Lupofranco
07-05-2007, 19.04.37
Sperando che la scaramanzia faccia il suo corso: "Piacere, Lottomatica"; "Salve, Air":D
Penultima giornata in casa della Lottomatica Roma, squadra che, dopo gli innesti di febbraio, ha cambiato marcia, vincendo 11 delle ultime 13 partite (tra cui 9 di fila, record societario). Il coach è Jasmin Repesa, ex Fortitudo, squadra che ha condotto al secondo scudetto della storia, uno dei migliori allenatori del continente, attualmente anche c.t. della Croazia, sua terra natìa. Il suo è un basket fatto di ritmi alti, con difesa forte e allungata su tutto il campo e transizione offensiva veloce per cercare di trovare un tiro rapido, il che richiede un roster molto profondo per allungare le rotazioni. Roma ha difficoltà proprio quando si tratta di giocare a difesa schierata, anche perchè non ha un vero play ragionatore. .
Il play titolare è Mire Chatman, strepitoso atleta che però è tutto tranne che in grado di gestire i ritmi della squadra: infatti, tende ad andare a 100 all'ora sempre, senza capire quand'è il momento di ragionare (3 palle perse di media, troppe rispetto ai 1.9 assist). Offensivamente è dotato di un buon tiro, di cui però tende ad abusare quando la squadra ha difficoltà ad attaccare, oltre che di buone capacità di penetrazione soprattutto in transizione, sfruttando anche l'esplosività delle sue gambe. In difesa dà fastidio sul portatore di palla e sulle linee di passaggio. Guardia titolare è David Hawkins, altro atleta fantastico, incontenibile quando attacca il canestro grazie alla combinazione di atletismo e fisico massiccio, ha un tiro da fuori non fluidissimo e discontinuo nell'arco della stessa partita, ma sa essere micidiale quando entra in ritmo (come all'andata). Difensivamente, con le sue gambe può tenere chiunque, e inoltre è un falco sulle linee di passaggio. E' stato protagonista di una stagione altalenante, ma le cifre dicono comunque 14.8 punti col 59.5% da 2 su 6.5 tentativi (mostruoso per una guardia), 2 assist, 2.1 recuperi e 2.7 perse (frutto di qualche forzatura di troppo). L'ala piccola è Dejan Bodiroga. Mi fermerei qui, perchè basta il nome per descrivere questo straordinario fuoriclasse. Esordiente a 18 anni in A con la Trieste di Tanjevic, campione d'Italia con l'Olimpia Milano, campione d'Europa per club con Panathinaikos e Barcellona, campione d'Europa e del Mondo per nazioni con la Serbia-Jugoslavia, fino a qualche anno fa chi voleva vincere l'Eurolega prendeva lui come primo acquisto. Non è mai stato un grande atleta, ma ha sopperito con l'altezza (205 cm., tanti per un esterno) e una classe immensa:lento in apparenza, ma veloce di testa, un maestro di tecnica, sia nell'attaccare il canestro che spalle a canestro, con un tiro dalla media e dalla lunga mortifero, soprattutto nei momenti che contano. Un vincente, ancora oggi, nonostante l'età e il declino fisico: se i compagni lo sorreggono, può ancora vincere le partite nei finali punto a punto. In difesa è vulnerabile, ma con l'intelligenza sopperisce alla lentezza di piedi. Le cifre dicono 13.9 ounti col 58.5% da 2, il 38.8% da 3, un inusuale 70.4% ai liberi, 4.4 rimbalzi e 2.4 assist a partita, ma questo è uno di quei casi in cui le cifre dicono poco. In ala forte parte solitamente Ognjen Askrabic, bosniaco di 207 cm., grande esperienza, non un grandissimo atleta, ma giocatore intelligente, con buona mano dalla media distanza. Reduce da un infortunio, in dubbio per mercoledì. In centro parte Erazem Lorbek, il protagonista involontario dei guai della Benetton. 208 cm., il suo ruolo in realtà è quello di ala forte, dotato con'è di una mano dolcissima, anche dalla lunga, di movimenti fluidi e braccia lunghe. Rispetto agli anni in Fortitudo sta mostrando anche maggiori cattiveria e reattività sotto le plance. Da quando è tornato in Italia, su 17 partite tra Treviso e Roma ne ha perse solo 2, e non è un caso: i suoi 14.9 punti (col 67% da 2), 6.3 rimbalzi e anche 2.3 recuperi (per 21.6 di valutazione media) sono una delle principali motivazioni della scalata di roma al secondo posto. Passando alla panchina, troviamo Jacopo Giacchetti, playmaker toscano artefice a soli 17 anni dell'ultima promozione di Livorno, cui piace spingere in velocità, ma che ha qualche problema nel leggere le difese e nel tiro da fuori, mentre in difesa dà molto fastidio sui portatori di palla. C'è poi la guardia-ala islandese Jon Stefansson, ex Napoli, faccia e fisico da fotomodello ma cuore e grinta da pugile, nonostante le origini "glaciali": difensore duro che entra sotto la pelle dell'avversario, gran tiratore dagli scarichi e in uscita dai blocchi, ha rivelato quest'anno anche insospettabili doti da match-winner (chiedere a Livorno...). Completa il reparto esterni Alex Righetti, altro grande tiratore soprattutto in uscita dai blocchi, giocatore che tende a dare un contributo quasi esclusivamente offensivo, producendo tanti punti in pochi minuti (6.4 in 16'": se non entra in ritmo, tende ad uscire dalla partita. Nel reparto lunghi troviamo il capitano, Alessandro "Tonno" Tonolli, che dà un contributo fatto soprattutto di difesa ed energia (ottimo stoppatore, grazie ad atletismo e scelta di tempo), mentre in attacco mostra solo un frontale piazzato, anhe da 3, che però va e viene. Ci sono poi due protagonisti dell'argento olimpico di Atene 2004: Roberto "Ghiaccione" Chiacig, centro di stazza enorme che ha costruito una carriera con i suoi movimenti di potenza e la sua capacità di prendere posizione vicino a canestro, in calo negli ultimi anni, ma giocatore su cui Repesa conta molto in prospettiva play-off, e Luca Garri, ala forte di grande talento che però ha sempre espresso il meglio in squadre medio-piccole, quando non ha dovuto condividere minuti e responsabilità con altri giocatori di eguale o maggiore importanza, classico giocatore che ha bisogno di sentire fiducia intorno a sè per rendere. Completa il roster Roberto Gabini, rocciosa ala piccola/forte argentina dal gran fisico, utilizzato poco o niente quest'anno.
Molto sinceramente, non nutro grosse speranze per la partità di mercoledì: Roma è in ottimo momento di forma, è profonda, ha un coach esigente che sa bene quanto sia importante arrivare il più in alto possibile in vista dei play-off. A noi mancherà Jamison, oltretutto, e penso vedremo per molto tempo il quintetto piccolo con Strong da 4. La cosa migliore che si potrebbe fare è giocare senza nulla da perdere, come fatto a Milano e Bologna, cercando anche di risparmiare energie in vista della sfida con Biella Penso sia importante tenere i ritmi bassi, perchè la Lottomatica tende a prendere fiducia se realizza molti canestri facili in transizione primaria o secondaria, e mettere pressione (soprattutto con Zimmerman, ovviamente) ai portatori di palla avversari. Per il resto, io mi concentrerò più sulla partita di Teramo...
Penultima giornata in casa della Lottomatica Roma, squadra che, dopo gli innesti di febbraio, ha cambiato marcia, vincendo 11 delle ultime 13 partite (tra cui 9 di fila, record societario). Il coach è Jasmin Repesa, ex Fortitudo, squadra che ha condotto al secondo scudetto della storia, uno dei migliori allenatori del continente, attualmente anche c.t. della Croazia, sua terra natìa. Il suo è un basket fatto di ritmi alti, con difesa forte e allungata su tutto il campo e transizione offensiva veloce per cercare di trovare un tiro rapido, il che richiede un roster molto profondo per allungare le rotazioni. Roma ha difficoltà proprio quando si tratta di giocare a difesa schierata, anche perchè non ha un vero play ragionatore. .
Il play titolare è Mire Chatman, strepitoso atleta che però è tutto tranne che in grado di gestire i ritmi della squadra: infatti, tende ad andare a 100 all'ora sempre, senza capire quand'è il momento di ragionare (3 palle perse di media, troppe rispetto ai 1.9 assist). Offensivamente è dotato di un buon tiro, di cui però tende ad abusare quando la squadra ha difficoltà ad attaccare, oltre che di buone capacità di penetrazione soprattutto in transizione, sfruttando anche l'esplosività delle sue gambe. In difesa dà fastidio sul portatore di palla e sulle linee di passaggio. Guardia titolare è David Hawkins, altro atleta fantastico, incontenibile quando attacca il canestro grazie alla combinazione di atletismo e fisico massiccio, ha un tiro da fuori non fluidissimo e discontinuo nell'arco della stessa partita, ma sa essere micidiale quando entra in ritmo (come all'andata). Difensivamente, con le sue gambe può tenere chiunque, e inoltre è un falco sulle linee di passaggio. E' stato protagonista di una stagione altalenante, ma le cifre dicono comunque 14.8 punti col 59.5% da 2 su 6.5 tentativi (mostruoso per una guardia), 2 assist, 2.1 recuperi e 2.7 perse (frutto di qualche forzatura di troppo). L'ala piccola è Dejan Bodiroga. Mi fermerei qui, perchè basta il nome per descrivere questo straordinario fuoriclasse. Esordiente a 18 anni in A con la Trieste di Tanjevic, campione d'Italia con l'Olimpia Milano, campione d'Europa per club con Panathinaikos e Barcellona, campione d'Europa e del Mondo per nazioni con la Serbia-Jugoslavia, fino a qualche anno fa chi voleva vincere l'Eurolega prendeva lui come primo acquisto. Non è mai stato un grande atleta, ma ha sopperito con l'altezza (205 cm., tanti per un esterno) e una classe immensa:lento in apparenza, ma veloce di testa, un maestro di tecnica, sia nell'attaccare il canestro che spalle a canestro, con un tiro dalla media e dalla lunga mortifero, soprattutto nei momenti che contano. Un vincente, ancora oggi, nonostante l'età e il declino fisico: se i compagni lo sorreggono, può ancora vincere le partite nei finali punto a punto. In difesa è vulnerabile, ma con l'intelligenza sopperisce alla lentezza di piedi. Le cifre dicono 13.9 ounti col 58.5% da 2, il 38.8% da 3, un inusuale 70.4% ai liberi, 4.4 rimbalzi e 2.4 assist a partita, ma questo è uno di quei casi in cui le cifre dicono poco. In ala forte parte solitamente Ognjen Askrabic, bosniaco di 207 cm., grande esperienza, non un grandissimo atleta, ma giocatore intelligente, con buona mano dalla media distanza. Reduce da un infortunio, in dubbio per mercoledì. In centro parte Erazem Lorbek, il protagonista involontario dei guai della Benetton. 208 cm., il suo ruolo in realtà è quello di ala forte, dotato con'è di una mano dolcissima, anche dalla lunga, di movimenti fluidi e braccia lunghe. Rispetto agli anni in Fortitudo sta mostrando anche maggiori cattiveria e reattività sotto le plance. Da quando è tornato in Italia, su 17 partite tra Treviso e Roma ne ha perse solo 2, e non è un caso: i suoi 14.9 punti (col 67% da 2), 6.3 rimbalzi e anche 2.3 recuperi (per 21.6 di valutazione media) sono una delle principali motivazioni della scalata di roma al secondo posto. Passando alla panchina, troviamo Jacopo Giacchetti, playmaker toscano artefice a soli 17 anni dell'ultima promozione di Livorno, cui piace spingere in velocità, ma che ha qualche problema nel leggere le difese e nel tiro da fuori, mentre in difesa dà molto fastidio sui portatori di palla. C'è poi la guardia-ala islandese Jon Stefansson, ex Napoli, faccia e fisico da fotomodello ma cuore e grinta da pugile, nonostante le origini "glaciali": difensore duro che entra sotto la pelle dell'avversario, gran tiratore dagli scarichi e in uscita dai blocchi, ha rivelato quest'anno anche insospettabili doti da match-winner (chiedere a Livorno...). Completa il reparto esterni Alex Righetti, altro grande tiratore soprattutto in uscita dai blocchi, giocatore che tende a dare un contributo quasi esclusivamente offensivo, producendo tanti punti in pochi minuti (6.4 in 16'": se non entra in ritmo, tende ad uscire dalla partita. Nel reparto lunghi troviamo il capitano, Alessandro "Tonno" Tonolli, che dà un contributo fatto soprattutto di difesa ed energia (ottimo stoppatore, grazie ad atletismo e scelta di tempo), mentre in attacco mostra solo un frontale piazzato, anhe da 3, che però va e viene. Ci sono poi due protagonisti dell'argento olimpico di Atene 2004: Roberto "Ghiaccione" Chiacig, centro di stazza enorme che ha costruito una carriera con i suoi movimenti di potenza e la sua capacità di prendere posizione vicino a canestro, in calo negli ultimi anni, ma giocatore su cui Repesa conta molto in prospettiva play-off, e Luca Garri, ala forte di grande talento che però ha sempre espresso il meglio in squadre medio-piccole, quando non ha dovuto condividere minuti e responsabilità con altri giocatori di eguale o maggiore importanza, classico giocatore che ha bisogno di sentire fiducia intorno a sè per rendere. Completa il roster Roberto Gabini, rocciosa ala piccola/forte argentina dal gran fisico, utilizzato poco o niente quest'anno.
Molto sinceramente, non nutro grosse speranze per la partità di mercoledì: Roma è in ottimo momento di forma, è profonda, ha un coach esigente che sa bene quanto sia importante arrivare il più in alto possibile in vista dei play-off. A noi mancherà Jamison, oltretutto, e penso vedremo per molto tempo il quintetto piccolo con Strong da 4. La cosa migliore che si potrebbe fare è giocare senza nulla da perdere, come fatto a Milano e Bologna, cercando anche di risparmiare energie in vista della sfida con Biella Penso sia importante tenere i ritmi bassi, perchè la Lottomatica tende a prendere fiducia se realizza molti canestri facili in transizione primaria o secondaria, e mettere pressione (soprattutto con Zimmerman, ovviamente) ai portatori di palla avversari. Per il resto, io mi concentrerò più sulla partita di Teramo...