Lupofranco
18-04-2007, 14.45.00
Sfida durissima quella che attende l'Air domani sera nel turno infrasettimanale (29' giornata). L'Aj Milano, attualmente terza in classifica, è squadra costruita col chiaro e dichiarato intento di vincere il campionato ed è, nonostante la sconfitta al fotofinish di Treviso, in buone condizioni di forma. Sembra anche aver uperato quel mal di trasferta che ne ha condizionato molto del cammino.
Il coach è Sale Djordjevic, grandissimo da giocatore, sempre reputato un allenatore in campo, tant'è che il suo passaggio in panchina è sembrato naturale. L'anno scorso, subentrato a Lino Lardo, ha cercato di impostare un gioco più veloce, stile Phoenix Suns, non con grandi risultati. uest'anno è passato ad un attacco più strutturato, con l'utilizzo costante di due lunghi grossi e potenti. Di certo, da allenatore non ha ancora convinto appieno, ma le pressioni e le aspettative della piazza sono comunque molto elevate, per un coach agli esordi.
Il quintetto base varia di partita in partita. Punto fisso è sicuramente il play statunitense Kiwane Garris, ex Reggio Emilia e Fortitudo , giocatore dedito a far girare la squadra ma anche in grado, all'occorenza, di mettere a referto un discreto quantitativo di punti, garzie soprattutto al tiro dalla lunga e dalla media distanza (11.1 punti e 2.1 assist a partita). Molto spesso gli viene affiancato il nazionale italiano Massimo Bulleri. Bullo non è un play in senso classico, e Djordjevic, dopo le difficoltà dell'anno scorso, ha inteso sfruttarne le sue grandi doti di attaccante (penetrazione, palleggio arresto e tiro) sgravandolo da eccissivi compiti di regìa. E non è un caso se le sue assenze si sono fatte sentire nell'economia del gioco milanese . Proprio a causa dei problemi fisici avuti, le sue cifre non sono eccezionali (6.6 punti e 1.9 assist in 17' con meno del 40% al tiro), ma è in crescita. L'ala piccola titolare è il gioiellino diciottenne Danilo Gallinari, figlio d'arte, 205 cm di talento puro senza paura. Nessuno si sarebbe immaginato che potesse contribuire già con questa sicurezza e continuità: 10.4 punti, 4.1 rimbalzi, 1.7 recuperi (molto bravo a prendere sfondamento), 1.1 assist. Ottimo tiratore, bravo anche in penetrazione e spalle a canestro, molto intelligente e maturo per la usa età, anche grande atleta: insomma, tra un paio d'anni raggiungerà Bargnani... All'ala forte parte solitamente Travis Watson, anche lui ex Fortitudo, animale da rimbalzo (terzo nella lega con 9.6 di cui 3.7 in attacco), re delle palle vaganti, in attacco contribuisce molto su scarichi e rimbalzi offensivi, appunto, quindi con tiri ad alta percentuale (11.1 punti col 65.4%), ma possiede anche un discontinuo tiretto dalla media. Il centro è il capitano Joseph Blair, veterano del campionato italiano (ex Biella e Pesaro), ex Harlem Globetrotters, altro animale da rimbalzo (quarto con 8.8 di media). Rispetto agli inizi si è ingrossato muscolarmente, quindi è più portato a fare a sportellate in area e a procurarsi così, con gli scarichi degli esterni e coi rimbalzi offensivi i suoi punti (12.9 col 68.1%), ma ha conservato anche una buona velocità da campo a campo (da giovane correva come una guardia). E' appena rientrato da un infortuni che lo ha costretto a 2 mesi di stop. Andiamo con la panchina: Dante Calabria, italo-americano che ha partecipato con l'Italia agli Europei 2005, grande tiratore, 36.2 % da 3, da dove preferisce colpire in uscita dai blocchi,grandissimo agonista, contribuisce con 8.6 punti, ma se non gli entra il tiro (4.7 conclusioni a partita da 3, solo 2.2 da 2) tende ad uscire dalla partita; Nate Green, indimenticato ex, all-around super-atletico, grandissimo penetratore, tiratore discontinuo (anche ai liberi, dove ha solo il 60%), difensore specializzato in recuperi e sfondamenti, finora 9 punti in 21' di media, reduce dai 30 punti contro la Benetton; Mario Gigena, ala italo-argentina che Avellino affronta dai tempi della B-1 (lui era a livorno insieme al fratello Silvio), gran combattente e buon tiratore piazzato, quest'anno poco utilizzato; e Sven Schultze, uno dei leader emotivi della squadra, nazionale tedesco grande agonista, duro e cattivo, ma dotato anche di un affidabile tiro dalla media-lunga distanza (7.1 punti con il 53% da 2 e il 47% da 3).
Come affrontarla? Innanzitutto, con l'animo di chi non ha nulla da perdere. Poi, cercando di limtare i loro lunghi, tagliandone i rifornimenti da parte degli esterni (quindi, grande pressione sugli esterni, in particolare occhio alle penetrazioni di Green e Bulleri) e attaccandoli dall'altra parte, in particolare con Radulovic, che ha caratteristiche che possono mettere in difficoltà i più grossi avversari costringendo Djordjevic ad abbassare il quintetto con Gallinari ala forte. E poi...speriamo che vada a finire come l'anno scorso!!!
Il coach è Sale Djordjevic, grandissimo da giocatore, sempre reputato un allenatore in campo, tant'è che il suo passaggio in panchina è sembrato naturale. L'anno scorso, subentrato a Lino Lardo, ha cercato di impostare un gioco più veloce, stile Phoenix Suns, non con grandi risultati. uest'anno è passato ad un attacco più strutturato, con l'utilizzo costante di due lunghi grossi e potenti. Di certo, da allenatore non ha ancora convinto appieno, ma le pressioni e le aspettative della piazza sono comunque molto elevate, per un coach agli esordi.
Il quintetto base varia di partita in partita. Punto fisso è sicuramente il play statunitense Kiwane Garris, ex Reggio Emilia e Fortitudo , giocatore dedito a far girare la squadra ma anche in grado, all'occorenza, di mettere a referto un discreto quantitativo di punti, garzie soprattutto al tiro dalla lunga e dalla media distanza (11.1 punti e 2.1 assist a partita). Molto spesso gli viene affiancato il nazionale italiano Massimo Bulleri. Bullo non è un play in senso classico, e Djordjevic, dopo le difficoltà dell'anno scorso, ha inteso sfruttarne le sue grandi doti di attaccante (penetrazione, palleggio arresto e tiro) sgravandolo da eccissivi compiti di regìa. E non è un caso se le sue assenze si sono fatte sentire nell'economia del gioco milanese . Proprio a causa dei problemi fisici avuti, le sue cifre non sono eccezionali (6.6 punti e 1.9 assist in 17' con meno del 40% al tiro), ma è in crescita. L'ala piccola titolare è il gioiellino diciottenne Danilo Gallinari, figlio d'arte, 205 cm di talento puro senza paura. Nessuno si sarebbe immaginato che potesse contribuire già con questa sicurezza e continuità: 10.4 punti, 4.1 rimbalzi, 1.7 recuperi (molto bravo a prendere sfondamento), 1.1 assist. Ottimo tiratore, bravo anche in penetrazione e spalle a canestro, molto intelligente e maturo per la usa età, anche grande atleta: insomma, tra un paio d'anni raggiungerà Bargnani... All'ala forte parte solitamente Travis Watson, anche lui ex Fortitudo, animale da rimbalzo (terzo nella lega con 9.6 di cui 3.7 in attacco), re delle palle vaganti, in attacco contribuisce molto su scarichi e rimbalzi offensivi, appunto, quindi con tiri ad alta percentuale (11.1 punti col 65.4%), ma possiede anche un discontinuo tiretto dalla media. Il centro è il capitano Joseph Blair, veterano del campionato italiano (ex Biella e Pesaro), ex Harlem Globetrotters, altro animale da rimbalzo (quarto con 8.8 di media). Rispetto agli inizi si è ingrossato muscolarmente, quindi è più portato a fare a sportellate in area e a procurarsi così, con gli scarichi degli esterni e coi rimbalzi offensivi i suoi punti (12.9 col 68.1%), ma ha conservato anche una buona velocità da campo a campo (da giovane correva come una guardia). E' appena rientrato da un infortuni che lo ha costretto a 2 mesi di stop. Andiamo con la panchina: Dante Calabria, italo-americano che ha partecipato con l'Italia agli Europei 2005, grande tiratore, 36.2 % da 3, da dove preferisce colpire in uscita dai blocchi,grandissimo agonista, contribuisce con 8.6 punti, ma se non gli entra il tiro (4.7 conclusioni a partita da 3, solo 2.2 da 2) tende ad uscire dalla partita; Nate Green, indimenticato ex, all-around super-atletico, grandissimo penetratore, tiratore discontinuo (anche ai liberi, dove ha solo il 60%), difensore specializzato in recuperi e sfondamenti, finora 9 punti in 21' di media, reduce dai 30 punti contro la Benetton; Mario Gigena, ala italo-argentina che Avellino affronta dai tempi della B-1 (lui era a livorno insieme al fratello Silvio), gran combattente e buon tiratore piazzato, quest'anno poco utilizzato; e Sven Schultze, uno dei leader emotivi della squadra, nazionale tedesco grande agonista, duro e cattivo, ma dotato anche di un affidabile tiro dalla media-lunga distanza (7.1 punti con il 53% da 2 e il 47% da 3).
Come affrontarla? Innanzitutto, con l'animo di chi non ha nulla da perdere. Poi, cercando di limtare i loro lunghi, tagliandone i rifornimenti da parte degli esterni (quindi, grande pressione sugli esterni, in particolare occhio alle penetrazioni di Green e Bulleri) e attaccandoli dall'altra parte, in particolare con Radulovic, che ha caratteristiche che possono mettere in difficoltà i più grossi avversari costringendo Djordjevic ad abbassare il quintetto con Gallinari ala forte. E poi...speriamo che vada a finire come l'anno scorso!!!