Nobiltà Irpina
10-11-2009, 03.50.23
Le voci di dentro d’uno strano campionato.Saggio di Antonio Iannaccone, analfabeta di ritorno.
Una porta che si apre, il frusciare dei rami, la notte. Un lupo che ulula mentre a valle risponde una civetta. Squarci di luce sinistra che irrompono nel nostro mondo ordinato.
Segmenti oscuri di caos e profondità abissali.Interrogativi.
Così, strani, irrequieti, questi mesi dalla scomparsa del Lupo Maggiore, il 4960.Il Pater Animus.
Ora questa squadra da alcuni subito amata, corteggiata, coperta da petali di rose, da altri vista con sospetto, ancora non toccata, allontanata, amore, perché non torni, amore perduto.
Strano serpeggiare di pensieri inesprimibili. Che cosa è successo davvero? La mente cerca di cesellare, scolpire il passato, ma i ricordi sono confusi. PROFONDO E’ IL POZZO DEL PASSATO, chi si scorge troppo, si dice che non vi sia più tornato, dal passato. Quelli che vi si sono perduti, sono i dormienti, i folli, i mistici, perduti nell’oceano del mistero.
Il presente chiama a se schiere di mortali. Il presente ha fame di vita. Rumori di traffico, baluginio di vestaglie luminescenti. La mattina, puoi sentirle ridere mentre preparano il caffè. Sono le donne. Le sacerdotesse del partorire. Le donne. Il pilastro dell’Universo. Un male necessario e gelido, come il vento di Gennaio.
Chi siamo, dove andiamo, da dove veniamo. Signori questa è una squadra fantasma, oggi è forte domani sarà debole. Mi piace. Sento i rumori delle catene che salgono dal sepolcro. Vampiri millenari che rientrano nei loro catafalchi, dopo lunghe perlustrazioni sulla neve di Mezzanotte.
Mi piace questa squadra a metà strada tra Dylan Dog e Batman.Gotica, triste, oscura anche quando vince.
Sì perché siamo morti e sospesi tra la vita e la morte.Siamo i non morti, sopravvissuti ad un fallimento con lapide 1912 – 2009 + eppure vivi perché continuiamo a sperare.
Una squadra oscillante tra sprazzi di Toscane e Darrighiane geometrie ed inutili amnesie.
Siamo noi, i resuscitati, quelli che dove vanno fanno paura, anche se perdiamo, loro, i nostri avversari lo sanno. Siamo i NON MORTI.
10.11.2009
Antonio Iannaccone, alias NI, alias il piccolo prete.
http://img258.imageshack.us/img258/8889/orphange.jpg
" Siamo nati con i morti: guarda, tornano e ci portano con loro. "
T.S. Eliot, Quattro Quartetti
Una porta che si apre, il frusciare dei rami, la notte. Un lupo che ulula mentre a valle risponde una civetta. Squarci di luce sinistra che irrompono nel nostro mondo ordinato.
Segmenti oscuri di caos e profondità abissali.Interrogativi.
Così, strani, irrequieti, questi mesi dalla scomparsa del Lupo Maggiore, il 4960.Il Pater Animus.
Ora questa squadra da alcuni subito amata, corteggiata, coperta da petali di rose, da altri vista con sospetto, ancora non toccata, allontanata, amore, perché non torni, amore perduto.
Strano serpeggiare di pensieri inesprimibili. Che cosa è successo davvero? La mente cerca di cesellare, scolpire il passato, ma i ricordi sono confusi. PROFONDO E’ IL POZZO DEL PASSATO, chi si scorge troppo, si dice che non vi sia più tornato, dal passato. Quelli che vi si sono perduti, sono i dormienti, i folli, i mistici, perduti nell’oceano del mistero.
Il presente chiama a se schiere di mortali. Il presente ha fame di vita. Rumori di traffico, baluginio di vestaglie luminescenti. La mattina, puoi sentirle ridere mentre preparano il caffè. Sono le donne. Le sacerdotesse del partorire. Le donne. Il pilastro dell’Universo. Un male necessario e gelido, come il vento di Gennaio.
Chi siamo, dove andiamo, da dove veniamo. Signori questa è una squadra fantasma, oggi è forte domani sarà debole. Mi piace. Sento i rumori delle catene che salgono dal sepolcro. Vampiri millenari che rientrano nei loro catafalchi, dopo lunghe perlustrazioni sulla neve di Mezzanotte.
Mi piace questa squadra a metà strada tra Dylan Dog e Batman.Gotica, triste, oscura anche quando vince.
Sì perché siamo morti e sospesi tra la vita e la morte.Siamo i non morti, sopravvissuti ad un fallimento con lapide 1912 – 2009 + eppure vivi perché continuiamo a sperare.
Una squadra oscillante tra sprazzi di Toscane e Darrighiane geometrie ed inutili amnesie.
Siamo noi, i resuscitati, quelli che dove vanno fanno paura, anche se perdiamo, loro, i nostri avversari lo sanno. Siamo i NON MORTI.
10.11.2009
Antonio Iannaccone, alias NI, alias il piccolo prete.
http://img258.imageshack.us/img258/8889/orphange.jpg
" Siamo nati con i morti: guarda, tornano e ci portano con loro. "
T.S. Eliot, Quattro Quartetti