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Visualizza versione completa : Le ultime della Lega Nord: classi per stranieri e graduatorie provinciali


luporock
15-10-2008, 18.49.15
Vi invito al dibattito che non deve necessariamente sfociare in una questione politica tipo tifosi di Berlusconi o Veltroni.
Io tifo per il centrodestra e quello che fanno è tutto buono.
Io tifo per il centrosinistra e quello che fanno è tutto buono.
Proviamo a ragionare con la nostra testa.
Non bastava il veto di Bossi alle maestre del sud con le graduatorie provinciali ora anche questa novità.
Voi siete d'accordo? Io no!
Riporto articolo del Corriere della Sera:

Classi per stranieri, il no di Veltroni:
«Dio ce ne scampi». Alemanno frena

Il leader Pd: «Intollerabile la mozione della Lega». L'opposizione: «Votando sì, An ha contraddetto Fini»


MILANO - «Dio ci scampi dall'idea di classi separate». All'indomani della mozione della Lega presentata e passata alla Camera e finalizzata all'istituzione di classi separate destinate ai bambini figli di immigrati, (http://www.corriere.it/cronache/08_ottobre_15/stranieri_classi_separate_benedetti_792ff016-9a7c-11dd-8bde-00144f02aabc.shtml)il leader del Pd torna a criticare la proposta della maggioranza. «Gli argomenti sentiti martedì in aula sono assolutamente assurdi- dice Veltroni-. Sia chiaro in ogni caso a chi pensa di tradurre in legge una mozione del genere che il Pd userà ogni mezzo possibile per bloccare questa iniziativa. Perché dalle classi differenziali ad affermare che una persona è superiore ad un'altra, passa davvero pochissimo».
DUBBI BIPARTISAN - Veltroni non è il solo a criticare la mozione della Lega. L'opposizione parla di «integrazione vanificata». Il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, definisce un «atto di inciviltà verso tutti i bambini, siano essi figli di immigrati o di italiani» la proposta che prevede la creazione di «classi di inserimento» per i ragazzi extracomunitari nelle scuole pubbliche. Duro il commento del ministro dell'Istruzione del governo ombra del Pd, Mariapia Garavaglia, che prova a chiamare in causa il presidente della Camera Gianfranco Fini: «Stupisce - spiega la Garavaglia - che alla mozione si sia prestata anche Alleanza Nazionale, contraddicendo platealmente le affermazioni del Presidente Fini che più volte in passato ha dichiarato che l'integrazione degli immigrati passa anche attraverso la scuola». E un po' a sorpresa anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno frena. «Sono sicuro che da parte del Parlamento che ha votato questa mozione non c'è alcun intento discriminatorio» ha premesso il primo cittadino della Capitale, sottolineando che «in ogni caso, è necessario un confronto e una pausa di riflessione».
COSSIGA - D'accordo con la mozione della Lega invece il presidente emerito Francesco Cossiga, che in una lettera a Dagospia scrive: «Mi è difficile comprendere come possa considerarsi discriminatorio creare classi speciali "di transizione" per i bambini e i ragazzi immigrati che non conoscono bene l'italiano, al fine di permettere loro di poter poi frequentare classi comuni nei quali si impartisca l'insegnamento nell'italiano».
LE PROTESTE - La mozione della Lega travolge il mondo della scuola, già messo a duro prova dalle proteste anti-Gelmini che in questi giorni agitano atenei e istituti di ogni genere. «Perché la scuola pubblica non sia ridotta a un fantasma» genitori e insegnanti hanno organizzato per mercoledì sera una «notte bianca» in diverse scuole di tutta Italia. Soltanto a Milano, secondo quanto riferisce il sito Rete scuole, saranno coinvolti almeno una decina di istituti. Mezza dozzina di scuole aderirà a Venezia e parecchie decine a Bologna, dove è nata l'iniziativa e dove si annuncia anche l'occupazione della facoltà di Lettere da parte dell'assemblea dei ricercatori e precari. Appuntamenti sono previsti anche a Roma, Genova, Torino, Perugia, Brescia, Parma, Viareggio. A Napoli una fiaccolata attraverserà le vie cittadine, da piazza del Gesù a piazza del Plebiscito.
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luporock
15-10-2008, 18.55.49
Questo l'articolo del quotdiano LIBERO:

Classi per soli stranieri, è caos
La Lega: aiutano l'integrazione
http://www.libero-news.it/img/template/default/riga_sottotitolo.jpg
http://www.libero-news.it/img/template/default/a_piccola.gif (javascript:void(0))http://www.libero-news.it/img/template/default/a_media.gif (javascript:void(0))http://www.libero-news.it/img/template/default/a_grande.gif (javascript:void(0))| 15/10/2008 |

http://www.libero-news.it/app/webroot/img/pills/15102008162311scuola_elementare.jpg Classi separate per gli studenti stranieri. La mozione della Lega passa alla Camera e subito si scatena la polemica. "Chi parla di un rischio di discriminazione o non ha letto bene la mozione o è in cattiva fede. Questa mozione si propone di affrontare, senza infingimenti, il problema dell'integrazione dei ragazzi stranieri nelle nostre scuola. Per frequentare una classe è necessario avere quel minimo di conoscenze linguistiche necessarie per poter seguire il programma", ha dichiarato il capogruppo della Lega Nord alla Camera, Roberto Cota, spiegando la mozione presentata ieri dal Carroccio per la creazione di 'classi ponte' o 'classi di inserimento' per i bambini stranieri che non conoscono bene la lingua italiana. "È giusto che i ragazzi vengano aiutati con un corso intensivo per potersi mettere alla pari. La nostra mozione serve proprio per favorire l'integrazione che oggi non c'è a sufficienza. Ora ci dobbiamo mettere d'accordo su che cosa significa integrazione. Dal nostro punto di vista significa conoscere la nostra lingua, seguire programmi scolastici, conoscere la nostra cultura, i nostri usi e tradizioni".
Ma la posizione della Lega non piace all'opposizione. E trova scogli nella maggioranza stessa.
Alessandra Mussolini, Presidente della Commissione Bicamerale per l'Infanzia e segretario nazionale di Azione Sociale-PdL, e la deputata Souad Sbai (PdL), hanno chiesto un incontro al ministro dell'Istruzione Gelmini: "Pur consapevoli della problematicità dell'inserimento dovuto alla lingua ed alle diversità culturali degli studenti stranieri, riteniamo però fondamentale per una reale integrazione la possibilità di scambi di sapere. Chiediamo, quindi, di valutare con la dovuta attenzione la possibilità di creare 'classi di transizione' che rischierebbero di dar luogo a diversità tra gli studenti suscettibili di trasformarli in cittadini socialmente diseguali".
Il eader del Partito democratico, Walter Veltroni, parla di "decisione intollerabile", Pierfelice Zazzera, capogruppo di Italia dei Valori in commissione Cultura alla Camera di "mozione umiliante, che soffia forte sul fuoco dell'intolleranza e che non va nella direzione dell'integrazione e dell'inclusione ma crea altri muri, divide, esclude e segrega". Invita invece a "un confronto e una pausa di riflessione" il sindaco di Roma Gianni Alemanno,

OldSoccer
15-10-2008, 19.08.15
da buon giurista :P sono abituato a leggere i TESTI prima di qualsiasi interpretazione giornalistica.

Ecco quindi cosa, letteralmente, ha approvato la Camera stamattina:

Seduta n. 66 di martedì 14 ottobre 2008

MOZIONI COTA ED ALTRI N. 1-00033, CAPITANIO SANTOLINI ED ALTRI N. 1-00049, DE TORRE ED ALTRI N. 1-00050, EVANGELISTI ED ALTRI N. 1-00051 CONCERNENTI INIZIATIVE IN MATERIA DI ACCESSO DEGLI STUDENTI STRANIERI ALLA SCUOLA DELL'OBBLIGO

Mozioni

La Camera,
premesso che:
il crescente fenomeno dell'immigrazione ha modificato sensibilmente il modello organizzativo del sistema scolastico italiano;
l'elevata presenza di alunni stranieri nelle singole classi scolastiche della scuola dell'obbligo determina difficoltà oggettive d'insegnamento per i docenti e di apprendimento per gli studenti;
il diverso grado di alfabetizzazione linguistica si rivela, quindi, un ostacolo per gli studenti stranieri che devono affrontare lo studio e gli insegnamenti previsti nei programmi scolastici, e per gli alunni italiani che assistono a una «penalizzante riduzione dell'offerta didattica» a causa dei rallentamenti degli insegnamenti dovuti alle specifiche esigenze di apprendimento degli studenti stranieri;
tale situazione è ancora più evidente nelle classi che vedono la presenza di studenti provenienti da diversi Paesi, le cui specifiche esigenze personali sono anche caratterizzate dalle diversità culturali del Paese di origine, tanto da indurre gli insegnanti ad essere più tolleranti e meno rigorosi in merito alle valutazioni volte a stabilire i livelli di competenza acquisiti dagli alunni stranieri e italiani sulle singole discipline;
dai dati forniti dal ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca la crescita di alunni stranieri, registrata nell'anno scolastico 2007-2008, è pari a 574.133 unità, con un incidenza del 6,4 per cento rispetto alla popolazione scolastica complessiva;
tale situazione è determinata dalla crescita degli alunni stranieri nel triennio 2003-2005 intensificatasi anche per effetto dei provvedimenti di regolarizzazione (legge n. 189 del 2002 e legge n. 222 del 2002);
rispetto alle nazionalità si confermano ai primi posti i gruppi di studenti provenienti dai Paesi dell'Est europeo, in particolare la Romania che, nell'arco di due anni, è passata dal 12,4 per cento (52.821 alunni), al 16,15 per cento (92.734 alunni), superando la numerosità degli alunni provenienti dall'Albania (85.195 pari al 14,84 per cento), e dal Marocco (76.217 presenze, pari al 13,28 per cento);
la disomogenea distribuzione territoriale di alunni con cittadinanza non italiana, molto concentrata al Centro-Nord e scarsa al Sud e nelle Isole, interessa circa 37.000 punti di erogazione del servizio scolastico, rispetto ai 57.000 presenti in ambito nazionale. È evidente il divario esistente tra i primi e i secondi, determinato dalla necessità per i primi di adeguare gli aspetti organizzativi e didattici all'attività di integrazione degli alunni stranieri;
la più elevata consistenza di alunni stranieri si trova nella scuola primaria e secondaria di I grado (il 7,7 per cento frequenta la primaria, il 7,3 per cento la secondaria di I grado, il 6,7 per cento le scuole dell'infanzia). Gli istituti di istruzione secondaria di II grado, pur nonraggiungendo complessivamente i valori delle presenze registrate nella scuola primaria e secondaria di I grado, registrano l'8,7 per cento del totale degli studenti. Tra questi ultimi la maggior parte è concentrata nei professionali, dove rappresentano l'8,7 per cento del totale degli studenti, mentre nei tecnici raggiungono il 4,8 per cento e nei licei sono appena l'1,4 per cento;
l'osservazione a livello territoriale evidenzia che l'incidenza degli alunni con cittadinanza non italiana è particolarmente significativa in Emilia-Romagna, Umbria, Lombardia e Veneto dove essi rappresentano più del 10 per cento della popolazione scolastica regionale;
la presenza di studenti stranieri nel Centro-Nord è quindi superiore alla media italiana fino a raggiungere i 12 studenti stranieri ogni 100 in Emilia-Romagna, mentre nel Mezzogiorno l'incidenza percentuale varia tra l'1,3 e il 2,3 per cento ad eccezione dell'Abruzzo con il 5 per cento;
di grande attualità risultano i dati sulla presenza di alunni nomadi, essi raggiungono le 12.342 unità e pertanto rappresentano il 2,1 per cento degli alunni stranieri. Più della metà degli alunni nomadi frequenta la scuola primaria;
relativamente al rapporto tra la frequenza delle scuole statali e non statali e le loro suddivisioni tra i diversi gradi della scuola, si registra la presenza del 90,3 per cento di alunni stranieri in scuole statali, mentre il restante 9,7 per cento risulta iscritto in istituzioni scolastiche non statali;
i Paesi di provenienza degli alunni stranieri, sui 194 censiti dall'Istituto nazionale di statistica, sono ben 191. Nelle scuole della provincia di Bergamo, ad esempio, i dati del 2005 registravano la rappresentanza di 118 cittadinanze, a Perugia 109, a Pesaro 90, a Siena 80, a Latina 78;
l'osservazione sull'esito scolastico degli alunni italiani a confronto con quello degli alunni stranieri rivela che nelle scuole dove sono presenti alunni con cittadinanza non italiana si riscontra una maggiore selezione nei loro riguardi che finisce per incidere sui livelli generali di promozione: il divario dei tassi di promozione degli allievi stranieri e di quelli italiani è -3,36 per cento nella scuola primaria, -7,06 per cento nella secondaria di I grado, -12,56 per cento nella secondaria di II grado, in cui più di un alunno straniero su quattro non consegue la promozione;
la presenza di minori stranieri nella scuola si inserisce come fenomeno dinamico in una situazione in forte trasformazione a livello sociale, culturale, di organizzazione scolastica: globalizzazione, europeizzazione e allargamento dell'Unione europea, processi di trasformazione nelle competenze territoriali (decentramento, autonomia ed altro), trasformazione dei linguaggi e dei media della comunicazione, trasformazione dei saperi e delle connessioni tra i saperi, processi di riforma della scuola;
il fenomeno migratorio sta assumendo caratteri di stabilizzazione sia per le caratteristiche dei progetti migratori delle famiglie, sia per la quota crescente di minori di origine immigrata che nascono in Italia o comunque frequentano l'intero percorso scolastico;
la Convenzione internazionale dei diritti dell'infanzia sancisce che tutti devono poter contare su pari opportunità in materia di accesso alla scuola, nonché di riuscita scolastica e di orientamento;
la scuola italiana deve quindi essere in grado di supportare una politica di «discriminazione transitoria positiva», a favore dei minori immigrati, avente come obiettivo la riduzione dei rischi di esclusione;
la maggior parte dei Paesi europei ha costruito luoghi d'apprendimento separati per i bambini immigrati, allo scopo di attuare un percorso breve o medio di alfabetizzazione culturale e linguistica del Paese accogliente. La presenzadi bambini stranieri, ma anche nomadi o figli di genitori con lo status di rifugiati politici, implica l'aggiunta di finanziamenti e di docenti, e l'organizzazione di classi di recupero successive o contemporanee all'orario normale, di classi bilingue, oppure con la presenza di assistenti assunti a tal fine;
in Grecia, ad esempio, le scuole con un gran numero di alunni stranieri, figli di genitori nomadi o di greci rimpatriati, organizzano delle classi propedeutiche o delle sezioni preparatorie per l'insegnamento del greco, ma anche della lingua d'origine, per facilitare l'integrazione di questi bambini nel sistema educativo. Queste classi e sezioni usano materiale didattico specifico e possono essere seguite da insegnanti ordinari che effettuano delle ore supplementari, insegnanti di sostegno temporanei o da insegnanti con qualifiche specifiche a orario ridotto. Il rapporto ufficiale alunni/insegnanti da rispettare è di 9-17 alunni per insegnante nelle classi propedeutiche e di 3-8 alunni per insegnante nelle sezioni preparatorie. L'assegnazione delle risorse dipende dalla presenza di un numero di alunni sufficiente per poter organizzare una classe o sezione;
le gerarchie istituzionali del precedente Governo di centro-sinistra hanno rigettato la proposta della Lega Nord, sulla necessità di istituire dette «classi propedeutiche», considerandole addirittura «luoghi di segregazione culturale», o «mere strategie di integrazione degli alunni immigrati», ritenendole «soluzioni compensatorie di carattere speciale», avvolte in schemi stereotipi e folkloristici;
la pedagogia interculturale del centro-sinistra, attraverso l'affermazione dell'«universalismo», ha lasciato l'iniziativa alle singole scuole e agli enti locali che, pur avendo agito in maniera equilibrata, non possono attuare strategie per il superamento dei problemi derivanti dall'accoglienza e dalla formazione degli studenti stranieri. Le normative sull'immigrazione del 1998 e del 2002 (Testo unico di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998 e legge n. 189 del 2002) contengono indicazioni utili sulla funzione e sull'uso dei cosiddetti «spazi dotati di strumenti appositamente dedicati», demandando alle scuole e agli enti locali l'iniziativa e la gestione di tali spazi e strumenti mirati all'istituzione di percorsi specifici di alfabetizzazione linguistica di durata variabile;
i dati forniti dal ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca evidenziano come il problema dei ripetenti e della dispersione scolastica incida soprattutto sui ragazzi stranieri. Secondo tali dati, il numero degli studenti stranieri ripetenti è del 4 per cento nella scuola primaria, dell'8 per cento nella scuola secondaria di primo grado e arriva al 14 per cento nella scuola secondaria di secondo grado. In riferimento a quest'ultimo ciclo di istruzione si rilevano, inoltre, incongruenze tra la classe frequentata e l'età, incongruenze che riguardano circa il 75 per cento degli studenti stranieri;
la dimensione della scuola, la quantità di stranieri rispetto alla popolazione scolastica e la quantità di cittadinanze concorrono al successo o all'insuccesso scolastico di tutti gli studenti;
dai dati ministeriali si rileva che per i diversi ordini di scuola gli alunni stranieri sembrano ottenere maggiori risultati quando sono ridotti di numero;
la densità della presenza di alunni con cittadinanza non italiana in piccole scuole sembra non favorire livelli elevati di esiti positivi. Tale fattore si determina maggiormente nelle scuole secondarie di secondo grado dove il decremento degli esiti in rapporto alla maggiore consistenza di alunni stranieri è ancora più accentuato: negli istituti di piccole dimensioni con gruppi minimi di studenti non italiani, il tasso di promozione degli alunni stranieri scende dal 93,29 per cento (da 1 a 5) fino al 78,64 per cento (da 11 a 30) se vi sono consistenti gruppi di alunni stranieri. Negli istituti di medie dimensioni (da 101 a 300 alunni complessivi) si passa dal 91,79 per cento al 78,46 per cento; negliistituti maggiormente dimensionati si passa dall'89,87 per cento all'80,26 per cento; ciò vuol dire che il tasso di promozione di alunni stranieri nelle scuole primarie e secondarie di I grado è inversamente proporzionale alla dimensione della loro presenza nella scuola;
l'elemento della presenza di molte diverse cittadinanze nelle scuole, pur non coincidendo necessariamente con esiti negativi finali degli alunni stranieri, rappresenta un fattore condizionante del complesso sistema educativo e formativo che influenza l'intera classe;
le sopraccitate analisi sugli esiti scolastici sono importanti poiché consentono di comprendere determinate categorie di alunni per i quali l'obiettivo, oltre a quello degli apprendimenti, è anche quello dell'integrazione del sistema scolastico e del sistema sociale;
questa tipologia di alunni con cittadinanza non italiana consegue determinati esiti scolastici, in rapporto al livello di conoscenza della lingua italiana, alla dimensione temporale di scolarizzazione nel nostro Paese, alle misure di accompagnamento per la loro integrazione all'interno e all'esterno dell'ambito scolastico;
tali misure risultano infatti determinate sia dal numero degli studenti stranieri, sia dalle diverse nazionalità presenti nella stessa classe o scuola e dalle conseguenti differenti situazioni culturali e sociali che generano molteplici esigenze cui dare risposta,

impegna il Governo:

a rivedere il sistema di accesso degli studenti stranieri alla scuola di ogni ordine e grado, autorizzando il loro ingresso previo superamento di test e specifiche prove di valutazione;
a istituire classi ponte che consentano agli studenti stranieri che non superano le prove e i test sopra menzionati di frequentare corsi di apprendimento della lingua italiana, propedeutiche all'ingresso degli studenti stranieri nelle classi permanenti;
a non consentire in ogni caso ingressi nelle classi ordinarie oltre il 31 dicembre di ciascun anno, al fine di un razionale ed agevole inserimento degli studenti stranieri nelle nostre scuole e a prevedere, altresì, una distribuzione degli stessi proporzionata al numero complessivo degli alunni per classe, per favorirne la piena integrazione e scongiurare il rischio della formazione di classi di soli alunni stranieri;
a favorire, all'interno delle predette classi ponte, l'attuazione di percorsi monodisciplinari e interdisciplinari, attraverso l'elaborazione di un curricolo formativo essenziale, che tenga conto di progetti interculturali, nonché dell'educazione alla legalità e alla cittadinanza:
a) comprensione dei diritti e doveri (rispetto per gli altri, tolleranza, lealtà, rispetto della legge del paese accogliente);
b) sostegno alla vita democratica;
c) interdipendenza mondiale;
d) rispetto di tradizioni territoriali e regionali del Paese accogliente, senza etnocentrismi;
e) rispetto per la diversità morale e cultura religiosa del Paese accogliente;
a prevedere l'eventuale maggiore fabbisogno di personale docente da assegnare a tali classi, inserendolo nel prossimo programma triennale delle assunzioni di personale docente disciplinato dal decreto-legge n. 97 del 2004, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 143 del 2004, alla cui copertura finanziaria si provvede mediante finanziamenti da iscrivere annualmente nella legge finanziaria.
(1-00033)
(Nuova formulazione) «Cota, Goisis, Grimoldi, Rivolta, Maccanti, Aprea, Frassinetti, Granata, Latteri, Baldelli, Garagnani, Centemero, Barbieri, Barbaro, Caldoro, Carlucci, Ceccacci Rubino, DiCenta, Renato Farina, Giammanco, Lainati, Mazzuca, Murgia, Palmieri, Massimo Parisi, Perina, Rampelli, Ghiglia».(16 settembre 2008)

OldSoccer
15-10-2008, 19.20.33
bene, io non ci trovo nulla di discriminatorio, men che meno di razzista, nessun atteggiamento isolazionista, ma solo un po' di buon senso - almeno nel testo.
Anzi, io credo che per un bambino straniero, che non parla l'italiano, che non sa nulla del paese che lo ospita, essere direttamente inserito in una classe "ordinaria" possa per lui rappresentare un episodio traumatico.

Vedremo poi l'applicazione delle indicazioni, e si valuterà.

luporock
15-10-2008, 19.23.33
Direi che ghettizzare i morettin (così li chiamavano a Verona nel 2000 quando in più di un'occasione mi è capitato di sentire le mamme incazzate di averli nelle classi dei loro figli) sia un buon modo per favorire il processo di integrazione:bah: .
I veri motivi non sono quelli della mozione. Chi è stato al nord lo sa: è un problema vecchio. I genitori dei bambini del nord hanno sempre mal sopportato che i loro figli stessero in classe con gli stranieri.

p.s. chiedere a chi ha insegnato alle elementari del nord.

AtaLupo
15-10-2008, 19.23.48
Vi invito al dibattito che non deve necessariamente sfociare in una questione politica tipo tifosi di Berlusconi o Veltroni.
Io tifo per il centrodestra e quello che fanno è tutto buono.
Io tifo per il centrosinistra e quello che fanno è tutto buono.
Proviamo a ragionare con la nostra testa.

Mi sa che è tempo sprecato purtroppo.

OldSoccer
15-10-2008, 19.44.20
I veri motivi non sono quelli della mozione. Chi è stato al nord lo sa: è un problema vecchio. I genitori dei bambini del nord hanno sempre mal sopportato che i loro figli stessero in classe con gli stranieri.

p.s. chiedere a chi ha insegnato alle elementari del nord.

vabbe', hai fatto il processo alle intenzioni.

Ha ragione Atalupo.

Giovanni
15-10-2008, 19.58.48
E ma basta ogni volta che si fanno queste iniziative che, sulla carta, non hanno nulla di razzistico ma che sono anzi un aiuto all' integrazione (sempre sulla carta le intenzioni sono buone) si comincia a parlare di razzismo.

Well allora chi pensa che tutto ciò sia razzista vada in un paese x, dove si parla la lingua xy e metta il proprio figlio in una classe con tutti gli altri e vediamo cosa impara se neanche riesce a capire quello che gli si dice.
O forse qualcuno pensa che se metto mio figlio italiano in una classe rumena (in romania ovviamente) lui possa imparare qualcosa?

A me pare una cosa intelligente e, se correttemente applicata, una cosa che sarà molto utile ad una futura integrazione di tutti gli extracomunitari regolari.

luporock
15-10-2008, 22.12.03
Per maggiori chiarimenti RaiTRE PRIMO PIANO ORE 23:45.

mister no
15-10-2008, 23.43.08
Separare i bembini per farli integrare meglio: A ME PARE NA STRUNZATA

Paolo79
16-10-2008, 07.51.22
[/URL] Passano gli anni, passano...

L'ipotesi di Calamandrei

Discorso pronunciato da [URL="http://it.wikipedia.org/wiki/Piero_Calamandrei"]Piero Calamandrei (http://clk.tradedoubler.com/click?p=15238&a=1476681&g=16965894&pools=252538) al III congresso dell'Associazione a difesa della scuola nazionale (Adsn), a Roma l'11 febbraio 1950.

Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli, ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.

Allora che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere.

Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.

Pubblicato nella rivista "Scuola democratica", 20 marzo 1950

Dr. Wolf
16-10-2008, 08.17.11
ma perchè ci ostiniamo a non guardare in faccia la realtà arrampicandoci sugli specchi.
La Lega è anti meridione e meridionali e assolutamente xenofoba. Dipendesse da loro saremo in pieno apartheid.
La Lega è un pilastro del governo della Repubblica italiana.

Così è se vi pare.

ANGELO
16-10-2008, 08.40.20
Io davvero sono stanco e affranto, davvero nun ce la faccio più a controbattere a queste stronzate Leghiste e Pidielliste, però, quando leggo che il nostro Presidente Oldsoccer, persona dotata di grande intelligenza nonchè di sano equilibrio, riesce a giustificare frasi di questo tipo:

la scuola italiana deve quindi essere in grado di supportare una politica di «discriminazione transitoria positiva», a favore dei minori immigrati,

a me cadono le braccia !!!!! :azz: :azz: :azz:



Mi sembra come quello che dice di mangiare ..."Croccante di Altamura con norcino al profumo di tartufo" invece di ...Pane e salame !!! :lol: :oops: :grr: :vomito: :vomito: :vomito:

Dr. Wolf
16-10-2008, 09.05.14
Io davvero sono stanco e affranto, davvero nun ce la faccio più a controbattere a queste stronzate Leghiste e Pidielliste, però, quando leggo che il nostro Presidente Oldsoccer, persona dotata di grande intelligenza nonchè di sano equilibrio, riesce a giustificare frasi di questo tipo:

la scuola italiana deve quindi essere in grado di supportare una politica di «discriminazione transitoria positiva», a favore dei minori immigrati,

a me cadono le braccia !!!!! :azz: :azz: :azz:



Mi sembra come quello che dice di mangiare ..."Croccante di Altamura con norcino al profumo di tartufo" invece di ...Pane e salame !!! :lol: :oops: :grr: :vomito: :vomito: :vomito:

Angiolè con i giri di parole si giustifica tutto, inoltre non toccandoci direttamente prevale il chi se ne frega va tutto bene.
A me preoccupa il momento economico e l'estrema debolezza della sinistra, non vorrei si verificasse un deja vu....

ANGELO
16-10-2008, 09.14.57
Hai detto bene Sabì...il giustificare tutto....Qualsiasi cosa facciano questi, i loro "aficionados" sono capaci di trovare la giusta motivazione per cui quella cosa andava fatta...........non c'è più il minimo spirito critico....va tutto bene....è tutto ok !!:azz: :oops: :oops: 'o Maronna mia...aituaci tu....:fischia:


Scommetto che pure se so facessero mette 'nc.....troverebbero una giustificazione.....:lol: :oops: (Paolo, dammi una mano,una delle tue brillanti zeligate.....:D )

Paolo79
16-10-2008, 09.25.54
(Paolo, dammi una mano,una delle tue brillanti zeligate.....:D )

Angiolè, ma uno che, col suo voto, ha contribuito a mandare Marco Pugliese in Parlamento, adda esse ulteriormente sfottuto...!? :eh?:

Aldair
16-10-2008, 10.04.02
Io sono favorevole all'aula diversa.... quella del Parlamento però.
Ne farei infatti una specifica con Borghezio, Calderoli e colleghi vari. :D

Il principio del bambino straniero che potrebbe rallentare il percorso formativo degli altri è analogo a quello dei bambini diversamente abili.
E' stato introdotto l'insegnante di sostegno ma non è stata fatta una classe di diversamente abili (e meno male).
Per gli stranieri si può procedere analogamente: basterebbe organizzare corsi di recupero pomeridiani.

ANGELO
16-10-2008, 10.13.23
Presidè........ma che vuò difende..????? :oops: Attieniti alle "direttive" del tuo partito !!! :fischia:

Scuola; Il 'Secolo d'Italia' boccia Lega: 'Scordatevi apartheid'


Roma, 16 ott. (Apcom) - Il Secolo d'Italia si schiera contro il Carroccio sulla questione delle classi classi ponte per gli studenti immigrati. E lo fa con il titolo di apertura dell'edizione di oggi: 'Scordatevi l'apartheid. La Destra frena la Lega. Anche Alemanno e Polverini in campo'.
Nell'articolo si sottolinea come "la Lega fa bingo con la mozione sulle 'classi di inserimento' riservate agli studenti stranieri. Dopo aver ottenuto anche dal Pdl la firma e l'approvazione del documento se lo è rivenduto come 'mozione leghista' stravolgendone il senso originario di iniziativa a tutela dell'integrazione e della scolarizzazione dei bambini immigrati o figli di immigrati. Così ieri il Pdl si è ritrovato in trincea a difendere un'impostazione che certo non gli appartiene, dalle proteste dell'opposizione".




p.s. già che vi trovate, date na "bottarella" anche a quell'altra rincoglionita della Gelmini......:azz: :azz: :azz:

Ma vir nu poco se amma fa 'o tifo per L'ex An.......:oops: :azz:

ANGELO
16-10-2008, 10.14.21
Angiolè, ma uno che, col suo voto, ha contribuito a mandare Marco Pugliese in Parlamento, adda esse ulteriormente sfottuto...!? :eh?:
No, no ...io dicevo solo sulla battuta finale.....una giustificazione per farselo m......:eheh: :azz:

Dr. Wolf
16-10-2008, 22.33.14
vogliamo discutere seriamente? Bene

Creare classi separate per studenti immigrati è una discriminazione punto. Le ideologie e/o il tifo per questo o quel partito non c'entrano un fico secco.

Il Presidente della Camera Gianfranco Fini ha dichiarato che una misura corretta sarebbe quella di creare per tali studenti corsi di italiano per favorirne l'integrazione. Sono assolutamente d'accordo pur avendo idee politiche diametralmente opposte a quelle del partito rappresentato da Fini.

gabian
16-10-2008, 22.58.58
Io ho fatto le elementari quando non c'erano ancora gli insegnanti di sostegno. O forse dove le ho fatte io non c'erano. Non me lo ricordo. Mi ricordo invece di due ragazzini che venivano da una famiglia un po' disagiata e avevano problemi di apprendimento. Raggiunsi i miei compagni in terza. Le prime due classi le avevo fatte in un'altra città. E, rispetto agli altri stavo appena appena un po' più avanti. Ma c'erano quei due ragazzini che erano parecchio indietro rispetto a tutti. E la maestra era una classista terribile, ma, per non dare a vedere la cosa, promuoveva puntualmente quei due bambini, che alla fin fine stavano sempre peggio. Oltre a promuoverli, non mi ricordo mai nessun gesto, nessun impegno particolare per aiutarli ad andare un po' più speditamente. E nemmeno mi ricordo che si fosse fermata un attimo con chi stava messo meglio per permettere ai due di recuperare.
In linea generale non sono contraria allo spirito della legge. Bisognerà vedere come verrà applicata. E mi dispiace, ma credo dipenda dalla coscienza dei singoli insegnanti. Di quella, per esempio, si parla sempre poco e sempre male.

Dr. Wolf
16-10-2008, 23.02.51
Io ho fatto le elementari quando non c'erano ancora gli insegnanti di sostegno. O forse dove le ho fatte io non c'erano. Non me lo ricordo. Mi ricordo invece di due ragazzini che venivano da una famiglia un po' disagiata e avevano problemi di apprendimento. Raggiunsi i miei compagni in terza. Le prime due classi le avevo fatte in un'altra città. E, rispetto agli altri stavo appena appena un po' più avanti. Ma c'erano quei due ragazzini che erano parecchio indietro rispetto a tutti. E la maestra era una classista terribile, ma, per non dare a vedere la cosa, promuoveva puntualmente quei due bambini, che alla fin fine stavano sempre peggio. Oltre a promuoverli, non mi ricordo mai nessun gesto, nessun impegno particolare per aiutarli ad andare un po' più speditamente. E nemmeno mi ricordo che si fosse fermata un attimo con chi stava messo meglio per permettere ai due di recuperare.
In linea generale non sono contraria allo spirito della legge. Bisognerà vedere come verrà applicata. E mi dispiace, ma credo dipenda dalla coscienza dei singoli insegnanti. Di quella, per esempio, si parla sempre poco e sempre male.

Ok Gabian ma il punto è un altro: la consideri o meno una discriminazione?

gabian
17-10-2008, 01.24.23
Ok Gabian ma il punto è un altro: la consideri o meno una discriminazione?
pensavo fosse chiaro: no, in linea generale. bisogna vedere come la norma verrà applicata.

Dr. Wolf
17-10-2008, 02.33.02
pensavo fosse chiaro: no, in linea generale. bisogna vedere come la norma verrà applicata.

devo quindi ritenere che saresti favorevole anche all'eventuale creazione pro tempore di classi separate per bambini diversamente abili

gabian
17-10-2008, 06.16.35
devo quindi ritenere che saresti favorevole anche all'eventuale creazione pro tempore di classi separate per bambini diversamente abili
sono favorevole a tutti gli strumenti che riducono i divari, siano essi di natura culturale, siano pure di natura fisica. non c'è nulla di discriminatorio in questo.
poi domandina: ma gli studenti stranieri che vogliono iscriversi nelle università italiane, e magari hanno già qualche esame da farsi riconoscere, lo fanno ancora l'esame di cultura generale e di lingua italiana, e hanno ancora parecchie difficoltà nelle convalide? ai miei tempi beh... sì.

non farmi domande capziose pensando di farmi passare per una razzista classista. Perché proprio non lo sono e non mi sento. Guardare in faccia con onestà le differenze, laddove ci fossero, non è razzismo o classismo, ma magari serve a intervenire con più concretezza ed efficacia. questo, te lo ripeto, se c'è onesta intellettuale...
se poi è un'ipocrisia pari al buonismo dilagante... adieu

ah, ps: un po' razzista lo sono per la verità, con i parigini, i francesi di parigi (non le parigine, focacce con dadini di proscutto cotto, eh!). Direbbe un alunno di marcello d'orta: li schifo e li odio :P

ligape
17-10-2008, 06.25.43
lo fanno in spagna lo fanno in francia dagli anni 70 e lo fanno in germania. ma il problema è che questa proposta l'ha fatta la lega quindi per forza di cose deve essere razzista e xenofoba. A vicenza questa idea la praticano da dieci anni e c'è una giunta di sinistra e se avete tempo cercate e leggetevi l'intervista dell'assessore alla pubblica istruzione del pd di vicenza.

Aldair
17-10-2008, 07.05.27
il problema è che questa proposta l'ha fatta la lega quindi per forza di cose deve essere razzista e xenofoba
Ma nemmeno, per forze di cose, deve passare come non razzista e non discriminatoria.

Io valuto il fatto in sè (ad esempio non sono contrario al maestro unico... ci sono cresciuto) e dico che secondo me la formazione di una classe separata per stranieri non può essere stabilito da una legge dello Stato ma lasciato alla discrezionalità dei singoli istituti.

Quanti anni hanno questi bambini?
Da quanto tempo stanno in Italia?
Parlano l'italiano?
Vengono da un'altra scuola ed è solo problema di lingua?

Che fai, se non hai numeri sufficienti per formare classi distinte, metti insieme bambini di 6 e 10 anni?
Bambini che parlano un po' di italiano ed altri che conoscono solo la loro lingua (magari due il rumeno, 3 il senegalese, 6 l'arabo....)?

I relatori di questa legge la smettessero di usare belle parole: nelle loro intenzioni non c'è l'integrazione degli stranieri ma solo la tutela degli italiani e il corretto svolgimento del programma. I problemi di lingua (perchè di quello si tratta, certo non di matematica) si risolvono con frequentazioni obbligatorie di corsi pomeridiani.


ps Mia moglie da piccola andò in Canada per un anno e fu inserita in una classe mista insieme a portoricani, argentini, indiani (i pellerossa non gli asiatici)... ne ha un ricordo pessimo.

Paolo79
17-10-2008, 08.45.25
http://it.youtube.com/watch?v=2OoV9RQS-jw

luporock
17-10-2008, 08.52.09
http://it.youtube.com/watch?v=2OoV9RQS-jw


Ma poi aggiungo: è nello spirito della Lega fare queste cose; perchè volete dimostrarne il contario (questo succede solo al sud per giustificare l'imbarazzo di aver votato quel partito, votando la coalizione di centrodestra).
Al nord non giustificano certi provvedimenti, ne sono convinti, perchè questa è la linea politica della Lega.
Ma scusate: quali sono i motivi della nascita di questo partito? Nei primi anni si parlava di indipendenza, divisione dell'Italia, si parla ancora di Padania. Se questi ci schifano a noi del sud, figurati ai morettìn.
Ho aperto io questo topic perchè ho vissuto per un anno e mezzo nel nord-est ed erano problemi che sollevavano le mamme del nord: da lì nasce la mozione, non vi sforzate troppo.

IL NAPOLETANO
17-10-2008, 10.20.45
Quanti anni hanno questi bambini?
Da quanto tempo stanno in Italia?
Parlano l'italiano?
Vengono da un'altra scuola ed è solo problema di lingua?

Che fai, se non hai numeri sufficienti per formare classi distinte, metti insieme bambini di 6 e 10 anni?
Bambini che parlano un po' di italiano ed altri che conoscono solo la loro lingua (magari due il rumeno, 3 il senegalese, 6 l'arabo....)?

Dovresti andare più a fondo nella tua analisi della norma in discussione. A queste domande ci sono già le risposte, e scommetto proprio che siano quelle che vorresti tu, almeno così si intuisce dal tono del tuo intervento (io invece non le condivido, tanto per non essere mai "normale")

Dr. Wolf
17-10-2008, 14.57.56
sono favorevole a tutti gli strumenti che riducono i divari, siano essi di natura culturale, siano pure di natura fisica. non c'è nulla di discriminatorio in questo.
poi domandina: ma gli studenti stranieri che vogliono iscriversi nelle università italiane, e magari hanno già qualche esame da farsi riconoscere, lo fanno ancora l'esame di cultura generale e di lingua italiana, e hanno ancora parecchie difficoltà nelle convalide? ai miei tempi beh... sì.

non farmi domande capziose pensando di farmi passare per una razzista classista. Perché proprio non lo sono e non mi sento. Guardare in faccia con onestà le differenze, laddove ci fossero, non è razzismo o classismo, ma magari serve a intervenire con più concretezza ed efficacia. questo, te lo ripeto, se c'è onesta intellettuale...
se poi è un'ipocrisia pari al buonismo dilagante... adieu

ah, ps: un po' razzista lo sono per la verità, con i parigini, i francesi di parigi (non le parigine, focacce con dadini di proscutto cotto, eh!). Direbbe un alunno di marcello d'orta: li schifo e li odio :P

L'unico strumento atto a ridurre un divario (sarebbe preferibile utilizzare il termine diversità) è l'integrazione, il resto è comunque discriminazione. Quanto ai divari fisici per fortuna ci pensa la scienza medica ma è un altro discorso.

L'Università è una cosa i bambini un'altra.

Non intendevo porre nessuna domanda capziosa, semplicemente da un pò di tempo resto sgomento di fronte alle prese di posizione da parte della stragrande maggioranza della popolazione italiana in merito a problematiche sociali come quella in questione.

Non credo sia ipocrisia auspicare l'integrazione di bambini stranieri nel tessuto socio-culturale italico.
Quanto al buonismo dilagante, ahimè, vedo tutt'altro in giro.

Sui francesi sono d'accordo con te :P

P.S. Non hai comunque risposto alla mia domanda;-)

ANGELO
17-10-2008, 15.10.57
Volendo sempre restare alla sostanza del provvedimento, quando leggo nel testo ufficiale "discriminazione temporanea positiva" (:eh?: :shock: ma voi l'avete mai sentita una frase del genere prima d'ora...???) dovrei intendere, secondo gli estensori della norma, almeno da quanto ho capito, che chi non conosce la nostra lingua, per un certo periodo rimane nelle classi per così dire "particolari".....
Ora chiedo a qualche esperto di lingue straniere: Non si è sempre detto che il miglior modo di imparare una lingua straniera è parlare, comunicare, vivere la vita quotidiana, lasciando da parte almeno inizialmente le regole grammaticali ????

ligape
17-10-2008, 22.08.20
Ma poi aggiungo: è nello spirito della Lega fare queste cose; perchè volete dimostrarne il contario (questo succede solo al sud per giustificare l'imbarazzo di aver votato quel partito, votando la coalizione di centrodestra).
Al nord non giustificano certi provvedimenti, ne sono convinti, perchè questa è la linea politica della Lega.
Ma scusate: quali sono i motivi della nascita di questo partito? Nei primi anni si parlava di indipendenza, divisione dell'Italia, si parla ancora di Padania. Se questi ci schifano a noi del sud, figurati ai morettìn.
Ho aperto io questo topic perchè ho vissuto per un anno e mezzo nel nord-est ed erano problemi che sollevavano le mamme del nord: da lì nasce la mozione, non vi sforzate troppo.
demagogia allo stato puro anche io ho vissuto al nord e ora sto nelle marche e anche qui le mamme e i papà sollevano gli stessi problemi anzi molti di questi genitori sono del sud

SFAX
17-10-2008, 23.02.02
Si! Sono favorevolmente contrario!

(così l'illuminato concetto "Discriminazione Temporanea Positiva" ha trovato compagnia)

ANGELO
18-10-2008, 08.36.37
Si! Sono favorevolmente contrario!

(così l'illuminato concetto "Discriminazione Temporanea Positiva" ha trovato compagnia)

Grande Sfax......io però aspetto ancora qualcuno che mi spieghi il concetto...........:D

Aldair
18-10-2008, 22.18.33
Dovresti andare più a fondo nella tua analisi della norma in discussione. A queste domande ci sono già le risposte, e scommetto proprio che siano quelle che vorresti tu, almeno così si intuisce dal tono del tuo intervento (io invece non le condivido, tanto per non essere mai "normale")
Veramente di risposta ce n'è solo una ed abbracciava il caso più estremo per una scuola elementare.

Le domande restano tali perchè è impossibile, secondo me, per legge decidere di mandare i bambini stranieri in classi separate.
Se in una scuola di iscrivono 20 bambini di 6 anni che non spiccicano una parola di italiano magari è pure giusto... per poi integrarli nelle classi successive. Farlo a prescindere è una stronzata.
Va lasciata discrezionalità ed autonomia agli istituti scolastici.


ps non ho capito, tu dici che non hai voglia e tempo di discutere dell'argomento e poi mi chiedi di andare più a fondo? :eh?:

Dr. Wolf
18-10-2008, 22.55.25
a mio avviso l'unico intento della legge (non a caso ha suscitato notevoli polemiche tra i partiti di governo) è quello di liberare le classi dei bambini settentrionali dagli extracomunitari.
Volendo essere concreto e propositivo cito quanto ascoltato ieri mattina a Radio anch'io su quanto accade in Francia: i bambini stranieri iniziano la scuola in classi "normali", se dopo sei mesi mostrano notevoli difficoltà linguistiche vengono inseriti in classi cosiddette intensive (tutti di differente nazionalità), per poi ritornare nella classe iniziale. Ebbene i dati riferiscono che la maggioranza dei bambini si integra benissimo da subito.
Purtroppo i gretti leghisti (non credo qualcuno possa offendersi) non conoscono le enormi potenzialità dei bambini, italiani e stranieri.