Due Calzini
06-09-2008, 14.54.11
Leggo in homepage (visto, Le', che la leggo?! :P ) che, oggi, è la ricorrenza di due match interni disputati diversi anni fa: Avellino-Savoia (2-1), del '98, e Avellino-Giarre (0-2), del '92.
Durante questi ultimi mesi, molto si è discusso circa la disaffezione della piazza e dell'ambiente nei riguardi della squadra (o sarebbe meglio dire della società) e di un progressivo, ma costante, allontanamento della massa dal Partenio.
Be', leggendo queste due ricorrenze e ritornando indietro con la memoria, ci sarebbe quasi da..."consolarsi" perché all'epoca sì che si era creato il deserto dell'indifferenza attorno all'U.S.1912.
La prima gara, in ordine cronologico, quella contro il Giarre, coincise con la seconda giornata del campionato di serie C1/B 1992/93: eravamo appena retrocessi in serie C, dopo non so quanti anni trascorsi tra A e B, eravamo in mano a Gaetano Tedeschi che allestì, in linea con i diktat della Bonatti, la quale, apparati i...cazzi suoi, ormai aveva deciso di mollare gli ormeggi, una squadretta con gente di categoria (Paradiso, Dalla Costa, Catelli, Sconziano) affidandola al compianto Adriano Lombardi.
L'esordio fu...ancora più choccante della recente (annunciata, visto che terminammo ultimissimi) retrocessione: 5-1 a Catania, dove, dopo essere passati in vantaggio con Catelli, fummo demoliti da tal Cipriani (tripletta), e - appunto - 0-2 interno, alla domenica successiva, ad opera del Giarre.
Sugli spalti, credetemi, potevamo contarci ad uno ad uno...
L'altro match in questione è quello contro il Savoia, prima giornata di campionato 1998/99. Dopo aver tentato, vanamente, il ritorno in B nelle due precedenti stagioni, don Antonio Sibilia decise di ridimensionare (e di mooooolto) le proprie ambizioni.
Entrammo in campo, quella domenica, con Doria (!!!) punta titolare, ma, nonostante lo svantaggio iniziale e la pressoché disarmante scarsa pericolosità del nostro reparto offensivo, riuscimmo a ribaltare la situazione.
Lo scenario in Curva Sud fu, però, un qualcosa di...irreale: non c'era tifo. Solo un migliaio di persone, molte delle quali distese sui gradoni come se fossero in spiaggia, a "battibeccare", di tanto in tanto, con i dirimpettai torresi (un migliaio anche loro).
Se Sibilia era, ormai, sul punto di abdicare, la gente lo aveva preceduto con largo anticipo...
In definitiva, credetemi: che una fetta di sostenitori, oggi, si sia (almeno momentaneamente) allontanata dalle sorti del Lupo è fuor di dubbio, ma la vera disaffezione, il vero deserto, di quelli che fanno male al cuore, prima ancora che agli occhi, sono lontani nel tempo, ma ben impressi nella memoria di chi, a quei tempi, c'era e ha visto...
Durante questi ultimi mesi, molto si è discusso circa la disaffezione della piazza e dell'ambiente nei riguardi della squadra (o sarebbe meglio dire della società) e di un progressivo, ma costante, allontanamento della massa dal Partenio.
Be', leggendo queste due ricorrenze e ritornando indietro con la memoria, ci sarebbe quasi da..."consolarsi" perché all'epoca sì che si era creato il deserto dell'indifferenza attorno all'U.S.1912.
La prima gara, in ordine cronologico, quella contro il Giarre, coincise con la seconda giornata del campionato di serie C1/B 1992/93: eravamo appena retrocessi in serie C, dopo non so quanti anni trascorsi tra A e B, eravamo in mano a Gaetano Tedeschi che allestì, in linea con i diktat della Bonatti, la quale, apparati i...cazzi suoi, ormai aveva deciso di mollare gli ormeggi, una squadretta con gente di categoria (Paradiso, Dalla Costa, Catelli, Sconziano) affidandola al compianto Adriano Lombardi.
L'esordio fu...ancora più choccante della recente (annunciata, visto che terminammo ultimissimi) retrocessione: 5-1 a Catania, dove, dopo essere passati in vantaggio con Catelli, fummo demoliti da tal Cipriani (tripletta), e - appunto - 0-2 interno, alla domenica successiva, ad opera del Giarre.
Sugli spalti, credetemi, potevamo contarci ad uno ad uno...
L'altro match in questione è quello contro il Savoia, prima giornata di campionato 1998/99. Dopo aver tentato, vanamente, il ritorno in B nelle due precedenti stagioni, don Antonio Sibilia decise di ridimensionare (e di mooooolto) le proprie ambizioni.
Entrammo in campo, quella domenica, con Doria (!!!) punta titolare, ma, nonostante lo svantaggio iniziale e la pressoché disarmante scarsa pericolosità del nostro reparto offensivo, riuscimmo a ribaltare la situazione.
Lo scenario in Curva Sud fu, però, un qualcosa di...irreale: non c'era tifo. Solo un migliaio di persone, molte delle quali distese sui gradoni come se fossero in spiaggia, a "battibeccare", di tanto in tanto, con i dirimpettai torresi (un migliaio anche loro).
Se Sibilia era, ormai, sul punto di abdicare, la gente lo aveva preceduto con largo anticipo...
In definitiva, credetemi: che una fetta di sostenitori, oggi, si sia (almeno momentaneamente) allontanata dalle sorti del Lupo è fuor di dubbio, ma la vera disaffezione, il vero deserto, di quelli che fanno male al cuore, prima ancora che agli occhi, sono lontani nel tempo, ma ben impressi nella memoria di chi, a quei tempi, c'era e ha visto...