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Visualizza versione completa : Camilli: "Cuccu resta se..."


Due Calzini
18-05-2007, 14.02.29
Magicamente sospeso tra B e C il Grosseto del patron Piero Camilli, da sette anni ai vertici della società maremmana.
La gioia per l'imminente festa-promozione si alterna alla tensione per la sfida di Supercoppa di Lega contro la vincitrice del girone B, il Ravenna, e all'apprensione per la cadetteria che verrà (sarà la prima volta, in 95 anni di storia, per il piccolo Grosseto).
Un momento di passaggio che il presidente Camilli vive con la consueta, tracimante emotività.
Presidente, gli addetti ai lavori si chiedono se Cuccureddu rimarrà a Grosseto anche l'anno prossimo...
"In linea di principio chi ha vinto andrebbe confermato, ma dopo la promozione diretta non ci siamo ancora incontrati perchè stiamo preparando questa doppia finale di Coppa contro il Ravenna cui teniamo molto. Sarebbe la ciliegina sulla torta.
Se però ha delle offerte importanti e maggiormente gratificanti dal punto di vista economico, può anche decidere di accettarle.
La nostra filosofia non cambia, da noi resta solo chi è contento e chi accetta programmi e budget societario.
Qui comando io, io detto le regole. Se agli altri stanno bene, perfetto, altrimenti...
Così interpreto il calcio, senza peraltro avere la pretesa di entrare nello spogliatoio. So che quest'anno gli ho messo a disposizione una grande squadra e posso garantire che quella dell'anno prossimo non sarà male perché nessuno vuole fare brutta figura".
Chi le sta simpatico tra i presidenti del professionismo?
"Non ho modelli o miti. Mi è simpatico Corsi dell'Empoli perché ci sa fare ed è un grande intenditore di calcio. Non mi dispiace Lotito".
Tanti si chiedono anche se il Grosseto non sarà costretto ad emigrare per il problema dell'inadeguatezza dell'impianto.
"Ho avuto un incontro con il sindaco. Il calcio è di tutta la città, non solo mio.
La situazione è continuamente monitorata. Certo, il nostro vecchio stadio è da ristruttura perché poteva andare bene 40 anni fa, non oggi. Per la B è carente da più punti di vista.
La capienza si aggira sugli 8.000 posti, ma, con qualche piccolo sforzo, può essere portata anche a 10.000. E mi auguro che siano occupati da tutti grossetani fidelizzati, in modo da avere il tutto esaurito ad ogni partita.
Purtroppo non ci saranno le grandi squadre che ci son state quest'anno e destinate a salire in A. Ma è anche normale e giusto che realtà come Juventus, Napoli e Genoa stiano di diritto nel calcio che conta. Hanno "sofferto" anche troppo".
Quanto dovrà cambiare il Grosseto per poter disputare un campionato dignitoso in serie B?
"Be', ricordiamoci che siamo pur sempre la squadra che ha vinto il campionato. Una squadra importante.
Fatta questa premessa, diciamo che 10-12 elementi dell'attuale rosa rimarranno a Grosseto poi integreremo con qualcuno scelto con attenzione e oculatezza".
Nella vostra B ci saranno particolari rivalità regionali?
No, direi proprio di no. Siamo gli ultimi arrivati e non abbiamo particolari rivalità. Forse un po' con Siena, ma non per questo auguro ai corregionali di retrocedere. Né tantomeno ce n'è con il Pisa che anzi mi auguro possa raggiungerci in B."
Si dice che lei gestisca i rapporti in maniera...singolare.
"Il presidente tira i fili, non si può esimere da discorsi tecnici se è vero che il calcio, oggi come oggi, è un'azienda. E tutti i miei dipendenti devono rendere conto. A partire dall'allenatore se schiera portiere un tesserato che è stato acquistato per giocare centravanti. Premesso questo, come già detto, sono uno che non sconfina".
Ricordi ai lettori da quanti anni è presidente del Grosseto e quanti allenatori ha cambiato...
"Sono presidente da 7 anni e come minimo ho cambiato sedici-diciassette allenatori. Ma ogni anno siamo migliorati: passando dalla D alla C2, dai play off alla promozione diretta in B. E quelli che ho cambiato non è che poi siano andati ad allenare il Real Madrid.
Il miglior ricordo ce l'ho di Magrini. Una persona onesta, troppo onesta e buona per il mondo del calcio. Purtroppo è andata così, ho dovuto cambiare anche lui.
Comunque ho un'ottima opinione anche di Cuccureddu, per carità".
Lei contesta l'affermazione secondo cui il Grosseto si sostenga con un politica di prestiti.
"Guardi, noi non abbiamo alleanze privilegiate e ci facciamo tutto in casa. L'unico prestito è il difensore Mengoni che è di proprietà del Chievo Verona.
Sorrentino (l'ex avellinese nativo di Melito Irpino, ndr)? E' in comproprietà con il Parma, i soldi li abbiamo tirati fuori. Come Valeri, metà nostro e metà dell'Inter.
Il Grosseto, comunque, è una società che conta su se stessa e che non ha mai preso un premio di valorizzazione. Abbiamo dato al grande calcio elementi come: Giallombardo, Parola, Antonazzo".
Che si aspetta dalla B?
"Che vuole che le dica? Ora c'è un po' di apprensione, ma vedrà che prenderemo fiducia e ci batteremo per una dignitosa salvezza".