Visualizza versione completa : Fabrizio De Andrè
lupovecchio
11-06-2008, 14.07.19
Qualche settimana fa mio figlio di cinque anni (che ritorna normalmente dalla scuola materna declamando poesie e canzoncine su Gesù e sulla Madonna) ....
Mi rendo conto che a chi ha letto anche distrattamente questo topic potrebbe essere rimasta in fondo all'animo la legittima preoccupazione per un bimbo di 5 anni indotto a cantare e ad ascoltare canzoni bigotte su santi e madonne.
Voglio tranquillizzare tutti perchè stamattina mentre lo accompagnavo a scuola mi ha chiesto: "Papa mi metti la la canzone di quello che è evaporato in una nuvola rossa...".
La mia controffensiva deandreiana ha raggiunto un risultato travolgente, straordinario ed al di là di ogni più rosea aspettativa:fischia:.
Wolves
11-06-2008, 15.31.04
Mi rendo conto che a chi ha letto anche distrattamente questo topic potrebbe essere rimastata in fondo all'animo la legittima preoccupazione per un bimbo di 5 anni indotto a cantare e ad ascoltare canzoni bigotte su santi e madonne.
Voglio tranquillizzare tutti perchè stamattina mentre lo accompagnavo a scuola mi ha chiesto: "Papa mi metti la la canzone di quello che è evaporato in una nuvola rossa...".
La mia controffensiva deandreiana ha raggiunto un risultato travolgente, straordinario ed al di là di ogni più rosea aspettativa:fischia:.
si però de andrè non è per niente ateo, anzi ha una profonda religiosità che si manifesta in tutto ciò che ha fatto... è sempre stato anticlericale convinto, ma era (a suo modo) molto religioso. Nell'album "La buona novella"(tratto dai vangeli apocrifi) c'è un crescendo di spiritualità e religiosità, che se ne trovano pochi di pari livello in musica o in letteratura. Lo stesso brano "Il testamento di Tito" non è assolutamente una critica ai principi del cattolicesimo, ma un forte inno alla conversione a quei principi morali che gesù professava... principi morali imprescindibili per una convivenza civile. Tutto è semplificato nella frase finale "Nella pietà che non cede al rancore, madre ho imparato l'amore".
lupovecchio
11-06-2008, 17.20.01
si però de andrè non è per niente ateo, anzi ha una profonda religiosità che si manifesta in tutto ciò che ha fatto... è sempre stato anticlericale convinto, ma era (a suo modo) molto religioso. Nell'album "La buona novella"(tratto dai vangeli apocrifi) c'è un crescendo di spiritualità e religiosità, che se ne trovano pochi di pari livello in musica o in letteratura. Lo stesso brano "Il testamento di Tito" non è assolutamente una critica ai principi del cattolicesimo, ma un forte inno alla conversione a quei principi morali che gesù professava... principi morali imprescindibili per una convivenza civile. Tutto è semplificato nella frase finale "Nella pietà che non cede al rancore, madre ho imparato l'amore".
Ti quoto integralmente: è anche per questo che in qualità di genitore sono fiero del pargolo.
Inoltre poichè trattasi di un pezzo (Amico fragile) difficile e poco orecchiabile ne deduco che il giovanotto abbia un notevole orecchio musicale.
Nelle canzoni (rectius poesie) di De Andrè c'è una incredibile, sincera e toccante pietas nei confronti dell'umanità disperata e derelitta che raramente ho riscontrato in altri autori.
Dovrebbe essere rammentata a quelli che -a parole- si autoproclamano portatori dei valori cristiani e cattolici.
Basterebbe fargli ascoltare almeno una volta al giorno versi come questo:
"Se tu penserai, se giudicherai
da buon borghese
li condannerai a cinquemila anni più le spese
ma se capirai, se li cercherai fino in fondo
se non sono gigli son pur sempre figli
vittime di questo mondo".
lo zio
11-06-2008, 17.57.40
Io ho sempre considerato "La buona novella" un album dove De Andrè preferisse l'umanizzazione alla sacralizzazionione.
Ad esempio il Gesù di cui parla non è il Dio fatto carne sceso in terra per espiare le nostre colpe ma è un UOMO, come uomini sono Giuseppe, Maria ed i ladroni.
"No, non devo pensarti figlio di Dio
Ma figlio dell'uomo, fratello anche mio."
E' questo, a mio avviso, il messaggio più bello che ci lascia in eredità De Andrè che, in scacco alla chiesa, sceglie per il suo album i Vangeli rinnegati dalla chiesa stessa ripudiando, come sua consuetudine, il potere, sbeffeggiando le istituzioni che lo rappresentano.
"s'i' fosse Papa, sare' allor giocondo;
ché tutti cristiani imbrigherei;
s'i' fosse ‘mperator, sa' che farei?
a tutti mozzerei lo capo a tondo."
Questo era quello che cantava, riprendendo il senese Cecco Angiolieri, qualche anno prima.
Lilith Varg
11-06-2008, 23.47.14
uh uh uh uh ... che bello!
si parla della buona novella!!!
è il mio disco preferito...
basta leggere dietro il disco.
da laudate dominem a laudate hominem.
se gesù c'è stato è stato niente più che un uomo.
così come maria non era niente più che una bambina.
Nobiltà Irpina
12-06-2008, 06.00.06
uh uh uh uh ... che bello!
si parla della buona novella!!!
è il mio disco preferito...
basta leggere dietro il disco.
da laudate dominem a laudate hominem.
se gesù c'è stato è stato niente più che un uomo.
così come maria non era niente più che una bambina.
Dovresti supportare le tue opinioni con un'analisi più dettagliata.
Forse dovresti prendere in considerazione mille anni di patristica, la Scolasticae la Tomistica, che dici?
Del resto la dottrina cattolicoa non esclude la natura umana del Cristo essendo Egli vero uomo e vero Dio.
Studia, studia, che ti fa bene.
Paolo79
12-06-2008, 07.36.03
"...Quando arrivano i conti, sai
ognuno paga comunque i suoi
quindi tu prega il tuo Dio
che io prego il mio..."
lupovecchio
12-06-2008, 07.45.23
"...Quando arrivano i conti, sai
ognuno paga comunque i suoi
quindi tu prega il tuo Dio
che io prego il mio..."
Paolè, se proprio la vogliamo buttare su Vasco ed i suoi dubbi esistenziali-religiosi io citerei:
"Portatemi Dio!! gli voglio parlare
gli voglio raccontare di una vita che ho vissuto e non ho capito".
Lilith Varg
12-06-2008, 11.03.41
uh uh uh uh ... che bello!
si parla della buona novella!!!
è il mio disco preferito...
basta leggere dietro il disco.
da laudate dominem a laudate hominem.
.
Dovresti supportare le tue opinioni con un'analisi più dettagliata.
Forse dovresti prendere in considerazione mille anni di patristica, la Scolasticae la Tomistica, che dici?
Del resto la dottrina cattolicoa non esclude la natura umana del Cristo essendo Egli vero uomo e vero Dio.
Studia, studia, che ti fa bene.
guarda, io studio anche oltre il "dovuto" visto che mi faccio anche un bel pò di esami di teologia.
per il resto, quello che ho scritto
- se gesù c'è stato è stato niente più che un uomo.
così come maria non era niente più che una bambina
è semplicemente il pensiero di de andrè che ho estrapolato, in modo minimale, in un instante, alle due di ieri notte.
e senza che ogni volta fai il professore.:grr:
non ho espresso il mio punto di vista sulla natura o meno di Gesù Cristo, e non lo faccio perchè sennò mi bannano, e non mi va, e non lo faccio perchè mi disturberebbe un tuo commento, inutile.
Don't walk
12-06-2008, 11.30.47
guarda, io studio anche oltre il "dovuto" visto che mi faccio anche un bel pò di esami di teologia.
per il resto, quello che ho scritto
- se gesù c'è stato è stato niente più che un uomo.
così come maria non era niente più che una bambina
è semplicemente il pensiero di de andrè che ho estrapolato, in modo minimale, in un instante, alle due di ieri notte.
e senza che ogni volta fai il professore.:grr:
non ho espresso il mio punto di vista sulla natura o meno di Gesù Cristo, e non lo faccio perchè sennò mi bannano, e non mi va, e non lo faccio perchè mi disturberebbe un tuo commento, inutile.
E jamm jà....ho letto tutti gli interventi del geometra e tutto vole fà tranne che u' professore...(geò ti saccio i vista e ti ho sentito discutere, per questo mi sono permesso di prendere le tue "difese", per così dire....)
Nobiltà Irpina
12-06-2008, 11.58.33
Grazie per la difesa, ma l'utente Lilith non deve sentirsi tirato in causa negativamente.Credo che si stia deragliando dal tema del tread che riguardava un preciso fatto di cronaca religiosa.
Nella sfera dei "credo" entriamo in campi molto sottili e difficilmente dipanabili in un forum.
Wolves
12-06-2008, 16.12.58
uh uh uh uh ... che bello!
si parla della buona novella!!!
è il mio disco preferito...
basta leggere dietro il disco.
da laudate dominem a laudate hominem.
se gesù c'è stato è stato niente più che un uomo.
così come maria non era niente più che una bambina.
più che altro Maria era una madre, e da madre soffre per il figlio
-Non fossi stato figlio di Dio/ T'avrei ancora per figlio mio- dice in un altra canzone dell'album(la via della croce mi sembra, ma non ne sono certo, dato che quell'album lo sento tutto d'un fiato, senza far attenzione ai titoli delle canzoni)
Cmq la scelta dei vangeli apocrifi è stata dettata dal bisogno di trovare "fonti" meno spiritualizzate e canonizzate dalla chiesa, e proprio nei vangeli apocrifi spesso sembra che vengano meno i dogmi su cui è centralizzata la chiesa cattolica, primo su tutti il dogma della verginità di Maria...
Infatti ne "Il sogno di Maria" vengono proprio evocate delle immagini sacre, avvolte in una forte sensualità e con diversi richiami al rapporto sensuale...
"e lui parlò come quando si prega,
ed alla fine d'ogni preghiera
contava una vertebra della mia schiena"
è una delle frasi centrali di questo concetto, perchè ha un duplice senso: è sia rappresentativo della figura del rosario, che si recita passandosi e contanto tra le mani proprio i grani della collana che porta il crocefisso, e ogni vertebra in questo caso rappresenterebbe un grano, ma allo stesso tempo, rappresenta il comportamento di due dolci amanti con lui che le sussurava parole dolci e al contempo le accarezzava la schiena...
ci sono molti altri riferimenti figurativi di un rapporto tra due amanti,inteso non come adulterio, ma come due persone che si scambiano dolcezze, dolcezze che Giuseppe nella sua senilità non era in grado di offrire a quella ragazza, come è espresso nella frase finale
"E tu, piano, posati le dita
all'orlo della sua fronte:
i vecchi quando accarezzano
hanno il timore di far troppo forte."
Ce ne sarebbe da dire su questo disco... e pensare che oggi la gente impazzisce per Tiziano Ferro & co.:azz: :azz:
Wolves
12-06-2008, 16.14.25
Grazie per la difesa, ma l'utente Lilith non deve sentirsi tirato in causa negativamente.Credo che si stia deragliando dal tema del tread che riguardava un preciso fatto di cronaca religiosa.
Nella sfera dei "credo" entriamo in campi molto sottili e difficilmente dipanabili in un forum.
vabbè magari il buon Gino o chi per lui faranno pulizia e ci permetteranno di continuare la nostra discussione in posti più idonei:marameo:
lo zio
12-06-2008, 16.39.44
Una delle canzoni di De Andrè che proprio non riesco a capire è "La Domenica delle Salme"....Mi sembra di una difficoltà atroce, criptica...
Non so, sarò io, ma non riesco il bandolo della matassa...
Wolves,Lupovecchio mi date una mano????:preghiera::preghiera:
Wolves
12-06-2008, 17.57.27
Una delle canzoni di De Andrè che proprio non riesco a capire è "La Domenica delle Salme"....Mi sembra di una difficoltà atroce, criptica...
Non so, sarò io, ma non riesco il bandolo della matassa...
Wolves,Lupovecchio mi date una mano????:preghiera::preghiera:
ti ho trovato le parole di Mauro Pagani su questa canzone
« Quando il disco fu terminato Fabrizio se lo portò a casa e dopo qualche giorno mi telefonò. «Manca qualcosa, è tutto bello ma un po' troppo leggero, manca quello che pensiamo davvero di tutto questo, manca quello che purtroppo ci è accaduto». Così qualche giorno dopo partimmo per la Sardegna, e dopo aver fatto il pieno di bottiglioni di Cannonau ci nascondemmo all'Agnata, la sua tenuta in Gallura. Faber tirò fuori uno dei suoi famosi quaderni, e le cento righe di appunti quasi casuali, raccolti in anni di letture di libri e quotidiani, in tre giorni diventarono la descrizione lucida e appassionata del silenzioso, doloroso e patetico colpo di Stato avvenuto intorno a noi senza che ci accorgessimo di nulla, della vittoria silenziosa e definitiva della stupidità e della mancanza di morale sopra ogni altra cosa. Della sconfitta della ragione e della speranza.
Credo che nel testo de La domenica delle salme ci sia tutta la grandezza di Fabrizio narratore. Ci sono tutti gli elementi per capire, ma tutto è raccontato, non ci sono sintesi o giudizi, che, come lui diceva spesso, nelle canzonette sono peccati mortali. La visione del tutto scaturisce dalla somma di tante piccole storie personali, nessuno grida in quella ridicola tragedia. Nessuno punta il dito, tutto si spiega da sé.
E nell'elenco dei patetici fallimenti, come tutti i grandi Faber non dimentica il proprio e quello dei suoi colleghi canterini, giullari proni e consenzienti di una corte di despoti arroganti e senza qualità. »
cmq è una delle più intricate canzoni di De Andrè, e scritta in un periodo molto particolare, per quella che sarà una nuova concezione del mondo. E' del '90 appena caduto il muro di Berlino si stava affermando un nuovo modo di vivere, senza ideali, senza lotte e senza più tutto quello che aveva acceso gli animi nei decenni precedenti.
eccoti tutto il testo
LA DOMENICA DELLE SALME
Tentò la fuga in tram
verso le sei del mattino
dalla bottiglia di orzata
dove galleggia Milano
non fu difficile seguirlo
il poeta della Baggina
la sua anima accesa
mandava luce di lampadina
gli incendiarono il letto
sulla strada di Trento
riuscì a salvarsi dalla sua barba
un pettirosso da combattimento
I polacchi non morirono subito
e inginocchiati agli ultimi semafori
rifacevano il trucco alle troie di regime
lanciate verso il mare
i trafficanti di saponette
mettevano pancia verso est
chi si convertiva nel novanta
ne era dispensato nel novantuno
la scimmia del quarto Reich
ballava la polka sopra il muro
e mentre si arrampicava
le abbiamo visto tutti il culo
la piramide di Cheope
volle essere ricostruita in quel giorno di festa
masso per masso
schiavo per schiavo
comunista per comunista
La domenica delle salme
non si udirono fucilate
il gas esilarante
presidiava le strade
la domenica delle salme
si portò via tutti i pensieri
e le regine del "tua culpa"
affollarono i parrucchieri
Nell'assolata galera patria
il secondo secondino
disse a "Baffi di Sego" che era il primo:
"Si può fare domani sul far del mattino"
e furono inviati messi
fanti cavalli cani ed un somaro
ad annunciare l'amputazione della gamba
di Renato Curcio
il carbonaro
il ministro dei temporali
in un tripudio di tromboni
auspicava democrazia
con la tovaglia sulle mani e le mani sui coglioni
"Voglio vivere in una città
dove all'ora dell'aperitivo
non ci siano spargimenti di sangue
o di detersivo"
a tarda sera io e il mio illustre cugino De andrade
eravamo gli ultimi cittadini liberi
di questa famosa città civile
perché avevamo un cannone nel cortile
La domenica delle salme
nessuno si fece male
tutti a seguire il feretro
del defunto ideale
la domenica delle salme
si sentiva cantare
"Quant'è bella giovinezza
non vogliamo più invecchiare"
Gli ultimi viandanti
si ritirarono nelle catacombe
accesero la televisione e ci guardarono cantare
per una mezz'oretta
poi ci mandarono a cagare
"Voi che avete cantato sui trampoli e in ginocchio
coi pianoforti a tracolla vestiti da Pinocchio
voi che avete cantato per i longobardi e per i centralisti
per l'Amazzonia e per la pecunia
nei palastilisti
e dai padri Maristi
voi avevate voci potenti
lingue allenate a battere il tamburo
voi avevate voci potenti
adatte per il vaffanculo"
La domenica delle salme
gli addetti alla nostalgia
accompagnarono tra i flauti
il cadavere di Utopia
la domenica dalle salme
fu una domenica come tante
il giorno dopo c'erano i segni
di una pace terrificante
mentre il cuore d'Italia
da Palermo ad Aosta
si gonfiava in un coro
di vibrante protesta
sono quasi 8 minuti, in cui De Andrè mette insieme l'accozzaglia di niente che riempirà l'ultimo decennio del millennio, così come gli anni che stiamo vivendo.
p.s.:C'è questo sito fatto davvero molto bene su De Andrè
http://www.viadelcampo.com/index.html
lupovecchio
12-06-2008, 19.18.33
Una delle canzoni di De Andrè che proprio non riesco a capire è "La Domenica delle Salme"....Mi sembra di una difficoltà atroce, criptica...
Non so, sarò io, ma non riesco il bandolo della matassa...
Wolves,Lupovecchio mi date una mano????:preghiera::preghiera:
E' una delle mie preferite, negli anni ho imparato il testo a memoria e me la suono e canto (chitarra e voce) abbastanza spesso perchè l'arpeggio insistente ed ipnotico è di grande effetto (ed induce immancabilmente alla fuga quelli che ti chiedono di suonare Baglioni).
Ho cercato e letto tanto per capire il senso (solo) apparentemente criptico delle sue parole.
Invece -come Amico fragile- se ne sai i retroscena ne capisci ogni passaggio (o quasi) .
"Tentò la fuga in tram
verso le sei del mattino
dalla bottiglia di orzata
dove galleggia Milano
non fu difficile seguirlo
il poeta della Baggina
la sua anima accesa
mandava luce di lampadina
gli incendiarono il letto
sulla strada di Trento
riuscì a salvarsi dalla sua barba
un pettirosso da combattimento"
Questa prima strofa si riferisce ad una terribile notizia di cronaca nera che colpì molto De Andrè relativa ad un barbone (vecchio poeta milanese in disgrazia) fuggito dall'ospizio Pio Albergo Trivulzio (conosciuto a Milano come la "Baggina" n.d.r.) all'alba di un giorno di nebbia e bruciato vivo da un gruppo di naziskin sotto un ponte.
Vedi che improvvisamente è tutto chiaro ed ogni parola acquista un senso (per altro sublime) :fuma:.
...to be continued
PS Ai moderatori: mai per comando, ci mettereste in un topic ad hoc? Grazie.
lo zio
12-06-2008, 19.30.55
E' una delle mie preferite, negli anni ho imparato il testo a memoria e me la suono e canto (chitarra e voce) abbastanza spesso perchè l'arpeggio insistente ed ipnotico è di grande effetto (ed induce immancabilmente alla fuga quelli che ti chiedono di suonare Baglioni).
Prima di tutto grazie sia a te che Wolves :ok::ok:. Adesso so che ne approfitto ma vorrei sapere come la suoni a chitarra (conosco già gli accordi). Io faccio un arpeggio insistito pizzacando in rapida sequenza il basso dell'accordo e poi 3 e 4 corda (contate partendo dal MI grave). Che ne pensi???
Comunque aspetto con ansia la continuazione.....:fischia::fischia:
Ancora grazie.
Lilith Varg
12-06-2008, 19.42.35
la domenica delle salme mi sa che è in SIb-
Lilith Varg
12-06-2008, 19.44.35
p.s.:C'è questo sito fatto davvero molto bene su De Andrè
http://www.viadelcampo.com/index.html
eh eh.. anche io perdo le ore su quel sito:fuma:
lupovecchio
12-06-2008, 20.40.26
la domenica delle salme mi sa che è in SIb-
La tonalità è quella ma sulla chitarra è suonata in LA- con il capotasto al primo tasto.
L'arpeggio è terzinato, i bassi in gruppi di tre sono 2 x La, 2 x Sol, 2 x Fa, 2 x Fa (il Fa io lo prendo in stile fingerpicking con il pollice della mano sx. mentre sul disco mi sembra suonato in modo più ortodosso) e sul cantato La, Sol, Fa, Sol, (mi sembra che ci sono due strofe irregolari, quella sulla "...luce di lampadina" e quella di "..masso dopo masso...etc" io almeno le suono cosi).
Il resto dell'arpeggio è formato sempre dal la sulla terza corda al secondo tasto e dal do sulla seconda corda al primo tasto.
Nel ritornello e nel prechorus entra una seconda chitarra che armonizza con la prima con un arpeggio più alto.
Comunque nel ritornello la linea di basso dovrebbe essere di terzine 2 x Do, 2 x Si, 2 x La, 2 x Mi
Le note alte dell'arpeggio sol e do (con il basso in Do), sol e re (con il basso in Si) la e do (con il basso in La) sol# e si (con il basso in Si).
Vabbè mo faccio l'intavolatura.....
Introduzione
-------------------
-----1-----1-----1-
---2-----2-----2--- x 2
-------------------
-0-----0-----0-----
--- ----------------
-------------------
-----1-----1-----1-
---2-----2-----2--- x 2
-------------------
-------------------
-3-----3-----3-----
-------------------
-----1-----1-----1-
---2-----2-----2--- x 2
-------------------
-------------------
-1-----1-----1-----
-------------------
-----1-----1-----1-
---2-----2-----2--- x 2
-------------------
-------------------
-1-----1-----1-----
Strofa
-------------------
-----1-----1-----1-
---2-----2-----2--- x 2
-------------------
-0-----0-----0-----
--- ----------------
-------------------
-----1-----1-----1-
---2-----2-----2--- x 2
-------------------
-------------------
-3-----3-----3-----
-------------------
-----1-----1-----1-
---2-----2-----2--- x 2
-------------------
-------------------
-1-----1-----1-----
-------------------
-----1-----1-----1-
---2-----2-----2--- x 2
-------------------
-------------------
-3-----3-----3-----
Ritornello
-------------------
-----1-----1-----1-
---0-----0-----0--- x 2
-------------------
-3-----3-----3-----
--- ----------------
-------------------
-----3-----3-----3-
---0-----0-----0--- x 2
-------------------
-2-----2-----2-----
-------------------
-------------------
-----1-----1-----1-
---2-----2-----2--- x 2
-------------------
-0-----0-----0-----
-------------------
-------------------
-----0-----0-----0-
---1-----1-----1--- x 2
-------------------
-------------------
-0-----0-----0-----
Poggio
12-06-2008, 23.39.41
Una delle canzoni più belle della storia della musica italiana
IL TESTAMENTO DI TITO
Non avrai altro Dio, all'infuori di me,
spesso mi ha fatto pensare:
genti diverse, venute dall'est
dicevan che in fondo era uguale.
Credevano a un altro diverso da te,
e non mi hanno fatto del male.
Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.
Non nominare il nome di Dio,
non nominarlo invano.
Con un coltello piantato nel fianco
gridai la mia pena e il suo nome:
ma forse era stanco, forse troppo occupato
e non ascoltò il mio dolore.
Ma forse era stanco, forse troppo lontano
davvero, lo nominai invano.
Onora il padre. Onora la madre
e onora anche il loro bastone,
bacia la mano che ruppe il tuo naso
perché le chiedevi un boccone:
quando a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.
Quando a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.
Ricorda di santificare le feste.
Facile per noi ladroni
entrare nei templi che rigurgitan salmi
di schiavi e dei loro padroni
senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.
Senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.
Il quinto dice "non devi rubare"
e forse io l'ho rispettato
vuotando in silenzio, le tasche già gonfie
di quelli che avevan rubato.
Ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri, nel nome di Dio.
Ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri, nel nome di Dio.
Non commettere atti che non siano puri
cioè non disperdere il seme.
Feconda una donna ogni volta che l'ami, così sarai uomo di fede:
poi la voglia svanisce ed il figlio rimane
e tanti ne uccide la fame.
Io, forse, ho confuso il piacere e l'amore,
ma non ho creato dolore.
Il settimo dice "non ammazzare"
se del cielo vuoi essere degno.
guardatela oggi, questa legge di Dio,
tre volte inchiodata nel legno.
guardate la fine di quel nazareno,
e un ladro non muore di meno.
Guardate la fine di quel nazareno,
e un ladro non muore di meno.
Non dire falsa testimonianza
e aiutali a uccidere un uomo.
Lo sanno a memoria il diritto divino
e scordano sempre il perdono.
Ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.
Ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.
Non desiderare la roba degli altri,
non desiderarne la sposa.
Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi
che hanno una donna e qualcosa:
nei letti degli altri, già caldi d'amore
non ho provato dolore.
L'invidia di ieri non è già finita:
stasera vi invidio la vita.
Ma adesso che viene la sera ed il buio
mi toglie il dolore dagli occhi
e scivola il sole al di là delle dune
a violentare altre notti:
io nel vedere quest'uomo che muore,
madre, io provo dolore.
Nella pietà che non cede al rancore,
madre, ho imparato l'amore.
lupovecchio
12-06-2008, 23.57.37
La guerra di Piero
Introduzione
-0-1---------0--------------------0-0-0-1-1-1-1------3-3-0--------
-----3-0-1-3---3-1\0---------1----------3-------3-3------1--------
---------------------3-----1--2--------- 2----------------0---0-0-0
-----0---------------------2--2----------0-------------------------
------------------0--------2--0---------------------------3--------
--- --------0--------------0-------------------3--------------------
--------------------------------0----------0-0-0-0-----------------
-----1-----0-----1-----0-----0---3-1---------------3-3-3-3-3-3-1-1- ---2-----0-----2-----0-----1----------2-----------------------------
-3-----0-----3-----0-----2-----------------------0------------------
---------------------------------------0-----------------------0----
-1-----3-----1-----3-----0------------------------------------------
------------------------------------------------------------------------
-1-1-1-1-1-0-0-0-0-0-----3\5-5-5-5-3-3-3-3-3-3\1-1-1-1-1-1\0-------- -----------------------2--3\5-5-5-5-4-4-4-4-4-4\2-2-2-2-2-2\1-1-1-1-1
-----------------------------------0-----------------------------------
-----------------------0-----------------------0-----------------------
----------0--------------------------------------------------0---------
------------------------------------------------------------------------
--------------------------------------------------------------------
-2-------------------------------------------------------------------
-----------------------------------------------------------------------
-0---------------------------------------------------------------------
----------------------------------------------------------------------
lupovecchio
13-06-2008, 00.15.59
Una delle canzoni più belle della storia della musica italiana
Io fatico sinceramente a trovare fra tanti capolavori di musica e testi il più bello (e' possibile fare una graduatoria della genialità? :eh?:)
Comunque questo per me è un saggio di maestria nell'uso delle parole in musica nonchè una travolgente ed emozionante dichiarazione d'amore ad una umanità colma di vizi, paure e debolezze.
La città vecchia
Fabrizio de André
Nei quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi
ha già troppi impegni per scaldar la gente d'altri paraggi,
una bimba canta la canzone antica della donnaccia
quello che ancor non sai tu lo imparerai solo qui tra le mie braccia.
E se alla sua età le difetterà la competenza
presto affinerà le capacità con l'esperienza
dove sono andati i tempi di una volta per Giunone
quando ci voleva per fare il mestiere anche un po' di vocazione.
Una gamba qua, una gamba là, gonfi di vino
quattro pensionati mezzo avvelenati al tavolino
li troverai là, col tempo che fa, estate e inverno
a stratracannare a stramaledire le donne, il tempo ed il governo.
Loro cercan là, la felicità dentro a un bicchiere
per dimenticare d'esser stati presi per il sedere
ci sarà allegria anche in agonia col vino forte
porteran sul viso l'ombra di un sorriso tra le braccia della morte.
Vecchio professore cosa vai cercando in quel portone
forse quella che sola ti può dare una lezione
quella che di giorno chiami con disprezzo pubblica moglie.
Quella che di notte stabilisce il prezzo alle tue voglie.
Tu la cercherai, tu la invocherai più di una notte
ti alzerai disfatto rimandando tutto al ventisette
quando incasserai delapiderai mezza pensione
diecimila lire per sentirti dire "micio bello e bamboccione".
Se ti inoltrerai lungo le calate dei vecchi moli
In quell'aria spessa carica di sale, gonfia di odori
lì ci troverai i ladri gli assassini e il tipo strano
quello che ha venduto per tremila lire sua madre a un nano.
Se tu penserai, se giudicherai
da buon borghese
li condannerai a cinquemila anni più le spese
ma se capirai, se li cercherai fino in fondo
se non sono gigli son pur sempre figli
vittime di questo mondo.
lupovecchio
13-06-2008, 13.58.12
"I polacchi non morirono subito
e inginocchiati agli ultimi semafori
rifacevano il trucco alle troie di regime
lanciate verso il mare
i trafficanti di saponette
mettevano pancia verso est
chi si convertiva nel novanta
ne era dispensato nel novantuno
la scimmia del quarto Reich
ballava la polka sopra il muro
e mentre si arrampicava
le abbiamo visto tutti il culo
la piramide di Cheope
volle essere ricostruita in quel giorno di festa
masso per masso
schiavo per schiavo
comunista per comunista".
Il crollo del muro di Berlino
E' appena crollato il muro di Berlino ed i poveracci dell'Est usciti da decenni di fallimentare regime comunista inginocchiati ai semafori lavano i vetri alle auto che portano al mare i gaudenti occidentali.
I cinici affaristi dell'occidente capitalista capiscono che bisogna guardare ad est per riempirsi la pancia.
Per loro basta fare finta di convertirsi per un pò (alla giustizia sociale, all'equità ed ai grandi valori ed ideali) perchè già l'anno dopo ne saranno dispensati e torneranno a pensare solo ai loro sporchi interessi.
Il primo essere che, ballando in modo sguaiato, prende possesso del muro appena abbattuto è una animale addomesticato, giullare del nuovo ordine mondiale che -dopo 40 anni dal fallimento del terzo reich nazista- sta per prendere il controllo incontrastato dell'umanità.
Ma attenti: è un animale osceno che manifesta tutta la sua volgarità mostrando senza ritegno il proprio fondoschiena.
Per festeggiare l'evento epocale bisognerà ricostruire la piramide di Cheope e celebrare così la grandezza del nuovo imminente impero con una meraviglia imponente e che sfida i secoli.
Sarà fatta di pietre, nuovi schiavi e disperati fuggiti dai regimi post-comunisti.
...to be continued
Lupoantico
13-06-2008, 15.02.43
Mi rendo conto che a chi ha letto anche distrattamente questo topic potrebbe essere rimasta in fondo all'animo la legittima preoccupazione per un bimbo di 5 anni indotto a cantare e ad ascoltare canzoni bigotte su santi e madonne.
Voglio tranquillizzare tutti perchè stamattina mentre lo accompagnavo a scuola mi ha chiesto: "Papa mi metti la la canzone di quello che è evaporato in una nuvola rossa...".
La mia controffensiva deandreiana ha raggiunto un risultato travolgente, straordinario ed al di là di ogni più rosea aspettativa:fischia:.
....se ti può consolare......la sindrome deandreiana, che si manifesta nel bambino in età prescolare, ha colpito anche mio figlio, circa dieci anni fa (ora ha l'età che gli consente di guidare il motorino):lo portavo spesso con me in macchina, perchè gli piaceva vedere sempre posti nuovi.........e così....una volta ascolta "la guerra di Piero", un'altra "Andrea", un'altra ancora "Il pescatore", e cento mille volte "un giudice" (quello che dice....un nano è una carogna di sicuro, perchè ha il cuore troppo, troppo vicino al buco del culo.......) ha consolidato questa singolare predilezione per la canzone impegnata ed in particolare per le poesie dell'IMPAREGGIABILE FABER!!
....l'altro giorno, vedendomi avvilito per la situazione societaria dell'Avellino, mi ha ricordato, portandomi a fare un paragone, forse anche "appropriato", che...in fondo......come diceva De Andrè nella immortale "Via del Campo" : ".....dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior....", confessandomi una sua...innocente speranza....;-)
lo zio
13-06-2008, 16.14.38
Esiste anche una versione censurata di questa canzone o meglio di alcuni suoi versi.
quella che di giorno chiami con disprezzo pubblica moglie.
Quella che di notte stabilisce il prezzo alle tue voglie.
quella che di giorno chiami con disprezzo specie di troia
Quella che di notte stabilisce il prezzo della tua gioia.
Questa è la parte censurata. E' innegabile come De Andrè sia riuscito brillanetemente a superare l'ostacolo dando vita a due versi di una sagacia e brillantezza allucinante.
In tema di canzoni censurate ecco ,a mio avviso, la canzone più bella, cruenta, un pò non "de andreiana" per la violenza con cui attacca le istituzioni senza tanti giri di parole.
In realtà si tratta di una autocensurata fatta da De Andrè stesso.
CANZONE DEL MAGGIO
Anche se il nostro maggio
ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare
vi ha fatto guardare in terra
se avete deciso in fretta
che non era la vostra guerra
voi non avete fermato il tempo
gli avete fatto perdere tempo.
E se vi siete detti
non sta succedendo niente,
le fabbriche riapriranno,
arresteranno qualche studente
convinti che fosse un gioco
a cui avremmo giocato poco
voi siete stato lo strumento
per farci perdere un sacco di tempo.
Se avete lasciato fare
ai professionisti dei manganelli
per liberarvi di noi canaglie
di noi teppisti di noi ribelli
lasciandoci in buonafede
sanguinare sui marciapiedi
anche se ora ve ne fregate,
voi quella notte voi c'eravate.
E se nei vostri quartieri
tutto è rimasto come ieri,
se sono rimasti a posto
perfino i sassi nei vostri viali
se avete preso per buone
le "verità" dei vostri giornali
non vi è rimasto nessun argomento
per farci ancora perdere tempo.
Lo conosciamo bene
il vostro finto progresso
il vostro comandamento
"Ama il consumo come te stesso"
e se voi lo avete osservato
fino ad assolvere chi ci ha sparato
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
voi non potete fermare il tempo
gli fate solo perdere tempo
Lilith Varg
13-06-2008, 16.17.33
In tema di canzoni censurate ecco ,a mio avviso, la canzone più bella, cruenta, un pò non "de andreiana" per la violenza con cui attacca le istituzioni senza tanti giri di parole.
In realtà si tratta di una autocensurata fatta da De Andrè stesso.
CANZONE DEL MAGGIO
Anche se il nostro maggio
ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare
vi ha fatto guardare in terra
se avete deciso in fretta
che non era la vostra guerra
voi non avete fermato il tempo
gli avete fatto perdere tempo.
E se vi siete detti
non sta succedendo niente,
le fabbriche riapriranno,
arresteranno qualche studente
convinti che fosse un gioco
a cui avremmo giocato poco
voi siete stato lo strumento
per farci perdere un sacco di tempo.
Se avete lasciato fare
ai professionisti dei manganelli
per liberarvi di noi canaglie
di noi teppisti di noi ribelli
lasciandoci in buonafede
sanguinare sui marciapiedi
anche se ora ve ne fregate,
voi quella notte voi c'eravate.
E se nei vostri quartieri
tutto è rimasto come ieri,
se sono rimasti a posto
perfino i sassi nei vostri viali
se avete preso per buone
le "verità" dei vostri giornali
non vi è rimasto nessun argomento
per farci ancora perdere tempo.
Lo conosciamo bene
il vostro finto progresso
il vostro comandamento
"Ama il consumo come te stesso"
e se voi lo avete osservato
fino ad assolvere chi ci ha sparato
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
voi non potete fermare il tempo
gli fate solo perdere tempo
mi sa che questo testo non è proprio di de andrè, se non mi sbaglio è una traduzione rivisitazione di una canzone francese.
e poi... non si può estrapolare questo testo da "storia di un impiegato"... occorrerebbe postare tutta la storia e i testi uno dietro l'altro... altrimenti perde tanto del suo significato
Wolves
14-06-2008, 00.07.10
mi sa che questo testo non è proprio di de andrè, se non mi sbaglio è una traduzione rivisitazione di una canzone francese.
e poi... non si può estrapolare questo testo da "storia di un impiegato"... occorrerebbe postare tutta la storia e i testi uno dietro l'altro... altrimenti perde tanto del suo significato
Giusto tutto. Il testo viene da una canzone francese(mo è tardi e non riesco a mettermi a ricordare il titolo, ma era un canto francese del '68).
L'album è forse il mio preferito(se la gioca con "Non al denaro, non all'amore, nè al cielo" liberamente tratto dall' "Antologia di Spoon River", di Edgar Lee Masters), e innegabilmente uno di quelli che sento più spesso. Forse in nessun album quanto in questo è IMPOSSIBILE considerare un'unica canzone, senza tener conto del filo logico che la lega a tutte le altre. L'album è una FORTISSIMA critica verso il terrorismo degli anni '70, raccontato attraverso un impiegato, che dopo aver sentito proprio la canzone iniziale(Canzone del maggio, che De Andrè non censura, anzi reinterpreta in modo da rendere più forte il senso del suo album perchè la canzone vuole criticare quello contro cui i giovani sessantottini si ribellavano, De Andrè nell'album vorrà criticare i modi e i metodi dei giovani sessantottini) decide di unirsi alla ribellione(Siamo al pezzo "La bomba in testa" ) e lo fa estremizzando l'individualismo e la violenza e nel primo sogno("Al ballo mascherato") vede se stesso che fa saltare tutti i simboli del potere e dell'ipocrisia terreni(la Statua della Libertà, Nobel, Dante ecc. ecc.).
Da qui si passa a "Sogno numero due" lui vive in sogno il processo e secondo me è il brano più crudo dell'album... in pratica è un parlato, dove il giudice parla con parole pesantissime all'imputato, e proprio in questo brano c'è l'attacco più feroce che De Andrè possa fare al terrorismo degli anni '70.
Si passa a "La canzone del padre" canzone in cui lui rivive la vita del padre, e l'inutilità e la miseria della vita, e l'ipocrisia del mondo borghese. La canzone rivela l'entità onirica delle esperienze narrate fin ora, e introduce all'epilogo, che comincia con "Il bombarolo", che diviene quasi una parodia del terrorismo degli anni '70, dove l'impiegato prepara con cura il suo attentato, dimostrando tutta la sua mania di protagonismo. La sua avventura termina con il carcere. La prima esperienza carceraria narrata, è la visione dell'intervista alla sua donna. C'è il carcere a separarli, e la sua speranza è che lei potesse iniziare ad esser in grado di gestire il suo futuro("continuerai a farti scegliere, o finalmente sceglierai?"). Infine in "Nella mia ora di libertà" si compie la maturazione definitiva, e si evince il pensiero di De Andrè(che finora aveva solo messo in evidenza le sue critiche). Faber è convinto che solo il collettivismo possa essere una giusta risposta, e nella canzone finale, finalmente per la prima volta, e solo alla fine della canzone c'è la frase al plurale (di respirare la stessa aria dei secondini non ci va ecc ecc) che sancisce la definitiva maturazione del protagonista verso l'idea Deadreiana. Eccovi tutti i testi:
STORIA DI UN IMPIEGATO (1973)
INTRODUZIONE
Lottavano così come si gioca
i cuccioli del maggio era normale
loro avevano il tempo anche per la galera
ad aspettarli fuori rimaneva
la stessa rabbia la stessa primavera...
Testo: F.De Andrè – G.Bentivoglio
Anno di pubblicazione: 1973
CANZONE DEL MAGGIO
Anche se il nostro maggio
ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare
vi ha fatto chinare il mento
se il fuoco ha risparmiato
le vostre Millecento
anche se voi vi credete assolti
siete lo stesso coinvolti.
E se vi siete detti
non sta succedendo niente,
le fabbriche riapriranno,
arresteranno qualche studente
convinti che fosse un gioco
a cui avremmo giocato poco
provate pure a credevi assolti
siete lo stesso coinvolti.
Anche se avete chiuso
le vostre porte sul nostro muso
la notte che le pantere
ci mordevano il sedere
lasciamoci in buonafede
massacrare sui marciapiedi
anche se ora ve ne fregate,
voi quella notte voi c'eravate.
E se nei vostri quartieri
tutto è rimasto come ieri,
senza le barricate
senza feriti, senza granate,
se avete preso per buone
le "verità" della televisione
anche se allora vi siete assolti
siete lo stesso coinvolti.
E se credete ora
che tutto sia come prima
perché avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti,
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.
(Nota: Liberamente tratta da un canto del Maggio francese del 1968)
Testo: F.De Andrè – G.Bentivoglio
Anno di pubblicazione: 1973
LA BOMBA IN TESTA
... e io contavo i denti ai francobolli
dicevo "grazie a Dio" "buon Natale"
mi sentivo normale
eppure i miei trent'anni
erano pochi più dei loro
ma non importa adesso torno al lavoro.
Cantavano il disordine dei sogni
gli ingrati del benessere francese
e non davan l'idea
di denunciare uomini al balcone
di un solo maggio, di un unico paese.
E io ho la faccia usata dal buonsenso
ripeto "Non vogliamoci del male "
e non mi sento normale
e mi sorprendo ancora
a misurarmi su di loro
e adesso è tardi, adesso torno al lavoro.
Rischiavano la strada e per un uomo
ci vuole pure un senso a sopportare
di poter sanguinare
e il senso non dev'essere rischiare
ma forse non voler più sopportare.
Chissà cosa si trova a liberare
la fiducia nelle proprie tentazioni,
allontanare gli intrusi
dalle nostre emozioni,
allontanarli in tempo
e prima di trovarsi solo
con la paura di non tornare al lavoro.
Rischiare libertà strada per strada,
scordarsi le rotaie verso casa,
io ne valgo la pena,
per arrivare ad incontrar la gente
senza dovermi fingere innocente.
Mi sforzo di ripetermi con loro
e più l'idea va di là del vetro
più mi lasciano indietro,
per il coraggio insieme
non so le regole del gioco
senza la mia paura mi fido poco.
Ormai sono in ritardo per gli amici
per l'olio potrei farcela da solo
illuminando al tritolo
chi ha la faccia e mostra solo il viso
sempre gradevole, sempre più impreciso.
E l'esplosivo spacca, taglia, fruga
tra gli ospiti di un ballo mascherato,
io mi sono invitato
a rilevar l'impronta
dietro ogni maschera che salta
e a non aver pietà per la mia prima volta.
Testo: F.De Andrè – G.Bentivoglio
Anno di pubblicazione: 1973
AL BALLO MASCHERATO
Cristo drogato da troppe sconfitte
cede alla complicità
di Nobel che gli espone la praticità
di un'eventuale premio della bontà.
Maria ignorata da un Edipo ormai scaltro
mima una sua nostalgia di natività,
io con la mia bomba porto la novità,
la bomba che debutta in società,
al ballo mascherato della celebrità.
Dante alla porta di Paolo e Francesca
spia chi fa meglio di lui:
lì dietro si racconta un amore normale
ma lui saprà poi renderlo tanto geniale.
E il viaggio all'inferno ora fallo da solo
con l'ultima invidia lasciata là sotto un lenzuolo,
sorpresa sulla porta d'una felicità
la bomba ha risparmiato la normalità,
al ballo mascherato della celebrità.
La bomba non ha una natura gentile
ma spinta da imparzialità
sconvolge l'improbabile intimità
di un'apparente statua della Pietà.
Grimilde di Manhattan, statua della libertà,
adesso non ha più rivali la tua vanità
e il gioco dello specchio non si ripeterà
"Sono più bella io o la statua della Pietà "
dopo il ballo mascherato del celebrità.
Nelson strappato al suo carnevale
rincorre la sua identità
e cerca la sua maschera, l'orgoglio, lo stile,
impegnati sempre a vincere e mai a morire.
Poi dalla feluca ormai a brandelli
tenta di estrarre il consiglio della sua Trafalgar
e nella sua agonia, sparsa di qua, di là,
implora una Sant'Elena anche in comproprietà,
al ballo mascherato della celebrità.
Mio padre pretende aspirina ed affetto
e inciampa nella sua autorità,
affida a una vestaglia il suo ultimo ruolo
ma lui esplode dopo, prima il suo decoro.
Mia madre si approva in frantumi di specchio,
dovrebbe accettare la bomba con serenità,
il martirio è il suo mestiere, la sua vanità,
ma ora accetta di morire soltanto a metà
la sua parte ancora viva le fa tanta pietà,
al ballo mascherato della celebrità.
Qualcuno ha lasciato la luna nel bagno
accesa soltanto a metà
quel poco che mi basta per contare i caduti,
stupirmi della loro fragilità,
e adesso puoi togliermi i piedi dal collo
amico che m'hai insegnato il "come si fa"
se no ti porto indietro di qualche minuto
ti metto a conversare, ti ci metto seduto
tra Nelson e la statua della Pietà,
al ballo mascherato della celebrità.
Testo: F.De Andrè – G.Bentivoglio
Anno di pubblicazione: 1973
SOGNO NUMERO DUE
Imputato ascolta,
noi ti abbiamo ascoltato.
Tu non sapevi di avere una coscienza al fosforo
piantata tra l'aorta e l'intenzione,
noi ti abbiamo osservato
dal primo battere del cuore
fino ai ritmi più brevi
dell'ultima emozione
quando uccidevi,
favorendo il potere
i soci vitalizi del potere
ammucchiati in discesa
a difesa
della loro celebrazione.
E se tu la credevi vendetta
il fosforo di guardia
segnalava la tua urgenza di potere
mentre ti emozionavi nel ruolo più eccitante della legge
quello che non protegge
la parte del boia.
Imputato,
il dito più lungo della tua mano
è il medio
quello della mia
è l'indice,
eppure anche tu hai giudicato.
Hai assolto e hai condannato
al di sopra di me,
ma al di sopra di me,
per quello che hai fatto,
per come lo hai rinnovato
il potere ti è grato.
Ascolta
una volta un giudice come me
giudicò chi gli aveva dettato la legge:
prima cambiarono il giudice
e subito dopo
la legge.
Oggi, un giudice come me,
lo chiede al potere se può giudicare.
Tu sei il potere.
Vuoi essere giudicato?
Vuoi essere assolto o condannato?
Testo: F.De Andrè – R.Danè
Anno di pubblicazione: 1973
CANZONE DEL PADRE
"Vuoi davvero lasciare ai tuoi occhi
solo i sogni che non fanno svegliare".
"Sì. Vostro Onore, ma li voglio più grandi."
"C'è lì un posto, lo ha lasciato tuo padre.
Non dovrai che restare sul ponte
e guardare le altre navi passare
le più piccole dirigile al fiume
le più grandi sanno già dove andare."
Così son diventato mio padre
ucciso in un sogno precedente
il tribunale mi ha dato fiducia
assoluzione e delitto lo stesso movente.
E ora Berto, figlio della Lavandaia,
compagno di scuola, preferisce imparare
a contare sulle antenne dei grilli
non usa mai bolle di sapone per giocare;
seppelliva sua madre in un cimitero di lavatrici
avvolta in un lenzuolo quasi come gli eroi;
si fermò un attimo per suggerire a Dio
di continuare a farsi i fatti suoi
e scappò via con la paura di arrugginire
il giornale di ieri lo dà morto arrugginito,
i becchini ne raccolgono spesso
fra la gente che si lascia piovere addosso.
Ho investito il denaro e gli affetti
banca e famiglia danno rendite sicure,
con mia moglie si discute l'amore
ci sono distanze, non ci sono paure,
ma ogni notte lei mi si arrende più tardi
vengono uomini, ce n'è uno più magro,
ha una valigia e due passaporti,
lei ha gli occhi di una donna che pago.
Commissario io ti pago per questo,
lei ha gli occhi di una donna che è mia,
l'uomo magro ha le mani occupate,
una valigia di ciondoli, un foglio di via.
Non ha più la faccia del suo primo hashish
è il mio ultimo figlio, il meno voluto,
ha pochi stracci dove inciampare
non gli importa d'alzarsi, neppure quando è caduto:
e i miei alibi prendono fuoco
il Guttuso ancora da autenticare
adesso le fiamme mi avvolgono il letto
questi i sogni che non fanno svegliare.
Vostro Onore, sei un figlio di troia,
mi sveglio ancora e mi sveglio sudato,
ora aspettami fuori dal sogno
ci vedremo davvero,
io ricomincio da capo.
Testo: F.De Andrè – G.Bentivoglio
Anno di pubblicazione: 1973
IL BOMBAROLO
Chi va dicendo in giro che odio il mio lavoro
non sa con quanto amore mi dedico al tritolo
è quasi indipendente ancora poche ore
poi gli darò la voce il detonatore
Il mio Pinocchio fragile parente artigianale
di ordigni costruiti su scala industriale
di me non farà mai un cavaliere del lavoro
io son d'un'altra razza son bombarolo
Nello scendere le scale ci metto più attenzione,
sarebbe imperdonabile giustiziarmi sul portone
proprio nel giorno in cui la decisione è mia
sulla condanna a morte o l'amnistia
Per strada tante facce non hanno un bel colore
qui chi non terrorizza si ammala di terrore
c'è chi aspetta la pioggia per non piangere da solo
io sono d'un altro avviso son bombarolo
Intellettuali d'oggi idioti di domani
ridatemi il cervello che basta alle mie mani
profeti molto acrobati della rivoluzione
oggi farò da me senza lezione
Vi scoverò i nemici per voi così distanti
e dopo averli uccisi sarò fra i latitanti
ma finché li cerco io i latitanti sono loro
ho scelto un'altra scuola son bombarolo
Potere troppe volte delegato ad altre mani
sganciato e restituitoci dai tuoi aeroplani
io vengo a restituirti un po' del tuo terrore
del tuo disordine del tuo rumore
Così pensava forte un trentenne disperato
se non del tutto giusto quasi niente sbagliato
cercando il luogo idoneo adatto al suo tritolo
insomma il posto degno d'un bombarolo
C'è chi lo vide ridere davanti al Parlamento
aspettando l'esplosione che provasse il suo talento
c'è chi lo vide piangere un torrente di vocali
vedendo esplodere un chiosco di giornali
Ma ciò che lo ferì profondamente nell'orgoglio
fu l'immagine di lei che si sporgeva da ogni foglio
lontana dal ridicolo in cui lo lasciò solo
ma in prima pagina col bombarolo
Testo: F.De Andrè – G.Bentivoglio
Anno di pubblicazione: 1973
VERRANNO A CHIEDERTI DEL NOSTRO AMORE
Quando in anticipo sul tuo stupore
verranno a crederti del nostro amore
a quella gente consumata nel farsi dar retta
un amore così lungo
tu non darglielo in fretta
non spalancare le labbra ad un ingorgo di parole
le tue labbra così frenate nelle fantasie dell'amore
dopo l'amore così sicure a rifugiarsi nei "sempre"
nell'ipocrisia dei "mai"
non sono riuscito a cambiarti
non mi hai cambiato lo sai.
E dietro ai microfoni porteranno uno specchio
per farti più bella e pesarmi già vecchio
tu regalagli un trucco che con me non portavi
e loro si stupiranno
che tu non mi bastavi,
digli pure che il potere io l'ho scagliato dalle mani
dove l'amore non era adulto e ti lasciavo graffi sui seni
per ritornare dopo l'amore
alle carenze dell'amore
era facile ormai
non sei riuscita a cambiarmi
non ti ho cambiata lo sai.
Digli che i tuoi occhi me li han ridati sempre
come fiori regalati a maggio e restituiti in novembre
i tuoi occhi come vuoti a rendere per chi ti ha dato lavoro
i tuoi occhi assunti da tre anni
i tuoi occhi per loro,
ormai buoni per setacciare spiagge con la scusa del corallo
o per buttarsi in un cinema con una pietra al collo
e troppo stanchi per non vergognarsi
di confessarlo nei miei
proprio identici ai tuoi
sono riusciti a cambiarci
ci son riusciti lo sai.
Ma senza che gli altri non ne sappiano niente
dirmi senza un programma dimmi come ci si sente
continuerai ad ammirarti tanto da volerti portare al dito
farai l'amore per amore
o per avercelo garantito,
andrai a vivere con Alice che si fa il whisky distillando fiori
o con un Casanova che ti promette di presentarti ai genitori
o resterai più semplicemente
dove un attimo vale un altro
senza chiederti come mai,
continuerai a farti scegliere
o finalmente sceglierai.
Testo: F.De Andrè – G.Bentivoglio
Anno di pubblicazione: 1973
NELLA MIA ORA DI LIBERTÀ'
Di respirare la stessa aria
di un secondino non mi va
perciò ho deciso di rinunciare
alla mia ora di libertà
se c'è qualcosa da spartire
tra un prigioniero e il suo piantone
che non sia l'aria di quel cortile
voglio soltanto che sia prigione
che non sia l'aria di quel cortile
voglio soltanto che sia prigione.
È cominciata un'ora prima
e un'ora dopo era già finita
ho visto gente venire sola
e poi insieme verso l'uscita
non mi aspettavo un vostro errore
uomini e donne di tribunale
se fossi stato al vostro posto...
ma al vostro posto non ci so stare
se fossi stato al vostro posto...
ma al vostro posto non ci sono stare.
Fuori dell'aula sulla strada
ma in mezzo al fuori anche fuori di là
ho chiesto al meglio della mia faccia
una polemica di dignità
tante le grinte, le ghigne, i musi,
vagli a spiegare che è primavera
e poi lo sanno ma preferiscono
vederla togliere a chi va in galera
e poi lo scanno ma preferiscono
vederla togliere a chi va in galera.
Tante le grinte, le ghigne, i musi,
poche le facce, tra loro lei,
si sta chiedendo tutto in un giorno
si suggerisce, ci giurerei
quel che dirà di me alla gente
quel che dirà ve lo dico io
da un po' di tempo era un po' cambiato
ma non nel dirmi amore mio
da un po' di tempo era un po' cambiato
ma non nel dirmi amore mio.
Certo bisogna farne di strada
da una ginnastica d'obbedienza
fino ad un gesto molto più umano
che ti dia il senso della violenza
però bisogna farne altrettanta
per diventare così coglioni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni.
E adesso imparo un sacco di cose
in mezzo agli altri vestiti uguali
tranne qual'è il crimine giusto
per non passare da criminali.
Ci hanno insegnato la meraviglia
verso la gente che ruba il pane
ora sappiamo che è un delitto
il non rubare quando si ha fame
ora sappiamo che è un delitto
il non rubare quando si ha fame.
Di respirare la stessa aria
dei secondini non ci va
e abbiamo deciso di imprigionarli
durante l'ora di libertà
venite adesso alla prigione
state a sentire sulla porta
la nostra ultima canzone
che vi ripete un'altra volta
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.
Per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.
Testo: F.De Andrè – G.Bentivoglio
Anno di pubblicazione: 1973
p.s.: Scusate se la recensione non è esaustiva, ma capite pure che l'ora è quella che è.
p.p.s.: scusate anche se ho inpilato i testi in questo modo barbaro... spero che la lunghezza del post non crei problemi di leggibilità... ma se ci riusciamo a leggere i papielli di Lupodentrooo non vedo perchè debba creare problemi questo mio post:marameo:
Lilith Varg
18-06-2008, 14.48.20
mammamia.......
quando nell'ultima canzone, nella mia ora di libertà, riprende con "... per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti"... mi viene un brivido gelido intensissimo e mi viene da ridere, o piangere, sensazioni opposte assurde, mi sento quasi divertito e subito dopo resto di stucco e lì arriva il brivido lungo la schiena.
dumdum
18-06-2008, 14.56.30
................ c'è qualcuno che si ricorda della "Buona Novella " ftta al Duomo di Avellino alla fine degli anni settanta / inizio ottanta ???
Lilith Varg
18-06-2008, 22.12.05
................ c'è qualcuno che si ricorda della "Buona Novella " ftta al Duomo di Avellino alla fine degli anni settanta / inizio ottanta ???
ma c'era Lui?????:shock:
dumdum
19-06-2008, 08.46.25
ma c'era Lui?????:shock:
No...............:D :D :D
vBulletin v3.6.4, Copyright ©2000-2012, Jelsoft Enterprises Ltd.
Traduzione italiana :
www.vBulletin.it