata al nome dell'US

Mr.1912
25-04-2008, 16.16.11
come vi invidio che quei tempi li avete potuti vivere coscientemente..

comunque il giro di brasiliani era proprio non c'è male..

ALDAIR, TI PPREGO, INSERISCI ALTRE PAGINE..

IL NAPOLETANO
26-04-2008, 14.48.35
E questa la pagella del calciomercato al 21 agosto 1984

AVELLINO 6 1/2
NESSUNA SCONFITTA HA SEGNATO molto l' Avellino di Angelillo: ventisette gol. Nessuna sconfitta, solo un paio di pareggi a Foligno (a preparazione appena iniziata) e Sambenedetto, ma anche una bella vittoria sul Rimini (4-0). Molte reti dunque: sette di Diaz, cinque di Tagliaferri e Polisello. Mancano ancora comunque i gol di Barbadillo. La difesa ha preso una buona consistenza con l' inserimento di Garuti e Zandonà, mentre a centrocampo Colomba è sempre l' uomo di riferimento.
Ecco.
Finalmente....non mi prenderete più per PAZZO!
da anni e da vari forum provo a dirvi che il mio paese d'origine (anche se non di nascita....nacqui proprio napulitan), e cioè San Giorgio a Cremano ha dato ai lupi non solo un presidente (seppur fittizio....tal Franco Improta, prestanome di Graziano)....non solo un centravanti (Vittorio Torino) ma anche un'altra promessa mai esplosa (tal Polisello, che fece tutta la trafila delle giovanili)

Aldair
26-04-2008, 23.12.11
Giugno 1985

L' Udinese ha chiesto Barbadillo all' Avellino, in Friuli Zico non tornerà di certo, lo slavo Ivic, che nella prossima settimana diventerà ufficialmente allenatore degli Irpini, ha dato il suo placet per il trasferimento del peruviano. Barbadillo a Udine, la Roma insiste per Diaz.
Il cerchio dunque si chiuderebbe così: Cerezo al Torino, Barbadillo all' Udinese, Diaz alla Roma (farebbe coppia con Boniek) e Schachner alla Fiorentina. Socrates ceduto ad una squdra spagnola, sembra che il Valencia l' abbia richiesto. L' Avellino ingaggerebbe il brasiliano Dirceu che non ha nessuna intenzione di rimanere ad Ascoli. La Fiorentina cederebbe alla società irpina anche le comproprietà di Paradisi e Ferroni. Il secondo straniero dell' Avellino potrebbe anche risultare Laudrup nel caso la Juventus scelga Francis quale secondo straniero da far giocare in coppia con Platini.

Martedì scorso lo staff tecnico dell' Avellino (con Ivic c' erano Di Somma e Brogna) si è recato a Torino per parlare con Moggi, direttore sportivo dei granata. Tagliaferri passerà al Torino in cambio di Sclosa.

Aldair
26-04-2008, 23.27.56
cioè San Giorgio a Cremano ha dato ai lupi non solo un presidente (seppur fittizio....tal Franco Improta, prestanome di Graziano)

L' AVELLINO CAMBIA

Repubblica — 11 luglio 1987
AVELLINO - Ragioniere, cinquantacinque anni, Francesco Improta è il nuovo presidente dell' Avellino. E' stato ieri nominato successore di Elio Graziano. Improta è il più diretto collaboratore di Graziano nella impresa Idaff. Paolo Graziano, ventinove anni, figlio del presidente uscente, è stato nominato vice di Improta, insieme con l' avvocato Giacinto Pelosi. Vinicio, candidato alla sostituzione di Elio Graziano, è stato confermato allenatore. "Non è cambiato nulla - ha detto il tecnico -. Mi è stato detto che il Consiglio non avrebbe potuto nominarmi presidente: non ero socio, e si sarebbe quindi dovuta attendere la riunione dell' Assemblea. Sono soddisfatto, comunque. E' il mio ultimo campionato: a giugno, smetterò".

Aldair
26-04-2008, 23.37.24
4 luglio 1987

Appuntamento con il presidente Graziano e con il tedesco Wolfgang Rolff, 28 anni, centrocampista del Bayern Leverkusen. Una trattativa lunga un intero giorno, Caliendo in serata doveva rientrare in gran fetta a Milano. Una stretta di mano, Rolff è d' accordo ma ha chiesto una settimana di tempo per la firma. Prima deve risolvere tutto col suo club.

La Juve ha fatto un' offerta all' Avellino: scambio Benedetti-Caricola. A Graziano non è sembrato un grande affare, è arrivato un bel no a Boniperti.

Aldair
26-04-2008, 23.38.35
7 luglio 1987

Il mercato ha vissuto ieri una giornata ricca di trattative. Uno scossone a tarda sera con la notizia della fuga di Graziano, contro il quale è stato spiccato un mandato di cattura. Alla Juve sono abbastanza tranquilli, l' affare Alessio, almeno per il momento non rischia di saltare.
La Fiorentina ha praticamente concluso l' ingaggio di Magnocavallo dalla Lazio, adesso vorrebbe prendere De Vitis per girarlo all' Avellino e ottenerne Benedetti in cambio. La Juventus poi sta cercando una squadra per Briaschi: potrebbe finire al Torino. Sta nascendo infine un caso Volpecina: il Pisa lo ha ceduto al Verona, ma il giocatore ha firmato per l' Avellino.


Il resto della giornata veniva occupato dagli strascichi del caso Rolff. Un altro piccolo intrigo, un vero e proprio giallo. Elio Graziano, presidente dell' Avellino, ha annunciato l' ingaggio del giocatore tedesco, ma manca ancora la firma. Si è scoperto che Rolff è ancora sotto contratto con il Bayern Leverkusen fino al 1988, che la società non è affatto d' accordo sulla cifra che l' Avellino dovrebbe pagare (circa un miliardo e mezzo) e che addirittura buona parte dei dirigenti non sarebbe affatto intenzionata a privarsi del forte centrocampista. Oggi pertanto ci sarà un nuovo incontro a Capri, per cercare di mettere un po' d' ordine in questo immenso pasticcio. L' Avellino è anche impegnato alla ricerca di un altro centrocampista: si fa sempre più probabile la possibilità di un ingaggio di Agostino Di Bartolomei.

lupomannarow
28-04-2008, 02.30.14
Grazie ad Aldair per questo accattivante e in qualche modo struggente thread.
Erano anni in cui le sparate senza fondamento dei giornalisti sul calciomercato ancora non mi erano venute a nausea, ed anzi compravo la gazzetta da leggere sotto l'ombrellone sognando per la mia squadra un futuro migliore di quello che poi è stato.
Di tutte le trattative segnalate, comunque, tra cui spicca per inverosimiglianza quella dell'arrivo di Falcao, la più attendibile è la voce riguardante Rolff, che io stesso sentii essere il nuovo straniero dell'Avellino dalla bocca -evidentemente poco prudente- di Graziano.

Poggio
28-04-2008, 12.48.34
ALLA FIERA DEL GOL LA JUVE E' CAMPIONE

Repubblica — 17 luglio 1987 pagina 22 sezione: SPORT
SI E' conclusa la fase più spettacolare, o meglio spettacolarizzata, del mercato. Questa parola notoriamente non piace a chi vi opera, che però non fa molto per togliere quell' atmosfera da souk che aleggia nell' avveniristico ambiente. Non è colpa dell' ambiente. E la fase si è conclusa per modo di dire: le squadre coinvolte negli spareggi hanno tempo fino al 24 luglio per definire gli organici; o poi ci saranno altre due opportunità, sempre più brevi (dal 1 al 10 settembre, dal 19 al 22 ottobre) per correggere gli errori di luglio e correre, in qualche modo, ai ripari. Per i calciatori svincolati, come Dossena, non c' è fretta, fino al 30 aprile possono accasarsi, ma ovviamente prima si sistemano meglio è per loro. Dopo il mercato, s' accentua il divario fra le grandi e ricche, le medie, le piccole e povere squadre. Le grandi fanno beneficienza interessata, parcheggiano giocatori e parenti in sovrappiù. E' un dettaglio, ma tutti, proprio tutti i grandi affari o presunti tali si sono fatti ben lontano da Milanofiori. Ci avviamo a un campionato più aperto (si dice sempre, di questi tempi) e in parte diverso: due sole retrocessioni potrebbero rendere meno drammatiche certe partite, e forse anche per questo le squadre interessate non hanno fatto salti mortali. E poi c' è sempre da vedere come andrà a finire il processo a Empoli e Triestina. E da valutare i quattro tecnici nuovi per la A, uno arrivatoci con le sue gambe (Galeone), uno della B (Sacchi), due addirittura dalla C (Bigon e Materazzi). E' , ancora, un campionato che ha rilucidato il parco-stranieri, da sempre di sicura attrazione, puntando sul grosso nome o sul possibile buon affare a costi contenuti. E' un ventaglio di scelte che privilegia le punte (Casagrande, Anastopulos, Rush, Voeller, Van Basten, Careca, Polster) senza dimenticare le mezzepunte (Borghi, Sliskovic, Hugo Maradona) o elementi di difficile definizione tattica (Gullit), o centrocampisti quasi puri come Dunga e Berthold. Un solo regista, Scifo, ma anche due difensori, Hysen e Elliott. Almeno in questo campo, un po' di fantasia il mercato ce l' ha avuta. AREA SCUDETTO: UNA RIVOLUZIONE TECNICA JUVENTUS 9 Rivoluzione di ruoli nella continuità tecnica. I sei nuovi arrivi sembrano tutti scelte azzeccate, Tricella è l' ideale sostituto di Scirea, De Agostini l' emergente nel ruolo di Cabrini, anche se per lui è pronta la fatidica maglia numero 10, Magrin un buon uomo d' ordine, particolarmente efficace sui calci piazzati, e Rush è Rush. Non segnerà come nel Liverpool, ma non andrà certo in bianco. Di valore anche i rincalzi, Bruno e Alessio (che può diventare titolare se Laudrup non si sveglia). NAPOLI 8,5 In una squadra già ben attrezzata, che nell' ultima stagione ha centrato due traguardi su tre, sono stati apportati due ritocchi. Mancava un difensore con vocazione al gol ed è arrivato (Francini), mancava una punta di valore assoluto ed è arrivata (Careca). Lascia un po' perplessi l' annosa vicenda Carnevale, che già a Napoli stava stretto con Giordano e figuriamoci adesso. Utile può essere Miano, ma non come tornante. Una campagna acquisti-cessioni (firmata Moggi) all' insegna del realismo. MILAN 8,5 Rivoluzione tecnica e di ruoli. Arrigo Sacchi ha a disposizione un ottimo parco-giocatori, per qualità e quantità (una buona panchina non guasta mai). Il problema, conoscendo la suscettibilità dei calciatori nostrani, può nascere dalle scelte dell' allenatore, ma anche dai tempi d' apprendimento che le sue idee calcistiche richiedono. E, esempio minimo, già il sorteggio di coppa Italia propone confronti pepati, al di là dei sentimenti. Fondamentale trovare la giusta posizione a Gullit. ROMA 8 Ecco un' altra squadra obbligata a rinnovarsi molto, dopo le delusioni recenti, e obbligata anche a rinunciare a una delle colonne, Ancelotti, per motivi di bilancio. La nuova Roma sembra un cocktail (sulla carta, riuscito) fra promesse della B (Policano, Signorini) e certezze della A (Manfredonia, Collovati) con la giusta spruzzata di straniero (Voeller). A parte la mano di Liedholm, sarà decisiva la voglia di riscatto di "vecchi" come Conti e Boniek e quella di crescere di Giannini e Desideri. INTER 7,5 In pratica la stessa, con due arrivi (Scifo e Serena) più due rincalzi (Nobile e Mandelli). L' Inter ultima era stata piuttosto competitiva e molto jellata: evidentemente Trapattoni continua a crederci molto, altrimenti non avrebbe rinnovato il contratto fino al giugno ' 90. La difesa è molto forte, fatte le riserve di rito sulla tranquillità di Zenga. A centrocampo l' unico vero problema, ossia la chiarezza di compiti fra Scifo e Matteoli che, per il bene di tutti, non devono sovrapporsi. AREA CENTRO: LA SORPRESA E' IL TORINO VERONA 7 E forse ci poteva stare qualcosa di più: Bagnoli è uno che non farebbe una piega nemmeno a vendergli tutti e undici i titolari, quindi non piange sulle partenze (ben pagate) di Tricella e De Agostini. Non ha ancora deciso se utilizzare Berthold in difesa o a centrocampo. Ha rinforzato il settore più sguarnito, dietro, con Soldà, Pioli, Volpecina, tutta gente che ha avuto lo scudetto sulle maglie, e il centrocampo con il motorino Iachini. Può ripetersi a buoni livelli (Uefa). TORINO 7 Cambia mano la società, con qualche cedimento di stile, partono o vengono bruciate le bandiere, resta il tecnico. In tutto questo movimento, il Torino ha cambinato qualcosa di buono. Un tandem d' attacco Polster-Gritti che va atteso con fiducia, mentre è tutta da vedere e da valutare la nuova posizione di Comi, regista arretrato come piace a Radice. Nessun dubbio sull' inserimento di Berggreen, "europeista" e quindi già allenato ai dogmi dell' allenatore. Più di una promessa sembra Fuser. FIORENTINA 7 Parola d' ordine: "svecchiare". Unica eccezione il libero Hysen, quello controraccomandato da Altobelli, a mio parere un buon libero. Presi i due gioiellini del Pescara, Bosco e Rebonato. I pezzi buoni (Diaz, Berti, Baggio) sono rimasti, a confermare la scelta della linea verde. Non sarà certo un campionato sofferto come l' ultimo, basato su troppi equivoci e doppioni. Sempre che Eriksson abbia capito i suoi errori del periodo romano. Unico piccolo dubbio: Pin e Contratto nel mare vasto della zona. SAMPDORIA 6,5 Qui ci poteva anche stare un "senza voto": se il voto è al mercato, la Samp praticamente non si è mossa. Una scelta non casuale, è lecito supporre che Boskov ritiene di poter far compiere il salto di qualità agli stessi, ora meravigliosi ora disperanti, "incompiuti". E può anche avere ragione. Se invece avrà torto, Mantovani perderà la pazienza, fin qui ne ha avuta parecchia, e partirà molta gente. Da due registi (Souness e Matteoli) a zero registi: mah. Vedo un Dossena nell' immediato futuro. AREA SALVEZZA: UNA MIRIADE DI ACQUISTI, MA GRATIS O QUASI COMO 6,5 Mercato accorto (Sandro Vitali sa il suo mestiere). Qualche partenza, ma anche arrivi importanti che non pesano sul bilancio: Borghi che s' aggiunge al già parcheggiato Borgonovo. Tipi di lusso, per una squadra di provincia. Forse troppo, per i gusti ruspanti del nuovo allenatore, Agroppi. Il problema principale è il ruolo di Borghi, che punta non è ma trequartista. Si rischia un doppione (Notaristefano) ma niente impedisce che il Como giochi con la formula che prevede una sola punta. AVELLINO 6 L' eccellente, ultimo campionato e le burrascose vicende societarie hanno spinto a movimenti minimi. Unico rinforzo il centravanti greco Anastopulos (non male). Mi sembra che il vero rinforzo consista nel non aver ceduto (a parte Alessio) i pezzi più richiesti, ossia il terzino Colantuono e i centrocampisti Bertoni e Benedetti. Questa può essere la premessa per un altro campionato tranquillo. Vinicio è un vero esperto dei luoghi, non alludo solo alla città ma anche alla lotta in coda. ASCOLI 6 Viene un po' da sorridere pensando al brasiliano Casagrande, faurore della democrazia corinthiana, alle prese con Costantino Rozzi, ma questi non sono aspetti tecnici. Sì, invece, che Casagrande, seconda punta, è in squadra senza prime punte. L' arrivo di Hugo Maradona (ai posteri...) è bilanciato dai ben più tosti Celestini e Carannante. Castagner avrà da lavorare anche diplomaticamente per trovare il giusto assetto di squadra da combattimento, ma alla fine dovrebbe centrare il traguardo-salvezza. PISA 6 Di Anconetani si potranno dire tante cose, ma non che non sappia di calcio. Anche estero: fin qui l' unica bufala è stato Caraballo. Non è bizzarria comprare due stranieri "strani": un terzino inglese e un brasiliano centrocampista di copertura. Di Elliott so poco, mentre Dunga l' ho visto nel Brasile alle Olimpiadi ed è un buon giocatore. Davanti, Piovanelli e Cecconi sono una coppia ben assortita, forse un po' fragilina la difesa. Da scoprire il nuovo tecnico Materazzi che viene dalla C. CESENA 5,5 Anche qui un tecnico che viene dalla C, Bigon, che da calciatore era fra i più intelligenti. Il voto è magro ma il Cesena non ha completato la sua campagna. Può arrivare Di Bartolomei (che farebbe comodo) e possono arrivare due stranieri, o anche uno solo. Restano in Romagna i pezzi pregiati, il mediano Bordin e l' attaccante Rizzitelli, che farà coppia con l' ex doriano Lorenzo. Accettabile a centrocampo e in attacco, il Cesena appare piuttosto greve nel settore-difesa. Ma ha un buon portiere. PESCARA 5,5 Sacrificati alla ragion economica Rebonato e Bosco, s' è almeno tenuto Pagano. Ha ripescato dal Friuli Zanone, si affida agli estri non più verdi di Junior (aspetto da Senior) e dello slavo Blaz Sliskovic detto Baba, che a Marsiglia ha avuto una stagione di alti e bassi alla corte di Hidalgo. Galeone si picca d' essere un profondo conoscitore dell' anima slava; se trova le corde giuste questo Sliskovic è la fine del mondo, tecnicamente, altrimenti è un disastro. Vie di mezzo non ne esistono. EMPOLI 5 Altro slavo, Cop, francamente sconosciuto ai più, per affiancare Ekstroem. A centrocampo, dall' Inter, Cucchi. Tutto qui, e non è molto. Certamente sulle mosse dell' Empoli ha avuto un peso determinante l' incertezza sul futuro: assolti, in A penalizzati o retrocessi in B? Così, i dirigenti hanno avuto piedi di piombo e tasche cucite. La palla è rotonda, si usa dire, e nel calcio può succedere di tutto, ma guardando il panorama complessivo non direi che Salvemini sia in una posizione invidiabile. - di GIANNI MURA


Caro Gianni Mura, puozz etta o veleno :azz:

Poggio
28-04-2008, 13.08.04
I NUMERI SOTTO PROCESSO

Repubblica — 10 gennaio 1988 pagina 33 sezione: SPORT
TORNARE su quel che si è visto ha una certa utilità. Così, dopo Milan-Napoli, ho controllato i numeri di Gullit e Maradona (non alludo al 10). Sott' occhio lunedì "Corriere dello Sport" e "Gazzetta dello sport", che, più opportunamente, distingue fra passaggi e lanci. Per il "Corriere", Gullit ha effettuato 1 passaggio giusto e 6 sbagliati, per la "Gazzetta" 9 giusti e 2 sbagliati (12 e 4 considerando i lanci). Maradona, 12 giusti e 7 sbagliati per il "Corriere", 18 e 1 invece per la "Gazzetta" (23 e 4 coi lanci). Nessun voto, ma poi non lamentiamoci se, col consueto garbo, Maradona fa sapere che "della critica se ne frega", ribadendo che a lui interessa fare quello che gli pare (non che ci fossero molti dubbi in proposito). Nessun voto nemmeno a Ciro Ferrara. Troppo facile. Sui giornali di domenica diceva: "Gullit datelo a me, l' ho visto spesso in tv e saprei come tenerlo a freno". Sul campo non l' ha mai visto. Mercoledì su "Tuttosport" Celentano dichiara: "E' Gullit il Celentano del calcio". Prego Gullit di informarsi e, poi, di sporgere querela. Intanto è già consolante (7) che abbia detto di no al festival di Sanremo. Da 7 un titolo della "Gazzetta": "Calciao meravigliao". I rapporti fra sport e pubblicità sono sempre più fitti. Vedi, e non fare il moralista, l' ultima pagina di molti quotidiani, il 2 gennaio, con i cinque tappini di CocaCola a formare il simbolo olimpico. Il coro CocaCola composto da ragazzi di 155 paesi aprirà i Giochi di Seul. Ai quali già guardavo con una certa apprensione (4). Adesso è 3. E' strano, penso, che nessuno abbia ancora chiamato il rally in corso Parigi-Drakkar (noir, naturalmente). Forse siamo talmente dentro la pubblicità che non riusciamo più a guardarla sotto tutte le angolazioni. Un amico spagnolo, dopo lo spot Ramazzotti, m' ha detto: "Ma qui i poliziotti bevono durante il servizio e fate lavorare anche i bambini?". Mi sono sentito amareggiato. Un po' di voti per tirarmi su. Finalmente un Pontello apre bocca e non spara su Diaz. Trattasi di Gianluigi (7). E 7 a Dino Viola per aver preso le difese di Lanese contro un suo giocatore, Boniek. A Tacconi boccalarga, nessun voto, perchè fra le multe che gli dà la Juve e quelle della Lega, è già abbastanza sistemato. Però qualcuno dovrebbe dirgli che di questo passo rischia la squalifica. A Benedetti, dell' Avellino, 5. Dopo il gol, ha divelto la bandierina del corner e l' ha lanciata. Questi gesti a metà fra giavellottista e Enrico Toti, signori calciatori, potete pure risparmiarceli. Va bene che "del doman non v' è certezza" (titolo della "Gazzetta": e dell' oggi?), ma non esageriamo con la contentezza. A proposito di non esagerare, si leggeva lunedì che un giornalista della "Gazzetta" era stato preso a schiaffi da un tale allo stadio di Avellino. Sulla "Gazzetta", informato dell' accaduto, il presidente Improta porge le sue scuse, mentre sul "Giornale" lo stesso presidente Improta afferma: "Meglio uno schiaffo che un colpo di pistola". Non so quale versione sia esatta, ma posso azzardare che un colpo di pistola è meglio di una bomba ananas e una bomba ananas meglio di una bomba H. In una settimana di citazioni, Bagni si paragona al dottor Jekyll e a mr. Hyde e aggiunge: "Vorrei non essere giudicato per questi miei atteggiamenti in campo. Quello non sono io". Benedetto ragazzo, nessuno può giudicare (commentare sì). E finchè lui fa il calciatore, contano gli atteggiamenti in campo (2). Poi, 7 a Vignola, anche se paga 6 milioni di multa: se non è nemmeno buono per la panchina, la Juve poteva cederlo (4 alla Juve). Un 8 alla partita Milan-Napoli (8,5 a Agnolin) per la correttezza del pubblico, dimostrazione che, volendo, è ancora possibile lasciare la strada della violenza. Mezza arancia contro Garella, ma nemmeno uno striscione idiota, una provocazione. Sulla violenza scrive al "Venerdì" un lettore di Salerno, Girolamo Lo Guardo. Ha da esporre una proposta ("molto semplice", dice lui): "d' ora in poi il governo decida che le partite di campionato vengano effettuate a stadi chiusi, senza spettatori. Entreranno solo i giornalisti". Eugenio Scalfari risponde: "La sua proposta non è da buttar via, proprio non da buttar via. Un po' aristocratica, non le pare? Dubito che verrebbe ascoltata. Ma, se vuole saperlo e se questo può farle piacere, io la sosterrei". E io do 4 a Scalfari. - di GIANNI MURA

Poggio
28-04-2008, 13.13.15
LA NOTTE DEL SOR LORENZO

Repubblica — 29 gennaio 1985 pagina 30 sezione: SPORT
FOLLE BANDERUOLA, il campionato è tornato a frequentare la media inglese. E il Verona è rimasto solo un' altra volta. Tutti a dire: "E' finito, è finito", e invece gli scaligeri s' inguattano i pezzi sotto il bancone per tirarli fuori al momento opportuno. Gli altri, dignitosi comprimari, inseguono. Ad Ascoli, anime candide, contavano sulla Lazio. Al quarto gol hanno smesso di contare anche loro, visto che quello che succedeva al Bentegodi li stava riguardando solo fino a un certo punto. La partita è stata correttissima, a parte i calci che dava Bagnoli a Garella ogni volta che si azzardava a toccare palla. Ma questa ormai è semplice routine. L' Inter si è trovata in difficoltà ad Avellino. Prima non è ben riuscita a individuare i guadi che portavano nella metà campo avversaria, poi è stata turbata dall' arrivo dei lupi famelici scesi a valle dalla caserma dei carabinieri, dove risiedono di solito. Infine l' imbarazzante presenza della squadra avversaria, che ha perfino cercato di fermare Rummenigge: se succederà sempre così, lo scudetto è in dubbio. Ma gli arbitri, non hanno nulla da dire? Toro-Cremonese e Samp-Napoli sono state partite classiche, quelle cioè nelle quali le squadre si vedono. Non così Atalanta-Juventus, della quale, come della battaglia di Stalingrado, non esistono che due o tre sequenze filmate. Per il resto ci si deve affidare alla tradizione orale, alla memoria dei protagonisti. L' arbitro Casarin, nella nebbia con la maglia rossa per facilitare i soccorritori, ha poi dovuto indossare un caschetto con luci intermittenti. La partita è stata comunque ricca di emozioni. Boniek ha segnato due reti che sono state annullate perchè le aveva fatte dal retro. Platini ha suscitato entusiasmo in tribuna, quelle tre o quattro volte che ne ha salito i gradini, palla al piede, perchè credeva di sentire la voce di Briaschi. Tamponamenti in serie tra la folla. Coi lariani la Roma ha dimostrato il suo carattere, e soprattutto la sua adattabilità a un gioco che col calcio non aveva nulla a che vedere, ma che ci piacerebbe veder importato in Italia. Eriksson ha finalmente capito com' è fatto il nodoso ramo del lago di Como. Capìta invece da Valcareggi l' importanza degli inglesi, dopo il gol di Hateley. L' anno prossimo pare che Socrates verrà scambiato con David Copperfield, quello che fa buone azioni nel Chelsea. Sul fronte salvezza (si fa per dire) abbiamo già accennato alla Lazio, reduce da un mese di ferie B con cinque sconfitte consecutive, battuta da una squadra in cui negli anni ' 30 giocava anche Zico. Peccato per Lorenzo, profondo conoscitore del gioco danubiano, e per Chinaglia, profondo conoscitore di Lorenzo. Siamo nel cosmos più completo. Ora c' è la sosta. Poi, chissà, la cunetta o l' attraversamento di animali con la maglia numero nove. Certo è che, alla ripresa, molte panchine avranno accanto la colonnina di soccorso. - di MASSIMO BUCCHI




evidentemente si riferisce all'episodio del Pastore tedesco entrato in campo.

Poggio
28-04-2008, 13.21.18
CABRINI, UN GINOCCHIO A PEZZI

Repubblica — 08 gennaio 1987 pagina 41 sezione: SPORT
TORINO (m.a.) - Sulla porta dell' infermeria della Juve c' è il solito cartello: "Vietato l' ingresso agli estranei". Cosa succeda in quello stanzino non lo sa nessuno, di certo si inventano dei miracoli, come quello di mandare in campo da tre mesi un giocatore con il ginocchio rotto. Ci erano già riusciti due anni fa. Alla Juve tennero in piedi Briaschi fino alla finale di Coppa dei Campioni, a Bruxelles, benchè da un mese avesse un legamento a pezzi. Questa volta ci provano con Cabrini. Il terzino è uscito finalmente allo scoperto. Il silenzio-stampa e il gestaccio rivolto al pubblico dopo il gol contro il Verona hanno reso antipatico uno dei personaggi più amati del nostro sport. Cabrini ha rivelato i retroscena, perchè si capisse il suo dramma. "Ho il legamento crociato anteriore rotto, il ginocchio non tiene più. Vado in campo nella speranza che resista fino alla fine, vorrei concludere il campionato. Ma in estate dovrò operarmi, qualsiasi altra cura sarebbe un palliativo e non eliminerebbe il problema, dovrei finire con il calcio. Con l' operazione invece starò fermo per tre o quattro mesi e poi tornerò". Quel legamento del ginocchio sinistro se lo ruppe ai primi di ottobre, contro il Milan. Poi tornò a giocare contro il Real Madrid e ancora nelle partite successive. Vicini lo mandò in campo persino con la Nazionale contro la Svizzera, Cabrini si fece male subito, scoppiò un mezzo finimondo. "Mi sono abituato a convivere con un ginocchio ballerino, è chiaro che il mio gioco ne risente, in campo trovo dei semafori rossi, degli ostacoli che prima saltavo facilmente. Ma vado avanti. Capite, non mi fa piacere che mi contestino mentre gioco in queste condizioni, non sono pentito del gesto di domenica: chi non lo comprende significa che non ha l' intelligenza per arrivarci". Ma non c' è qualcosa da eccepire sul comportamento di una società che manda Cabrini in campo, invece che in ospedale? "Non è uno scandalo. Non è che si creino delle complicazioni, prima o poi il ginocchio si bloccherà e dovrò smettere. Operarmi adesso o a fine campionato non cambia nulla, sotto il profilo clinico". L' infortunio cambierà il suo futuro. Con un programma così definito è chiaro che resterà alla Juve. Ne ha già parlato a Boniperti. "Se toccherà a me decidere non me ne andrò; non ho mai preso in considerazione l' idea di partirmene di qui" sarà la Juve a trovare gli uomini che potranno sostituirlo nei mesi di recupero: Carobbi e Policano sono i nomi sul taccuino di Boniperti. Intanto si assiste all' ultimo atto della polemica tra Tacconi e Maradona. L' argentino ha accusato il portiere di non sapere perdere: "A me invece sembra che Maradona si senta Gesù. Ormai parla di tutto con la pretesa di dire sempre la verità. Disse che ero un piagnone perchè mi lamentai delle due reti che il Napoli ci segnò in fuorigioco, adesso è lui a piangere... E forse ha dimenticato quel gol segnato con la mano all' Inghilterra. Quanto a Giordano è meglio che non ironizzi sul fatto che ho giocato nell' Avellino. Certi giocatori che hanno pensato sempre ai soldi e alla bella vita dovrebbero andare ad Avellino e imparare che ci sono molte altre cose. E dopo Avellino ho vinto due scudetti e tre Coppe, alla Lazio mi sembra che lui abbia collezionato solo retrocessioni".

Mr.1912
28-04-2008, 13.31.10
Caro Gianni Mura, puozz etta o veleno :azz:

mamma mia veramente..l'ennesimo campionato tranquillo..:azz:..c'ha secciato malamente..:fischia:

p.s. GIORDANO MERDA!:grr:

Poggio
28-04-2008, 13.53.03
E L' AVELLINO RESTO' SOLO

Repubblica — 20 maggio 1988 pagina 25 sezione: SPORT
AVELLINO - "Torna Sibilia, Sibilia libero" urlano i ragazzotti ultrà. Piove e loro saranno sì e no duecento. Dei cinquemila preannunciati dal coordinamento club non c' è traccia. Don Antonio Sibilia, mitico presidente dell' Avellino tante volte salvo, non c' è. E' agli arresti domiciliari: "Sono impossibilitato a muovermi" dice al telefono. "Ma la manifestazione la dovevano fare quando mi hanno cacciato. Adesso è troppo tardi". Davanti ai duecento "lupi" ci sono anche pochi notabili. Non c' è il sindaco, che di calcio ha sempre parlato volentieri ma che oggi è scomparso. C' è un consigliere dc, c' è un imprenditore, ma è solo un impresario di pompe funebri. C' è Frà Giacinto, "da vent' anni sugli spalti" che finge di non sentire i coretti di bestemmie dei ragazzi dietro di lui. Vanno dal prefetto che li riceve e li calma: "Non preoccupatevi, una soluzione si troverà". Ma il fallimento della rivolta per la A preoccupa i capi tifosi: "Qui finiamo in quarta serie. Graziano è sparito non si trova, Improta, il presidente, nessuno l' ha visto. Non ci sono nemmeno i soldi per l' iscrizione al campionato". Avellino non si è mossa. Perlopiù ha guardato dai balconi. Gli ultrà hanno insultato la sua apatia: "Siete sempre un pubblico di merda" cantano. Tutti cercano il "grande inquinatore", Elio Graziano, proprietario dell' Avellino. Ma Graziano fugge dai tifosi, dai sindacati, un po' anche dai magistrati. Due giorni fa ha ricevuto una comunicazione giudiziaria per inquinamento da amianto. Ieri ha risposto licenziando settanta lavoratori della sua Isochimica. Per un' altra sua azienda, quella che produce i sacchi lenzuolo dei vagoni cuccette, gli "effetti letterecci", fu arrestato per truffa aggravata ai danni dello stato. Aveva gonfiato l' entità dei danni subiti dal terremoto. Da lui i tifosi vogliono sapere se molla le azioni o se resta. E se sì quale squadra vuole fare. Ma nemmeno il prefetto sa dove sia: "Lo sentirò, cercherò di sentirlo". Il piccolo corteo però non pensa alla politica. E' assorbito dalla teoria del complotto: Marcantonio Napolitano, capotifoso ufficiale: "La macchinazione è riuscita. Abbiamo mandato un dossier con trenta irregolarità arbitrali documentate, adesso è in Lega. Ma non è un mistero, il Como ha comprato le partite, il Pisa anche...". E le prove? "Le prove le cerchino gli altri, per noi è certezza, sono quarant' anni che sto nel calcio". Il "grande invocato" Antonio Sibilia nega di voler riprendere in mano la società: "Non ci hanno saputo fare. Io non ho mai fatto il passo più lungo della gamba. Loro hanno voluto fare la squadra da 30 punti. Ed eccoci qua dove siamo finiti, in serie B. Ma io non me ne posso occupare, debbo pensare ai giudici. Si convincerenno anche loro che io sono un galantuomo". Intanto la piazza snocciola i nomi degli altri possibili "salvatori": "Ci vuole Pierpaolo Marino" urla un ragazzo. E' una voce messa in giro da Graziano. Per la verità il direttore sportivo della Roma non pensa nemmeno lontanamente di tornare ad Avellino. Qui prendeva ottocentomila lire di stipendio e per farsi liquidare ha dovuto far causa di lavoro alla società. "Ce la faremo, di imprenditori ce ne sono" riecheggia ottimista il prefetto. Forse allude alla Banca popolare dell' Irpinia. Ma i responsabili dell' istituto di credito hanno chiesto di non farsi carico dei debiti: ci sono 7 miliardi di Irpef non pagati più altri quattro o cinque di deficit consolidato. "Ma il guaio è più grosso" assicurano i tifosi. Altri parlano del vecchio presidente Iapicca, che comunque non ha tutti i soldi per tappare il buco. E allora non resta che l' "alleanza civica" proposta dai capitifosi moderati. Funzionerebbe così: che Graziano dà il pacchetto azionario nelle mani del sindaco e lui cerca gli altri sponsor. "Già, ma i debiti chi li paga?". E il discorso torna in circolo vizioso. Urla Sibilia dal suo ritiro: "Hanno pagato un miliardo di stipendi al mese, sono pazzi". In effetti di cose strane all' Avellino ce ne sono. L' allenatore dei portieri Enzo Battista lavora la mattina come "muratore" nell' ospedale, poi il pomeriggio va al campo. Un part-time da 60 milioni l' anno. Assediato dalle voci messe in giro ad arte, disilluso e impaurito, il tifoso invoca il vecchio presidente come per un esorcismo. "Ma Sibilia non è nome praticabile" dice un dirigente sindacale, che però non vuole esser nominato. "E' un nome troppo ingombrante, troppo compromesso con la camorra". "La camorra sta alla Lega calcio" urla la piazza. Mentre la pioggia disperde i nostalgici. - dal nostro inviato VITTORIO ZAMBARDINO

Poggio
28-04-2008, 22.34.03
CALCIO NEWS

Repubblica — 06 novembre 1995 pagina 48 sezione: SPORT
ORRICO LITIGA NEGLI SPOGLIATOI AVELLINO - Nervoso per il ko casalingo con la Reggiana, Orrico ha litigato con un addetto del servizio d' ordine durante le interviste del dopo-partita. Il tecnico dell' Avellino, colpito da una pallina di carta, ha risposto con uno schiaffo

Wolves80
29-04-2008, 23.43.57
CALCIO NEWS

Repubblica — 06 novembre 1995 pagina 48 sezione: SPORT
ORRICO LITIGA NEGLI SPOGLIATOI AVELLINO - Nervoso per il ko casalingo con la Reggiana, Orrico ha litigato con un addetto del servizio d' ordine durante le interviste del dopo-partita. Il tecnico dell' Avellino, colpito da una pallina di carta, ha risposto con uno schiaffo


Cazzo me lo ricordo come se fosse ieri. :D :D :D

Paolo79
30-04-2008, 08.09.11
CALCIO NEWS

Repubblica — 06 novembre 1995 pagina 48 sezione: SPORT
ORRICO LITIGA NEGLI SPOGLIATOI AVELLINO - Nervoso per il ko casalingo con la Reggiana, Orrico ha litigato con un addetto del servizio d' ordine durante le interviste del dopo-partita. Il tecnico dell' Avellino, colpito da una pallina di carta, ha risposto con uno schiaffo

Cazzo me lo ricordo come se fosse ieri. :D :D :D

Pure io...!!!


P.s.: Quello che tirò la pallina era napoletano....

Poggio
30-04-2008, 08.56.37
CALCIO NEWS

Repubblica — 27 marzo 1996 pagina 44 sezione: SPORT
LITE AD AVELLINO - Due giocatori dell' Avellino, il cannoniere Luiso e il mediano De Iuliis, sono venuti ieri alle mani durante l' allenamento allo stadio Partenio. Il motivo della lite sarebbe in una dichiarazione rilasciata dal centrocampista ad una televisione irpina: "Vengo spesso ammonito ed espulso perché non tiro il piede indietro come qualche mio compagno".

Poggio
30-04-2008, 08.59.20
ORRICO, SCACCO ALLA SALERNITANA

Repubblica — 09 ottobre 1995 pagina 47 sezione: SPORT
AVELLINO - La gloria è tutta per Corrado Orrico, che rifila una lezione tattica a Franco Colomba, tecnico emergente della Salernitana. Il derby del Partenio va con merito all' Avellino (gol di Calvaresi) ma finisce purtroppo con una sassoiola dei tifosi salernitani, che tentano anche un' invasione di campo ma vengono respinti con forza dalla polizia, e qualche ferito. "Il successo è tutta opera dei giocatori", dice Orrico che li chiama sempre "giovanotti". L' allenatore si schernisce: in tre partite ha conquistato sette punti e messo in soffitta il ricordo di Zibì Boniek. Ad Avellino nessuno più rimpiange il tecnico polacco, incapace a creare una squadra solida, senza carisma, perfino indeciso in panchina. Avellino città è ormai innamorata di questo tecnico dalla saggezza contadina. E Orrico, che ha imparato la lezione del passato, preferisce tenere ancora un profilo basso. In fondo a lui bastano i risultati. I numeri gli danno la conferma di essere sulla strada giusta: non ha escluso nessuno, non ha bocciato nessuno, ha solo spostato le pedine. Criniti sulla trequarti, Nocera e Ferraro difensori centrali, Tosto fluidificante ed il prodotto è cambiato: l' Avellino è diventato squadra compatta e più stretta. Non è poco se si considera che l' ex allenatore dell' Inter ha trovato ad Avellino tifosi esigenti e un patron bizzoso, il commendatore Antonio Sibilia. Finora è andato tutto liscio per Orrico: la sua presenza è bastata, in meno di un mese, per mettere le toppe giuste, per mascherare le lacune tecniche del club irpino, nell' attesa che giovani promettenti crescano. "Non ho fatto tanta strada per perdere tempo, so come si prepara una formazione, con un po' di tempo l' Avellino diventerà una signora squadra". E ieri ha invischiato nella sua ragnatela la Salernitana di Colomba, che "non è riuscita una volta ad arrivare in porta con la palla al piede", ha commentato Orrico. Un' analisi condivisa anche dall' allenatore avversario, che ha fatto autocritica "perché la Salernitana non è riuscita ad esprimere il normale volume di gioco". Ci ha rimesso lo spettacolo: Avellino e Salernitana hanno tirato in porta sì e no una decina di volte. Emozioni? Neanche a pagarle: non potevano offrirle né Luiso, marcato a vista da Grassadonia, né Ferrante, non ancora in condizione, sostituito dopo quarantacinque minuti da Spinelli. Il gol poteva quindi essere solo casuale e giungeva al 63' , quando Calvaresi, un ragazzino bocciato da Boniek che ne aveva proposto la vendita, entrato da appena un minuto, ha raccolto un colpo di testa all' indietro di Luiso e ha trovato il tempo e la coordinazione giusta per un controllo di petto e una battuta al volo di sinistro che ha sorpreso il portiere. E' stata l' invenzione che ha risolto un derby duro ma corretto, nervoso e tattico. La partita si è aperta con l' Avellino aggressivo, ma poi la Salernitana si è presto impadronita del centrocampo, ostruendo subito le fonti del gioco irpino. Alla squadra di Orrico non è rimasta che la soluzione dei lanci lunghi, comunque inutile. Ma anche la Salernitana ha avuto i suoi problemi di impostazione: Orrico ha schierato Bortoluzzi sulla fascia destra per frenare le incursioni di Grimaudo. E proprio al terzino granata è capitata l' occasione più favorevole al 41' : solo davanti al portiere Visi, ha sprecato tirando debolmente. Il riposo non ha cambiato la sostanza delle cose e il corso della partita, indirizzato verso il più classico degli 0-0, è stato deviato solo dalla mossa di Orrico, che ha sostituito Esposito con Calvaresi. "Mossa vincente? Beh, l' allenatore dovrà pur fare qualcosa per meritarsi lo stipendio", commenterà Orrico con una battuta e un sorriso, a fine partita. L' ultima mezz' ora è poi diventata una mischia a tutto campo, una lotta su ogni pallone, con il portiere dell' Avellino Visi protagonista, bravo ad opporsi a una punizione di De Silvestro e ad una di Logarzo, quest' ultima fatta ripetere due volte dall' arbitro Bolognino, e costata l' espulsione (per doppia ammonizione) all' avellinese De Iuliis. Il risultato non è cambiato, "perché - come ha ammesso lo stesso Colomba - la Salernitana non è squadra che gioca di riflesso, ma produce di suo" e non poteva certo aiutarla il disordine finale.

Poggio
30-04-2008, 09.21.15
Avellino, che insulti ai giocatori

Repubblica — 21 ottobre 1999 pagina 45 sezione: SPORT
QUALCOSA è successo. Altrimenti, la squadra non avrebbe mandato il capitano Trinchera a dire che "non serve un allenatore che ci maltratti, ma serenità nello spogliatoio". Qualcosa è successo, anche se adesso tra una ventina di giocatori dell' Avellino (C1/B) e il loro tecnico, Lorenzo Mancàno, 39 anni, allievo e pare figlio prediletto di Zeman, c' è stato un chiarimento. Stadio Partenio, 48 ore fa. Mancàno è appena arrivato all' Avellino, dove hanno perso il gusto del grande calcio, dopo dieci iripetibili anni di serie A, ma non il gusto di cambiare tre- quattro allenatori all' anno. Il presidente è lo stesso di sempre, del resto: Antonio Sibilia. Che, appunto lunedì scorso, ne ha cacciato uno, Vittorio Belotti, con una motivazione davvero inedita: "Voleva fare di testa sua la formazione". Insomma Belotti va via e al suo posto arriva Mancàno. Che pare avere tutte le caratteristiche per piacere al padre-padrone del calcio irpino: è un duro, un sergente di ferro. Forse troppo: raccontano allo stadio che si sarebbe presentato al primo allenamento per cantarne quattro ai giocatori, mongoloidi e handicappati. Apriti cielo. La squadra va in delegazione e con Sibilia sono scintille. Come previsto, il presidente spalleggia il suo tecnico. Di più, Mancàno guadagna mille punti nella personalissima stima del suo datore di lavoro: "Quando il capocantiere va d' accordo con l' operaio, io licenzio tutt' e due - dice Sibilia -. Belotti era troppo amico dei giocatori. Questo nuovo invece mi piace, li fa lavorare. E se ora per caso mi chiedessero di mandarlo via, io caccerei subito loro, i giocatori". La squadra si guarda bene dal chiedere il licenziamento, dopo 24 ore, del nuovo tecnico. Nessuno di loro, dopo il fallito tentativo di discutere Mancàno, si sente di confermare gli insulti che avrebbero ricevuto al primo giorno di lavoro. "Ma insomma... ha usato toni un po' bruschi, ecco tutto: al primo allenamento davvero non ce lo aspettavamo". E Mancàno? Tiene soprattutto a non fare brutta figura e chiama i giornalisti. "Non è vero quello che sento - dice -: ho solo detto ai giocatori, riferendomi a un esercizio atletico e notando una scarsa applicazione, che l' avrebbero fatto meglio dei disabili. Ma non intendevo offendere nessuno, tantomeno persone che hanno la sfortuna di avere un handicap fisico. Volevo solo scuoterli un po' . In fondo, sono ad Avellino da poche ore. L' impatto è stato traumatico, però dobbiamo conoscerci meglio e lo stiamo facendo". - di FRANCESCO RASULO

Fenrir
10-05-2008, 00.21.20
Quanto a Giordano è meglio che non ironizzi sul fatto che ho giocato nell' Avellino. Certi giocatori che hanno pensato sempre ai soldi e alla bella vita dovrebbero andare ad Avellino e imparare che ci sono molte altre cose. E dopo Avellino ho vinto due scudetti e tre Coppe, alla Lazio mi sembra che lui abbia collezionato solo retrocessioni".

Tacconi sei il mio mito!... :clap::clap::clap:

Poggio
30-09-2008, 19.19.45
QUEI POVERI MILIARDARI DI AVELLINO

Repubblica — 22 novembre 1984 pagina 31 sezione: SPORT
AVELLINO - Il mezzobusto televisivo locale non vuole sentire storie. "Angelì, prima di prendertela con me, vai a fa' l' allenatore nello spogliatoio". Rissa evitata per miracolo, vietato ridere di calcio anche quando la classifica va bene. Sui muri di Avellino il coordinamento dei club promette di "evidenziare l' incondizionato disprezzo anche in modo energico" contro tutti i "corvi" che vogliono impossessarsi della squadra. "Semplice - dice il direttore generale dell' Avellino Pierpaolo Marino - ora abbiamo nove punti, una situazione economica florida. E' partita la corsa alla dirigenza". In questa dirigenza non c' è più da tempo don Antonio Sibilia, in carcere per storie di camorra. In sede una sua grande foto. "Non lo vedo da un anno e mezzo - dice Marino - sta male, non credo abbia troppa voglia di pensare a noi". Sibilia possiede ancora un terzo della società. "In teoria potrebbe anche nominare un delegato, ma non lo ha mai fatto". Un gruppo di costruttori, come da tradizione, ha ora la maggioranza. Il governo è in mano ai giovani: Marino, laureato in biologia, moglie avvocato, ha trent' anni. Di Somma, abbandonato il calcio attivo, fa il direttore sportivo. L' Avellino è uscito dall' ultimo mercato con un attivo di tre miliardi. La Juventus è in passivo di denaro e gol dopo aver attinto a piene mani dalla squadra campana. "Sarà difficile fare ancora affari con loro...". E la storia si ripete puntualmente ogni anno. Ogni anno l' Avellino copre con operazioni di mercato il deficit di gestione, cambiando una buona metà dei titolari. "Noi andiamo cercando un giocatore particolare: deve essere il giovane di serie B che ha bisogno di sfondare. Oppure quello un po' più grandicello, il calciatore navigato che cerca il rilancio". Per semplificare: il Colombo, che ha già fatto tre gol, oppure il Colomba. Ma c' è una fatica supplementare. "Sentite questa lista: Scala, Marocchino, Ambu, Selvaggi, Vincenzi, De Rosa, Zanone, Montesano, Penzo, Storgato, Prandelli. Tutti giocatori che hanno rifiutato il trasferimento. Pensano che questo sia un paese in mezzo alle montagne, mal collegato. Contro di noi, in solidarietà con Scala, scioperarono serie A e serie B. Dipende molto dalla famiglia: a differenza di una volta, le mogli non accettano più di cambiare città come pacchi postali. E allora Avellino non offre niente. Almeno così pensano". Torniamo al mercato. "Quest' anno abbiamo venduto Favero e Limido alla Juventus per 4500 milioni. Poi Schiavi, Osti e Cervone. Abbiamo dovuto rifare la difesa, dopo l' abbandono di Di Somma. Ci è andata abbastanza bene, abbiamo subìto un solo gol su azione, in assoluto ne abbiamo incassato uno più del Verona. Abbiamo acquistato Coccia a San Benedetto, Amodio a Cava, Lucarelli a Pistoia, Colombo a Monza, Zandonà ad Arezzo. Più tre giocatori di serie A: Ferroni, Garuti e Casale. Squadra rifatta per sei undicesimi". Schiavi, nato vicino ad Ascoli, è stato scoperto e comprato per poche centinaia di milioni. Quest' anno è stato rivenduto proprio all' Ascoli con un attivo netto di circa 1300 milioni. Juary, acquistato a seicento milioni in Brasile, fu rivenduto all' Inter due anni dopo. "Esattamente 3600 milioni - dice Marino - ci abbiamo guadagnato un miliardo". Poi altri colpi di mercato (la vendita, naturalmente...) sono stati Vignola, Tacconi, Piotti, Criscimanni. Questi numeri fanno pensare che il prossimo acquisto di una grande squadra sarà proprio Pierpaolo Marino. Ma è tutto merito suo? "Abbiamo quattro osservatori, non chiedetemi i nomi, che vanno in giro ogni domenica per noi. Il campionato più importante è la serie B. Io ho una specie di abbonamento, mi faccio mandare anche le videocassette dei match più importanti. E' chiaro, lì si vede un' altra partita: ma mi serve per un primo orientamento. E comunque ho pensato anche al vivaio. Altro che legge 91, i giovani non vanno abbandonati. Un Dell' Anno nato da queste parti non finirà più alla Lazio. I ragazzi che nascono qui, qui devono restare. Lo straniero me lo consigliò proprio Juary: Barbadillo è costato 800 mila dollari, come rendimento non ha eguali in serie A. In rapporto al prezzo, naturalmente". Si chiama Geronimo, peccato lo chiamino tutti Gerry. Un personale contributo alla rifondazione dell' Avellino l' ha dato anche l' illustrissimo tifoso Ciriaco De Mita. E' stato lui a trovare lo sponsor. Giacinto Pelosi, avvocato, presidente per sei mesi nel dopo-Sibilia, è sicuro: "La situazione è ottima. Molti si fanno vivi adesso per rilevare la squadra". L' attuale presidente Pecoriello: "E' solo propaganda elettorale". E poi c' è Antonio Valentin Angelillo. Arrivato in serie A a 47 anni, dopo aver allenato l' Angelana, il Montevarchi, il Chieti, il Brescia, la Reggina... "Sa qual è stata la mia sfortuna? Avevo la fama del puttaniere. Me la son portata sempre appresso, molti altri campioni sono stati lasciati in pace. Io nel frattempo mi sono fatto una famiglia, e un sedere così in provincia. E che succede? Succede che, tornato in serie A, ritrovo sui giornali la mia foto insieme alla solita ballerina, come se il tempo si fosse fermato. E se mia figlia vede quella fotografia?". "Ho lavorato per anni in silenzio. Non ho mai telefonato a nessuno: serie D e dilettanti all' Angelana: facevo il giocatore e l' allenatore. A Montevarchi, dopo una promozione, me ne andai perchè non pagavano i giocatori. A Campobasso avevamo anche un' orchestra che ci veniva dietro, arrivammo secondi in C. A Brescia restai due anni: c' erano Altobelli e Beccalossi. Lì persi il primo tram per la serie A. A Reggio Calabria la squadra era seconda: Matacena, quello dei traghetti, mi buttò fuori perchè diceva che in trasferta giocavo per il pareggio. Poi due anni a Pescara: avevano raccolto trentamila firme per il vecchio tecnico: ho accettato perchè mi volevo comperare una casa. Tornammo in serie A, l' anno dopo velocissimo esonero". "Poi, quattro bellissimi anni ad Arezzo: dalla C alla B con buoni punteggi; a quel punto dovevo cambiare: sono arrivato ad Avellino che c' era la squadra già fatta. Ed era fatta bene. L' importante è avere una società che ti fa lavorare in pace, senza presidenti che vogliono fare la formazione. Importante è il contributo della gente, ma guai a farsi prendere la mano: allora i giocatori ti passano sopra, ognuno vuol dire la sua, tifosi compresi. E si finisce come a Firenze. Io di società serie me ne intendo. Sono stato per anni con Moratti, che sotto l' albero di Natale aveva sempre un regalo per me. Poi sono andato pure a Roma: là il pubblico era splendido, la stampa ossessionante. E ci pagavano con gli assegni scoperti". "Vede, io che sono figlio di un macellaio, ho sempre detto una cosa: il giocatore è pagato per giocare, l' allenatore è pagato per far giocare. Ma tu arrivi in certe città e trovi i santoni, gli intoccabili. Se tu provi a metter fuori questo o quello, la piazza si rivolta, tutti sono contro di te, non conta la classifica. Ma è il destino. Ora ci si riempie la bocca di zona: ma se io mi metto a fare la zona qui quanto dura? Al massimo due settimane... La può fare Liedholm, che ha un contratto lungo, che ha la possibilità di pianificare e programmare... e poi domenica l' ho visto difendersi con nove uomini. Io invece fatico per la mia piccola strada e vedo pure i risultati. Ora non definiscono più l' Avellino una squadra scorbutica: sono ben preparati e ci sappiamo pure accontentare. Io dico a Diaz: fammi dodici gol così te ne vai in una grande squadra. Ma prima mi salvi l' Avellino!". Cose che succedono in mezzo a quelle montagne. Colomba, vissuto per anni a Bologna, dice: "Ogni città è uguale, per chi fa questo mestiere. E ogni città può darti stimoli diversi". Peccato che ad Avellino vada bene solo la squadra. E che la ricostruzione sia ferma. Ma questa è tutta un' altra storia. - dal nostro inviato GIUSEPPE SMORTO

Due Calzini
30-09-2008, 22.17.06
nu miliardo e quattro per Garuti???:sorpreso:


Però, in "compenso", 100 milioni di ingaggio annuale. Dico, 100 milioni all'anno per un calciatore di SERIE A...che tempi, che tenerezza. :paura:

Due Calzini
30-09-2008, 22.28.29
QUEI POVERI MILIARDARI DI AVELLINO

Repubblica — 22 novembre 1984 pagina 31 sezione: SPORT
AVELLINO - Il mezzobusto televisivo locale non vuole sentire storie. "Angelì, prima di prendertela con me, vai a fa' l' allenatore nello spogliatoio". Rissa evitata per miracolo, vietato ridere di calcio anche quando la classifica va bene. Sui muri di Avellino il coordinamento dei club promette di "evidenziare l' incondizionato disprezzo anche in modo energico" contro tutti i "corvi" che vogliono impossessarsi della squadra. "Semplice - dice il direttore generale dell' Avellino Pierpaolo Marino - ora abbiamo nove punti, una situazione economica florida. E' partita la corsa alla dirigenza". In questa dirigenza non c' è più da tempo don Antonio Sibilia, in carcere per storie di camorra. In sede una sua grande foto. "Non lo vedo da un anno e mezzo - dice Marino - sta male, non credo abbia troppa voglia di pensare a noi". Sibilia possiede ancora un terzo della società. "In teoria potrebbe anche nominare un delegato, ma non lo ha mai fatto". Un gruppo di costruttori, come da tradizione, ha ora la maggioranza. Il governo è in mano ai giovani: Marino, laureato in biologia, moglie avvocato, ha trent' anni. Di Somma, abbandonato il calcio attivo, fa il direttore sportivo. L' Avellino è uscito dall' ultimo mercato con un attivo di tre miliardi. La Juventus è in passivo di denaro e gol dopo aver attinto a piene mani dalla squadra campana. "Sarà difficile fare ancora affari con loro...". E la storia si ripete puntualmente ogni anno. Ogni anno l' Avellino copre con operazioni di mercato il deficit di gestione, cambiando una buona metà dei titolari. "Noi andiamo cercando un giocatore particolare: deve essere il giovane di serie B che ha bisogno di sfondare. Oppure quello un po' più grandicello, il calciatore navigato che cerca il rilancio". Per semplificare: il Colombo, che ha già fatto tre gol, oppure il Colomba. Ma c' è una fatica supplementare. "Sentite questa lista: Scala, Marocchino, Ambu, Selvaggi, Vincenzi, De Rosa, Zanone, Montesano, Penzo, Storgato, Prandelli. Tutti giocatori che hanno rifiutato il trasferimento. Pensano che questo sia un paese in mezzo alle montagne, mal collegato. Contro di noi, in solidarietà con Scala, scioperarono serie A e serie B. Dipende molto dalla famiglia: a differenza di una volta, le mogli non accettano più di cambiare città come pacchi postali. E allora Avellino non offre niente. Almeno così pensano". Torniamo al mercato. "Quest' anno abbiamo venduto Favero e Limido alla Juventus per 4500 milioni. Poi Schiavi, Osti e Cervone. Abbiamo dovuto rifare la difesa, dopo l' abbandono di Di Somma. Ci è andata abbastanza bene, abbiamo subìto un solo gol su azione, in assoluto ne abbiamo incassato uno più del Verona. Abbiamo acquistato Coccia a San Benedetto, Amodio a Cava, Lucarelli a Pistoia, Colombo a Monza, Zandonà ad Arezzo. Più tre giocatori di serie A: Ferroni, Garuti e Casale. Squadra rifatta per sei undicesimi". Schiavi, nato vicino ad Ascoli, è stato scoperto e comprato per poche centinaia di milioni. Quest' anno è stato rivenduto proprio all' Ascoli con un attivo netto di circa 1300 milioni. Juary, acquistato a seicento milioni in Brasile, fu rivenduto all' Inter due anni dopo. "Esattamente 3600 milioni - dice Marino - ci abbiamo guadagnato un miliardo". Poi altri colpi di mercato (la vendita, naturalmente...) sono stati Vignola, Tacconi, Piotti, Criscimanni. Questi numeri fanno pensare che il prossimo acquisto di una grande squadra sarà proprio Pierpaolo Marino. Ma è tutto merito suo? "Abbiamo quattro osservatori, non chiedetemi i nomi, che vanno in giro ogni domenica per noi. Il campionato più importante è la serie B. Io ho una specie di abbonamento, mi faccio mandare anche le videocassette dei match più importanti. E' chiaro, lì si vede un' altra partita: ma mi serve per un primo orientamento. E comunque ho pensato anche al vivaio. Altro che legge 91, i giovani non vanno abbandonati. Un Dell' Anno nato da queste parti non finirà più alla Lazio. I ragazzi che nascono qui, qui devono restare. Lo straniero me lo consigliò proprio Juary: Barbadillo è costato 800 mila dollari, come rendimento non ha eguali in serie A. In rapporto al prezzo, naturalmente". Si chiama Geronimo, peccato lo chiamino tutti Gerry. Un personale contributo alla rifondazione dell' Avellino l' ha dato anche l' illustrissimo tifoso Ciriaco De Mita. E' stato lui a trovare lo sponsor. Giacinto Pelosi, avvocato, presidente per sei mesi nel dopo-Sibilia, è sicuro: "La situazione è ottima. Molti si fanno vivi adesso per rilevare la squadra". L' attuale presidente Pecoriello: "E' solo propaganda elettorale". E poi c' è Antonio Valentin Angelillo. Arrivato in serie A a 47 anni, dopo aver allenato l' Angelana, il Montevarchi, il Chieti, il Brescia, la Reggina... "Sa qual è stata la mia sfortuna? Avevo la fama del puttaniere. Me la son portata sempre appresso, molti altri campioni sono stati lasciati in pace. Io nel frattempo mi sono fatto una famiglia, e un sedere così in provincia. E che succede? Succede che, tornato in serie A, ritrovo sui giornali la mia foto insieme alla solita ballerina, come se il tempo si fosse fermato. E se mia figlia vede quella fotografia?". "Ho lavorato per anni in silenzio. Non ho mai telefonato a nessuno: serie D e dilettanti all' Angelana: facevo il giocatore e l' allenatore. A Montevarchi, dopo una promozione, me ne andai perchè non pagavano i giocatori. A Campobasso avevamo anche un' orchestra che ci veniva dietro, arrivammo secondi in C. A Brescia restai due anni: c' erano Altobelli e Beccalossi. Lì persi il primo tram per la serie A. A Reggio Calabria la squadra era seconda: Matacena, quello dei traghetti, mi buttò fuori perchè diceva che in trasferta giocavo per il pareggio. Poi due anni a Pescara: avevano raccolto trentamila firme per il vecchio tecnico: ho accettato perchè mi volevo comperare una casa. Tornammo in serie A, l' anno dopo velocissimo esonero". "Poi, quattro bellissimi anni ad Arezzo: dalla C alla B con buoni punteggi; a quel punto dovevo cambiare: sono arrivato ad Avellino che c' era la squadra già fatta. Ed era fatta bene. L' importante è avere una società che ti fa lavorare in pace, senza presidenti che vogliono fare la formazione. Importante è il contributo della gente, ma guai a farsi prendere la mano: allora i giocatori ti passano sopra, ognuno vuol dire la sua, tifosi compresi. E si finisce come a Firenze. Io di società serie me ne intendo. Sono stato per anni con Moratti, che sotto l' albero di Natale aveva sempre un regalo per me. Poi sono andato pure a Roma: là il pubblico era splendido, la stampa ossessionante. E ci pagavano con gli assegni scoperti". "Vede, io che sono figlio di un macellaio, ho sempre detto una cosa: il giocatore è pagato per giocare, l' allenatore è pagato per far giocare. Ma tu arrivi in certe città e trovi i santoni, gli intoccabili. Se tu provi a metter fuori questo o quello, la piazza si rivolta, tutti sono contro di te, non conta la classifica. Ma è il destino. Ora ci si riempie la bocca di zona: ma se io mi metto a fare la zona qui quanto dura? Al massimo due settimane... La può fare Liedholm, che ha un contratto lungo, che ha la possibilità di pianificare e programmare... e poi domenica l' ho visto difendersi con nove uomini. Io invece fatico per la mia piccola strada e vedo pure i risultati. Ora non definiscono più l' Avellino una squadra scorbutica: sono ben preparati e ci sappiamo pure accontentare. Io dico a Diaz: fammi dodici gol così te ne vai in una grande squadra. Ma prima mi salvi l' Avellino!". Cose che succedono in mezzo a quelle montagne. Colomba, vissuto per anni a Bologna, dice: "Ogni città è uguale, per chi fa questo mestiere. E ogni città può darti stimoli diversi". Peccato che ad Avellino vada bene solo la squadra. E che la ricostruzione sia ferma. Ma questa è tutta un' altra storia. - dal nostro inviato GIUSEPPE SMORTO





Questo pezzo...mamma mia, lascia senza parole.

Come è possibile che di quella società ideale, modello Empoli o Reggina attuali, basata sulla competenza assoluta (e non sul denaro!), sull'organizzazione, sulla lungimiranza, non sia rimasto più nulla...ma NULLA!!

All'epoca, leggendo l'articolo, eravamo da "capitolo 1 del manuale del saper far calcio", parafrasando Altafini. Oggi siamo l'esempio perfetto del caos calcistico: a livello dirigenziale, a livello manageriale, a livello economico, a livello tecnico...ad ogni livello!

Due Calzini
30-09-2008, 22.35.27
p.s. GIORDANO MERDA!:grr:



L'ignoranza del FALLITO (perché tale va considerato) in questione era ed è pari solo al suo essere un poco di buono.

Delinquentuccio di borgata.

Poggio
30-09-2008, 23.09.12
DUECENTO MILIARDI PUNTATI SUL CALCIO: I CONTI TORNANO?

Repubblica — 08 luglio 1984 pagina 26 sezione: SPORT
MILANO - Ha vinto l' inflazione, più di 200 miliardi di movimento per la sola serie A. Polverizzati tutti i record, si è chiuso in largo passivo per tutte le società. I 46 miliardi circa, partiti per l' estero, non torneranno più. Non sono riciclabili in Italia come avveniva in passato quando ad esempio, la Juventus acquistava da una provinciale il campione in erba, spendendo magari tanto. Allora tutto rimaneva circoscritto all' interno del calcio italiano. Tre o quattro anni fa in tutto il mercato si muovevano circa 25 miliardi. Quest' anno 25 miliardi di movimento li ha fatti l' Inter da sola, tra entrate ed uscite! Maradona il top-price, 13 miliardi ufficiali. Il Napoli si è indebitato sino alla follia. 20 miliardi di passivo, chissà come farà Ferlaino a coprirli. Avrà fatto bene i suoi calcoli, evidentemente. Sarà soddisfatto il suo allenatore, Marchesi: avrà a disposizione uno squadrone. Tutti hanno speso tanto, il Napoli più di ogni altro, l' Inter segue a ruota: 18 miliardi per avere Rumenigge, Brady, Mandorlini, il riscatto di Collovati e il ritorno di Juary. Una cifra enorme per Ernesto Pellegrini se si considera che 13 miliardi aveva già dovuto sborsarli per acquistare la società da Ivanoe Fraizzoli. (L' Inter doveva rientrare con le vendite di almeno 10 miliardi, gli è andata male. Ha piazzato Bagni e Serena per 5 miliardi complessivi, Coeck per un miliardo e mezzo e Beccalossi alla Samp in comproprietà per 700 milioni. Muller è stato prestato gratis al Como, Juary è ancora in cerca di sistemazione, forse lo prenderà la Cremonese in extremis. La Juventus ha speso e incassato. Ha finito sotto di 3 miliradi e mezzo. Pioli, Limido, Favero e Briaschi sono costati 11 miliardi complessivi. Ceduto il cartellino di Gentile, Tavola, Storgato, Penzo e Galderisi. Ha incassato 7 miliardi e mezzo. Fra le neopromosse è andata in rosso l' Atalanta che non ha venduto nessun giocatore della prima squadra. Ha comprato Osti, gli svedesi Larsson e Stromberg e ha riscattato Soldà. L' Avellino ha fatto la solita rivoluzione, ha speso 11 miliardi, ne ha incassati circa 10. Una squadra nuova di zecca. Hanno chiuso in attivo Como, Ascoli e Cremonese. La Sampdoria, che negli scorsi anni si era procurata una fama immeritata di spendacciona, ha chiuso con soli 100 milioni di passivo. Ma ha preso dei giovani, ha investito. E' finita in rosso anche la Lazio, grazie al no di Giordano e Manfredonia, rimasti a Roma. Il Milan: dicevano che Farina non aveva soldi... Ha tirato fuori 11 miliardi, forse qualcuno di più per Wilkins, Terraneo, Hateley, Virdis e Di Bartolomei. Ha incassato 4 miliardi fra Tacconi, Piotti e Collovati. Liedholm non si accontentava del materiale a disposizione, Farina ha esaudito i suoi desideri. Il Torino non è riuscito a prendere Collovati, si è salvato in extremis con Serena. Il suo bilancio è in rosso (un miliardo e mezzo), ma proprio Serena potrebbe essere l' investimento del futuro. - di FRANCO ROSSI

Poggio
30-09-2008, 23.10.55
BRADY SEGNA, L' INTER PAREGGIA A MONACO

Repubblica — 09 agosto 1984 pagina 27 sezione: OLIMPIADI
SI SONO DISPUTATE ieri sera alcune amichevoli di calcio. A Monaco, Inter e Bayern hanno pareggiato per 1-1. Al 63 i nerazzurri sono passati in vantaggio con Brady. Il Bayern ha pareggiato a dieci minuti dal termine con Lerby su calcio di rigore. Pareggio senza reti per Cesena e Milan, mentre il Torino ha battuto per 1-0 il Pro Vercelli con un gol di Schachner. Undici gol per l' Avellino che ha sconfitto la squadra dei dilettanti dell' Acqualagna. In evidenza Diaz ed il giovane Poliselli con tre gol ciascuno. Larga vittoria anche per il Como (6-0 contro la Chiavennese): hanno segnato Guerrini, Bruno, Centi, Di Donà, Muller, Manarin. Quattro gol invece del Vasca da Gama alla Triestina. PROVE A IMOLA - La pioggia intermittente ha disturbato ieri a Monza la seconda giornata di prove tecniche per Ferrari, Renault, McLaren, Lotus, Alfa Romeo e Williams in vista del Gran Premio d' Italia che si correrà il nove settembre. Alboreto ha potuto compiere soltanto alcuni giri, poi la pioggia lo ha costretto a fermarsi. Alle macchine di Maranello sono state apportate alcune modifiche alle sospensioni, gli scivoli posteriori, le plance laterali, gli scambiatori. Il miglior tempo è stato ottenuto da Rosberg con 1' 32"75 sul giro. ROMA, TOURNEE IN SPAGNA - La Roma lascia oggi il ritiro di Caldaro. La partenza è prevista questa mattina in pullman fino a Milano dove la comitiva giallorossa, guidata dal tecnico Eriksson e da Clagluna, si imbarcherà per raggiungere Barcellona in aereo e quindi La Coruna dove la Roma disputerà alcune partite amichevoli. Eriksson aveva fatto ieri un salto a Bolzano per "osservare" il Milan di Liedholm ed è rimasto molto impressionato da Hateley e dal suo gioco di testa. ALPINISMO - La spedizione teramana composta da tre alpinisti del Cai di Teramo e da due medici, partita un mese fa sotto la guida di Attanas e Di Felice ha raggiunto la vetta del Pik Khrzhenevskaia a 7.015 metri sull' altopiano del Pamir.

Due Calzini
30-09-2008, 23.13.02
offro una cena ad ostriche e champagne (con puttanone a corredo) a chi mi sa dire che fine ha fatto POLISELLI...:fuma:

Poggio
30-09-2008, 23.17.56
MA NON SI VIVE DI SOLO MARADONA

Repubblica — 14 novembre 1984 pagina 27 sezione: SPORT
I SOLDI, oltre a non fare la felicità, non fanno la classifica e questo in parte si sapeva. Contasse quello che le società hanno speso in estate, oggi avremmo il Napoli nettamente primo, seguito da Milan, Juve, Inter, Verona, Atalanta, Samp, Fiorentina, Roma, Udinese, Como, Lazio, Torino, Ascoli, Cremonese e Avellino. Curiosamente, testa e coda sono in Campania: il Napoli con un passivo vicino ai 20 miliardi, l' Avellino con un attivo di 5 miliardi. Eh, la Juve sarà avellinizzata, ma chi lo dice che Favero e Limido non sono stati un affare? Per l' Avellino, certamente. Se la Juve, nella sua infinita bontà, arriva a spendere per Favero mezzo miliardo più di quanto il Torino abbia pagato Junior e a valutare Briaschi il doppio di Elkjaer e Hateley, affari suoi. Certi commenti, compreso questo, a distanza di qualche mese dalla campagna acquisti-cessioni possono sembrare comodi e impietosi, anche perchè si deve pensare che tutti gli acquirenti fossero in buonafede e speranzosi (Coeck e Muller sanissimi, Socrates un fulmine di guerra, Hernandez un leone). In verità basterebbe essere informati (torno a citare Socrates) e avere le idee chiare: sapere se occorre una punta (e di che tipo) o un centrocampista (e di che tipo), esattamente come chi va al mercato sa quanto radicchio gli serve, e quante mozzarelle. Lamentarsi dopo non serve, il menù non convince, i commensali si alzano dal tavolo (leggi, gli spettatori non sono entusiasti di pagare il biglietto). E' indubbio che l' oro di Napoli per Maradona rientra un po' alla volta nelle casse del Napoli, ma le spese per Maradona. e compagni non hanno risconto adeguato nella realtà agonistica, anche se fiammeggia la dimensione onirica. Per le società c' è sempre l' esame di riparazione sul mercato d' autunno, così sono arrivati ad Ascoli Marchetti e Dirceu, a Cremona Juary e forse Zmuda: ma le spese indicative restano quelle d' estate. Che bocciano la Juve, in termini economici, più della Roma. E' noto che hanno badato più a strangolarsi l' un l' altra che a rinforzarsi davvero, e difatti è folta la lista dei terzi litiganti che vogliono godere. C' è poi sempre un dubbio di fondo: è l' allenatore che chiede i giocatori nuovi (com' è d' uso a Verona) o se li trova già lì, belli e impacchettati da quegl' indescrivibili personaggi che sono i ds o dg, o dai presidenti-padri-padroni? Esempio: il riscatto di Iorio e gli acquisti di Antonelli e Buriani, mentre partivano Baldieri, Tovalieri e Strukely, li ha decisi Eriksson, Clagluna o chi altri? Lasciamo perdere. Il Verona ha speso quattro volte meno del Napoli, pochi nomi ma giusti. Milan e Inter hanno speso tanto ma bene, ma è sorprendente il bilancio del Torino (900 milioni di passivo) in rapporto alla resa della squadra. Mettiamoci pure Radice (gli allenatori non entrano nei bilanci del mercato), resta il fatto che il Toro ha una squadra molto competitiva senza essersi dissanguato: ed è un doppio affare, perchè adesso migliorerà anche gli incassi, richiamando un pubblico che il presidente Rossi da tempo giudica troppo freddino e distante. Ascoli e Cremonese hanno chiuso in attivo e sono passive in classifica, però con atteggiamenti molto dissimili. Ad Ascoli i tifosi s' arrabbiano e deve calmarli il vescovo (e poi arriva Boskov, mago di turno); a Cremona la prospettiva della serie B viene vissuta, se non in litizia, con molta dignità e buon senso. La simpatia non fa punti, ma in un calcio sempre più dilatato e incanaglito la Cremonese va lodata per la sua diversità: si può perdere e retrocedere senza tirare in ballo l' onore di una città e di una regione. Il record di bravura spetta all' Avellino, ovvero come intascare cinque miliardi e vivere tranquilli, con gli stessi punti della Juve. Merito di Angelillo, ma anche di Pierpaolo Marino, che ogni volta deve fare gli straordinari, perchè molti giocatori non vogliono andare ad Avellino. Poi finisce che ci vanno, disputano un gran campionato (occhio a Colombo, oltre al già citatissimo De Napoli), restano in A e aspettano che chiami la Juve di turno. - di GIANNI MURA

Poggio
30-09-2008, 23.22.24
NEL CALCIO POLARE FIRENZE IN FUGA

Repubblica — 11 gennaio 1985 pagina 29 sezione: SPORT
(f.b.). - Si giocherà quasi sicuramente sotto zero, ma si giocherà. Le società di serie A hanno speso decine di milioni per ingaggiare spalatori e tecnici: alcune addirittura hanno comprato in fretta e furia la turbina speciale che aspira la neve ammucchiandola ordinatamente ai bordi del prato. Sugli otto campi dove domenica si giocherà l' ultima giornata del girone d' andata ieri si è lavorato finchè c' è stata la luce. All' ora di pranzo in molte città è comparso anche il sole, ma la temperatura, quasi sempre, è rimasta saldamente sotto lo zero. Ad Avellino in particolare se tornerà a nevicare, difficilmente si farà in tempo a ripulire un' altra volta lo stadio, lo stesso discorso vale per Firenze dove comunque non si prevedono, per domenica, peggioramenti delle attuali condizioni meteorologiche. Ecco, ad ogni modo, la situazione partita per partita: ASCOLI-INTER - Ieri il campo, coperto da circa trenta centimetri di neve, è stato completamente spalato da una cinquantina di operai ingaggiati dalla società e dal comune. Tra oggi e domani si provvederà a liberare le tribune. Il terreno è molto duro. ATALANTA-SAMPDORIA - Il campo è protetto dai teloni che comunque in molte zone sono bloccati dal ghiaccio. Il terreno è durissimo ed il manto erboso in molte zone è rovinato. AVELLINO-VERONA - Ieri si è cominciato a liberare il campo con una turbina speciale che ha tolto uno strato di 70 cm di neve nella zona centrale. Oggi verrà completata l' opera di spalatura: alcuni club di tifosi si incaricheranno di ripulire le tribune. Verranno usati anche getti di acqua ad alta pressione. Per quanto riguarda il campo i tecnici della società e del comune hanno constatato che in alcune zone è completamente ghiacciato, in altre invece (dove batte il sole) ci sono pozzanghere di fango. FIORENTINA-NAPOLI - La Fiorentina ha raggiunto un accordo con il Comune: l' Assessorato allo sport si incaricherà tra oggi e domani di liberare le tribune dalla neve e dal ghiaccio. La società invece si occuperà del terreno di gioco. Cinque persone hanno cominciato ieri a sgombrare il prato con l' "aspiraneve". Il manto erboso per il momento è buono, il pericolo però può venire dalle frequenti gelate notturne. Oggi più di cinquanta operai lavoreranno per rendere agibile l' impianto. JUVENTUS-LAZIO - Uno strato nevoso di 4 centimetri è già stato già eliminato. Il campo è protetto con i teloni. Il problema è la bassissima temperatura di questi giorni: ieri mattina si sono toccati, nello stadio, i -13. La Juventus provvederà oggi a scoprire il campo: il manto erboso verrà cosparso di nitrato di calcio per evitare ulteriore gelate, ma i tecnici dubitano che il trattamento possa dare buoni risultati. MILAN-COMO - Il terreno, coperto dai teloni, è molto duro, in alcuni tratti è ghiacciato. Al Milan garantiscono un terreno di gioco ottimale, patto che la temperatura non scenda ulteriormente. ROMA-TORINO - Il campo è coperto da un leggero strato di neve. Non vi sono teloni. Nelle zone in ombra il campo è abbastanza scivoloso. UDINESE-CREMONESE - Ieri pomeriggio i tecnici della società hanno fatto un sopralluogo. Sotto i teloni vi è uno strato uniforme di ghiaccio (2 centimetri). Anche le tribune sono gelate. La società provvederà domani a rimuovere il ghiaccio ed a cospargere il campo di sale.

Aldair
30-09-2008, 23.26.41
offro una cena ad ostriche e champagne (con puttanone a corredo) a chi mi sa dire che fine ha fatto POLISELLI...:fuma:
Ha aperto a Barra, dove è nato, un'impresa individuale, la "Poliselli Pasquale Arturo" che nel 2001-02 ha ottenuto un finanziamento dal comune di Napoli

Bando di Concorso per l'Assegnazione di Agevolazioni alle Piccole Imprese delle Aree Nord ed Est di Napoli (ai sensi della Legge n° 266/97 e del D.M. n° 225/98)
Annualità 2001-2002



ps le ostriche non mi piacciono e sono astemio... va bene anche solo il puttanone.:fuma::D

Poggio
30-09-2008, 23.35.01
VIGNOLA RITORNA A VERONA SOCRATES AL CORINTHIANS?

Repubblica — 03 luglio 1985 pagina 30 sezione: SPORT
MILANO - Niente Serena-day, tutto è rinviato, non per questo il mercato si ferma. Ieri Beniamino Vignola, già bella speranza prima del Verona e poi dell' Avellino, dalla Juventus è passato, nuovamente alla società d' origine: il Verona appunto. La trattativa è stata portata avanti da Pietro Giuliano direttore sportivo della Juventus e da Emiliano Mascetti, direttore sportivo dei neo campioni d' Italia e si è conclusa sulla base di cinque miliardi in contanti. Pagamento biennale, come è nelle norme, il colloquio è durato poco, una mezz' ora sì e no, si è concluso con una stretta di mano. La Fiorentina ha deciso di disfarsi di Socrates, Agroppi non ha bisogno del "dottore", un emissario del conte Pontello è volato in Brasile ed ha offerto al Corinthians il cartellino di Socrates. Nemmeno una lira, tutto gratis, ma c' è un intoppo: il Corinthians non vuole pagare gli ottocentomila dollari di ingaggio, un miliardo e seicento milioni di lire. Una cifra del genere nessun club brasiliano è in grado di sostenerla, vista la crisi dell' intero calcio sudamericano. Un altro brasiliano, Pedrinho, non tornerà più in Italia. Il Vasco da Gama si è rivolto alla Fifa, il Catania non avrebbe pagato la terza rata, di conseguenza niente più Pedrinho alla società siciliana. L' Avellino ieri ha fatto un movimento incredibile; ha acquistato il difensore Galvani dalla Cremonese. In un primo momento sembrava che la trattativa dovesse svolgersi sulla base di uno scambio con Faccini e l' ovvia aggiunta di un conguaglio. Invece si è conclusa per contanti, due miliardi e 800 milioni, un autentico primato per l' Avellino, un tempo famosa per acquistare a poco e vendere a molto. Evidentemente ora tutto è cambiato, i dirigenti irpini adottano un' altra strategia. L' Avellino ha anche ingaggiato l' atalantino Agostinelli, un miliardo per tre anni, successivamente hanno concluso l' acquisto di Benedetti dal Genoa. Anche una cessione: quella di Casale al Cagliari, un miliardo e duecento milioni di lire. Poi l' annuncio a sensazione: "Mettiamo all' asta De Napoli, chi lo vuole si faccia avanti". Queste le precise parole. Subito si è fatta la fila fuori del box dell' Avellino, Napoli, Fiorentina e Torino. Il Napoli particolarmente accanito, Italo Allodi è disposto a mettere sul piatto della trattativa ben tre giocatori: Celestini, Carannante e Caffarelli. Incredibile ma vero l' Avellino vuole anche un conguaglio. A queste condizioni non se ne farà nulla. Il Lecce continua ad essere circondato da mediatori che offrono giocatori stranieri. Fascetti, ieri per la prima volta a Milanofiori chiederà ad Eriksson notizie su Carlos Manuel, mezza punta portoghese del Benfica. Costa poco, meno di un miliardo di lire, ma le referenze, almeno al momento non sono delle migliori. La Fiorentina ha contattato la Roma per avere Cerezo, ma è talmente complessa per quanto riguarda gli stranieri la situazione della società giallorossa che per il momento non se ne farà nulla. Dino Viola porterà in Lega la situazione Falcao: chiedere la rescissione del contratto. Difficilmente sarà accontentato, se non cederà Cerezo entro venerdì prossimo alle 20.00 non potrà tesserare Boniek. Il Napoli ha ceduto al Bologna il centrocampista Walter De Vecchi, uomo mercato dell' anno scorso, per novecento milioni. Nell' operazione Lorenzo la Sampdoria ha ceduto al Catanzaro l' attaccante Brondi, Mantovani avrà uno sconto di un miliardo. Masi è stato trasferito dal Pisa al Catanzaro, ha accettato. Francesco Graziani richiesto da due società: Avellino e Verona, ha chiesto ventiquattr' ore di tempo per dare una risposta. L' Inter ha esonerato l' allenatore in seconda Giancarlo Cella. Qualche tempo fa lo stesso Cella era stato rimproverato dal presidente Pellegrini per aver redatto un rapporto insoddisfacente sul Real Madrid alla vigilia della gara di ritorno di Coppa Uefa. Forse l' esonero è uno strascico di quella polemica. Al suo posto l' Inter ha ingaggiato Cleonte Zat, già secondo di Enzo Ferrari al Saragozza. Sempre in casa interista: possibile l' ingaggio di Bugatti quale allenatore dei portieri. Il Bari ha acquistato dall' Arezzo il portiere Pellicanò e il terzino Carbone. - di FRANCO ROSSI

Poggio
30-09-2008, 23.37.41
BATTISTINI A FIRENZE SABATO ANDRA' AL MILAN

Repubblica — 06 luglio 1985 pagina 27 sezione: L' ULTIMO GIORNO DI MERCATO
MILANO - E' finito il calciomercato, il calciomercato continua. Battistini alla Fiorentina, non nel giugno prossimo ma da ieri, il contratto è stato firmato da Ranieri Pontello e da Giussy Farina. E' il colpo delle 8 meno dieci, quello che manda in tilt cronisti, operatori e tifosi. La trattativa non è stata semplice, la Fiorentina da tempo ha fatto firmare un contratto a partire dal primo luglio 1986 al giocatore, si è parlato anche di un congruo acconto, c' è stata una feroce polemica tra Farina e la società viola. Il Milan ha scelto la strada del guadagno, piuttosto che cedere Battistini tra un anno, a parametro, tre miliardi sì e no, ieri l' ha ceduto con dodici mesi di anticipo. In cambio 6 miliardi, 4 quest' anno e 2 tra dodici mesi più il giovane centrocampista Bortolazzi. Nella trattativa di sfuggita è entrata anche l' Inter che ad un certo punto stava per concludere il trasferimento di Sabato al Milan. C' è ancora qualche dettaglio da limare, qualche piccolo problema da risolvere ma entro una settimana Sabato passerà dall' Inter al Milan, Giussy Farina dovrebbe averla spuntata per quanto riguarda l' ormai famosa clausola su Serena. Sabato è legato all' Inter da un contratto pluriennale, ora si cerca di legalizzare la manovra, magari con una rescissione consensuale del contratto; successivamente il giocatore, praticamente svincolato, si appoggerà al Milan con il consenso dell' Inter che nell' operazione incasserà circa tre miliardi e mezzo. Altro caso complicato che si risolverà entro sette giorni è quello di De Napoli che passerà al Napoli. Ieri i dirigenti dell' Avellino inutilmente hanno cercato di far firmare al giocatore un contratto pluriennale, niente da fare, De Napoli vuole rimanere in Irpinia ancora un anno, nel giugno 86 sarà libero di gestirsi con un miliardo e 700 milioni di lire. Anche qui solito ragionamento, meglio tanti soldi adesso che pochi tra un anno e di conseguenza l' Avellino venderà De Napoli nei prossimi giorni per una cifra vicina ai 5 miliardi, lo venderà al Napoli, ovviamente. Giro di stranieri incompiuto, l' Avellino in mattinata ne ha perso uno, Barbadillo, ne tessererà un altro, non c' è problema, alla Roma uno è di troppo, forse finirà a Firenze, da Firenze un altro ne andrà all' Avellino, queste le possibili ipotesi: Falcao dalla Roma alla Fiorentina, Socrates dalla Fiorentina all' Avellino, questa la più probabile. Altra ipotesi: Falcao alla Roma, Cerezo all' Avellino, Socrates rimane in viola. A questo proposito sembra che l' Avellino abbia in mano un documento , c' è chi dice addirittura un contratto firmato sia dalla Roma sia dal giocatore che avrebbe dato la piena accettazione. La terza ipotesi è la meno probabile: Cerezo alla Roma, Socrates rimane a Firenze e Falcao va ad Avellino. Come si vede il mercato non è finito, il termine delle ore 20 di ieri è un termine imposto dalla legge, un termine che vale poco, un termine che serve soltanto alle operazioni di piccolo cabotaggio, e da quello che è successo ieri nemmeno quelle. Barbadillo è passato all' Udinese per 1 miliardo e 400 milioni. L' Avellino ha ceduto anche Tagliaferri 1 miliardo e 900 dice il parametro, c' è stato uno scontro in quanto Tagliaferri tra qualche giorno diventerà militare. L' Inter ha acquistato un' attaccante, Franco Selvaggi, sarà lui la riserva di Altobelli e Rummenigge. Il Torino dopo aver perso Serena ha chiuso la sua campagna acquisti, ha cercato di prendere Di Chiara, il Lecce non l' ha ceduto. L' Udinese oltre ad aver acquistato Barbadillo ieri ha preso altri due giocatori: Causio che ha firmato per un anno e Chierico, 2 miliardi alla Roma. Il Verona perso Marangon ha acquistato dalla Cremonese il difensore Galbagini. L' Avellino, una delle società che più ha movimentato questo calcio-mercato ha sostituito Barbadillo con Alessandro Bertoni che la Fiorentina qualche settimana fa aveva riscattato dall' Arezzo. L' Atalanta, che aveva rispedito Larsson in Svezia, ha pescato il secondo straniero in serie B: dopo una breve trattativa ha ingaggiato Jan Peters. Al Genoa un miliardo e mezzo. Il Napoli ha molto comperato e poco venduto, ieri la società partenopea ha cercato di piazzare Domenico Penzo, non c' è riuscita. L' ha offerto al Catania che ha proposto al giocatore un ingaggio netto di 550 milioni annui, non gradita la città. Si è fatto poi avanti il Genoa, 400 milioni di ingaggio, troppo poco ha risposto Penzo che al momento rimane in forza al Napoli. Il Milan dopo aver venduto Battistini alla Fiorentina è riuscito a cedere anche Icardi al Como, qui il giocatore però ha mandato a monte l' intera operazione rifiutando il trasferimento. Juan Barbas, l' argentino acquistato recentemente dal Lecce, ha spedito al presidente del Saragozza, la sua ex società, una lettera nella quale rinuncia al 15 per cento che gli spetta per legge. Quindi ha rinunciato a 300 milioni, evidentemente per una questione di tasse, li recupererà in qualche maniera, magari attraverso qualche sponsor. Il Catania ha acquistato dalla Triestina il centrocampista Braglia, e successivamente l' attaccante Mandressi, l' uomo che Liedholm qualche anno fa con un pizzico di ottimismo definì il nuovo Resembrink. Il Cagliari ha acquistato Montesano dall' Udinese e Ermini dal Torino. Il Genoa ha messo a segno uno dei colpi più importanti della giornata per quanto riguarda la serie B: ha acquistato Oscar Tacchi per due miliardi e 600 milioni più Boito. Successivamente la società rossoblù, abilmente diretta da Sandro Mazzola ha acquistato il cagliaritano Piras in cambio di Bergamaschi. L' Udinese ha ufficializzato ieri sera il ritorno di Zico al Flamengo. Per l' operazione la società friulana incasserà soltanto 450 mila dollari. "Tutta colpa della vicenda giudiziaria - ha dichiarato Mazza - a fine marzo potevamo venderlo per 2 milioni e mezzo di dollari. Ad ogni modo abbiamo ottenuto l' opzione su Tita". La commissione disciplinare ha comminato sessanta milioni di multa all' Avellino per aver fatto figurare "gratuito" in Lega il trasferimento di un giocatore, in realtà avvenuto con un passaggio di denaro. Strukely (Pisa) è stato squalificato fino al 5 settembre prossimo. - di FRANCO ROSSI

Poggio
30-09-2008, 23.44.12
C' E' DEL MACHO IN DANIMARCA

Repubblica — 06 ottobre 1985 pagina 26 sezione: SPORT
PRIMA di Atene, Junior (8) teneva su il morale della compagnia raccontando gustosi episodi accaduti sul campo del Cobreloa, Cile. "Presi a pugni un fotografo perchè voleva picchiare un mio compagno col teleobiettivo: mi trovai con davanti i mitra della polizia caricati e puntati. Alzai le mani...". Ad Atene, almeno la polizia si è comportata bene, i granata ne sono usciti con qualche livido, un timpagno rotto (Zaccarelli), però stento a credere che Saravakos si sia fratturato il piede da solo, e il truce Gerothodoros spaccato la faccia da solo. L' andata a Torino, quanto a violenza, era stata un aperitivo... Sarà bene che qualche giocatore del Toro se lo ricordi, con l' Hajduk che a calcio sa giocare più dei greci e se c' è da menare non indietreggia: nell' amichevole con l' Avellino di Ivic è successo di tutto, ammoniti, espulsi e tre denti saltati a Sliskovic. A proposito di Ivic, gli traballa la panchina e immagino che lavorare gli sia reso difficile da intromissioni di vario tipo. A Ivic 7, a chi già contatta Marchesi una domanda: tre trasferte con Juve, Inter e Milan, il Verona al Partenio, quanti punti avrebbe dovuto collezionare Ivic per poter stare tranquillo? Tornando a Junior, ha detto una cosa da sottoscrivere in pieno: in coppa, i controlli antidoping sono indispensabili. Certe reazioni, certi isterismi (ma anche certe prestazioni) si spiegano solo con gli additivi chimici. Va beh che anche un premio di 15 o 20 milioni a vincere è doping, ma parliamo solo di "bombe". Quelli dell' Uefa (5) hanno previsto l' antidoping solo per le finali: come dire che, prima, va bene tutto. E invece va sempre meno bene, e non mi par molto chiedere che, accanto al delegato Uefa, ci sia anche un "neutrale" medico Uefa, per i controlli del caso. In Italia ci sono, ma lasciano perplessi. Venerdì la Disciplinare ha emesso la sentenza sul caso Marangon, in capo a 5 mesi. Il 5 maggio, dopo Verona-Como 0-0, Marangon (6+) si presenta al controllo con un flaconcino che contiene la pipì d' un altro. Totale: 5 milioni di multa e va là che vai bene. Tra parentesi, quella sua è risultata più "negativa". E allora che bisogno c' era di farsi prestare dei liquidi? E non è che qui si richieda la sua impiccagione in piazza, però non è giusto che, per la stessa infrazione o furbata, un ciclista debba stare fermo un mese e un calciatore se la cavi con un' ammenda. E' stata la settimana di Elkjaer (8). Prima di Salonicco dice che a Salonicco lui ha sempre segnato, e segna. Dopo, dice che dal sorteggio s' aspetta la Juve, ed esce proprio la Juve. C' è del macho in Danimarca. E lui spiega: "E' un paese di matti, di gente felice, forse perchè non pensiamo al domani, un pezzo di pane c' è per tutti. Io sono il prototipo d' un popolo, Laudrup e Berggreen sono danesi sbagliati, così ammodino e tranquilli". Danese ad honorem potrebbe essere l' arbitro Agnolin (8). Ogni tanto c' è qualche calciatore che si lamenta del suo linguaggio (loro vengono tutti da Eton). L' unico vero guaio di Agnolin, per me, è che è troppo più in gamba dei suoi colleghi. Sul linguaggio, non è il caso di essere severi a senso unico. Umberto Agnelli ha dichiarato che alla Lazio Laudrup "non poteva tirar fuori le palle" e non alludeva a uno strumento di lavoro. Nel frattempo, Bersellini (7) continua a non capire la Samp, ma più probabilmente è la Samp (6, sul 9 potenziale) che continua a non capire Bersellini. E continuano i viaggi di lavoro del presidente Farina (6), non a Dallas o a Sidney, ma nel Botswana, sul fiume Okawango. Ammettiamo che questo accentua la dimensione salgariana del personaggio. E a Firenze Antognoni (7) vuole rientrare e Agroppi (7) rinvia. Hanno ragione tutt' e due. - di GIANNI MURA

Poggio
30-09-2008, 23.47.25
MERCATO, OGGI ULTIMI AFFARI PACIOCCO RIFIUTA IL PERUGIA

Repubblica — 24 ottobre 1985 pagina 19 sezione: SPORT
MILANOFIORI (f.r.) - Stasera alle 20 si chiude: finisce il calcio-mercato tradizionale, l' ultimo. Con lo svincolo tutto camberà. Ieri penultima giornata, molte le chiacchiere, qualche affare andato in porto, molti se ne concluderanno oggi, tutti aspettano le ultime ore per ottenere sconti. Russo, centravanti per il quale anni orsono litigarono Milan e Inter, dal Cesena è passato al Campobasso. Boccafresca, centrocampista che a luglio fu riscattato dall' Avellino, è tornato a Monza. La trattativa è stata portata a termine dal presidente dei brianzoli Giambelli, dall' altra parte una nutrita rappresentanza di dirigenti dell' Avellino, una dozzina circa, il clan più numeroso di tutto il calcio mercato. Paciocco ha rifiutato il Perugia, dopo un colloqui telefonico con Giacomini gli ha detto di voler rimanere in serie A. Ora gli umbri puntano su Faccini. Sfuma quindi, almeno per il momento, il trasferimento di Tacchi al Lecce. Il Genoa cerca sempre un attaccante da affiancare a Marulla: ieri diversi i contatti con il Napoli per Domenico Penzo. Cinquecentocinquanta milioni di ingaggio, troppi dicono al Genoa; se Allodi contribuirà, allora la trattativa andrà sicuramente in porto. Il libero Biagini dalla Triestina è passato al Varese, 250 milioni il costo dell' operazione. Gamberini, centrocampista, dalla Triestina al Varese. Genzano dal Cesena alla Casertana, Nando Viola già Juve e Lazio, è finito al Benevento. Pionetti, portiere, dal Lecce al Foggia, 180 milioni. Limido dall' Atalanta al Bologna, 800 milioni. Il Bologna aveva chiesto con insistenza il granata Pusceddu, Radice ha detto no sino all' ultimo. Gamberini, 24 anni centrocampista della Triestina è passato al Varese

Poggio
30-09-2008, 23.51.01
DI MERCATO SI PUO' MORIRE

Repubblica — 18 dicembre 1985 pagina 43 sezione: SPORT
MILANO - "Guardi qui: incassano meno di 7 miliardi e ne spendono più di dieci. Pagano per ingaggi e stipendi circa 4 miliardi l' anno, cioè quanto ricavano con i biglietti dello stadio, sui quali, però, devono poi pagare tasse e percentuali. Lei gli affiderebbe una lira"? Io personalmente no, ma non è detto che tutti quanti, come contribuenti, non saremo chiamati a salvare il pianeta calcio dal crack finanziario. Con Salvatore Bragantini, condirettore della Sofipa, uno che, per mestiere, valuta i bilanci per stabilire la salute delle aziende, stiamo guardando i conti 1983-84 dell' Avellino Calcio S.p.A.; che non sono neanche i peggiori: nello stesso anno, ad esempio, il Milan è riuscito a spendere un po' più di 20 miliardi dopo averne incassati 15. Ma torniamo all' Avellino, facciamo una somma e una sottrazione e vediamo che il buco è di 3 miliardi 518 milioni 700 mila lire, più del doppio del suo capitale. Insomma, un disastro. Povero Diaz, allora, senza stipendio visto che in cassa ci sono solo debiti? Neanche per idea, c' è il calcio mercato che sana tutto: vendendo giocatori, narra il bilancio dell' Avellino, la società raggranella esattamente 3 miliardi 518 milioni 800 mila lire, ovvero quanto basta per scrivere in bilancio un utile di 100 mila lire per fare bella figura e pagare solo pochi spiccioli di imposta sui profitti. Bragantini, per la verità, è un po' perplesso. Nella vita normale queste coincidenze accadono molto raramente. Figuratevi quando si accorge di essere di fronte ad un autentico miracolo contabile: il colpo riuscito sul mercato del calcio all' Avellino è riuscito infatti anche a tutti gli altri. Su 16 società di serie A, infatti, ben 15, con l' eccezione della sola Lazio, chiudono l' anno 1983-84 con paurosi deficit d' esercizio: incassano tutti insieme, fra biglietti, sponsor ecc. la bellezza di 200 miliardi e riescono a spendere 228: si va da un disavanzo di 45 milioni del Napoli ai 5 miliardi del Milan. Poi, come una bacchetta magica il calcio mercato porta soldi a tutti: il Milan resta sotto, ma di soli 800 milioni, la Juventus sopra di altrettanti, gli altri oscillano, chi più chi meno, intorno al pareggio. Il calcio italiano è andato avanti così per qualche decennio e i suoi bilanci ne portano tutte le ferite, fino all' emergenza di questi mesi. Per un economista che non ha mai visto uno stadio l' unica conclusione che si può trarre dall' esercizio aritmetico che abbiamo appena fatto, e che si ripete contabilmente tutti gli anni dal 1972, è che lo scopo per cui esistono le società di calcio di serie A è allevare calciatori da vendere alle società di calcio di serie B e C, realizzando regolarmente utili favolosi. Poichè è un' ipotesi improbabile, si arriva facilmente alla conclusione alternativa ovvero che tutto si riduce a scambiare il tradizionale cane da un miliardo con i soliti due gatti da mezzo miliardo, mettendoli tutt' e tre in bilancio, neanche fossero soldi veri. Ma la festa è finita, il 30 giugno prossimo c' è lo svincolo, il calcio mercato cambia pelle, per pagare il conto bisogna tirar fuori i soldi o dimostrare di averlo fatto a tempo debito. E il conto è salato, ingigantito dal proboema degli ammortamenti del patrimonio calciatori, che sta per esplodere come una bomba ad orologeria regolata sul 30 giugno prossimo. Solo per le società di serie A ci sono 112 miliardi (se non sono cresciuti dall' ultimo campionato) da trovare e mettere da parte in poco più di sei mesi, quando scatterà lo svincolo. Per società che, anche quando raddoppiano di colpo gli incassi, come la Roma 1983, raggiungono appena il pareggio, è un' impresa impensabile. Per giunta, dopo la campagna acquisti che scatterà a marzo, saranno certamente di più, fino a 140-150 miliardi. Ma se le società non li trovano, devono pagarci sopra le tasse, perchè non sono più fiscalmente deducibili, dopo la scadenza: si tratta di una cinquantina di miliardi da dare allo Stato. Poi ci sono le perdite degli anni precedenti. Francesco Torneo, che da trent' anni, da quando negli anni 50 controllava quelli del Palermo per conto del Banco di Sicilia, guarda e rivede i bilanci delle società di calcio e che vi ha dedicato un libro che uscirà a gennaio, le valuta in 15 miliardi. Non basta: c' è un mutuo bancario promosso dalla Federazione che, complessivamente, prevede una decina di rate da 25-27 miliardi l' anno. Hanno le società tutti questi soldi? Sono le prime a rispondere di no. E allora, signori, fatte le somme, questo è un botto da 300 miliardi, forse più che meno. Non sono miliardi tutti uguali, da versare pronta cassa: parte possono essere congelati, parte possono essere aggirati. Non sono le proposte che mancano. Ma quella è la dimensione del crack del calcio. Per rimettere insieme i cocci servono almeno, subito, 150-160 miliardi per chiudere la partita ammortamenti e ridare un po' d' ossigeno alle casse delle società. Chi li tirerà fuori? I presidenti, aumentando un capitale sociale che è oggi appena sopra i 50 miliardi? O lo Stato, cioè i contribuenti? Ma, in questo secondo caso, le società se lo meritano? O non dovrebbero invece guadagnare, anzichè perdere, con il calcio? E come? Cominciamo a guardare l' azienda calcio per quella che è economicamente. Per chi non sa nulla di arbitri e "foglie morte", zona e moviola, ma ragiona in termini di costi e ricavi, il calcio, quindicesima industria nazionale, con 3 mila miliardi di fatturato, metà con il Totocalcio, fa sinceramente pena. Il meglio che si possa dire è che prima stava peggio. Per usare un metro contabile abbastanza diffuso per valutare la salute di un' impresa, cioè il rapporto fra il complesso dei debiti e il totale dei ricavi, nel 1983 il sistema calcio aveva debiti pari al 65 per cento dei ricavi dell' anno, il 72 per cento se si esclude la Juventus dal conto. L' anno dopo, 1984, si era scesi al 60 per cento. Ma avere 60 lire di debiti per ogni 100 di ricavi è considerato dai tecnici un livello appena prima del fallimento. E non è detto che non sia peggiorato in questi mesi, ora che anche la Juve è entrata nella spirale dei debiti. In termini di bilancio, il calcio appare un' attività che crea soldi, vendendo il suo prodotto anche a prezzi crescenti. Ma che contemporaneamente li distrugge, parte grazie al galoppo dei costi, parte grazie all' infernale meccanismo del calcio-mercato. Le società amano parlare dell' esplosione degli ingaggi dei giocatori, dovuta, probabilmente, anche all' emergere di stipendi "in nero". Nell' ultimo anno la Juve ha aumentato gli ingaggi del 45 per cento per trattenere giocatori appetiti e allettati da altre società. L' anno prima li aveva già accresciuti del 50 per cento. L' Inter li ha raddoppiati fra il 1984 e il 1985. La crescita degli incassi ha però smorzato l' effetto dirompente di questi aumenti. Mediamente, per le 16 società di serie A, campionato 1983-84, gli ingaggi (allenatori compresi) contano per 76 miliardi su 200 di ricavi lordi complessivi. Nello scorso campionato, la Juve ha dato per ingaggi metà dei suoi ricavi, l' Inter il 40 per cento. C' è invece un altro tarlo che rode i bilanci e che riguarda molto più i presidenti che le pretese dei calciatori. E' il calcio-mercato, autentico gioco del Monopoli fatto con soldi finti e bilanci veri. Le supervalutazioni di mercato dei giocatori innescano infatti la corsa degli ingaggi e quindi dei costi. Ma le stesse supervalutazioni sono quelle che consentono ai presidenti di chiudere i loro bilanci senza annegare nelle perdite. E' grazie alle valutazioni di mercato, infatti, che l' Avellino e le altre società di serie A hanno assorbito i loro astronomici deficit d' esercizio. Il sistema è noto, ma non cessa di far ridere. Io ho un attaccante che ti interessa, tu hai due difensori che mi interessano. Il mio è registrato in bilancio per il valore di un miliardo, esattamente come i tuoi due difensori nel tuo. Se decidiamo che, invece, il mio attaccante vale due miliardi e che altrettanto valgono i due difensori, possiamo scambiarli senza tirar fuori una lira. Fin qui siamo alle regole del mercato delle figurine di calciatori fra i ragazzini. Ma i bambini non sono S.p.A. e non hanno bilanci. I presidenti invece sì ed è qui il bello: perchè io, che avevo un attaccante da un miliardo, ora ho due difensori da due miliardi. Quindi scrivo in bilancio che ho guadagnato un miliardo. E tu che avevi due difensori da un miliardo, ora che hai un attaccante da due miliardi hai guadagnato un miliardo. Così le società di serie A riescono a guadagnare tutte insieme. Ma, come un topo che carica da solo la molla della trappola che lo schiaccerà, lo stesso meccanismo che salva, contabilmente i bilanci, li conduce ineluttabilmente alla rovina. Perchè questo ingente patrimonio deve essere ammortizzato. La legge e il buon senso impongono infatti ad un' azienda, quando compra una macchina (o un giocatore), di mettere da parte gradualmente i soldi che servono a sostituirlo quando non funzionerà più. Se Paolo Rossi costa 6 miliardi per tre anni, il Milan deve mettere da parte 2 miliardi l' anno. Due miliardi veri, naturalmente, non due Carotti o mezzo Virdis. Nasce qui la grande crisi degli ammortamenti, quella che impone alle società di trovare 112 miliardi da qui a giugno, quando scatterà lo svincolo e tutto, o quasi, il patrimonio dovrà essere ammortizzato. Probabilmente, il botto ci sarebbe stato un po' più tardi senza l' apertura agli stranieri. Così almeno la pensa Silvano Ramaccioni, direttore generale del Milan oggi, e prima del Perugia: "Ai tempi dell' autarchia di Franchi, i soldi non uscivano dal circuito, prima o poi chi aveva incassato li rimetteva in giro. Con l' apertura degli stranieri, 40-50 miliardi almeno, tutti veri, sono usciti dal nostro tavolo di poker". Forse: il suo collega dell' Inter, Franco Dal Cin, non ci crede: "Chissà - ribatte - dove sarebbero arrivati prezzi e ingaggi". Ancora di più, la crisi è figlia diretta della legge 91 che, cinque anni fa, impose lo svincolo e conseguente ammortizzamento totale del patrimonio giocatori entro il 1986. "Nessuno - dicono alla Lega - si preoccupò di fare il conto di quanto bisognava ammortizzare in pochi anni". I primi a non preoccuparsene furono di sicuro i dirigenti delle aziende-calcio. Nel 1981 avevano da ammortizzare un patrimonio calciatori di 77 miliardi, oggi siamo a 112. Invece di diminuire, il patrimonio ancora da ammortizzare è cresciuto del 50 per cento. "Attenzione - dice uno che ha studiato i bilanci società per società, come Torneo - non per tutti è la stessa cosa. Ascoli e Juve stanno bene. Il buon Rozzi, che ora è in serie B, ha ammortizzato il suo capitale giocatori per l' 88,5 per cento. In serie A, la Juventus è forse l' unica società in grado di procedere gradualmente all' azzeramento del valore residuo; un quarto del valore dei giocatori". Inter e Milan, secondo i dati di Torneo, erano (prima di Fanna e Paolo Rossi) solo a metà. I casi gravi, secondo Torneo, sono il Torino che, a fine campionato 1984 aveva ammortizzato solo il 10,8 per cento del patrimonio giocatori e il Verona, fermo al 17,3 per cento. Da qui a giugno, se le cifre non sono cambiate in questi mesi, il presidente del Torino, Rossi, dovrebbe trovare almeno 15 miliardi freschi da mettere nella società. Chiampan, del Verona, circa 6 per azzerare il valore residuo. Una crisi inevitabile, allora, come diranno le società, o ci si poteva pensare prima? - di MAURIZIO RICCI

Poggio
01-10-2008, 00.00.38
E FINALMENTE PLATINI ABBRACCIO' LA JUVENTUS

Repubblica — 05 agosto 1986 pagina 18 sezione: SPORT
TEMPO DI AMICHEVOLI STASERA IN CAMPO INTER MILAN E SAMP TERMINATA la prima fase della preparazione estiva, fondata essenzialmente sul dato atletico, le squadre affrontano in questi giorni le prime amichevoli. Si va dalle gare a bassissimo coefficiente di difficoltà a quelle che richiedono già un certo impegno. Queste le partite in programma oggi: Pietrasanta-Campobasso, Pietrasanta (Lu), ore 21.30 Reggiana-Milan, Reggio Emilia, ore 20.45 Calaizo-Cesena, Calaizo di Cad. (Bl), ore 20.30 Casale-Inter, Casale M. (Al), ore 20.45 Celle-Sampdoria, Celle Ligure (Sv), ore 17.30 London-Avellino, London (Canada), ore 1.00 Lama-Samb, Selci L. (Pg), ore 20.30 R Domani scenderanno in campo contro squadre locali: Fiorentina, Genoa, Atalanta, Torino, Parma, Napoli, Lecce e Cagliari; il Pisa ospiterà l' Aston Villa. QUATTRO SQUADRE IN RIALZO SONO cominciate le prime amichevoli d' agosto e già si fanno i primi bilanci di stagione. Rapidamente uno sguardo alla serie A. IN RIALZO - La squadra che fino ad ora ha destato la miglior impressione è stato il Verona, 16 gol in una partita. Tre gol messi a segno da Rossi, bene Di Gennaro ed Elkjaer e soprattutto i nuovi De Agostini e Galia. Stesso discorso per la Fiorentina con Diaz, Baggio ed Onorati in buono stato di forma. Nella Samp molta attesa per l' arrivo di Cerezo, a buon punto Briegel. Bene anche il Torino (Radice è molto soddisfatto di Kieft e Lorieri). STABILI - Discrete prove per Juve e Roma nei due test in Svizzera: tra i giallorossi c' è solo il problema Conti, tra i bianconeri il problema Platini. L' Inter è in crescendo (c' è la sorpresa della buona condizione di Tardelli). Si attende l' esordio del Napoli, e la risposta definitiva per l' Avellino dalla tournèe in Canada. IN RIBASSO - Prima piccola delusione: per il Milan solo un gol di scarto (e di rigore) sul Parma. Nell' Atalanta qualche piccola difficoltà per Stromberg regista. L' Ascoli addirittura ha pareggiato a Civitanova, deve salire di forma il Como, mentre sull' Udinese grava il rischio di una retrocessione in B. E NEL NAPOLI E' RICOMINCIATA LA TRATTATIVA SUI PREMI INTER - Stasera tornano in campo i nerazzurri: di fronte il Casale, compagine di C2. Trapattoni farà giocare i titolari per circa un' ora, poi darà spazio alle riserve. Indicazioni si attendono soprattutto per il centrocampo, dove molti uomini si contendono la maglia di titolare. Inizialmente spazio a Tardelli. MILAN - Di nuovo in campo, questa sera, il Milan. Affronterà la Reggiana, dopo la vittorie con Vipiteno, Rovereto e Parma. Sempre fuori squadra Bonetti, Massaro e Hateley, Liedholm ripropone in attacco Galderisi e Virdis e continua a stravedere per Donadoni. "Può giocare dove vuole" ha detto il tecnico svedese, lasciando capire che per l' ex atalantino una maglia ci sarà sempre. ASCOLI - Sensibile vuole rinforzi, anzi, dopo il pareggio con la Civitanovese, è tornato alla carica. Intanto però ha assolto Brady, che la critica ha segnalato sotto tono al suo esordio: "Dopo 6 giorni di allenamento, non si poteva pretendere di più". SAMPDORIA - Anche la Sampdoria gioca oggi, a Celle Ligure, contro la formazione locale. Ma Boskov, che forse non farà esordire Cerezo, presenterà una squadra rimaneggiata: dovrà infatti rinunciare anche a Mancini, Vialli, Bistazzoni, Mannini e Pellegrini. NAPOLI - E' scoppiata la guerra dei premi. E la soluzione pare piuttosto lontana. Non c' è accordo nè per quanto riguarda il campionato, nè per la Coppa Uefa e Bruscolotti si è detto scettico su un accordo a breve scadenza. Le parti sembrano lontane. Maradona intanto ha approfittato della giornata di riposo concessagli per allacciare contatti con nuovi sponsor personali. FIORENTINA - Bersellini ha ancora problemi con gli attaccanti. Tutti sono in buona forma, tutti segnano con una certa continuità. E per il futuro il tecnico sembra propenso ad operare una staffetta tra Monelli e Iorio, al fianco di Diaz. Baggio per il momento aspetta, ma è visto molto bene da Bersellini. JUVENTUS - Laudrup continua a star male. Anche se ieri gli occhi erano puntati tutti su Platini. Il danese preoccupa i medici: la sua tendinite non migliora, appare sicura l' esclusione dall' amichevole di giovedì a Villar Perosa. TORINO - La squadra è in salute, non si può dire la stessa cosa di Radice, costretto in serata a tornare a Torino. Oltre ai dolori al ginocchio operato a giugno, Radice ha accusato anche febbre alta. Lorieri intanto ha chiamato Vicini, che lo aveva voluto vice-Zenga nella Under 21, e ha ricevuto dal neo c.t. azzurro parole di incoraggiamento. UDINESE - De Sisti continua a chiedere alla società una punta, anche se è parso molto soddisfatto della prova del giovane Branca contro il Rosegg. Migliorano Colombo, Miano, Criscimanni e Chierico, acciaccati nei giorni scorsi. ATALANTA - Due allenamenti, agli ordini di Sonetti: lavoro a parte per Prandelli, quattro punti di sutura alla gamba destra per un incidente nell' amichevole con la Valsugana. COMO - Borgonovo, sottoposto ieri ad una nuova TAC, sarà operato di menisco l' 11 agosto, è confermato. A Malles intanto la squadra prosegue la preparazione: giovedì è prevista l' amichevole con l' Ospitaletto. - nostro servizio

Poggio
01-10-2008, 00.03.44
TRE STRANE STORIE DI QUESTO PAZZO CALCIO

Repubblica — 28 settembre 1986 pagina 46 sezione: SPORT
GLORIA E RECORD PER L' EMPOLI FIRENZE (a.v.) - Ottocento milioni di incasso (che è il record per l' Empoli), Sivori ed un principe marocchino in tribuna, uno stadio completamente esaurito ed un obiettivo che si chiama primato: il sogno dell' Empoli può continuare questo pomeriggio quando Luca Della Scala (60 milioni di ingaggio l' anno) si troverà di fronte Michel Platini (un miliardo l' anno). Empoli-Juventus ha un solo precedente amichevole: il 18 agosto 1971 la Juve, allenata all' epoca da Vycpalek, segnò otto gol all' Empoli di Castelletti. Oggi, Empoli-Juve vale invece il primato in serie A. "L' Empoli è una squadra di operai con qualche artista. La Juve è una squadra di artisti con qualche operaio. Noi abbiamo il Maradona dei poveri, Francesco Della Monica". Così Salvemini presenta la partita. IL PESCARA PRONTO A FARE SCIOPERO PESCARA - I giocatori del Pescara hanno deciso ieri sera di non scendere in campo oggi contro la Lazio. Si trovano in disaccordo con la società sui premi che giudicano "lesivi della loro dignità professionale". Il direttore generale della società, Franco Manni, ha dichiarato che in caso di sciopero, i calciatori saranno denunciati domani alla Lega per inadempienza contrattuale. Manni ha aggiunto che il Pescara non può spendere in premi più di quanto abbia incassato lo scorso anno: "Tra Coppa Italia, amichevoli e campionato - ha aggiunto Manni - incassammo 1 miliardo e 63 milioni mentre quest' anno di soli premi dovremmo pagare 1 miliardo e 180 milioni. I giocatori chiedono di più ma non tengono conto che le loro cifre nette si raddoppiano per noi al lordo". ANCHE I PUPAZZI CONTRO MARADONA AVELLINO (a.m.) - "Non offendete Maradona". L' appello è stato lanciato da Nicola Mancino, presidente dei senatori democristiani. I tifosi di Avellino hanno già preparato striscioni, pupazzi, disegni che si riferiscono alla recente vicenda che ha coinvolto il fuoriclasse argentino: gli è stata attribuita una paternità. E' stata anche avvertita la Questura. Saranno rimossi gli striscioni ritenuti offensivi, potrebbero turbare l' ordine pubblico. Per la partita, oltre mezzo miliardo d' incasso, un record. Saranno circa diecimila i napoletani presenti al "Partenio". Il presidente irpino Graziano ha promesso premio doppio in caso di vittoria: 72 milioni. In caso di sconfitta, la squadra dovrebbe però versare 36 milioni a Graziano...

Poggio
01-10-2008, 00.09.05
L' ASSALTO AL PULLMAN: DUE ARRESTI

Repubblica — 27 gennaio 1987 pagina 48 sezione: SPORT
ANCORA una giornata di calcio impazzito, soprattutto in provincia, La cronaca delle piccole-grandi violenze non minaccia di terminare. Dopo l' aggressione selvaggia dei tifosi ai calciatori lo scorso mercoledì ad Avellino anche questa settimana è iniziata senza pace su molti campi. E ancora una volta dei tifosi sono stati brutti protagonisti della domenica calcistica. Con l' accusa di tentativo di omicidio, due giovani sono stati fermati dai carabinieri a Manfredonia e il provvedimento è stato convalidato dal pretore, Alessandro Galli. I due, Salvatore Manzella, di 18 anni, e di V.R., di 17, dopo la partita Manfredonia Trani (campionato interregionale girone H) terminata 1-1, avevano inseguito a bordo di un motociclo il pullman della squadra ospite sparando un colpo di pistola che si era conficcato in un sedile. Indagini sono in corso per stabilire quale dei due giovani abbia sparato e per identificare i presunti responsabili dell' aggressione denunciata dal direttore del Trani, Gino Berardi. Il quale ha dichiarato che all' uscita dello stadio alcuni calciatori sarebbero stati colpiti con calci e pugni da un gruppo di tifosi del Manfredonia. Gesto d' inciviltà anche a Frosinone in uno stadio che dovrebbe essere lontano dalle nevrosi e dagli isterismi della seria A. Sette giocatori, un dirigente e l' allenatore della squadra allievi del Formia calcio sono stati aggrediti da un gruppo di tifosi della squadra "Madonna della neve" dopo la partita giocata a Frosinone e valida per il campionato allievi regionale, del Lazio. La squadra di casa aveva perso 1-0 quando alcuni tifosi alla fine dell' incontro sono intervenuti pesantemente contro i calciatori ospiti, quasi tutti ragazzi di 16-17 anni. Trasportati all' ospedale i nove hanno riportato ferite giudicate guaribili da cinque a dieci giorni. La polizia non ha proceduto ancora ad alcun fermo. Brutto episodio anche a Tempio Pausania per la partita di serie D Tempio Porto Torres. I tifosi non hanno accettato la sconfitta della squadra di casa e hanno combattuto contro altri fans nella zona dello stadio e della stazione. Gli scontri si sono protratti a lungo e diverse macchine sono state danneggiate. Numerosi i contusi, le macchine rovesciate e danneggiate. Un giovane di Tempio è finito in carcere quale presunto aggressore di un ispettore di polizia raggiunto da diversi pugni mentre cercava di sedare la rissa. Nonostante l' intervento di agenti della polizia di stato e dei carabinieri non c' è stato infatti modo di far smettere le due bande nemiche.

ligape
01-10-2008, 02.40.26
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