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Visualizza versione completa : Raciti, c'è un nuovo video


usavellino1912
15-04-2007, 01.58.42
Una tv mostra il poliziotto che zoppica fino all'auto 18 minuti prima del presunto impatto del poliziotto con l'auto stessa: quello che, secondo la difesa del giovane incriminato, ne avrebbe causato la morte


CATANIA, 14 aprile 2007 - Nuovo capitolo nell'intricatissima vicenda giudiziaria legata alle indagini sull'omicidio dell'ispettore di polizia, Filippo Raciti, ucciso a Catania il 2 febbraio nel corso degli scontri davanti la curva Nord dello stadio "Massimino". Un nuovo video è stato consegnato dalla polizia alla Procura per i minorenni che si occupa del caso. Nelle sequenze registrate da una tv privata si vede l'ispettore Raciti trascinare la gamba destra 18' prima del presunto impatto che l'ispettore avrebbe avuto con un Discovery della polizia. Un dettaglio molto importante, sottolineano gli investigatori, spiegando che i tempi delle nuove riprese sono stati comparati con quelli delle telecamere a circuito chiuso dello stadio, perchè proprio sul presunto impatto tra un Discovery e il poliziotto si sono scontrate accusa e difesa. I legali del diciassettenne accusato dell'omicidio di Raciti sostengono che proprio l'impatto tra il mezzo della polizia e l'ispettore abbia potuto causare le ferite mortali. Tesi contestata dall'accusa, che adesso rafforzerà le proprie posizioni con il nuovo video.
LA DIFESA - Secondo l'avvocato Giuseppe Lipera, che difende il diciassettenne attualmente in carcere per omicidio, il nuovo video non presenta alcuna novità. "Siamo a conoscenza dell'esistenza di questo video - dice l'avvocato - dove si vedono alcune immagini con l'ispettore Raciti che arresta un ultrà. In quel rapporto gli stessi investigatori dicono che Raciti mostrava un movimento innaturale della gamba destra ma la circostanza non è mai stata presa in considerazione né dal gip né dal Tribunale della libertà. L'affannarsi degli inquirenti dimostra che la tesi di innocenza che abbiamo sostenuto fin qui è più che fondata".
IL RACCONTO DEL COLLEGA - Secondo il legale, adesso sono gli investigatori ad avere nuovi dubbi. Perplessità alimentate dal verbale redatto il 5 febbraio alla squadra mobile di Catania. Un racconto tremendo in cui l'agente scelto S. L., 46 anni, compagno di lavoro di Raciti in quella notte da incubo, confessa: "Il discovery della polizia si muove in retromarcia per sfuggire all'inferno di pietre, fumo e bombe carta scatenato dagli ultras catanesi. Poi, un botto improvviso sulla vettura. In quel momento l'ispettore Filippo Raciti si porta le mani alla testa e si accascia. Due colleghi lo adagiano nel sedile posteriore del fuoristrada; l'ispettore si lamenta dal dolore e non riesce a respirare". Raciti era sceso dal mezzo un attimo prima per lasciarlo areare e per sottrarsi ai miasmi dei fumogeni. Siamo tra le 20.20 e le 20.30. Quasi un'ora e mezza dopo il momento in cui, stando ai filmati e secondo l'accusa, il giovane ultrá catanese avrebbe colpito gravemente Raciti. "Ma i danni che l'ispettore ha subito non gli avrebbero permesso di resistere così tanto tempo - rincara Lipera -. Quelle fratture danno dolori lancinanti e la perizia del nostro medico è chiara". Secondo il dottor Giuseppe Caruso, infatti, quelle fratture comportano "dolori lancinanti e difficoltà respiratorie immediate e non consentono, a chiunque, lo svolgimento delle normali attività fisiche". Lesioni che tra l'altro, aggiunge il medico, sarebbero compatibili con l'impatto di un veicolo sul corpo dell'agente.
"Se c'è bisogno, certo, sarà riesumato anche il cadavere - ha dichiarato Lipera a Affaritaliani.it -. Perché no? Il medico del pm dice una cosa, il nostro ne dice un'altra. Ma noi non abbiamo dubbi su come siano andate le cose". E rivela, l'avvocato, che venerdì due ufficiali del Ris di Parma sono scesi a Catania e sono stati al Massimino per prelevare un oggetto del tutto simile a quello che, secondo l'accusa, sarebbe stato scagliato addosso al 38enne poliziotto provocandogli la frattura di quattro costole e lo spappolamento del fegato. Lesioni risultate poi letali: "Quel pezzo di lamiera è una sfoglia, si solleva con un dito, non avrebbe fatto del male e tantomeno ammazzato neanche un bambino - sottolinea ancora Lipera -. I carabinieri di Parma che oggi sono venuti qui non hanno detto nulla, ma ora non possiamo che attendere la loro perizia per l'udienza del 3 maggio. Quando ci sarà la verifica dell'incidente probatorio".


Fonte GdS

usavellino1912
15-04-2007, 02.01.16
Una tv mostra il poliziotto che zoppica fino all'auto 18 minuti prima del presunto impatto del poliziotto con l'auto stessa: quello che, secondo la difesa del giovane incriminato, ne avrebbe causato la morte


CATANIA, 14 aprile 2007 - Nuovo capitolo nell'intricatissima vicenda giudiziaria legata alle indagini sull'omicidio dell'ispettore di polizia, Filippo Raciti, ucciso a Catania il 2 febbraio nel corso degli scontri davanti la curva Nord dello stadio "Massimino". Un nuovo video è stato consegnato dalla polizia alla Procura per i minorenni che si occupa del caso. Nelle sequenze registrate da una tv privata si vede l'ispettore Raciti trascinare la gamba destra 18' prima del presunto impatto che l'ispettore avrebbe avuto con un Discovery della polizia. Un dettaglio molto importante, sottolineano gli investigatori, spiegando che i tempi delle nuove riprese sono stati comparati con quelli delle telecamere a circuito chiuso dello stadio, perchè proprio sul presunto impatto tra un Discovery e il poliziotto si sono scontrate accusa e difesa. I legali del diciassettenne accusato dell'omicidio di Raciti sostengono che proprio l'impatto tra il mezzo della polizia e l'ispettore abbia potuto causare le ferite mortali. Tesi contestata dall'accusa, che adesso rafforzerà le proprie posizioni con il nuovo video.
LA DIFESA - Secondo l'avvocato Giuseppe Lipera, che difende il diciassettenne attualmente in carcere per omicidio, il nuovo video non presenta alcuna novità. "Siamo a conoscenza dell'esistenza di questo video - dice l'avvocato - dove si vedono alcune immagini con l'ispettore Raciti che arresta un ultrà. In quel rapporto gli stessi investigatori dicono che Raciti mostrava un movimento innaturale della gamba destra ma la circostanza non è mai stata presa in considerazione né dal gip né dal Tribunale della libertà. L'affannarsi degli inquirenti dimostra che la tesi di innocenza che abbiamo sostenuto fin qui è più che fondata".
IL RACCONTO DEL COLLEGA - Secondo il legale, adesso sono gli investigatori ad avere nuovi dubbi. Perplessità alimentate dal verbale redatto il 5 febbraio alla squadra mobile di Catania. Un racconto tremendo in cui l'agente scelto S. L., 46 anni, compagno di lavoro di Raciti in quella notte da incubo, confessa: "Il discovery della polizia si muove in retromarcia per sfuggire all'inferno di pietre, fumo e bombe carta scatenato dagli ultras catanesi. Poi, un botto improvviso sulla vettura. In quel momento l'ispettore Filippo Raciti si porta le mani alla testa e si accascia. Due colleghi lo adagiano nel sedile posteriore del fuoristrada; l'ispettore si lamenta dal dolore e non riesce a respirare". Raciti era sceso dal mezzo un attimo prima per lasciarlo areare e per sottrarsi ai miasmi dei fumogeni. Siamo tra le 20.20 e le 20.30. Quasi un'ora e mezza dopo il momento in cui, stando ai filmati e secondo l'accusa, il giovane ultrá catanese avrebbe colpito gravemente Raciti. "Ma i danni che l'ispettore ha subito non gli avrebbero permesso di resistere così tanto tempo - rincara Lipera -. Quelle fratture danno dolori lancinanti e la perizia del nostro medico è chiara". Secondo il dottor Giuseppe Caruso, infatti, quelle fratture comportano "dolori lancinanti e difficoltà respiratorie immediate e non consentono, a chiunque, lo svolgimento delle normali attività fisiche". Lesioni che tra l'altro, aggiunge il medico, sarebbero compatibili con l'impatto di un veicolo sul corpo dell'agente.
"Se c'è bisogno, certo, sarà riesumato anche il cadavere - ha dichiarato Lipera a Affaritaliani.it -. Perché no? Il medico del pm dice una cosa, il nostro ne dice un'altra. Ma noi non abbiamo dubbi su come siano andate le cose". E rivela, l'avvocato, che venerdì due ufficiali del Ris di Parma sono scesi a Catania e sono stati al Massimino per prelevare un oggetto del tutto simile a quello che, secondo l'accusa, sarebbe stato scagliato addosso al 38enne poliziotto provocandogli la frattura di quattro costole e lo spappolamento del fegato. Lesioni risultate poi letali: "Quel pezzo di lamiera è una sfoglia, si solleva con un dito, non avrebbe fatto del male e tantomeno ammazzato neanche un bambino - sottolinea ancora Lipera -. I carabinieri di Parma che oggi sono venuti qui non hanno detto nulla, ma ora non possiamo che attendere la loro perizia per l'udienza del 3 maggio. Quando ci sarà la verifica dell'incidente probatorio".


Fonte GdS

http://mediacenter.gazzetta.it/MediaCenter/action/player?uuid=900cc30e-ea9c-11db-a983-0003ba99c667

il video