Lupofranco
28-04-2007, 14.56.25
"Piacere, Fortitudo", "Piacere Scandone".
Dopo aver fatto contento Gino, passiamo a cose serie...:D
Penultima partita casalinga contro i vice-campioni d'Italia: della squadra finalista l'anno scorso è rimasto ben poco, di sicuro non l'anima. La rivoluzione estiva, col passaggio dal proprietario storico Seragnoli al vulcanico Martinelli, aveva prodotto un ammasso di talento offensivo male amalgamato e, soprattutto, poco disposto alla difesa e al sacrificio, affidato tra l'altro a Fabrizio frates, eccellente coach che fa della difesa la sua priorità. In seguito si è cercato di porre rimedio con il coach turco Ergin Ataman e un rimescolamento del roster, ma la cura è stata peggiore del male. Infine, il passaggio da Martinelli a Gilberto Sacrati e squadra affidata ad un non-allenatore, l'ex (o attuale, non lo sanno neanche a Bologna) giocatore Dan Gay, che va in panchina col tesseramento da giocatore, coadiuvato da Massimiliano Oldoini, che ha la tessera da capo allenatore. In questo marasma, la società ha praticamente visto svanire il posto per la prossima Eurolega, che le spetterebbe di diritto se arrivasse nella prima metà della classifica (nona, quindi): eventualità praticamente impossibile, vista la classifica. Scorrendo il roster, si nota ancora una squadra ricca di talento, capace di mettere tanti punti a referto non tanto grazie ad un sistema di gioco efficace quanto proprio alle capacità individuali dei vari giocatori: per questo, lo anticipo sin da ora, questa squadra va aggredita sin dal primo secondo, attaccata in penetrazione, senza farla entrare in partita, facendo pesare le superiori motivazioni e il fattore campo ( a proposito, chi viene al Palazzetto, sappia che ci sarà una battaglia, sportiva, naturalmente, ed ognuno sarà chiamato a combatterla). Presentiamo ora il roster Fortitudo.
Con Gay il play titolare è Moochie Norris, giocatore che la NBA l'ha fatta davvero, in particolare a Houston, dove, giocando da cambio di Steve Francis e Cuttino Mobley, si è guadagnato un bel contrattino. Chiariamo subito che non è un play che fa giocare la squadra, ma è giocatore di talento cui piace attaccare il canestro nonostante la statura relativa, anche a costo di forzare molto, mentre il tiro da fuori è abbastanza discontinuo. Per la difesa, passare altove... La guardia titolare è Marco Belinelli, talento azzurro da poco dichiaratosi elleggibile per il draft NBA, grandissimo tiratore in uscita dai blocchi, anche se ultimamente tende a tirare cadendo troppo all'indietro e quindi allontanandosi dal canestro (cosa che rende il tiro immarcabile, ma lo porta anche a fare più sforzo e a rendere comunque il tiro più difficoltoso), molto migliorato quest'anno anche nell'1vs1 in penetrazione, grande atleta, ma difensore a dir poco svogliato, per non dire disinteressato(i 2 recuperi a artita sono frutto solo di qualche anticipo e di qualche buona lettura difensiva, frutto comunque di una maturità insospettabile per un giocatore che, ricordiamolo, ha 21 anni appena compiuti e da 4 gioca da protagonista...). Anche lui in attacco tende un pò a forzare le situazioni, come testimonia il 34% da 3 e le 2.3 palle perse. Le cifre parlano di 16.5 punti a partita, miglior realizzatore italiano del campionato, ma deve migliorare a rimbalzo (1.7 sono pochi per un giocatore della sua statura e del suo atletismo ) e negli assist (1.4 sono pochi per un talento offensivo come lui). E, soprattutto, in ottica NBA deve assolutamente curare la fase difensiva. In ala piccola parte solitamente Alai Digbeu, giocatore francese di grande esperienza (Barcellona e Varese tra le sue ex squadre), ottimo atleta, come tipologia di giocatore assomiglia un pò a Strong: cioè, non intelligentissimo (cestisticamente, si intende), tende a forzare conclusioni dalla lunga con una pessima selezione di tiro (35.8% su 3.9 conclusioni mentre da 2 tira una sola volta a partita col 68%, più 1.6 palle perse), però lotta e contribuisce a rimbalzo (4.3 a partita, cui aggiunge 6.5 punti). Ala forte parte Stefano Mancinelli, l'altro componente dei "Nellis", anche lui in maglia azzurra agli scorsi Mondiali e anche ai precedenti Europei. Per struttura fisica e attitudine è un 'ala piccola, e in questo ruolo gioca per lungo tempo, senza però rendere quanto potrebbe a causa di un tiro ondivago (28% da 3, 67% ai liberi) e al suo utilizzo quasi esclusivo della mano sinistra, mentre molti problemi li crea portando avversari più piccoli spalle a canestro. Da ala forte tattica invece può essere devastante, potendo portare gli avversari lontano da canestro e infilarli con la sua velocità e il suo straripante atletismo. E' un difensore buono ma non eccezionale, però lotta, si applica, e questo molte volte sopperisce ai limiti di tecnica difensiva: sarà lui a prendersi cura per lungo tempo di Radulovic, ed è un duello che potrà condizionare l'esito del match. 9.8 punti col 60% da 2 e 3 rimbalzi (può fare meglio...) le sue cifre. il centro titolare è James Thomas, rimbalzista d'eccezione (10.3 a partita, migliore del campionato) nonostante i soli 203 cm., agonista spaventoso, difensore aggressivo (eccolo, uno che difende d'avvero), contribuisce anche con 11.1 punti a partita frutto di tiri ad alta percentuale (scarichi, rimbalzi offensivi, 3.4 a partita, e qualche movimento di potenza andando sempre verso destra:ha il 62.7% da 2). La nota più lieta della stagione, non a caso Sacrati ha annunciato di volerlo confermare, anche se Siena già si è mossa... La panchina?Cominciamo con Tyus Edney, ebbene sì, proprio il "Titti" che ha dominato sui parquet europei con Zalgiris e Benetton; le caratteristiche sono note: velocità supersonica da un lato all'altro del campo, grande penetratore con capacità di finire anche con soluzioni acrobatiche oppure servendo i lunghi in area, buonissimo tiro dalla media e anche dalla lunga. Allora, dov'è l'inganno? Semplicemente, Tyus comincia a setire il peso degli anni e degli acciacchi (negli ultimi 3 anni ha avuto costanti problemi alle gionocchia), conseguenza del suo modo di giocare molto dispendioso, soprattutto per un giocare di soli 178 cm. Inoltre, non è mai stato un grandissimo difensore, a difesa schierata, cioè quando non deve correre, ha sempre avuto problemi nel far giocare la squadra, ed in più quest'anno sembra molto frustrato dalla situazione che si è venuta a creare. Le sue cifre parlano di 11.1 punti, con cattive percentuali, e 3.3 assist a partita, ma le cifre non possono rispecchiare l'immagine di un giocatore che sembra lontano parente di quel che fu. C'è poi Daniele Cavaliero, play-guardia di talento su cui Sacrati punta per l'anno prossimo: 23 anni e ampi margini di miglioramento, è dotato di un ottimo 1vs1 con palleggio arresto e tiro e grande tiro da 3 punti (46.1% dalla lunga), deve imparare a gestire i ritmi dell'attacco perchè anche lui tende un pò a forzare. Comunque, meriterebbe più spazio. Nel settore lunghi troviamo il francese Jerome Moiso, 11esima scelta assoluta dei Boston Celtics, visto anche agli Hornets, grandissimo talento atletico annacquato però da un infortunio che l'ha tenuto fermo 2 anni prima di approdarea Roma per la prima parte di campionato, oltre che da un'indle pigra, non certo da guerriero. Se ha vogia di giocare può ancora fare la differenza, con la sua capcità di andare a rimbalzo e la sua mano morbida vicino a canestro. Ma la voglia di giocare, quest'anno, l'ha mostrata raramete...&.3 punti e 5.6 rimbalzi con 1.9 palle perse finora nella sua esperienza fortitudina. Infine, l'ultimo arrivato, Goran Jurak, ex Jesi e cantù, ala forte slovena, combattente, esperto, può contibuire in attacco con rimbalzi offensivi (2.2 a partita) e anche con un buon tiro dalla media, in difesa lotta e può dar fastidio, in generale è un giocatore che il suo contributo lo dà sempre. Nelle 5 partite fin qui giocate, 7.4 punti e 5.4 rimbalzi col 58% da 2 in 17 minuti d'impiego.
Come affrontarla? Il discors tecnico è relativo, in questo caso: bisogna aggredirli, bisogna mettere in campo un'energia fisica e mentale psicologica. Bisogna attccarli perchè difensivamente sono deboli per attitudine e applicazione, in maniera tale da non far prendere loro fiducia neanche in attacco. In particolare bisogna attaccare i loro esterni e sperare che Radulovic dia il suo solito contributo anche contro un giocatore come Mancinelli che per caratteritiche è adatto a marcarlo. Quindi, la chiave della partita è aggressività, attccarli sia in difesa che in attacco, sia fisicamente che mentalmente. E il pubblico dovrà contribuire a modo suo...
Dopo aver fatto contento Gino, passiamo a cose serie...:D
Penultima partita casalinga contro i vice-campioni d'Italia: della squadra finalista l'anno scorso è rimasto ben poco, di sicuro non l'anima. La rivoluzione estiva, col passaggio dal proprietario storico Seragnoli al vulcanico Martinelli, aveva prodotto un ammasso di talento offensivo male amalgamato e, soprattutto, poco disposto alla difesa e al sacrificio, affidato tra l'altro a Fabrizio frates, eccellente coach che fa della difesa la sua priorità. In seguito si è cercato di porre rimedio con il coach turco Ergin Ataman e un rimescolamento del roster, ma la cura è stata peggiore del male. Infine, il passaggio da Martinelli a Gilberto Sacrati e squadra affidata ad un non-allenatore, l'ex (o attuale, non lo sanno neanche a Bologna) giocatore Dan Gay, che va in panchina col tesseramento da giocatore, coadiuvato da Massimiliano Oldoini, che ha la tessera da capo allenatore. In questo marasma, la società ha praticamente visto svanire il posto per la prossima Eurolega, che le spetterebbe di diritto se arrivasse nella prima metà della classifica (nona, quindi): eventualità praticamente impossibile, vista la classifica. Scorrendo il roster, si nota ancora una squadra ricca di talento, capace di mettere tanti punti a referto non tanto grazie ad un sistema di gioco efficace quanto proprio alle capacità individuali dei vari giocatori: per questo, lo anticipo sin da ora, questa squadra va aggredita sin dal primo secondo, attaccata in penetrazione, senza farla entrare in partita, facendo pesare le superiori motivazioni e il fattore campo ( a proposito, chi viene al Palazzetto, sappia che ci sarà una battaglia, sportiva, naturalmente, ed ognuno sarà chiamato a combatterla). Presentiamo ora il roster Fortitudo.
Con Gay il play titolare è Moochie Norris, giocatore che la NBA l'ha fatta davvero, in particolare a Houston, dove, giocando da cambio di Steve Francis e Cuttino Mobley, si è guadagnato un bel contrattino. Chiariamo subito che non è un play che fa giocare la squadra, ma è giocatore di talento cui piace attaccare il canestro nonostante la statura relativa, anche a costo di forzare molto, mentre il tiro da fuori è abbastanza discontinuo. Per la difesa, passare altove... La guardia titolare è Marco Belinelli, talento azzurro da poco dichiaratosi elleggibile per il draft NBA, grandissimo tiratore in uscita dai blocchi, anche se ultimamente tende a tirare cadendo troppo all'indietro e quindi allontanandosi dal canestro (cosa che rende il tiro immarcabile, ma lo porta anche a fare più sforzo e a rendere comunque il tiro più difficoltoso), molto migliorato quest'anno anche nell'1vs1 in penetrazione, grande atleta, ma difensore a dir poco svogliato, per non dire disinteressato(i 2 recuperi a artita sono frutto solo di qualche anticipo e di qualche buona lettura difensiva, frutto comunque di una maturità insospettabile per un giocatore che, ricordiamolo, ha 21 anni appena compiuti e da 4 gioca da protagonista...). Anche lui in attacco tende un pò a forzare le situazioni, come testimonia il 34% da 3 e le 2.3 palle perse. Le cifre parlano di 16.5 punti a partita, miglior realizzatore italiano del campionato, ma deve migliorare a rimbalzo (1.7 sono pochi per un giocatore della sua statura e del suo atletismo ) e negli assist (1.4 sono pochi per un talento offensivo come lui). E, soprattutto, in ottica NBA deve assolutamente curare la fase difensiva. In ala piccola parte solitamente Alai Digbeu, giocatore francese di grande esperienza (Barcellona e Varese tra le sue ex squadre), ottimo atleta, come tipologia di giocatore assomiglia un pò a Strong: cioè, non intelligentissimo (cestisticamente, si intende), tende a forzare conclusioni dalla lunga con una pessima selezione di tiro (35.8% su 3.9 conclusioni mentre da 2 tira una sola volta a partita col 68%, più 1.6 palle perse), però lotta e contribuisce a rimbalzo (4.3 a partita, cui aggiunge 6.5 punti). Ala forte parte Stefano Mancinelli, l'altro componente dei "Nellis", anche lui in maglia azzurra agli scorsi Mondiali e anche ai precedenti Europei. Per struttura fisica e attitudine è un 'ala piccola, e in questo ruolo gioca per lungo tempo, senza però rendere quanto potrebbe a causa di un tiro ondivago (28% da 3, 67% ai liberi) e al suo utilizzo quasi esclusivo della mano sinistra, mentre molti problemi li crea portando avversari più piccoli spalle a canestro. Da ala forte tattica invece può essere devastante, potendo portare gli avversari lontano da canestro e infilarli con la sua velocità e il suo straripante atletismo. E' un difensore buono ma non eccezionale, però lotta, si applica, e questo molte volte sopperisce ai limiti di tecnica difensiva: sarà lui a prendersi cura per lungo tempo di Radulovic, ed è un duello che potrà condizionare l'esito del match. 9.8 punti col 60% da 2 e 3 rimbalzi (può fare meglio...) le sue cifre. il centro titolare è James Thomas, rimbalzista d'eccezione (10.3 a partita, migliore del campionato) nonostante i soli 203 cm., agonista spaventoso, difensore aggressivo (eccolo, uno che difende d'avvero), contribuisce anche con 11.1 punti a partita frutto di tiri ad alta percentuale (scarichi, rimbalzi offensivi, 3.4 a partita, e qualche movimento di potenza andando sempre verso destra:ha il 62.7% da 2). La nota più lieta della stagione, non a caso Sacrati ha annunciato di volerlo confermare, anche se Siena già si è mossa... La panchina?Cominciamo con Tyus Edney, ebbene sì, proprio il "Titti" che ha dominato sui parquet europei con Zalgiris e Benetton; le caratteristiche sono note: velocità supersonica da un lato all'altro del campo, grande penetratore con capacità di finire anche con soluzioni acrobatiche oppure servendo i lunghi in area, buonissimo tiro dalla media e anche dalla lunga. Allora, dov'è l'inganno? Semplicemente, Tyus comincia a setire il peso degli anni e degli acciacchi (negli ultimi 3 anni ha avuto costanti problemi alle gionocchia), conseguenza del suo modo di giocare molto dispendioso, soprattutto per un giocare di soli 178 cm. Inoltre, non è mai stato un grandissimo difensore, a difesa schierata, cioè quando non deve correre, ha sempre avuto problemi nel far giocare la squadra, ed in più quest'anno sembra molto frustrato dalla situazione che si è venuta a creare. Le sue cifre parlano di 11.1 punti, con cattive percentuali, e 3.3 assist a partita, ma le cifre non possono rispecchiare l'immagine di un giocatore che sembra lontano parente di quel che fu. C'è poi Daniele Cavaliero, play-guardia di talento su cui Sacrati punta per l'anno prossimo: 23 anni e ampi margini di miglioramento, è dotato di un ottimo 1vs1 con palleggio arresto e tiro e grande tiro da 3 punti (46.1% dalla lunga), deve imparare a gestire i ritmi dell'attacco perchè anche lui tende un pò a forzare. Comunque, meriterebbe più spazio. Nel settore lunghi troviamo il francese Jerome Moiso, 11esima scelta assoluta dei Boston Celtics, visto anche agli Hornets, grandissimo talento atletico annacquato però da un infortunio che l'ha tenuto fermo 2 anni prima di approdarea Roma per la prima parte di campionato, oltre che da un'indle pigra, non certo da guerriero. Se ha vogia di giocare può ancora fare la differenza, con la sua capcità di andare a rimbalzo e la sua mano morbida vicino a canestro. Ma la voglia di giocare, quest'anno, l'ha mostrata raramete...&.3 punti e 5.6 rimbalzi con 1.9 palle perse finora nella sua esperienza fortitudina. Infine, l'ultimo arrivato, Goran Jurak, ex Jesi e cantù, ala forte slovena, combattente, esperto, può contibuire in attacco con rimbalzi offensivi (2.2 a partita) e anche con un buon tiro dalla media, in difesa lotta e può dar fastidio, in generale è un giocatore che il suo contributo lo dà sempre. Nelle 5 partite fin qui giocate, 7.4 punti e 5.4 rimbalzi col 58% da 2 in 17 minuti d'impiego.
Come affrontarla? Il discors tecnico è relativo, in questo caso: bisogna aggredirli, bisogna mettere in campo un'energia fisica e mentale psicologica. Bisogna attccarli perchè difensivamente sono deboli per attitudine e applicazione, in maniera tale da non far prendere loro fiducia neanche in attacco. In particolare bisogna attaccare i loro esterni e sperare che Radulovic dia il suo solito contributo anche contro un giocatore come Mancinelli che per caratteritiche è adatto a marcarlo. Quindi, la chiave della partita è aggressività, attccarli sia in difesa che in attacco, sia fisicamente che mentalmente. E il pubblico dovrà contribuire a modo suo...