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Visualizza versione completa : Il campione e la papera (di Mimmo Rossi)


LupoDentrooo
26-04-2007, 22.55.02
"Quando segnerà De Ponti, tutti insieme canteremo : alè, alè, alè lupi alè".
Chi ha vissuto quegli anni, ricorderà sicuramente questi versi che venivano intonati da tutto il Partenio. E Gil, il magico Gil, al canto e ai cori provenienti dagli spalti si esaltava, segnava, gioiva e viveva la sua meravigliosa avventura in biancoverde.

Era il primo anno che l'Avellino giocava in serie A. L'anno della grande scommessa con il mondo intero, con quanti erano convinti che i lupi nella massima categoria avrebbero ricoperto il ruolo di squadra meterasso.
Un solo anno in serie A per poi tornare nella serie cadetta, decisamente più consona ad una città di provincia, dove l'unico svago è il pallone. Quella stagione era vissuta da tutti come un grande avvenimento, qualcosa di irripetibile. Lo stadio ogni domenica era stracolmo di gente. E solo dopo aver vissuto imprese memorabili come la vittoria sul grande Milan, i pareggi conseguiti con Inter e Torino, la gente iniziò a crederci e partita dopo partita nacque la speranza. Il sogno di rimanere in A poteva diventare realtà.


Gianluca De Ponti fu prelevato dal Bologna a campionato iniziato. C'era bisogno di qualcuno in attacco che finalizzasse il gioco. La salvezza passa sempre per i piedi di un bomber. Fu un grande sforzo, soprattutto sotto l'aspetto economico, portare De Ponti in biancoverde. Con la maglia rossoblù aveva disputato alcuni campionati, segnando anche numerosi gol. Una garanzia per l'Avellino di Rino Marchesi che aveva bisogno di uomini esperti ma anche di gol pesanti. De Ponti era il classico opportunista. Sempre al posto giusto nel momento giusto. Passo dinoccolato, capelli lunghi, buono nello scatto, ma efficacissimo sotto rete nell'eludere la sorveglianza dei mastini avversari.

Gil personaggio stravagante: toscanaccio quanto basta, guascone al punto giusto. L'amore innato per il rettangolo di gioco,a volte però anche sfaticato. Non sempre incline come i suoi compagni a seguire le direttive di società e allenatore. Polemico a volte sino alla noia, ma tanto, tanto simpatico.
Quando giunse ad Avellino si presentò con un cappotto di pelliccia ( alla fine degli anni 70 andavano molto di moda) e teneva al guinzaglio una papera. Si, proprio una papera che portava a passeggio per il corso Vittorio Emanuele, tra lo stupore generale degli avellinesi, abituati di sera all'immancabile struscio. "Meglio una papera al guinzaglio che una in campo".... sussurrava la gente vedendolo passare. "Può fare quello che vuole, può portare anche una slitta e vestirsi da eschimese, l'importante che segni e ci faccia divertire".
E De Ponti di gol ne segnò quell'anno e fece divertire quanti la domenica soffrivano e gioivano per le sorti dell'Avellino.

Il primo derby con il Napoli al Partenio vide Gil tra i protagonisti. Il Partenio ancora non era completato: terra battuta al posto dell'attuale pista d'atletica leggera, spalti ancora con impalcature issate, antistadio tutto da inventare. Finì uno ad uno. Nel primo tempo sotto la porta della curva sud Beppe Savoldi, mister due miliardi, anch'egli con lunghi trascorsi bolognesi alle spalle, trasformò un calcio di rigore per gli azzurri. Nella ripresa, dove aveva segnato il bomber partenopeo, De Ponti mise a segno il gol del pareggio, trasformando a sua volta un tiro dagli undici metri.
"Sono stato fra i suoi successori a Bologna - disse a fine partita rivolgendosi a Savoldi - non potevo assolutamente demeritare".

Fu un anno bellissimo che culminò con quel pareggio stupendo nella Torino della strascudettata Juventus. Ultima giornata di un campionato sofferto, tutto in salita per il lupo che al vecchio Comunale fu accompagnato da un esercito di sostenitori. Treni speciali, voli charter, torpedoni biancoverdi e tante, tantissime auto private. All'ultimo atto di un campionato difficile l'Avellino chiedeva un solo punto per tagliare il traguardo della salvezza. Marcantonio Napolitano e Padre Giacinto la mattina di buon ora andarono a messa. Le ultime raccomandazioni al Padreterno affinchè il grande sogno di rimanere in A si avverasse. A Torino la promessa di andare con tutta la squadra a piedi al santuario di Montevergine per ringraziare Mamma Schiavona.
Finì tre a tre, con il povero Alessandrelli tra i pali juventini a subìre due gol che sancirono il pari più esaltante della storia dell'Avellino.
Poi l'ubriacatura di gioia negli spogliatoi. Gil nello stanzone cupo e denso di vapori, fu tra quelli che si lasciò andare ad una gioia incontenibile. Gavettoni per tutti: ne sa qualcosa Ciro Vigorito, allora giornalista del Roma e direttore di Radio Alfa 102. Fu preso di mira dal toscanaccio che aveva già inondato di acqua il simpatico Vincenzo Picioni De Luca, il massaggiatore che curava con dedizione paterna tutta la squadra.
Che bella Torino, che bella la serie A, riconquistata a denti stretti proprio da un manipolo di sconosciuti e da una tifoseria impazzita.

Mimmo Rossi

OldSoccer
27-04-2007, 10.11.56
Io di Gil ricordo l'atteggiamento: quando il gioco si sviluppava lontano, perennemente con le mani ai fianchi, come chi ha appena terminato di scaricare dei pesanti cassoni.
Svogliato, fancazzista, moscio, irritante, immobile ...........................

Tutta apparenza :eheh: :eheh: :eheh:

ANGELO
27-04-2007, 10.15.02
Gil De Ponti, riamane l'autore di uno dei goal più belli della storia dell'Avellino...........Contro il Brescia fuori casa.........Tutto defilato sulla sinistra, di esterno destro mette la palla nel sette opposto !!!
Stupendo !!!!
Il nostro primo grande bomber della A !!!

LupoDentrooo
27-04-2007, 13.04.12
.
immobile ...........................


ma tu quanti anni avevi allora? se ho fatto bene i conti, doveva essere l'età dei primi innamoramenti adolescenziali:fischia:
evidentemente pensavi alla guagliuncella e a Gil non lo guardavi proprio:bah:
ma di chi parli? Azz, era immobile?
ma se si faceva certe sgroppate con quei suoi capelli al vento che pareva un puledro nella prateria?

ma dai:cool: :P

quando il gioco si sviluppava lontano? e perchè, quando il gioco si sviluppava lontano, gli altri attaccanti, di tutte le squadre, che facevano, rincorrevano l'avversario?..andavano in difesa? ma di quali anni parli?

ovvio che uno che si faceva quelle sgroppate (anche per questo non aveva sempre lucidità nella conclusione), una volta conclusa l'azione si arrepusasse:lol:

tra l'altro in linea con il personaggio: irriverente, scanzonato ecc.

a me piaceva da morire. Chi non lo ha visto mai giocare, chi non o ha scoltato mai, chi non lo ha conosciuto ha perso qualcosa di grande.

d'altra parte, non dimenticarlo, quelli erano gli anni del..."noi siamo figli delle stelle". Appunto.

Paolo79
27-04-2007, 13.10.27
Io non l'ho visto, ero piccolissimo, ma papà mi parla sempre di De Ponti per il Corso con una papera al guinzaglio.....

LupoDentrooo
27-04-2007, 13.17.21
Io non l'ho visto, ero piccolissimo, ma papà mi parla sempre di De Ponti per il Corso con una papera al guinzaglio.....
non amava, ma davvero bisognerebbe conoscere il personaggio, essere imbrigliato, il figlio delle stelle.

Oggi, nel calcio dei tanti allenamenti rigidi, e delle società ingessate, piglierebbe multe e finirebbe fuori squadra una marea di volte.

Se riesci a trovare qualche filmato dell'epoca, te ne innamori.

Grande Gil...grande:clap:

Paolo79
27-04-2007, 13.28.17
non amava, ma davvero bisognerebbe conoscere il personaggio, essere imbrigliato, il figlio delle stelle.

Oggi, nel calcio dei tanti allenamenti rigidi, e delle società ingessate, piglierebbe multe e finirebbe fuori squadra una marea di volte.

Se riesci a trovare qualche filmato dell'epoca, te ne innamori.

Grande Gil...grande:clap:

Lho visto in cassetta più volte, ma dal vivo doveva essere un'altra cosa, anche perchè le cassette riguardano solo il calcio giocato....

Professore
27-04-2007, 15.01.15
ci son pagine di storia di "calcio e vita" che sono stati scritte in quegli anni che imperiture vivranno nella cultura del popolo Irpino,

come ogni religone ha i suoi profeti ogni guerra o rivoluzione i suoi protagonisti e filibustieri..

ad Avellino il calcio non è mai stato solo un gioco e Gil De Ponti è stato un po' come Garibaldi o Fra' Diavolo...

uno che spezzava le regole e faceva innamorare..

Aldair
27-04-2007, 15.27.58
Gil De Ponti, riamane l'autore di uno dei goal più belli della storia dell'Avellino...........Contro il Brescia fuori casa.........Tutto defilato sulla sinistra, di esterno destro mette la palla nel sette opposto !!!
Stupendo !!!!
Il nostro primo grande bomber della A !!!

Eccolo qua:

http://www.dropshots.com/day.php?userid=185531&cdate=20070427&ctime=061939

dumdum
27-04-2007, 15.34.14
ma tu quanti anni avevi allora? se ho fatto bene i conti, doveva essere l'età dei primi innamoramenti adolescenziali:fischia:
evidentemente pensavi alla guagliuncella e a Gil non lo guardavi proprio:bah:
ma di chi parli? Azz, era immobile?
ma se si faceva certe sgroppate con quei suoi capelli al vento che pareva un puledro nella prateria?

ma dai:cool: :P

quando il gioco si sviluppava lontano? e perchè, quando il gioco si sviluppava lontano, gli altri attaccanti, di tutte le squadre, che facevano, rincorrevano l'avversario?..andavano in difesa? ma di quali anni parli?

ovvio che uno che si faceva quelle sgroppate (anche per questo non aveva sempre lucidità nella conclusione), una volta conclusa l'azione si arrepusasse:lol:

tra l'altro in linea con il personaggio: irriverente, scanzonato ecc.

a me piaceva da morire. Chi non lo ha visto mai giocare, chi non o ha scoltato mai, chi non lo ha conosciuto ha perso qualcosa di grande.

d'altra parte, non dimenticarlo, quelli erano gli anni del..."noi siamo figli delle stelle". Appunto.



..... com'è vero !!!!!! :clap: :clap: :clap:

ombra
27-04-2007, 15.52.20
Eccolo qua:

http://www.dropshots.com/day.php?userid=185531&cdate=20070427&ctime=061939


Il "Rigamonti" era il mio stadio preferito.
Per la "V" sulle magliette del Brescia e per i sostegni "spigolosi" (unici in quegli anni) delle porte...

Paolo79
27-04-2007, 16.02.03
Io ho esordito al Partenio nel settembre '83, Avellino - Milan 4-0.....
Avevo quattro anni e un mese, da allora non manco mai, ma De Ponti era già andato via.... Mi devo basare sui racconti di Papà....

adorix
03-07-2007, 18.25.09
ma tu quanti anni avevi allora? se ho fatto bene i conti, doveva essere l'età dei primi innamoramenti adolescenziali:fischia:
evidentemente pensavi alla guagliuncella e a Gil non lo guardavi proprio:bah:
ma di chi parli? Azz, era immobile?
ma se si faceva certe sgroppate con quei suoi capelli al vento che pareva un puledro nella prateria?

ma dai:cool: :P

quando il gioco si sviluppava lontano? e perchè, quando il gioco si sviluppava lontano, gli altri attaccanti, di tutte le squadre, che facevano, rincorrevano l'avversario?..andavano in difesa? ma di quali anni parli?

ovvio che uno che si faceva quelle sgroppate (anche per questo non aveva sempre lucidità nella conclusione), una volta conclusa l'azione si arrepusasse:lol:

tra l'altro in linea con il personaggio: irriverente, scanzonato ecc.

a me piaceva da morire. Chi non lo ha visto mai giocare, chi non o ha scoltato mai, chi non lo ha conosciuto ha perso qualcosa di grande.

d'altra parte, non dimenticarlo, quelli erano gli anni del..."noi siamo figli delle stelle". Appunto.


Ma allora non è chiaro che non se ne è mai fottuto dell'Avellino???
Da queste piccole cose si capisce.......................

OldSoccer
03-07-2007, 19.22.07
Ma allora non è chiaro che non se ne è mai fottuto dell'Avellino???
Da queste piccole cose si capisce.......................

Zitto tu, che a De Ponti l'hai visto per la prima volta ind'o poster al bar Picone ...... muccuso ! :lol:

Paolo79
03-07-2007, 20.24.29
Ma allora non è chiaro che non se ne è mai fottuto dell'Avellino???
Da queste piccole cose si capisce.......................
eh si, dell'Avellino se ne fottono solo gli ultras...:fischia: :fischia: :fischia:

Kenzo
04-07-2007, 12.34.27
eh si, dell'Avellino se ne fottono solo gli ultras...:fischia: :fischia: :fischia:

We, campione dell'off topic:P , lascia perdere sto discorso, tanto è solo tempo sprecato!!!:grr:

Gil
09-07-2007, 18.51.55
Sono del '67...quindi a 11 anni... quei due anni che Gil stette ad Avellino...mi fece innammorare per il suo impeto e per quell' aspetto messicano da figlio dei fiori..io giocavo a Roma nei giardini e mentre per loro..i miei amichetti..gli idoli erano Pruzzo e Giordano che tra l'altro segnavano pure parecchi gol...per me ogni gol di Gil nei lupi valeva doppio...perche' piu' difficile da fare...INSOMMA ERA ER PIU' FORTE !!!
Ma nessuno sa dove risiede oggi ?
So che ha avuto problemi di salute..ma non mi azzardo...

ASSITI
09-07-2007, 19.19.21
Purtroppo anche io lessi tempo fa che aveva problemi di salute! Spero abbia risolto! Se però c'è qualcuno che sa dove risiede potremmo mandargli una cartolina!
Comunque è stato un grande bomber!

Aldair
10-07-2007, 00.05.05
Anni fa aveva un negozio di articoli sportivi a Bologna.

LupoDentrooo
16-07-2009, 22.51.27
"Quando segnerà De Ponti, tutti insieme canteremo : alè, alè, alè lupi alè".
Chi ha vissuto quegli anni, ricorderà sicuramente questi versi che venivano intonati da tutto il Partenio. E Gil, il magico Gil, al canto e ai cori provenienti dagli spalti si esaltava, segnava, gioiva e viveva la sua meravigliosa avventura in biancoverde.

"Quando segnerà De Ponti, tutti insieme canteremo : alè, alè, alè lupi alè".

e chi si dimentica, come si può? che belle queste pagine ingiallite, di un tempo distante un secolo:clap:

tex willer
09-08-2009, 19.52.52
mitici erano quei duetti che Gil aveva con il guadalinee della zona d'attacco dell'Avellino ogni qual volta la squadra biancoverde ripiegava in difesa....

Fenrir
12-08-2009, 19.03.01
http://4.bp.blogspot.com/_NGeGWx4__Ms/SPMkYVaN1eI/AAAAAAAAAfU/YWdmufIVj5w/s1600-h/intervista+a+gil.jpg

Fino ad ora abbiamo visto cosa è successo ai compagni di squadra di De Ponti.
Ma il “Bottega dei poveri” cosa ha dovuto superare?

”Nel 1995 è iniziata la mia disavventura: dopo alcuni anni fuori dal calcio, ero andato ad Avellino a fare il secondo di Papadopulo. Avevo una sorta di bernoccolo in testa che continuava a crescere. Mi feci visitare. Il verdetto fu: meningioma, cioè un tumore benigno, ma andava asportato. A Firenze c’era il professor Mennonna (quello che operò d’urgenza Antognoni dopo l’infortunio al cranio del 1981): 12 ore di operazione. Credevo fosse tutto risolto ma dopo quattro anni mi sono sentito male in casa. Sono stato nuovamente operato, 15 ore in sala. Un altro verdetto: plasmocitoma, un tumore maligno che mi ha lasciato in eredità una semiparesi. Sono invalido all’80%: non posso più guidare né lavorare. Cammino male, la gamba sinistra pesa come un macigno, mi gira spesso la testa, lateralmente non ci vedo più, soffro di attacchi di panico.” Un’altra storia, l’ennesima, di un ex giocatore che, dopo aver smesso di giocare, si è ritrovato a dover lottare contro un avversario molto forte: De Ponti è tra quei pochi fortunati che sono riusciti a sconfiggere il proprio male, ma che hanno ancora i segni della lotta.

E’ giusto dire che sia stato il calcio a generare tutto questo?

”Nessuno mi ha mai detto nulla, ma a questo punto ne sono certo. Sul tavolo dello spogliatoio c’era tanto micoren: io però non lo prendevo mai. In compenso mi facevano tante flebo: dicevano che erano ricostituenti. Sarà stato vero? Come fanno a non aprire gli occhi sugli anni Settanta, come fanno a parlare ancora di casualità? Ne ho parlato anche con Carlo Petrini: lui sostiene che i malati, tra noi ex calciatori, sono molti di più. E io mi sento anche più fortunato di altri”.

Una denuncia forte quella di De Ponti.
Una denuncia, però, destinata a cadere nel vuoto.

Ma c’è un altro messaggio che viene lanciato da Gil.

”Abbiamo tutti il dovere di stare vicini ai giovani che cominciano ora col calcio, spiegando loro di stare attenti, non fidarsi, non prendere niente: a 20 anni non ci pensi, ma poi la vita presenta il conto”.

Io non ho altro da aggiungere.

Lasfida
12-08-2009, 19.19.12
http://blog.blogosfere.it/blogs/calciomalato/images/doping/Guariniello%2001.jpg

avellinonelcuore
31-08-2009, 18.28.22
di Gil De Ponti conservo dei ricordi bellissimi legati alla mia infanzia e alle carovane organizzate con mio padre e zii per andare a vedere l'avellino. il ricordo più bello è la vittoria per 1-0 contro la juventus al partenio su rigore trasformato proprio da Gianluca De Ponti. ero in curva nord, ricordo che eravamo tutti all'impiedi (come consuetudine) faceva freddo ma non smettemmo mai di incitare la squadra fino al 90°. resisti gianluca un grosso in bocca al lupo.

Allupato66
11-02-2011, 22.17.38
grazie gil!per chi non l'ha visto giocare che vi siete perso.:clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: