Due Calzini
09-06-2008, 12.53.49
Superman, il più super degli eroi compie 70 annihttp://www.lastampa.it/common/images/pixel.gifhttp://www.lastampa.it/common/images/pixel.gif.
Ora che le cabine telefoniche sono cadute in disuso, scalzate dai cellulari, avrebbe qualche difficoltà a svestire in un amen i panni del timido e impacciato Clark Kent per trasformarsi nell’Uomo d’Acciaio, il supereroe più tosto che il mondo dei fumetti e dell’animazione abbia mai conosciuto. Ma da 70 anni il suo successo, planetario è il caso di dire, è intatto: Superman è un supereroe globale, conosciuto in tutto il mondo e trasformato da subito, da quel giugno 1938 quando apparve nel primo numero di “Action Comics”, nel simbolo del Bene che trionfa sul Male, qualunque forma quest’ultimo possa prendere per minacciare la Terra e i suoi abitanti.
In realtà, l’Uomo d’Acciaio nasce quattro anni prima, nel 1934, dalla fantasia del giovane studente della Glenville High School Jerry Siegel e dell’amico Joe Shuster. Erano anni di gloria per altri eroi dei fumetti, primattori del calibro di Tarzan e dell’Uomo Mascherato, che però, ben presto, sarebbero stati messi in ombra dal supereroe piovuto sulla Terra dal pianeta Krypton. Nessuna tra le case editrici americane di quegli anni aveva intuito le potenzialità commerciali di Superman. Tranne la National, poi diventata Detective Comics.
E così, nei primi giorni di giugno del 1938, irrompe il capostipite di tutti i supereroi con la sua calzamaglia celeste, lo scudo sul petto con la celeberrima “S”, mantello e stivali rossi, e quel ricciolino ribelle sulla fronte. “Più veloce di un proiettile. Più potente di una locomotiva. Capace di scavalcare i grattacieli con un balzo. Guardate, su in cielo. È un uccello. È un aereo. No, è Superman”, è lo slogan creato dalla casa editrice per lanciare il suo personaggio.
A differenza di quanto accade per Tarzan e per l’Uomo Mascherato, le avventure di Superman non hanno come teatro la giungla o la savana, ma una moderna città americana: l’Uomo d’Acciaio è più “vicino” ai lettori, è più “reale” dei suoi colleghi, nonostante resti comunque un personaggio di fantasia. Il suo arrivo sulla terra richiama alla memoria un’altra vicenda fantastica, quella di Ercole, il figlio di Zeus che viene “adottato” da Alcmena e Anfitrione. Come l’eroe delle dodici fatiche, anche Superman viene cresciuto da due “comuni mortali”, Jonathan e Martha Kent.
L’eroe dai superpoteri, capace di volare più veloce della luce riuscendo addirittura a rallentare la rotazione terrestre e a riportare indietro l’orologio temporale del pianeta, ottiene subito un successo strepitoso negli States. In Italia arriva un anno dopo, nel 1939. Sono tempi di autarchia, e non sono graditi termini stranieri, peggio che mai se inglesi, la lingua della “perfida Albione”. Così, Superman cambia il suo nome in un italianissimo “Ciclone, l’Uomo d’Acciaio” e poi “Ciclone, l’Uomo Fenomeno”. I piccoli Balilla possono leggere le sue avventure sugli Albi dell’Audacia.
Nel primo dopoguerra, nel 1946, le strisce di Superman vengono riprese dalla casa editrice Milano, poi Edizioni Mondiali, in una serie di albi della Collezione Uomo Mascherato. Ma anche da noi Superman scalza, nel cuore dei piccoli lettori, l’eroe vestito di rosso con l’anello a forma di teschio: dal numero 67, infatti, la Collezione Uomo Mascherato diventa Collezione Uomo D’Acciaio, in onore del suo personaggio di maggior spicco, Superman, appunto. L’anno successivo, la stessa casa editrice pubblica il giornalino “Urra” ed è ancora l’Uomo d’Acciaio il protagonista.
Superman spicca il volo ed entra in Mondadori che lo propone a partire dal maggio 1954 anzitutto sui mitici Albi del falco che dedicheranno i primi 30 numeri esclusivamente al nuovo supereroe di Metropolis, la città in cui vive e lavora come giornalista al Daily Planet per mascherare la sua vera identità. L’ingresso in Mondadori, però, comporta un nuovo cambio di nome e l’Uomo d’Acciaio diventa “Nembo Kid”, il “ragazzo nuvola”. Scompare giocoforza anche la “S” dal petto e dal mantello. Tornerà a partire dal 1967, quando il nostro eroe si riapproprierà del suo nome originale.
Il fatto di aver creato un personaggio da fantascienza, consente ai “padri” di Superman di arricchire le avventure dell’Uomo d’Acciaio con mille trovate e mille personaggi altrettanto fantastici: come i suoi nemici. Primo fra tutti il più classico degli “scienziati pazzi” Lex Luthor, che però, a differenza dei suoi “colleghi”, è completamente calvo. Ma se Luthor è l’avversario numero uno, non mancano altri cattivi da condurre a più miti consigli, come l’Enigmista, l’Uomo Sabbia, Bizzarro o Brainiac, un criminale spaziale in grado di rimpicciolire intere città con popolazione annessa e collezionarle dentro campane di vetro.
Niente paura, però, perchè i superpoteri del ragazzo di Smallville sono talmente super da non temere confronto con nessuno dei criminali che attentano alla vita del pianeta. Superpoteri di cui è dotata anche Supergirl, la cugina di Superman che entra in scena a partire dagli anni ’50.
E dal pianeta Krypton sono piovuti sulla Terra anche superanimali, anch’essi con superpoteri. Come Krypton, il supercane di Superman, o Comet, il supercavallo capace di leggere nel pensiero. Tutti, naturalmente, hanno il mantello rosso. Come il loro padrone e amico.
Il successo dell’Uomo d’Acciaio varca i confini del fumetto per approdare sul grande schermo nel 1978 quando esce il primo dei film dedicati a Superman. Ad interpretare, magistralmente, il supereroe è Christopher Reeve. Nel cast anche Gene Hackman nella parte di Lex Luthor e soprattutto un canuto Marlon Brando nel ruolo di Jor-El, il padre di Superman. Nel 1992 il coup de teatre: Superman muore sotto i colpi del devastante Doomsday. Ma è solo una trovata pubblicitaria per rilanciare il mito dell’Uomo d’Acciaio. Che, naturalmente, risorge. Del resto, con la fantascienza e con i fumetti tutto si può.
Il vero colpo di scena quattro anni dopo, nel 1996: dopo 58 anni, infatti, Superman può finalmente impalmare Lois Lane, la giornalista che di lui si era innamorata fin dal primo momento ignorando che fosse il suo goffo collega Clark Kent. Le nozze vengono celebrate nell’albo speciale “Superman: the wedding album”. E il mito continua.
Ora che le cabine telefoniche sono cadute in disuso, scalzate dai cellulari, avrebbe qualche difficoltà a svestire in un amen i panni del timido e impacciato Clark Kent per trasformarsi nell’Uomo d’Acciaio, il supereroe più tosto che il mondo dei fumetti e dell’animazione abbia mai conosciuto. Ma da 70 anni il suo successo, planetario è il caso di dire, è intatto: Superman è un supereroe globale, conosciuto in tutto il mondo e trasformato da subito, da quel giugno 1938 quando apparve nel primo numero di “Action Comics”, nel simbolo del Bene che trionfa sul Male, qualunque forma quest’ultimo possa prendere per minacciare la Terra e i suoi abitanti.
In realtà, l’Uomo d’Acciaio nasce quattro anni prima, nel 1934, dalla fantasia del giovane studente della Glenville High School Jerry Siegel e dell’amico Joe Shuster. Erano anni di gloria per altri eroi dei fumetti, primattori del calibro di Tarzan e dell’Uomo Mascherato, che però, ben presto, sarebbero stati messi in ombra dal supereroe piovuto sulla Terra dal pianeta Krypton. Nessuna tra le case editrici americane di quegli anni aveva intuito le potenzialità commerciali di Superman. Tranne la National, poi diventata Detective Comics.
E così, nei primi giorni di giugno del 1938, irrompe il capostipite di tutti i supereroi con la sua calzamaglia celeste, lo scudo sul petto con la celeberrima “S”, mantello e stivali rossi, e quel ricciolino ribelle sulla fronte. “Più veloce di un proiettile. Più potente di una locomotiva. Capace di scavalcare i grattacieli con un balzo. Guardate, su in cielo. È un uccello. È un aereo. No, è Superman”, è lo slogan creato dalla casa editrice per lanciare il suo personaggio.
A differenza di quanto accade per Tarzan e per l’Uomo Mascherato, le avventure di Superman non hanno come teatro la giungla o la savana, ma una moderna città americana: l’Uomo d’Acciaio è più “vicino” ai lettori, è più “reale” dei suoi colleghi, nonostante resti comunque un personaggio di fantasia. Il suo arrivo sulla terra richiama alla memoria un’altra vicenda fantastica, quella di Ercole, il figlio di Zeus che viene “adottato” da Alcmena e Anfitrione. Come l’eroe delle dodici fatiche, anche Superman viene cresciuto da due “comuni mortali”, Jonathan e Martha Kent.
L’eroe dai superpoteri, capace di volare più veloce della luce riuscendo addirittura a rallentare la rotazione terrestre e a riportare indietro l’orologio temporale del pianeta, ottiene subito un successo strepitoso negli States. In Italia arriva un anno dopo, nel 1939. Sono tempi di autarchia, e non sono graditi termini stranieri, peggio che mai se inglesi, la lingua della “perfida Albione”. Così, Superman cambia il suo nome in un italianissimo “Ciclone, l’Uomo d’Acciaio” e poi “Ciclone, l’Uomo Fenomeno”. I piccoli Balilla possono leggere le sue avventure sugli Albi dell’Audacia.
Nel primo dopoguerra, nel 1946, le strisce di Superman vengono riprese dalla casa editrice Milano, poi Edizioni Mondiali, in una serie di albi della Collezione Uomo Mascherato. Ma anche da noi Superman scalza, nel cuore dei piccoli lettori, l’eroe vestito di rosso con l’anello a forma di teschio: dal numero 67, infatti, la Collezione Uomo Mascherato diventa Collezione Uomo D’Acciaio, in onore del suo personaggio di maggior spicco, Superman, appunto. L’anno successivo, la stessa casa editrice pubblica il giornalino “Urra” ed è ancora l’Uomo d’Acciaio il protagonista.
Superman spicca il volo ed entra in Mondadori che lo propone a partire dal maggio 1954 anzitutto sui mitici Albi del falco che dedicheranno i primi 30 numeri esclusivamente al nuovo supereroe di Metropolis, la città in cui vive e lavora come giornalista al Daily Planet per mascherare la sua vera identità. L’ingresso in Mondadori, però, comporta un nuovo cambio di nome e l’Uomo d’Acciaio diventa “Nembo Kid”, il “ragazzo nuvola”. Scompare giocoforza anche la “S” dal petto e dal mantello. Tornerà a partire dal 1967, quando il nostro eroe si riapproprierà del suo nome originale.
Il fatto di aver creato un personaggio da fantascienza, consente ai “padri” di Superman di arricchire le avventure dell’Uomo d’Acciaio con mille trovate e mille personaggi altrettanto fantastici: come i suoi nemici. Primo fra tutti il più classico degli “scienziati pazzi” Lex Luthor, che però, a differenza dei suoi “colleghi”, è completamente calvo. Ma se Luthor è l’avversario numero uno, non mancano altri cattivi da condurre a più miti consigli, come l’Enigmista, l’Uomo Sabbia, Bizzarro o Brainiac, un criminale spaziale in grado di rimpicciolire intere città con popolazione annessa e collezionarle dentro campane di vetro.
Niente paura, però, perchè i superpoteri del ragazzo di Smallville sono talmente super da non temere confronto con nessuno dei criminali che attentano alla vita del pianeta. Superpoteri di cui è dotata anche Supergirl, la cugina di Superman che entra in scena a partire dagli anni ’50.
E dal pianeta Krypton sono piovuti sulla Terra anche superanimali, anch’essi con superpoteri. Come Krypton, il supercane di Superman, o Comet, il supercavallo capace di leggere nel pensiero. Tutti, naturalmente, hanno il mantello rosso. Come il loro padrone e amico.
Il successo dell’Uomo d’Acciaio varca i confini del fumetto per approdare sul grande schermo nel 1978 quando esce il primo dei film dedicati a Superman. Ad interpretare, magistralmente, il supereroe è Christopher Reeve. Nel cast anche Gene Hackman nella parte di Lex Luthor e soprattutto un canuto Marlon Brando nel ruolo di Jor-El, il padre di Superman. Nel 1992 il coup de teatre: Superman muore sotto i colpi del devastante Doomsday. Ma è solo una trovata pubblicitaria per rilanciare il mito dell’Uomo d’Acciaio. Che, naturalmente, risorge. Del resto, con la fantascienza e con i fumetti tutto si può.
Il vero colpo di scena quattro anni dopo, nel 1996: dopo 58 anni, infatti, Superman può finalmente impalmare Lois Lane, la giornalista che di lui si era innamorata fin dal primo momento ignorando che fosse il suo goffo collega Clark Kent. Le nozze vengono celebrate nell’albo speciale “Superman: the wedding album”. E il mito continua.