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Visualizza versione completa : Una Parrocchia Di Provincia


lupovecchio
22-04-2007, 10.03.35
Quanto abbiamo voluto bene a Don Peppe.
E come ci hanno entusiasmato le sue passionali omelie sulla forza della Trinità: Padre, Figliolo e Spirito Santo.
Questo irrinunciabile dogma imposto al credente era diventato il punto di forza della sua celebrazione domenicale.
"Non è possibile abiurare a nessuno dei Tre: chi lo fa sarà perduto per l'eternità!!" gridava Don Peppe.
"Tre è il numero perfetto: esso ci darà la salvezza e nostro sarà il regno dei cieli se lo applicheremo a tutte le nostre scelte" proclamava dal suo pulpito.

E noi gli abbiamo creduto, lo abbiamo coccolato, lo abbiano adorato ed osannato affezionandoci alla indiscutibile sincerità che lo animava nel suo compito di condurci verso la Grazia del Signore.

E cosi fu per lungo tempo. Le messe domenicali diventarono momenti di esaltazione mistica e di concreto riscontro alla fondatezza degli precetti della nostra guida spirituale.

Il nostro parroco, poi, non aveva mai lesinato decisi e legittimi attacchi ai miscredenti che mettevano in dubbio la fondatezza dei suoi assunti teologici.

Ed in questo sinceramente anche oggi nessuno si sente di biasimarlo: molti dei farisei combattuti da Don Peppe e che si atteggiavano ad esperti di teologia in realtà non sono mai entrati in chiesa, non hanno mai letto il Vangelo, non conoscono nemmeno i rudimenti della nostra religione.
Essi a stento ripetono a memoria qualche Pater Noster appreso al catechismo e lo recitano sbagliando anche le parole peraltro.
Onestamente non è possibile definirli credenti oppure competenti in materia e quindi bene ha fatto Don Peppe a metterne a nudo la mancanza di preparazione e l'assoluta pretestuosità delle loro false argomentazioni.
Prima di affrontare complesse dispute teologiche bisognerebbe avere un minimo di preparazione teorica nel campo ed è evidente che i nostri miscredenti non ne hanno mai avuta sia prima che dopo l'avvento di Don Peppe.

Ma torniamo a quest'ultimo: si sa che la passionalità gioca brutti scherzi.
Il nostro amato ed euforico parroco fu talmente preso dai risultati straordinari ed entusiasmanti della sua predicazione evangelica che talvolta uscì fuori dal seminato con comportamenti non consoni ad un ministro del culto.
Inoltre, cosa ben più grave, nella seconda parte del suo magistero non esercitò con attenzione le funzioni sacerdotali trascurando di amministrare con oculatezza ed avvedutezza i sacramenti e di portare regolarmente a compimento il rito domenicale di cui dimenticò spesso significativi passaggi.

La messa cominciò a divenire in alcuni momenti un pò confusa al punto che non solo gli immancabili e ben noti finti credenti ma anche alcuni parrocchiani di indiscussa fede cominciarono a lamentarsi.
"Ma che aspetta a dare l'eucarestia Don Peppe" si sentiva mormorare fra la navate della chiesa.
"Incredibile: si è dimenticato di recitare il Salve Regina" si sorprendeva un altro.

Forse fu la foga della sua predicazione accorata oppure la sua fede cieca nei poteri salvifici della Trinità ma, questo è certo, il rituale della messa e dei sacramenti non fu rispettoso dei canoni della religione rivelata e cominciò a serpeggiare il malcontento fra i fedeli.

Le proteste di questi ultimi che cominciavano a disertare in massa la messa domenicale, l'irritualità degli atteggiamenti del nostro bravo curato che avevano già attirato gli strali del Vaticano sulla parrocchia e la scarsa ortodossia nell'applicazione del culto non passarono inosservati.

In poco tempo, infatti, questi fatti giunsero alle orecchie della curia vescovile che da sempre era stata soddisfatta del ritrovato entusiasmo formatosi intorno a Don Peppe e dei risultati da questi ottenuti.

Spesso infatti il vescovo stesso, il segretario personale di quest'ultimo e tutta la curia al completo si erano profusi in elogi pubblici al giovane curato che aveva risollevato le sorti della disastrata parrocchia.

Ed in questa situazione difficile ed incerta il demonio ci mise la coda segnando il destino di Don Peppe.
Alla fine della messa del sabato santo in cui sembrava che tutto procedesse per il verso giusto un increscioso imprevisto fece saltare i nervi al nostro curato che, dimenticando i doveri imposti dal suo abito talare, si scagliò con veemenza dall'altare contro un emissario del vaticano presente alla celebrazione.
Sembrerebbe che in sagrestia volarono parole grosse, minacce ed altro e che nella mischia furono convolti anche membri della curia, diaconi, sagrestani, chierichetti, boy-scouts, fedeli stessi.

La reazione del Vaticano all'indegna gazzarra non si fece attendere: chiesa chiusa ai fedeli per quattro domeniche e sospensione a divinis per Don Peppe.

Dopo un'altra domenica di confusione e di scarsa ortodossia nella celebrazione del rito la curia non ebbe altra strada che quella di scaricare sul povero Don Peppe tutte le colpe allontanandolo in malo modo dalla sua parrocchia tanto amata e dai suoi fedeli che lo avevano apprezzato per le indiscusse qualità.
Sic transit gloria mundi.

Al suo posto è stato ora chiamato Don Giovanni un navigato e più anziano prete bergamasco che in passato ha ricoperto anche ruoli in diocesi molto più importanti e prestigiose della nostra

In particolare la scelta è caduta su di lui perchè esperto in estreme unzioni e nel far ottenere il paradiso e la salvezza eterna a peccatori moribondi ed apparentemente senza speranza.
Egli è inoltre un ortodosso della religione cattolica che esercita il suo magistero nel pieno rispetto delle regole canoniche tradizionali.
Si mormora, peraltro, di un suo passato fatto di straordinari esorcismi per liberare le anime di innocenti possedute da innominabili ed immonde presenze demoniache invocate da sette sataniche dell'agro romagnolo.

E noi? Da bravi fedeli dobbiamo da questo momento riporre tutte le speranze per la conquista del tanto agognato paradiso nel nuovo parroco confidando nelle sue doti spirituali e nella capacità di ricompattare la parrocchia intera verso l'obiettivo comune da raggiungere.

Cominciamo da oggi magari davanti alle porte tristemente sbarrate della chiesa, seduti sulle scalinate ad alzare le nostre lodi ed i nostri cori a Don Giovanni e speriamo che egli sia l'uomo della provvidenza.

LupoDentrooo
22-04-2007, 10.46.20
Molto bella, molto intelligente (ma questa ultima cosa, visto il pulpito da cui proviene, ormai non meraviglia più nessuno;-) ).

Ma siamo sicuro che Don Peppe non abbia "amministrato con avvedutezza ed oculatezza i sacramenti" e tutto il resto? Siamo sicuri che abbia dimenticato "significativi passaggi del rito domenicale"? Siamo sicuri che tutto sia frutto della "passione che gioca brutti scherzi" o della "sua fede cieca nei poteri salvifici della Trinità"?
Sai, bisognerebbe conoscere a fondo cosa avveniva nella sagrestia. La storia insegna che nelle segrete stanze del Vaticano non tutto fila, sempre, "come Dio comanda".

E siamo sicuri che Don Peppe, ad un certo punto non avesse altra strada che quella che, ai fedeli, appariva non avveduta ed oculata e finanche distratta.

Il dubbio, che possa non essere solo ciò che appare, a me viene dall'analisi della intelligenza e capacità mostrata nel passato, ed in tempo di guerra, da Don Peppe.

Può essere che intelligenza, capacità e tutto il resto sia sia smarrito improvvisamente? Non è che, ad un certo punto, Don Peppe, abbia visto il sagrestano mancare, quello che suona le campane distratto, e qualche fedele con la panza troppo chiena e non più disposto a patire i tormenti della fame?

Comunque sia, ora c'è Don Giovanni...W Don Giovanni!

...e W pure il chierichetto indio, il vecchio sagrestano del cuppino, il vecchio curato accompagnatore che proviene dalla parrocchia siciliana e, magari, tra qualche giorno il caro vecchio campanaro Mimmo, al ritorno dai suoi esercici spirituali.

Misteri della fede.

lupovecchio
22-04-2007, 13.21.13
......e, magari, tra qualche giorno il caro vecchio campanaro Mimmo, al ritorno dai suoi esercici spirituali.

:lacrime:
Misteri della fede.

E che il Signore sia lodato.
Proclamiano la Tua resurrezione...
attendiamo la Tua venuta....:preghiera::preghiera::preghiera:

Aldair
22-04-2007, 16.05.33
La Messa è finita, andate in pace.
Rendiamo grazie a Dio.

:preghiera:

LupoDentrooo
22-04-2007, 16.06.47
La Messa è finita, andate in pace.
Rendiamo grazie a Dio.

:preghiera:
sempre sia Lodato:lol:

GOALPIGNA
22-04-2007, 16.25.23
sempre sia Lodato:lol:

AMEN AMEN AMEN AMEN

lupovecchio
22-04-2007, 17.21.54
sempre sia Lodato:lol:

Sempre sia lodato:preghiera:

San Marino, ora pro nobis...:preghiera:
San Benedetto, ora pro nobis...:preghiera: