LupoDentrooo
17-04-2007, 12.37.54
Ci sono immagini, foto, che valgono romanzi. Sono anche meglio: non hanno bisogno di fiumi di parole. Io che scrivo papielli, e questo sarà lunghissimo, ne ho la consapevolezza.
Io mi ricordo, ancora, quel pullman che lasciava lo stadio di Avellino, per portarsi a Gubbio.
Quella immagine non l’ho mai dimenticata e ad essa, più di una volta, sono ritornato nei giorni della grande cavalcata. L’invincibile armata, gli applausi scroscianti, i record, le pagini nazionali, l’interessamento di grandi club ai fuoriclasse biancoverdi, espolosi o rilanciati, la ritrovata parola e le passerelle di alcuni dirigenti, finanche le inversioni ad U o l’ammacchiamento, in attesa di tempi “migliori”, di tanti, di troppi, tutto ha le sue radici in quella immagine.
Quel pullman, quel giorno, vide salire a bordo solo qualche raro rappresentante della cosiddetta vecchia guardia, il volto rassegnato e scettico, qualche giovane acquisto, allora oggetto tutto da scoprire, tanti ragazzini primavera ed era, soprattutto, carico dei resti dell'amarezza per la cocente retrocessione, del disorientamento per le vicende iscrizione e del pessimismo più nero per il futuro.
Quando mise in moto, quando le ruote iniziarono i primi giri, si videro solo le mani di qualche genitore venuto ad accompagnare i tanti ragazzini. Non c’era folla alla cantina, allora. Non c’era folla.
Per esperienza mia lavorativa, mi sembrava di rivedere la partenza per certe gite scolastiche; ci fosse stato l'audio, avrei di certo ascoltato, da qualche padre o quale madre a terra, la classica frase: "Mi raccomando, fate attenzione".
Il mezzo poi si allontanò, anonimo. Anonimo in tutti i sensi, neanche la scritta US.Avellino aveva..
La sera, parlando con Angelo (Angiolè, ricordi quella telefonata?), ci lasciammo andare ad una considerazione:
"quanta tristezza in quella partenza per il ritiro: la sintesi di quello che è oggi il momento che vivono l'Avellino e l'ambiente" e poi…poi provammo a spezzare quel momento con una amara battuta: "speriamo che abbiano messo, almeno, la nafta sufficiente per raggiungere l'Umbria".
...e mi ricordo, ancora, i primi giorni di ritiro. Arrivarono calciatori con la valigia in mano e, soprattutto, con la testa altrove. Si sommarono agli altri eroi, stanchi, svuotati, distratti, già presenti, i Cecere, i Puleo, i Moretti...
Vi ricordate? Io sì! Di loro, della loro presenza in ritiro si raccontava degli incontri coi procuratori: “quello va”.. “no, per ora resta”… “ha prolungato”… “vuole andare via”… “no,vogliono mandarli via”… “debbono mandarli via”…. “Nanu li ha epurati”…
Solo di questo si raccontava del loro stare a Gubbio.
...e mi ricordo, ancora, che arrivò qualche giovane per allenarsi e magari, non si sa mai, da tesserare. E le battute sui figli di papà, allevati dall'Avellino, io me le ricordo bene: "dopo il figlio di Altobelli, il figlio di Zenga, apriamo l’asilo nido".
...e mi ricordo che arrivò anche qualche calciatore nuovo...la sera...per partire il giorno dopo, per mancato accordo o altro.
…e mi ricordo delle problematiche, dei dubbi, delle zavorre, come se ne mancassero, come se ne mancassero, che derivavano dal non conoscere il campionato di appartenenza.
Tutto questo, mentre le altre squadre, costruite sborsando cifre enormi, ritenute, dagli esperti, vere Ferrari… mo’ ce vo’, mo’ ce vo’, coi propri tecnici, lavoravano e provavano…provavano e costruivano, su rose certe, sull’entusiasmo, sulla serenità.
Dove eravate voi, voi dotti, medici e sapienti, voi nani e ballerine, quando un tecnico, giunto ad Avellino, tra lo scetticismo generale, mio compreso, si abbracciò la croce e senza guardare il nome, l'età e la situazione dei singoli, il fatto che, di quegli allievi, molti sarebbero andati via, si buttò nel lavoro con la passione, la serietà e l'impegno di chi in ritiro ha una rosa vera?
Quei pochi, anzi quei rari rappresentati dei mezzi di informazione che avevano reputato giusto e conveniente seguire le vicende di quei giorni, stando a Gubbio e non, come la stragrandissima maggioranza, restandosene ad Avellino, perchè "ma che iammo a vere’, ‘i creature?", raccontavano di un tecnico che fin dal primo allenamento, anche col più scarso dei primavera, lavorava e sudava, sudava e lavora...e spiegava. Spiegava del significato del gruppo, del valore del lavoro, delle regole da seguire, del rispetto. E spiegava quale movimento fare, quale la posizione da tenere...e fermava la seduta per ripetere con maniacale precisione quella azione o quello schema.
D'Acierno dirà, in seguito, che solo da Zeman aveva visto curare tantissimo l'aspetto tattico.
E che si trovasse dinanzi a calciatori che, poi, non avrebbero "rappresentato" l'Avellino del campionato, non smontava la voglia di lavorare di quell'uomo solo. Lavorava e sudava, sudava e lavorava...e spiegava...e provava e riprovava.
...e mi ricordo, ancora, quando Dario ed un altro paio di tifosi giunsero per la prima volta a Gubbio, macchia sparuta di una tifoseria che non c'era, e di come quel tecnico si avvicinò loro per dire:
"Grazie per essere venuti, avevamo bisogno di vedere qualcuno di voi. Grazie ancora"
...e mi ricordo, ancora, di Giugliano, della gara di Coppa Italia, con l'Albinoleffe.
Ricordo tutto. Ricordo di una intervista stravolta in modo vergognoso, ricordo di dirigenti che, ben conoscendo le cose avellinesi, non furono colti da dubbio alcuno sulla veridicità di affermazioni attribuite al tecnico, chissà come mai?..chissà?, di come lo bacchettarono e gli imposero il silenzio nella prima uscita ufficiale, dopo tanto lavorare. Lavorare come aveva lavorato lui, attendere la prima uscita ufficiale, vedere i suoi ragazzi far tremare quella squadra che solo pochi mesi prima ci aveva ridicolizzati e fatto piangere e dover tacere. Che schifo!
Quel silenzio dell’unico che avrebbe avuto diritto di parlare, quel giorno, venne riempito dai cori "dove sono i calciatori?", dalla presenza di Simonelli in tribuna, alimentando il fiume di indiscrezioni, mentre, con la stessa delicatezza del classico elefante nella cristalliera, ebbe cura di farsi vedere parlare con i "calciatori", gli eroi, che poi sono gli stessi a cui, solo qualche mese prima, ad Avellino, fossimo stati in Afghanistan, parecchi avrebbero regalato il taglio della gola...a cominciare da quel Cecere, a me tanto caro per il passato e che ora era sì a Giugliano, non in campo, ma al bar col suo procuratore Grimaldi .
Infine, quel silenzio imposto in modo indecente al tecnico, venne riempito dalle parole di Maglione che spiegava che il Nanu doveva solo pensare ad allenare quelli che gli metteva a disposizione. Come se non l’avesse sempre fatto, a cominciare dal figlio di Zenga e dai ragazzini salutati dai genitori, sotto i finestrini di quel pullman.
...e mi ricordo delle feroci critiche, a partire dalla disfatta di Ravenna. Mi piacerebbe che qualche gola profonda, appartenente alla squadra e/o alla società, ci raccontasse come si fece carico di informare quanti poi, a loro volta, avrebbero informato il tecnico, alla vigilia della gara successiva, che, comunque fosse andata, era stato già deciso il suo esonero.
Era questo il modo per aiutare un giovane tecnico a superare una fetente di sconfitta? Questo il modo per farlo lavorare in pace?
Pace? E quando l'ha avuta, la pace, questo tecnico? Quando? Ditemelo, cari Pugliese, ditemelo!
Forse avrebbe aiutato Capello a tenere il gruppo unito, a continuare a credere e lottare, il fare punti e poi vederseli tolti?
...e mi ricordo di uno stadio deserto, per la decisione della curva. Una delle pagine più tristi della nostra storia e mi ricordo che in quello stadio, coi pochi tifosi, quel tecnico era coi suoi uomini ad iniziare una splendida cavalcata che avrebbe fatto sparire i corvi e gli sciacalli, in attesa di tempi “migliori”, avrebbe fatto salire tanti sulla giostra delle vittorie in serie, delle quaterne con le quali si seppellivano le squadre e porteranno al primato ed, ebbene sì, cari Pugliese, aiutarono, e non poco, voi a ritornare in sella e poi allo stadio.
Perchè quando il gioco si fece duro e durissima la contestazione, voi annunciaste di voler vendere ed allo stadio non veniste più.
...e mi ricordo anche il mese di Gennaio, quello del mercato, con una squadra in paradiso che avrebbe reclamato solo un po' di pace...che pace non ebbe mai. Certo, molto, tantissimo ci misero gli avvelenatori di pozzi, ma voi, voi dirigenti e qualche calciatore avete fatto tutto bene? Nulla avete da rimproverarvi per quei giorni che poi avrebbero determinato non poco il periodo nero successivo?
E tu, caro Maglione, non hai proprio nulla da rimproverarti in quella fase? Certe dichiarazioni (ascoltate, non lette) e la necessaria chiarificazione hanno aiutato questo tecnico? Tu che eri stato etichettato come “lo schiavo di Pugliese”…dimmi: dei tuoi giorni di gloria successiva, degli osanna sull’onda dei risultati, nulla devi al lavoro di questo tecnico? Ed hai fatto sempre il massimo per proteggerlo e nulla per collocare in un angolo la sua immagine?
E tu, caro Marco Pugliese che a Contatto Sport ti mettesti a raccontare delle richieste straniere per Evacuo, pensando di farti bello e, finanche, reputasti utile alla ricostruzione delle condizioni ideali per recuperarlo il metterti a duettare pubblicamente con quello che allora era detto, e si credeva, “il marziano”, non hai proprio nulla da farti perdonare?
E tu, carissimo Felice, passato dal silenzio pesante come macigno alle dichiarazioni famose e sconce, fosse anche solo per quei giorni, prima ancora che per il prosieguo, non hai nulla da farti perdonare?
E tu, caro Puleo, grandissimo campione incompreso, in quei giorni, quando per l'ennesima volta (che palle!) avevi da far sapere che volevi valutare bene, che saresti potuto partire, non hai proprio nulla da farti perdonare?
E voi, voi che avete saltato un allenamento perchè avevate un appuntamento con la società, proprio nell'orario in cui avreste dovuto essere a sudare in campo (ma guarda un po’), e proprio nel periodo più nero del campionato (ma guarda un po’), per discutere… non di soldi…ma di “cummare", non avete proprio nulla da farvi perdonare?
Tutti voi e tanti altri, nulla avete inciso, in negativo, in quel periodo che rese il distacco positivo in punti da recuperare? Solo colpa o errori di un tecnico incapace?
...e mi ricordo di arbitraggi schifosi. Di quelli che avrebbero ucciso un toro. Anche questi sono colpa del tecnico?
Certo, la conosco benissimo l’obiezione, la prima: siamo una squadra fortissimi e con un altro tecnico saremmo stati al riparo anche da decine di decisioni arbitrali a senso unico. (mi diceva mia cognato che, per radio, il radiocronista di Ravenna parlava del primo goal segnato in fuorigioco e del Perugia che ha duramente contestato il guardalinee ed ho letto, il giorno dopo, sulla Gazzetta, "tutti si attendono l'annullamento della rete". Annullamento che, ovviamente non c’è stato e così, quando perde Chianese, il Ravenna passa in vantaggio...col guardalinee. Ma non è importante, perché il Ravenna ha comunque meritato. Sì…sì….si)
...e mi ricordo che appena al 94° del Sabato Santo eravamo primi in classifica, con un punto in più sul Ravenna, in realtà, tre punti di vantaggio conquistati sul campo.
Eh… già: ancora poco, troppo poco per una Ferrari.
...e mi ricordo ancora che poi è successo quello che è successo, con squalifiche varie e se il tecnico ha le sue responsabilità, voi, voi non c'azzeccate proprio nulla, cari presidente, vice presidente, accompagnatore, dt...dtt e cazzi vari?
....e mi ricordo che, dopo una settimana durissima, abbiamo perso a Cava, contro una squadra che sul proprio campo si fa valere eccome. Mi fido di quello che dite e di quello che ho letto ed accetto le critiche tattiche al tecnico e tutto il resto. Per carità, sarei davvero stupido, stupido molto più che presuntuoso, se, senza aver visto la gara, mi addentrassi in questioni tattiche, sostituzioni ecc.
Ma vi chiedo: oltre, ripeto "OLTRE", questi errori del tecnico, nulla ha pesato l'andare in svantaggio dopo sei minuti per una dormita della difesa? Nulla ha pesato quel due a zero, dopo venti minuti, per quella autorete assurda (no, l'autorete ci sta e nunn'è peccato, peccato lo diventa quando non ti accorgi che sei solo e non c'è necessità di quell'intervento)? e nulla ha pesato quel tre a zero dove, al di là se difendi a tre o a quattro o a 23, solo un pollo si fa superare in quel modo ed indugia alle proteste puleiane...mentre il Puleo vero liscia sul cross al centro?
Ah, certo: quegli errori dei Nesta e Cannavaro dell’Irpinia sono conseguenza della disposizione tattica che li rende nudi e vulnerabili. Come se nella difesa a 4 o a 5 o a 23, dello schema di Zeman o di Oddo o di Colomba, di questi errori, anche peggiori, non ce ne avessero mai regalati. Ah…chella memoria!
E quel Bacis che, dopo essere riuscito a farsi espellere finanche dalla panchina, si fa espellere in una azione nostra di attacco, nessuna colpa ha?
Insomma, se a Cava, come dite e come credo, si sono visti errori tattici gravi, la sconfitta è solo colpa del tecnico? Se è vero, come dite, ed io vi credo, che domenica ci sono stati prestazioni singole irritanti e svogliate e dormite generali e del singolo, è solo,ripeto, SOLO del tecnico? E gli eroi, ditemi un po’…gli eroi, quelli che vincevano nonostante un tecnico scarso, per cacciare fuori almeno le palle avrebbero avuto bisogno dello schema adatto?
E, poi, finiamola, una buona volta per tutte di dire che siamo una squadra fortissimi che solo questo tecnico non riesce a fare stravincere il campionato.
Io ho sempre pensato, e penso ancora, che siamo la squadra più forte del campionato. Ma quanto più forte?
Più fortissimi assai da poter colmare tutto questo, tutto insieme, che proverò ad elencarvi?
1) un ritiro non fatto. Ma servono qualcosa i ritiri, il presentarsi in campionato con gruppo, idee e schemi consolidati o no? fatemelo sapere, per favore!
2) l'assenza di Biancolino nelle prime cinque gare e la presenza a scartamento ridotto per almeno qualche altra.
3) polemiche e guerre a non finire attorno al tecnico, alla squadra ed alla società.
4) le immani tarantelle delle vicende mercato.
5) un Evacuo smarritosi nelle nebbie dei propri pensieri e non solo.
6) calciatori che nel periodo nero hanno cazzi personali da risolvere con la società.
7) un infortunio lunghissimo, nel momento importante di Moretti.
8) un portiere (no, nessuna crocifissione, ci mancherebbe) che quando non ha colpe, non trasmette sicurezza e, comunque, non mi pare che ci stia facendo gridare spesso al "miracolooooo".
9) un Bacis che si fa espelllere dalla panchina, dal campo e...dalla infermeria.
10) D'andrea che a Cava ha fatto l'autorete, ma ne ha fatto già altre (se hai la palla, la perdi da pollo e l'avversario si invola in area solo solo e poi non segna, quello è un'auorete bella e buona...non convalidata da… un avversario nobile di cuore)
11) due punti in meno per la vicenda societaria. (averli, magari quando si era a più cinque, non avrebbe potuto incidere sulla gara col Ravenna? Siete sicuri?)
12) gli arbitraggi! Perché, complotto o non complotto, malafede o cose naturali e fisiologicche, la si pensi come si vuole, sta di fatto che ci hanno tartassati.
Insomma, sta squadra, per me forte, per tanti fortissimi (mo’, corti di memoria, mo’. Andatevi a riprendere la collezione dei giornali, le registrazioni audio delle telefonate e della trasmissioni TV e quello che si scriveva sui forum), lo era, lo è, tanto al tal punto più di tutti che affidata ad un altro avrebbe, considerato tutto ciò che vi ho ricordato, avrebbe fatto sicuramente di più, tanto di più?
Questo Barcellona della serie C, affidato ad un tecnico diverso da questo scemo che abbiamo, avrebbe sicuramente fatto più dei due punti a partita?
Allora, guardo la Juve, quella vera, quella dei campioni del mondo, e vedo che ha fatto sul campo, penalizzazione conteggiata, esattamente 2,31 a partita.
E Nanu avrebbe dovuto fare altrettanto, con tutto quello che ha passato dal giorno in cui è partito quel pullman, fino ad oggi?
Vabbuò, comunque sì, perché il divario dell’Avellino è troppisssimo.
A parte che non mi pare che il Gragnaniello sia troppissimo più forte di tutti quelli della serie C1 e non mi pare neanche che sia semplicemente il più forte (inciderà qualcosa o no, il portiere?), a parte che Bacis, tra infortuni e squalifiche e qualche prestazione offerta, non mi pare che possa considerarsi una pedina difensiva, a disposizione del tecnico, troppissima più forte delle altre delle varie squadre (aver avuto il Bacis che si sperava e non averlo avuto è la stessa cosa?), a parte che non mi pare che il duo centrale D’Andrea Puleo sia la più fortissima della serie C1 e neanche la più forte, a parte che Ametrano non mi pare lo Zambrotta incompreso della serie C, a parte che Tufano e Rivaldo e, Luciani prima, non mi pare che facciano mettere scuorno a quelli di altre squadre, a parte che quello rispedito a Martina non mi pare fosse il Grosso Mundial, a parte che Riccio non mi risulta essere molto più fortissimo assai di qualche altro di qualche altra squadra, vorrei chiedervi:
Di Cecco e Porcari, fortissimi, erano pur sempre giovani semisconosciuti o no? e mi piacerebbe sapere se qualcosa, nella esplosione dei due, il tecnico ci abbia messo di suo oppure no (perché, vi risulta che non sempre un calciatore viene valorizzato il giusto? Vi risulta capita che con un tecnico qualche calciatore renda 10 e con qualche altro renda meno?).
Vorrei chiedervi: ma se, nella prima parte, Moretti è stato il miglior Moretti di sempre, se non altro in termini di realizzazione, non vi viene il dubbio che sia dipeso, in parte, anche dal tipo di impiego proposto da Nanu? Da quella stessa posizione che all’inizio faceva gridare, dotti, medici e sapienti, allo scandalo?
Come mi piacerebbe sapere se, per caso, solo per caso, una ‘ndecchia di merito nel miglior Biancolino di sempre, questo tecnico, che lo ha messo in campo quando noi ancora ci interrogavamo su quando avremmo visto almeno un pitone accettabile, la abbia o no. Siete proprio sicuri che qualche altro tecnico avrebbe messo Grieco ed Evacuo accanto al pitone? Sicuri, sicuri?
E questo calciatore da me tanto amato, forse, dico forse, nulla deve al tecnico per questa annata mai conosciuta?
E voi, voi che dite, con serenità d’animo, senza pregiudizio alcuno ed anche con qualche dispiacere umano che non è questo il punto, non il passato, non il disconoscere i meriti per ciò che il tecnico ha saputo fare, ma il fatto che ora Nanu non appare in grado di uscire dall’angolo nel quale si è chiuso e che ormai, dispiace pure, assai, ma l’esonero appare inevitabile, ditemi: perché?
Perché un tecnico che ha saputo vincere lo scetticismo di tutti, che ha saputo costruire una macchina che per grandi tratti è apparsa perfetta, che ha saputo stupire, che ha dimostrato anche di saper cambiare, che ha già superato un momento nerissimo (non si dicevano, in parte, le stesse cose, quando crollammo dal +5?), perché, recuperando anche Moretti, col supporto di tutti, non dovrebbe essere in grado di portare in porto la nave? Perché?
Voi no, voi non lo avete mai ritenuto un incapace, uno stupido, lo scemo del villaggio, voi non avete mai pensato, come altri (quelli che suonano sempre lo stesso disco, appena i risultati gli offrano l’occasione), dopo Ravenna, che la squadra gli fosse contro o come quando si passò dal + al -, nel periodo nero, che il gruppo non fosse con lui, come fate a dubitarne oggi?
E se non lo dubitate, perché, il tecnico ed il gruppo, abbracciati come hanno fatto dall’inizio dell’avventura e prima di ogni gara, non dovrebbero poter riconsiderare il momento, le condizioni e per queste quattro gare o, poi, nei play, stupire ancora tutti? Lo credete folle al punto dal non capire che, se non lo ha fatto prima, sbagliando, ora debba cambiare qualche cosa? E’ tanto impossibile vincere domenica col San Marino? Il Ravenna ha già vinto a Gallipoli? E la sentenza Coni non potrebbe restituirci punti? Tutto è perduto con questo tecnico?
Ma comunque, voi avete il diritto di pensarla come volete e, tutto sommato, non è a voi che debbo, posso e voglio contestare qualcosa. Avevo voglia di chiarire un po’ di cose, l’ho fatto come so farlo io, immaginandovi uno ad uno dinanzi a me e scrivendo come se vi parlassi. Ed ho scritto per dire a questi dirigenti che, oggi, so per certo che non hanno palle: o scappano quando c’è la guerra o consegnano il colpevole di comodo, lasciandolo al vomito che tanti, troppi, gli hanno rovesciato addosso, in questi tre giorni e che, certamente continueranno rovesciare.
Voi, voi cari dirigenti pensate, avallando la storiella della Ferrari consegnata a chi non è in grado di farla rendere al massimo, di pararvi il culo in qualche modo?
“Noi più di allestire uno squadrone, una Ferrari che potevamo fare? Abbiamo dovuto chiamare Shumacher”.
Poveri voi…poveri illusi.
Se il cambio si rivelerà un fallimento sarete massacrati e se dovesse essere un successo, sarà vittoria di Pirro. Voi avete, con questa vostra scelta, fatto in modo che essi, i dotti, i medici, i sapienti, i nani e le ballerine, i tifosi stile-radio-punto-nuovo non provassero mai a seguire sentieri diversi da quelli che da sempre vedono le loro orme. E ci metteranno poco, il tempo della nuova campagna acquisti a fare ciò che hanno sempre fatto, ciò che sanno fare...e voi vi ritroverete con nemici armati anche più di oggi, di ieri.
Io, pur continuando a sostenervi, cari Pugliese, pigliandomi accuse di ogni tipo, come gli attenti e gli intelligenti e gli onesti sanno, non ho mai negato che dalla sbandierata “siamo una delle poche società sane del panorama calcistico italiano”, alla realtà scoperta, ho sempre scritto a chi mi chiedeva “ma tu la metteresti la mano sul fuoco per i Pugliese?”…”No, non solo non la metterei sul fuoco, ma neanche a 50 cm dal fuoco”.
Oggi, dico che la mano la nasconderei proprio. E ripeto, ora, quando ebbi a scrivere ad inizio di stagione: voi riuscite a non imparare mai nulla dai vostri errori. Mai!
E se ( e chi mi conosce sa, quanto io speri che il cambio ci regali la B e, detto per inciso, apprezzo moltissimo Vavassori) dovesse essere promozione, non cambierò di una sola parola, di una sola virgola ciò che penso ora.
Quel giorno, carissimo Galderisi, sarò felice ed urlerò da pazzi. Ma se avrò, come mi è accaduto in altre occasioni di festeggiamento, gli occhi lucidi, non sarà solo per la gioia della promozione: sarà anche perché ripenserò a quello che hai dovuto patire, dal giorno che hai messo piede ad Avellino, anzi da quando si apprese della scelta ricaduta su di te, fino alle disgustose cose di queste ultimissime ore, da dotti, medici, sapienti, nani, ballerine, tifosi-stile-radio-punto-nuovo e per quello che hanno deciso (anche il modo, cazzo…anche il modo scelto è schifoso! quasi tre giorni di silenzio), per quello che hanno deciso dirigenti senza palle e, ahimè, senza testa. E non sarà la promozione in B a farmi cambiare idea, perché con questi dirigenti anche i successi che eventualmente arriveranno, saranno successi costruiti sull’argilla. E questo mi preoccupa non poco.
Mi fa dannare il fatto che ad Avellino non si riesca a costruire nulla. Lo chiesi, assieme ad altri, ad Aldair, in primis, subito dopo la retrocessione: proviamo a programmare, impariamo a costruire nel tempo. Siamo alle solite. Siamo alle solite. (E poi ci meravigliamo che l’Abinoleffe sia lì e noi dove siamo da trent’anni)
Anche per questo, la festa che dovesse essere mi vedrà felice come solo un tifoso bambino può esserlo, urlerò pazzo di gioia ma, nello stesso tempo. anche preoccupato e triste.
Triste perché, per quel che hai fatto, caro Nanu, per quel che hai dato e provato a dare, avresti meritato di essere assieme a noi.
Ma ti hanno lasciato solo, alla fine della storia. Come solo eri all’inizio, quando quel pullman mise in moto il motore.
Ci sono immagini, foto, che valgono romanzi.
Il finale è in quella foto che mi fa tanto male e dalla quale, proprio, non riesco a scappare: tu solo dietro quella cancellata. Che tristezza, che malinconia, quanta ingiustizia in quella immagine. :bua:
La storia tua, ad Avellino, meritava ben altro epilogo..
Ma la storia, ad Avellino, caro Nanu, è semp ‘a stessa: dotti, medici, sapienti, nani, ballerine e dirigenti non all’altezza.
Ci sono immagini, foto, che valgono romanzi. Sono anche meglio: non hanno bisogno di fiumi di parole. Io, purtroppo, so solo ricorrere ai papielli; questo l'ho scritto questa notte, quando ormai era chiara la fine della storia ed io non riuscivo a chiudere gli occhi. Nanu, sono sicuro che tu abbia letto, spero che tu sia riuscito ad arrivare fino a qua (lo so che non era facile, lo so:azz: ), così che tu possa leggere l’ultima cosa che ho da dirti:
Grazie, grazie di tutto.
Peppe
Io mi ricordo, ancora, quel pullman che lasciava lo stadio di Avellino, per portarsi a Gubbio.
Quella immagine non l’ho mai dimenticata e ad essa, più di una volta, sono ritornato nei giorni della grande cavalcata. L’invincibile armata, gli applausi scroscianti, i record, le pagini nazionali, l’interessamento di grandi club ai fuoriclasse biancoverdi, espolosi o rilanciati, la ritrovata parola e le passerelle di alcuni dirigenti, finanche le inversioni ad U o l’ammacchiamento, in attesa di tempi “migliori”, di tanti, di troppi, tutto ha le sue radici in quella immagine.
Quel pullman, quel giorno, vide salire a bordo solo qualche raro rappresentante della cosiddetta vecchia guardia, il volto rassegnato e scettico, qualche giovane acquisto, allora oggetto tutto da scoprire, tanti ragazzini primavera ed era, soprattutto, carico dei resti dell'amarezza per la cocente retrocessione, del disorientamento per le vicende iscrizione e del pessimismo più nero per il futuro.
Quando mise in moto, quando le ruote iniziarono i primi giri, si videro solo le mani di qualche genitore venuto ad accompagnare i tanti ragazzini. Non c’era folla alla cantina, allora. Non c’era folla.
Per esperienza mia lavorativa, mi sembrava di rivedere la partenza per certe gite scolastiche; ci fosse stato l'audio, avrei di certo ascoltato, da qualche padre o quale madre a terra, la classica frase: "Mi raccomando, fate attenzione".
Il mezzo poi si allontanò, anonimo. Anonimo in tutti i sensi, neanche la scritta US.Avellino aveva..
La sera, parlando con Angelo (Angiolè, ricordi quella telefonata?), ci lasciammo andare ad una considerazione:
"quanta tristezza in quella partenza per il ritiro: la sintesi di quello che è oggi il momento che vivono l'Avellino e l'ambiente" e poi…poi provammo a spezzare quel momento con una amara battuta: "speriamo che abbiano messo, almeno, la nafta sufficiente per raggiungere l'Umbria".
...e mi ricordo, ancora, i primi giorni di ritiro. Arrivarono calciatori con la valigia in mano e, soprattutto, con la testa altrove. Si sommarono agli altri eroi, stanchi, svuotati, distratti, già presenti, i Cecere, i Puleo, i Moretti...
Vi ricordate? Io sì! Di loro, della loro presenza in ritiro si raccontava degli incontri coi procuratori: “quello va”.. “no, per ora resta”… “ha prolungato”… “vuole andare via”… “no,vogliono mandarli via”… “debbono mandarli via”…. “Nanu li ha epurati”…
Solo di questo si raccontava del loro stare a Gubbio.
...e mi ricordo, ancora, che arrivò qualche giovane per allenarsi e magari, non si sa mai, da tesserare. E le battute sui figli di papà, allevati dall'Avellino, io me le ricordo bene: "dopo il figlio di Altobelli, il figlio di Zenga, apriamo l’asilo nido".
...e mi ricordo che arrivò anche qualche calciatore nuovo...la sera...per partire il giorno dopo, per mancato accordo o altro.
…e mi ricordo delle problematiche, dei dubbi, delle zavorre, come se ne mancassero, come se ne mancassero, che derivavano dal non conoscere il campionato di appartenenza.
Tutto questo, mentre le altre squadre, costruite sborsando cifre enormi, ritenute, dagli esperti, vere Ferrari… mo’ ce vo’, mo’ ce vo’, coi propri tecnici, lavoravano e provavano…provavano e costruivano, su rose certe, sull’entusiasmo, sulla serenità.
Dove eravate voi, voi dotti, medici e sapienti, voi nani e ballerine, quando un tecnico, giunto ad Avellino, tra lo scetticismo generale, mio compreso, si abbracciò la croce e senza guardare il nome, l'età e la situazione dei singoli, il fatto che, di quegli allievi, molti sarebbero andati via, si buttò nel lavoro con la passione, la serietà e l'impegno di chi in ritiro ha una rosa vera?
Quei pochi, anzi quei rari rappresentati dei mezzi di informazione che avevano reputato giusto e conveniente seguire le vicende di quei giorni, stando a Gubbio e non, come la stragrandissima maggioranza, restandosene ad Avellino, perchè "ma che iammo a vere’, ‘i creature?", raccontavano di un tecnico che fin dal primo allenamento, anche col più scarso dei primavera, lavorava e sudava, sudava e lavora...e spiegava. Spiegava del significato del gruppo, del valore del lavoro, delle regole da seguire, del rispetto. E spiegava quale movimento fare, quale la posizione da tenere...e fermava la seduta per ripetere con maniacale precisione quella azione o quello schema.
D'Acierno dirà, in seguito, che solo da Zeman aveva visto curare tantissimo l'aspetto tattico.
E che si trovasse dinanzi a calciatori che, poi, non avrebbero "rappresentato" l'Avellino del campionato, non smontava la voglia di lavorare di quell'uomo solo. Lavorava e sudava, sudava e lavorava...e spiegava...e provava e riprovava.
...e mi ricordo, ancora, quando Dario ed un altro paio di tifosi giunsero per la prima volta a Gubbio, macchia sparuta di una tifoseria che non c'era, e di come quel tecnico si avvicinò loro per dire:
"Grazie per essere venuti, avevamo bisogno di vedere qualcuno di voi. Grazie ancora"
...e mi ricordo, ancora, di Giugliano, della gara di Coppa Italia, con l'Albinoleffe.
Ricordo tutto. Ricordo di una intervista stravolta in modo vergognoso, ricordo di dirigenti che, ben conoscendo le cose avellinesi, non furono colti da dubbio alcuno sulla veridicità di affermazioni attribuite al tecnico, chissà come mai?..chissà?, di come lo bacchettarono e gli imposero il silenzio nella prima uscita ufficiale, dopo tanto lavorare. Lavorare come aveva lavorato lui, attendere la prima uscita ufficiale, vedere i suoi ragazzi far tremare quella squadra che solo pochi mesi prima ci aveva ridicolizzati e fatto piangere e dover tacere. Che schifo!
Quel silenzio dell’unico che avrebbe avuto diritto di parlare, quel giorno, venne riempito dai cori "dove sono i calciatori?", dalla presenza di Simonelli in tribuna, alimentando il fiume di indiscrezioni, mentre, con la stessa delicatezza del classico elefante nella cristalliera, ebbe cura di farsi vedere parlare con i "calciatori", gli eroi, che poi sono gli stessi a cui, solo qualche mese prima, ad Avellino, fossimo stati in Afghanistan, parecchi avrebbero regalato il taglio della gola...a cominciare da quel Cecere, a me tanto caro per il passato e che ora era sì a Giugliano, non in campo, ma al bar col suo procuratore Grimaldi .
Infine, quel silenzio imposto in modo indecente al tecnico, venne riempito dalle parole di Maglione che spiegava che il Nanu doveva solo pensare ad allenare quelli che gli metteva a disposizione. Come se non l’avesse sempre fatto, a cominciare dal figlio di Zenga e dai ragazzini salutati dai genitori, sotto i finestrini di quel pullman.
...e mi ricordo delle feroci critiche, a partire dalla disfatta di Ravenna. Mi piacerebbe che qualche gola profonda, appartenente alla squadra e/o alla società, ci raccontasse come si fece carico di informare quanti poi, a loro volta, avrebbero informato il tecnico, alla vigilia della gara successiva, che, comunque fosse andata, era stato già deciso il suo esonero.
Era questo il modo per aiutare un giovane tecnico a superare una fetente di sconfitta? Questo il modo per farlo lavorare in pace?
Pace? E quando l'ha avuta, la pace, questo tecnico? Quando? Ditemelo, cari Pugliese, ditemelo!
Forse avrebbe aiutato Capello a tenere il gruppo unito, a continuare a credere e lottare, il fare punti e poi vederseli tolti?
...e mi ricordo di uno stadio deserto, per la decisione della curva. Una delle pagine più tristi della nostra storia e mi ricordo che in quello stadio, coi pochi tifosi, quel tecnico era coi suoi uomini ad iniziare una splendida cavalcata che avrebbe fatto sparire i corvi e gli sciacalli, in attesa di tempi “migliori”, avrebbe fatto salire tanti sulla giostra delle vittorie in serie, delle quaterne con le quali si seppellivano le squadre e porteranno al primato ed, ebbene sì, cari Pugliese, aiutarono, e non poco, voi a ritornare in sella e poi allo stadio.
Perchè quando il gioco si fece duro e durissima la contestazione, voi annunciaste di voler vendere ed allo stadio non veniste più.
...e mi ricordo anche il mese di Gennaio, quello del mercato, con una squadra in paradiso che avrebbe reclamato solo un po' di pace...che pace non ebbe mai. Certo, molto, tantissimo ci misero gli avvelenatori di pozzi, ma voi, voi dirigenti e qualche calciatore avete fatto tutto bene? Nulla avete da rimproverarvi per quei giorni che poi avrebbero determinato non poco il periodo nero successivo?
E tu, caro Maglione, non hai proprio nulla da rimproverarti in quella fase? Certe dichiarazioni (ascoltate, non lette) e la necessaria chiarificazione hanno aiutato questo tecnico? Tu che eri stato etichettato come “lo schiavo di Pugliese”…dimmi: dei tuoi giorni di gloria successiva, degli osanna sull’onda dei risultati, nulla devi al lavoro di questo tecnico? Ed hai fatto sempre il massimo per proteggerlo e nulla per collocare in un angolo la sua immagine?
E tu, caro Marco Pugliese che a Contatto Sport ti mettesti a raccontare delle richieste straniere per Evacuo, pensando di farti bello e, finanche, reputasti utile alla ricostruzione delle condizioni ideali per recuperarlo il metterti a duettare pubblicamente con quello che allora era detto, e si credeva, “il marziano”, non hai proprio nulla da farti perdonare?
E tu, carissimo Felice, passato dal silenzio pesante come macigno alle dichiarazioni famose e sconce, fosse anche solo per quei giorni, prima ancora che per il prosieguo, non hai nulla da farti perdonare?
E tu, caro Puleo, grandissimo campione incompreso, in quei giorni, quando per l'ennesima volta (che palle!) avevi da far sapere che volevi valutare bene, che saresti potuto partire, non hai proprio nulla da farti perdonare?
E voi, voi che avete saltato un allenamento perchè avevate un appuntamento con la società, proprio nell'orario in cui avreste dovuto essere a sudare in campo (ma guarda un po’), e proprio nel periodo più nero del campionato (ma guarda un po’), per discutere… non di soldi…ma di “cummare", non avete proprio nulla da farvi perdonare?
Tutti voi e tanti altri, nulla avete inciso, in negativo, in quel periodo che rese il distacco positivo in punti da recuperare? Solo colpa o errori di un tecnico incapace?
...e mi ricordo di arbitraggi schifosi. Di quelli che avrebbero ucciso un toro. Anche questi sono colpa del tecnico?
Certo, la conosco benissimo l’obiezione, la prima: siamo una squadra fortissimi e con un altro tecnico saremmo stati al riparo anche da decine di decisioni arbitrali a senso unico. (mi diceva mia cognato che, per radio, il radiocronista di Ravenna parlava del primo goal segnato in fuorigioco e del Perugia che ha duramente contestato il guardalinee ed ho letto, il giorno dopo, sulla Gazzetta, "tutti si attendono l'annullamento della rete". Annullamento che, ovviamente non c’è stato e così, quando perde Chianese, il Ravenna passa in vantaggio...col guardalinee. Ma non è importante, perché il Ravenna ha comunque meritato. Sì…sì….si)
...e mi ricordo che appena al 94° del Sabato Santo eravamo primi in classifica, con un punto in più sul Ravenna, in realtà, tre punti di vantaggio conquistati sul campo.
Eh… già: ancora poco, troppo poco per una Ferrari.
...e mi ricordo ancora che poi è successo quello che è successo, con squalifiche varie e se il tecnico ha le sue responsabilità, voi, voi non c'azzeccate proprio nulla, cari presidente, vice presidente, accompagnatore, dt...dtt e cazzi vari?
....e mi ricordo che, dopo una settimana durissima, abbiamo perso a Cava, contro una squadra che sul proprio campo si fa valere eccome. Mi fido di quello che dite e di quello che ho letto ed accetto le critiche tattiche al tecnico e tutto il resto. Per carità, sarei davvero stupido, stupido molto più che presuntuoso, se, senza aver visto la gara, mi addentrassi in questioni tattiche, sostituzioni ecc.
Ma vi chiedo: oltre, ripeto "OLTRE", questi errori del tecnico, nulla ha pesato l'andare in svantaggio dopo sei minuti per una dormita della difesa? Nulla ha pesato quel due a zero, dopo venti minuti, per quella autorete assurda (no, l'autorete ci sta e nunn'è peccato, peccato lo diventa quando non ti accorgi che sei solo e non c'è necessità di quell'intervento)? e nulla ha pesato quel tre a zero dove, al di là se difendi a tre o a quattro o a 23, solo un pollo si fa superare in quel modo ed indugia alle proteste puleiane...mentre il Puleo vero liscia sul cross al centro?
Ah, certo: quegli errori dei Nesta e Cannavaro dell’Irpinia sono conseguenza della disposizione tattica che li rende nudi e vulnerabili. Come se nella difesa a 4 o a 5 o a 23, dello schema di Zeman o di Oddo o di Colomba, di questi errori, anche peggiori, non ce ne avessero mai regalati. Ah…chella memoria!
E quel Bacis che, dopo essere riuscito a farsi espellere finanche dalla panchina, si fa espellere in una azione nostra di attacco, nessuna colpa ha?
Insomma, se a Cava, come dite e come credo, si sono visti errori tattici gravi, la sconfitta è solo colpa del tecnico? Se è vero, come dite, ed io vi credo, che domenica ci sono stati prestazioni singole irritanti e svogliate e dormite generali e del singolo, è solo,ripeto, SOLO del tecnico? E gli eroi, ditemi un po’…gli eroi, quelli che vincevano nonostante un tecnico scarso, per cacciare fuori almeno le palle avrebbero avuto bisogno dello schema adatto?
E, poi, finiamola, una buona volta per tutte di dire che siamo una squadra fortissimi che solo questo tecnico non riesce a fare stravincere il campionato.
Io ho sempre pensato, e penso ancora, che siamo la squadra più forte del campionato. Ma quanto più forte?
Più fortissimi assai da poter colmare tutto questo, tutto insieme, che proverò ad elencarvi?
1) un ritiro non fatto. Ma servono qualcosa i ritiri, il presentarsi in campionato con gruppo, idee e schemi consolidati o no? fatemelo sapere, per favore!
2) l'assenza di Biancolino nelle prime cinque gare e la presenza a scartamento ridotto per almeno qualche altra.
3) polemiche e guerre a non finire attorno al tecnico, alla squadra ed alla società.
4) le immani tarantelle delle vicende mercato.
5) un Evacuo smarritosi nelle nebbie dei propri pensieri e non solo.
6) calciatori che nel periodo nero hanno cazzi personali da risolvere con la società.
7) un infortunio lunghissimo, nel momento importante di Moretti.
8) un portiere (no, nessuna crocifissione, ci mancherebbe) che quando non ha colpe, non trasmette sicurezza e, comunque, non mi pare che ci stia facendo gridare spesso al "miracolooooo".
9) un Bacis che si fa espelllere dalla panchina, dal campo e...dalla infermeria.
10) D'andrea che a Cava ha fatto l'autorete, ma ne ha fatto già altre (se hai la palla, la perdi da pollo e l'avversario si invola in area solo solo e poi non segna, quello è un'auorete bella e buona...non convalidata da… un avversario nobile di cuore)
11) due punti in meno per la vicenda societaria. (averli, magari quando si era a più cinque, non avrebbe potuto incidere sulla gara col Ravenna? Siete sicuri?)
12) gli arbitraggi! Perché, complotto o non complotto, malafede o cose naturali e fisiologicche, la si pensi come si vuole, sta di fatto che ci hanno tartassati.
Insomma, sta squadra, per me forte, per tanti fortissimi (mo’, corti di memoria, mo’. Andatevi a riprendere la collezione dei giornali, le registrazioni audio delle telefonate e della trasmissioni TV e quello che si scriveva sui forum), lo era, lo è, tanto al tal punto più di tutti che affidata ad un altro avrebbe, considerato tutto ciò che vi ho ricordato, avrebbe fatto sicuramente di più, tanto di più?
Questo Barcellona della serie C, affidato ad un tecnico diverso da questo scemo che abbiamo, avrebbe sicuramente fatto più dei due punti a partita?
Allora, guardo la Juve, quella vera, quella dei campioni del mondo, e vedo che ha fatto sul campo, penalizzazione conteggiata, esattamente 2,31 a partita.
E Nanu avrebbe dovuto fare altrettanto, con tutto quello che ha passato dal giorno in cui è partito quel pullman, fino ad oggi?
Vabbuò, comunque sì, perché il divario dell’Avellino è troppisssimo.
A parte che non mi pare che il Gragnaniello sia troppissimo più forte di tutti quelli della serie C1 e non mi pare neanche che sia semplicemente il più forte (inciderà qualcosa o no, il portiere?), a parte che Bacis, tra infortuni e squalifiche e qualche prestazione offerta, non mi pare che possa considerarsi una pedina difensiva, a disposizione del tecnico, troppissima più forte delle altre delle varie squadre (aver avuto il Bacis che si sperava e non averlo avuto è la stessa cosa?), a parte che non mi pare che il duo centrale D’Andrea Puleo sia la più fortissima della serie C1 e neanche la più forte, a parte che Ametrano non mi pare lo Zambrotta incompreso della serie C, a parte che Tufano e Rivaldo e, Luciani prima, non mi pare che facciano mettere scuorno a quelli di altre squadre, a parte che quello rispedito a Martina non mi pare fosse il Grosso Mundial, a parte che Riccio non mi risulta essere molto più fortissimo assai di qualche altro di qualche altra squadra, vorrei chiedervi:
Di Cecco e Porcari, fortissimi, erano pur sempre giovani semisconosciuti o no? e mi piacerebbe sapere se qualcosa, nella esplosione dei due, il tecnico ci abbia messo di suo oppure no (perché, vi risulta che non sempre un calciatore viene valorizzato il giusto? Vi risulta capita che con un tecnico qualche calciatore renda 10 e con qualche altro renda meno?).
Vorrei chiedervi: ma se, nella prima parte, Moretti è stato il miglior Moretti di sempre, se non altro in termini di realizzazione, non vi viene il dubbio che sia dipeso, in parte, anche dal tipo di impiego proposto da Nanu? Da quella stessa posizione che all’inizio faceva gridare, dotti, medici e sapienti, allo scandalo?
Come mi piacerebbe sapere se, per caso, solo per caso, una ‘ndecchia di merito nel miglior Biancolino di sempre, questo tecnico, che lo ha messo in campo quando noi ancora ci interrogavamo su quando avremmo visto almeno un pitone accettabile, la abbia o no. Siete proprio sicuri che qualche altro tecnico avrebbe messo Grieco ed Evacuo accanto al pitone? Sicuri, sicuri?
E questo calciatore da me tanto amato, forse, dico forse, nulla deve al tecnico per questa annata mai conosciuta?
E voi, voi che dite, con serenità d’animo, senza pregiudizio alcuno ed anche con qualche dispiacere umano che non è questo il punto, non il passato, non il disconoscere i meriti per ciò che il tecnico ha saputo fare, ma il fatto che ora Nanu non appare in grado di uscire dall’angolo nel quale si è chiuso e che ormai, dispiace pure, assai, ma l’esonero appare inevitabile, ditemi: perché?
Perché un tecnico che ha saputo vincere lo scetticismo di tutti, che ha saputo costruire una macchina che per grandi tratti è apparsa perfetta, che ha saputo stupire, che ha dimostrato anche di saper cambiare, che ha già superato un momento nerissimo (non si dicevano, in parte, le stesse cose, quando crollammo dal +5?), perché, recuperando anche Moretti, col supporto di tutti, non dovrebbe essere in grado di portare in porto la nave? Perché?
Voi no, voi non lo avete mai ritenuto un incapace, uno stupido, lo scemo del villaggio, voi non avete mai pensato, come altri (quelli che suonano sempre lo stesso disco, appena i risultati gli offrano l’occasione), dopo Ravenna, che la squadra gli fosse contro o come quando si passò dal + al -, nel periodo nero, che il gruppo non fosse con lui, come fate a dubitarne oggi?
E se non lo dubitate, perché, il tecnico ed il gruppo, abbracciati come hanno fatto dall’inizio dell’avventura e prima di ogni gara, non dovrebbero poter riconsiderare il momento, le condizioni e per queste quattro gare o, poi, nei play, stupire ancora tutti? Lo credete folle al punto dal non capire che, se non lo ha fatto prima, sbagliando, ora debba cambiare qualche cosa? E’ tanto impossibile vincere domenica col San Marino? Il Ravenna ha già vinto a Gallipoli? E la sentenza Coni non potrebbe restituirci punti? Tutto è perduto con questo tecnico?
Ma comunque, voi avete il diritto di pensarla come volete e, tutto sommato, non è a voi che debbo, posso e voglio contestare qualcosa. Avevo voglia di chiarire un po’ di cose, l’ho fatto come so farlo io, immaginandovi uno ad uno dinanzi a me e scrivendo come se vi parlassi. Ed ho scritto per dire a questi dirigenti che, oggi, so per certo che non hanno palle: o scappano quando c’è la guerra o consegnano il colpevole di comodo, lasciandolo al vomito che tanti, troppi, gli hanno rovesciato addosso, in questi tre giorni e che, certamente continueranno rovesciare.
Voi, voi cari dirigenti pensate, avallando la storiella della Ferrari consegnata a chi non è in grado di farla rendere al massimo, di pararvi il culo in qualche modo?
“Noi più di allestire uno squadrone, una Ferrari che potevamo fare? Abbiamo dovuto chiamare Shumacher”.
Poveri voi…poveri illusi.
Se il cambio si rivelerà un fallimento sarete massacrati e se dovesse essere un successo, sarà vittoria di Pirro. Voi avete, con questa vostra scelta, fatto in modo che essi, i dotti, i medici, i sapienti, i nani e le ballerine, i tifosi stile-radio-punto-nuovo non provassero mai a seguire sentieri diversi da quelli che da sempre vedono le loro orme. E ci metteranno poco, il tempo della nuova campagna acquisti a fare ciò che hanno sempre fatto, ciò che sanno fare...e voi vi ritroverete con nemici armati anche più di oggi, di ieri.
Io, pur continuando a sostenervi, cari Pugliese, pigliandomi accuse di ogni tipo, come gli attenti e gli intelligenti e gli onesti sanno, non ho mai negato che dalla sbandierata “siamo una delle poche società sane del panorama calcistico italiano”, alla realtà scoperta, ho sempre scritto a chi mi chiedeva “ma tu la metteresti la mano sul fuoco per i Pugliese?”…”No, non solo non la metterei sul fuoco, ma neanche a 50 cm dal fuoco”.
Oggi, dico che la mano la nasconderei proprio. E ripeto, ora, quando ebbi a scrivere ad inizio di stagione: voi riuscite a non imparare mai nulla dai vostri errori. Mai!
E se ( e chi mi conosce sa, quanto io speri che il cambio ci regali la B e, detto per inciso, apprezzo moltissimo Vavassori) dovesse essere promozione, non cambierò di una sola parola, di una sola virgola ciò che penso ora.
Quel giorno, carissimo Galderisi, sarò felice ed urlerò da pazzi. Ma se avrò, come mi è accaduto in altre occasioni di festeggiamento, gli occhi lucidi, non sarà solo per la gioia della promozione: sarà anche perché ripenserò a quello che hai dovuto patire, dal giorno che hai messo piede ad Avellino, anzi da quando si apprese della scelta ricaduta su di te, fino alle disgustose cose di queste ultimissime ore, da dotti, medici, sapienti, nani, ballerine, tifosi-stile-radio-punto-nuovo e per quello che hanno deciso (anche il modo, cazzo…anche il modo scelto è schifoso! quasi tre giorni di silenzio), per quello che hanno deciso dirigenti senza palle e, ahimè, senza testa. E non sarà la promozione in B a farmi cambiare idea, perché con questi dirigenti anche i successi che eventualmente arriveranno, saranno successi costruiti sull’argilla. E questo mi preoccupa non poco.
Mi fa dannare il fatto che ad Avellino non si riesca a costruire nulla. Lo chiesi, assieme ad altri, ad Aldair, in primis, subito dopo la retrocessione: proviamo a programmare, impariamo a costruire nel tempo. Siamo alle solite. Siamo alle solite. (E poi ci meravigliamo che l’Abinoleffe sia lì e noi dove siamo da trent’anni)
Anche per questo, la festa che dovesse essere mi vedrà felice come solo un tifoso bambino può esserlo, urlerò pazzo di gioia ma, nello stesso tempo. anche preoccupato e triste.
Triste perché, per quel che hai fatto, caro Nanu, per quel che hai dato e provato a dare, avresti meritato di essere assieme a noi.
Ma ti hanno lasciato solo, alla fine della storia. Come solo eri all’inizio, quando quel pullman mise in moto il motore.
Ci sono immagini, foto, che valgono romanzi.
Il finale è in quella foto che mi fa tanto male e dalla quale, proprio, non riesco a scappare: tu solo dietro quella cancellata. Che tristezza, che malinconia, quanta ingiustizia in quella immagine. :bua:
La storia tua, ad Avellino, meritava ben altro epilogo..
Ma la storia, ad Avellino, caro Nanu, è semp ‘a stessa: dotti, medici, sapienti, nani, ballerine e dirigenti non all’altezza.
Ci sono immagini, foto, che valgono romanzi. Sono anche meglio: non hanno bisogno di fiumi di parole. Io, purtroppo, so solo ricorrere ai papielli; questo l'ho scritto questa notte, quando ormai era chiara la fine della storia ed io non riuscivo a chiudere gli occhi. Nanu, sono sicuro che tu abbia letto, spero che tu sia riuscito ad arrivare fino a qua (lo so che non era facile, lo so:azz: ), così che tu possa leggere l’ultima cosa che ho da dirti:
Grazie, grazie di tutto.
Peppe